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Ormoni Tiroidei

MypersonaltrainerTv11:26

Transcription

Ben ritrovati su My personal trainer tv. Prima di parlarvi di ormoni tiroidei, è importante ricordare che cos'è un ormone. La parola "ormoni" deriva dal greco "ormo", che significa mettere in moto, stimolare, eccitare. In effetti, gli ormoni sono messaggeri chimici che trasmettono determinati segnali da una cellula ad un'altra. In questi messaggi, veicolati dagli ormoni, sono contenute tutte le istruzioni e gli ordini necessari per regolare il metabolismo o l'attività delle cellule destinatarie del massaggio. Ogni ormone è quindi specifico per uno o più gruppi di cellule. Una cellula è sensibile all'azione di un ormone solo se la sua parete esterna possiede un recettore specifico, cioè una cassetta della posta adatta ad accogliere il messaggio.

La nostra tiroide può essere paragonata ad una vera e propria fabbrica di ormoni che influenzano l'attività di buona parte dell'organismo. Un altro paragone molto in voga accomuna la tiroide ad un termostato, in grado di accelerare o diminuire il metabolismo corporeo a seconda delle condizioni. La tiroide è quindi una ghiandola endocrina: ghiandola perché produce e libera ormoni, endocrina in quanto riversa il suo secreto nel flusso sanguigno. Come abbiamo visto nella lezione sull'anatomia della tiroide, questa ghiandola, forma di farfalla con le ali spiegate, è composta da tanti sacchetti sferici detti follicoli tiroidei. Questi follicoli rappresentano l'unità funzionale della tiroide e fungono sia da fabbrica che da magazzino per gli ormoni tiroidei. In particolare, i follicoli producono due ormoni importantissimi: la tiroxina, chiamata più semplicemente T4, e la triiodotironina, chiamata più semplicemente T3. Questi ormoni sono responsabili del corretto funzionamento di molti organi e tessuti corporei. I tipi di cellule sulle quali agiscono sono quindi molteplici. Le numerose funzioni di T3 e T4 saranno approfondite in un prossimo video, mentre in questa presentazione ci concentreremo sui meccanismi che ne regolano la produzione e la secrezione.

Gli ormoni tiroidei vengono prodotti in risposta alla stimolazione di un altro ormone, il cosiddetto TSH o ormone tireotropo, che viene prodotto e secreto dall'ipofisi anteriore. Questa piccolissima ghiandola, situata alla base del cranio, secerne quindi il TSH, tramite il quale influenza direttamente l'attività della tiroide. A sua volta, però, il rilascio di TSH da parte dell'ipofisi è controllato da un altro ormone, il TRH, prodotto e secreto dall'ipotalamo.

Facciamo un passo indietro per capire meglio. Dunque, abbiamo visto che il TSH è secreto dall'ipofisi anteriore, che è una ghiandola situata alla base del cervello. Il TSH agisce sulle cellule follicolari della tiroide, promuovendo la produzione e il rilascio di ormoni tiroidei T3 e T4 nel circolo ematico. A questo punto è fondamentale capire che il conseguente aumento degli ormoni tiroidei nel circolo sanguigno ha un effetto inibitorio sia sul rilascio di TSH che su quello del TRH. Questo meccanismo è detto feedback negativo e allo scopo di mantenere gli ormoni tiroidei entro livelli stabili fisiologici, che si adeguano alle differenti condizioni dell'organismo.

Facciamo ora un esempio per capire meglio il concetto. Il freddo viene captato dal centro termoregolatore dell'ipotalamo, il quale risponde secernendo TRH. Questo ormone stimola l'ipofisi a secernere TSH, che a sua volta fa scattare l'ordine di secernere più ormoni tiroidei. A questo punto, T3 e T4 agiscono alzando il metabolismo basale, quindi generando un riscaldamento corporeo. È però importante evitare il surriscaldamento dell'organismo ed è per questo che l'aumento di questi ormoni in circolo spegne la secrezione di TRH e TSH con un meccanismo di tipo feedback negativo. Tutto il nostro corpo funziona con meccanismi di questo tipo, poiché è importante mantenere l'omeostasi, cioè l'equilibrio tra le varie funzioni corporee.

Il dosaggio del TSH nel sangue è quindi molto utile a fini diagnostici. Poco TSH significa che l'ipofisi sta cercando di mettere le redini ad una tiroide iperattiva. Viceversa, quando abbiamo tanto TSH in circolo, significa che è presente l'ipotiroidismo. L'ipofisi, infatti, aumentando le quantità di TSH in circolo, cerca di convincere la tiroide a produrre più ormone.

Per la sintesi degli ormoni tiroidei sono indispensabili alcuni elementi: lo iodio, l'aminoacido tirosina e l'enzima tireoperossidasi. Apro una piccola parentesi sullo iodio. Come i più sapranno, lo iodio è essenziale per il corretto funzionamento della tiroide. È infatti presente nella struttura chimica di entrambi gli ormoni tiroidei. Inoltre, partecipa in maniera determinante al controllo della loro produzione e liberazione nel circolo ematico. Per questi motivi, è molto importante assicurare un sufficiente apporto di iodio con gli alimenti. Ne sono particolarmente ricchi i pesci di mare, i crostacei e, naturalmente, il sale iodato, fondamentale per combattere la carenza iodica molto diffusa anche in Italia.

Un'assunzione insufficiente di iodio comporta un'alterata sintesi e ridotte concentrazioni di ormoni tiroidei. Questa carenza di T3 e T4 può provocare diverse manifestazioni cliniche. La conseguenza più conosciuta è il gozzo, cioè l'ingrandimento della tiroide. E a questo punto dovremmo intuire perché insorge. Abbiamo infatti visto come bassi livelli di ormoni tiroidei stimolino il rilascio di TRH e TSH. Se però non c'è abbastanza iodio, i livelli di T3 e T4 continuano a rimanere bassi. La stimolazione del TSH continua ad essere elevata e la tiroide, ipers stimolata, si ingrandisce dando origine al gozzo.

Nella colloide, che è presente all'interno della cavità dei follicoli tiroidei, oltre allo iodio depositato sotto forma di ione ioduro, si trovano anche gli enzimi per la sintesi di T3 e T4 e la tireoglobulina, che funge da precursore per gli ormoni tiroidei. La tiroxina e la triiodotironina derivano infatti dall'aminoacido tirosina e la tireoglobulina fornisce proprio i residui tirosinici necessari a tale sintesi. Tutti i componenti per la produzione degli ormoni tiroidei sono pertanto immagazzinati nella colloide, come mostrato in figura.

Le fasi della sintesi iniziano con l'intervento dell'enzima tireoperossidasi o TPO, che catalizza la reazione di iodinazione della tirosina. In pratica, lo iodio viene legato ai residui tirosinici della tireoglobulina, formando la monoiodotirosina, detta MIT, e la diiodotirosina, detta DIT. Come ricorda il nome stesso, la monoiodotirosina contiene un solo atomo di iodio, mentre la diiodotirosina ne contiene due. MIT e DIT non sono altro che precursori degli ormoni tiroidei. Infatti, T4 deriva dalla reazione di condensazione tra due molecole di DIT, mentre T3 si ottiene da condensazione di una molecola di MIT e da una di DIT.

Gli ormoni tiroidei così formati si trovano ancora legati a supporti tireoglobulina e possono essere immagazzinati nella colloide anche per mesi dopo la loro sintesi. Curiosamente, infatti, la tiroide è l'unica ghiandola endocrina che possiede la capacità di accumulare gli ormoni in sede extracellulare prima del loro rilascio. Quando il legame del TSH stimola nelle cellule follicolari l'endocitosi del complesso tireoglobulina-ormoni tiroidei, il supporto tireoglobulina e gli ormoni tiroidei sono rilasciati nelle cellule, quindi nel circolo sanguigno.

Dal momento che gli ormoni tiroidei sono liposolubili, una volta secreti nel sangue vengono trasportati da proteine plasmatiche specifiche come la globulina legante la tiroxina, detta anche TBG, la transtiretina o TTR e l'albumina. Solo una quota minima, invece, chiamata FT4 ed FT3 (dove F sta per free), resta in forma libera ed è proprio questa piccola quota a rappresentare la frazione biologicamente attiva degli ormoni tiroidei.

Gli ormoni tiroidei in circolo sono rappresentati soprattutto dalla tiroxina (T4). La maggior parte del T3 plasmatico, infatti, è ottenuta dalla deiodazione del T4 nei tessuti periferici. In pratica, viene rimosso un atomo di iodio dal T4 per ottenere il T3. È importante ricordare che, nonostante sia secreto in quantità molto inferiori rispetto alla tiroxina, T3 rappresenta la forma più attiva a livello cellulare, responsabile quindi della maggior parte degli effetti fisiologici degli ormoni tiroidei.

Gli ormoni tiroidei, una volta giunti a destinazione, sono in grado di attraversare la membrana plasmatica per legarsi al loro recettore presente all'interno delle cellule bersaglio. I recettori specifici per gli ormoni tiroidei, infatti, si trovano all'interno del nucleo, dove possono interagire col DNA per regolare l'espressione di diversi geni.

Oltre agli ormoni tiroidei, la tiroide produce anche la calcitonina, implicata nella regolazione del metabolismo del calcio. L'ormone calcitonina è sintetizzato e secreto dalle cellule parafollicolari o cellule C in risposta a condizioni di ipercalcemia, cioè in risposta ad un eccesso di calcio nel sangue. In simili condizioni, la calcitonina abbassa la concentrazione ematica di calcio favorendo il suo deposito nell'osso e favorendo l'escrezione urinaria da parte del rene. L'azione antagonista alla calcitonina, cioè un'azione contraria, viene svolta dal paratormone, che è un ormone secreto dalle ghiandole paratiroidi, che ha quindi funzione ipercalcemica, innalza le concentrazioni di calcio nel sangue.

Con questo ho concluso. Un affettuoso saluto e arrivederci alla prossima lezione qui su My personal trainer TV.