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L'IMPRENDITORE UMANISTA! BRUNELLO CUCINELLI passa dal BSMT!

The BSMT by Gianluca Gazzoli1:49:51

Transcription

Tu hai 30 anni e cresci. Che hai sentito il papà e la mamma che ti hanno parlato di paura e quindi hai sostituito la paura con la speranza. Ma una vita senza speranza, quale logica ha di essere vissuta?

Bentornati, bella raga, nuovo appuntamento, nuovo "Passa dal Basement". Ci siamo, grande entusiasmo anche per questa puntata. Tra l'altro, ciao, io sono Gianluca Gazzoli. Se ancora non l'avete fatto, vi prego, iscrivetevi a questo canale. Se ci state ascoltando o guardando in quel di YouTube, l'unica cosa che vi chiediamo è, se vi va, di iscrivervi perché siamo sempre di più ed è una cosa che ci fa molto piacere. Stessa cosa anche su Spotify, abbiamo messo anche lì il video da qualche settimana per potervi far immergere anche attraverso Spotify in tutto quello che facciamo e farvi passare letteralmente dal basement anche a voi. Anche lì vi potete iscrivere e restare sempre collegati perché, insomma, siamo sempre di più, come dicevamo. Questo fa accadere cose magiche, cose che personalmente speravo da diverso tempo e finalmente ce l'abbiamo fatta. Perché, d'altronde, quando si parla con certe persone, bisogna trovare il momento giusto e forse ce l'abbiamo fatta. Attenzione, sta succedendo! Brunello Cucinelli, passato dal Basement. Brunello, benvenuto! Benvenuto!

Onorato di essere qui. Guarda, l'onore è totalmente nostro, te lo dico col cuore. Perché ho sentito alcune cose, tu sei proprio un ragazzo garbato, educato, gentile. Quindi io sono venuto con grandissimo, con grandissimo fascino. Non so se sapevi, peraltro, io ci tenevo tantissimo al fatto che tu venissi qui, ma anche tantissime persone. Perché io vado spesso a vedere i commenti sotto le varie puntate, sotto le varie cose che facciamo e spesso era: "No, ma Giallu, devi riuscire a invitare Brunello, devi provare a invitare Brunello". No, Brunello, tante persone che probabilmente non sono del del settore, del settore tuo. Non sempre capita che qualcuno voglia sentire parlare, eh. Magari capita che vuoi sentir parlare un cantante, vuoi sentir parlare un attore, ma un imprenditore, magari è diversa come cosa. Questo momento che io trovo un momento magnifico della vita, poi ne parleremo del mondo, della vita, molto, molto affascinante.

Allora, intanto ti facevo vedere prima, all'interno del Basement, alcuni dei delle cose che ci sono qua in giro. Ti ho detto: "Questo è il mio, è il mio piccolo borgo". Perché con te facevo riferimento invece a un grande, bellissimo borgo dove vivi tu. Sei tu sei sempre lì, no? Sei tu vivi lì e da lì poi ti sposti in giro per il mondo.

Sì, perché quello è il luogo della mia anima. E perché io credo anche che ogni essere umano debba scegliere, se può, o riconoscere l'abito, il luogo della propria anima, che in realtà coincide sempre con il luogo forse dove vorresti un giorno esser seppellito.

Ma tra l'altro, eh sì, quello sì. Eh, ci sono alcuni riferimenti sportivi. Sport al quale tu sei, so che sei molto legato in generale allo sport, anche al calcio in particolare. Prima, prima di iniziare, chiacchieravamo sulla tua avventura calcistica. Sei stato anche proprietario di una di una squadra di calcio per un periodo.

Sì, sì. Devo dire la verità, mi è sempre piaciuto da morire il calcio, però non sono mai stato capace. Quindi, considera che in questa squadra che avevo, mettevo i soldi, preparavo il tè, non giocavo mai perché non ero capace. Il sabato non facevo l'amore per essere pronto, pronto. Poi, quando tu pranzi con l'allenatore di calcio e dopo pranzo ti prende a braccetto, stai tranquillo che vai o negli spalti o in panchina. E quella è stata la mia vita. L'unico vantaggio che ho, che analizzando le ginocchia, il radiologo mi ha detto: "Stanno molto bene le cartilagini". E non ho giocato mai, ho fatto sempre la panchina, quindi ho salvato le cartilagini. Direi che almeno, vedi, c'è sempre un lato positivo nelle cose.

Sì, sì, sì. Nelle cose. Eh, invece tu hai dei, tu insomma, nel corso degli anni hai veramente conosciuto un sacco di persone, un sacco di personalità di mondi completamente diversi. Hai qualcosa che conservi nel, non so, nel tuo ufficio, nel tuo...

Quasi tutto. Io, prima di tutto, conservo tutto ciò che ho indossato nella mia vita come abbigliamento. Sì, vero. Perché ogni cosa rappresenta qualcosa della vita, no? Ho una t-shirt che mi regalò una ragazza di Los Angeles da ragazzetto che mi piaceva moltissimo. Eh, bella lì, però io non piacevo a lei. Però quando guardo quella t-shirt nel mio archivio, immagino Patrizia, che che mi piaceva molto, cioè avrei voluto conoscerla ecco un pochino di più. Sì, perché ogni cosa rappresenta un momento della vita, un momento gioioso, un momento meno gioioso, un momento un po' particolare, un momento forse anche leggermente più triste, no? Sì. E ecco perché ho sempre deciso che ciò che vorrei produrre, lo vorrei considerare quasi come se tu lo lasciassi in eredità a qualcuno dopo di te, no? Un qualcosa da tramandare. È qualcosa che non butti.

E quindi ti è successo con questa maglia, ma anche con altri?

Sì, se poi misuri, no? Io rimisuro la giacca, il cappotto, magari, o ancora e indosso il cappotto del 1997. Quindi, per un verso ti dici: "Non ho preso chili". È tutto molto interessante. C'è un significato. È qualcosa che ti hanno regalato che conservi, magari autografato, non lo so.

Io conservo tutto ciò che mi che mi regalano, dico la verità. Anche quelle cose, magari, ecco, un po' di immagini che mi regalano, chi ha dipinto qualcosa, qualcuna non è proprio carina, che non mi piace tanto, allora l'ho messa un pochino più nascosta dietro, però non la butto.

No, si tiene. Sì, sì, perché molti pittori ti mandano l'immagine, il ritratto, eh, insomma, a volte ti ci vedi un po' così, allora lo metti un po' dietro, ma lo conservo. È sempre un rispetto.

E che cos'hai all'interno del tuo ufficio?

All'interno del mio ufficio è un po' come il tuo. Ho tutte le immagini più importanti dei giornali e poi mi mandano da tutto il mondo ormai da tanti anni, palloni di calcio, anche palloni di basket, quindi ho tantissimi palloni. Ho anche immagini di imperatori, ho l'immagine di, diciamo, di sempre, li fisso, di Marco Aurelio, l'immagine di Adriano Imperatore, che è stato colui che mi ha indicato davvero la via della vita. E ho l'immagine ai muri dei più grandi santi, imperatori o filosofi che mi hanno indicato la la via della vita, partendo da Pericle, quindi 2500 anni fa, sino ad arrivare a Kafka, al Papa, piuttosto che ai contemporanei, Mandela.

Ci sono immagini anche tue con qualcuno che tiene all'interno dello studio, a cui sei legato moltissimo?

Sì, sì, moltissime.

Ok. Beh, allora immagino che, insomma, con tutte le grandi avventure che hai che che hai fatto nella nella tua vita, insomma, ce ne siano di ricordi, sia fisici che che nella che nella tua, nella tua testa. Prima parlavamo del periodo che stiamo che stiamo vivendo e, insomma, non si finisce mai di studiare. Perché prima mi raccontavi, prima di iniziare, che in questo periodo, dato il momento storico che stiamo letteralmente vivendo, le elezioni del nuovo Papa e tutto, ti sei rimesso a studiare qualcosa di di nuovo.

Sì, devo dire che ho passato due giorni intensi, perché questa elezione del Papa, c'è qualcosa che mi affascina molto di fondo. Eh, primo, perché lui prende il nome di del di Leone X. Leone X era vescovo di Perugia, io sono legatissimo molto a questa figura di Leone X. Primo, perché era vescovo di Perugia, secondo, perché ha dormito a Solomeo due sere perché aveva degli amici quando era vescovo e poi fece, aveva questa sua gran, per me, premesso che doveva affrontare un momento particolare nel fine secolo e fece questa enciclica sul lavoro operaio, che mi ha lasciato sempre molto, molto, molta positività. E adesso, non a caso, abbiamo bisogno di ritrovare un grande equilibrio nel lavoro, specialmente operaio. Quindi prende il nome di Luigi di Leone X, è agostiniano. Io sono nato con la cultura, vissuto con la cultura di Sant'Agostino, Benedetto e Francesco. Perché Sant'Agostino ha una figura molto speciale, no? Padre spirituale della Chiesa, ma Sant'Agostino, fino a nella giovinezza, era un po' un disculetto, aveva donne, ci si comportava in una certa maniera, eh, ma e poi ebbe un figlio poco più di 17 anni, ha vissuto con la sua concubina senza sposarla. Quindi è stato un uomo speciale. Poi a 31 anni ha deciso di convertirsi. E forse questi giorni pensavo proprio questo, che per arrivare a un a un livello così fortemente spirituale, tu debba aver provato nella vita molto. E lui, nella prima parte della vita, ha provato qualcosa. Nella seconda, si è innamorato del creato e di Dio. E così poi alla fine è diventato santo. Al suo pensiero, questa idea di conoscenza e questa idea del creato, mi ha sempre indicato la via della vita. Perché alla fine, io son cresciuto con Benedetto, ma son cresciuto anche con Agostino, ma anche con Benedetto, Francesco, questi nostri santi, no? Quindi questi giorni un po' speciali, come si è presentato il nostro Papa, con leggero sorriso, dicendo che la Chiesa è al di sopra di tutto, un'istituzione da 2000 anni, dicendo che la Chiesa non rappresenta la società in di quel momento, è sopra ogni cosa. Questa idea di custodire, sentite com'è bella, custodire, approfondire e tramandare e trasmettere. Quindi, bella, ti ha fatto una bella impressione. Bellissima impressione. Il fatto che sia americano?

No, questo non assolutamente no. Però vivi a Chicago, probabilmente la sua esperienza anche di vita lavorativa verso gli operai. Perché, guardate, dobbiamo ritrovare il valore, la dignità morale ed economica dell'essere umano, specialmente dell'operaio. Perché per natura, essere operaio è qualcosa di, dice: "Cosa fai? L'operaio". Insomma, io ho lavorato 30-40 anni per per trovare un termine diverso, ma non sono riuscito. Termine "operaio" di per sé è sempre qualcosa, non voglio dire che ti umilia, ma insomma. Tant'è vero che in azienda abbiamo cercato di chiamarli "operai gold" e "operai platinum", proprio per distinguere anche per dar per dar loro un po' di... Ma sai, ogni ogni genitore vorrebbe che l'operaio lo facessero i figli degli altri. Quando poi, di fatto, è un lavoro importantissimo, è un lavoro importantissimo. Essendo italiani, i più grandi fattoria al mondo, no? Ma per natura è così. Però il lavoro operaio è abbastanza duro. Ecco, io l'ho vissuto anche con con mio babbo, con i miei fratelli. Quindi io sono innamorato di come poter alleviare, eh, la fatica del lavoro operaio.

Ok. Che che a volte è anche un cambio culturale, al di là del lavoro in sé, no? Il cambiare il il percepito di una parola è un cambio anche culturale. Però è una parola antica, abbastanza antica, ma abbastanza dura da sempre. E, diciamo, che il Papa credo che voglia portare qualcosa di moderno in in questo periodo, proprio nel lavoro. In questo periodo si parla anche tanto di giovani. E io ti ringrazio per essere qui. E so che sei anche qui perché sei molto attento alle cose nuove, in questo caso, e alle cose che parlano anche alle nuove, alle nuove generazioni. E ti si accende qualcosa quando si parla di di di giovani. E questa è una cosa bella che può sembrare anche rara, a volte, eh. Però è un qualcosa che che ti riguarda in primis, anche perché proprio recentemente ho letto che hai steso una lettera proprio dedicata ai giovani.

Io la trovo particolarmente bella. Perché io, in questi scritti, devo dire, li scrivo, poi li medito la notte, poi li riguardo il mattino. Ma sì, ho lavorato abbastanza 3 mesi, ho lavorato, ho studiato e sono andato alla ricerca. Mi sono fatta aiutare da un paio di ragazzi di quello che pensavano nell'antichità dei giovani. Sentite che è particolarmente bello. Fate attenzione, voi giovani, che difficilmente si conosce. Già nell'antica Babilonia, 5000 anni fa, in un vaso vi vi è scritto il comportamento di giovani che vi dirò all'ultimo, eh, quello che dicono. Quindi parto dalla Babilonia, passo per l'Egitto, arrivo a Socrate, il saggio, il primo grande filosofo, e dice di giovani che vi dirò dopo. Seneca, il più grande filosofo romano, eh, Sant'Agostino, che dice dei giovani certe cose. E prima lui, nella vita, ha fatto quello che qui. E ho terminato questo studio con Boccaccio, il quale Boccaccio, insomma, ha fatto anche lui una vita, ha descritto i giovani da giovani, una certa maniera. Poi chissà perché, a una certa età, si permettono tutti di scrivere le stesse, praticamente, cose. "I giovani sono smidollati, sono senza ideali, non avremo futuro con questa giovinezza, sono maleducati". Questa è la sommatoria di tutto ciò che dicono da 5000 anni sui giovani. Io penso l'opposto. Penso che i giovani, da sempre, siano gli stessi. Gli ideali dei giovani sono gli stessi, che sono il sogno, che sono la speranza, che sono la gioia di vivere. Il comportamento, no? Allora ho fatto questa lettera riportando prima lo studio di questi grandi pensatori dell'umanità sui giovani e poi il mio pensiero. Perché è un momento molto particolare. Perché io credo che voi giovani dovete riscoprire l'amore per una sorta di umanistica rivoluzione. Abbiamo raggiunto un livello, secondo me, nell'umanità, un po' di durezza, un po' a volte di maleducazione, di offesa dell'essere umano, che voi giovani dovrete riprendere la strada e essere in qualche maniera rivoluzionari umanistici, ma rivoluzionari, rivoluzionari di pace. Abbiamo bisogno di una sorta di nuova rivoluzione. Perché l'ultima, alla fine, la vera contestazione ultima di voi giovani è avvenuta negli anni '70, partendo '68, per l'esattezza, partendo dalla Francia, no? Io l'ho vissuta, ero un ragazzino, bambinella, 15 anni. Abbiamo bisogno che ritrovate il grande, il valore degli ideali, che sono da una parte la bella politica, fa parte della vita, la bella famiglia, fa parte della vita, la spiritualità o religione, chiamatela come volete. Sono i grandi ideali. E voi siete idealisti. Dovete tornare ad essere idealisti. Dovete tornare, eh, a camminare con i piedi per terra e a guardare costantemente il cielo e le stelle. Non guardiamo più il cielo e le stelle. Avete fatto caso, un po' meno anche a San Lorenzo, ci sono meno persone che le guardano, un po' meno. Ma vi dico una cosa molto carina, che forse conoscete, ma forse anche no. Nel 1937, Pavel Floreschi viene condannato a morte dal regime in Russia. Lui fa un testamento spirituale alla sua famiglia, ai figli. E ci sono quattro righe meravigliose. Quando lui gli dice: "O miei stimati figli, quando l'animo è pesante, quando qualcosa non vi riesce, quando qualcuno vi umilia, quando qualcuno vi offende, uscite fuori e guardate il cielo, le stelle, e tutto si riequilibrerà". Ecco, allora il mio consiglio ai giovani: respirate, abbiate rapporti, siate un po' più gioiosi, educati, garbati, gentili. Guardate le stelle, perché le stelle ci indicano la via della vita. E la noi padri, noi padri, vi abbiamo educato alla paura. Invece voi dovete fare una cosa. Domattina, un consiglio, anzi, fatelo adesso: sostituite la paura con la speranza. Una vita senza speranza non ha logica di essere di essere vissuta. Poi ti dico un'altra bella cosa, che noi genitori abbiamo sbagliato e voi dovete rovesciarla con i vostri figlioletti. Vi abbiamo detto: "Non studi, ahimè, andrai a lavorare". Quindi abbiamo imputato le colpe al lavoro per non aver studiato. Invece il 60% delle persone che hanno avuto successo nel mondo non hanno studiato quasi niente. Perché vuol dire che c'è un'intelligenza da studio, un'intelligenza dell'anima. E voi abbassate le quantità di ore di studio e alzate la quantità di ore di studio dell'anima. Studiate l'anima, cercate di farvi voler, di farvi voler bene. Siate gentili. Adriano Imperatore dice: "Non ho mai conosciuto qualcuno che dopo un complimento non si sia sentito migliore". Abbiamo bisogno di complimenti.

Sì, guarda, guarda, e tutto quello che dici, io, insomma, mi ci ritrovo e lo trovo molto corretto e controtendenza alla narrazione, invece, in questo momento, no? Io una cosa di cui sono molto convinto è che l'oscurità sicuramente fa più, fa molto più rumore. Quindi, in questo periodo storico, noi vediamo tante cose e pensiamo che che il mondo sia quello. Invece, c'è una maggioranza silenziosa che è anche il bene, no, che ci che ci circonda. Mondo, il mondo, credo che non sia stato bello come ora. Non è detta che non ci saranno, ci non ci sarà un mondo migliore, ma io che sono stato sempre uno studioso e amante della storia, un momento così l'umanità non ce l'ha avuta mai. E che 30 anni di social, senza accusa, non c'è dubbio, ci hanno in qualche maniera appesantito l'anima, perché la tecnologia è un dono del creato. Noi da domani, iniziamo al paese, da domani all'altro, tre giorni, un simposio sull'anima e sulla tecnologia, dove vengono personaggi importanti dal mondo. Ma questa ci ha appesantito l'anima, è un del creato, ma dobbiamo fare attenzione che non ci rubi quell'anima che il creato ci ha dato.

Parliamo un po' un po' meno, no? Chi chi è propenso ad ascoltare le nostre pene, no? Tu sei giovane, c'hai 30 anni, hai le pene del trentenne e hai il mal del vivere del trentenne e hai il mal del vivere che ci accompagna tutta la vita. E questo mal del vivere oscilla un po' nei momenti un po' più alti, nei momenti un pochino più dolorosi. E dove trovi qualcuno che può ascoltare le tue pene? Abbiamo bisogno di questo. Ascoltiamo gli esseri umani che sono vicino a noi. Torniamo in famiglia, discutiamo, ascoltiamo i nostri partner, i nostri figlioletti. Abbiamo un pochino meno predisposizione, sì, forse i social in questo ci hanno distratto. Prima citavi 30 anni, magari la parte social è più breve, però dal web in sé ha più o meno quella, sì, sì, 15 di proprio che è proprio cambiato il mondo. Per i social, è molto amico di Kevin Sistrom. Nel 2013 facemmo una foto a San Francisco e lui mi disse: "Aspetta, dobbiamo farla molto bella per fare una foto io e lui insieme". Ce la fece qualcuno, ci abbiamo messo 2 minuti e poi disse una cosa, e questa è una raccomandazione che faccio a voi giovani, che vedo che fotografate tutto. Fotografate tutto, sì, ma cancellate tutto, tranne una, la più bella. E lui fece con me, c'ho sei foto, ne cancellò cinque e ne è rimasta una, perché quello era il suo scopo primario, di pubblicare una bella foto. Quindi, diciamo, 15 anni, ok. Però la tecnologia è forte ormai, forse da un bel ventennio, no? Quindi questo mal del vivere che io trovo abbastanza forte in certi momenti, no? È forte anche nei giovani. Poi si dice: "Sì, si va in cura". Ma insomma, la prima cura deve venire dalla famiglia.

Ma secondo te, perché insomma, hai fatto questo studio sui giovani e sul fatto che insomma, si dicevano certe cose, vengono dette veramente da da tantissimi, tantissimi 5000 anni, sono scritte in un vaso in Babilonia, quindi non, cioè, non è una cosa. Qual è la la ragione, secondo te, perché l'uomo adulto, a un certo punto, tende a screditare? Perché non ci si riconosce più. E così, l'altra sera, eravamo 5-6 di età 60-70 anni e parlavamo dei giovani e dicevano la stessa cosa. Allora ho detto: "Scusate, io domani pubblico una foto, una un scritto, per cortesia, adesso vi dico che cosa pensavamo". Perché è così. Perché quando comincia ad andare là con l'età, dice: "Ti ricordi una volta? Eh, quella volta, allora sì che eravamo veri, eravamo seri". Non è così, assolutamente. Invece, io credo che se noi viviamo miscelandoci, i giovani, i meno giovani, tutto diventa più interessante. Perché nella prima parte della vita, questo ce l'ha insegnato Sant'Agostino. Fatto tutto, Sant'Agostino faceva, andava in guerra, combatteva, faceva i festini, ha avuto un figlioletto e ha vissuto con la concubina, quindi per 15 anni, no? Poi poi è diventato santo, è stato, si è convertito. Abbiamo bisogno di riequilibrarci. Come i giovani hanno bisogno di stimare i meno giovani, così i meno giovani hanno bisogno di stimare i giovani. Noi in azienda abbiamo un'età media di 37 anni, quindi io sono stato sempre ai primi giovani, vi dico la verità. E poi questa idea di ricordare: "Ti ricordi il mondo com'era 20 anni fa? Si stava meglio prima". Sempre, sì, si dice sempre la stessa cosa, ma non è così, assolutamente. Guarda, sempre a questo tavolo abbiamo avuto l'onore di chiacchierare con il prof Luciano Flori, numero uno della filosofia dell'informatica, dell'etica digitale. Lui ha detto questa frase: "Tu invecchi il giorno in cui ti ritrovi a dire, anche magari a te stesso, si stava meglio prima". Sostanzialmente, quindi non dipende quanti anni hai, tu invecchi in quel momento lì, no? Ma poi tu devi avere stima, tu devi, tu devi trasmettere ai figli. È la prima volta nella storia che noi genitori abbiamo trasmesso la paura. Mio babbo e mio nonno hanno fatto la guerra, fame, la dittatura, mai parlato a noi figli di fame, guerra e dittatura. Invece noi sì. E quindi tu, tu hai 30 anni e cresci. Che hai sentito il papà e la mamma che ti hanno parlato di paura e quindi hai sostituito la paura con la speranza. Ma una vita senza speranza, quale logica ha di essere vissuta? Il primo tema: la tolleranza, la speranza, la concordia. E torniamo qui alle prime parole del Papa, no? La conoscenza, quindi custodire, approfondire, tramandare. Se nell'ultima parte della vita sei un bravo anziano che tramandi quello che conosci, è questa quella che noi dobbiamo. Ecco perché dico che si, io sento il profumo, i germogli di questa nuova rivoluzione culturale, ma io chiamo umanista. Allora qualcosa c'è. Nel senso che io ho notato personalmente che le proprio le nuovissime generazioni, quelli giovani giovani, hanno un po' stanno un po' iniziando ad avere, insomma, hanno un rispetto di alcuni valori umani che le generazioni precedenti avevano un po' perso.

Sono molto, molto contento di ciò che dici. Perché vedi, un pochino... Ah, sono contentissimo. Tu sei chi sei, tu, diciamo la verità, c'hai 30 anni. Tu sei il nuovo paladino del creato, sei la nuova sentinella del creato. Sei d'accordo con me?

Beh, sento un po' di responsabilità. Custode. Sai che in quel piccolo, bellissimo passo della Bibbia, quando quando gli dice: "Sentinella, quanto è lunga la notte?" E la sentinella risponde: "La notte è lunga, ma l'aurora sta per arrivare". Eccola, questa è l'aurora che tu devi riscoprire, no? Eh, quindi c'è questo fermento. Voi giovani che siete attenti ai cambiamenti del mondo. Guarda, ti dico una cosa che mi piace moltissimo. 800 anni fa, San Francesco scrive "Le lodi al Signore". Perché le scrive un anno prima della morte? Perché San Francesco muore nel '26, cioè tra nel 2026, 1226, quindi l'anno prossimo sono 800 anni. Ma queste lodi che lui scrive a "sorella Luna", "fratello Sole", parla con gli animali. Pensavano che fossero pazzi. Pensate com'è contemporaneo. Quando da Platone cominciano a parlare di contratto sociale, ne parla Platone, Aristotele, arrivano fino a Hobbes in Inghilterra, arrivano a Jean-Jacques Rousseau, circa, che fa un libro, no? Contratto sociale. Ma quello che scrive Francesco, San Francesco, è un nuovo contratto sociale con il creato, con gli uomini, con la terra, con l'acqua, con gli animali. E voi dovete, dovete essere i primi sostenitori, guardiani, custodi, sentinelle di questo nuovo contratto sociale. Ai 30 anni, queste sono le tue responsabilità. Mi raccomando, mi raccomando.

Sono venuto per svegliarmi con questi, però io mi, nel senso, sono dei dei valori e delle cose in cui mi ci ritrovo, in cui a cui ambisco, ecco, mettiamola, mettiamola così. E c'è un'altra cosa che ti ho sentito dire spesso e che arriva da tuo padre, ed è un altro valore in cui credo, ed è una cosa che mi diceva, in realtà, a me, a me mi diceva mio nonno, che era: "Devi essere una persona per bene". E questa è il grande tema della vita, è la base, è la base, è la base di tutto.

Ah, certo. Io son cresciuto, mio babbo ha vissuto fino a 100 anni. E da quando ero bambinello fino a praticamente l'ultimo giorno della vita, l'unica cosa che mi diceva: "Devi essere una persona per bene", indicando il dito, "devi devi mantenere la parola data". E diceva: "Deve essere un bravo uomo". Pensaci bene, è bellissimo. Tu chi chi vorresti essere alla fine della tua vita? Una persona per bene che è stato un bravo custode in questo universo? Perché io penso onestamente, ormai nessuno mi può cambiare. Io a 60 anni ho deciso che l'anima è immortale, quindi nessuno più può intervenire nella mia vita. Però, se nella tomba scrivessero: "Era una persona per bene che ha amato il bello", io sarei abbastanza contento, ti dico la verità. Quindi la raccomandazione seria: essere una persona seria, una persona per bene, una persona che rispetta l'umanità, una persona che rispetta il creato, una persona che rispetta la parola data. Può darsi che tu non puoi eh mantenere la parola data, ok? Dici: "Scusami, tanto non ce la faccio, non riesco", con gentilezza, con educazione, garbo. È questo che noi dobbiamo ritrovare, l'educazione, il garbo e la gentilezza nel parlare con gli esseri umani. Io e te abbiamo una concezione diversa dalla vita, giusto? Ma se io te la dico con garbo e tu me la dici con garbo, noi ci ascoltiamo reciprocamente. È questo il rispetto. Tu non devi pensare ciò che penso io. E Plutarco, nell'arte di ascoltare, dice una bellissima cosa, no? Dice: "Ascoltando, ho risolto il mio 50% di problemi". Perché non possiamo pensare che l'umanità, siamo tutti diversi, siamo 8 miliardi di esseri umani, abbiamo le impronte digitali tutti diversi. Jean-Jacques Rousseau, sai che dice? 1766. Lui dice: "Non posso minimamente immaginare che ci sia un essere umano simile a me". Vuol dire, siamo tutti diversi. La lingua, la religione, perché non possiamo rispettarci nella convivenza? Abbiamo delle regole che qualcuno stabilisce e cerchiamo di rispettarle. Però io non ho mai amato, diciamo, non la dittatura, l'arroganza, mai. Però guarda, nel 590 a.C. ad Atene, Solone, considerato uno dei sette saggi dell'umanità, no? Governa così bene che gli ateniesi gli dicono: "Governaci a vita". E lui risponde: "No, no, no, non vi governo a vita perché potrei diventare tiranno". Pensa che bella osservazione. Però raccomanda una cosa: "O miei stimati ateniesi, dal trono del tiranno nessuno scende mai vivo". È una bella metafora della vita. Se tu sei tiranno col tuo compagno, con tua moglie, con tuo figlio, al lavoro, tutto, sei sempre un tiranno. Allora cerchiamo di far sì che l'umanità migliori in questo, perché andiamo a...

La tecnologia ci ha reso diversi, migliori, amplificato il...

Sì, migliori, però ha amplificato anche il contrario. Cioè, in questo momento, quello che dici è è verissimo. Io ci credo tanto. E il però il mondo fuori ti fa credere quasi che tu sei, che sei più figo, fai più rumore se non sei una persona per bene. Cioè, c'è un...

No, no, questo non son tanto d'accordo con te, ti dico. Spero, io spero che non sia così. No, non sono tanto d'accordo, eh. Le è è il moralizzatore dell'umanità, perché tu tutto ciò che dici è lì, si sa dopo un secondo. Se vuoi anche essere leggermente migliore, ti devi comportare in una maniera leggermente migliore. Ma poi, guarda, e ti dico, sei giovane, quindi è affascinante parlare con te, chiaramente con i giovani che ascoltano, no? Dopo un po' di, sono andata a cercare un po' di cose, ho ritrovato Pitagora, una cosettina, tre pagine. Pitagora, a un certo punto, intorno al 500 a.C., scrive in tre pagine quello che lui pensa che come dovremmo vivere. E ci sono una frase di questo genere, sentite che bella. Lui dice: "Non andare a letto stanchissimo. Cerca di riflettere per tre volte su ciò che hai fatto durante il giorno. Hai fatto una cosa a pro dell'umanità e per te? Sì, sereno. Hai fatto una cosa un po' malvagia? Penditi, ma ricordati che comunque raccoglierai dalla vita ciò che hai seminato". Allora, io penso che il mondo va verso un grande equilibrio. La tecnologia ci ha aiutato moltissimo. E poi c'è l'arrivo dell'intelligenza artificiale, che io la trovo bellissima, di cui discuteremo i prossimi giorni. A Solomeo ho visto, ho visto che ha investito anche nella nello sviluppo di...

Ah, no, ma è una cosa, l'intelligenza artificiale mi entusiasma. Ti devo dire, è bello sentire questo spirito che, devo dire, che oggi si fa più fatica, no, a trovarlo verso il nuovo, soprattutto da da dalle generazioni precedenti, no? Mi piacerebbe partire da da una differenza, no? L'intelligenza artificiale lavora tutto quello che dà la ragione, 01, giusto? Sì, codici, i codici, giusto? Sì. La creatività umana viene dalla follia. L'intelligenza artificiale non conosce la follia. È il folle che genera. Quindi follia e ragione non possono mai essere uniti. Apollo, la ragione e Dioniso, la la follia, non possono essere mai uniti. Quindi non ci sarà nessuna possibilità che l'intelligenza artificiale sostituisca l'intelligenza umana. Prendiamola anche con un occhio leggermente diverso. Pensiamo a ad immaginare che questa intelligenza dell'anima fosse una città che tu devi vivere, attraversare. No, vedi, a un certo punto Annibale, bellissima questa. Annibale, cioè, diciamo che i romani non avevano grande stima dei cartaginesi e volevano assolutamente distruggerli. Tutti i giorni che Catone parlava, ogni fine del suo discorso diceva sempre: "Cartagine de Lenda Est", Cartagine deve essere abbattuta. C'è una c'era un altro lì, Curculo, un po' più saggio, secondo me, che ogni volta che parlava diceva: "Che Cartago de Lenda Servanda", scusate, deve essere salvata, "Servanda est". Allora Annibale, a un certo punto, che era un uomo di grande qualità, non era tanto lontano, dico, da Alessandro Magno, ma era un uomo. Riunisce i generali e gli dice: "Troveremo la strada, e se non c'è, la faremo". Hanno fatto la strada per le Alpi e hanno sconfitto l'esercito romano. Allora ci può essere una nuova strada. Faremo una nuova strada insieme all'intelligenza artificiale. Ne dobbiamo fare un buon uso, perché ho un amico che mi ha fatto leggere qualche giorno fa, io sono, mi piace un po' lo scherzo di tutti i tipi, ho vissuto con una vita scherzosa, no? Allora mi dice: "Ho ho preparato una lettera per mia moglie, se scopre che io c'ho una fidanzatina". Ah, dico: "Bravo, bravo, bravo". "Me la leggi?" Allora leggi questa lettera e gli dico: "Scusa, ma chi te l'ha scritta?" "Tante, chi te l'ha scritta?" "Non so, chi Piero della Francesca?" "Ciao, ciao, dimmi chi". Allora ho detto: "Fai una cosa, buttala via, perché se tua moglie tu gli leggi una lettera di questo, pensava di darti una bastonata, te ne dà due, perché quella è stata fatta con l'intelligenza artificiale". Noi lo siamo, noi in azienda, però se io ti rispondo con l'intelligenza, con l'aiuto, il sostegno dell'intelligenza artificiale, ci deve essere scritto: "Con il sostegno dell'intelligenza artificiale". M. Quindi ne facciamo un buon uso. Pensate che valore ritroveranno. Tu sei un grande giornalista, io vorrò sapere veramente come sta quella cosa, quindi andrò a leggere ciò che scrive il grande giornalista. Voglio sapere davvero che cosa scrive Socrate nel Simposio, vado a ritrovare, quindi il valore del libro, ritroverà il suo valore, ma forse anche di più, perché a quel punto diventa un elemento ancora più unico. Ecco, sì, i libri saranno sempre di più, come dice Adriano, ci ispireranno la vita. Lui dice: "I libri sono stati la mia prima libra e la mia prima patria". Bella, eh. Sì, dice, però dice anche: "I libri mi hanno indicato la via della vita". E da grande, la vita mi ha fatto comprendere il significato dei libri. Quindi vuol dire che i libri hanno un grandissimo valore. Adesso non vorrei essere troppo affascinato, ma io, io credo che andiamo verso un mondo, verso un secolo d'oro. Guarda, perché la medicina, gli ultimi 20 anni, ha fatto quello che le arti, a mio avviso, hanno fatto nel Rinascimento. La tecnologia ha fatto quello che hanno fatto le arti nel Rinascimento, 500 anni dopo. Quindi abbiamo, da una parte la scienza, la medicina, adesso è la parte umana che deve fare il salto che fece nel nel Rinascimento con i grandi pensatori, dopo il Medioevo, no? Quindi io sono, mi piacerebbe vivere altri 50 anni per conoscere questo questo secolo. Ah, sì. Sai che a un certo punto Erasmo, intorno al '500, c'ha più o meno 50 anni, Erasmo da Rotterdam, no? E dice: "Oh mio, fammi vivere altri 20 anni, perché sta arrivando il secolo d'oro". Questo è un secolo d'oro, sarà la base di un millennio, perché fra 500 anni si ricorderanno di questo periodo, perché l'intelligenza artificiale potrebbe essere anche la più grande scoperta dell'umanità, no? Hanno scoperto un paio di farmaci che potrebbero essere i più grandi farmaci mai scoperti dall'uomo. Quindi io sono totalmente. Ma poi quando vedo mio mio nipotino, che si, a differenza di 60 anni, io vedo e immagino come sarà la vita. Allora a me colpisce molto, vabbè, tutto quello che che dici, ma anche il fatto che tu parli di certe tematiche, di certi, di certi valori, eh, pur essendo appunto, a, insomma, a capo di una delle dei brand più importanti del mondo, che sta spaccando in tutto il mondo, e e che allo stesso tempo fa parte di un settore che nel corso degli anni, invece, non so se è sempre stato così, però invece sembrerebbe aver avuto dei valori opposti, invece tu lotti per difendere un certo tipo di valore e comunque stai riuscendo ad avere lo stesso grande, grande successo. Come fai a convivere, come fa a far, come fai a far convivere, scusami, questa tua questa tua ricerca di questi valori, tentativo di di proteggerli, all'interno di un mondo come quello della moda?

Ma sai, il mondo della moda è come gli altri mondi, no? Nel mondo della moda, certo, voi la vedete con un occhio diverso, perché però io nell'impresa volevo che noi lavorassimo serenamente nel rispetto della dignità umana, quindi dignità morale ed economica. Siamo quotati in borsa, volevo una vita normale, volevo che le persone al lavoro lavorassero le giuste ore, avessero un buon salario, lavorassero in luoghi con finestre, perché questo, guarda, è un grande tema, no? Io ho vissuto mio babbo e miei fratelli che hanno lavorato in luoghi senza finestre, perché perché se tu lavori in luoghi con finestre, tu guardi il cielo, e se tu guardi il cielo, la produzione non ha mai finestre, perché se tu guardi il cielo, perdi tempo. Questo è un grande tema che spero che il nostro Papa sostenga, e son sicurissimo, perché sostiene il lavoro, il vero, il vero tema del lavoro, no? Quindi io credo che nel lavoro abbiamo bisogno di ritrovare un equilibrio, il giusto salario, lavorare in luoghi che significa anche sostenibilità, no? Sì, se una sostenibilità del clima, ma c'è anche una sostenibilità umana. Quanto guadagni? C'è una sostenibilità, diciamo, spirituale, se tu mi tratti bene al lavoro, io sto meglio. C'è una sostenibilità culturale, che cosa fa la tua impresa o la mia, la tua piccola impresa, per la comunità? C'è una sostenibilità morale, come ti una sostenibilità tecnologica, perché io dovrei essere connesso con te il sabato, la domenica? Morale, io vorrei che la mia azienda fosse italiana. A proposito di questo, ti dico, sei giovane, quindi lo devi ritrovare. Se questo è un imperativo, 2000 anni fa, Augusto dice, dalle basi del diritto romano, di come vivere, e ne dà tre: vivi onestamente, non creare danni a nessuno, ad ognuno il suo. Pensa che tre basi del mondo, no? Ecco perché ti dico che andiamo verso qualcosa di diverso. Il lavoro deve ritrovare la sua dignità, l'essere umano deve ritrovare la sua dignità. Eh, le arti hanno fatto grandi progressi, adesso il progresso lo deve fare il modo di lavorare dell'essere umano, che genererà una sorta di nuovo capitalismo, perché i capitalismi ti c'erano 100 anni fa, ci sono oggi, ma anche il capitalismo ha bisogno di un sua, di una sua morale. E qui è qui il capitalismo umanistico, di cui, sai, perché tu non devi lavorare, fai i giusti profitti, chi lavora con te deve avere i giusti profitti e cercare di recare anche questo è in controtendenza. Io faccio un po' la voce della narrazione, diciamo, del paese, ma non solo, no? Del viviamo oggi una la società della performance, in realtà, dall'altra parte, dove nel mondo del lavoro, e io credo che la moda, da questo punto di vista, lo rappresenti ancora di più, se non lavori tot ore, non hai lavorato abbastanza. Un errore di fondo, questo. Tu devi, la cultura benedettina, tu devi, l'anima ha bisogno di mangiare tutti i giorni, giusto? Eh, la mente ha bisogno di mangiare tutti i giorni con lo studio, quindi l'anima con la preghiera e il lavoro. Tu devi lavorare il giusto, perché Einstein dice che l'essere umano al massimo può essere concentratissimo in 6 ore. E, quindi, da noi non si può lavorare dopo 8 ore. Lavoriamo 8 ore, ma in realtà, secondo me, poco più di 7, perché poi abbiamo i telefonini, le nostre telefonate private, no? Ma dopo le 5:30, tu devi andare a casa, perché hai bisogno di te, per te stesso, hai bisogno di da mangiare all'anima, hai bisogno di dialogare con la tua famiglia. Si è creato questo, un po' più nella moda, si è creato questa cosa che è molto chic lavorare 14 ore, no? Non è possibile. Tu, tu a me non mi mandare un messaggio fuori tempi di orario, perché ricevi poi il contromessaggio che ti può anche non piacere, no? A te personalmente, sì, no, a tutti. 5, tu non puoi fare messaggi se hai una cosa importante, telefoni. Sabato la domenica, c'è qualcosa di particolare, li chiami, no? E qui veniamo anche alla sostenibilità tecnologica, no? Perché devi essere sempre connesso. Tu quando sei a casa, devi vivere con la tua famiglia, devi con te stesso, ti devi ubriacare dal cielo e dalle stelle, no? Io vivo al paesino, la mia vita dopo il dopo cena, la sera, mi guardo le stelle, fumo qualche volta un sigaro. Dici: "Ma ma quello è matto?" Perché adesso, se tu vedi qualcuno seduto in una panchina che discute con il creato, tu pensi che è pazzo. No, no, no. Alzate gli occhi al cielo. Avrete, ti posso dire una cosa, quando siamo in difficoltà, non alziamo gli occhi al cielo. Sì, chiediamo l'aiuto di chi non si sa, del creato, della mamma, di qualcuno. Quindi cambiamo passo, ritroviamo un sano equilibrio di vita. Il creato deve ritrovare un sano equilibrio di vita, la terra, no? La terra, a suo, quando si fanno due culture in un anno, è chiaro che la terra tu la sfrutti. Quindi il capitalismo ha bisogno di riequilibrarsi. Abbiamo molta differenza tra persone ricchissime e persone che sono un pochino meno ricche, no? Quindi ritroviamo questo, lavoriamo serenamente cercando di crescere e guadagnare il giusto. Eh, tu dovresti guadagnare il giusto senza creare danni al creato, o perlomeno meno possibile. Quindi io sento questo fermento da parte di voi giovani.

Beh, sì, anche il discorso degli orari è un tema, un tema attualissimo. Posso chiederti come funziona poi tecnicamente la settimana lavorativa da da voi?

Sicuro. Tu entri a lavorare alle 8:00. Noi tutti quanti, indistintamente, non si marca il cartellino perché è una nostra cultura, ma tutti alle 8:00 siamo lì. All'una c'è una pausa pranzo importantissima, perché almeno nel centro Italia, per noi il pranzo è una cosa seria, seria. Molti anche vanno a casa, quelli più vicino. C'è un'ora e mezza di pausa, dove tu puoi fare una pennichella, fumi una sigaretta, quello che vuoi tu, ti fai una telefonata, quello che, quindi rifocilli un po' l'anima, no? E poi dalle 2:30 alle 5:30 si lavora. Ma questo è finito. Però al lavoro dobbiamo essere concentrati. Dobbiamo essere concentrati, significa che se parliamo, non è che mentre io parlo, tu puoi fare un messaggino, no, no. Con me assolutamente non puoi usare neanche il telefono quando parli con me. Devi saper tutta memoria, quindi io non c'ho le nostre riunioni non sono con i computer, son tutte a mente, così perché le grandi cose, cioè, quindi senza neanche le le slide, le slide non c'è niente. No, no, no. Tu devi saper a mente, poi quando vai nel dettaglio, poi c'hai il dato del decimale, no? Ma i grandi dicono che l'essere umano, prima di tutto, deve conoscere la matematica e poi la...

Filosofia. Tu lavori concentrato, poi torni a casa e ti fai la tua vita: la tua vita spirituale, la tua vita fisica, con la famiglia, con o senza dover controllare le mail perché non ti è arrivato nulla. Ma chi te li deve mandare tutte 'ste mail ogni giorno?

No, anche questa delle email vi posso dare un piccolo consiglio. Siete giovani, no? Allora, abbiamo deciso che questa tazza l'abbiam fatta bianco sporco, "White English". No, possiamo eh? Io ti mando un'email: "Ti piace la tazza White English? La facciamo leggermente più colorata?" Tu me la rimandi. Devi scriver l'email, devi mettere i punti e virgola. Ma se tu mi chiami un secondo: "Ti piace la tazza?" "No, la facciamo un colore nero." "Anzi, facciamo giallo." "Sai, va bene così. Ciao, ciao, ciao." Due minuti! Hai risparmiato 20 scambi di mail. 20 scambi di mail! Ho sentito come sta la tua anima. E mentre parlo, io ti posso anche sentire. Ma oggi che c'hai, che la tua voce è un po' più così... "Ah, sai, sono leggermente preoccupato per quella cosa." "Ma vedrai che Dio ti aiuterà, eh."

No, certo. Noi abbiamo messo in pratica una cosa che mi piace moltissimo in azienda. Dal primo gennaio l'abbiamo chiamato "Piano Quinquennale dell'Anima". Io ho sempre fatto i piani quinquennali in azienda perché mi è sempre piaciuto il piano quinquennale che che i che i cinesi fanno, che significa sempre un po' lungo termine, no? Quest'anno l'abbiamo fatto anche nell'anima. Perché? Perché siccome io penso che il mal dell'anima sia abbastanza forte, se noi, ecco, siamo quattro qui, cinque qui insieme, ci guardiamo, no? Se lavorando insieme, io noto che tu c'hai sei leggermente più stanco, tu guardi a me, o tutto, e mi dici: "Sai, ti vedo stanco, ti posso aiutare." Perché quando tu sei in leggera difficoltà nell'anima, difficile che chiedi aiuto, ti vergogni. Ecco, quale dovrebbe essere l'aiuto che noi ci diamo al lavoro? Io non alzo la mano perché mi vergogno un po' di dirti così, e tu che mi sproni a... Ti ascolto, mi ascolti. E ho detto ai ragazzi: "Quel quando andate a pranzo all'una, non fate solo telefonate, cercate di capire anche se quel ragazzo o quella ragazza sono stati colpiti da..." Perché il mal dell'anima non si cura facilmente. Lì andate a leggerli. Voi giovani, "Promessi Sposi", e trovatevi quel bellissimo, una pagina poco più, quella notte dell'Innominato, dove lui ha combinato così grandi cose che tenta il suicidio e non ci riesce. Andate a trovarvi questa pagina. Ma al mattino, quando s'affaccia e vede questa moltitudine di esseri umani in processione, chiama il suo assistente e gli dice: "Dove costoro avranno anche loro i loro demoni?" Sì, l'assistente non è il Nibbio, perché il Nibbio sta dormendo. E lui dice: "Sì, vanno dal Cardinale Borromeo." E che cosa vanno a fare da questo Cardinale Borromeo? Pare che il Cardinale Borromeo ingentilisca e curi il mal dell'animo. Voglio andare anch'io dal Cardinale Borromeo. E quando poi avete un giorno in più, leggetevi un'ora la la chiacchierata fra il Cardinale Borromeo e l'Innominato. L'Innominato, perché ne ha fatte tante, e lui si converte ad essere una persona per bene. Quindi noi abbiamo bisogno di riequilibrio. Basta una normale vita per curare la mente, l'anima e il corpo.

Anche la tua giornata è è così? Ah, sì, sì, la mia giornata è così. Poi io, siccome ho fatto sempre scherzi, adesso vi dico una cosa che ve la dico in un modo scherzoso, ma mi è piaciuta molto perché ho fatto un'intervista. La mia giornata è così. Quindi io mi alzo alle 8:00, vado al lavoro alle 5:30, smetto. Sì, sicuro. Quindi non c'è nessuna possibilità. Allora, questa giornalista americana, alla fine, mi aveva fatto un'intervista a Dallas. Ero stanchissimo col fuso orario, perché patisco il fuso orario. E questa qui alle 7:00 di sera mi dice: "Poi mi dice ancora: 'La tua giornata ideale?'" Ma io ho detto: "Guarda, io mi alzo al mattino." Adesso mi vergogno un po' a dirvelo, ma per me è stata divertente. Mi alzo il mattino alle 7:30, faccio la solita colazione italiana, cioè cornetto caldo e cappuccino. Conto i soldi e torno a letto. Torno a letto, dormo fino all'1:00. Poi all'1:00 marzo mangio gli spaghetti al pomodoro, perché per me gli spaghetti per i catuni al pomodoro sono... E poi alle 2:30 vado al lavoro fino alle 5:30. E lei ha detto: "Ah, però!" E quindi, se che se tu lo dici a una giornalista italiana, si mette a ridere. No, però, ecco, siate anche scherzosi. Siate gentili e scherzosi anche con i vostri partner. Anche io sto insieme a mia moglie da 54 anni, 42 sposati. Dice: "Ma come fai?" "Cerchiamo di essere anche un po' scherzosi." Stamattina, prima di partire, m'ha detto: "Piove." Ho detto: "Scusa, eh, possiamo cambiare?" No.

Allora, Tommaso Moro. Scusa, non Tommaso. Sì, Tommaso Moro dice una cosa bellissima nel '500, no? Dice: "O Dio mio, fammi accettare ciò che non posso cambiare, aiutami a cambiare ciò che io posso cambiare." Allora, possiamo riprendere una vita normale, sapere ciò che non possiamo cambiare, cambiare ciò che possiam cambiare, invece sì, accettando la vita. Perché vedi, tra il tra l'800 e il 400, Cristo ist ad Atene, vivono secondo natura. Così è bravo accettare ciò che non puoi cambiare. Quindi tutto si riequilibria un po', no? Noi abbiamo bisogno di grande equilibrio. E voi che siete, tu che sei un trentenne, tu devi impostare, come stai facendo, sul grande equilibrio di vita. Lavoriamo, viviamo, rispettiamo ogni essere umano da qualsiasi parte del... Ci devo lavorare ancora un po'. Io devo riuscire ad arrivare a questo livello. Certo, ma ma certo, ci devi lavorare. Sei ragazz, sei ragazzo giovane e quindi sei preso da quegli aggettivi che dicevano Sant'Agostino, Boccaccio, e loro sui giovani: questi giovani che sono che sognatori, non son concreti. Tu sei lì e quindi...

Ma la la storia, quello che racconti, si rafforza da quella che è la tua di di storia personale, nel senso che poi potrebbe essere, diciamo, semplice per una persona che magari sente alcuni discorsi dire: "Eh, vabbè, ma sì, ma facile fare questo ragionamento. Sei a capo di un'azienda così importante, tutto quanto." Però la tua storia parte dal niente, e questa cosa è incredibilmente affascinante, perché se oggi adesso abbiamo fatto un mix di lezioni di storia e filosofia insieme, non abbiamo parlato un secondo di business, come usano dire qui a Milano, no? E quindi, insomma, tutto questo. E poi uno va a vedere, dice: "Cavolo, ma i suoi genitori erano contadini, non ha terminato neanche gli studi, ha preso un'altra tre anni." Perdonami, non hai terminato gli studi, inteso di non quelli quelli alla laurea, hai fatto, perché poi la, diciamo, hai preso un'altra un'altra strada. E poi, però, la vita ti ha ti ha portato comunque tutto tutto questo. Ma tu hai sempre avuto questa predisposizione? Mah, devo dire, noi vivevamo in campagna. Da grande ho capito che ci dicevano "poveri", ma io non credevo di essere povero, vi dico la verità. Stavamo in campagna, non avevamo la luce. Quindi, se non hai la luce, che fai? Come vive il giorno? Guardando il cielo, al tramonto e le stelle. Lavoravamo la terra con gli animali. Quindi tu hai un rapporto con la natura meraviglioso. Quindi io ho vissuto un vero rapporto con la natura, con il creato. Giusto. Quindi 15 anni, poi era fino a 15 anni, quindi non ero poi tanto. E in famiglia eravate tu, tuo fratello? Eravate? Sì, sì, i fratelli con mio cugino. E chi faceva una cosa, l'altra, l'altra. Ma per me è stata un momento bellissimo, perché, per esempio, ti dico una cosa: quando battevamo il grano, che era il momento più importante della raccolta, eh, mio nonno, la prima balla di grano che veniva, la chiudeva e la mandava alla comunità. Quello per lui era il dono, rispetto a ciò che hai. Quindi l'equilibrio tra profitto e dono, no? Quindi particolarmente bello. Io ero responsabile a tirare le vacche a mio babbo, perché ero il più esile, piccolino. A parte che le vacche erano due, ma andavano anche senza che io le tirassi, perché erano abituate. No, però mio babbo diceva: "Oh, occhio che la una vacca non deve uscire dal solco, perché se esce dal solco, il solco non è dritto." E babbo, perché devono essere dritti? Son più belli. Hai capito? Poi Goethe viene in Italia, si ferma in Toscana e guarda sto contadino che ara la terra e guarda i solchi e dice: "Ma che guardi i solchi? E perché li guardi?" "Perché devono essere dritti, perché sono più belli." Quindi ho vissuto questa prima parte di vita bellissima. Il rapp... Io sono, io sono, mi sono ubriacato col cielo e con le stelle. Poi, invece, a 15 anni siamo andati a vivere in città. E lì la vita era diversa, perché ho iniziato a frequentare il bar del paese, lì dove a Perugia, questo, sì, vicino a Perugia, la periferia bellissima, dire. Ho iniziato ad andare all'università, ho finito gli studi di geometra, ma studiavamo poco. Ho preso 40, l'equivalente di 60 su 100 oggi, cioè il minimo che puoi prendere, no? E poi sono andato in ingegneria, 3 anni, un solo l'esame scritto. Quindi io non mi sono mai rapportato con qualcuno, no? Perché non sono stata ammessa all'orale, però... Ma sognavi di fare l'ingegnere? Quindi, ma che ti devo dire? Sai, però intanto una cosa: frequentavamo l'università, come ho detto, al Politecnico di Torino, 3 anni fa, di Milano, quando sto ragazzo disse una cosa bella, dice: "Magnifico Rettore, qui a Milano noi viviamo bene all'università, ma non ci frequentiamo." Invece noi non studiavamo, ma ci frequentavamo. Facevamo scherzi di tutti i tipi, però discutevamo di donne, di politica, di economia. Ecco, ecco il fermento politico umano che vorrei che voi adesso ritrovaste. Quindi 10 anni che io non ho fatto praticamente niente, che se dico scherzosamente: "Gigino del bar mi avesse messo i contributi per i 10 anni di vita di bar", io avrei... eh, ho lavorato sempre Pasqua, Natale, tutte quasi tutte le notti. Io avrei 25 anni di lavoro di contributi. Ma lì cosa voleva dire andare al bar? Voleva dire vedere di tutto. Tutto. È vero che eravamo solo uomini, però lì tu incontri tutto. C'è c'è uguaglianza da di chi sei, nulla facente, studente, tutto. Discussi tutte le età. L'unica donna era la mia amica Lella, che faceva la prostituta, e che per me è stata qualcosa di molto speciale, perché io avevo, sai, 18, 19 anni, la mia amica Lella, che alle 11:00 finiva il suo lavoro di prostituta in strada. Puoi immaginare. Veniva con noi, giocava a carte, e poi mi raccontava le sue pene. E le sue pene mi hanno anche lì mi hanno aiutato nella vita, no? Sai, una donna che ha 35 anni, fa la prostituta, ha un figlioletto, il marito in prigione. Insomma, mi ha dato, e per me mi ha mi ha dato moltissimo. Però in questi anni discutevamo di filosofia. Eh, ma io non conoscevo la filosofia, perché a geometri non c'era. È lì dove, diciamo, mi mi sono incuriosito, perché 'sti due ragazzi parlavano sempre di filosofia. Sono andata a cercare Kant. Ho trovato Kant difficilissimo. Allora, difficile, ma allora difficilissimo. E mi sono affascinato. Diciamo che Kant è stato per me quello che per Agostino, Sant'Agostino era stato Cicerone, perché Agostino voleva conoscere, no? Innamorato della della sapienza e della conoscenza. Io lì ho iniziato ad essere innamorato della conoscenza e della sapienza. E per me Kant è stato quello che per Cicerone è stato Sant'Agostino. Ma il bar è scherzi di tutti i generi. E tu potevano farti uno scherzo che ci volevano 20 giorni per abboccare, ma bellissimi erano. E all'università abbiamo fatto questo: abbiamo fatto allevamento di lumache, ci sono scappate perché non avevamo messo la la rete giusta. Allevamento di lombrichi, non abbiam fatto niente. I conigli ci morivano di... Insomma, tante attività prima di iniziare questo. Scusa, i tuoi i tuoi genitori sapevano allora? No, mio babbo, lui faceva l'operaio, mia mamma la, diciamo, in casa. E mio babbo, una sola volta in 3 anni, m'ha detto: "Ascolta." Per mi chiamava "principino", perché non facevo niente. I miei fratelli lavoravano, mi alzavo a mezzogiorno, l'una del giorno dopo, aver giocato a carte la notte lì al baretto. Mio nonno, mio babbo, solo una volta m'ha detto: "Ascolta bene, ma come va la scuola?" Eh, io ho detto: "Babbo, certo, un pochino meglio, potrebbe andare, perché erano 3 anni, un esame." M'ha detto: "Fai un po' tu, dai su." Però vi dico una cosa seria adesso a voi giovani: non ascoltate i noi genitori sempre. Ascoltateci solo quando vi parliamo di grandi temi della vita, perché quando poi mio babbo ci scherzava un po', no? Gli ho detto: "Caro papà, mi metto a fare i pullover di Caspir." E lui, in perugino, m'ha detto: "Cocco mio, non c'ho capito niente." Perché pullover non conosceva la parola, cash non... E anche papà, perché noi ci chiamiamo babbo, no? Ma sai, sapete che mi ha detto? "Fai tu, che Dio t'aiuti." Avete capito? Non m'ha tolto il il sogno. Se tu adesso vieni da me, io sono un tuo genitore, mi dici: "Ho deciso di fare che cosa?" Il 90% noi genitori vi diciamo: "Chi ti dà i soldi? Dove vendi il prodotto? Dove fai la produzione?" Ti togliamo i sogni. Allora voi giovani, ascoltate un po' meno i consigli dei genitori che noi vi vogliamo dare. Il fidanzato, la fidanzata, quasi che piace a noi. Vogliamo la casa, ci deve piacere a noi. Possiamo anche aiutarvi, eh. Il lavoro ci dovrebbe piacere. Vi possiamo... Allora voi andate per la vostra strada. E noi, io vorrei essere il paladino delle mie figlie, il custode, la sentinella, come dicevamo prima, no? Andate un po' per la vostra strada. E poi la sera, per la mattina, ho deciso di fare cashmere, che non sapevo manco che fosse. Ma come ci sei arrivato? Cioè, dove è stata? Ma diciamo che 23 anni prima. E allora, intanto, io ho fatto per 4-5 anni il modello da un'azienda bellissima che si chiamava LS di Sport, e che era... c'era fila. LS erano i tennisti, vestivano LS, e io facevo il modello interno. Facendo il modello interno, tu vedi anche come viene la produzione, misuri, perché è colui al quale loro devono misurare le taglie, no? Lì ho incominciato un po' a innamorarmi della moda. Sono sempre stata, devo dire, innamorato. Mia moglie, mia fidanzata, allora aveva un piccolo negozio d'abbigliamento, e poi avevo qualcosa in più. Ti dico solo che a 9-10 anni, mia mia mamma per Natale mi porta un paio di pantaloni verdi, no? Mi sto portato un regalino di Natale bellissimo, un paio di pantaloni verdi. Porca miseria! Mi son detto: "Io li ho presi e li ho sotterrati con la zappa dietro casa." Dice: "Ma perché?" Eh, perché non mi piaceva il verde. E che ne sapevo io poi da grande? Non mi piace il verde, vuol dire che qualcosa c'hai nell'istinto, no? Adesso ho ricomprato la casa dove sono nato, ho ritrovato il bottone dei pantaloni. Sì, ci sono cose della vita. Ecco perché dico: assecondiamo il creato cercando di essere custodi, no? Tu sei un figlio, io sono il tuo custode, sono il papà. Vai per la tua strada, cerco di proteggerti, di di indirizzarti, di essere di stare un po' dietro, ma vai per i tuoi sogni, fai quello. E e non dare ai figli, non dati ai figli queste performance che per forza poi tornano e sono o non riescono e sono umiliati. Perché dobbiamo così? Ma ad esempio, quando hai deciso poi appunto di intraprendere questa strada, quali sono stati gli step successivi? Hai avuto subito riscontri? Beh, il primo riscontro, ho venduto 53 maglie di cash a un mio a un cliente che ancora ho, turno vicino a Bolzano, e mi sentivo come Alessandro Magno. Son tornato con l'ordine dei 53 maglie. E uguale, uguale ad oggi. Ecco, non perdete il fascino della quotidianità. Mettete target bassissimi. I vostri target che riempiono i primi due anni, io non ho guadagnato niente, però mangiavo con mio babbo, mia mamma, stavo bene. Però vedevo che l'azienda, forse apprezzavano questo cashmere colorato. Quindi questo è un po'. Andate per la vostra strada, certo, è siate corretti e anche analizzate se poi la strada che avete intrapreso può avere un futuro o meno, no? E se tu ascolti, capisci che quella strada è importante. E tu è lì, è lì con quel primo ordine che hai capito che era la strada giusta? O l'hai capito? Che lì nel primo ordine ho capito che quando vide Albert Marcus a Ma... Bolzano, questi pullover colorati, un po' sexy da donna, di "Ah, che carini che sono!" Non c'erano sul mercato. Quindi ho detto: "Porca miseria, stavolta mi son fatto qualcosa di carino." E sono andato avanti da solo per 2 anni. Poi ho avuto il primo dipendente. Andate avanti, perché comunque voi trovate sempre, specialmente in Italia, una piccola banca che vi finanzia. $2000, $4000, €4000 per una piccola attività, perché adesso non so tu come hai iniziato, ma se tu vai in banca e dici: "Io presentavo i miei piccoli progettini e la banca mi diede l'equivalente dei $2000 di oggi." No, su me che avevo 25 anni, no? Certo, se siete... San Francesco è stato considerato il genio dei rapporti umani. E voi avete rapporti umani speciali, state tranquilli che si accosta qualcuno in più, si avvicina qualcuno in più. Perché se tu vai in banca e sei gentile, può darsi che quel direttore lì, €2000 per la tua attività, spiegando bene la tua più piccola pianificazione del tuo lavoro, cioè anche in un qualcosa di così scientifico come l'economia, il fattore umano può fare la differenza, no? Fa la differenza. Io ho fatto, ti vi vi dico una cosa, come son cresciuto. Ci c'era un famosissimo Barnis a New York, più il negozio più famoso 40 anni fa, e il signor Plesman era veramente la persona, il proprietario, la persona affascinante, sai, l'uomo. E venne a Pit. Io presentavo la mia prima collezione Pitomo, e venne verso il nostro stand, che avevamo una decina di capi. E dice: "Oddio, oddio, oddio!" Tutti quanti: "Arriva il signor Presman!" Sai, una persona. E allora, allora arriva il signor Presman e si entra dentro il piccolo stand, e guarda questo pullover e mi domanda quanto costa. "$200." E lui dice: "Expensive." Io sapevo che lui diceva sempre "e expensive" per non rischiare. Poi guarda gli altri due, torna su quello e mi vien da ridere e dice: "Quanto costa?" "$100?" E fa: "Expensive." E poi mi dice: "Scusa, ma non m'avevi detto $200?" Dico: "Sì, signor Presman, tanto lei mi avrebbe detto expensive." Sapete com'è andata a finire? Che da quella battuta scherzosa, lui ha comprato alcuni pullover di cashmere, li ha messi esposti a Barnis, New York, e da lì è partito il mio percorso. Quindi con una semplice battuta, non offensiva, chiaramente, perché anche quando voi fate scherzi, fateli gioiosi, armoniosi, scherzosi. Acquisite solo. E questa, questa degli scherzi, è un po' tipicamente italiana. Beh, sì, sì, è un po'. No, è Lorenzo il Magnifico, no? Quando ti ha aiutato l'essere anche italiano, effettivamente, in quello che è stato il tuo percorso, soprattutto poi quando ti dovevi confrontare con l'estero. Beh, sì, un po' sì, perché la moda è l'Italia come è la Francia, no? Questo sì, chiaramente. È stato facile per me dire all'inizio che avevamo una piccola azienda con mio babbo di 73 pullover, invece ero solo, perché facevamo pullover di cashmere. Ma non era così solo degli italiani. Io sono andato con due amici tedeschi che facevano scherzi in Germania. Abbiamo preso una camera di albergo in Germania e abbiamo presentato questa collezione a porte a camera chiusa. Tutte le camere erano aperte, e vi era anche Armani, Versace, i grandi. E questi tedeschi dicendo: "Pullover di Cashmere!" E lì abbiamo avuto un successo enorme con due ragazzi che facevano solo scherzi, ma erano elegantissimi in tedesco, perché uscivano dalla camera e dicevano forte in tedesco, mezzo italiano: "Signor Cucinelli, che con l'azione di Cashmirà bellissima, dove ha avuto l'idea?" E abbiamo avuto clienti solo perché succedeva questo marketing. Questo è marketing. Sì, sì, scherzoso, sempre gentile. Probabilmente. Certo, certo. Li disegnavi tu i pullover fin dall'inizio? Eri tu... Facevo tutto. E però tu non avevi questo sogno qua all'inizio, cioè non pensavi che la moda sarebbe stato il tuo il tuo lavoro? No, no, no. Io volevo diventar un ingegnere, appunto. Quindi poi proprio... Sì, da quando ero ragazzino, pensavo di... Però ho sempre avuto amore per l'architettura, per l'ingegneria, per la costruzione, no? E e poi, quando ho avuto, appunto, l'ultima, devo dire la verità, dottorato in architettura, che non me l'aspettavo, dico la verità. Adesso dovrei dirvelo, ma ci sono state due cose che mi hanno... la laurea in filosofia 10 anni fa e qualche giorno fa un dottorato in architettura, che mi hanno un po' anche un po' emozionato. Però, per esempio, lì dicevo Vitruvio, e questo è importante, i tempi oggi, no? Vitruvio diceva che ogni cosa che tu edifichi deve essere solida, utile e bella. E oggi noi non è che costruiamo con solidità, con utilità e con bellezza. Solidità significava forse vivere per 1000 anni per questa cosa qui. Quindi, non io dico: abbiate un sogno, voi giovani. Andate per la vostra strada. Ascoltate noi genitori in parte, quando vi parliamo dei grandi valori, sì, però andate per la vostra strada. Non abbiate paura, ma sostituite la paura con la speranza. Non abbiate paura dell'intelligenza artificiale, consideratela la vostra partner della vita. Rispettate gli esseri umani e sarete rispettati, sicuro.

Ma quando, quando poi il progetto di di Brunello stava stava crescendo, il resto della moda come ti vedeva, secondo te? Ma, ma io, ma io ho sempre avuto un bel rapporto con tutti. Certo, era di cioè, quando io ho cominciato a parlare di un sano equilibrio dei profitti, qualcuno diceva: "Ma forse ci credo un po' meno." Poi ci siamo quotati in borsa, sostenendo però di avere profitti al 10% netti di un'azienda italiana, cercando di eh comportarci in una certa maniera. Ti dico solo che il giorno della quotazione in Piazza Affari, qui a Milano, io dissi testuali parole: "Se voi volete investire in un'azienda che fa profitti a tutti i costi sulla dignità dell'essere umano, non comprate la nostra azienda, perché noi non lo faremo. Se volete provare ad investire in un'azienda che cerca di aver profitti nel rispetto della dignità umana, del creato e tutto, provate." Ecco, questo e questo noi non lo cambieremo, perché l'amore per il creato, l'amore per la mia terra, io sono chiaramente affezionatissimo e penso, come dicevo all'inizio, che la terra dell'anima sia una e basta, quella sicuro. Il luogo dell'anima. E anzi, andate alla ricerca di qual è questo vostro luogo dell'anima. Qual è il tuo rapporto con il cashmere, che è diventata una cosa per te? Eh, beh, di di affetto, credo. Anche perché, eh, devo dirla, sì, è è un po' speciale, perché ho iniziato con il cashmere. Sono stato in Mongolia quest'anno, e abbiam preso la tempesta più dura degli ultimi 50 anni, in mezzo alle alle caprette. E io ho un rapporto un po' speciale, mi piace molto la Mongolia. E ho un rapporto anche un po' speciale con la Cina, perché io sono stato, chiaro, il cashmere bellissimo bianco viene dalla Cina, il cashmere brown, quello viene dalla Mongolia. Però io anche dalla Cina son sempre stato affascinato da loro, dalla loro cultura di 2003-2500 anni fa. Quindi Confucio lo trovate nella piazza di Solomeo, vicino a Platone, che che come un'immagine di dialogo, no? Eh, io ho avuto sempre il vantaggio di avere, secondo me, alla per la mia mente, rispetto per ogni essere umano. Sì, dove sei, di dovunque sei. Dove io vado, voglio mangiare. Vado in Mongolia, mangio con gli amici, mi preparano la capra bollita, la testa di capra bollita, perché è il più grande dono che possono fare. E io... Ah, sì, no, solo in questo caso mi piaceva. Sì, vedi, eh, a un certo punto muore San Francesco e Tommaso da Celano gli fa la biografia, che è bellissima, però è ci fa pensare, no? Lento all'ira, rapidissimo nel perdonare, però conclude con una frase particolare: "Tra i santi, il più santo; tra i peccatori, uno di loro." Cioè, noi dobbiamo avere il coraggio di vivere con chiunque, rispettare chiunque, indipendentemente da tutto. E questo io voglio sempre fare. Non mi faccio affascinare o deludere da qualcuno, no? Basta che sei una brava persona. Se se io so che tu sei una persona così così, voglio... non è che contesto, però no. Sono cresciuto con un'espressione che mi piacerebbe moltissimo che voi la consideraste. Guardate, non vi voglio... Spinosa, a un certo punto, dice: "Sentite che meraviglia! Non son venuto al mondo per giudicare, né tantomeno per condannare. Son venuto al mondo per conoscere." E qui torniamo al Papa Custodia e conoscenza e trasmissione delle cose. La conoscenza è se tu conosci, non ha... Se tu conosci, pensaci bene, non hai paura e riacquisti la speranza. Questo è verissimo. E la conoscenza, ci sono tante cose di cui abbiamo paura, ma appena scopri bene come funzionano, quale banalmente anche volare su un aereo, se tu sai un poco meglio come funziona, ti viene meno paura. Ma poi sai, se tu giudichi, pensaci bene, stai poco bene. Se tu litighi, stai bene? No, per niente. Tu, se tu litighi, anche se hai pensi di aver ragione, sia con il tuo partner, piuttosto che io cerco di non litigare, dire: "Ognuno ha il suo." Siamo ognuno siamo diversi dagli altri. Certo, cerco di frequentare le persone che mi piacciono leggermente un pochino più.

Hai citato prima, abbiamo citato diverse volte Solomeo, che è un borgo speciale nella nella tua vita, che sta diventando speciale, perché poi è diventato un sta diventando un simbolo, no? Quando è la prima volta che hai incontrato il borgo di Solom? Ah, sì, sì. Eh, beh, io lì andavo, seguivo mia moglie, cioè l'allora mia fidanzata, che tra l'altro mi mi ha fatto patire. Avevo 17 anni, lei 16, un annetto. Quindi io andavo dietro all'autobus con la Vespina, eh, perché sentivo freddo l'inverno. Lei era dietro, sapete che dietro si mettono le ragazze giovani o ragazzi che che ti prendono in qualche maniera in giro. E io, per per non sentire freddo, stavo appiccicato all'autobus, quindi m'ha fatto prendere anche parecchio CO2, devo dire la verità, eh. Sì, poi ci siamo conosciuti, perché quei tempi era diverso. Ci e dopo un annetto si ci siamo fidanzati. Ma io già iniziavo a frequentare questo piccolo borgo, molto carino, che era un borgo medievale, però il centro storico dismesso, perché negli anni '60 cominciarono a farsi la casetta fuori dalle mura o addirittura vicino alla città, no? Ed è vero che, cioè, in quel periodo lì, vi eravate anche promessi, se le cose vanno, iniziano ad andare bene, magari sì. Ma però, io ho mia moglie, che dovrebbe essere la cugina, dico spesso anche a lei, scherzando, di primo grado di Schopenhauer, perché è leggermente leggermente pessimista, no? E quando tornai a casa e gli dissi, c'erano le cambiali, per voi giovani non conoscete, insomma, è un pagherò. E tornai a casa e dissi: "Ho comprato il piccolo castello." Ma e le cambiali erano una marea, una quantità. E lei disse: "Oddio, come faremo a pagarle?" Ecco, non ti preoccupare, riusciremo. E da lì è partito questo progetto. Chiaramente, il Solomeo è il mio luogo dell'anima, questo sicuro, no? È un luogo che hai anche contribuito a, insomma, a a recuperare, restaurare. Sì, l'avevamo recuperato per una, ci abbia messo una ventina d'anni, perché ci volevano anche tanti soldi, quindi io non avevo mezzi. Piano piano, no? Poi abbiamo edificato un bellissimo teatro, per me bellissimo, di gusto rinascimentale, che io trovo un luogo, insomma, un luogo laico dell'anima, ecco, un tempio laico dell'anima. Poi abbiamo realizzato una cantina, che è un omaggio alla terra, che fra 1000 anni sarà lì. Ma anche il teatro, fra 1000 anni sarà lì, come diceva Vitruvio. Abbiamo realizzato di nuovo un monumento alla dignità dell'uomo, che è fatto con lo stesso sistema del Colosseo, quindi fra 2000 anni ancora salì sarà lì, perché mi è sempre piaciuto restaurare e edificare per l'eternità, come diceva Augusto Giorraschi, no, no, nell'800, dice: "Edificate per l'eternità." Quindi non è che non mi piacciano, però non so giudicare queste opere che fra 50 anni o 30 anni, non so come... Beh, questo, questo, questa cosa che hai fatto a Solomeo, è un po' quella restituzione al territorio che faceva anche tuo papà con il primo... Eh, beh, sì, io il primo raccolto di cui parlavi. Io io penso che questo sia quella sostenibilità umana e anche sostenibilità culturale, un po' del territorio. Sì, sì, questo mi piace molto. Io vorrei essere un piccolo custode del creato che ha passato in quel luogo, paese del 1391, restaurato per i prossimi 1000 anni, no? Siamo a custodi pro tempore. Sì. Eh, prima parlando, tornando al al tuo percorso, quando prima hai citato il momento, insomma, della in cui i tuoi prodotti poi sono stati portati in quel negozio all'estero di Barnis, eccetera, ci sono stati altri momenti così importanti che tu riesci a a scandire nel tuo? Beh, diciamo, un altro momento importante nel 2000, quando decidemmo di fare un total look. Quello è un altro momento, cioè, lì dal dal tolloverover si è abbassato un total look. Sì. E invece, diciamo, momenti molto forti ci furono il 2009, dove il New Yorker ci fece un'intervista. New York era è un giornale molto, venne da me 4-5 giorni e ci fece un'intervista tutto tondo su questo capitalismo. E sai, quando doveva uscire l'intervista, era un po' così, perché sai, e invece ci fece un'intervista molto positiva su questo capitalismo. Altro momento che direi particolarmente importante nel 2021, quando Draghi mi chiamò e mi disse: "Ma lei adesso ci diamo tu, ma lei verrebbe a parlare al G20?" Ho detto: "Ma come, Presidente? Ma lei ci vengo a nuoto dall'Umbria, sa G20, no?" Ci sarebbe da una parte Re Carlo, che allora era principe, dall'altra parte lei, e davanti ci sono loro, insomma. Vè, vi dico, due giorni prima sono andato a Roma, ho dormito in albergo, ho mangiato solo pane e acqua, perché ho detto: "Se dovessi avere un attacco di colite, qualcosa, davanti al G20, come faccio?" Eh, sono andato, il mattino sono arrivato 3 ore prima. Il capo della polizia mi ha detto: "Ma dove va Brunello?" Eh, se si rompeva la macchina, non veniva al G20. Insomma, emozionante, ve lo dico con un po' di gioiosità. Ma poi arrivano tutti. La prima di tutte arriva Merkel, che si mangia due cornetti e un cappuccino. E lì guarda veramente, ti dice: "Ma allora sono umani?" Perché questo è il tema, no? Tu pensi anche che certe persone sono inumane, sono cyborg. Poi a un certo punto ci mettiamo seduti con tutti loro davanti. Io avevo Macron, Fo, Merkel, e avevo Boris Johnson, che mi guardava come mi guardi tu. Boris Johnson. Allora sì, quindi inizia Draghi, legge, poi inizia Re Carlo, legge. Io non, io non leggo mai, no? Quindi non avevo niente davanti. Quando Re Carlo finisce, Re Carlo, quindi inizia Draghi e dice: "Adesso diamo la parola Brunello, che ci parlerà di capitalismo." Io in quel secondo lì, Sant'Agostino, mettici le mani, perché stamattina è dura. E perché ho chiesto aiuto a Sant'Agostino? Perché sapete che dice Sant'Agostino? Lui dice: "Si è nitido, chiaro ciò che hai nell'anima, stai tranquillo che le parole arrivano." No, ma guarda che è stata, e vi dico che per me è stato bellissima, perché ho concluso in questa maniera, che ci tengo a dirvelo, perché ho detto: "Voi che siete i custodi pro tempore dell'umanità, voi che siete i responsabili pro tempore delle bellezze del mondo, indicateci a nome dell'umanità, indicateci la via della vita." Quindi è stata, appena finito, Draghi m'ha guardato, mi ha fatto un bel gesto. Boris Johnson è venuto, si è alzato di, insomma, però un momento abbastanza importante, diciamo, a sostegno di questa idea di di capitalismo, io chiamo contemporaneo.

Abbiamo bisogno di riequilibrio. Ti hanno mai proposto di fare qualcosa in politica? No, no, non c'è nessuna possibilità. Io faccio solo questo, ma amo da morire la politica. E questo vale anche per voi, perché ricordatevi, l'abbiamo detto prima, la bella politica è uno dei grandi ideali, come la famiglia e la della spiritualità e la religione. Occupatevi di politica, tornate a votare. Non è possibile che votiamo il 40-50% e poi ogni giorno giudichiamo chi ci, chi ci i nostri politici, no? È così. Tornate a votare, esprimete il vostro voto, e allora potremmo essere in grado di giudicare anche di chi ci amministra, no? Fatelo. Ritrovate i valori che sono ideali. Certo, prima hai parlato sia di speranza che di paura. Hai mai avuto paura lungo questa strada qui? Ci sono stati dei momenti in cui... Mai. No, no, no, non posso dire no. Non posso dire da aver paura, perché è proprio il rapporto che hai con il creato, no? Io, io discuto molto, diciamo che quella un po' più ho avuto nel 2020, durante la pandemia, sì. Però è una paura, certo. Avevi paura di morire? Non sapevi, eh, sì, quelle sono paure anche più più grosse, più grosse. Lì di che cosa voglio aver paura? È tutto più grande di te. Ah, mi pensavo più legato, no, al al percorso lavorativo, dici? Non so, anche quando ho detto: "Siamo passati al total look", lì un grosso salto che decidete di fare. Però era anche lì, era ponderato. E un po' piccole le aspettative. La paura viene se tu le aspettative che metti sono troppo alte e se le ottieni, ben per te, ma se non se non le raggiungi, ogni giorno ti sembri un po' così, no? Torni a casa, tua moglie o tuo marito ti dice: "Come va il business?" Insomma, ma perché non metti le aspettative un po' più basse? Perché non facciamo questo? E questo è anche il tema della moda di questi ultimi 3 anni, no? Siamo cresciuti talmente tanto che adesso, se va tutto normalizzandosi, perché dobbiamo aver timore? No, no, assolutamente no. È una questione di equilibrio. Ci sono delle cose più grandi di te che non puoi cambiare, come la pandemia, no? No, quelle sì, sono paure, chiaramente. Però vedi, anche il il 15 marzo della pandemia del 2020, quando dovevo prendere decisioni importanti, perché il 12 marzo facemmo una call mondiale dicendo: "Per 2 anni avrete soldi, quindi non sarà licenziato nessuno." E poi, Dio, verrà. Ma affacciandomi lì nell'androne del castello, verso le 6:20, vedo le prime rondini che, chissà perché, arrivano sempre il 15 mattina. E allora mi domandai: "Ma chi manda le rondini tutti gli anni il 15 mattina o il 15 pomeriggio?" Allora cerchiamo di lavorare e vivere immaginando che ci sia un creato che... No, dividiamo la vita, forse in tre parti, diceva più culo, una te la danno i tuoi genitori, una è il fato, il creato, non puoi far niente, però un 33% puoi incidere un pochino tu, no? Rispettosi di tutti.

Si è parlato tanto di te di e di voi in quel in quel periodo, no, della pandemia, proprio per questa per questa decisione che hai che hai preso, cioè di nonostante la pandemia, tutto verrà mantenuto uguale. Sì, io devo dire grazie ai cinesi, perché prima mi sono spaventato e poi mi sono rinfrancato, perché il 19 gennaio, quando ancora qui non c'era niente, il nostro presidente cinese mi disse: "Brunello, qui ci sono delle cose strane, polmoniti strane." Allora io sono un amante della storia, no? Pericle muore nel 431 di peste, metà degli ateniesi muoiono nel 1352, giù di là, la peste nera uccide 37 milioni su 72 di europei. E ho detto: "Eh, chissà che questa non possa essere una cosa così, no?" Quindi il 30 gennaio ha fatto una riunione a tutta l'azienda, un'assemblea, come facciamo ogni tre mesi. Ho detto: "Io non so cosa sta succedendo, prepariamoci." Quindi mi sono spaventato e sono andato alla ricerca delle mascherine, un mese prima che poi, sì, perché il 30 gennaio ancora qua era una cosa su cui, forse, no? Qui qui è esploso durante la moda, il 26 di febbraio, no? Un giovedì della moda, giù di là. Quindi già tu a 30 gennaio stavi cercando? Sì, che nell'azienda, compresa mia moglie, che è negativa, però mi dici: "Ma perché ti spaventi? Non ti spaventi mai?" Eh, dico Schopenhauer, che è però questo anticipo delle mascherine ci ha portato un grande vantaggio. Dopo, pensate che ordinammo 11.200.000 mascherine, ma in realtà ce ne consegnarono poco più di 1 milione. Ma a quel D quel mese e mezzo di mascherine, due mesi, è stata una bella esperienza, ma non di paura, un po' un po' di gioia, un po' di preoccupazione, perché era troppo più grande di noi, no? Sì, sì, che cosa, quello è, che cosa possiamo fare, cose non possiamo fare. E poi facemmo una cosa abbastanza importante, che un centro vaccini, che ci riuscimmo a farlo velocemente, e vaccinavamo anche la notte, devo dire la verità. E quindi facevamo la pizza durante la notte. Fu molto carina, perché chi veniva a fare il vaccino non mangiava né prima del vaccino, né dopo il vaccino, perché non sapevi la reazione dopo il vaccino. Allora decidemmo di non farla più. Quindi ci sono dei momenti, però lì trovo il mio Agostino, il maestro eccellentissimo, onnipotente, reggitore, tu che ci mandi il dolore come maestro. Eh, insomma, quanto sono importanti poi questi riferimenti. Lo stiamo scoprendo. Questa è una di quelle puntate che chi ascolta, secondo me, c'è anche una carta e penna, perché ci sono delle cose molto interessanti da imprimere. Ehm, quando, non so se hai avuto anche lì un riferimento, perché come dicevamo, sei partito da zero, no? Da una famiglia contadina. Quando poi hai iniziato a guadagnare dei soldi, qual è il tuo, qual è stato il tuo rapporto con i soldi? O in generale, qual è ancora oggi il tuo rapporto con i soldi? Ma io credo che sia stato sempre sano, nel senso, la prima parte della vita non avevamo soldi, ma io stavo bene. La seconda parte, al bar, nessuno di noi aveva soldi e stavamo bene da morire, solo scherzi. Poi ho iniziato, sì, sono diventato anche ricco, ma a me la vita non è cambiata. Diciamo che la ricchezza mi ha dato la possibilità di far cose, di restaurare, di edificare cose che potrebbero rimanere per l'eternità, quello sì. Ma alla fine, sapete che vi dico seriamente, anche serenamente, che se una famiglia normale, che che lavorano tutti e due con i propri figlioletti, guadagnano normale, se vi è un bell'equilibrio di vita, è un perché se tu hai i soldi, quello che io chiedevo al mio stimato creatore: "Non mi far deformare troppo." Perché se hai soldi, arriva la paura di perdere i soldi. E io, siccome ho avuto il mio babbo, che è morto due anni fa, 100 anni davanti a casa mia, mio babbo è stato sempre un bel confronto, no? Quando gli davano le classifiche di Forbes, mio babbo diceva: "Non sono interessato, basta che sei una persona per bene." Allora poi diceva: "Ma scusa, ma tu vuoi essere più ricco del cimitero?" Allora il babbo: "Babba, ma il cimitero è piccolino." Poi, quando uscivo di casa, lo salutavo, perché era eh, abitava davanti al cancello de di casa mia, mi diceva: "Ricordati che i debiti lavorano anche la domenica." Allora, il più ricco del cimitero, i lavori, i debiti che lavorano la domenica. Se tu vuoi essere un custode pro tempore, probabilmente anche i mezzi che hai sono i mezzi da custode, no? Se tu ti senti proprietario, è tutto più difficile, hai paura di perdere. Io non sono, non sono mi son mai sentito proprietario della mia impresa, mi son sentito maggior azionista, custode pro tempore della mia impresa. Quindi, e come ci insegna anche Seneca, nei momenti un po' più dolorosi, se tu hai molta paura di perdere, questo è forte in chi ha i mezzi, eh. Quindi a volte ai miei amici, anche ricchi, ce ne conosco molti, no? Dico: "Ma possiamo essere un pochino più equilibrati?" Perché non c'è dubbio che la ricchezza ti porta ad essere un po' più, no, un po' più crudo. Hai paura di perdere, no? E se hai paura di perdere, è difficile. Quindi non voglio dire di non bramare di diventare ricchi.

Però non vi fate affascinare troppo dalla ricchezza, perché se avete la possibilità di vivere una vita equilibrata, noi, mio babbo, mia mamma, lavora, lavoravano, vivevamo bene. Sì, i soldi si aiutano, ma ricordatevi che i soldi aiutano anche a peggiorare il mal dell'anima, che è il tema di fondo su cui noi dobbiamo lavorare. Verissimo, e su cui ci sono parecchi spunti per migliorare questo mal, questo male.

Non parliamo, mi raccomando, non parliamo di persone che sono povere davvero, che non hanno di che vivere. Io non parlo di quel tipo di povertà, sono un po' più preoccupato della povertà spirituale. Ecco, quindi, se noi eliminiamo quel tipo di persone, a cui invece dico: "Voi giovani, non volgete le spalle alla povertà, anzi, guardatele con occhio diverso, guardatele con occhio nuovo". Poi, per il resto, non andate alla ricerca di qualche cosa che vi renderà un po' più aridi, un pochino meno gioiosi, un po' più spaventati nel perdere qualcosa, no. I soldi, insieme anche al potere, tante volte, eh, certo, è così, sì, è così.

Ecco, questo ho sempre detto io. Scrivo dal intorno al 1990, ogni giorno un po' di cose, quelle che mi piacciono le scrivo ogni giorno. Sì, sì, c'ho 27 book, no, che scrivo una sorta di diario, ma di diario di pensiero. E scrivevo intorno al '90-'91: "Mio Dio, se ho un po' di successo, non farmi, eh, no, affascinare."

No, no, perché quello anche verso i vostri amici, siate sempre voi stessi. Stasera torno al mio paesino, vado a giocare a carte con quelli che stanno nel mio paesino, abbiamo un rapporto normale. E, e qui torniamo a San Francesco, tra i grandi, il più grande tra i peccatori, uno di loro. Io posso star con tutti. E siate però persone per bene, perché anche, guardate, guadagnare soldi essendovi comportati così, così, verso l'umanità, verso il creato, non so che stato d'animo vi possa, vi possa dare.

Quanto ha contribuito a questo tuo, diciamo, mantenimento di personalità, questa tua visione, anche il fatto di aver fatto questo percorso con tua moglie? Cioè, di aver iniziato, tu raccontavi prima, avevate 16-17 anni, quindi proprio all'inizio. Sì, ma sì, ma noi abbiamo fatto l'amore 8 mesi dopo, no? Ah, sì, sì, prima i primi bacetti, poi prima lei, poi mesi dicevano. Io cercavo di sentire, dice: "Andiamo a ballare in quel luogo". Ci andavo e non c'erano. Che vi pigliasse un accident! Adesso gli dico: "Io andavo con la vespetta in quel luogo". Sì, che m'ha fatto un po' patire, devo dire, ragazzi.

Però alla fine, devo dire che alla fine, io dico chiaro: viviamo in un paese e la vita paesana è un po' leggermente diversa, perché nel paese, se vuoi, non c'è povertà spirituale, non c'è povertà economica, perché ci si aiuta, non c'è solitudine. Non sottovalutiamo, no? Mio babbo ha vissuto, mio babbo ha vissuto 25 anni senza mia mamma, lì alla chiesa, al paesino, al borghetto, no? Questo un po' aiuta. Lei alle sue, no? È la vita del borgo.

Poi, io credo che si debba essere scherzosi con i propri partner, scherzosi, gioiosi e non troppo sempre rancorosi. Io, per esempio, son cresciuto, non ho visto mai i miei genitori litigare. È vero che, per esempio, quando eravamo contadini, se secondo me si litigavano la notte, il giorno a tavola eravamo 13, dovevano aver fatto pace, no? Però io, le pochissime volte che ho discusso con mia moglie, pochissime, cercate di farla pace subito, subito, perché se andate a letto e avete litigato, state male. Questo sei d'accordo, no?

Sì, sì, assolutamente. Stai male se litighi con qualcuno, figurati se litighi a casa con, con tuo figlioletto, col tuo partner. Questa è una cosa che disse anche il Papa, se non ricordo male, no? Il Papa, se ricordi, lui disse questa espressione: "Tiratevi anche un piattuccio in più, però, eh, sì, fate pace." Questo c'ho sempre.

Sì, a che età sei diventato papà? A 29 anni. Sì, sì. Ecco, un'altra cosa che vorrei consigliarvi. Tu c'hai 30 o 31? Sì, no, no, ne ho un po' di più, però. Sì, sì, sì, non ti ho detto, però ne ho 36. Però, comunque, meno male, cazzo, lo prendo come un complimento. Ma siamo lì. Se sei un bellissimo ragazzo, 36 anni. Ce l'hai i figli? Ne ho due. Benissimo. Se puoi farne il terzo, non è male, eh. Adesso quando torno a casa. No, io, se, se è il consiglio che posso darvi, non fate i figlioletti, fateli, cominciate presto e fatene anche un po' più di quelli, perché la vita, l'amore per i figli, non c'è nulla che somigli all'amore per un figlio. Vi dà la, vi fa vedere il mondo fra 50 e 70, 100 anni. Adesso io guardo i miei nipotini e mi domando come sarà il mondo nel 2070, per voi nel 2090, no?

Ecco, e ora ti dico, adesso ti dico una cosa che direbbero magari alcune persone che ci ascoltano. Io, in realtà, mia prima figlia, avevo 30 anni, 29, 30, anch'io, no? Anche un pochino tardi li abbiam fatti. È meglio oggi, però quando sono andato, quando andai anche dalla, dalla ginecologa con mia moglie, era esaltata perché la media è molto più alta, è 37 anni oggi. Molti ragazzi, adesso, io non parlo di quelli che, eh, non hanno trovato l'amore o non, o non, però molti magari sostengono giustamente anche di che, che le condizioni sociali oggi, anche economiche e tutto. Non abbiate paura di essere in difficoltà, no? Non abbiate paura. Quando avete la famiglia, tutto cambia. Fate la vostra casetta, la fate prendendo i mutui a 20 anni e vi fate due giorni in meno di vacanza, ma state con i vostri figli. Ma quando andate a letto con i vostri figli, cambia tutto. Io adesso mi lasciano a dormire i nipotini, son cresciuti, ma al piccolino, quando me lo lasciano, la piccolina, io la notte li guardo, li annuso, parlo con loro. Poi arriva mia moglie, dice: "Ma con chi parli?" "Con loro." "Ma dormono, eh." "Può darsi che ascoltano, no?" Fate figli.

Senti, non abbiate paura, non lo mettete sotto il problema economico e basta. Non lo mettete. Certo, se speriamo di che non perdiate lavoro, quello sì, perché l'essere umano è in difficoltà quando non ha lavoro. Non è in, l'essere umano ha bisogno di, non ha bisogno del pane, ma prima del pane, forse anche della dignità. M, quindi date dignità all'essere umano, cercate di ricevere dignità. Non abbiate paura, ma fate un figlioletto in più, fatelo anche leggermente, ma nella, nell'azienda. Da voi, come filosofia, c'è anche qualcosa su questo genere, su sul legato alla maternità? No, io, io gli dico sempre: "Fate figli". È arrivata 2, tre mesi fa una ragazza, 45 anni, Brunello. Gli devo dire una cosa. "Dimmi, che sei incinta?" "Sì, è vero." Oh, il terzo figlio. Dice: "Ma è un po' tardi." "Ma che tempo tardi? Adesso la scienza ha fatto, ha fatto tutto quello che deve fare." E lei pensava invece di che io rimasto di creare un problema al datore di lavoro, no? Dai, da noi non c'è questa. Perché se tu puoi lavorare, se tu sei veramente responsabile, stai a casa, telefoni, hai i tuoi partner, hai tu persone in azienda. Non abbiate paura di quello, perché oggi invece il tema, spesso escono notizie che ha il colloquio ti chiedono: "Ah, ma tu hai, avere dei figli?" Questo non è il nostro caso. Noi abbiamo il 70% di donne al lavoro e abbiamo manager e hanno figli normali. No, no, io, io almeno, io dico: "Non abbiate nessun timore, non abbiate paura, non abbiate paura."

E com'è, invece, lavorare con le tue figlie? Cioè, io ho avuto la possibilità di di conoscerle, sono molto brave sul pezzo e insomma, lo so, se sono molto brave. L'unica cosa che dico che mi piace molto di loro sono buone e la gentilezza d'animo, anche l'essere caritatevoli. O ce l'hai o non ce l'hai. Ma tu sei uno di quei papà? Sai perché poi c'è anche chi è il papà più severo che non, non dice. Io sono benedettino, quindi, no, nel senso che ognuno di loro ha dato le dimissioni, mia moglie tre quattro volte, le figlie tre quattro volte, i generi che lavorano con me tre quattro volte le dimissioni. Sì, sì, sempre accettate e poi tornano. Le regole sono quelle, sono uguali per tutti. Però io dissi: "Se tu vuoi imparare qualcosa, non credere a coloro che li mandano fuori, non so dove, che gli fanno far lavoretti così. Tu sta qui con noi, sappi che sarai trattata perché come le altre, perché, perché l'azienda, l'impresa non si eredita, né niente si eredita nella vita. Tu erediti la proprietà, ma non la capacità di, la capacità di fare. Mio pappo faceva il contadino, chi ha detto che loro debba? Io faccio l'imprenditore, chi ha detto che loro debbano essere delle preve imprenditrici? No, se saranno, lo saranno, ma non è, è qualcosa. Quindi siate libere, però le regole sono. Io vengo dalla cultura benedettina e ti dico una cosa forte, vi dico una cosa forte di Benedetto. Prendete che è molto interessante. Benedetto, San Benedetto raccomanda l'abate di essere rigoroso e dolce, esigente, maestro amabile, padre. Provate voi a comportarvi con i vostri partner, al lavoro, con chiunque, con questi quattro aggettivi. Guardate che son bellissimi. Essere esigente, riesco amabile, non lo so, ma insomma, siate, siate persone per bene da tenere conto. Questa è una, quello dell'essere una persona per bene, anche onesta, è veramente il tutto. Sì, sì, sì, sì.

E invece, legato al, al sempre comunque anche al percorso, due cose ti volevo chiedere ancora, eh. Una è il tuo rapporto con la mondanità, nel senso che essere una personalità come Brunello Cucinelli ti ha portato ad essere in contesti, eh, al di là del G20, che credo che sia quello forse anche un po' più speciale e anche unico, eh, però non so, a eventi, agli Oscar, da, da cose enormi, eh, come ti rapporti con quel tipo di ambiente? Che effetto ti fa? Non so se si viene mai da pensare: "Cavolo, ma io portavo, portavo le mucche", come dicevi tu prima, "e adesso sono qua su red carpet". No, uguale, vi dico la verità, è uguale. Non c'è alcuna differenza. Questa, io tiravo le vacche, mio babbo, stavo benissimo. Vado l'altra sera, bellissimi i Donatello, di Davide, bellissimi. Tra l'altro hanno vinto parecchie donne, no? Permigli ha vinto un sacco di premi, ma altre parecchie donne hanno vinto. Margarita Vicario come regista, sì, sì, sì, è così. Tu devi, se tu vivi in equilibrio col creato e hai rispetto per chiunque essere umano, vado alla partita di calcio, mi piace come, se vado a Red Carpet o al mio amico che gioca carte, gli conto le bestemmie, perché c'ho una, al paese che ho un, ha un tuaccquino in un tavolo vicino, lui gioca e fa otto bestemmie e due parole e io le segno e poi alla fine della serata dice: "Hai detto 122 bestemmie." E via, è uguale. No, c'era questa espressione bella di Machiavelli, che lui prima di scrivere cose meravigliose, voleva andare all'osteria per sentire la vera vita dell'essere umano, poi si ritirava e scriveva. Io, io vivo con tutti, io non ho nessun problema, purché sia una persona per bene. Se una persona un po' così, arrogante, tutto, non ne.

C'è qualcuno che ti ha impressionato, qualche personalità che ti ha impressionato tra quelle conosciute, qualcuno in modo particolare? Sì, sì, sì, moltissimo. L'ultima Sharon Stone, devo dire che, eh, abbiamo fatto una cenetta a Los Angeles, ha detto: "Vengo, però se solo se io sto mangio vicino a te, senò non ci vengo." E, è scherzosissima, scherzosissima, amabile. Ha avuto un po' di cose nella vita, perché ha perso nipotino, ha avuto una malattia che, che ha rischiato anche di morire, ma ha fatto una bella impresa, sempre scherzosa e gioviale. E per, per quanto riguarda invece il brand Brunello, c'è stato, adesso recentemente, ho citato gli Oscar, ma negli ultimi anni, in particolare, tantissime star di Hollywood vestono Brunello. Son contento, perché noi non sponsorizziamo, se, se così usiamo questa parola, non abbiamo nessuno, no? Facciamo, gli piace una cosa, gliela facciamo volentieri, chiaramente non pagano quell'abito che prendono. Mi piace perché mi piace che lo mettono anche parecchi giovani, devo dire. Ma sapete, io penso che voi giovani, andate alla ricerca di dove è fatto quel prodotto, come è fatto, di più, bravissimo, come è fatto. Si è recato danni al creato? No, questo è, perché difficilmente tu porteresti qualcosa indosso se sai che è stato prodotto recando danni a qualcuno. Questa è, è molto forte per la tua età, per i. No, no, adesso è un tema che moltissimi ragazzi, magari, esatto, prendono una maglietta in meno, ma quella che prendono è, c'è, c'è questa idea di, di non recare danni al creato, cioè, no, è molto forte. Certo.

Beh, sì, adesso, prima dell'altra domanda che volevo fare, però siamo sull'argomento, c'è il tema della, chiaramente, dell'inquinamento, del, dell'ecologia, del fatto che l'ambiente, la moda, il tessile, degli elementi dei settori più inquinanti, no? E molte aziende, invece, o insomma, si parla anche di green washing, cioè di tante aziende che fanno finta, tra virgolette, di fare dei, far fare dei percorsi alternativi al, al tessile. Tu come vedi il futuro del tessile da questo punto di vista? No, no, io lo, io il futuro dell'Italia, la, il primo dell'Italia, lo vedo come i più grandi manufatturieri al mondo di tutto ciò che è di grande qualità. Parliamo, veramente, tessile, alimentare, quello che è. E da qui, abbiamo discusso del tema del valore operaio, sicuro per il tessile, la vedo molto bene, perché l'Italia ha sempre il suo fascino, no? Chiaro, nelle imprese dovremmo sempre più essere attenti a tutto. Recuperiamo l'acqua piovana, noi in azienda, siamo in un paesino, cioè piove, c'abbiamo le vasche per recuperare l'acqua piovana, cioè di vivere in quell'armonia con, con il creato, come quando eravamo contadini, no? L'acqua non ce l'avevamo, però avevamo parecchie pozze, dove quando pioveva, o abbeveravamo gli animali, o ci serviva per, per annaffiare. Insomma, c'è una grande presa di coscienza dell'umanità, questo mi piace moltissimo. E questo bisogna, questo è forte da parte dei giovani, quindi, però è voi giovani che dovete scaturire questa umanistica rivoluzione che si sente, no? E che, secondo me, il nostro stimato Papa seguirà, se, ah, seguirà dai discorsi fatti. Mi piace molto, no? Custodire, approfondire, trasmettere. No, la Chiesa è sopra, che guarda le, sopra ogni cosa, che guarda le notti del mondo, insomma, l'umanità ha bisogno.

E alla domanda che ti dicevo prima, delle varie personalità del, del mondo del cinema, ma anche della, tanti, c'è qualcuno che ha fatto la differenza, secondo te, invece, a livello anche del brand? Cioè, qualcuno, quando quel personaggio ha indossato quella cosa, o quell'altro? Ah, sì, questo vale, ricevuto dei ris. Beh, questo sì, è chiaro che quando, sai, De Caprio, Angelina Jolie, piuttosto che Cher, mettono qualcosa o dicono qualcosa sul brand, certo, un po' fa la differenza, quello sì. De Caprio, l'hai conosciuto, immagino, direttamente. Il primo che, lui è uno di quelli che prima di tutti, per tra tutte le star, ha sollevato il tema. Sì, il primo che conobbi era Robert De Niro, che ha ancora un bel rapporto, perché mi disse: "Mi fai questi?" Lui porta i pantaloni un po' larghi all'americana, no? Il primo abito che gli fece un pochino più stretto e lui disse: "Ti che sei una parola dei, perché parla un po' l'italiano, un po', no?" Dice: "No, no, io non li voglio i pantaloni stretti così." Allora io li ho fatti leggermente più larghi. Però mi piace. Lui è stato il primo grande personaggio che hai incontrato di quel, di quel mondo, di quel mondo altissimo, direi. Di sì, sì, sì. Un po' sì, sì. Si fece effetto? Beh, un po' sì, perché lo conobbi una venticinquina d'anni fa, anche in un momento dove la moglie era stata poco bene. Sì, sì, sì, sì. Eh, ho un bel rapporto con questi personaggi. Facciamo questa cena annuale a Los Angeles, dove vengono 120 o 130 di queste star, che dicono loro che non è che si trovano facilmente anche loro, tra loro, no? Perché avranno le loro, no? Certo. Quindi, questa volta c'era davanti a me Kevin Costner, c'era vicino Sharon Stone, Oprah Winfrey. Mi piace molto, perché, eh, anche lì ho affrontato il tema di una mezz'oretta, i grandi discorsi del creato. E devo dire che gli occhi lucidi di Oprah, di Sharon Stone, mi piacciono. Vuol dire che abbiamo tutti sete di grande umanesimo, questo ne sono convinto. E lì trovano finalmente anche loro, perché poi quella terra lì, in particolare, cioè Los Angeles, in generale, gli Stati Uniti, in quel settore, non è che molto questa cosa, però hanno tutti necessitati. Io penso alla fine che siamo 8 miliardi di esseri umani, che siamo alla ricerca di che cosa? Non lo so, di che cosa, ma siamo alla ricerca di qualcosa di nuovo, questo son sicuro.

E ti sentivo una volta che raccontavi anche un po' il rapporto con, con le persone che lavorano all'interno della, dell'azienda, no? Che a volte delle idee ti partono anche magari da suggestioni da persone che fanno ruoli completamente diversi. Questo, eh, sai, se tu hai rispetto per l'essere umano, tutto diventa più facile, no? Per esempio, quando dovevamo andare a Pitti, non avevamo una, una gang speciale. La signora che riordina le cose il mattino mi disse: "Tutti questi palloni lì." No, ma dice: "Ma perché Lens fa un pallone di cashmere così, in per tant?" Lei fa tutto, "Fa un pallone di cashmere." Quindi l'idea di un pallone di cashmere che ebbe successo, è fu la sua, non la mia. Quindi la signora che riordina le cose, sarebbe la persona che si occupa, lo so che è il nome che gli, che gli avete cambiato. Quindi questa cosa dei nomi, beh, diciamo che sai, fai le pulizie, cioè, esatto, in un'azienda, sarebbe la signora che lavoro, lavoro fai, e le pulizie da, da Cucinelli, insomma, è normale. Fai le pulizie, se tu riordini le cose, non so, leggermente più nobiltà quel lavoro artigianale, però devono ricevere gli stessi denari come salario di un sarto, perché fa lo stesso lavoro, lavora con le mani. Il lavoro con le mani sarà qualcosa di molto speciale nei, nei tempi a venire. Lo sanno bene anche gli idraulici, i meccanici, sì, sì, sì. E lo sanno bene anche l'intelligenza artificiale, perché non lo può fare, non può, no? Quella cosa lì non la può sostituire, non può cucire, non si può.

È moltissimo e in tutto quello che è la gestione ci aiuta, sicuro. Ci credo, ci credo. Guarda Brunello, questa è una, io ti ringrazio per questa chiacchierata potentissima, perché è qualcosa di di prezioso e che lasci in qualche modo a noi, a tutte le persone che stanno ascoltando. Ti faccio i complimenti perché tu stai avendo un bel successo, ti seguo, sento quello che dicono le persone. Devi avere il coraggio di ascoltare. Eh, son molto contento. Eh, sei un ragazzo carino, educato, gentile, non arrogante, sai, ha i componenti moderni per essere anche uno dei piccoli giovani umanistici rivoluzionari dell'età contemporanea. Niente, mi carico di responsabilità, perché prima hai parlato del di essere custodi, quella così mi è rimasta particolarmente impressa. Sarà un nuovo modo per raccontare anche delle cose, approfondire e trasmettere. Dice Leone XIV, vai, vedremo poi ci aggiorniamo anche sul sul Papa, come, come andrà nei prossimi. Con grande, io sono venuto veramente e sono onorato ad essere qui, veramente, te lo dico col cuore. Sì, un bel paladino. Grazie, grazie davvero. È successo, signori, Brunello Cucinelli è passato dal basement. Ma è vero, scusami, ultimamente, adesso che fino a 24 anni tu non avevi mai messo un abito elegante, no? Mai, mai. Prima di, mai. Pazzesco. Mai, sì, sì, mai, mai. E poi è successo quello che abbiamo raccontato, così la vita.