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Eccoci pronti per la nostra nocciolina numero 7. Allora, la nocciolina di diritto di oggi riguarda la libertà di manifestazione del pensiero.
Nella nocciolina precedente, nella nozione precedente, abbiamo cercato di definire un pochino quali sono i diritti e le libertà fondamentali in generale. Oggi ci concentriamo un pochino meglio su quella libertà che a noi interessa particolarmente, dato l'argomento del nostro corso. Parlando di comunicazione, è ovvio che la libertà fondamentale che a noi sta più a cuore in questo momento è la libertà di manifestazione del pensiero.
Oggi ne parleremo in maniera generale, quindi dando delle coordinate di massima su questo argomento, mentre la prossima nocciolina sarà dedicata alla libertà di manifestazione del pensiero così come è disciplinata nella nostra Costituzione. Quindi, quella sarà la prossima nocciolina. Oggi ne parliamo in linea generale. Perché? Perché la libertà di manifestazione del pensiero è davvero una di quelle libertà fondamentali che sono al centro e che sono assolutamente necessarie affinché vi sia uno stato democratico. Perché se non c'è la libertà di esprimere il proprio pensiero, non siamo in democrazia.
Fortunatamente, noi viviamo in democrazia, così come molti paesi. Purtroppo, non tutti, perché a tutt'oggi la libertà di manifestazione del pensiero non è affatto tutelata e garantita in tutti i paesi del mondo. Però, noi cerchiamo di concentrarci sul nostro, dove fortunatamente c'è la libertà di manifestazione del pensiero. Appunto, la nostra Corte Costituzionale l'ha definita come pietra angolare dell'ordinamento democratico. Perché l'ha definita? Perché se non c'è la libertà di esprimersi, non c'è democrazia. E quindi è davvero una delle libertà che non possono in alcun modo essere negate.
La libertà di manifestazione del pensiero, così come tutte le altre libertà, per altro, ha delle caratteristiche molto importanti che vi vorrei sottolineare. La prima caratteristica è l'inalienabilità. Che significa? Significa che voi non potete vendere o comunque disporre della vostra libertà di manifestazione del pensiero. Cioè, se voi fate un patto con qualcuno in cui voi dite: "Io non eserciterò più la mia libertà di manifestazione del pensiero", non male, potete anche farlo, ma quel pezzo di carta non varrà assolutamente nulla, perché voi non potete disporre della vostra libertà. Per cui, qualsiasi atto voi facciate di disposizione di questa libertà è nullo, perché non, non potete. Giustamente, perché magari uno in un momento di poca lucidità potrebbe decidere di disporre, di rinunciare. E quindi sono non solo inalienabili, cioè che non potete disporne vendendoli, ma sono anche irrinunciabili. Cioè, non potete neanche rinunciarci. E sensato, neanche che lo vendete per guadagnare qualcosa, no, ci rinunciate perché siete un po', come dire, come dire per i miei figli, un po' tontoloni. Non potete farlo, perché non potete rinunciare a quelli che sono dei diritti fondamentali.
Quindi, inalienabili, indisponibili, irrinunciabili, imprescrittibili. Che significa la prescrizione? È qualcosa di cui, peraltro, in questo momento si parla tantissimo, quindi è sulla bocca di tutti. Ma questa prescrizione, imprescrittibili significa che se anche voi non esercitate il vostro diritto di manifestazione del pensiero per tantissimo tempo, per lungo tempo, di solito normalmente alcuni diritti, se non vengono esercitati per un lungo tale lasso di tempo, poi si prescrivono. Ecco, invece i diritti fondamentali e le libertà non si prescrivono. Voi potete anche stare zitti e non esprimere la vostra opinione per moltissimo tempo, ma poi, se a un certo punto avete cambiato idea, potete ovviamente sempre esprimere la vostra opinione.
Questi sono, quindi, le caratteristiche importanti della libertà di manifestazione del pensiero, che sono anche le caratteristiche di tutte le libertà fondamentali e dunque indisponibili, inalienabili, irrinunciabili, imprescrittibili.
Adesso andiamo a vedere un pochino meglio. Dunque, la libertà di manifestazione del pensiero, normalmente quando viene esaminata a livello generale, si contrappongono quelle che sono due idee principali fondamentali che hanno due approcci diversi rispetto alla libertà di manifestazione del pensiero. Quali sono questi due profili un po' diversi che poi andremo a vedere? In realtà, si cerca poi una via di mezzo per considerare entrambe questi punti di vista.
Allora, c'è un approccio di tipo individualista, cioè la libertà di manifestazione del pensiero, da questo punto di vista, è una libertà fondamentale per l'individuo, perché l'individuo vuole esprimersi e dunque una libertà che attiene principalmente, fondamentalmente, alla libera esplicazione dell'individuo, il soggetto, ok? Di contro, c'è un approccio diverso che viene definito di tipo funzionalista, e sono le persone che invece considerano preponderante l'aspetto della funzione sociale della libertà di manifestazione del pensiero. Che vuol dire? Dire che la libertà di manifestazione del pensiero, ovviamente, riguarda ogni singolo individuo che si deve poter esprimere, ma l'elemento fondamentale, la funzione più importante della libertà di manifestazione del pensiero non è quella di far esprimere il singolo, bensì, attraverso la libertà di manifestazione del pensiero che tutti possono esercitare, si crea una maggior informazione corretta e dunque c'è un miglioramento per la collettività nel suo insieme, che potendo esprimere ognuno il proprio pensiero, la collettività se ne avvantaggia, perché si avrà più opinioni che si possono esprimere, più voci da sentire, ognuno può dire la sua e ognuno può formarsi un'opinione potendo attingere a fonti diverse.
Quindi, noi abbiamo da un lato una prospettiva più individualista, che ritiene come fondamentale e preponderante l'importanza della libera esplicazione dell'individuo e dunque ciascuno deve essere libero di poter dire ciò che vuole. Dall'altro, abbiamo chi invece ritiene maggiormente importante nella libertà di manifestazione del pensiero quella che è poi la funzione sociale che la libertà di manifestazione del pensiero riesce a perseguire.
Ora, voi direte: "Sì, vabbè, prof.sa, però queste sono cose un po' astratte, cioè stiamo a fare la differenza approccio individualista, funzionalista, ma tanto poi, ma che serve?" E no, ragazzi, perché in base alla tipologia di approccio e quindi al concetto a cui si aderisce, ci sono poi delle differenze importanti. Perché? Perché se voi ritenete che la libertà di manifestazione del pensiero sia una libertà dell'individuo per far esprimere liberamente l'individuo e la ritenete come una libertà individuale, allora voi, o comunque chi ha questo pensiero, chi è diciamo individualista per intenderci, non accetta una serie di limitazioni imposte alla libertà di manifestazione del pensiero che siano limiti per garantire e tutelare beni di tipo sociale o collettivo della collettività, ok? Invece, chi ritiene che la libertà di manifestazione del pensiero debba essere però considerata nel suo approccio b funzionale alla collettività, sarà più propenso ad accettare molti limiti in più imposti alla libertà di manifestazione del pensiero, perché ci sono altri beni, altri interessi della collettività che devono essere tutelati.
Questo perché accade? Accade perché i diritti e le libertà non esistono come monadi da sole, tipo un una gocciolina del tutto solitaria. Qualunque limite, qualunque libertà, a un certo punto si andrà a scontrare con delle libertà e dei diritti di qualcun altro, sempre e comunque. Non esistono libertà assolute che non si incrociano mai con altre. Ogni libertà, ogni diritto, prima o poi entra in collisione con il diritto o la libertà di qualcun altro. Ed è in quel momento che il diritto deve stabilire dove finisce la libertà e dove inizia la libertà dell'altro. Nel momento in cui c'è uno scontro fra diritti e libertà, il diritto deve stabilire, e dunque la legge, intesa in senso generale, diciamo, non la come legge formale del parlamento, il diritto deve stabilire qual è la giusta ponderazione, contemperazione fra questi due interessi confliggenti.
Facciamo un esempio, così ci capiamo meglio. Voi sapete, una, diciamo che la libertà di manifestazione del pensiero è veramente ampia, abbraccia tutto ciò che può essere espressione del pensiero di una persona o anche solo espressione e manifestazione di informazioni, eccetera. Facciamo un esempio che ci serve molto per capire questa differenza tra l'approccio individuale e l'approccio funzionale: la pornografia. La pornografia è un materiale pornografico. È lecito nello stato italiano? Si può creare materiale pornografico? Lo si può vendere e lo si può guardare? Ok, perfetto. Il materiale pornografico rientra all'interno della libertà di manifestazione del pensiero, come qualsiasi altro materiale. E però, poi ci sono i bambini da tutelare, ok? Perché non è bene che i bambini abbiano accesso a materiale pornografico. Quindi, noi abbiamo la libertà di manifestazione del pensiero che, nel caso specifico che stiamo facendo, riguarda il materiale pornografico, e poi abbiamo però la tutela dei minori, che è sicuramente un altro interesse della collettività decisamente di rango primario, ok?
Allora, come si fa? Ovviamente, in base all'idea che ogni stato ha della libertà di manifestazione del pensiero, lo stato sarà propenso a mettere delle limitazioni alla pornografia. Se si ha un approccio di tipo funzionale, e quindi si ritiene che la libertà di manifestazione del pensiero sia recessiva o comunque possa essere limitata anche in modo importante, perché la funzione della tutela dei minori è prioritaria e quindi si accettano limiti maggiori. E quindi ci saranno stati che, ad esempio, vorrebbero limitare, imporre, ci sono degli stati che impongono proprio dei limiti di accesso a internet in via automatica nel momento in cui si ritiene che l'utente sia minore, il materiale non viene mostrato. Ma ovviamente, limitando alla fonte la possibilità di inserire questi dati, si sta anche impedendo a qualche adulto assolutamente, come si dice, adulto e vaccinato, consenziente, che voleva accedere a determinati contenuti, che magari potrebbe incappare in queste limitazioni e dunque potrebbe non riuscire ad accedere al materiale pornografico, perché le limitazioni imposte per tutelare i bambini sono talmente alte che poi ovviamente finiscono per impedire in qualche modo anche agli adulti di accedere.
Se invece uno stato ha un approccio maggiormente individualista, allora non imporrà alcun tipo di regola rispetto al materiale pornografico in rete, perché si dirà: "Tocca ai genitori assicurarsi". Dice: "Ma perché la collettività che deve farsi carico della tutela dei minori? Il materiale pornografico è legale, non volere dei bambini accedano e basta ai genitori controllare i propri figli". Sono due punti di vista diversi che hanno entrambi come oggetto la libertà di manifestazione del pensiero, che va a incrociarsi e a scontrarsi con la tutela dei minori. In base al discorso che vi sembrava generale, astratto, fatto prima, si potranno imporre più o meno limitazioni per tutelare i bambini. Ovviamente, io faccio questo esempio perché è molto chiaro ed estremo, ma poi, in base all'approccio che si ha rispetto alla libertà di manifestazione del pensiero, ci sono tantissime differenze anche in tanti altri ambiti più, diciamo, come dire, consueti e normali rispetto alla pornografia.
In Italia, noi abbiamo un approccio che potremmo dire un po' di tipo misto, nel senso che sicuramente valutiamo il il comune sentire, diciamo, della dottrina, della giurisprudenza italiana ha chiaramente a cuore l'aspetto individuale della libertà di manifestazione del pensiero come espressione della persona, ma non siamo completamente individualisti, perché abbiamo anche un pochino la visione funzionalista. Siamo una via di mezzo che, tutto sommato, diciamo, potrebbe essere una giusta contemperazione fra le due visioni, tra i due punti di vista.
Sicuramente, in ogni caso, qualunque sia l'approccio che si adotta rispetto alla libertà di manifestazione del pensiero, è ovvio che la libertà di manifestazione del pensiero ha una funzione sociale. Cioè, anche chi è del tutto individualista, ovviamente, non nega, non può negare la funzione sociale dell'informazione. Semplicemente, dà più rilievo alla libera esplicazione dell'individuo, ma la funzione sociale dell'informazione è ovvia, riconosciuta da tutti. Ed è per questo che, ad esempio, nel mondo dell'informazione, non è il mondo dell'informazione non è un mercato come tutti gli altri. Voi sapete che il libero mercato richiede che vi sia una tutela della concorrenza, ok? Che non ci siano pratiche commerciali sleali, che sia garantita la concorrenza, eccetera, eccetera. Nel mondo dell'informazione, non è tanto e non solo un problema di concorrenza, cioè di garantire che ci siano più concorrenti, no, perché nel mondo dell'informazione, proprio perché ha una funzione sociale di creazione dell'opinione pubblica, che poi è quella che determina poi i cittadini nel momento del voto delle urne, e dunque nel mondo dell'informazione, piuttosto che la concorrenza, si tutela il pluralismo.
Pluralismo che è un concetto diverso dalla concorrenza, perché mentre nella concorrenza è sufficiente garantire la parità delle condizioni tra tutti gli operatori presenti, nel pluralismo c'è qualcosa in più, perché non è solo tutelare la parità degli operatori, ma è di cercare di implementare, di far partecipare al mondo dell'informazione il maggior numero possibile di voci. Quindi, nel pluralismo si vuole ottenere che vi sia la possibilità per tutte le opinioni di potersi esprimere e di arrivare alle persone. Dunque, non solo il diritto di esprimersi, ma anche il diritto di potersi formare un'opinione potendo sentire voci diverse. Ed è per questo che si garantisce sempre la possibilità, nel mondo dell'informazione, non solo alla maggioranza, non solo alle opposizioni, ma anche a tutte le posizioni minoritarie, le opinioni anche minoritarie, di poter far parte del grande mondo dell'informazione, in modo tale che i cittadini possano ascoltare quante più voci possibili.
Questa era una panoramica molto generale, molto rapida sulla libertà di manifestazione del pensiero come pietra angolare dell'ordinamento democratico. E nella prossima nocciolina, che spero vorrete ascoltare domani, parleremo invece della libertà di manifestazione del pensiero così come è tutelata dalla nostra Costituzione. L'avete letta, però, a questo punto? Si, domani vi chiedo: qual è l'articolo relativo alla libertà di manifestazione del pensiero? Preparatevi, andate a cercarlo. Ciao.