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Dai ritrovati, Wall Street!
Air scorre una nuova lezione all'interno della nostra academy. Riprendiamo da dove ci eravamo lasciati, ovvero il nostro obiettivo di 366 mila euro fra trent'anni.
Che posso raggiungere, che potrò raggiungere tramite due leve essenzialmente. La prima è il risparmio tramite i piani di accumulo, quindi un risparmio misto di investimento sui parquet. L'abbiamo detto, faremo una lezione a parte teorica per gli entry level, teorica e pratica anche per i primi.
Dall'altro lato ci sarà il portafoglio investimenti. Quindi, nel caso ad esempio dell'area riservata, io dico: parto da un portafoglio di 50.000 euro e avvio il piano di accumulo. Questi due motori insieme devono portarmi alla fine, e poi vedremo come, all'obiettivo di 366 mila euro fra 30 anni.
Cominciamo con il tema dei PAC. Per il momento vediamo solo la parte concettuale. Immaginiamo che io abbia bisogno, sul PAC, posso permettermelo per tutta una serie di motivi che vedremo. Ho bisogno di andare a cercare quella fonte, quella parte di rendimento extra, in questo caso cosiddetto premio per il rischio.
E quindi potrò permettermi di spingere su qualcosa di un po' più aggressivo, avendo sia la logica del PAC sia l'orizzonte temporale molto lungo. Di conseguenza, andrò ad esempio ad utilizzare un piano di accumulo sull'azionario americano.
In questo caso, perciò, prudenzialmente andrò a calcolare un rendimento atteso del 3% su base annua da qui a 30 anni, reale, quindi al netto dell'inflazione. Ecco che banalmente potete farlo su un qualsiasi calcolatore su internet, ma poi vi daremo anche negli strumenti utili lo strumento che usiamo noi.
In questo caso sapremo che 300 euro al mese per 30 anni, con un rendimento annuo del 3%, fa 175 mila euro. Quindi, 366 mila di obiettivo, 175 saranno quindi circa la metà, saranno derivanti dal piano di accumulo.
A questo punto, la seconda gamba, la seconda leva deve essere, dati 366 mila euro di obiettivo, togliamo il contributo del PAC. Mi resterà da coprire una differenza di 191 mila euro. E la copro come? La copro partendo da un portafoglio iniziale di 50.000 euro.
A questo punto, la domanda è: quale rendimento annuo ho bisogno da qui a 30 anni? Quindi potrò avere una ragionevole confidenza che questo rendimento si avvicini a quello che mi serve per arrivare da 50 a 190 mila euro. Mi servirà un 42,57% annuo.
La domanda subito dopo che dovrò farmi è: quale portafoglio, quale asset mix può permettermi di arrivare a questo obiettivo di rendimento? E la domanda ancora dopo deve essere: immaginiamo che uno idealmente potrebbe dire: beh, quattro e mezzo all'anno, 4,57%, ma io faccio un portafoglio cento per cento azionario. Sono tranquillo che dopo trent'anni ci arrivo.
Sì, però il tema è: riusciresti a dormire la notte con un portafoglio azionario cento per cento che in alcune fasi di mercato ti perde magari metà del suo valore senza per questo andare a modificare la tua strategia?
Ecco perché lo vedremo anche qui, in fase di pianificazione e costruzione di portafogli. Ma la gestione del rischio è la componente fondamentale della set allocation dopo gli obiettivi.
Perché questo? Perché il rischio ci dice qual è quella perdita massima che tu, come investitore, sei disposto a sopportare senza per questo modificare la tua strategia.
Sì, potrei fare un portafoglio 100% azionario, però probabilmente mi ritroverei in fasi delicate di mercato a smontarlo per paura di perdere tutto. Di conseguenza, andrei a rovinare tutta la pianificazione fatta prima.
Ecco perché devo trovare un giusto equilibrio che mi consenta di avvicinarmi quanto più possibile all'obiettivo di rendimento che mi serve.
Quindi, in questo caso, ad esempio, se io dico: partirò con un 50 e 50, andremo a rivederlo. Perché poi tutto si rivede nel tempo. Non è che una volta che lo impostiamo lo lasciamo così.
Ma vuoi per i ribilanciamenti, vuoi per l'aumento della quota dei risparmi, vuoi per rendimenti che magari risulteranno migliori o peggiori, potrebbe essere. Ma diciamo già nella pianificazione, per quello, si tiene anche prudenziale.
Perché tendenzialmente, se poi le stime vengono riviste a rialzo, tanto meglio. Questo per dirvi però che è essenzialmente poi importante andare a definire la set mix sulla base del rischio.
Anche qui un consiglio pratico, o poi lo vedremo nel dettaglio su tutto il tema del bar, eccetera, della deviazione standard, drawdown. Lo vedremo tutto, è un punto tecnico.
Però in questo momento, diciamo concettualmente, è importante capire questo: se volete avere una prima stima di come valutare la percentuale di asset mix, potete fare un calcolo di questo tipo.
Dire: qual è la percentuale di perdita in portafoglio che mi consente comunque di dormire la notte e che so di poter gestire tranquillamente? Immaginiamo il 10%.
A seconda poi del fatto che abbiate più o meno tempo a disposizione, potrete moltiplicarlo per due o per tre. E questo vi darà un po' l'idea di qual è la percentuale di azionario in un portafoglio che vi potete permettere.
Qui, in questo caso, ad esempio, dal 20 al 30% sulla base di quello, potrò dire: bene, a fronte dei rendimenti storici di queste asset class, un portafoglio fatto dal 30% azioni e 70% obbligazioni mi aiuterà a raggiungere questo obiettivo di rendimento annuo da qui a 30 anni.
No? Sì, se si sono a posto. Cioè, nel senso che a quel punto dovrà semplicemente andare a gestirmi la set allocation, quindi ribilanciando e mantenendo sempre i pesi abbastanza simili.
Oppure andando a fare anche altri lavori di asset allocation. Se la risposta è no, dovrò andare a rivedere tutto quello che poi è la gestione degli obiettivi.
Quindi, ad esempio, se invece del 4 e mezzo per il profilo di rischio, il rendimento atteso del portafoglio potrà essere del 2 e mezzo, tre per cento, è chiaro che quello che non riesco a raggiungere qui lo dovrà raggiungere in altro modo.
Quindi banalmente aumentando la quota di risparmio destinata ai PAC, banalmente riducendo il mio obiettivo finale, banalmente aggiungendo altre tipologie di investimenti che mi consentiranno poi di raggiungere quell'obiettivo.
Questo però per farvi capire che è un processo dinamico. Quindi va fatto molto bene all'inizio e poi va aggiustato nel tempo.
Perché ovviamente poi da qui a 30 anni di cose ne passano, eccome. Ma è importante riuscire a capire questi concetti qua.
Io vi do appuntamento alla prossima lezione, dove parleremo in dettaglio dei piani di accumulo: parte teorica per gli entry level, parte teorica e pratica per i premi.
Ciao!