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Buongiorno Wall Street Air. Riprendiamo con la chiusura della lezione legata agli indicatori economici.
Avevamo visto inflazione e PIL nella prima parte. Oggi concludiamo andando a vedere tassi d'interesse e disoccupazione. Partiamo proprio dalla disoccupazione. Cominciamo col capire, come sempre, diamo informazioni chiare, semplici ma pratiche, cioè cose che potete utilizzare.
Iniziamo con il dire che possiamo dividere la popolazione, il totale della popolazione attiva, in due categorie: la forza lavoro e la popolazione di inattivi. Gli attivi sono coloro che, solitamente nell'ultimo mese, non hanno effettuato delle ricerche attive di lavoro, quindi quelli che sono essenzialmente a casa senza lavoro e neanche lo cercano.
A sua volta, dividiamo la popolazione attiva in forza lavoro e inattivi. Scendiamo un altro livello e vediamo che la forza lavoro la possiamo dividere in occupati, quindi coloro che effettivamente lavorano, e disoccupati. Qual è la differenza tra disoccupati e inattivi? Entrambi sono senza lavoro, però mentre i disoccupati nell'ultimo mese hanno fatto almeno una richiesta, quindi hanno provato a cercare lavoro, gli inattivi non hanno fatto nulla. Questa è la grande differenza.
Arriviamo al primo concetto: cos'è il tasso di disoccupazione? È il totale dei disoccupati diviso la forza lavoro. Quindi, un tasso di disoccupazione del 10 per cento vuol dire che su un totale di 100 di forza lavoro ci saranno 90 occupati e 10 disoccupati. Questo è importante.
Ora, perché è importante anche capire alcune dinamiche? Facciamo un esempio italiano. Il tasso di disoccupazione italiano, l'ultimo rilevato, era incredibilmente, in un periodo di Covid, sceso. A quel punto, non potremmo dire "cavolo, effettivamente forse le cose stanno migliorando", perché se il tasso di disoccupazione scende è una notizia positiva.
In verità, bisogna sempre entrare poi nei dettagli. Qual è il problema? È questo, lo trovate tranquillamente guardando sul sito dell'ISTAT. Il problema è che il tasso di disoccupazione, che cos'è? Disoccupati diviso forza lavoro. Perché è sceso il tasso di disoccupazione? Perché i disoccupati sono scesi. E uno dice "cavolo, allora è una cosa buona". Dove sta il problema?
Il vero problema è qui, il Wall Street Air. Quando alcune cose bisogna saperle per andare a fondo ai meccanismi. Il problema è che sono scesi i disoccupati perché? Perché sono finiti nella parte dedicata agli inattivi. Cioè, alcuni disoccupati che cercavano lavoro, magari fino a due mesi fa, a un certo punto hanno smesso, si sono rassegnati e hanno smesso di cercarlo.
Questo che effetto ha avuto? Ha avuto l'effetto di far scendere il tasso di disoccupazione. Perché, effettivamente, se questi disoccupati calano, vedete che nella frazione disoccupati su forza lavoro, chiaro che il numeratore cala e quindi uno dice "il tasso di disoccupazione wow è calato".
Il problema qual è? Che è calato perché alla fine non sono finiti qua dentro, ma sono finiti qua dentro. E gli inattivi non vengono considerati nel tasso di disoccupazione. Questo avrà un effetto positivo o negativo sul PIL? Probabilmente negativo. Quindi, state molto attenti a interpretare bene i dati.
C'è poi un altro tasso, ugualmente utile ma meno importante, che è il tasso di partecipazione. Non è altro che la differenza tra forza lavoro totale e popolazione attiva. Anche in questo caso, chiaramente, più alto è e meglio è. Questo è importante perché, guardando il tasso di disoccupazione, storicamente abbiamo preso l'America, ma vale anche, ad esempio, per la Germania.
Il tasso di disoccupazione costituisce un ottimo indicatore anticipatore. Poi lo vedremo più avanti quando tratteremo il tema degli indicatori anticipatori, coincidenti, eccetera. Cos'è essenzialmente un indicatore anticipatore? È un indicatore che, se si muove in un certo modo, quindi in questo caso se il tasso di disoccupazione sale, vedete, è questo il tasso di disoccupazione americano.
Vedete qui sale, poi scende, sale. C'è per dormire che tanto ci fa qualcosa e quel qualcosa solitamente è una recessione, un periodo recessivo. Vedete in grigio sono evidenziati periodi recessivi e potete vedere che ogni volta che tocchiamo un minimo nel tasso di disoccupazione, quando questo tasso comincia a salire, tac, si verifica sempre un periodo recessivo.
Vedete minimo, sale, periodo recessivo, minimo, sale, periodo recessivo e così via. Per fare un'ulteriore conferma, perché noi come sempre andiamo a verificare tutto, stranamente vedete qui siamo sul sito Investing. Questo è il tasso di disoccupazione americano. Vedete come abbia toccato i minimi qui. Forse si vede un po' meglio.
Vedete ha toccato i minimi negli ultimi dieci anni, arrivato al 3 e mezzo per cento, questo rilevato su base mensile. A un certo punto sale, inizia a crescere. Vedete dal 3 e mezzo va al 3,6, al 4,4, un certo punto e poi esplodere. Dove siamo oggi a livello di PIL, a livello di economia? Siamo, guardate un po', in recessione.
Quindi capite che alla fine questo è un ottimo indicatore da tenere sempre nella cassetta degli attrezzi e da monitorare per capire un po' a che livello siamo da un punto di vista economico. Questo lo trovate banalmente sul sito sempre Friends che abbiamo visto negli strumenti utili, ma è molto importante capire certi meccanismi.
Andiamo ai tassi d'interesse, qui l'argomento è un po' più complesso, ma cercheremo come sempre di renderlo facile. Allora, innanzitutto, i tassi d'interesse. La cosa fondamentale è che guidano l'economia. Perché? Perché essenzialmente sono uno degli strumenti che hanno a disposizione tutte le banche centrali del mondo.
Cioè, la gestione di questi tassi di interesse, soprattutto quelli a breve termine, sono uno strumento fondamentale. Perché a seconda che vengono alzati o abbassati, determinano poi certe conseguenze. Questo è il primo fattore.
Il secondo fattore è che questi tassi d'interesse prezzano il mercato obbligazionario. Cioè, se immaginiamo un'azienda che debba emettere debito, quindi debba emettere obbligazioni, deve emettere bond. Se siamo in una situazione di tassi di interesse molto alti, pensate al caso dell'Italia quando c'era lo spread elevato, è chiaro che c'è un rischio maggiore.
Di conseguenza, cosa vuol dire? Che le aziende che devono indebitarsi in quel momento lì e quindi fanno dei bond, i tassi di interesse di quei bond saranno allineati all'economia. Quindi, se siamo in un'economia con tassi molto alti, anche quelle aziende dovranno per forza, per far sì che ci sia richiesta di quelle obbligazioni, mettere di banda tassi molto alti e poi li pagheranno più interessi su quel debito e quindi soffriranno di più da un punto di vista di bilancio.
Viceversa, se i tassi sono bassi, quindi capite molto bene che questo è importante. Stesso discorso vale per i governi. Pensate appunto allo spread. Quando l'Italia, in periodi difficili, deve emettere nuove obbligazioni, nuovi titoli di stato, un conto è mettere il coni uno spread, che poi è una differenza tra due tassi di interesse, non tra il tasso d'interesse del BTP a dieci anni e il Bund tedesco a dieci anni.
Quella di fare in serie non spread è chiaro che se il nostro tasso è molto più rischioso e quindi i tassi sono più alti, il nostro costo del debito sarà di conseguenza più alto. Ma un altro discorso, lo abbiamo visto nel video delle obbligazioni, quello che abbiamo anticipato qualche giorno fa, se i tassi d'interesse si muovono, vanno ad incidere sui prezzi delle obbligazioni già in essere.
Pensiamo alle obbligazioni normali, agli ETF. Quando avevamo parlato di duration modificata, ricordatevi che la duration modificata ci dice, al variare dei tassi di interesse, e questa è la variabile principale, quanto varieranno i prezzi. Ecco perché è fondamentale comprendere la dinamica dei tassi di interesse.
Infine, i tassi di interesse sono legati a tutte le altre variabili di cui abbiamo parlato. Perché, ricordiamoci, quando c'è, ad esempio, un periodo come quello attuale, cosa è successo alle banche centrali? Qual è una delle mosse che fanno principalmente? Tagliano i tassi d'interesse.
Perché? Per agevolare le imprese ad avere meno debito, meno interessi sul debito, i governi ad avere meno interessi sul debito, per permettere alle famiglie di avere, ad esempio, il mutuo della casa più basso o, in generale, tutti i finanziamenti più bassi.
Questo ha meno impatto sull'economia di famiglie e imprese. Oppure, ancora, pensiamo ad esempio a quando invece siamo in una fase positiva per l'economia. Quindi la gente sta bene, la gente consuma. Abbiamo detto spende, consuma.
Quindi, se spendo e consuma, vuol dire che il PIL, quindi la crescita. Ma solo perché? Perché il consumo è una parte, l'abbiamo visto, importante della crescita. Vedete come torna tutto.
Se però la crescita inizia a essere troppo forte, perché ad esempio tanta gente compra prendendo dei prestiti, il rischio qual è? Che con tanta crescita ci sia tanta domanda e, a parità di offerta, i prezzi crescano. Quindi, rischio inflazione.
Cosa fa a quel punto la banca centrale? Una delle mosse che può fare è alzare i tassi d'interesse, cioè rende più cari i finanziamenti, il credito per famiglie e imprese e, di conseguenza, rallentano la loro attività economica.
Quindi, vedete che tutto è legato. Così come, ad esempio, in una fase attuale dove c'è un problema disoccupazione, persone che non lavorano, serve abbassare i tassi di interesse. Perché poi sono ovviamente meno oneri per casa e quindi tendenzialmente si cerca di ripristinare la crescita del ciclo.
Parleremo comunque anche dei cicli economici nei prossimi video della cabina, però è importante che capiate che c'è un'interazione tra queste quattro variabili che abbiamo appena menzionato.
Quando parliamo poi di tassi di interesse, solitamente cosa intendiamo? Noi intendiamo, è più corretto parlare di curva dei tassi di interesse. Perché? Perché dobbiamo distinguere i tassi di interesse in base alle scadenze.
Cioè, abbiamo dei tassi di interesse a breve termine. Pensiamo quindi all'Euribor. Abbiamo tassi di interesse con scadenza 1, 3, 6, 12 mesi, le cui quotazioni sono emesse giornalmente.
Poi ci sono i tassi swap, così definiti, vedete, per scadenze medio-lunghe sui relativi derivati. Quindi, cosa si aspetta il mercato? Sono aspettative e hanno una quotazione continua.
Ora andiamo a chiarire. Se io vedo, ad esempio, che oggi il tasso Euribor a 6 mesi è in negativo, meno 0,50, e vedo che il tasso swap a 10 anni è più 1 per cento, cosa vuol dire? Questo vuol dire che fra dieci anni su questo tasso è l'aspettativa futura di questi tassi a breve, fra dieci anni e così via, fra 15, fra 30, eccetera.
Quindi capite bene perché è importante questo concetto. Se parliamo, ad esempio, di curva dei tassi, adesso lasciate stare la qualità del grafico, ma se parliamo di curva dei tassi inclinata positivamente, come dovrebbe essere in situazione normale, vuol dire che le aspettative future sono di tassi di interesse in crescita, perché l'economia tendenzialmente è in salute.
Viceversa, quando parliamo di inversione della curva dei tassi di interesse, parliamo solitamente di un'aspettativa nel futuro di tassi di interesse a breve termine più basse. Perché? Perché probabilmente l'economia è in difficoltà.
Pensate appunto al momento attuale con i tassi praticamente ridotti a zero. Quindi capite bene che l'inclinazione della curva, che solitamente è un'inclinazione positiva, vedete quella verde, quando ci sono dei momenti economici difficili, si inclina, rischia di incrinarsi negativamente.
Quindi le scadenze più lunghe sono più basse delle scadenze brevi. Perché? Perché c'è un'aspettativa in un tempo futuro di riduzione dei tassi di interesse a breve termine in quel momento lì.
Questo è molto importante che lo capiate. Poi, come sempre, se avete dubbi, avete la mail info chiocciola con l'azione vostra it.com, ci scrivete. Ora anche sui social vi risponderemo tranquillamente a tutte le domande.
Però è importante capire questo, come si costruisce una curva dei tassi. E poi il resto lo vedremo nel prossimo video. Come si costruisce? Si costruisce, ad esempio, a non prendere, facciamo il caso dell'Italia. Andiamo a prendere i rendimenti dei titoli di stato, che solitamente sono quelli utilizzati per la costruzione della curva dei tassi, perché sono quelli considerati più sicuri.
Si pensa quindi, ad esempio, al BOT a tre mesi e si vede che tasso ha. Si prende il BOT a 6 mesi, ad esempio qui, e si vede che tasso ha. Si prende il BOT a 12 mesi e si vede che tasso ha e così via.
Poi si prendono i BTP a due anni e si vede che tasso ha, il BTP a cinque, a 10, a 30, eccetera. Ad ogni scadenza di titoli di stato andiamo a vedere il tasso di interesse. Così costruiamo la curva, che potrà essere creata positivamente oppure negativamente.
Così si costruisce una curva dei tassi di interesse e questa cosa la possiamo fare con qualsiasi titolo di stato, americano, tedesco, per avere che cosa? La curva dei tassi americana, tedesca, italiana, eccetera, eccetera.
Quindi mi raccomando, è importante capire questi concetti da un punto di vista pratico, perché poi ci saranno tutta una serie di implicazioni che vedremo nel prossimo video.