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Allora, sono Massimo. Sono un post doc in fisica teorica e ho 36 anni. Lavoro all'università di Barcellona, in Spagna.
Sono ormai sette anni che sono in crisi e termiche. Sono andato via dall'Italia. Prima sono stato in Texas per meno di un anno, poi alle Menti per due anni e poi a Barcellona. Prima all'Università Autonoma di Barcellona, adesso all'Università di Barcellona. In tutto, sono ne sono scappato dall'Italia.
In realtà, sono andato via perché in Italia non avevano nulla da insegnarmi. Avevo bisogno di imparare cose nuove e sono finito in un posto in cui mi hanno insegnato molto. Ho avuto la possibilità di lavorare con persone molto brave e capaci, a livello, credo, alto livello internazionale.
Comunque, non so, non sono quindi pentito della mia scelta di essere andato via. Tuttavia, questo ha avuto un peso, diciamo, piuttosto grande. Perché io non credo molto in questa cosa che si diventi, a un certo punto, cittadini del mondo.
Quello che credo è che si nasce italiani e si rimane italiani. In America non si diventa americani, andando in Spagna non si diventa spagnoli. E questo, naturalmente, ha un costo.
Questo non vuol dire che non ci si riesca a fare amicizie o avere una compagnia straniera o cose di questo tipo, però ha un costo. Se fossi rimasto in Italia, sicuramente avrei avuto grosse difficoltà, ma soprattutto non avrei potuto fare il lavoro che chiamo fare.
Ma soprattutto non avrei potuto farlo come mi piace fare io. Sì, vorrei tornare in Italia, ma fino ad ora due miti e proposte che ho avuto sono indecenti. Tornerei, parlerei, vorrei tanto tornare in Italia se avessi un lavoro.
Mandiamo il mio paese una mano, mia gente, e devo molto all'Italia perché in Italia è il posto in cui mi sono formato. Quindi mi piacerebbe intrecciare molto poter lavorare e poter costruire qualcosa, qualcosa in Italia.
E gli italiani mi sento di dire di andare fuori, che andare a vedere com'è la vita fuori, ma non da turisti. Andare fuori per viverci, almeno per un certo periodo di tempo.
E gli farei anche presente però che se decidono di trasferirsi all'estero, lungo questo significa, certo, in qualche modo, diventare dei nomadi. Perché, come dicevo prima, non ci si sente mai realmente americani, spagnoli, francesi o tedeschi.
A chi amministra il mio paese, se potessi dire, direi che l'amministrazione attuale fa scelte per voi.