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(Canto 7) Inferno: Riassunto | Dante Alighieri: Divina Commedia

Letteratura Italiana - Patrick Cherif6:42

Transcription

ciao sono patrick seri e oggi vediamo il riassunto del significato letterale del settimo canto dell'inferno. intanto ti comunico che è uscito il mio libro dedicato all'inferno di dante. per ogni canto troverai la parafrasi, riassunto, il commento, oltre alla spiegazione dei concetti chiave fondamentali. avrai così un quadro chiaro e completo di tutta l'opera e supererà gli ostacoli linguistici e culturali che rallentano il tuo studio. il libro è disponibile su amazon, in libreria. trovi linking descrizione e nel primo commento.

all'ingresso del quarto cerchio dante e virgilio incontrano pluto, un demone dalle sembianze di lupo, che svolge la funzione di custode del quarto cerchio. pluto si scaglia contro dante e virgilio pronunciando delle parole incomprensibili che sono probabilmente una bizzarra invocazione a satana: "papè satàn, papè satàn aleppe!". cominciò pluto con la voce chioccia. virgilio rassicura dante e poi zittisce il demone ricordandogli la sconfitta di lucifero da parte dell'arcangelo michele. a sentire queste parole, pluto cade prostrato a terra e dante e virgilio possono proseguire il loro cammino.

i due poeti entrano così nel quarto cerchio e si ritrovano davanti tantissime anime, le quali spingono con il petto degli enormi macigni. queste anime sono divise in due schiere e si muovono lungo il cerchio in direzione opposta e quando arrivano al punto in cui si scontrano, si urlano reciprocamente queste due frasi: "perché tieni stretto il masso?" e "perché lo fai rotolare?". dopodiché si voltano e spingono il masso nell'altra direzione, scontrandosi nuovamente nell'altro lato e ripetendo nuovamente le stesse frasi.

dante, di fronte a questa scena, provò una profonda angoscia e chiede a virgilio chi siano queste anime. avendo notato che tantissime di queste anime hanno il capo tonso, dante chiede se le anime con la tonsura siano tutti dei chierici. virgilio spiega che queste anime, in vita, hanno commesso il peccato di amministrare male il denaro, o peccando di avarizia o peccando di prodigalità. "puri", virgilio spiega che sì, tutte le anime con la tonsura sono dei chierici e tra esse vi sono tantissimi papi e cardinali. dante a questa notizia è stupito, in quanto tra le anime non riconosce nessun papa e nessun cardinale. virgilio allora gli spiega che il peccato commesso da queste anime è così grave da averle rese irriconoscibili. poi virgilio spiega che queste schiere di anime continueranno a scontrarsi nei due punti del cerchio per l'eternità, fino al giorno del giudizio, quando gli avari resusciteranno con il pugno chiuso e i prodighi con i capelli tagliati.

poi virgilio conclude che i beni materiali affidati alla fortuna sono effimeri e che non basterebbe tutto l'oro del mondo per placare la sofferenza di queste anime. a questo punto dante chiede a virgilio che cosa sia questa fortuna che pare detenere tra le sue mani tutti i beni materiali del mondo. virgilio biasima l'ignoranza del mondo. poi virgilio spiega che dio ha disposto varie intelligenze angeliche a governare i cieli e ha creato anche un'intelligenza per amministrare i beni materiali: la fortuna. dunque, decide quando le ricchezze devono passare da un proprietario a un altro proprietario e decide chi debba diventare ricco e chi povero, secondo l'imperscrutabile giudizio divino. i mutamenti disposti dalla fortuna avvengono rapidamente e l'uomo è impotente davanti ad essi. gli sciocchi maledicono la fortuna, ma lei non se ne cura, in quanto gira la ruota ed opera serenamente insieme alle altre intelligenze angeliche.

a questo punto virgilio invita dante a proseguire, poiché sono già trascorse 12 ore da quando lui ha lasciato il limbo su invito di beatrice. i due poeti attraversano il cerchio fino all'estremità opposta e arrivano in un punto dove da una roccia sgorga una vena d'acqua. l'acqua è di colore scuro e si getta in un fossato. dante e virgilio ne seguono il corso verso il basso e arrivano in un punto dove il ruscello termina nella palude dello stige. qui dante vede tantissime anime dall'aspetto crucciato che si colpiscono reciprocamente fra loro con schiaffi, pugni e morsi, arrivando addirittura a sbranarsi. virgilio spiega che si tratta degli iracondi, ma che sotto la superficie della palude vi sono sommerse tantissime altre anime. queste anime che non si vedono sono quelle degli accidiosi, ossia di quelle persone che in vita hanno avuto un atteggiamento malinconico e hanno covato al loro interno un'ira repressa. gli accidiosi stanno dunque sommersi sotto la superficie della palude dello stige, sospirano sott'acqua facendo gorgogliare l'acqua in superficie. inoltre ripetono continuamente una frase che riassume il senso del loro peccato: la frase dice che tali anime sono state tristi quando si trovavano nel sole, covando al loro interno un'ira inespressa, e adesso nell'inferno si rattristano nel fango nero. gli accidiosi non possono pronunciare questa frase con voce chiara e dunque la pronunciano con parole gorgoglianti.

in gola, dante e virgilio costeggiano la palude camminando sull'argine roccioso fin che giungono ai piedi di una torre. con questo concluso, iscriviti al canale, condividi il video e noi ci vediamo all'ottavo canto. in bocca al lupo!