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Ugo Foscolo || Vita e opere

Diario di Charlotte13:45

Transcription

Buongiorno. Buon pomeriggio e buonasera. Oggi, video lezione dedicata alla vita di Nicolò Ugo Foscolo. Prima però, ricordatevi di lasciare un mi piace qui sotto, di iscrivervi al canale e di seguirmi anche su Instagram. Mi trovate come diario di Charlotte. [Musica]

Nicolò Ugo Foscolo, conosciuto da tutti come Ugo Foscolo, nasce nel 1778 a Zante. La famiglia è di origine Veneziana da parte di padre, in quanto il padre di Foscolo è un medico Veneziano, mentre è greca da parte di madre; infatti la madre, Diamantina Spatis, era proprio originaria della Grecia. Nel 1785, però, Ugo Foscolo si trasferirà in Dalmazia, precisamente a Spalato. Vedete qui la cartina, le cartine, giusto per orientarvi dal punto di vista geografico. Quindi, questi sono i territori di cui parliamo. Quindi, inizialmente, una fase della vita Foscolo, la trascorre, la sua infanzia in Grecia e poi a Venezia. Come mai? Perché suo padre, nel 1788, quindi quando Foscolo è molto piccolo, muore e dunque la famiglia si trova in serie difficoltà economiche. La madre verrà a interferire, quindi si trasferirà a Venezia, mentre Foscolo, in un primo momento, rimarrà a Zante con una zia. Ma poi anche lui raggiungerà la famiglia nel 1793 a Venezia.

Oltre a Mirko moderno, quindi, Foscolo inizia a studiare, naturalmente ad apprendere l'italiano, il latino e anche il greco antico. Per quanto riguarda la sua cultura e la sua formazione, Foscolo è un ammiratore di Parini, di Alfieri, di Rousseau, di Goethe e di McPherson. A proposito di Parini e Alfieri, abbiamo dedicato delle video lezioni, quindi vi invito a recuperare la playlist dedicata alla letteratura di quarta che vi lascio qui. Inoltre, è un sostenitore della Rivoluzione francese e del giacobinismo; si avvicinerà, per quanto riguarda la matrice, l'interesse filosofico a Hobbes e anche a Machiavelli. L'idea soprattutto che abbraccerà sarà quella dell'uomo in quanto malvagio originariamente, no? Quindi, l'uomo che è il lupo all'altro uomo, l'idea che avevano i giusnaturalisti, di fatto, noi della guerra di tutti contro tutti. Nella sua formazione, naturalmente, anche un ruolo importante la lettura di classici greci e latini e anche la sua visione filosofica, potremmo dire, in quanto è piuttosto materialista e nega l'idea di una trascendenza; potremmo definirlo un ateo di fatto. Quindi, Foscolo sviluppa, sin da adolescente, un interesse, proprio una passione per la letteratura e inizia anche a scrivere le sue prime opere poetiche. In particolare, scriverà una tragedia ispirata dal noto tragediografo Alfieri, Trieste, che metterà anche in scena. Questa tragedia racconta lo scontro tra Trieste e suo fratello Atreo per il trono di Argo. Peraltro, Atreo dovrebbe farvi subito pensare al patronimico Atride e quindi all'epica omerica, no? In particolare all'Iliade, al premio dell'Iliade.

In ogni caso, Foscolo a Venezia, dato che Venezia è una città cosmopolita, si fa conoscere e inizia anche a frequentare i salotti Veneziani. Frequenta anche il salotto di Isabella Teotochi Albrizzi, di cui diventa l'amante. Avrà numerose donne Foscolo nel corso della sua vita, donne che avranno anche una certa influenza; infatti, grazie a Isabella Teotochi Albrizzi, conoscerà personalità influenti come Melchiorre Cesarotti, il traduttore dei Canti di Ossian di McPherson, e anche Ippolito Pindemonte, nome che ci dobbiamo ricordare in quanto dedicatario dell'opera dei Sepolcri, che è un'opera celeberrima di Foscolo. Nel 17… questa data dovrebbe accendervi un campanello, perché parliamo delle Campagne napoleoniche; quindi Napoleone discende in Italia e Foscolo è un ammiratore della Rivoluzione francese, come abbiamo già detto. Dunque, viene sospettato per le sue posizioni e lascia la città, lascia la città e va a soggiornare in un ambiente che per me è bellissimo, quello dei Colli Euganei vicino a Padova. Quindi, l'ambiente dei Colli Euganei è un ambiente verdeggiante, rurale, e qui inizierà a progettare, a immaginare il soggetto del suo romanzo più importante; ci torneremo. Stiamo parlando delle Ultime lettere di Jacopo Ortis, che peraltro si aggancia anche ad un fatto di cronaca, ma ne parleremo nel video dedicato che vi lascio qui.

Nel 1797 le armate napoleoniche arrivano a Venezia. Foscolo fugge, fugge a Bologna e decide di arruolarsi nella Repubblica Cispadana e compone Lode a Bonaparte Liberatore. Quindi, è un ammiratore di Napoleone, Foscolo, in una prima fase. Poi però ne sarà profondamente deluso, e quando questa delusione avrà inizio? Con il Trattato di Campoformio o Campoformido, siamo il 17 ottobre 1797. Con questo trattato, di fatto, Napoleone fa un gesto che per Foscolo è imperdonabile, ovvero cede Venezia all'Austria. Quindi Foscolo è profondamente deluso dalla politica e decide di spostarsi a Milano, nella Repubblica Cisalpina. Diventa qui amico di Vincenzo Monti e anche proprio di Giuseppe Parini. Poco tempo dopo pubblica la prima parte delle Ultime lettere di Jacopo Ortis e alcune poesie. Si arruolerà anche nel 1799 per difendere la Repubblica Cisalpina e diventerà anche capitano. Tuttavia, verrà poi ferito a una gamba; inizierà quindi un po' a spostarsi tra Bologna, Firenze, Livorno e Genova, ed è a Genova che compone un'ode.

Noi, per quanto riguarda la produzione di Foscolo, la dividiamo tra le odi e i sonetti e poi tante altre produzioni che andremo ad analizzare. Però, sicuramente sono importanti i sonetti e le odi, e per quanto riguarda le odi, la prima che citiamo è a Luigia Borghese caduta dal cavallo, che pubblica nel 1802. Questa nobildonna, nota per la sua bellezza, si è sfregiata facendo l'amazzone a cavallo, e Foscolo le dedica un'ode. Nel… Foscolo continua la sua carriera politica. Infatti, dopo la vittoria francese a Marengo, è coinvolto in diverse missioni in Toscana; conosce qui un'altra nobildonna, Isabella Roncioni, che ispirerà proprio Teresa dell'Ortis, quindi l'amata di Jacopo. Nel 1801 però un'altra morte scuote la vita di Foscolo, questa volta è la morte di suo fratello Gian Dionisio, il quale probabilmente si è suicidato. La morte di Gian Dionisio, che lui ricorda nel sonetto La morte del fratello Giovanni, è un momento molto difficile per Foscolo, in quanto una morte un po' misteriosa. Ne parleremo in modo più approfondito quando analizzeremo questo sonetto, però qui possiamo già leggere questa testimonianza: "L'anno 1801 era primo tenente quando, perduto di Bologna una discreta somma al gioco, si fece prestare il denaro da un sotto ispettore che lo tolse dalla cassa di guerra. Denunziato poi come ladro, scoperto l'ammanco, non potendo colmarlo, per evitare il disonore di un processo, fuggì a Venezia dove si uccise". Quindi, questa morte resta un mistero, perché da una parte abbiamo delle testimonianze che ci dicono che sia una morte naturale, d'altra parte invece probabilmente è morto a causa del gioco d'azzardo, quindi degli ingenti debiti che aveva contratto il fratello di Foscolo e non sapeva più come pagare.

A Milano Foscolo incontra una nuova amante, una nuova donna sempre sposata, Antonietta Fagnani Arese, alla quale dedicherà anche un'ode, All'amica risanata, nel 1803. Foscolo traduce e volgarizza La chioma di Berenice di Callimaco. Infatti, sappiamo che Foscolo, oltre a sapere il greco moderno, conosce il greco antico. Poi si sposta in Francia; avrà anche una relazione con una profuga inglese, Sofia Hamilton, da cui avrà la figlia, la figlia Mary, che lui però chiama Floriana. Nel 1806 incontra Manzoni proprio a Parigi, e nel 1807 dedica a Ippolito Pindemonte quest'opera importantissima, ovvero Dei Sepolcri, un carmen. Nel 1808 Foscolo non si occupa più di politica, bensì si occupa di letteratura, nel senso che inizia ad insegnare a Pavia. Tuttavia, poi però questa cattedra viene soppressa e quindi perde il posto di lavoro. Continua nella sua stesura di poesie, di prosa, di tragedia, anche l'Aiace stesso, che però sarà una tragedia che gli darà un po' del filo da torcere, in quanto le repliche verranno soppresse dal governo Napoleonico, in quanto ritenevano che ci fossero delle allusioni proprio a Napoleone nell'ultimo atto. Peraltro, c'è una nuovazione o salamini che determina proprio le risate del pubblico e quindi compromette il successo di una tragedia in cui non si dovrebbe proprio ridere di gusto.

Nel 1812 Foscolo inizia a scrivere Le Grazie, dedicato proprio alle tre Grazie, e intesta una nuova relazione con una nobildonna. Se, per in questi anni, scrive altre opere, traduce Il viaggio sentimentale di Sterne, scrive La notizia intorno a Didimo Chiericato, che è una sorta di anti-Ortis, e anche l'ultima delle sue tre tragedie, Ricciarda. Quindi le sue tragedie sono: Tieste, Ajace e Ricciarda. Nel 1813 però Napoleone viene sconfitto a Lipsia e quindi Foscolo può tornare a Milano. Gli Austriaci peraltro gli propongono di essere giornalista, ma lui perentoriamente rifiuta. Dal 1815 infatti va in esilio in Svizzera e poi trascorrerà l'ultima parte della sua vita a Londra. A Londra dove non se la passerà per nulla bene. In questo periodo scrive anche L'ipercalisse, che è una satira contro i letterati milanesi, nella quale dice proprio: "Populus Mediolani asinorum"; quindi mi pare abbastanza lampante la sua idea dei milanesi. Nel 1816 stampa Le ultime lettere di Jacopo Ortis a Zurigo e poi a Londra. Nel 1817 inizierà anche qui a elaborare un'altra opera, ovvero Gazzettino del bel mondo su costumi e letteratura, che rimarrà incompiuta. Si spegnerà a Londra nel 1827, dopo aver scritto una lettera apologetica. Questa lettera apologetica è un'opera importante, in quanto è un testamento politico e intellettuale di Foscolo e vuole proprio in questa lettera difendersi dalle accuse che gli sono state mosse dagli stessi letterati milanesi. Quindi anche dalle critiche stesse che aveva ricevuto, darà anche un'interpretazione del quadro politico dell'epoca e inoltre si proporrà come una sorta di eroe romantico, mosso quindi da sentimenti puri e assoluti. Noi abbiamo parlato del Romanticismo in questo video che vi lascio qui. Foscolo muore a Londra in miseria. Poi però riuscirà a tornare nella sua terra; infatti le sue spoglie sono tuttora a Santa Croce, tra le spoglie dei grandi. Dopo la sua morte sarà anche pubblicato il sesto tomo dell'Io, che è un bozzo di romanzo autobiografico nel quale voleva raccontare un anno della sua vita, il momento di militanza tra Bologna e Genova. Ci vediamo alla prossima video lezione dedicata alle Ultime lettere di Jacopo Ortis. [Musica]