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Il primo governo Mussolini non è un governo pienamente fascista, ma appunto un governo che in qualche modo deve contare sull'appoggio dei liberali, anche data la composizione della camera, per potersi mantenere in vita. La dittatura fascista, quindi, ci metterà più tempo rispetto ad altre per assumere un controllo quasi totale dello Stato. Perché quasi totale? Perché il fascismo soltanto in parte riuscirà a compiersi pienamente, concretizzandosi in una odiosa dittatura, certo, ma non diventerà mai un vero e proprio totalitarismo, perché in qualche modo in Italia avrà sempre, ci saranno sempre dei contrappesi al potere del partito fascista.
In ogni caso, prima di arrivare alla dittatura, al fascismo, sarà necessario passare verso una cosiddetta fase legalitaria e liberista, che dura dal 1922 al 1925. Legalitaria e, sottolineo, liberista, e quindi rimangiandosi un po' tutta quella retorica, quella propaganda anticapitalista che invece aveva in qualche modo informato i Fasci di combattimento al momento appunto della loro nascita.
Abbiamo una fase legalitaria che parte dal 1922, appunto dal primo governo Mussolini, che però non pone fine alla violenza di strada, certo, e riuscirà in qualche modo nel suo scopo, cioè alternare momenti di normalizzazione del potere fascista nel paese a esplosioni, appunto, di violenza che assicuravano poi, appunto, anche a livello di psicologia sociale, assicurano appunto il controllo del paese anche da un punto di vista più concreto. In ogni caso, si alternano momenti di normalizzazione del fascismo al potere, strizzando l'occhio alla destra liberista, dall'altra parte le intimidazioni attraverso la violenza di strada, anche all'interno delle camere, non mancheranno.
Nasce intanto un Gran Consiglio del Fascismo, ovvero un organo del partito fascista italiano che ha appunto il compito di coordinare il partito e dal basso è appunto coadiuvato da una milizia volontaria per la sicurezza nazionale, che trovate appunto anche all'interno della slide, su cui mi soffermo brevemente. Che cos'era questo Gran Consiglio del Fascismo? Era l'organo che collegava il partito da una parte al parlamento dall'altra, era un po' il ponte fra questi due elementi, ovviamente facendo gli interessi del partito fascista italiano. Questo Gran Consiglio del Fascismo poteva essere coadiuvato da questa milizia dal basso che andava appunto a inquadrare il disordine delle squadre fasciste nate su iniziative di dimensione locale. Quindi la milizia volontaria per la sicurezza nazionale, in qualche modo, è uno strumento del partito per controllare i bollori dal basso, per controllare elementi più caldi e più sovversivi dal basso e in qualche modo controllare l'elemento squadrista che da un momento all'altro rischiava lo stesso partito fascista italiano, lo stesso Mussolini, di sfuggire di mano. Quindi il tentativo, in realtà, è solo parzialmente riuscito. L'elemento dal basso continuerà a fare pressioni sull'elemento al governo del Fascismo.
Certo, facendo appunto anche delle concessioni, viene a perdersi quella dimensione antiliberale che aveva caratterizzato l'ascesa del Fascismo in Italia. Il ministro De Stefani, Alberto De Stefani, porterà avanti una politica liberista, anzi tutt'altro che anticapitalista, per migliorare la condizione economica del paese. Si legifera per la riduzione dei salari, per facilitare i licenziamenti, per diminuire la pressione fiscale, quindi per pagare meno tasse. Però pagando meno tasse, come potete bene immaginare, lo Stato riesce a garantire meno servizi, compreso il sostegno alle fasce delle popolazioni più fragili, e attraverso le liberalizzazioni, cioè con la vendita di beni statali che poi vengono controllati da privati, pensiamo banalmente a servizi come le ferrovie, giusto per capirci.
In generale, questo porta a un miglioramento dell'economia nazionale. L'Italia, dal punto di vista di sistema paese, non si rafforza perché i ceti più popolari si impoveriscono, in molti perdono il lavoro, in molti vedono appunto la riduzione dei propri salari. La possibilità di far valere i propri diritti attraverso gli scioperi, le manifestazioni, viene castrata dalla violenza delle squadre fasciste, della milizia volontaria per la sicurezza nazionale. Dall'altra parte, il paese, a livello di performance economica, migliora semplicemente perché diminuisce il debito pubblico e ricomincia a migliorare il prodotto interno lordo. Quindi l'Italia come paese cresce e migliora la sua situazione economica. Dal punto di vista meramente dello Stato, dal punto di vista di sistema paese, in realtà è un'Italia che diventa più fragile, si indebolisce proprio negli strati già più fragili e deboli della sua popolazione. Quindi, da punto di vista economico, si perde quella dimensione anticapitalista e anzi le politiche sono fortemente, certo, antisocialiste ma liberiste.
Dall'altra parte, il fascismo mette le mani sulla scuola attraverso l'azione del ministro, appunto, dell'Istruzione, che potete trovare nella slide, Giovanni Gentile, e appunto del 1923, la Riforma Gentile, che Mussolini definì "la più fascista delle riforme", che porterà negli anni a un progressivo controllo della scuola da parte del partito. Si arriverà addirittura al libro di testo unico. Ma appunto, la Riforma Gentile prevede questa centralità dell'istruzione liceale, quindi l'istruzione indirizzata alla futura classe dirigente che porta appunto poi all'università, almeno appunto questo nel progetto di Gentile, a scapito dell'istruzione in ambito tecnico e della formazione professionale e quindi un sbilanciamento verso la dimensione umanistica. Dobbiamo a Giovanni Gentile la croce e delizia di avere in tutti i licei italiani, salvo novità per quanto riguarda il liceo del Made in Italy, delle ore di filosofia. Anche perché Giovanni Gentile, di formazione, è appunto un filosofo.
Attenzione, non vorrei essere stato ragione di confusione. Nella slide non trovate Giovanni Gentile nella foto, nella slide appunto citato il nome. Quello al lato nell'immagine invece è Matteotti, ma ci torneremo tra poco. Scusate l'inciso, non vorrei portare a confusione. Comunque, tornando a noi, il partito fascista, che attraverso la Riforma Gentile ristruttura la scuola italiana e piano piano mette le mani sull'istruzione, appunto, ancora una volta a favore però dei ceti borghesi. Tra l'altro, salvo appunto alcune riforme importanti che ci sono state negli ultimi anni, in realtà la struttura della scuola italiana risente ancora molto dell'impianto della riforma gentiliana. L'ultima grande riforma della scuola italiana è stata appunto, non la Gentile, la Riforma Moratti dell'inizio anni 2000, la Buona Scuola della metà degli anni 2010, in realtà sono riforme che hanno impattato molto meno sulla struttura della scuola italiana rispetto appunto alla Riforma Gentile e molte contraddizioni che troviamo ancora oggi all'interno del mondo della scuola sono dovute appunto a una mancanza di riforme strutturali da un secolo ormai, essendo oggi nel 2024 al momento della registrazione.
Quindi, da una parte una scuola che diventa sempre più una scuola borghese, che accentua appunto questo carattere, una scuola che mano a mano vede al suo interno sempre più una presenza dello Stato e della propaganda. Dall'altra parte, con la Legge Acerbo, che è una legge elettorale, si assicura il controllo delle camere al partito fascista, perché, anche complici i miglioramenti, il miglioramento delle performance economiche e l'immagine di ordine che riesce a trasmettere il partito fascista, si gode di un buon consenso popolare. Certo, non tra la gran maggioranza delle componenti operaie, però, per esempio, all'interno della borghesia, anche la piccola borghesia, gli studenti, gli impiegati, gli insegnanti, il fascismo gode di un largo appoggio. La Legge Acerbo è una legge maggioritaria, cioè che premia chi vince le elezioni con maggiori seggi all'interno della camera. In questo modo, contando su un buon appoggio popolare e pur non arrivando al 50% più uno di un mero proporzionale, di un mero sistema proporzionale, il partito fascista, prevedendo come sarebbero andate le future elezioni, si assicura il controllo delle camere.
Quand'è che entra in crisi questa fase legalitaria? Appunto, tra il '24 e il '25, con il celeberrimo omicidio Matteotti, appunto, che trovate nella slide. Matteotti, membro del Partito Socialista Unitario, appunto, una costola del Partito Socialista italiano, che si era staccata, si era attivato per denunciare appunto i crimini delle squadre fasciste compiute al di fuori del contesto delle camere e che venivano sostanzialmente sopportati dalla leadership fascista, anzianamente appoggiate appunto quel sistema doppio binario che non è che si interrompa del tutto con l'ascesa dei fascisti al potere. Matteotti verrà appunto rapito e ucciso il 10 giugno del 1924, per quanto il suo corpo verrà ritrovato solamente in agosto. Fin dall'inizio si accusa il fascismo e i fascisti di aver compiuto questo omicidio politico nei confronti di Giacomo Matteotti, che ricorda aver denunciato i crimini delle squadre fasciste.
Come reagiscono le opposizioni? Ritirandosi sull'Aventino. Che cos'è il simbolico ritorno sull'Aventino? È la diserzione delle camere da parte dell'opposizione, quindi dei socialisti, quindi dei cattolici. Le opposizioni abbandonano le aule. L'obiettivo sarebbe impedire la legislativa con appunto un'azione dal forte carattere simbolico. Chi è che si era ritirato sull'Aventino in passato? La plebe dell'antica Roma, che proprio in protesta nei confronti del dominio patrizio sulla città, si era ritirata sull'Aventino, rifiutandosi di collaborare con la classe dirigente, da cui appunto una mediazione che si concluderà con un importante riforma, la nascita del tribuno della plebe. Questo nell'antica Roma. Per quanto riguarda invece il contesto italiano, che cos'è il ritiro sull'Aventino? È appunto l'allontanarsi dalle camere da parte dell'opposizione socialista e cattolica. Tentativo inutile, perché intanto, in realtà, il partito fascista continua nella sua azione all'interno delle camere, del tutto indifferente nei confronti di questo gesto simbolico da parte delle sinistre.
Ma addirittura, e qui siamo appunto alla fine della fase legalitaria, il 3 gennaio del 1925, Mussolini, con un importante discorso in Parlamento, si assume la responsabilità politica dell'omicidio Matteotti. Quindi non è che Mussolini si riconosce come il mandante dell'omicidio, ma si assume la responsabilità politica dell'omicidio. Quindi, se qualcuno deve prendersi la responsabilità di quell'atto, della violenza, lo faccio io, leader del partito fascista, segnando il fatto che ora la dimensione democratica della gestione dei poteri è andata perduta e quindi l'omicidio politico è qualcosa di assolutamente legittimo per difendere il regime.
Appunto, è inutile la manifestazione di dissenso da parte delle forze antifasciste, anche perché ormai il Partito Nazionale Fascista ha il controllo del paese, ha un largo appoggio all'interno della borghesia, che vede il fascismo come appunto la soluzione finalmente ai disordini socialisti. Vi è un'egemonia, attraverso degli intellettuali, compiuta attraverso la scrittura di un Manifesto degli intellettuali fascisti. La grande mente alle spalle di questo, ancora una volta, è Gentile. E inutile sarà, sostanzialmente inutile sarà la pubblicazione anche di un Manifesto degli intellettuali antifascisti, che invece avrà come ideologo Benedetto Croce.
Quindi, da una parte un fascismo che ha l'egemonia del consenso all'interno del paese e che può contare appunto sull'appoggio degli intellettuali. Tra l'altro, a un certo punto si imporrà agli accademici di giurare fedeltà al partito fascista e saranno pochissimi coloro che si opporranno a questo. Il fascismo può anche però contare sull'appoggio degli industriali, non della piccola borghesia, ma dell'alta borghesia capitalista, ovvero Confindustria, che sarebbe Confederazione appunto degli industriali. A Palazzo Vidoni, appunto, si siglerà questo patto tra Confindustria da una parte e il governo fascista dall'altra, che porrà fine alla rappresentanza sindacale libera all'interno del paese, riconoscendo solamente la rappresentanza sindacale fascista, che molto spesso non faceva gli interessi dei lavoratori. In sostanza, la rappresentanza sindacale dei lavoratori è in mano a un governo che strizza l'occhio alla destra liberista, con grande gioia appunto della borghesia capitalista. Quindi, momento chiave: i patti di Palazzo Vidoni tra Confindustria e Partito Fascista italiano e ovviamente, quindi, alla base abbiamo il governo per l'esclusione appunto della rappresentanza sindacale non fascista.
Patto di Patti di Vidoni a Roma, di Palazzo Vidoni, scusate, a Roma. Però ovviamente non è tranquilla la componente socialista, la componente comunista. Si organizzano vari attentati ai danni del Duce, che appunto inizia a essere noto ufficialmente con questo titolo, "Dux", comandante, che all'inizio era appunto il titolo riconosciuto dai fascisti, ma inizia a essere un titolo sempre più istituzionalizzato. Quindi, quattro attentati falliti ai danni del Duce sono la scusa per varare le cosiddette Leggi Fascistissime tra il '25 e il '26, che definitivamente consegnano il paese nelle mani del partito fascista di Mussolini e quindi della dittatura.
Intanto sono sciolti altri partiti e si crea un Tribunale Speciale per la Difesa dello Stato e, per esempio, vittima di questo Tribunale Speciale sarà il leader dei comunisti italiani, Antonio Gramsci. La scuola sarà sempre più sotto controllo dei fascisti attraverso la nascita, l'adozione, scusate, di un libro di testo unico, con l'ingresso ufficiale della propaganda fascista all'interno della scuola. Nascerà la polizia segreta, l'OVRA. I sindaci locali, i sindaci, per esempio, non saranno più di nomina popolare, ma di nomina governativa. Quindi nasceranno i Podestà, cioè questi sindaci non più eletti, ma nominati direttamente dallo Stato, dal governo. Nasceranno dei nuovi organi, per esempio, lo stesso Gran Consiglio del Fascismo diventerà un vero e proprio organo dello Stato con la suprema autorità costituzionale. Nascerà un Ministero della Cultura Popolare, il Minculpop, il cui scopo sarà coordinare la propaganda all'interno dello Stato.
Quindi vedete una serie di riforme, le trovate tra l'altro ben elencate sul manuale, il cui scopo è consegnare il paese al fascismo. Scompaiono gli altri partiti, scompare ovviamente, a seguito dei Patti di Palazzo Vidoni, come dicevamo, la rappresentanza sindacale non fascista. Inizia la vera e propria dittatura. La legge elettorale del '28, che va a modificare la Legge Acerbo, è la pietra tombale di questo processo, che vedete, prende diversi anni, un'ascesa al potere molto diversa da quella, per esempio, di Hitler e del nazismo. La lista, a partire dal 1928, con la riforma della legge elettorale, sarà una lista unica, ovvero ci saranno per popolare le camere italiane dei rappresentanti del partito fascista, scelti appunto dal Gran Consiglio del Fascismo, e il popolo potrà votare in blocco sì o no. Quindi ci sarà una dimensione plebiscitaria. Quindi c'è una lista unica che può essere o accettata o rifiutata in blocco e tendenzialmente verrà accettata.
In Italia, i fascisti godranno di un buon appoggio popolare. Certo, ci sarà però anche un'enorme pressione nei confronti di tutta l'opposizione, ormai illegale al regime. Sono gli anni dell'olio di ricino, ovvero di una delle torture portate avanti dai militanti del partito fascista nei confronti degli oppositori, ovvero la somministrazione di questo olio che provocava una violenta diarrea, come strumento appunto, uno dei simboli della violenza nei confronti della popolazione e della gestione del potere anche attraverso la violenza e il terrore da parte del Fascismo, ormai dittatura dello Stato italiano.