Transcription
Buongiorno, eccoci arrivati alla quarta nocciolina di diritto. Vi ricordo che queste lezioni le sto registrando per gli studenti iscritti al secondo anno del corso di laurea in culture digitali e della comunicazione dell'Università Federico II di Napoli. Però, in realtà, so che ci stanno seguendo in tanti anche al di fuori dal mio corso di laurea e quindi non posso che ringraziarvi per questo vostro interesse. Vi do il benvenuto a tutti quanti, anche a chi non è iscritto al nostro corso di laurea, però, ecco, abbiate sempre in mente che queste lezioni sono rivolte agli studenti del secondo anno del dipartimento di scienze sociali.
La nostra quarta nocciolina di diritto, di cui andremo a parlare oggi, riguarda le fonti del diritto italiano. Che che sono? Allora, noi ci siamo detti in una nocciolina precedente che cos'è il diritto. Abbiamo parlato in via generale di introduzione al diritto e mi ha detto che una delle risposte corrette rispetto a quello che può essere inteso come concetto di diritto, noi possiamo anche dire che sono l'insieme delle regole che una determinata comunità si dà per un vivere pacifico. Poiché noi ci stiamo parlando di diritto dei mezzi delle comunicazioni, cosa si intende per diritto dei mezzi di comunicazione? Sono l'insieme delle regole che bisogna rispettare nel mondo della comunicazione. Dunque, chiunque fa comunicazione, ma anche semplici cittadini che comunicano con altri, quali sono le regole che bisogna rispettare e quali sono queste regole? Come facciamo a sapere quali sono? Oltre al fatto che certo, le andiamo a studiare nel manuale, ma nel manuale ovviamente avrete una panoramica per quanto completa, ma poi nella vostra vita di tutti i giorni, se dovete sapere, ok, che regola devo seguire in questo caso, come fate? Bisogna andare a vedere chi è legittimato nel nostro stato a porre le regole, chi può decidere cosa si deve o non si deve fare.
E dunque, chi è legittimato a porre regole è proprio questo, ci interrogheremo oggi, perché le fonti del diritto sono gli strumenti di produzione del diritto, cioè quelle quegli organi che all'interno di uno stato sono legittimati a stabilire le regole. Le fonti del diritto, quindi, stabiliscono oggi. Può perché ovviamente, diciamo che mettiamo che un giorno io mi sveglio la mattina e decida, dunque, io ritengo che le scene violente siano assolutamente esecrabili e quindi, secondo me, andrebbero vietate le scene violente in qualsiasi ripresa, sia televisiva, cinematografica, video, internet, eccetera. Posso anche deciderlo, questa è la mia opinione, ma non conta assolutamente nulla, nel senso che io non sono legittimata a decidere le regole per lo stato italiano. E dunque, posso avere questo convincimento, ma da questo mio convincimento personale non scenderà mai una regola da rispettare all'interno dello stato italiano. E lo stesso vale per voi. Opinione. Come facciamo a sapere chi può stabilire le regole? Io normalmente, per i miei studenti, quando sono in aula, faccio dei disegnini sulla lavagna che loro apprezzano molto, perché io sono particolarmente incapace a disegnare, ma mi ostino a farlo e quindi faccio dei disegni osceni che, però, spero che in qualche modo aiutino a visualizzare qualcosa che altrimenti è molto astratto, perché le fonti del diritto, concetto molto astratto. Ma oggi proveremo a parlarne in modo molto concreto e semplice per voi.
O, quindi, disegnato prima il mio disegnino e quindi è venuto particolarmente bene, molto meglio di quello che faccio normalmente alla lavagna, una piramide che adesso vi farò vedere. Una piramide, perché? Perché nella piramide si vede chiaramente che c'è un vertice che quindi è l'atto fondamentale che sta sopra a tutto e che quindi legittima tutto ciò che viene dopo. L'atto fondamentale nel nostro ordinamento italiano, quale? Ve lo ricordate? È quello che vi avevo chiesto ieri di leggere. Adesso, con la sete, ricordato la Costituzione. Questa è la nostra bellissima piramide, se riuscissi a farla vedere. Ecco qua la piramide. Questa è la piramide che descrive le fonti del nostro ordinamento giuridico interno. Estorto al vertice, noi troviamo la Costituzione e le leggi costituzionali. Non si legge benissimo, per con scritto in rosa, ma ve lo dico io. Al vertice abbiamo Costituzione e leggi costituzionali. La Costituzione è il vertice della gerarchia delle fonti ed è l'atto fondamentale. Ed è fondamentale anche perché nella Costituzione ci sono scritti i requisiti e il procedimento da seguire per adottare quelle che si chiamano fonti primarie, che stanno sotto la Costituzione e quindi devono rispettare la Costituzione. La piramide serve a capire che, diciamo, in modo molto semplice, chi sta sopra vince su chi sta sotto, quindi chi sta sopra ha sempre la meglio. La Costituzione è l'atto fondamentale e tutto ciò che sta sotto deve rispettare la Costituzione. Quindi, tutte le fonti primarie devono rispettare la Costituzione e devono essere adottate nei modi in cui lo ha deciso la Costituzione. Allo stesso modo, queste fonti primarie, che adesso andremo a vedere un po' meglio quali sono, vincono su queste che, sempre in celeste, sono fonti secondarie, che sono i regolamenti e altri atti di II livello. In questi giorni stiamo parlando molto di DPCM, di PM, sono tutti decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri. Ministri, sono tutti fonti secondarie che, quindi, devono rispettare le regole previste dagli atti che stanno sopra.
Poi, noi oggi ci concentreremo sulle fonti primarie per chiarire un po' meglio, perché voi nel libro troverete citate tante fonti primarie. Voglio semplicemente darvi una panoramica generale per capire che atti sono quelli che trovate citati. E invece, delle fonti secondarie, non ci occuperemo, perché in realtà, nella vita quotidiana di tutti i giorni, sono molto importanti, perché questi sono quelle che dettano le norme attuative, quelli che si dice sempre, poi attuative, le norme tecniche e quelle che specificano le piccole cose. Che si sono piccole cose, ma in realtà, poi le piccole cose e le discipline tecniche sono molto importanti nella vita di tutti i giorni. Ma dovendo fare delle noccioline di diritto, non posso occuparmi di tutto. Per cui, noi oggi daremo uno sguardo molto veloce alla Costituzione e alle leggi costituzionali, che sono il vertice, e poi alle fonti primarie, che sono queste quattro, e le andremo a vedere meglio.
La Costituzione, l'abbiamo detto, il vertice, da rigida, quindi è difficile da modificare. Ma esistono le leggi costituzionali, che ho messo al vertice insieme alla Costituzione. Cosa sono le leggi costituzionali? Sono le leggi che, dopo l'approvazione della Costituzione, possono modificare il testo della Costituzione e sono posti al vertice, perché ovviamente, andando a modificare la Costituzione, devono essere di pari grado. Perché se uno sta sopra, l'altro sta sotto, chi sta sotto non può modificare chi sta sopra. Quindi, per modificare la Costituzione servono delle leggi costituzionali, che sono poste sullo stesso piano. Le leggi costituzionali sono delle leggi che hanno un iter di approvazione particolarmente gravoso, difficile, aggravato, perché il Parlamento non solo deve essere d'accordo e approvarle con una determinata maggioranza, ma entrambe le camere devono approvarle due volte. Quindi, si devono trovare d'accordo due volte sullo stesso testo, a un determinato intervallo di tempo. Cioè, prima ci mettiamo d'accordo, diciamo, ok, siamo d'accordo su queste modifiche. Poi diciamo, beh, pensiamoci un attimo, riflettiamoci bene, ci vediamo quel tra un po' di tempo, ci ritroviamo, siamo ancora d'accordo? Sì, ok, e allora la modifichiamo. Quindi, è per fare una modifica ragionata che è richiesta una doppia approvazione per le leggi costituzionali.
Ha terminato il vertice della nostra piramide delle fonti delle leggi. Possiamo andare a quelle che sono le fonti primarie e quindi tutta la parte scritta in nero, tutto il centro della piramide. Le fonti primarie, come vedete, sono quattro: legge, decreto legislativo, decreto legge, referendum. Ma sono nomi che voi sicuramente avete sentito nominare tante volte alla televisione, nei video, nei giornali, sperando che voi leggiate, e che non sempre vi risultano chiari, e soprattutto decreto legge, decreto legislativo. Quando chiedo la differenza in aula, diciamo che non ho un gran successo nelle risposte. Allora, andiamo a vedere un pochino meglio, in termini sempre essenziali e semplicissimi, che cosa sono.
La legge è l'atto principe da un punto di vista del potere legislativo. Tanto è vero che potere legislativo, lo capite bene, ripreso dal termine legge. E spesso legge viene utilizzato come sinonimo di diritto, perché spesso si equipara il diritto, cioè l'insieme delle regole, alle regole stabilite con la legge. Questa comparazione è un po' semplicistica, perché in realtà esistono tanti atti che decidono le regole, però, tutto sommato, ci fa capire la centralità della legge e perché la legge è così importante anche da un punto di vista teorico. Perché noi ce lo siamo detto ieri, chi è il titolare del potere legislativo nell'ordinamento italiano? Ve lo ricordate? Nei tre poteri che abbiamo visto ieri, c'è il potere legislativo, esecutivo e giudiziario. E il potere legislativo, abbiamo detto, che in Italia è in capo al Parlamento, composto dalle due camere. Quindi, la legge è l'atto formale che viene approvato dal Parlamento. Parlamento è concorde su un testo e quindi approva la legge con quel determinato contenuto. Ovviamente, è la Costituzione a dirci come deve essere approvata la legge, ok? E quindi, la Costituzione ci dice che può decidere quale disegno di legge viene presentato in Parlamento, normalmente, ma non solo, però normalmente la proposta proviene dal Governo, perché il Governo è quello che decide l'indirizzo politico della nazione e quindi, avendo il potere di decidere quello che è l'indirizzo politico, decide anche quali sono le leggi da far approvare. Il Governo, quindi, detiene il Governo, detiene il potere di iniziativa legislativa. Dice, ok, non solo il Governo, è però principalmente il Governo. Quindi, il Governo dice, ok, voglio far approvare la legge riguarda questa materia, perché io durante la campagna elettorale ho detto che avrei fatto queste cose se avessi vinto le elezioni. Quindi, ora che sono al Governo, perché effettivamente ho vinto le elezioni, voglio attuare il mio programma elettorale e quindi voglio regalare questa legge. Presenta una proposta. A quel punto, il Parlamento la discute, ovviamente in Parlamento ci sono sia parlamentari della maggioranza che esprime il Governo, ci sono anche i parlamentari delle opposizioni che devono essere d'accordo. Quindi, parlamentari discutono, film, piange, e ovviamente l'opposizione cerca di fare modifiche per inserire delle norme su cui ritiene che magari potrebbero migliorare quel testo, finché arrivano a un testo condiviso fra tutti, o perlomeno la maggioranza lo votano o approvano e viene promulgata la legge. Come questa è la legge formale, l'approvazione di un testo da parte delle due camere. E quindi, qui il potere legislativo è in capo al Parlamento, non c'è dubbio.
Ma ieri ci dicevamo che il potere legislativo è tendenzialmente in capo al Parlamento, perché? Perché ci sono delle volte in cui il potere legislativo non è esercitato solo dal Parlamento, ma anche dal Governo. E questi sono i due casi di cui vi parlavo, che sono il decreto legislativo e il decreto legge. Allora, il decreto legislativo, voi troverete citato spesso con l'acronimo DLGS, vuol dire decreto legislativo, che se vi può interessare, se vi va, dell'andata a leggere, è disciplinato dall'articolo 76 della nostra Costituzione. Cosa succede nel decreto legislativo? Succede che il Parlamento, titolare del potere legislativo, che fa? Delega il potere legislativo al Governo e gli dice, senti, guarda, questa materia è meglio se le sue regole le decidi tu. Ci sono una serie di vari motivi per cui il Parlamento delega il Governo ad adottare le regole in determinate materie, perché si vuole fare magari una codificazione particolarmente complessa, in cui serve una organicità della materia, perché la materia è difficile, perché è molto tecnica, servono degli esperti e quindi i parlamentari non sono in grado su determinate materie di stabilire alcuni requisiti. Ci sono molti motivi per cui il Parlamento, in alcune materie, delega il Governo. Il Governo, quindi, su delega del Parlamento, adotta il decreto legislativo, che ha la stessa forza di una legge, quindi è sullo stesso piano della legge in questo caso. Quindi, il Parlamento interviene all'inizio, perché il Parlamento delega il Governo.
Nel decreto legge, i termini sono invertiti. Il decreto legge, che troverete spesso citato con l'acronimo DL, che ha disciplinato dall'articolo 77 della nostra Costituzione, è esattamente l'opposto, da un punto di vista temporale, dell'intervento dei due organi, perché è il Governo che, di sua iniziativa, non è stato delegato, di sua iniziativa, il Governo, in casi di necessità e urgenza, adotta un decreto legge, perché ovviamente il Parlamento per adottare una legge ci mette tanto, tanto tempo. Ci sono dei momenti di necessità in cui c'è urgenza di stabilire delle regole e allora serve il decreto legge. Perché il decreto legge, per farlo, cosa basta? Basta che il Consiglio dei Ministri si riunisca, volendo anche di notte, come peraltro è successo in questi giorni, e quindi il Governo, con il Presidente del Consiglio, Consiglio dei Ministri, tutti quanti uniti, adottano un decreto legge e basta un paio d'ore per farlo, mentre per fare una legge servono tendenzialmente mesi. Quindi, nei casi di necessità e urgenza, si adotta un decreto legge, che entra in vigore immediatamente appena viene pubblicato. Il decreto letto di questi giorni è stato scritto una sera e la mattina era già in vigore. E però, anche qui, noi abbiamo detto che il titolare del potere legislativo è il Parlamento, non possiamo farlo fuori completamente. E allora, come si fa? Dopo fatto il decreto legge, che entra immediatamente in vigore, però il decreto legge resta in vigore solo per 60 giorni. Durante questi 60 giorni, il Parlamento deve ratificare l'operato del Governo e deve dire, sì, ok, è fatto, penso un raccordo, e quindi converte in legge, cioè dice, quel decreto legge che hai fatto tu, mi sta bene e allora l'ho detto io con una legge formale, perché io sono titolare del potere legislativo. Quindi, lo hai fatto tu perché c'era urgenza e necessità, hai fatto bene, però adesso torniamo alla norma e quindi quelle regole che hai deciso tu, io le approvo e le converte in legge. Altrimenti, nulla di fatto, quelle regole dopo 60 giorni scompaiono.
Tornando alla nostra tirante delle fonti del diritto, noi troviamo che nelle fonti primarie avevamo messo anche il referendum. Il referendum è un istituto di democrazia diretta, perché sono quei casi in cui viene chiesto direttamente al popolo di esprimere la sua opinione. C'è una serie di regole da seguire particolarmente stringenti, però si può chiedere al popolo, sei d'accordo con queste regole che ha posto il Parlamento o il Governo, oppure le vuoi eliminare? Il referendum in Italia, nel nostro ordinamento, è solo abrogativo. Abrogare significa eliminare. E se c'è una regola, non mi piace, quella legge la voglio eliminare, si propone l'abrogazione. Quindi, il referendum abrogativo può essere fatto solo per eliminare delle norme che esistono nel nostro ordinamento e che, però, si chiede al popolo se sono d'accordo con quelle regole oppure no. Siamo stati chiamati tante volte a esprimerci in con il referendum e quindi immagino che anche poche, forse nella vostra vita, abbiate partecipato già a quest'area. Il referendum si possono solo abrogare le norme, ma ovviamente ci sono alcune materie escluse, perché altrimenti sarebbe un po' semplice. Pensate se io mi mettessi a raccogliere le firme per abrogare l'IRPEF, la norma sul perché credo che troverai d'accordo la maggior parte degli italiani, anche se poi il nostro stato andrebbe in default immediato, quindi non sarebbe molto responsabile da parte mia fare questo. Ma ammettiamo che qualcuno meno responsabile di me dicesse, sapete che facciamo? Abroghiamo la normativa sull'IRPEF, non paghiamo le tasse, zero. Sarebbe molto bello. Ecco, ovviamente non si può fare, perché la Costituzione, i nostri padri costituenti, che erano particolarmente saggi, hanno escluso alcune materie da quelle che possono essere oggetto di referendum, tra cui sicuramente quelle tributarie, perché altrimenti tutti quanti andremo zuppe immediatamente a votare, anche se poi non esisterebbero più i servizi sociali, quindi non faremo molto bene a fare questa cosa. Però, proprio per evitare che qualcuno privo di senno possa fare qualcosa del genere, alcune materie sono escluse dal referendum, ha come, per esempio, appunto, quelle tributarie.
Dopodiché, nella nostra piramide, ci sono le fonti secondarie, quelle in celeste, che, come vi dicevo prima, sono regolamenti, atti amministrativi, decreti, che però sono adottati da fonti che stanno in una parte più bassa e dunque devono rispettare tutto ciò che è previsto da chi sta sopra. Ricordate sempre che chi sta sopra vince su chi sta sotto e chi sta sotto deve rispettare chi sta sopra, in un in un ordinamento di tipo gerarchico. E quindi, perché altrimenti, perché si fa così? Perché ovviamente, altrimenti, se due norme pongono e capita delle discipline diverse rispetto a un determinato oggetto, perché magari dopo anni, o neppure dimenticato uno che era stato scritto prima, bisogna sapere qual è la norma da seguire e quale la norma che invece non bisogna seguire. Ok.
Queste erano veramente, veramente, in un tempo ristrettissimo, in modo molto superficiale, quelle che sono le fonti del diritto italiano. Con questo chiudiamo la nostra quarta nocciolina di diritto. E gli arrivi avevo dato il suggerimento di andare a fare la spesa per i vostri nonni, qualora ne avessero bisogno. Oggi, come suggerimento, mi permetto anche di darvi quello di verificare se non nel vostro palazzo vi siano persone anziane, non autosufficienti, che magari non hanno parenti che si prendono cura di loro. Ecco, potreste fare un bel gesto, lasciando un bigliettino e rendendoli disponibili per andare a comprare qualcosa di cui hanno bisogno, visto che loro non devono uscire. A presto con la prossima nocciolina. Ciao a tutti.
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