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con me

radicatinellafede18:23

Transcription

Sia lodato Gesù Cristo. La Quaresima non è fatta per convertirsi, è fatta per stare nella conversione; perché se rimangi la conversione che per grazia abbiamo ricevuto, a suo tempo noi finiremo in una condizione peggiore di quella prima di convertirci a Gesù Cristo. Così tiriamo via subito ogni dubbio su quella frase misteriosa. Eh, al suo ritorno il demonio la trova spazzata e adorna la casa; allora va a prendere altri con sé, altri sette peggiori di lui, e rientrati vi si stabiliscono, e la condizione ultima di quell'uomo diventa peggiore della prima. Tutti i cristiani che si rimangiano il cristianesimo sono in una condizione peggiore dei pagani, peggiore di quelli che non hanno mai conosciuto Gesù Cristo. E allora la Quaresima è fatta per noi cristiani, e ne abbiamo urgente bisogno, perché non ci rimangi ciò che è accaduto, perché non lo rifiutiamo; la nostra condizione sarà peggiore di quella di prima. D'altronde, basta guardare in faccia tutti quelli che sono nati e cresciuti cristiani e hanno dimenticato Gesù Cristo: la loro condizione è peggiore di quella di quelli che non l'hanno conosciuto, peggiore di prima. Un cristiano apostata è peggiore di un pagano apostata che ha rifiutato la Fede, magari in modo pratico. Eh, perché la Fede la si rifiuta nella concretezza, perché la Fede è una vita di Fede. Eh, infatti chi viene in chiesa si dice un Fedele; eh, fedele perché ha fede, non solo perché è fedele alle cose da fare, perché è fedele perché ha fede, perché vive la Fede.

Allora, permettetemi. Detto questo, il Vangelo è un lungo Vangelo, denso eh ricco di richiami; di prendere solo una cosa da questo Vangelo, ed è questa frase lapidaria di nostro Signore Gesù Cristo che dovremmo scrivere dappertutto: dove lavoriamo, dove viviamo, dove cadono i nostri occhi. Voi sapete che qualcuno lo faceva; eh, tutti quelli che han fatto le riforme nella chiesa han sempre messo le scritte, no, richiamare per essere richiamati. Chi non è con me è contro di me, e chi non raccoglie con me disperde. Ripeto: chi non è con me è contro di me, e chi non raccoglie con me disperde. Che strano, noi abbiamo sempre sentito un'altra cosa: chi non è contro di me è con me. Non è la stessa cosa. Chi non è contro di me è con me; noi facciamo dire a Gesù Cristo questo. Noi facciamo dire a Gesù Cristo l'esatto contrario quando diciamo: ma chi non è contro il Signore è già per lui. Faccio il mio mea culpa: quanti funerali ho dovuto fare per dire qualche cosa? Voi sapete che era un grande uso quello di una volta: non bisognava predicare i funerali, e siccome siamo tutti peccatori è meglio tacere. Quante volte io mi aggrappo al fatto che uno non è stato contro il Signore, ma non è stato per il Signore? Faccio il mio mea culpa pubblico, eh, mio, non dei morti, noi ecclesiastici. Ogni tanto facciamo così, col desiderio di consolare, di venire incontro, ma è sbagliato. Il Signore è lapidario: chi non è con me è contro di me. Noi diciamo: ma se non è contro il Signore è già col Signore. Tutta la cultura che ci circonda ci ha fatto il contrario; tutta questa cultura che ci insegna a non chiudere le possibilità è entrata violentemente, come un gas avvelenato, dentro la chiesa e ha trasformato il modo di ragionare dei Cristiani. Oggi le parrocchie si organizzano così: ma sì, venite, siete contro, no? Organizziamo qualcosa che vi piace, così, no? Chi non è con me è contro di me. Da dove viene questo modo, questa mania di non chiuderci le possibilità, volendo che la verità sia molteplice, che non bisogna essere esagerati, assoluti? Chi non è con me, contro di me? Ma Signore, cosa stai dicendo? E noi diremo a Gesù: ma cogli la complessità, uno non è proprio per te, ma non è ancora contro di te. Hai ragione anche tu, ma non esagerare. Pensate quante volte noi continuamente sentiamo: spero che non lo facciate questo, quando per me è così. È una bestemmia per te? O è o non è? Che questa sia una lampada? Non dipende da me che questo sia un legio. Non è per me, o è o non è. [Musica] È contro tutto questo modo di pensare che è massonico. Eh, ma ormai non serve essere iscritto alla massoneria, sono tutti massoni come mentalità, tutti, tutti, tutti quanti, anche noi, sì. Chiamiamo eh, contro questo modo di ragionare sono lapidarie le parole di nostro Signore che in questa terza domenica di Quaresima la chiesa ci pone di fronte: chi non è con me è contro di me. Cristo afferma la realtà, non la molteplicità delle opinioni, non fa psicologia sulle opinioni; per lui tutto è stato creato per questo, e quindi non essere per lui è già essere contro di lui. Vi ricordate quando San Paolo? La realtà invece è Cristo, la realtà invece è Cristo. Allora, sgombrato, ma bisogna essere violenti. Eh, ogni volta che dite: per me, fermatevi, dite: no, cambiate frase, obbligatoriamente, dite: mai, mai più per me. Potete dire: ho sbagliato, pensavo che la realtà fosse così, invece… Questo ci sta, ma dire: per me, è già dire: per me così, per te così, per l'altro così. Chi non è con me è contro di me. Allora, sgombrato il campo da questa mentalità malsana che non ci fa capire neanche più il Vangelo. Eh, bisogna purificare la mente. Vediamo qual è la nostra preoccupazione: essere con Cristo. Chi non è con me è contro di me, come non dice: per me, come? Cosa vuol dire? Io ho elencato alcune cose, ve le dico eh, a mo di catechismo. Quando sei con Cristo? Beh, innanzitutto mi viene in mente la cosa principale: quando sei in grazia di Dio. Facciamo un po' di catechismo: occorre essere in grazia di Dio. Gesù Cristo ti vuole unito a lui, con me, perdonato dai peccati, per questo è morto in croce, purificato dal suo sangue sacratissimo, abitato da lui, abitato da Cristo. E venendo Cristo in te, viene la Trinità in te. Pensate alla Santissima Eucaristia, farete la comunione perché Cristo abiti in voi, e abitando lui in voi, voi siete con Cristo. Con me, dice Gesù. Avete in mente quando il Signore dice: senza di me non potete fare nulla? Ma non basta essere in modo retorico con Cristo, fratelli carissimi, va bene, siete per Gesù Cristo, ma insisto: occorre essere in grazia di Dio, per questo è morto in croce, per questo ha dato i sacramenti. Chi vive in modo differente, trascurando i sacramenti, è come se dicesse il Signore: sì, hai fatto tanto, ma potevi fare anche meno, potevi predicare soltanto, non dovevi salire al Calvario. Chi parla solo di Gesù pensa che il Signore ci ha salvati con la sua predicazione. Il Signore non ci ha salvati con la sua predicazione, ma pagando il riscatto dei nostri peccati e applicando questo riscatto nella confessione, nella comunione, oltre che negli altri sacramenti. Allora, con me, una buona confessione. Ma quella è proprio che dice: Signore, son qua, e poi subito vivere in grazia di Dio, non tardar sul passato. Il Signore ha bisogno di te, ha bisogno di abitare in te, perché con te edifica la creazione nuova. Con me. Chi non capisce questo è contro Gesù Cristo, contro la sua passione, morte. Uno dice: ma no, io non sono contro. Eh, ma in pratica sì. Chi rimanda continuamente la confessione, follia! Son quelli che dicono: devo essere preparato. E sì, aspetta, non ti basta una vita a essere preparato? Inizia a farla la confessione, e poi il Signore ti aiuta, di confessione in confessione impari a confessarti, come tutte le cose della vita, e facendole che le impari. La dottrina dice addirittura una cosa pesantissima, eh, e dottrina cattolica, eh, catechismo, eh, che anche le opere buone, se tu non sei in grazia di Dio, non hanno merito. Voi immaginate! Chi non vive in grazia di Dio perde tutti i meriti delle, di tutti i sa, di tutte le carità, di tutte le pazienze, di tutte le offerte che fa. Sembra una roba di una violenza! Io, quando mi ricordo la prima volta che ho scoperto questa cosa, rileggendo il catechismo dopo che l'ho fatto da bambino, ho detto: ma è una roba così pesante! E sì, siccome già ai miei tempi sorvolavano i preti su questo, la chiesa… Questa è dottrina pura, non è tutto quello che fai di bene ha merito se con Cristo, senò, no, non ha merito, non ha merito, non ha merito per il paradiso, per la vita eterna, per diminuire gli anni di Purgatorio. Tanto è vero che il Purgatorio ce l'ha chi muore in grazia di Dio, non chi muore in disgrazia. Sembra di essere violenti nel dire queste cose, eh, io mi obbligo, non è che ho il gusto di dire, ma questa è la dottrina. Se l'hanno cambiata, devono avvisarci, capite? Eh, perché è la dottrina della chiesa che si basa sulla rivelazione. Chiunque dice: non è così, per favore ci avvisi, ma ufficialmente, però, non bofonchiando, non brontolando. Tutta la vita della chiesa è stata: i preti ci sono perché nessuno muore in disgrazia, e perché tutti vivano, da quando son bambini, adolescenti, giovani, adulti, eh, in grazia. Il prete non c'è per altro, prega tutto il giorno, otto volte al giorno dice la messa, sta in confessionale, facendo bene o male cerca di richiamare eh, le pecorelle, perché tutti vivano in grazia di Dio, senò il prete non serve. Forse per questo che spariscono i preti, perché per altro il Signore non manda vocazioni, distruggerebbe le persone che accedono al sacerdozio. Seconda condizione: chi non è con me è contro di me. Come si fa a essere con Cristo? Bisogna volere la sua opera di salvezza. Oltre a essere in grazia di Dio, devi desiderare quello che desidera Gesù Cristo. Cosa desidera Gesù Cristo? La salvezza, la vita vera, la vita eterna, la vita piena per ogni persona; è morto per questo. E allora bisogna condividere con Cristo lo stesso interesse. Allora, qui bisogna proprio vigilare: tu sei padre, tu sei madre, che cosa ti preoccupa della vita di tuo figlio, di tua figlia? Sei nonno, sei nonna, che cosa ti preoccupa della vita dei tuoi nipoti, dei tuoi figli? Sei sposo, sei sposa, che cosa ti preoccupa del tuo sposo e della tua sposa? Vai al lavoro, che cosa ti preoccupa per i colleghi del tuo lavoro? Vai a studiare, che cosa ti preoccupa dei tuoi compagni di classe? Vado avanti: sei in ospedale, sei medico, eh, che cosa ti preoccupa dei tuoi pazienti? Alla fine devi desiderare quello che desidera Gesù Cristo, cioè la salvezza vera, piena, cioè che sia grazia di Dio, e lì devi diventare creativo, oltre che a soffrire un po' e pregare, inventati quello che vuoi, ma preoccupati di quello. Io ho l'impressione che tante volte anche chi si preoccupa di essere in grazia di Dio, ahimè, non si preoccupa che lo siano gli altri. Non dico che uno deve diventare pazzo in giro a predicare questo, no, la chiesa non lo vuole, eh. È già sufficiente la predica del prete, e già avanza. Ma il problema è che uno, almeno col desiderio e col cuore vuole, e se tu vuoi quello col cuore, eh beh, vedrai che ti viene l'occasione di… Ma se tu non ci pensi con tuo nipote, con tuo nipote, con tuo figlio, con tua figlia, con tuo marito, con tua moglie, non ti viene proprio in mente, sei preoccupato d'altro, sei distratto. Allora si capisce perché il Signore dice: chi non raccoglie con me disperde, che è ancora più terribile. Cioè, qui non si tratta del peccato, le cose buone che fai, eh, pensate quanta laboriosità, quante cose giuste, anche umane, il desiderio di farsi una casa, di di di di di… il desiderio che le cose siano serene, a posto, tutte le cose belle che fate, per ne fate tante, se non sono con Cristo sono disperse, son buttate via, buttate via. Eh, ma come, esagerato il Signore? Sign, è proprio contrario alla mentalità nostra. Eh, noi diremo: guarda quello che hai fatto di bene, vedi che già che è già utile, no? Che dice: se non è con me è disperso, è buttato, buttato via, disperso, buttato via. Chi non raccoglie con me disperde. Devi raccogliere con Cristo, allora tutto diventa, tutto ha un valore eterno, e non devi più preoccuparti. E quando verrà la tua ora, lasci qualcosa, perché quello che hai è già nell'eternità, è già nell'eternità. Domandiamo la grazia di poter vivere così, per la Misericordia di nostro Signore Gesù Cristo e per la potente intercessione di Maria Santissima e di Tutti i Santi. Sia lodato Gesù Cristo.