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Massimo Mazzucco - 11 settembre 2001 (in risposta a Geopop, 10 settembre 2024)

Luca Chiriatti39:41

Transcription

[Applauso] [Musica] [Applauso] Cari amici di Visione TV, benvenuti ad un nostro nuovo appuntamento. Sono particolarmente felice di presentarvi l'ospite. Collegamento con noi oggi c'è Massimo Mazzucco. Ciao Massimo.

Ciao Francesco, buongiorno a tutti.

Massimo, oggi non è un giorno come un altro. Oggi è l'11 settembre, è l'11 settembre del 2024. Sono passati 23 anni, ma ancora le ombre sono lì, non sono mai state spazzate via. In realtà, le ombre, per chi vuole, sono state spazzate via. E come da 10 anni, adesso stanno riprovando a metterne di nuove. Cioè, sta succedendo un meccanismo veramente curioso. Il dibattito, io l'ho seguito, l'ho vissuto da da proprio da dentro. Vivevo negli Stati Uniti fino al 2003, fino al 2013, quindi l'ho vissuto come uno del gruppo del famoso movimento per la verità. E il dibattito è andato avanti, diciamo, dal 2001 è iniziato subito dal 12 settembre, perché la gente ha subito cominciato a domandarsi: "Ma com'è sta storia? Com'è che son passate 24 ore, sanno già i nomi dei terroristi, han già le foto, ma e non sappiamo neanche ancora chi c'era sugli aerei? Sulla lista passeggeri non c'era un solo nome arabo e l'FBI aveva già le fotografie coi nomi e cognomi". Quindi i i dubbi sono cominciati già da subito e il dibattito è andato avanti per 4-5 anni così, a fasi alterne, no? C'erano i Mazzucco che dicevano le cose, gli attivisti che dicevano no, il contrario, eccetera eccetera.

Poi a un certo punto, verso tra il 2006 e il 2008, sono usciti i rapporti ufficiali del NIST. NIST si chiama National Institute of of Technology and Science, qualcosa del genere, un istituto scientifico americano incaricato dal governo americano di dare la versione ufficiale, quindi non più parole o opinioni, ma eh testo scientifico. Quando è uscito, quando sono usciti questi rapporti sul crollo delle Torri Gemelle, è nata un'associazione americana di Architects and Engineers, cioè Architetti e Ingegneri per la Verità sull'11 settembre, 3000 di loro, anzi, scusa, mondiale, non americana, i quali hanno preso questi rapporti ufficiali del governo e li hanno fatti a pezzi, letteralmente. Hanno smontato scientificamente e non complottisticamente in piedi. Li hanno addirittura obbligati a correggere, li hanno obbligati ad ammettere che specialmente l'edificio 7 è caduto in caduta libera e quindi questo significa automaticamente demolizione controllata. Insomma, per fartela breve, entro il 2011-2012 il dibattito è finito. Cioè, chi difendeva la versione ufficiale non aveva più argomenti. Tutti i "debunker" sono spariti, ognuno nella sua tana. Io nel 2013 feci il mio film, "11 settembre: La Nuova Ferrar", che riassumeva in 5 ore tutto il discorso di quello che era successo e, come dire, l'argomento era chiuso.

Adesso sono passati 10 anni, quindi, come tempo, "omnia", come dice il proverbio. E cosa succede? Che cominciano a spuntare dei nuovi "debunker", uno qui, uno là, uno là, che fanno finta, approfittano del fatto che la gente non lo sa o o non si ricorda, perché uno non è obbligato, io lo so perché l'ho vissuto, ma altri non sono obbligati a sapere cosa è successo nel dibattito di 10 anni fa. Ricomincia da zero a riproporre gli stessi argomenti che proponevano la versione ufficiale all'inizio, per difendere, cioè, stanno ricominciando da capo. Quindi sta diventando una fatica enorme. Oggi ho pubblicato proprio un video contro questo gruppo che si chiama Geopop, che io ho intitolato "Geoflop: I Debunker della Domenica", dove faccio vedere come riutilizzano i vecchi argomenti di 15 anni fa, già finiti e e messi nel cassetto. Quindi, come dici tu, le le ombre rimangono. Le ombre rimangono perché ci sono quelli che continuano a rimettere le stesse ombre sulle cose che sono già state chiarite. Altrimenti, scusate, la verità su 11 settembre è lì per tutti da vedere. Le torri sono crollate per demolizione controllata, è stato dimostrato scientificamente con il cronometro. Nessuno è in grado di, mai stato in grado di confutare questo e quindi quella rimane la verità accertata. Per adesso, eccetto che appunto, siccome ci si approfitta dell'ignoranza della gente, sono quelli che ricominciano a raccontare le stesse palle che raccontavano 15, 15 anni fa.

Ecco, Massimo, il fatto è probabilmente non contestabile, cioè, quella è stata una demolizione controllata. A meno che uno non sia proprio, spiego per chi, per chi lo spiego in un secondo. Per chi pensasse che io la tiro un po' per la camicia, c'è una legge fisica che dice che un corpo non può cadere in caduta libera se c'è qualche cosa di mezzo che gli fa resistenza. Nel momento in cui tutta l'energia, una parte dell'energia viene usata per distruggere la resistenza sottostante, il corpo non ha più tutta l'energia disponibile necessaria per cadere in caduta libera, quindi rallenta. Vedi un masso che casca dalla montagna, poi a un certo punto picchia contro il bordo, fino a che casca, casca veloce. Quando il masso picchia, siccome butta dell'energia nell'impatto, disperde l'impatto, i pezzi che poi rimbalzano rallentano, perché una parte dell'energia è finita nel nella distruzione del masso. Quindi non puoi matematicamente, scientificamente, avere un crollo in caduta libera, a meno che ci sia qualcosa. Siccome invece è stato cronometrato come caduta libera, a meno che ci sia qualcosa di diverso che rimuove la struttura sottostante prima della caduta. L'unica cosa conosciuta al mondo in grado di rimuovere una struttura come quella sono le demolizioni controllate. Quindi è dimostrato in modo assiomatico, non è che c'è tanto da discutere. Ti ripeto, nessuno è mai riuscito a confutare questo argomento. Molti fanno finta di non saperlo, perché ovviamente l'unico modo per continuare a tenere in piedi la versione ufficiale è quella di non guardare, non sentire, non parlare. Fai finta di niente, fai il "casca dal pelo", come fa Mentana, che fa finta di non saperlo. E quindi lui ogni anno può continuare a ripetere che i talebani hanno su gemelle.

Massimo, allora, se questo è vero, ed è vero che si è trattato di una demolizione controllata, eh dobbiamo adesso valutare due aspetti collaterali rispetto a questa certezza. Uno riguarda il senso della del degli aerei che si schiantano contro le torri, che non hanno provocato evidentemente il crollo, perché non potevano provocarlo in quel modo, con quelle dinamiche. E l'altro riguarda gli autori di questo che è un vero e proprio attentato, auto attentato, cioè una sorta di "no-strage", diciamo, di "vintage". Ecco, un "no-strage" vintage, la demolizione delle Torri Gemelle. Ecco, non so se ti piace il parallelismo. Eh, un po'. E forse un po' più grave.

Allora, rispetto al primo evento, mi viene in mente una vecchia barzelletta, insomma, boh, volgaruccia, che si raccontava quando ero ragazzo, no? Si dice che ci sono due in uno scompartimento di un treno, uno ha un po' di oro, e facendo ogni tanto qualche peto, prova a nascondere il rumore muovendo un dito sul finestrino. E l'altro gli dice: "Vabbè, per il rumore hai risolto, però con la puzza resta, come lo risolvi?". Gli aerei hanno fatto come il dito sul finestrino, cioè servivano per mascherare, diciamo, un'altra cosa, un'altra realtà. Allora, certamente, non puoi giustificare la distruzione delle Torri Gemelle se non ci fai sbattere contro l'aereo e non fai esplodere l'incendio.

Allora, sugli aerei, devo chiarire una cosa, perché c'è molta gente che non capisce bene, a volte non mi spiego bene. Io, la mia posizione, quando io dico che gli aerei che hanno colpito le Torri Gemelle non possono essere, e non possono essere, anche lì per motivi scientifici dimostrati, gli stessi che sono partiti dagli aeroporti, non sto dicendo che quegli aerei non esistessero. Che c'è una teoria che si chiama teoria "no planes", che dice che non c'era nessun aereo in aria, in cielo, e che gli aerei sono stati aggiunti con il con il computer graphics, no? Oppure ce n'è un'altra che dice che erano degli ologrammi, ma che in realtà non erano veri aerei, eccetera eccetera. Quella è la teoria "no planes", che io ho sempre rifiutato e confutato dall'inizio. La mia teoria, è quella del 99,9% del movimento per la verità, è che gli aerei che hanno colpito le torri erano veri 767, ma non erano gli stessi aerei commerciali partiti dagli aeroporti. Perché? Perché gli aerei che hanno colpito le torri sono stati cronometrati a 900 km/h dai radar ufficiali, ciascuno dei due, che sono velocità, vicino al livello del mare, impossibili da raggiungere e mantenere per almeno 2 minuti, come hanno fatto, come ha fatto il secondo aereo, con degli aerei normali. Cioè, gli aerei hanno una si chiama Vmo, massima velocità operativa, che ogni ogni tipo di aereo ha, oltre la quale non deve andare, sennò si distrugge. Se tu prendi, facciamo l'esempio classico all'italiana, se prendi la 500 che va a 95 all'ora, 100 all'ora, tu vai in autostrada. Se in quella 500 metti un motore della Ferrari e la mandi a 350 km/h, a 500 si disfa, cioè tu perdi i pezzi, vola via la carrozzeria, perché non è l'aerodinamica non è prevista per andare a 350 all'ora. Iden per gli aerei passeggeri. Gli aerei passeggeri, man mano che aumenta la densità dell'aria, devono devono rallentare. Se tu infatti vai a 8.900 km/h, scusa, 8.900 km di quota, chiunque abbia preso un aereo si sarà accorto che quando il comandante, il comandante informa che abbiamo iniziato la discesa verso Fiumicino, ecco, quando inizia la discesa, la velocità rallenta, man mano che scendi, rallenta sempre di più. Tu lo senti proprio coi motori che li tira indietro, perché? Perché aumenta, man mano che scendi, aumenta la densità dell'aria. Quindi un aereo può volare a 200, 250 km/h a livello del mare, non certo a 900. I Boeing, in particolare, hanno una velocità massima operativa di 450, 460. Quindi lì andavano al doppio, praticamente. Quindi noi sappiamo che non erano aerei normali 767. Però sappiamo anche che degli aerei erano. Quindi l'unica spiegazione possibile è che fossero dei 767 militari, rinforzati con dei motori molto più potenti e magari anche pieni zeppi di esplosivo, loro, per fare creare quella grandissima palla di fuoco che tutti abbiamo visto. Quindi la teoria è questa: che i i gli aerei passeggeri sono partiti, sono stati sostituiti in volo da un'operazione che si chiama "shadowing", per cui l'aereo passeggeri viene coperto in volo da dall'aereo che poi andrà a sbattere, che gli prende il posto. Il il controllore radar non se ne accorge perché vede un puntino unico. L'aereo passeggeri scende in una base militare da qualche parte, purtroppo i passeggeri non fanno una buona fine. L'aereo drone, quello, quello telecomandato, prosegue pieno zeppo di esplosivi e carico, ed è capace di andare a 900 km/h per andare a sbattere contro le Torri Gemelle. Uno dice: "Che bisogno c'era di mandare l'aereo contro le torri a 900 km? Facevi sbattere quello originale e avevi risolto il problema". Perché andare a rischiare questa sostituzione? La risposta è semplice: perché se l'aereo originale avesse sbattuto contro le torri a 200 all'ora, probabilmente non entrava neanche, non penetrava neanche nella struttura, da 5 si spiaccica fuori come un moscerino. E quindi tu le Torri Gemelle non le potevi più tirare giù, perché hai bisogno di un aereo che va da 900 km/h, perché l'energia cinetica necessaria per fare quel buco, bucare la struttura delle torri, è data dalla velocità, dalla massa per il quadrato della velocità. Per cui l'energia cinetica che ha un aereo a 200 all'ora, si spiaccica contro come moscerino. A 900, credo che ne abbia 6, 8 o 10 volte l'energia cinetica, quindi riesce a penetrare le Torri Gemelle. Scusate, sono andato un po' sul tecnico, perché in questi giorni mi sono un po' ripassato tutte queste cose qui. Però il succo è questo: secondo il 99,9% dei di di chi fa parte del movimento per la verità sull'11 settembre, parlo soprattutto degli americani, gli aerei che hanno colpito le torri erano veri aerei, ma non erano gli stessi aerei che sono partiti dagli aeroporti quella mattina.

Massimo, questa teoria, se possibile, ha degli aspetti ancora più terribili, drammatici, perché ehm suppone che queste persone che erano salite su questi aerei di linea siano state di fatto uccise a sangue freddo. Cioè, o fatte scendere da qualche parte o eliminate in maniera, come dire, cinica, da persone che evidentemente lavoravano sotto la diretta direzione del governo. Cioè, l'ipotesi che il governo Bush dell'epoca, con Dick Cheney e quell'altra banda di assassini, Rumsfeld, abbiano volutamente fatto scendere queste persone o portate da qualche parte per finirle, affinché non ci fossero testimoni. Ecco, tu pensi che sia andata proprio così? Che li abbiano uccisi a sangue freddo?

Non so come li hanno uccisi. Magari li hanno messi tutti sul quarto aereo, per esempio, poi il quarto aereo l'hanno fatto esplodere in cielo. Quella è una delle varie possibilità. Il quarto aereo, quello di Shanksville, quello che ci dicono che è caduto nella buca, in quella buca non c'è niente. L'aereo è stato fatto esplodere in aria. Quindi c'è anche la possibilità che i tre aerei, i primi tre aerei, siano atterrati tutti nello stesso. Siccome erano tutti parzialmente vuoti, curiosamente, erano al massimo al 30% di capacità, tutti i passeggeri dei tre aerei ci stavano tutti anche sul quarto. Quindi una delle ipotesi è che li abbiano messi tutti sul quarto. Comunque, li hanno uccisi, è una è una ipotesi talmente agghiacciante che all'inizio chiunque dice: "Ma no, dai, no, siamo nella fantascienza per queste persone". E per me, compreso anch'io, ho reagito così la prima volta che ho sentito questa ipotesi. Esiste un piano della CIA del 1962, scritto nero su bianco, lo potete scaricare in rete, che si chiama Operation Northwoods. Andate a cercarlo. North Woods, Bos, foresta del Nord, N-O-R-T-H W-O-O-D-S. Operation Northwoods. Lo scaricate, ed è un piano della CIA del '62, scritto dall'ammiraglio Lemnitzer, il quale presentava al governo, ai capi di, ai militari, ai livelli più alti dei militari, da poi passare al governo, diverse ipotesi per potersi riprendere Cuba, che nel '59, come sapete, è stata presa da Fidel Castro, e gli americani ce l'avevano qui e volevano riprendere Cuba. Già avevano fallito la Baia dei Porci, tentavano altri modi per riprendersi Cuba. Fra questi modi, scritto nero su bianco, adesso la cito a memoria, ma è praticamente come è scritta. Il piano North prevede al punto 7, oppure dice: "Potremmo far passare un aereo, lanciare un aereo passeggeri verso in rotta sopra Cuba, che vada in Sud America, sostituire in volo l'aereo passeggeri con un drone telecomandato da noi, far atterrare i passeggeri in una base militare, dalla quale, ovviamente, i passeggeri non tornano più a casa, far proseguire questo drone sopra Cuba, farlo esplodere noi al momento giusto, dare la colpa ai cubani di aver abbattuto il nostro aereo passeggeri e avere così la scusa di invadere Cuba grazie all'indignazione che verrebbe a crearsi per un episodio del genere". Ora, questa idea della sostituzione, dell'uccisione dei passeggeri, ha nessuno di noi sarebbe mai venuta in onda se non avessimo letto Operation Northwoods, che nel '62, lo ripeto, andate a cercarlo in rete, perché non dovete fidarvi di quello che vi dico io. La trovate facilmente un PDF di 5 o 6 pagine. Chi sa un po' di inglese lo legge, troverà a un certo punto questa ipotesi esattamente come quello che sembra essere successo l'1 settembre.

Massimo, gli argomenti di quelli che tu chiami i "debunker", cioè quelli che lavorano per per il potere, per cercare di ridicolizzare le le tesi alternative, sono più o meno sempre gli stessi. Ecco, da un lato dicono: "Vabbè, ma è impossibile immaginare che un segreto di questa portata possa resistere per più di 20 anni. Non si può fare un'operazione di questo tipo nel silenzio, perché devono saperlo tante persone che devono far finta di di di non conoscere, di tacere. Se in questi 20 anni nessuno, tra le tante persone che necessariamente dovevano essere messe a conoscenza di questo piano, ha detto una parola, e perché questa ricostruzione alternativa sono il risultato della paranoia di pochi complottisti". Ecco, in questo ragionamento, è la premessa che è sbagliata. Cioè, la premessa dice che un sacco, siccome si tratta di un evento molto grosso, un sacco di persone debbono essere a conoscenza. Lo stesso argomento viene usato anche per la storia della NASA, dei falsi allunaggi. "400.000 persone hanno hanno partecipato alle missioni Apollo, volete che almeno uno non parli dopo tanti anni?". Questo è l'argomento che viene usato sempre e che ha molta, molta presa sul pubblico, perché uno dice: "Cacchio, è vero! Se la premessa fosse vera, hanno ragione loro. Se davvero 400.000 impiegati della NASA avessero saputo che i viaggi erano falsi, allora sono d'accordo anch'io che qualcuno avrebbe parlato". Non c'è bisogno di essere particolarmente intelligenti. Il problema è che non è affatto vero che 400.000 impiegati della NASA lo sapevano, oppure che tutti quelli coinvolti nell'11 settembre lo sapevano. Basta, bastano pochissime persone nei nodi cruciali. Poi, un esempio pratico: l'11 settembre vengono da una parte, vengono mandati in esercitazione praticamente tutti i caccia disponibili nel settore Nord-Est degli Stati Uniti, quello che è stato attaccato, cioè New York, Pennsylvania, quella parte lì. 300 caccia. Avevano a disposizione 200, 94 dei 300 caccia vengono mandati dappertutto. Non ci sono, non sono disponibili. Ne rimangono solo quattro. I militari addetti agli schermi radar che vedono i dirottamenti e che vedono l'aereo dirottato sullo schermo, a un certo punto chiamano i caccia per intervenire. I caccia non ci sono. Ma il militare che ha cercato i caccia non è coinvolto nell'11 settembre. Lo sente dal dal discorso radio. Lui è disperato. Dice: "Come non ci sono caccia qui? Chiamate l'altra base". Neanche dall'altra. Allora chiamate quell'altra. A un certo punto ce n'è uno che alza un telefono, chiama un suo amico di una base che sta addirittura a Chicago, dice: "Per favore, mandami dei caccia". Quindi tutta la gente, diciamo, i militari che operano, non sono al corrente. L'unico al corrente è il generale che sta in cima, che ha ordinato ai caccia di andare a fare le esercitazioni. Dopodiché quel generale sparisce. Curiosamente, durante l'11 settembre, tutti lo cercano al telefono, ma lui non c'è. Perché è un generale della Difesa, mi sembra giusto che nel momento in cui l'America è sotto attacco, lui non risponda al telefono. E la cosa finisce lì. Si chiamava generale Eberhart. Anche lì, nel mio film trovate tutta la documentazione di quello che sto dicendo, non è che mi invento. Quindi, in questo caso, nessuno doveva sapere. Bastava uno che ha dato l'ordine giusto al momento giusto, e tutti gli altri che corrono come dei matti. Per tornare alla NASA, l'esempio della NASA e della Luna, i primi a essere presi in giro sono proprio quelli che stanno nella nella nella centrale della NASA. Quando li vedi che che applaudono, che vedono sullo schermo l'allunaggio, che alzano, che accendono i sigari e festeggiano, quelli mica sono d'accordo. Quelli son convinti di essere andati sulla Luna. Quello che non sanno è che non stanno vedendo una diretta dalla Luna, ma stanno vedendo sullo schermo una registrazione fatta da chi? Da tre persone che stanno in in uno sgabuzzino dietro e che li sta prendendo loro per il culo. Quindi è la premessa di questo ragionamento che è sbagliata. Certo che se tutti quelli coinvolti avessero saputo, qualcuno parlerebbe. E che non lo capiva quasi nessuno cosa succedeva, lo sapevano solo nei punti nevralgici della struttura gerarchica.

Massimo, se l'11 settembre, come evidente, non è opera di Bin Laden e della sua banda di presunti estremisti wahabiti, che tra l'altro, dicono, insomma, la maggior parte erano tutti sauditi. L'Arabia Saudita è un paese che ha sempre avuto ottimi rapporti con gli Stati Uniti d'America, in particolare con la famiglia Bush. C'era un uomo dei servizi segreti arabi che chiamavano proprio Bandar Bush, era un uomo di collegamento tra questi due paesi. È possibile immaginare che questo crimine, così come l'attentato al Nostram, pare che sia stato pianificato dagli ucraini, da Zelensky, da Zalesky ubriaco, che però non sarebbe stato d'accordo. Ecco, è possibile che allo stesso modo questo attentato sia stato deciso deliberatamente dalla classe dirigente che governava gli Stati Uniti d'America a quel tempo? Cioè, è frutto, secondo te, della volontà dei Bush, dei Cheney e dei Rumsfeld, mettere in atto questa tragica farsa, per come preconizzato in un testo molto interessante, vergato dal PNAC, dove si diceva che solo una "nuova Pearl Harbor" avrebbe permesso agli Stati Uniti d'America di diffondere i valori di libertà e democrazia in ogni angolo del mondo. Senza l'11 settembre non ci sarebbe stata la guerra in Afghanistan, non ci sarebbe stata la guerra in Iraq, insomma, il mondo sarebbe diverso.

Bush, scusami, Bush? No, appunto. Bush è fuori. Secondo me non sapeva niente. Lo hanno mandato via apposta la sera prima. È stato mandato in Florida a visitare una scuola. Cheney e Rumsfeld, certamente, assolutamente. Ci metterei la mano sul fuoco, sono fra gli organizzatori di tutta questa faccenda. Due, lo capisci semplicemente dal loro comportamento. Bush è stato mandato via la sera prima. Quando Bush, che non non capiva, era in Florida, non capiva cosa succedeva, a un certo punto gli hanno detto: "Mr. President", si sono chiusi nell'orecchio, "No, la famosa scena che lui lì alla scuola, America is under attack, l'America sotto attacco". Questo lui, come prima cosa, salta su, da bravo cowboy, "Saliamo su Air Force One, torniamo a Washington". È Cheney che gli impedisce di tornare a Washington, perché vuole tenere lui il controllo della situazione. Perché mentre ci sono, partono gli attacchi, dalla scuola della Florida, Bush si alza e torna all'Air Force One, al suo aereo. Bush, scusa, Cheney, in quel momento, scende invece nel PEOC, cioè il famoso bunker sotterraneo della Casa Bianca, da dove si gestiscono tutte le crisi di emergenza. Scende, fa chiudere tutto, e non vuole nessun, prende lui il comando. E quando Bush dice: "Voglio tornare", torniamo subito a Washington, cosa succede? No, Bush gli manda Cheney, gli manda un falso allarme dicendo che c'è un pericolo per Air Force One, è meglio che Air Force One vada ad atterrare in una base del Nebraska. Lo manda a Omaha, Nebraska. Dopo da lì lo mandi in un'altra base. Insomma, Bush praticamente, grazie agli ordini di Cheney, che voleva tenerlo lontano, riesce ad arrivare a Washington solo alle 6:00 di sera, quando tutto ormai era finito e la versione ufficiale delle telefonate coi cellulari e tutte le palle che ci hanno raccontato, era già stata ridistribuita a tutti i media mondiali. Addirittura alle 6:00 del pomeriggio, quando Bush rientra finalmente a Washington, c'è la scena di lui che scende dalla scaletta e si guarda in giro. 6:00 di sera. In quel momento già le televisioni ci avevano annunciato che, virgolette, "molto probabilmente è stato Bin Laden". Tu pensa che bravura questo Cheney. Noi non sapevamo ancora chi c'era sugli aerei, la sera del quel giorno lì, perché le liste passeggeri sono uscite il mattino dopo. Ma loro sapevano già che Bin Laden c'entrava. Quindi, diciamo, la narrativa ufficiale era già stata stabilita. A quel punto Bush può tornare anche a casa, tanto i danni non li può più fare. Rumsfeld, peggio ancora. Rumsfeld è il ministro. E calcolate che Bush, Cheney e Rumsfeld sono amici d'infanzia, praticamente, politicamente legati dal PNAC, che tu hai citato, cioè Project for the New American Century. Vengono dalla vecchia scuola del PLAK di Chicago degli anni '80, quando per la prima volta Cheney diventa, aspetta, mi sembra che fosse il segretario, cioè diciamo il capo gabinetto del presidente, credo Reagan, forse parliamo degli anni '80. Rumsfeld diventa per la prima volta Ministro della Difesa, quindi i due fanno carriera insieme. Allora, Cheney, l'abbiamo, ha lasciato la Casa Bianca. Dall'altra parte del fiume c'è il Pentagono e c'è il Ministro della Difesa. Il Ministro della Difesa degli Stati Uniti, per un cambio alle regole che lui stesso ha imposto due mesi prima, diventa l'unico che può autorizzare il decollo dei jet autorizzati ad abbattere un aereo civile. Cioè, praticamente, in credo giugno di quell'anno, il Ministro della Difesa Rumsfeld emette un, cambia le regole e dice: "Da oggi in poi, se per caso c'è un dirottamento, prima di andare ad abbatterlo, dovete avere il mio permesso diretto". Va bene, dico, mi sembra giusto. Dopodiché, quando lo chiamano con quei poveri quattro caccia rimasti per cercare di abbattere, per avere l'ordine prima di decollo e poi eventualmente di abbattimento, Rumsfeld scompare. Non si fa trovare. Il Ministro della Difesa, a detta dei suoi collaboratori, nella mezz'ora centrale dell'11 settembre, cioè fra le 9 e 10, quando è già stata colpita la seconda torre, alle 9:40, quando è colpito il Pentagono, nessuno riusciva a trovarlo. "S'è andato a fare la pipì e ci ha messo mezz'ora". Non si è portato il telefonino. Quindi, dai loro comportamenti, capisci già che sono assolutamente coinvolti. Dopodiché Rumsfeld compare fresco fresco come una Pasqua sul prato del Pentagono, che aiuta a portare le barelle. Evidentemente lui sapeva già che non ci sarebbero stati altri attacchi, altrimenti cosa fa un ministro della difesa? Sta nel suo ufficio e gestisce la difesa. Invece lui è andato sul prato a farsi vedere, a portare le barelle. Quindi un'altra dimostrazione che sapeva già che gli attacchi erano finiti. Quindi non lo puoi sapere direttamente dalla loro voce, non te lo diranno mai, ma dal loro comportamento capisci che sono coinvolti al 100%.

Massimo, la figlia di di Cheney è recentemente passata nel campo Democratico, ha abbandonato Trump, completando, diciamo, quell'esistenza, quella stagione, la stagione peggiore, più oscura, più tenebrosa della politica americana, quella caratterizzata dai neocon che abbiamo prima citato. Trump ogni tanto in passato ha lanciato delle dichiarazioni sibilline, come a voler dire: "Fate attenzione, insomma, perché io potrei dire la verità su questa". Poi non la dice mai. Cioè, lo utilizza come dire, evidentemente, in termini, ecco, non voglio dire ricattatori, ecco, però lo utilizza, diciamo, il fantasma 11 settembre su un tavolo di trattativa, evidentemente parallelo. Cioè, qualcuno dopo che dice così, gli dovrebbe dire: "Insomma, cosa vuoi per non esagerare su questa storia?". Ecco, l'impressione che dà è questa, e che ogni tanto dice: "Ma insomma, le cose non sono andate proprio così, forse gli arabi sanno qualcosa in più". Ecco, però poi la tutta la verità non la dice mai. Ecco, secondo te, lui la sa? Trump la verità?

Credo di sì. Se non altro sa che sono stati loro. Questo, per forza, gli è arrivato. Ma questo fatto di minacciare è abbastanza comico, perché a me verrebbe da dire, se io fossi dalla parte degli altri, dei Cheney e vari, direi: "Va bene, prova a dirlo che siamo stati noi, vedrai che risate che si fa l'America". Cioè, non puoi pensare che un Donald Trump, ma nessuno, quindi neanche un Donald Trump, vada in televisione a dire: "Io so che siamo stati noi a fare l'11 settembre", perché viene immediatamente sepolto definitivamente mediaticamente da chiunque. Ah, traditore, bugiardo, o impazzito, o qui e là. Cioè, nessuno ci crederebbe mai. Quando hai tutto il sistema della stampa, dell'informazione, dalla tua parte, anche se hai uno come Trump che viene a dire una cosa del genere, lo ammazzi mediaticamente in 3 minuti. Quindi è un ricatto che non sta in piedi. Riguardo la lite Cheney, io vorrei dire una cosa. Lì, ovviamente, sono lotte interne di tra gruppi di potere. E chiaramente i neocons, quelli vecchi, che ancora persistono, sono legati al Deep State, come invece Trump non lo è. Per cui, scusa, per cui è chiaro che i neocons non amano Trump. Ieri sera, nel dibattito tra tra la Harris e Trump, la Harris ha proprio provato a a portare su dalla sua questo fatto, gli ha detto: "Oltre 200 repubblicani sono passati dalla mia parte e mi hanno fatto l'endorsement contro di te". Detto come: "Vedi che c'è tutta una buona fetta dei repubblicani che è contro di te". Trump ha risposto: "Sì, certo, la maggior parte li ho licenziati io. Dice: "È chiaro che sono contro di me". Per fortuna ha avuto sta risposta, è stato abbastanza, abbastanza rapido. Però la Harris l'ha assolutamente usata questa cosa, perché fa effetto al pubblico, quando dici: "Cavoli, 200 repubblicani sono passati dall'altra parte, vuol dire che c'è qualcosa con Trump che non funziona". Quello che non funziona è che Trump non accetta di far parte del Deep State, e quindi il Deep State, che comprende anche molti repubblicani, cerca di isolarlo. Ecco.

Hai guardato tutto il dibattito ieri tra Trump e Harris? Noi lo pubblicheremo in giornata tradotto in italiano per il nostro pubblico.

No, tutto no, perché mi sono stufato a un certo punto. Ho guardato tre quarti d'ora, quasi un'ora.

Sì, metà circa.

È una è una è una sceneggiata veramente patetica, perché vedi due bambini. Adesso, a parte che uno tenga per l'uno o per l'altro, io ho le mie preferenze, come voi sapete, ma comunque, tu vedi due bambini che si accusano continuamente reciprocamente di quanto male ha fatto, ha fatto l'altro. Ah, tu sei uno che hai permesso, tu sei una che con Biden hai permesso l'immigrazione di milioni di immigrati illegali, fra cui terroristi. L'altro dice: "Ah, tu vuoi togliere l'aborto alle donne perché sei cattivo". Cioè, accuse reciproche. Io non ho sentito in 45 minuti una frase propositiva. Così, anche finta. Fai finta, ma fai finta di pensare al futuro del tuo paese. Secondo me, per il bene degli Stati Uniti, bisognerebbe che A, B e C. Anche se poi non lo fai, non ma almeno dillo. Fai la sceneggiata. Neanche quello. Una cosa veramente triste da guardare. Triste, poi, anche vedere i due intervistatori della ABC. Se voi state traducendo la, come dire, il dibattito, non vi voglio spoilerare niente, però fate molta attenzione a come sono poste le domande dei commentatori della ABC, e poi venitemi a dire se secondo voi sono veramente neutrali.

E è venuto fuori, massimo, qualche divisione strategica sulle guerre, ad esempio, sulla situazione in Ucraina?

No, perché nessuno dei due si compromette su niente. Nessuno dei due dice una frase definitiva su qualunque cosa. Come noterete dal dibattito, ogni volta che o gli intervistatori, diciamo, i giornalisti che fanno che conducono, o anche lo stesso avversario, che in modo indiretto rimanda l'argomento, nessuno risponde mai. Hanno, siccome li allenano prima, e lo vedi, ovviamente, li hanno già preparati. Se lui ti attacca su questa cosa, diranno, per esempio, la Harris, tu non rispondere, sposta l'argomento su quest'altra. Tu vedi proprio lo scivolo mentale automatico che si apre sul lato della Harris. L'altro, il commentatore, gli fa una domanda. A un certo punto lei capisce che non può rispondere direttamente, e si apre lo scivolo, e esce un'altra risposta che non c'entra niente. Poi tocca Trump. Mi hanno detto che lui sa che non può rispondere direttamente sull'aborto, per esempio, che non è, non riesce a prendere una posizione definitiva. Si apre lo scivolo mentale e comincia a parlare dell'altro, oppure dell'immigrazione. Cioè, è una cosa anche fastidiosa. Ripeto, al di là del fatto che sappiamo che la politica è un teatrino, sappiamo che il presidente americano conta un decimo di quello che ci raccontano veramente, ma al di là di tutto questo, è veramente triste vedere due persone che non hanno nemmeno le palle per far finta di rispondere alle domande che gli vengono fatte. È una cosa veramente fastidiosa. Adesso, magari detto così, poi nessuno più guarda la vostra traduzione. Mi dispiace. Guardate almeno la prima mezz'ora, vedete se non è come dico io.

No, no, io non ho fatica a credere che sia come dici tu, perché obiettivamente il livello della politica americana è è bassissimo e si gioca nel suscitare i bassi istinti delle persone. Cioè, anziché provare ad elevare la gente, per fare comprendere a chiunque anche ragionamenti complessi, da almeno 30 anni a questa parte, il il gioco è al contrario. Cioè, si si utilizza le le élite utilizzano il linguaggio semplificato, trattano il cittadino come un bambinone da manipolare, e così la società non fa mai un passo in avanti.

Repubblica già titolato: "Ha stravinto Harris". Ecco, ha stravinto. Vabbè, figurati se senti, per esempio, ho visto prima un post di un deputato della Lega: "Ha stravinto Trump". Quindi, ovviamente, in questi casi, poi ognuno dice quello che vuole, chiaramente. E i sondaggi, io ho visto soltanto un sondaggio post dibattito della CNN, quindi è di parte, diceva che la Harris ha avuto più, ha incontrato più favore. Ma è sempre un favore a livello di di, cioè, sì, mi è so, per dire, mi è sembrata più sicura di sé, oppure sì, mi è sembrata più centrata. Non è che dicono: "Sì, mi è piaciuta di più la sua politica economica rispetto a quella dell'altro". Perché non c'è proprio più quella discussione lì. Cioè, hanno tolto anche una qualunque parvenza di contenuto. E come dici tu, siamo limitati a giudicare emotivamente l'impatto della persona. A me sta più simpatico uno. Io, per esempio, la Harris la trovo di una falsità assoluta, mi dà fastidio di pelle quando comincia a fare i suoi sorrisini così. A me viene, verrebbe da da da picchiarla, per non dire altro. E quindi reagisco così. Ma io in questo caso mi mi mi tolgo dal giudizio politico. Poi, però, mi aspetterei anche un discorso politico. Invece il dibattito ormai è ridotto a quello, alla reazione di pelle, su come dire, chi è che ti è piaciuto di più, chi è chi ti è sembrato più sicuro, più simpatico, eccetera eccetera. Ma una volta che hai stabilito che uno è più simpatico dell'altro, hai stabilito come andrà meglio, cosa andrà meglio per il tuo paese, ovviamente no. Ma questo evidentemente non conta più. Ormai la politica mondiale è una è globalizzata, non ci sono più scelte da fare, e quindi ci si riduce a delle lotte di potere basate, appunto, sul sul piacere fisico, sull'impatto emotivo di una persona rispetto a un'altra.

Bene, grazie Massimo per questa intervista, come sempre ricca di spunti e di contenuti importanti. Grazie ancora.

Fammi dire solo una cosa, rispetto all'11 settembre. Se qualcuno vuole approfondire le cose che ho detto e pensa che siano tirate appunto per i capelli, ieri ho ripubblicato sul mio sito la versione integrale del mio film, 5 ore. Lo so, è lunga, ma è lunga perché riassume 12 anni di dibattito. Quindi, se qualcuno vuole sapere, ha voglia di capire veramente fino in fondo cosa è successo dall'inizio alla fine del dibattito su 11 settembre, il film è a sua disposizione, è sul mio sito logocomune.net. Ovviamente, ci vanno 5 ore, è il minimo per capire una cosa che è durata 12 anni.

Bene, allora invitiamo anche noi il nostro pubblico ad andare su logocomune.net per approfondire una vicenda come quella dell'11 settembre, che ha letteralmente cambiato il corso della nostra storia recente. La crisi del modello attuale del globalismo americano è probabilmente figlia di quella stagione infame, mai chiarita, mai affrontata in termini limpidi. Dobbiamo conservare la memoria di quello che è accaduto, affinché questi signori che riescono tramite il controllo dei media ad imporre verità di comodo, non la facciano franca per sempre. Grazie ancora a Massimo Mazzucco. Arrivederci.

Grazie a te, Francesco.

Bene, cari amici di Visione TV, grazie per aver seguito questo nostro importante approfondimento. Come sempre, vi chiedo in conclusione un aiuto per la nostra realtà editoriale, che si regge solo grazie al vostro libero sostegno. Chi fra di voi apprezza il nostro lavoro, può sostenerci donando i numeri che la regia manda ora in sovraimpressione. Potete abbonarvi sul nostro sito www.visiontv.it, su visioneeditore.it. A breve una sorpresa clamorosa, non vi anticipo nulla, ma sono certo che ognuno di voi sarà orgoglioso di fare parte di questa grande comunità di Visione TV, perché sarà davvero una novità che farà molto rumore. Nel frattempo, vi consiglio, se non l'avete ancora fatto, di acquistare gli ultimi nostri lavori. Eccolo qui: "Globalisti Assassini" e "Sotto il Complotto". Niente. A breve uscirà anche il nuovo numero di settembre della nostra rivista. Per quelli che hanno passione politica, per quelli che credono che l'informazione, la cultura, serva anche per tentare di modificare i rapporti di forza, ecco, a tutti voi chiedo una mano per la mia candidatura alla carica di Presidente della Regione Liguria, una regione molto importante. Sarò lì sabato 15, sabato 14 e domenica 15. A breve pubblicherò il calendario. Chi volesse venire con noi, darci una mano anche per completare la raccolta firme, può chiamare il numero di Silvia Stefani, che è la nostra coordinatrice ligure, può chiamarla a nome mio al numero che adesso vedete in sovraimpressione. Grazie a tutti voi, una buona giornata.

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