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Ciao a tutti, sono Andrea Tosatto e ci stiamo occupando dell'omicidio di Garlasco. Mi raccomando, ricordatevi di iscrivervi al canale, di cliccare sulla campanellina per ricevere tutte le notifiche, di mettere like ai miei video, di darmi il super like se pensate che me lo meriti, di darmi hyp e per di comprare i miei libri.
Caro ministro Nordio, questo video è per lei che non ama le attese, per lei che vuole soluzioni rapide, azioni veloci, lei che dopo un po' si scoraggia e dice: "Ma arrendiamoci, lasciamo che le cose vadano come devono andare e affidiamo il tutto agli storici". Ebbene, caro ministro, io vorrei darle una mano nel mio piccolo per fare qualcosa di concreto, in modo da accelerare i tempi e permettere alla giustizia di diventare più agile, più snella, più veloce.
Cominciamo con il liberare un innocente con tante scuse alla famiglia. Vede ministro Nordio, Alberto Stasi è assolutamente innocente. Mi segua in questo ragionamento e vedrà che poi ci troveremo assolutamente d'accordo nell'andare a Bollate, aprire la gabbia di Alberto Stasi e proprio chiedergli scusa nel nome delle istituzioni.
Vede Alberto Stasi è accusato di aver ucciso Chiara Poggi e il suo omicidio si pone in una finestra temporale di 23 minuti, dalle 9:12 del 13 agosto 2007 alle 9:36 del 13 agosto 2007. Alle 9:12, infatti, Chiara Poggi spense l'antifurto di casa e alle 9:36 Alberto Stasi era comodamente seduto in poltrona davanti al suo computer. Questi 23 minuti non comprendono il viaggio di andata di Alberto Stasi, ma comprendono il viaggio di ritorno di Alberto per tornare a casa. In bicicletta servono 7 minuti da casa di Chiara Poggi a casa di Alberto Stasi e quindi da questi 23 minuti dobbiamo togliere 7 minuti. Restano 16 minuti.
In questi 16 minuti Alberto Stasi avrebbe dovuto fare quello che dicono che Alberto Stasi abbia fatto, cioè farsi aprire la porta, entrare in casa, uccidere Chiara Poggi, trascinarla giù dalle scale e poi secondo una prima ricostruzione anche lavarsi le mani, lavare accuratamente il lavandino, smontare, rimontare, pulire internamente ed esternamente un sifone. Adesso la nuova narrazione sembra escludere che lui si sia lavato le mani, quindi decade anche l'indizio della ditata sul portasone perché a questo punto diventa del tutto irrilevante e qualcuno dice che Alberto Stasi sarebbe lavato, ma avrebbe usato i telimari che comunque avrebbe recuperato in casa impiegando minuti ulteriori. Ma vede, io non voglio nemmeno contestare il fatto che 16 minuti sarebbero stati oggettivamente un tempo troppo corto per riuscire a fare tutto questo.
Andiamo proprio oltre perché oggi io, caro ministro, questa cosa qua la voglio proprio schiantare perché è una vergogna nazionale. Vede Alberto Stasi dicono che sia arrivato in bicicletta. Su che base si dice che Alberto Stasi abbia raggiunto la casa di Chiara Poggi in bicicletta? Sulla base della testimonianza della signora Bermani che vide una bicicletta nera parcheggiata davanti a Casa Poggi, proprio in quella fascia temporale. Peccato però che ci sia un rapporto di un pubblico ufficiale dell'esercito italiano dei carabinieri, il maresciallo Marchetto che riporta nero su bianco come la bicicletta vista dalla signora Bermani non corrisponda in nessun modo con nessuna bicicletta posseduta personalmente da Alberto Stasi, ma nemmeno dei suoi familiari. E quindi ne evinciamo che Alberto Stasi in realtà non sarebbe arrivato a casa Poggi in bicicletta, a meno che lei, caro ministro Nordio, non si voglia prendere la responsabilità di dire che il rapporto di un pubblico ufficiale dei Carabinieri sia un falso.
Vede il maresciallo Marchetto fu condannato per falsa testimonianza, ma la sua falsa testimonianza non riguardava la bicicletta, riguardava il fatto che lui dichiarò di essere presente nella stanza dove la signora Bermani rilasciò la sua deposizione, mentre in realtà acquisì il verbale sulla sua scrivania, dopo che la persona che aveva ascoltato la signora Bermani lo depositò sulla scrivania stessa. Allora, se Alberto Stasi non è arrivato in quella casa in bicicletta, come c'è arrivato? Lei potrebbe dire "È arrivato in macchina". Purtroppo no, perché c'è un vicino di Alberto Stasi che vide la macchina e che testimoniò che la macchina di Alberto Stasi non si mosse da casa Stasi per tutta la mattina. Rimane soltanto l'opzione a piedi.
Lei, caro ministro Nordio, lo sa che da via Carducci, dove sorge la casa di Alberto Stasi a via Pascoli, a Garlasco, dove sorge la casa di Chiara Poggi a piedi servono 22 minuti. E allora se noi alla finestra temporale di 23 minuti togliamo i 22 minuti per raggiungere casa di Chiara Poggi a piedi da casa di Alberto Stasi, che cosa se ne vince, caro ministro? Che Alberto Stasi aveva soltanto un minuto per farsi aprire la porta, per entrare, per uccidere Chiara in tre riprese, per trascinare il corpo giù dalle scale, per trovare i telimare e per uscire nuovamente da casa.
Capisce bene che questa cosa è impossibile continuare a far dormire in cella. Un ragazzo messo in galera sulla base del nulla, un ragazzo che ha un alibi di ferro che lo esclude a priori dalla scena del crimine. È una vergogna che grida vendetta, è qualcosa che spaventa tutti, perché questo potrebbe succedere a qualunque persona si trovasse nel posto sbagliato, nel momento sbagliato, con persone sbagliate. E allora, caro ministro, se lei veramente ha a cuore la giustizia italiana, anche considerando il fatto che la paghiamo noi, io le raccomando caldamente di liberare seduta stante. Adesso è già troppo tardi, guardi, avrebbe dovuto farlo ieri Alberto Stasi. Lei dovrebbe prendere la sua auto blu, andare a Bollate, chiedere che venga aperta la cella e lasciare libero seduta stante Alberto Stasi perché semplicemente non può aver commesso il fatto.
Ciao, mi presento, sono cappellata, guardia di Giarlasco dalla fame incontrastata. Prima capitano, ora colonnello, faccio le porcate per salire di livello. Io che l'italiano non l'ho mai studiato. Per fare carriera occulto corpi di reato. Ma che mi frega, ma che mi importa? Se ha un innocente poi la vita gli va storta. Tengo famiglia, c'ho da campare e faccio quello che mi dicono di fare.