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Oggi parliamo di alimentazione e tumori e come possiamo fare per prevenire questo gruppo di patologie che rappresentano la seconda causa di mortalità precoce dopo le malattie cardiovascolari. Ehm, la prima domanda a cui vorrei rispondere di Joe che dice che chi conosce bene la disciplina sa proprio che non si può parlare di tumori e alimentazione, non esiste una causa diretta, non sono radiazioni ionizzanti. Ricordiamo che alimentazione, sport e meditazione, ovvero gestione dello stress, possono prevenirli per un massimo del 27%.
Allora, innanzitutto prevenire un terzo dei tumori, che in realtà questo è quello che dice il World Councel Research Fund, American Institute for Cancer Research, che ha fatto una revisione esaustiva di tutti quanti gli studi mai condotti che hanno analizzato la relazione fra stile di vita e rischio di tumore. Ebbene, le conclusioni sono state che un terzo di tutti i tumori può essere prevenuto semplicemente con scelte piuttosto semplici che riguardano l'alimentazione, un movimento che non vuol dire andare in palestra, ma semplicemente almeno muoversi quei 150 minuti a settimana e di attività fisica che può essere semplicemente camminare a passo svelto e moderare il consumo di alcol e il peso corporeo. Con queste poche poche ma importanti strategie potremmo prevenire un terzo di tumori. Astenendoci dal fumo potremmo prevenire un altro terzo di tumori. Quindi già 2/3 di tutti i tumori possono essere prevenuti da noi, dalle nostre scelte. Beh, direi che non è fatto qualcosa eh da sorvolare. Penso che è un dato, anzi, straordinario che dovremmo divulgare molto di più.
Per quello che riguarda che non esiste poi una causa diretta che non sono radiazioni ionizzanti, anche su questo avrei parecchio da dire perché in realtà, come Bruce Hames ha perfettamente dimostrato, alcuni deficit di nutrienti possono determinare delle rotture cromosomiche tanto quanto le radiazioni ionizzanti e anzi è stato proprio uno un suo ricercatore che stava compiendo degli studi sulle radiazioni ionizzanti e sugli effetti sulle cellule del sangue che ha notato in maniera assolutamente fortuita che le cellule cellule del sangue di alcuni topini improvvisamente erano pieni di rotture cromosomiche, che è un tipo di danno al DNA molto pericoloso perché non può essere riparato se non attraverso, diciamo, la morte cellulare perché tutti e due i filamenti di DNA vengono rotti e si sono accorti che per errore la ditta che riforniva il multivitaminico da dare ai topi non aveva inserito l'acido folico e quindi per loro era straordinario vedere che la mancanza di una vitamina potesse indurre dei danni a livello del DNA pari a quelli delle radiazioni ionizzanti, per cui hanno provato a verificare se questo potesse essere vero anche per gli esseri umani.
Quindi hanno preso dei campioni di sangue di persone eh qualunque hanno visto, per esempio, che nel campione di sangue di un giovane ragazzo era pieno eh di rotture cromosomiche e lo hanno chiamato, hanno fatto una breve anamnesi alimentare, hanno visto che questo ragazzo non mangiava affatto frutta e verdura, mangiava un'alimentazione ricca di cibi ultraprocessati e lo hanno chiamato, gli hanno fatto un dosaggio nel sangue, i livelli di acido folico erano molto bassi, gli hanno dato l'acido folico, gli hanno chiesto chiesto se preferiva prendere cambiare alimentazione o prendere l'acido folico. Lui ha detto "No, preferisco una pasticca". Gli hanno ridato l'acido folico e le cellule del sangue che vengono continuamente rigenerati ai globuli rossi ogni 3 mesi, dopo 3 mesi di supplementazione non avevano più rotture cromosomiche.
Allora, questo studio è incredibile perché quello che Ames ha scoperto e da allora Bruce Hes per testare la cancerogenicità di diverse sostanze, un ricercatore molto famoso e da quando ha fatto questa scoperta ha virato completamente i suoi interessi verso la nutrizione. Perché capire che bastava il deficit di una sola vitamina per poter creare direttamente un danno al DNA era qualcosa che apriva delle porte incredibili. E in realtà, come è successo a tanti ricercatori nel momento in cui si sono iniziati ad occupare di alimentazione, nessuno si è più lo ha più considerato poi dal punto di vista scientifico, nonostante abbia continuato a pubblicare un sacco di articoli molto ben pubblicati, per esempio Supnas, che è un'ottima rivista, però diciamo ha perso un po' il suo credito, il suo appil sul mondo scientifico perché in qualche modo spesso e volentieri sembra che se si parla di nutrizione, insomma, le cose non sono poi così interessanti. sicuramente non per la per l'industria farmaceutica che non può investire poi nella produzione di farmaci, ma eh se voi pensate a quanti ragazzi eh consumano una dieta praticamente priva di frutta e verdura e vi posso garantire sono tanti perché io li vedo ed è piuttosto frequente trovare giovani che non fanno alcun consumo di frutta e verdura, poi non dobbiamo stupirci se all'età di 30 anni 40 anni le persone sviluppano tumori. E sono danni che si sono accumulati per decenni a causa di deficit di micronutrienti fondamentali per il funzionamento di enzimi preposti, ad esempio, non soltanto alla sintesi del DNA, ma anche al suo riparo.
E quindi c'è davvero tanto da dire su alimentazione e tumori a partire dalla necessità di non creare dei deficit di importanti micronutrienti. non è soltanto l'acido folico che deve essere presente nelle giuste concentrazioni, ma ad esempio la vitamina D è fondamentale per la prevenzione dei tumori. Tutti gli studi mai condotti sull'argomento hanno un covamente univocamente verificato che laddove ci sono più elevati i livelli di vitamina D nel sangue, il rischio di tumori, di ben 22 tipi diversi di tumore, praticamente parliamo di quasi tutti i tumori tranne quelli della acute non melanomi, è fortemente ridotto. Esiste un gradiente nord sud in tutto il mondo di incidenza di tumore. E dove c'è più sole ci sono meno tumori. Questo vale anche per l'Italia. Nell'Italia nel Nord ci sono più tumori rispetto all'Italia, al centro Italia che ha più tumori rispetto al Sud Italia. Ehm, e questo è stato verificato, dipende dal sole, perché non è soltanto la presenza eh di sole che eh correla con eh più bassi livelli di tumore, ma anche la presenza di vitamina D nel sangue.
Sono cominciati a uscire i primi studi che dimostrano che fare la chemioterapia insieme all'assunzione di vitamina D migliora la risposta alla chemioterapia e la sopravvivenza e e questo non ci deve stupire perché in realtà la vitamina D è coinvolta in tutti i meccanismi che ci proteggono dai tumori. e regola la crescita cellulare, inibisce la la proliferazione, induce la poptosi, che è un tipo di morte cellulare che protegge le cellule perché e ci protegge dai tumori, perché se la cellula comincia ad accumulare mutazioni e non muore per noi potrebbe essere un problema invece la morte di queste cellule mutate è protettiva e quindi la vitamina D regola la ptosi, inibisce la formazione di metastasi, inibisce la formazione di nuovi vasi sanguigni. Ed È interessante notare che più il tumore diventa aggressivo, più perde il recettore per la vitamina D e quindi la capacità di rispondere a questi stimoli negativi sulla crescita cellulare e sulla produzione di metastasi da parte della vitamina D. Quindi è molto importante usare la vitamina D subito, usarla nella prevenzione. Dobbiamo fare sempre i dosaggi nel sangue, verificare che non ci siano deficit. Il massimo della prevenzione si può ottenere con livelli di vitamina D nel sangue intorno ai 40-50 N m.
E come raggiungerli? Allora, si possono raggiungere eh in estate prendendo il sole senza crema nelle ore sol nelle ore calde, perché quella è la radiazione che aumenta la pressione di vitamina D e ovviamente con moderazione importante non scottarsi e gradualmente esporsi e permettendo che si produca quella eh quello schermo eh dato dalla melanina e che è in grado di proteggerci poi dagli effetti dannosi delle radiazioni solari. E durante l'inverno dobbiamo integrare l'integrazione l'abbiamo già detta, ve la ripeto, non mi chiedete le marche perché non ve le dico. L'alimentazione e la l'integrazione vitamina D per le donne potrebbe essere di circa 3.000 unite al giorno, per gli uomini anche di 2000 unite al giorno nei mesi autunnali, invernali e primaverili, almeno dell'inizio della primavera. La vitamina D agisce non da sola, ma ha bisogno di diversi cofattori e la vitamina K2 è un cofattore importante per il metabolismo del calcio, quindi la vitamina D è molto coinvolta nel metabolismo del calcio. Ricordiamo che il calcio non è soltanto quello presente nelle ossa, ma il calcio è anche un importante mediatore intracellulare di tanti vie di segnale e quindi la K2 ha un ruolo eh coadiuvante alla vitamina D, ma sempre poco nominata in realtà è anche la vitamina A che ehm diciamo corregola insieme alla vitamina D l'espressione di un'ampia parte del genoma umano e soprattutto anche molto importante per il corretto funzionamento del sistema immunitario. Un sistema immunitario che è in grado di riconoscere nostre cellule tumorali e di eliminarle ci proteggerà dallo sviluppo di tumori. un sistema immunitario indebolito, indebolito da una cattiva alimentazione che è priva di alcuni ingredienti importantissimi del sistema immunitario, come per esempio la vitamina A, la vitamina D, lo zinco, il complesso B senza i quali la vitamenio senza i quali gli enzimi non possono riparare le i danni al DNA, senza i quali il sistema immunitario non può montare una buona risposta per uccidere le cellule tumorali. Eh, quindi tutto questo è fondamentale per una prevenzione dei tumori e ehm altri eh ma ricordiamo soltanto anche che la prevenzione dei tumori non si attua soltanto eh con l'alimentazione, ma anche con un'importante gestione dello stress.
Lo stress cosa fa? Paralizza il sistema immunitario, quindi non lo rende più abile nell'eliminare queste cellule tumorali. Ehm, non è soltanto questo, perché poi lo stress crea vasocostrizione, l'adrenalina eh cronicamente prodotta induce vasocostrizione e questo fa sì che ehm non arrivi sufficiente ossigeno alle cellule e se le cellule non ricevono ossigeno devono cambiare metabolismo e passare da un metabolismo dipendente dall'ossigeno a un metabolismo in assenza di ossigeno. Le cellule che sviluppano questa glicolisi anaerobia sono le cellule tumorali, cioè si sa che le cellule tumorali per il workk effect ehm sono ehm diciamo non utilizzano ossigeno, sebbene ci sia ossigeno, ma in realtà ce n'è un pochino di meno e non è soltanto il deficit di ossigeno da stress cronico, ma anche il deficit di ossigeno da disfunzione mitocondriale, quindi presenza di insulinoresistenza. Un'altra delle gravi piaghe del nostro tempo che favorisce lo sviluppo dei tumori è proprio questo insulino resistenza perché eh non riesce a penetrare sufficiente glucosio all'interno delle cellule, quindi ehm il glucosio viene trasformato attraverso altre vie, non viene utilizzato nei mitocondri, ma viene utilizzato eh nel citosol e quindi da quella glicolisi anaerobia che è tipica delle cellule tumorali.
Quindi, per ricapitolare, mh io non vi sto a dire non mangiate questo alimento, non mangiate questo altro elemento perché penso che informazioni di questo genere ne avete sentite tantissime e direi che più importante di quello che mangiamo è quanto mangiamo e soprattutto quando lo mangiamo. Abbiamo detto tante volte che è importante ridistribuire le calorie nella prima parte della giornata in modo tale da poter lasciare spazio al corpo di fare il riparo alla rigenerazione di notte. Ma potete bene immaginare come un'alimentazione che per anni è carente di micronutrienti fondamentali per il funzionamento del sistema immunitario e il riparo del DNA. un'alimentazione che per anni abusa delle nostre capacità riparative, che crea stress ossidativo infiammatorio perché è sbilanciata in qualità, in quantità e nelle modalità, quindi quando noi mangiamo più la sera rispetto al giorno. La presenza di uno stress cronico che spesso e volentieri oggi la maggior parte delle persone ha, ehm la presenza di tanti contaminanti nell'ambiente. Ecco, tutto questo ci può far ben capire come i tumori oggi siano così prevalenti.
Allora, quindi da dove partire e correggere l'alimentazione, ehm, occuparsi di time restricted feeding, cioè questo è soprattutto vero per chi fa la terapia eh una terapia antitumorale, fondamentale saltare la cena e consentire al corpo di poter riparare la notte anche i danni della chemioterapia. Ehm, fare attività fisica. Esistono delle linee guida a livello mondiale che dicono che nessun paziente oncologico in terapia e per la prevenzione vale la stessa cosa, può permettersi di stare senza fare un minimo di 150 minuti a settimana di attività fisica aerobica e due tre sessioni a settimana di attività fisica di resistenza. Cosa significa? Che il minimo che dobbiamo fare quando abbiamo un tumore o quando lo vogliamo prevenire sono 3 ore a settimana di attività fisica piuttosto moderata. più se ne fa più eh meglio è. E importante la eh gestione eh dei livelli di ormoni del dello stress, non soltanto il cortisolo, ma l'adrenalina e le pillole di natura di cui abbiamo parlato in altri podcast, quindi camminare nel verde, due tre eh pillole di 30 minuti nel verde o nella natura tre volte a settimana bassano i livelli di cortisolo e di adrenalina e tutto quello che porta calore al nostro sistema. eh quando è possibile fare sauna e bagno turchi, ma anche un semplice bagno. Eh oramai è anche facile costruirsi una saguna a ragg infrarossi eh da soli a casa, basta comprare le lampade a raggi infrarossi. Ehm, è fantastico, porta calore. Eh, vasodilatazione vuol dire ehm portare ossigeno e l'ossigeno è quello che regola poi la crescita cellulare, consente anche l'arrivo di cellule del sistema immunitario eh a fare il loro dovere in giro per il corpo e quindi mangiare bene, mangiare poco la sera, gestire lo stress, portare calore al nostro sistema con i bagni caldi o con saune fatte anche in casa con i raggi infrarossi. attività fisica giornaliera e se dobbiamo fare delle analisi del sangue, come qualcuno di voi mi ha chiesto, consiglio a tutti di dosare eh quando siete in terapia o se volete fare prevenzione dei tumori, la vitamina D e eventualmente ottimizzare i suoi livelli e la PCR ultrasensibile perché l'infiammazione è una delle vie con cui i tumori si sviluppano, crescono e danno metastasi, quindi la PCR è ultra sensibile. Dobbiamo ambire a valori intorno allo zero. Dobbiamo dosare l'IGF1 che è un fattore di crescita ehm il cui i cui livelli variano con l'età. Esistono dei modi molto semplici per con cui abbassare l'IGF1. Uno dei modi più semplici per abbassare l'IGF1 è fare la dieta digiuno m descritta da Longo. Se volete nel mio libro io ho preso i lo schema di Longo e lo abbiamo trasformato in cibo per chi non ha voglia o soldi per comprare il kit. eh la dieta mima digiuno, che sono 5 giorni di un'alimentazione che mima il digiuno fatta il primo giorno a 1000 calorie, gli altri 4 giorni a 750 calorie, ottiene l'effetto di abbassare l'IGF1, abbassare l'infiammazione, abbassare una serie di eh parametri di grassi nel sangue per fare anche prevenzione cardiovascolare. E insieme all'F1 è importante anche dosare l'insulina. Dobbiamo cercare di evitare l'insulinoresistenza e laddove i livelli di insulina siano più elevati del desiderato, cioè più elevati di 6 e un'insulina basale, anche se i livelli normali vengono descritti fino a 22 23, noi sappiamo che in realtà sia insulinosensibili fino a che abbiamo livelli di sei. In presenza insulinoresistenza non fa fatica a entrare soltanto il glucosio, fa fatica a entrare la eh carnitina. la vitamina C, le vitamine del gruppo B. Quindi le cellule stentano non soltanto a produrre energia, e questa è la ragione per cui ingramo, ma stentano anche a ehm funzionare bene, a detossificare, a riparare e e quindi a mantenersi in salute.
Per oggi questo è tutto, ci vediamo prossimamente con un nuovo podcast, con un argomento che vi proporrò fra qualche giorno. Un saluto a tutti e a presto.