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Il Sistema Muscolare - Apparato Locomotore - Il Corpo Umano

La Biologia per tutti12:35

Transcription

Buongiorno a tutti. Oggi andremo a parlare dell'apparato locomotore. Parlare dell'apparato locomotore. Iniziamo questa serie di lezioni sull'anatomia umana. Sull'anatomia umana, dopo aver già affrontato i tessuti, e partiamo quindi con questa parte riguardante apparati e sistemi, iniziando appunto dal locomotore.

Innanzitutto, serve un sistema di sostegno, e cioè serve una struttura che faccia sì che l'organismo, che si deve muovere, possa innanzitutto reggere la forza di gravità. Di conseguenza, però, deve anche reggere gli urti e tutto quello che concerne l'attrito; tutto quello che concerne l'attività motoria. L'attività motoria, quindi, ha bisogno sì di uno scheletro rigido. Rigido, se no che poi questo scheletro rigido pesa, e allora bisogno anche di un sistema, in questo caso noi lo chiamiamo muscolare, che vada a muovere queste ossa rigide e pesanti. E allora ecco che l'apparato locomotore è l'insieme di due apparati, e cioè noi chiamiamo apparato locomotore, in realtà, l'insieme di due apparati. Apparati. Ricordatevi che il termine sistema o apparato è sinonimo. Il primo è quello scheletrico e il secondo è quello muscolare.

E allora passiamo finalmente all'apparato muscolare. All'apparato muscolare, perché finalmente? Perché, secondo me, è un argomento anche molto interessante, soprattutto, va bene, io sono uno sportivo, ma credo che chiunque faccia comunque un briciolo di sport, non sia interessato al benessere del proprio fisico, debba avere consapevolezza dei propri muscoli, del proprio apparato muscolare. Ecco qua, vedete in linea di massima la maggior parte dei muscoli superficiali. Perché superficiali? Perché poi più andiamo in profondità, cioè se noi togliessimo il primo strato di muscoli, sotto questi muscoli ne abbiamo ancora altri. Vi faccio vedere, ad esempio, guardate quel pettorale, vedrete che c'è un buco dentro il pettorale. Questo disegno mi fa vedere come, sotto il pettorale, quello che noi vediamo, possiamo toccare, possiamo toccare, sotto c'è un altro muscolo che si chiama piccolo pettorale, che noi non vediamo, noi neanche siamo abituati a percepirlo, ma c'è un altro muscolo che serve a innalzare le costole. Così come anche gli addominali; sotto gli addominali ci sono altri muscoli, così come sotto i dorsali ce ne sono altri, eccetera eccetera. Ma quello che mi interessa sono questi muscoli. Quindi, ci sono i muscoli cranio-facciali, il deltoide e il muscolo della spalla. Quindi, quando volete allenare la spalla, dovete allenare questo che si chiama deltoide. Poi c'è il gran pettorale, che sicuramente lo conoscete. Poi c'è il bicipite, quello del braccio, che per essere più precisi si chiama bicipite brachiale, proprio perché brachiale sta ad indicare l'aggettivo che riguarda il braccio, perché nella gamba ne abbiamo un altro, e ora lo vedremo. Poi ci sono i muscoli dell'avambraccio, gli addominali, che in realtà vengono chiamati il retto dell'addome, se vogliamo essere precisi, e poi nella gamba, nella porzione davanti, abbiamo questo muscolo molto importante, fatto da quattro capi, che si chiama appunto quadricipite. Sulla schiena invece abbiamo il trapezio, quello che ci fa muovere il collo. Ricordiamoci: il collo ha tantissimi muscoli, e però il trapezio è quello posteriore più grosso. Vedete che arriva fino in centro alla schiena. Poi abbiamo il gran dorsale, sempre qua, ancora più centrale. Abbiamo il tricipite, il tricipite, il muscolo posteriore del braccio. Poi abbiamo invece nelle gambe il grande gluteo. Gluteo si chiama grande gluteo perché sotto di lui poi ci sarà il medio gluteo, il piccolo gluteo. Abbiamo sulle gambe il bicipite femorale, per quello primo lo chiamavamo brachiale, perché sulle gambe esiste il bicipite femorale, perché si aggancia al femore. E poi i polpacci, noi chiamiamo sempre così polpacci, in realtà si chiamano gastrocnemio o gemelli del polpaccio. Polpaccio perché vedete che sono doppi: due di qua, due di qua.

Allora, l'apparato muscolare che noi andiamo a trattare, ricordiamoci bene, trattiamo solo i muscoli volontari, quindi quelli costituiti dal tessuto muscolare scheletrico striato. Quello che stiamo andando a trattare, cioè l'apparato, l'apparato muscolare è quello volontario, fatto da tessuto muscolare scheletrico striato. Questo perché sono gli unici muscoli che possiamo andare a studiare in maniera completa, perché gli altri muscoli, a parte che non ci interessano tanto perché non possiamo, come, andare nel movimento, in più non vanno ad agganciarsi alle ossa, quindi non sono propriamente locomotori, cioè non ci fanno muovere nell'ambiente. I muscoli che stanno intorno agli organi, cioè i muscoli lisci, sono muscoli involontari. Però noi in questo momento stiamo andando a vedere la locomozione, quindi i muscoli che ci fanno muovere, a passeggiare, a spingere, a correre; tutti questi muscoli sono volontari, quindi tessuto muscolare scheletrico striato, e si muovono grazie alla contrazione. Una contrazione avviene, questa è una slide che vi lascio tranquillamente leggere, io intanto ci parlo sopra, così da renderli un po' più fluido il discorso. La contrazione avviene grazie allo scorrimento di fasci proteici, di due proteine chiamate actina e miosina, che scorrono una sopra l'altra. Quindi lo scorrimento rispettivo di actina e miosina va a far contrarre il muscolo. E vi faccio vedere come è fatto un muscolo. Un muscolo è costituito da fasci muscolari, che a loro volta sono costituiti da fibre muscolari, che a loro volta sono costituite da quelle che noi chiamiamo miofibrille, cioè cellule fatte da più nuclei. Vedete che ci sono tanti nuclei, in questo caso sono tre, ed ecco che dentro queste cellule, multinucleate, molto lunghe tra l'altro, perché è un insieme di cellule che si sono unite a formare un lungo tubo, troviamo l'unità funzionale contrattile del muscolo, che viene chiamato, vedete qua in rosso, sarcomero. Il sarcomero è un insieme di fibre di actina e miosina, vedete sono queste strisce, e ogni zona del sarcomero è delimitata da questa linea che viene chiamata linea Z. Quindi c'è un sarcomero che va da linea Z a linea Z. Più sarcomeri vanno a formare la cellula muscolare. In ogni sarcomero ci sono, ci sono filamenti di actina e miosina sovrapposti, vedete qua in basso, è molto bello questo disegno, va a rappresentare molto bene quello che c'è. Quindi filamenti di actina e miosina sovrapposti, che possono scorrere l'uno sull'altro, andando a far accorciare quindi il sarcomero, cioè avvicinare le linee Z. Ecco che se lo fanno in concomitanza tutti i sarcomeri della fibra muscolare, ecco che il muscolo si accorcia. E i muscoli lavorano in maniera antagonista. Ci vengono chiamati appunto muscoli antagonisti. Cosa vuol dire questo? Qua vedete un esempio, è molto molto classico. L'antagonismo vuol dire essere nemico, vuol dire che mentre uno lavora l'altro si estende, cioè mentre uno è contratto l'altro sta esteso, mentre uno lavora l'altro sta rilassato. E cioè se noi pieghiamo la gamba indietro, andando a flettere il polpaccio verso la gamba, avremo contratto il bicipite femorale, ma avremo rilassato il quadricipite. Al contrario, cioè noi distendiamo la gamba, contrarremo il quadricipite e distenderemo il bicipite femorale. Altro esempio invece molto più semplice, secondo me, a capire, perché lo possiamo fare subito col braccio mentre stiamo ascoltando questo video. Se noi flettiamo l'avambraccio, vedete che il bicipite si ingrossa, però mentre il bicipite s'ingrossa, in maniera antagonista il tricipite si rilassa, guardate come è esteso. Al contrario, se noi distendiamo il braccio, quindi andiamo a far forza col braccio disteso, noteremo il tricipite che invece è contratto. Infatti più volte, mentre il bicipite in questo caso sarà esteso. Quindi se noi distendiamo totalmente il braccio, stiamo estendendo il bicipite. Questa cosa è ovviamente utilissimo sia per quando si fanno gli sforzi e sempre quando si fa stretching, perché se io voglio stirare il bicipite devo allungare il braccio; se voglio stirare invece il tricipite devo andare a piegare il braccio.

E poi dobbiamo soffermarci su due cose molto interessanti che si prendono sempre poco in considerazione, e sono i tendini e legamenti. Legamenti. I tendini sono la congiunzione, ve l'ho scritta qua sottolineata in blu, sono la congiunzione tra muscoli e ossa. Qua lo vediamo molto bene: questo è il tendine di Achille, questo il piede e questo il calcagno, cioè il tallone. Il tendine di Achille va a collegare, vedete questo è il muscolo del polpaccio, del polpaccio, il muscolo piano piano si trasforma in tendine, vedete, certo c'è una, una sfumatura da muscolo a tendine, e il tendine va ad agganciare l'osso. Ecco, tutti i muscoli che abbiamo visto, guardate anche prima: bicipiti, tricipiti, vedete nella loro parte finale, iniziale, vanno a collegare le ossa tramite questa zona bianca. Ecco, questo è il tendine. C'è una zona finale del muscolo, iniziale, che evolve dal muscolo stesso, ma non è più tessuto muscolare, a questo punto è tessuto fibroso connettivo, ed è molto resistente. In pratica è come se fosse una corda che lega il muscolo all'osso. Grazie ai tendini noi possiamo muovere le ossa, perché se il tendine non ci fosse, il muscolo si contrae, ma le ossa non si muovono. Quindi noi il braccio non lo tiriamo su. Che cos'è invece un legamento? Un legamento invece è il collegamento tra le ossa. Quindi noi abbiamo sì collegamenti tra muscoli e ossa, ma poi anche le ossa tra di loro, e poi vedete il ginocchio: le ossa tra di loro sono legate da dei legamenti, che sono sempre tessuti di connettivo fibroso, quindi come se fossero delle corde che però, in questo caso, in questo caso legano osso e osso. Quindi muscolo e osso tendine; osso e osso legamento. Qua vediamo i legamenti del crociato interni al ginocchio, che sono quelli che i calciatori si rompono più facilmente. E infatti qua vediamo i traumi dell'apparato muscolare. Io questa cosa ve l'ho messa principalmente per darvi un inizio di comprensione di un argomento che può essere molto interessante, che è quello del danno muscolare. Muscolare. Ecco che, come primo effetto di uno sforzo troppo elevato, quali avevano un calciatore, perché giustamente i corridori, calciatori, sforzano molto le gambe, però in tutti gli sport si arriva a veri e propri campi. Quando voi avete i crampi vuol dire che il vostro muscolo vi sta dicendo: "Ehi, fermati, non andare oltre". Se si va oltre, dopo che si hanno i crampi, si rischia uno stiramento muscolare. Uno stiramento muscolare vuol dire che alcune fibre, che abbiamo visto prima, che stanno dentro il muscolo, si rompono. Allora, finché rimane uno stiramento, queste fibre che si rompono vuol dire che non si rompe del tutto il muscolo. Se però noi dopo uno stiramento muscolare esageriamo ancora, continuiamo a fare sport e fare sforzo, lo stiramento si può trasformare in uno strappo. Uno strappo, come vedete qua nell'immagine in basso, è un vero e proprio strappo del muscolo, con la perdita di sangue. Ecco, uno strappo muscolare è molto più grave, perché lì si rischia di perdere la funzionalità del muscolo, per il semplice fatto che si formerà poi successivamente una cicatrice. Formandosi una cicatrice vuol dire che il muscolo lì è interrotto, cioè non c'è più tessuto muscolare, ma c'è tessuto cicatriziale connettivo che non fa più la contrazione, e quindi voi avete un muscolo meno forte. Detto questo, vi lascio con questo schema che va a riassumere l'apparato locomotore, dividendo l'appunto nei due sistemi che noi abbiamo già studiato, e quindi il sistema scheletrico e quello muscolare. Vi lascio in conclusione con questa lezione con un augurio di un buono studio, e continueremo con gli apparati nella prossima lezione. Buona giornata.