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Il futuro della SEO e del marketing digitale [Giorgio Taverniti]

Raffaele Gaito1:02:30

Transcription

A un certo punto, quando c'è stata la questione dei cookie e del banner, il cookie banner, se tu clicchi nell'advertising non puoi essere tracciato, quindi i sistemi di analytics non possono dirti se quella persona poi ha comprato o no. Ha fatto la modellazione con l'AI, cioè ha fatto le stime.

Mh. Ok? Quindi c'è una quota parte delle cose vere e una quota parte che è stimata. Dice ha fatto 10 acquisti, otto in un certo modo e due stimati. Questo può essere interessante. Probabilmente andremo nella direzione della stima, ma non sarà così facile perché chi può fare davvero un tracciamento di questo tipo ad oggi è solo Google perché ha Chrome, ok?

Perché ha il sistema Android, avendo diciamo quello sotto il il browser, il sistema operativo e te lo puoi permettere.

Sì, sì. E ti voglio dire di più, hanno i dati, li sanno, li analizzano e non ce li danno.

Noi abbiamo pensato che il marketing puro di un tempo fosse una cavolata, che ora c'era il digital marketing. Abbiamo fatto questo errore anche inconscio magari, no, di tutta questa novità ventate, una roba pioneristica. Ab detto, beh, spazza tutto il mondo di prima e quindi nell'applicare poi le cose ce ne siamo fregati delle basi, ce ne siamo proprio fregati. oggi che stiamo incominciando ad avere meno dati, che sta cambiando il mondo, che parliamo di digital PR [risate] e ti rendi conto? Stiamo tornando indietro, stiamo tornando indietro a riscoprire le basi di una materia super affascinante e stiamo facendo quel tipo di percorso, però non si capisce dove finisce il traffico agentico ancora. Secondo me finisce nella parte human perché la gente non si identifica per bene come agente, ok?

È un browser e in effetti l'utente si identifica, quindi simula tutti gli effetti uman secondo me sì, non ne sono sicuro però perché nelle non c'è scritto. Quindi ad oggi il traffico dei bot è mondiale, il 33%.

Mm un terzo. Un terzo. Quando arriva un agente, cosa arriva? arriva il browser, arriva Atlas, arriva Comet, arriva Chrome, quanto è la percentuale? E quindi i sistemi di analitica si devono evolvere, gli agenti obbligatoriamente per legge si devono identificare perché se noi non facciamo un passaggio legale ci fregheranno le grandi aziende. Noi non abbiamo i dati, non sappiamo. Dobbiamo arrivare al punto che qualcuno impone che quando si fa una richiesta a un sito ci si identifica.

Cioè se sei umano lo devi dire', se sei un EAI lo devi dire.

Sì, sì. Che poi tu ce l'hai di default. nel tuo browser lo scegli tu un altro tipo di discorso, ma tu ti devi identificare e soprattutto devi dichiarare lo scopo.

Giorgio Taverniti, cofondatore di Search on Media Group e del VMF, uno dei massimi esperti in Italia di SEO e digital marketing. Sei stato tra i primi a pubblicare anche un libro sul tema della SEO in Italia nel 2010, a fondare una delle community più grandi, diciamo, più note su questo tema, quindi non solo SEO, ma Webaster, digital marketing e così via. Eh, 20 anni ho scritto, passati a sperimentare, folgare, formare e divulgare. Prima dicevo fuorionda, io ci sono cresciuto sul tuo forum, quindi me lo ricordo. E la cosa bella è che ogni volta che parlo con te faccio un po' un viaggio nel tempo perché c'hai un po' questa capacità di ragionare qualche mese davanti agli altri, no? Proprio in termini di visione, di stimoli e così via. Quindi mi ricordo che tutti quanti parlavano di keyword, tu già parlavi di ecosistema, no? Provavi a stimolare e e stessa cosa succedendo con con l'IA, no? cercare di guardare a cosa sta succedendo dopo ed è un po' quello che vorrei fare in questa chiacchierata oggi al podcast. Quindi è un piacere averti qui e ti do il benvenuto a What's Next.

Grazie mille, Raffa, grazie mille. È un piacere e anche un onore essere qua.

Eh, noi ci siamo visti poco tempo fa, relativamente poco tempo fa, perché sei stata la, diciamo, la presentazione ufficiale del del mio libro a Milano, eh, e mi ricordo che a un certo punto, diciamo, è emerso questo tema del fatto che la rivoluzione che stiamo vivendo non è solo tecnologica, ma è culturale, economica, politica, sociale, eccetera eccetera. un cambiamento che impatta su tutto, da come da come studieranno i nostri figli, eh a come lavoreremo nelle aziende e così via. Ehm, eh questo aspetto qua, questo fatto che la rivoluzione non è solo tecnologica, ma è trasversale, credo che sia una delle cose più sottovlate, è una delle cose di cui si parla meno. Quindi vorrei partire da questo. Qual è lo scenario che tu vedi ehm davanti a noi, parlando proprio in maniera trasversale di questa di questa rivoluzione? Eh, e e sempre dire 2 anni, 3 anni, 5 anni, diciamo, nei prossimi nei prossimi mesi, nella prossima manciata di mesi.

Eh, quali sono gli stimoli che ti stanno arrivando, le le lampadine che si stanno accendendo, le domande che si stanno formando nella tua testa? È unao scenario abbastanza eh buio. Io sto iniziando a dire una frase perché perché inizi a mettere un po' i pallini, tutti le cose insieme. Poi dici una volta si diceva alla luce di tutto ciò, io guardo dico al buio di tutto ciò perché [risate] incominciamo ad avere sempre meno informazioni su quello che che accade e siccome è una rivoluzione in corso e siccome non sappiamo che cosa ci capiterà a noi come esseri umani è davvero una questione molto più grande di quella che ancora non abbiamo focalizzato. Da un lato abbiamo le big tech che danno sempre meno dati su quello che sta succedendo. di Google, per esempio, prima di ogni, visto che è quella che ha più dati di tutti, che ne dà meno di tutti, è una cosa incredibile e e quindi non sappiamo quello che succede. Ma la cosa più, diciamo, al buio di tutti è quello che faremo noi, perché sempre eh abbiamo, se guardiamo un po' alle generazioni che arrivano, le generazioni è un po' come se fanno il contrario per contrasto a quello che succede. Cioè, noi siamo andati in contrasto con i nostri genitori, i nostri genitori sono andati in contrasto con i loro nonni e accade sempre. Vediamo questa ondata, per esempio, di della nuova generazione che rifiuta lo smartphone. C'è una c'è una una quota che >> rifiuteranno le AI >> perché è è un tema è un tema, no? E e quindi è uno scenario totalmente al buio che secondo me non si capisce bene dove andremo. E l'altra questione molto secondo me importante è che siamo davvero tanti come come persone. Ora ho iniziato a leggere degli articoli che si parla di una diminuzione della popolazione mondiale nei prossimi 30 anni, che è una tematica. Non so eh diciamo come andrà, però la questione è che siamo tanti e più siamo più è difficile far veicolare le informazioni perché comunque oggi l'accesso alle informazioni è molto mediato. Certo, un tempo era mediato da pochi soggetti, oggi abbiamo delle mediazioni che sono mediate dagli algoritmi. Se ci pensi aprire LinkedIn è una scelta o no? Eh, però è un algoritmo che decide quello che tu vedi, tu puoi intervenire, però quante persone poi effettivamente intervengono sui contenuti? Quindi siamo in una fase davvero di confusione, c'è proprio tanta confusione, non si capisce bene quello che quello che succede. Quindi non ho uno scenario molto chiaro se non da un punto di vista nostro che l'AI ci ha aperto totalmente le possibilità nella fase di ricerca. Nel campo dove sono più preparato ho una visione un po' più chiara nel in quello nello scenario appena lo larghi che ce l'ho avuta sempre chiara in passato. Oggi è uno scenario molto confuso perché davvero lei ha una rivoluzione molto più grande di quella che noi stiamo immaginando nella ricerca. Per me è molto chiaro.

E qual è questa visione che hai nella ricerca?

È questa. Te te la racconto perché la sto focalizzando mano che andiamo avanti. E io l'ho focalizzata con un numero, ok?

Sì, che che è fondamentale. Non è il 42. [risate]

Hai visto che stavo per dirlo? Lo stai per dire? C'avevo la faccia da 42. No, è il 15. Poi ti dico perché. A un certo punto della storia di Google, eh parliamo probabilmente di 20 anni fa, Google ha deciso che il numero da comunicare sempre nei processi, in tutte le cose che fa, è il 15% delle ricerche che sono sempre nuove. È una è uno storytelling. Prima il numero era 2023, poi a un certo punto circa 20 anni fa ho detto 15% sempre. Ovviamente in 20 anni non può essere quello. Che cos'è? È il numero di ricerche che non sono mai state fatte prima dall'umanità. Cioè oggi >> Google dice il 15% di ricerche è nuovo. E questo perché l'ha fatto? perché ha cercato di difendersi dai suoi algoritmi che sbagliano, che dice "Eh, noi non è che abbiamo veramente il controllo." Però c'è un altro dato che sto cercando di far passare. Se è vero che il 15% di ricerca è sempre nuovo, Google ci sta dicendo che l'umanità per l'85% cerca sempre uguale, perché è sconvolgente questa cosa, è molto più sconvolgente questa cosa qui. E allora dice "Cavolo, ma è tanto l'85%". La verità è che Google ha creato un ecosistema dove ci ha ingabbiato nella ricerca. Non ci ha facilitato. Sì, ci ha facilitato alcune tipologie, ma ci ha ingabbiato il suggest di Google iBox, sono tutte delle autostrade, delle corsie per incanalare il traffico verso due componenti molto importanti. L'advertising, perché più le persone cercano allo stesso modo, più è facile fornire la pubblicità e poi gli algoritmi. Non devono riprocessare sempre le cose perché conoscono già quello che chiediamo. E questo è lo scenario fino ad oggi, almeno a livello di comunicazione, poi da qualche anno è cambiata. Lo scenario che sta arrivando non solo ribalta la faccenda, ma distrugge completamente il numero di ricerche che abbiamo fatto prima uguali, perché non ce ne sarà più una. Cioè la vera questione del perché sono nate poi le gallerie di Prompt e gli agenti che fanno le cose che stanno cercando di incanalare il mondo verso comunque delle cose che possono decodificare. È proprio questo perché non avendo il controllo su quello che cerchiamo diventa molto complesso fornire la pubblicità e dare la risposta corretta.

Mh.

Quindi lo scenario che stiamo per vivere è uno scenario non solo personalizzato, perché noi dicevo, vabbè, c'è la l'iperpersonalizzazione dei risultati di ricerca degli agenti eccetera eccetera, ma sarà uno scenario totalmente di ricerche completamente nuove che oggi chiamiamo anche prompt. Su questo c'è proprio anche una questione proprio linguistica nell'utilizzo, no, delle varie parole. Però la questione è questa, stiamo per vivere, stiamo già vivendo in una fase in cui noi cerchiamo cose sempre in modo diverso. Ognuno se tu chiudi 100 persone in una stanza, se siamo Milano a registrare, trovate il ristorante stasera per voi con c GPT, con quello che volete, sono 100 prom diversi

e pensa tu il marketing che si è orientato per anni alle keyword, sul concetto di keyword, che è un concetto che rimane sotto tanti punti di vista perché il nostro cervello per keyword comunque ci ragionerà. Anche nel promptionano per keyword, anche quando creiamo il prompt, però c'è bisogno a un certo punto di andare con le keyword a ripescare le cose. Infatti i sistemi DIII funzionano così, le il famoso query fanout, le grounding queries, perché a un certo punto quando tu fai un prompt i sistemi hanno bisogno Esatto. sotto il cofano hanno bisogno di andare a trovare la risposta specifica per crearla, la pagina specifica o il contenuto specifico. E questa cosa qui hanno provato a fare con gli embedings, ma non gli funziona benissimo. Quindi stanno cercando di capire, ma la qui rimane si rimarrà come tipologia di ricerca, ma probabilmente noi non capiremo bene se quello che stiamo facendo è un prompt è un acquiri, come non capiremo bene se stiamo usando un motore di ricerca classico o motore di ricerca con lei. A breve queste cose spariranno, rester saranno molto più sfumati come concetti.

Sì, non non ci sarà più. E quindi la la vera sfida sarà quella. Su cosa baseremo i piani di marketing quando il dato non è più reale rispetto a quello che l'utente >> cerca. Lo baseremo sulle esigenze, cioè torneremo al passato. Mi mi aggancio a questo perché in una recente newsletter tua hai scritto questa frase che mi sono appuntato la SEO cadrà per ultima. [risate] Eh, a me mi è capitato in diverse chiacchierate. Eh, per esempio, eh, abbiamo fatto una bella con Luisa Carrada e dedicata al copywriting, vedetevela se non la vedatela, molto bella, in generale con diversi professionisti dove abbiamo parlato un po' di come il loro mondo eh sta cambiando eh a causa o grazie all'intelligenza artificiale e anche la SEO è impattata inevitabilmente in modo incredibile dall'intelligenza artificiale. Quindi cosa intendevi con la SEO cadra per ultima? La frase completa era: "Prima ci saranno migliaia di lampi e il tono sarà la pietra tombale su molte altre cose". Eh, cosa intendevi? Soprattutto perché cadra per ultima, considerando questa riflessione che facevi eh del del passo in avanti che stiamo facendo, che però è un tornare indietro.

Sì, il senso è questo. Ehm, si si parla da quando è arrivata l'AI, da quando è arrivata l'i generico, però da quando c'ha GPT ha messo l'uso la la luce sull'EI generativa, che secondo me quella è per noi l'anno zero. Poi è ovvio che non è l'anno zero per chi ci lavora, però per l'umanità, esatto. Sarà l'anno zero. Si è incominciato a parlare di tante professioni che moriranno, che non ci saranno più. E tra queste c'era anche la SEO. eh tra i chi fa digital marketing. Ecco, la questione era proprio questa. Io eh in quel momento lì, subito, nei primissimi mesi, ho incominciato a dire una serie di cose un po' controcorrenti rispetto a quello che sta succedendo. Primo, che mai nella storia una tecnologia ci ha fatto lavorare di meno, che è una roba falsa, che noi lavoreremo sempre di più, è una cosa che sostengo da quando è uscito c GPT. E poi la questione dei lavori, perché i lavori i i primi a cadere sono stati i siti di riassunti, i primi a cadere in America che che sono hanno chiuso sono stati i primi i siti di riassunti. Allora, se tu guardi cosa sta accadendo prima, cosa è accaduto prima e li guardi in sequenza, tu lo vedi che è impossibile che cade la SEO >> come poi come acronimo se ne può parlare, però come tipologia di attività, >> come concetto proprio dici tu.

Sì, sì. Quindi è sono caduti i siti di riassunti, i siti di studio, tutta quella tipologia lì e quindi poi si dopo dei modell che abbiamo toccato i modelli di business, quindi si è cominciato a parlare delle professioni, chi scrive articoli, chi fa le traduzioni, perché in effetti su alcune cose sono una commodity, non non tutto ovviamente, anzi chi sa scrivere bene guadagnerà di più, chi sa tradurre di un certo tipo di secondo me a livello alto farà un altro tipo di lavoro. e e guadagnerà di più perché ne avremo sempre di più bisogno del controllo della parte strategica. La scrittura è un altro tipo di arte poi secondo me però la la questione principale è che noi siamo in un mondo quello di internet l'abbiamo vissuto che abbiamo creato, dico abbiamo perché lo abbiamo fatto tutti a prescindere da dalle posizioni che abbiamo avuto, però abbiamo creato con un sacco di contenuti spazzatura. Io sono stato sempre negli anni a dire quelle cose non si fanno, però mi ci metto in mezzo perché faccio parte di È come se tu scrivi su LinkedIn qualcosa e poi dici "No, ma io non c'entro niente con LinkedIn". No, tu ne fai parte, stai contribuendo io. Quindi come Allora, questi contenuti che sono stati creati eh per la SEO, per le traduzioni, per coprire, per fare un piano editoriale, per fare gli qualsiasi cosa, sono eccessivi rispetto a quello che era la necessità.

Mh

allora, quando qualcosa è eccessivo rispetto alla reale necessità, l'imprenditore che ha ordinato queste cose non va a guardare la qualità, va a guardare il prezzo e quindi sono i primi che sono stati colpiti. l'abbassamento delle richieste agli esseri umani di scrittura e di traduzioni eccetera eccetera non viene perché attendere saranno sostituiti, ma perché c'è una parte di contenuti di commodity che andava bene e e qualcuno l'ha sempre fatto. Amazon l'ha sempre fatto. Quante volte prima di CG GPT le traduzioni di Amazon ti facevano ridere dei prodotti?

Certo, erano automatiche.

Esatto. Ora è ovvio che se in alto chi decide meno ci capisce più taglia. Mh, >> questa è la questione, la SEO cadrà per ultima perché la SEO non si occupa e non si per me, per come l'ho sempre vista, non si è mai occupata di robe solo tecniche per infilare delle chiavi nella pagina. La SEO si occupa dei bisogni delle persone. Cosa vuole una persona? come glielo restituisco. Per questo la mia visione è sempre stata di ecosistema e di guardare oltre Google, infatti i social, per esempio, se oggi guardiamo quanto traffico mandano le grandi entità e su questo io ci sto scrivendo un libro con Alessio, con Alessio Pomaro, che so che era che era qui, eh, sul la visibilità si gioca sulle tre entità, motore di ricerca classico che smetteremo di chiamare così, social, AI, i tre grossi canali, poi c'è l'advertising, ma ovviamente stiamo parlando di robe più organiche. Quindi queste tre entità andranno a plasmare la visibilità organica sul futuro. Oggi possiamo vedere i dati che ci dicono la parte organica che poi non ha più senso farla così, purtroppo, perché eh non è più organico. Cioè Google, quando tu interroghi Google già da molti anni c'è l'AI sotto per capire quello che stai digitando, ma il fatto che c'è I overview puoi smettere di chiamarla in quel modo lì. Quindi, però ad oggi i dati ci dicono che il 48% del traffico lo manda la SEO classica, poi smetteremo, eh il 10% i social e sotto l'1% i sistemi di AI. Attenzione a questo dato che è falsato perché è al ribasso, è molto al ribasso perché i referral dei social C GPT ha cambiato a maggio questa cosa e i referral di dei sistemi di AI non sono sempre inseriti dentro, quindi stiamo misurando una parte di traffico dei sistemi di AI che è inferiore al reale e non si trova facilmente quel traffico poi eh nei sistemi di analitica. Cioè, GPT ha fatto un cambiamento, infatti è salito, ha fatto subito un un boom nel >> semplicemente perché adesso viene tracciato più >> Sì, viene tracciato, sta cambiando il modo con il quale fornisce le informazioni, che è un po' quello che sta tentando anche di fare Google e quindi vedremo un traffico crescente dai sistemi di poi non capiremo più da dove arriva questo traffico, perché quando clicchi su I overview non ti dice che che hai una tematica e quella è AI, quella è quella che viene chiamata a volte geo, a volte AEo, poi dipende, >> sono 1000 termini ormai, >> son 1000, io sono stanco di queste cose, [risate] però L'avrei chiamata come Ivano SEO for, cioè io mi mi sono accodato a quel tema quel termine là, ma sto usando Geo perché il mercato sta usando quello.

È quello che si capisce. Esatto. È quello che capisce.

Quello che si capisce. È quello. Alla fine resta quello che che decide il mercato è poi tu quando lo usi lo spieghi qual è la tua visione, ma tu usi quel termine. Non è che >> siamo siamo partiti a bomba. Poi l'avevo detto nella intro, tu c'hai sempre questa visione, si vede già da questa risposta che mi hai dato. Hai parlato di bisogni e quindi mi aggancio subito a questo perché sempre in quell'occasione, quando ci siamo visti alla presentazione del mio libro, ehm, hai fatto un passaggio dove dicevi il cambiamento più grande non sarà un cambiamento tecnologico, ma nelle abitudini delle >> delle persone. parlavi, per esempio, di ricerca ispirazionale, no, in quel in quella in quell'occasione, eh cioè il fatto che eh sempre di più non cerchiamo informazioni per risolvere un problema, ma a volte cerchiamo delle persone eh dalle quali farci ispirare su alcuni su alcuni temi e questo va un po' a ribaltare proprio quello che abbiamo concepito sulla ricerca online fino a fino all'altro ieri. Concretamente questa cosa che impatto ha? Eh e che impatto ha su chi dall'altro lato crea contenuti, gestisce un brand?

Velocissima interruzione solo per ringraziarti. Grazie di guardare questa intervista e anche per ricordarti di lasciare un bel like e un commento a questo video. Durante le chiacchierate. Per me è impossibile farlo, dovrei interrompere l'ospite, non mi sembra nemmeno il caso, però è importante ricordarlo esplicitamente come sto facendo adesso. A te non costa niente, sono pochissimi secondi. A me aiuta tantissimo perché così l'algoritmo di YouTube capisce che questa intervista è bella e vale la pena farla vedere ad altre persone. Quindi un click su quel pulsante like e magari un commento qui sotto dove mi dici cosa ti sta piacendo o non ti sta piacendo di questa intervista. Grazie mille e ora torniamo alla chiacchierata.

ha un impatto fortissimo, cioè ha un impatto veramente fortissimo. Ad oggi non riusciamo a misurarla questa questo impatto qua perché perché l'impatto dei social, come ti ho detto prima, il 10%. È un impatto sempre di referral, cioè di una persona che clicca e va da un'altra parte, ma ci sono tutta una serie di altre decisioni nascoste all'interno sia dell'AI che dei social che sono intracciabili. Se CG GPT ti suggerisce un brand e tu non passi dal link che ti dà C GPT, ma passi da altre parti, dove si vede quel traffico? L'influenza dei sistemi di dove si vede? L'influenza dei social che è molto sottovalutata dove si vede? Si vede in tanti posti. Perché a volte vai in un negozio e un prodotto è terminato? Perché magari qualcuno su TikTok è andato virale, quindi e però non lo vedi nel traffico quella cosa lì, >> non hai una correlazione immediata. Sì. E l'ispirazionale è uno dei dei bisogni più forti che noi abbiamo. Se io ho la mia mappa dei bisogni eccetera eccetera, però a un certo punto possiamo dividerla davvero in in tre in tre epoche grosse che sono state tutte quella della ricerca più spinta, cioè io ho bisogno di un'informazione e vado in un sistema per tirarla fuori chiamata la pool, il pool marketing. Poi c'è stato il push, quell'epoca lì, l'epoca che c'è ci sono tutte e due ora anche che è quella di ricevere la notifica ed è quella più legata all'inspirazionale, ma ricevere la notifica, il push non è inteso solo come i social e Discover, Google Discover che è un sistema basato sulle notizie, ti manda le notifiche push e la fruizione di Google Discovery non è diversa dalla fruizione di YouTube o di TikTok, è sempre uno scroll di contenuti, è la stessa cosa che eh sono contenuti ispirazionali. Ora, poi c'è l'EI che è per me il bisogno risolutivo, cioè tu hai un problema e tu stai usando l'EI per risolverlo. Tutte le altre cose che che sento in giro per me sono, cioè poi ci arrivo, però la questione è tu hai l'approccio al all'intelligenza artificiale non è ma sì, vado a trovare un'informazione, >> quello è è base come quando due persone litigano e litigano sulla superficie. Non è mai perché devi lavare i piatti. Il problema >> è qualcosa che c'è sotto. >> È qualcosa che esatto quello che c'è sotto nei sistemi di AI perché li usiamo non è la questione di tirar solo fuori l'informazione, è risolvere qualcosa. E questi tre sistemi, l'ispirazionale è quello più forte. Perché è quello più forte? Perché è quello meno propenso ad essere eh rivoluzionato da qualcos'altro.

Mh.

Cioè che intendi >> che se tu sei su YouTube è difficile che YouTube possa fare qualcosa per spostare radicalmente quel bisogno.

Ok? Cioè tu sei la persona è su YouTube ed è per un motivo intrattenersi in quel momento là. Entra su YouTube non lo puoi spostare, è difficile. Mentre se tu sei su un motore di ricerca e cerchi un'informazione fino a questo momento, il tuo cervello è sempre stato progettato, ti sei progettato tu il cervello, non qualcun altro, per sapere che nel motore di ricerca tu hai delle informazioni e hai delle URL e quindi tu devi sapere e discernere tra l'informazione vera o no. Ma tu potevi essere spostato da quello che stavi cercando e portato da un'altra parte facilmente questa cosa qui. Quando apri TikTok nel nulla sei e nell'ulla rimani. Cioè nel senso sei in quella fase ispirazionale, sì, passi da un video all'altro, magari ti dà una suggestione e va dall'altra parte, ma tu in quella cosa lì sei. Perché le persone restano così tanto in quei sistemi? perché sono immersi nei sistemi. Quando apri invece l'AI, l'EI tu una volta che hai risolto la questione smetti di usarla. Cioè è proprio un'accensione in quel momento di un bisogno. Usufruisci della cosa, boom, finito. Questo intendo. L'ispirazionale è l'ispirazionale è un'altra roba perché può spostare davvero tanti acquisti rispetto ad altre cose, perché se esce qualcosa che davvero ti cattura un bisogno e lo stai guardando, in quel momento fai fatica a non scaricare l'emozione >> perché è legata alle emozioni. I video brevi funzionano per una dinamica di scarico delle emozioni e ed è molto pericolosa questa cosa qui, tra l'altro, perché tu stai scrollando e quando subisci un'emozione forte la cosa che devi fare è scaricarla, ma non siamo stati progettati, cioè non non ce l'abbiamo, cioè non sai come fare, non hai strumenti se non lo sai e quindi interagisci e poi scrolli, scroll, si carica e interagisci.

Sì.

Eh, ma resti là dentro perché è una droga. Quella è è l'aspetto più secondo me più forte l'ispirazionale. Infatti molti brand hanno iniziato a a produrre contenuti sui social e infatti il tema dell'AI vedrai che andrà nella direzione dei contenuti. Cioè ad oggi abbiamo questa cosa che è la Geo e o come la vogliamo chiamare. è una roba un po' tecnica, un po' di capire tutta la parte di eh algoritmi per infilarsi eccetera eccetera, ma questa è la superficie perché a breve incominceremo a parlare di digital, >> content creator, perché a un certo punto la questione è sui contenuti, ma come lo influenzo io un sistema per fargli dire che sono il brand migliore? Ma secondo te, ma lo posso influenzare con i linkettini? Sì. o piuttosto lo influenza Andrea Galeazzi che fa una recensione di un certo tipo di quel prodotto. Tutti la riprendono, il meccanismo degli esseri umani dice nel suo cervello quel brand è tutto un rispecchiare dei comportamenti umani, non la tecnologia che c'è sotto. Per questo dico, l'inspirazionale è forte. eh

mi mi aggancio a questa cosa e per condividerti una, diciamo, una sensazione che ho negli ultimi anni che poi ha impattato anche un un comportamento, diciamo, mio e col mio team, eh tu dicevi, per esempio, in un passaggio dicevi è sempre più difficile eh tracciare eh effetto, no, causa effetto, ehm guardo un video su TikTok e poi vado a comprare il band, come la traccio quella cosa e io mi sono reso conto che questa cosa è diventata sempre meno rilevante per me e io so uno che è sempre stato fissato invece per il dato. Voglio sapere questa campagna quanti acquisti ci ha fatto fare, voglio sapere il costo per acquisition precise. >> Io mi rendo conto che negli ultimi anni questa cosa nella mia graduatoria di importanza è sempre meno importante perché ragiono sempre più in ottica di eh ecosistema, come lo vogliamo chiamare, cioè usciamo fuori con una serie di cose che sono la campagna DV su Meta, la campagna DV su Google, il video eh che faccio io in organico su YouTube, il re che pubblico su Instagram, eccetera eccetera. Faccio queste cose nella stessa settimana e queste cose veicolano la vendita del libro oggi, la vendita del corso domani.

Sì.

E anche al mio team ho iniziato meno a dire sì, voglio voglio il report preciso del costo d'acquisizione per ogni canale è una cosa che sta succedendo solo a me o è una direzione inevitabile nella quale stiamo andando perché un po' è meno tracciabile, un po' è tutto più fluido?

Sì, secondo me andremo in questa direzione alcune realtà perché ovviamente si può fare in altre realtà dove c'è un management un po' più old style si farà fatica a uscire dai modelli di attribuzione di queste cose perché eh per molti ovviamente il loro lavoro è molto legato agli obiettivi, a quello che portano, a quanto investono e quindi hanno sempre a qualcun altro a cui giustificare. tu stai facendo una scelta perché tu la devi giustificare a te stesso e quindi siccome sei una persona intelligente hai capito che sarebbe uno spreco di tempo tracciare tutto oggi in modo molto minuzioso per andare ad avere dei dati che

old school proio in modo

Sì, esatto. E quindi è più un comportamento umano. Ti dico una cosa sui tracciamenti perché secondo me a un certo punto dovremmo arrivarci e Google ha fatto una cosa con G4 che secondo me ci può dare uno spunto. A un certo punto, quando c'è stata la questione dei cookie e del banner, del cookie banner, se tu clicchi nell'advertising non puoi essere tracciato, quindi i sistemi di analytics non possono dirti se quella persona poi ha comprato o no. Ha fatto la modellazione con l'AI, cioè ha fatto le stime.

Mh

Ok, quindi c'è una quota parte delle cose vere e una quota parte che è stimata. Dice, ha fatto 10 acquisti, otto in un certo modo e due stimati. Questo può essere interessante. Probabilmente andremo nella direzione della stima, ma non sarà così facile perché chi può fare davvero un tracciamento di questo tipo ad oggi è solo Google perché ha Chrome, ok?

Perché ha il sistema Android, avendo diciamo quello sotto il il browser, il sistema operativo ec te lo puoi permettere.

Sì, sì. E ti voglio dire di più, hanno i dati, li sanno, li analizzano e non ce li danno.

Mh.

E qualcuno prima o poi glielo dirà. Ma io mi pongo proprio il il quesito a monte, lo so che è quasi, diciamo, è un po' provocatoria come domanda, però mi pongo proprio il mesità a Conte. Si, si ha ancora senso, capito? Ossessionarsi sulla sul sulla tracciabilità. Cioè, nel senso, eh, come dicevo prima, io adesso ragiono in ottica di pacchetto di azioni, >> quindi esce un nuovo prodotto, un corso, un libro e così via, so che facciamo questa serie di azioni spalmate su questa serie di settimane e poi regoliamo quelle azioni guardando nel complesso come stanno andando le vendite, come stanno andando che ne so, recensioni, altre cose che che tracciamo e così via. Ehm, quindi mi pongo proprio la domanda a monta, capito? proprio concettuale di dire

certo,

ma può essere che a un certo punto scompare proprio questa necessità della dell'avere, come dicevi tu, l'attribuzione old school, eh il rapporto causa effetto preciso, l'Excel con questo è il costo d'acquisizione per canale.

Sì. Allora, secondo me ha poco senso, eh a livello a livello micro, a livello alto ne avremo ne avremo bisogno. Sai perché? Perché ehm al di là delle delle questioni umane qua sotto, del sapere, non sapere, eccetera eccetera, il la grossa biforcazione di questo tipo di discorso, perché tu te lo puoi permettere perché c'hai anche un brand di un certo tipo.

Certo.

Ok. E quindi la grossa biforcazione che c'è nella modalità analitica di pensare delle è chi gestisce un brand grosso o forte, >> non c'è bisogno di essere grossi, >> e chi no, perché più il tuo brand incomincia ad acquisire forza, più tu puoi spostare questo discorso nel pacchetto di azioni e ragionare di più sulla parte di awareness.

Mh.

E allora lì incomincia a ragionare in un altro modo che è quello che giustamente state state facendo. Non ne hai bisogno, infatti.

E allora là il tema è quanto stai investendo nel costruire il tuo brand, >> nel rafforzare il tuo brand. Esatto. Lì infatti le risposte che i i grossi player possono dare sono poche. Ci sono. Anche qui le dà Google, ma sui brand molto molto grandi con la parte di YouTube e tutta la parte advertising video che esploderà nei prossimi anni con la questione della search brand lift che sono due metriche che utilizzano molto quando investi in pubblicità molto vicina al mondo i video e che ti misura quella roba lì. lì incomincia ad avere senso. Sono pochi dati. Infatti la questione è che lì sono pochi dati, poche metriche, ma puntuali, m

non miliardi.

Sì, sì, sì.

E quello diventa interessante perché lì entri nella psicologia, lì non entri nella eh io ho quei soldi quanto mi è tornato perché non c'è nell'awareness il ritorno economico. Cioè, ma io voglio costruire un bel brand, ho investito X, quanto è aumentata la percezione del mio brand? quello incominci a diventare buono. Tu te la faresti la domanda, secondo me, se i sistemi, invece che darti questa tipologia di informazioni, che ovviamente non te la possono dare, ti dicono "Sai che il tuo brand è cresciuto molto, molto di più su Facebook per la campagna che hai fatto e poco su Google".

M

tu saresti molto interessato a sapere come fare ad aumentare la tua brenda awareness?

Ha voglia, cioè per l'approccio che sto avendo negli ultimi mesi, assolutamente sì. Anzi, ti dico che in un'altra intervista, non dico il nome perché non è ancora uscita la puntata, quindi non ve lo spoilero, però diciamo una un'altra persona, diciamo, che che che sul marketing è forte mi diceva, mi confessava, "Raffi, sono andata a a prendermi i libri di marketing degli anni 50, degli anni 60", così e io gli dicevo, "Sto facendo la stessa cosa pure io, cioè andare a prendere dei libri che erano libri proprio di quasi psicologia umana, semplifico [schiarire la voce] tanto, perché lui mi diceva so tornato a quelle basi proprio di awareness, di brand Ti dico un'altra cosa che farà male.

Sì, [risate] vai, facciamoci del male.

Perché l'ho fatta l'ho detta in un'altra in mi hanno fatto questa domanda in un'altra intervista e ed è questa: noi che siamo cresciuti con internet siamo stati molto presuntui.

Molto. S me rendo conto dopo se

ma ovviamente ed è così è per questo che perdono tutte le persone che parlano di geo a caso, perché perché noi abbiamo pensato che il marketing puro di un tempo fosse una cavolata, che ora c'era il digital marketing. Abbiamo fatto questo errore anche inconscio magari, no, di tutta questa novità ventate, una roba pioneristica. Ab detto beh, spazza tutto il mondo di prima e quindi nell'applicare poi le cose ce ne siamo fregati delle basi, ce ne siamo proprio fregati. Oggi che stiamo incominciando ad avere meno dati, che sta cambiando il mondo, che >> parliamo di digital PR, [risate] e ti rendi conto? Stiamo tornando indietro. Stiamo tornando indietro a riscoprire le basi di una materia super affascinante e stiamo facendo quel tipo di percorso. Ovviamente eh è giusto che sia così ed è tutto molto bello e e va bene. La questione è eh capire che anche il marketing ha fatto la stessa cosa.

Mh,

cioè anche il marketing è stato impacchettato per essere poi eh venduto e ha eh fatto il peccato di presunzione di dimenticarsi da cosa è nato, perché il marketing non nasce, perché qualcuno ha pensato ora faccio questa cosa che funziona meglio il marketing è nato da una domanda, è nato da perché quella cosa sta funzionando >> mh >> e quell'altra no. Non nasce da qualcuno che ha capito che facendo qualcosa di diverso funzionava meglio qualcosa. È nato perché qualcuno ha osservato. Il marketing nasce dall'osservazione di quello che già funziona e e questo ti fa ancora più tornare alle basi della faccenda, ai bisogni e alle esigenze. Per adesso faremo non un passo indietro, quanti [risate] passi indietro che faremo.

Schizzeranno le vendite su Amazon dei libri di marketing degli anni 50 60 e così via. Ehm, eh voglio farti una domanda della quale ho discusso ehm anche già in un'altra intervista ehm del fatto che adesso iniziamo a ragionare su quanto il nostro sito web è ottimizzato per un agente. Sì.

Ehm, un po' perché, diciamo, con eh alcuni simulano con i loro browser oppure con computer use, no? simulano una navigazione, il mouse, ehm, il click, la tastiera e così via, un po' perché si sta sperimentando Google con il protocollo web MCP eh e così via. Ehm, e ho sempre più questa impressione, quindi, di eh entità diverse che arrivano su uno stesso luogo, quindi l'essere umano a terra sul sito, il motore di ricerca a terra sul sito, la gente ai a terra sul sito. Eh, questo come va a cambiare? Chi progetta quei siti, chi ci deve mettere dei contenuti dentro quei siti, no? Siamo passati da facciamo i siti per gli umani, facciamo i siti per i motori di ricerca, mo che dobbiamo fare? I siti per >> per per gli agenti, cioè come si mantiene questo equilibrio?

Sì. Eh, tra l'altro questa questa cosa qui è io faccio lezione in azienda, faccio lezione nella nostra accademia ed è un anno e mezzo che faccio lezione su questa cosa perché eh ho incominciato a dire questa cosa, la soa è morta magari, cioè ma magari, >> cioè te lo auguravi? Sì, mi auguro che qualcosa muoia perché è tutto un accumulo di cose in più che le persone fanno >> il nostro lavoro >> e in questi 20 anni, io ne ho fatti un po' di più di 20, tante cose si dicevano che sarebbero morte, invece le stiamo facendo tutte, cioè e questa cosa è incredibile. La questione che hai centrato è una questione innanzitutto anche legata alla posso chiamarla forse geopolitica di internet perché perché ad oggi non abbiamo i dati. Ad oggi ci siamo resi conto che esistono tre entità, prima due ci siamo resi conto le persone e abbiamo incominciato a dire "Beh, i siti vanno fatti per le persone, i contenuti vanno scritti per le persone, che è quello che ho sempre detto anche io". C'era quest'altra entità, i bot >> mh >> prima di CGPT e del mondo agentico, i bot che abbiamo ignorato. Perché li abbiamo ignorati? Perché comunque è una roba SEO, cioè il bot lo ci puoi parlare col bot con le istruzioni specifiche, Robot XT, insomma queste cose qua. Quindi abbiamo due realtà che arrivano sul nostro sito, persone e bot. e tu dici tu i contenuti non li devi scrivere per Google, tu i contenuti li scrivi per le persone e siamo tutti d'accordo su siamo sempre stati tutti d'accordo su questa cosa. Eh, poi certo qualcuno aveva delle più delle tecniche, va bene, quando arrivi al mondo agentico però e tu hai persone, bot e agenti. Allora, i dati di Cloudfare di oggi, al di là di quando pubblicherai le interviste, si può andare a guardare, c'è il radar con ci dicono che il traffico Cloudf divide il traffico per ora solo in due entità, bot e persone human lo chiamo, >> quindi umani e non umani che atterrano sui siti. Ok.

Sì, però non si capisce dove finisce il traffico agentico ancora. Secondo me finisce nella parte human perché la gente non si identifica per bene come agente, >> ok?

È un browser e in effetti l'utente si identifica >> quindi simula tutti gli effetti. >> Sì, secondo me sì. Non ne sono sicuro però perché nelle non c'è scritto. Quindi ad oggi il traffico dei bot è mondiale il 33%.

Mm. Un terzo.

Un terzo. E la questione che io pongo sempre va bene è un 33%. Nella tua analitica quel 33%

C'è o non c'è? Perché in alcune analitiche c'è. E se c'è? Mi stai dicendo che stai vendendo i banner sul tuo sito al 33% di B. [risate] Ok.

Eh sì. E perché Google cosa fa con la Search Console? Quanto quota delle impression delle ricerche su Google sono fatte da bot? Sono identificate? Non possiamo dire che non lo sono perché abbiamo visto nelle Search Console fare su e giù le impression di molto e da un giorno all'altro, quindi c'è un qualcosa. E allora ci sono gli agenti. Allora la domanda piccolissima è: ma possiamo scrivere i testi per gli agenti? Lo stesso contenuto? Come facciamo? Perché col bot tu hai le istruzioni, non hai bisogno di dargli un testo diverso, ma con la gente hai bisogno di dargli un testo diverso.

Dipende, dipende. In effetti alcune cose le facciamo già per l'AI. Per esempio, quando tu hai un articolo che si posiziona eh in prima posizione o in seconda posizione nella ricerca classica di Google, ma non sei presente in AI overview, per essere presente nei overview con tutte le robe tecniche che ci sono, c'è una roba di testo che però va fatta, cioè devi scrivere il testo in modo che sia rilevante contestualmente per l'algoritmo. Per fare quella cosa lo può fare solo un altro algoritmo perché non sai il punteggio quanto è alto o basso. Quindi già quella che pubblichi sul tuo sito non può essere un testo per gli esseri umani, ma è un testo per i bot di AI, ma per gli agenti.

Quando arriva la gente sul sito cosa fa? Ed è una domanda molto grande ed è purtroppo anche una risposta che noi non abbiamo perché non ci sono dati comportamentali, ma soprattutto, e questo è un altro aspetto molto importante, noi siamo sempre in fase di sperimentazione. L'alba delle AI è ancora alba, non è arrivata la mattina e non arriverà così vicina alla mattina perché la questione e io lo faccio con l'esempio delle foto di Miazaki che è uno dei casi più clamorosi. Quanto tempo le abbiamo usate le foto di Miazaki? Quel tempo lì l'abbiamo sperimentata, l'abbiamo lasciata e stiamo sperimentando costantemente, sia noi sia le persone che le progettano, come le usiamo. Non siamo arrivati ad una situazione stabile.

Gli agenti, hai tu hai la possibilità di ottimizzare i tuoi contenuti, di fornire i contenuti per gli agenti in varie modalità. O lo lasci così libero e ci fai l'HTML fatto bene, l'HTML usi tutti i tag perfetti eccetera eccetera e la gente gli arriva sul sito non trova istruzioni e incomincia a imparare a fare le cose e le deve rifare oppure usi i vari protocolli tra cui Web MSP per fornirgli. Ci sono altri che hanno provato altre strade. Cloudflare ha provato il Markdown e a servire i contenuti Markdown e sembrava una un'intuizione geniale ad un primo impatto. Dopo un po' di mesi quelli che hanno ideato la cosa, qualcun altro ha cominciato a dire "Sì, eh il Markdown è ottimo perché tu identifichi la gente innanzitutto che gli dici se sei un agente lo vuoi il Markdown e lo usa." Però il problema è che il Markdown è talmente tanto asciutto che si perdeva un sacco di cose, quindi non ha funzionato benissimo questa cosa e quindi diventerà molto importante per noi capire quando si stabilizzerà la cosa.

Prima cosa, quali sono gli agenti più usati, perché io vorrei che finisse la storia che ottimizziamo per qualsiasi cosa. Non è possibile. A un certo punto non è umanamente possibile. Non è umanamente possibile, ma è possibile che arriva qualcuno a dirti "Senti, devi ottimizzare per Internet Explorer perché ancora lo usano." Ma no, non è la stessa cosa con gli agenti perché sta diventando troppo complesso. Quando arriva un agente AI cosa arriva? Arriva il browser, arriva Atlas, arriva Comet, arriva Chrome. Quanto è la percentuale? E quindi i sistemi di analitica si devono evolvere. Gli agenti obbligatoriamente per legge si devono identificare perché se noi non facciamo un passaggio legale ci fregheranno le grandi aziende. Noi non abbiamo i dati, non sappiamo. Dobbiamo arrivare al punto che qualcuno impone che quando si fa una richiesta a un sito ci si identifica.

Cioè se sei umano lo devi dire, se sei un AI lo devi dire. Sì, sì. Che poi tu ce l'hai di default nel tuo browser, lo scegli tu è un altro tipo di discorso, ma tu ti devi identificare e soprattutto devi dichiarare lo scopo. Quelli di Google hanno fatto i furbi perché il Google Bot ed è la questione, perché ti dico che è geopolitica la questione, perché quelli di Google hanno preso Google Bot e hanno detto "Ma noi ci facciamo il training con Google Bot." Eh sì, grazie al cavolo, però io che faccio l'indicizzazione non metterò mai nel robots.txt blocca Google Bot, blocco, c'ha GPT. Tutti i furbi hanno pensato, beh, blocchiamo i sistemi e ho bloccato solo JGBT, capito? Quindi io che devo fare questa cosa, devo avere i dati in identificazione, i dati di comportamento, la parte di ottimizzazione, devo avere ovviamente poi i comportamenti per decidere come tratto questa cosa, perché il grosso per una parte di siti internet, e-commerce, sarà come cambiano le leve di comunicazione, cioè il prezzo, come cambia la comunicazione del prezzo ad un agente AI che non gli interessa niente se metti 70,01 e se gli interessa qual è il più economico. Certo. Come cambia questa parte qua, come cambia il prezzo esposto da su sul sito internet e il prezzo è una delle delle cose più importanti tra le 4P. Il prezzo è è una delle più importanti, quindi non è il Messi Middle, che oggi si parla tanto dei comportamenti d'acquisto, uno di questi è il Messi Middle, ma ce ne sono tanti altri. Il Messi Middle AI. Cosa succede quando il sito viene intercettato da un agente che deve scegliere se il tuo prodotto può finire nella parte di valutazione degli altri prodotti, perché il Messi Middle, almeno si divide tra i prodotti che prima cerchi di valutare e poi effettivamente quelli che valuti. Come fai a entrare da? Cioè è un mondo molto complesso, quindi secondo me la questione veramente rilevante è proprio geopolitica. Cioè incominciare a dire perché geopolitica? Perché Google fa in un modo, DeepMind ne fa in un altro. Ci stiamo creando dei mondi come è sempre stata internet, ma si sta troppo di più frammentando, per noi è molto più complesso.

E guarda, Giorgio, tu con questa cosa che dicevi stimoli un una mia riflessione barra paura che ho negli ultimi tempi di un collasso totale di parte di questo ecosistema. Cioè quando io ragiono e dico e anche tu lo accennavi, no? Dicevi, "Eh, ma a parte di quelle impression, sono dei bot, però qualcuno le sta pagando e le sta pagando come se fosse umana e quindi è chiaro che qualcuno a un certo punto si romperà e dirà "Ah, sì" e allora adesso non ti do più una lira. Cioè, se tu mi stai fregando ti compro 100 e solo 60 sono umane perché devo pagare quelle altre 40. Ma questo sta succedendo in vari ambiti. Quello delle impression è quello più facile da capire, più pop. Io spesso mi chiedo eh, ma a un certo punto quindi collassa il sistema? Cioè, nel senso, sistema è una parola super ampia, però può collassare, per esempio, il modello con il quale concepiamo oggi l'advertising, eh, proprio alcuni pezzettini, alcuni mattoncini dell'economia digitale che abbiamo costruito, io le vedo non più valide, cioè che non si possono reggere più, cioè io non mi comprerei più la pubblicità se questa percentuale inizia a diventare insostenibile, supera magari il 50%. No, mi c'ho scritto una newsletter proprio da questo titolo, "Il collasso di internet" su questa sul non proprio su questa cosa, però sì, anche sulla questa tematica, perché noi siamo stati bravissimi, cioè possiamo dirlo, siamo stati dei grandi fuffaroli tutti perché perché all'inizio di internet la lo slogan più forte di tutti quelli che facevamo digital marketing era "Io ti traccio ogni centesimo che investi." Certo, certo. Sì, sì. È stato è stata la grande illusione di tutti noi. Che grande illusione. E capito perché quelli dell'offline ce l'hanno? Perché Perché tra l'altro tra l'altro quelli dell'offline hanno dati più veri dei nostri. Cioè la questione è che i dati dell'offline sono certificati da un ente. A noi chi ci certifica? Una big tech che ti dice quando vai che devi investire di più.

Allora, il modello economico che sul quale si è sostenuto tutta questa parte qua, perché poi c'è una c'è una grande parte del modello economico che è la brand protection, sulla quale Google ha sta è in causa ha perso una causa perché loro hanno speculato e stanno ancora speculando sulla brand protection, cioè sul fatto che io faccio pubblicità su Google quando cerco il tuo nome. E per tutelarti è un casino fare questa cosa qui, se ti vuoi tutelare è difficile farlo. Pochi riescono a farlo e ci sono delle mail interne nel processo son pubbliche dove il capo, tra l'altro il capo della ricerca è la stessa persona che fa il capo di Ads, cosa che avevano sempre detto che non facevano. C'è un po' di conflitti di interesse. Triplo conflitto di interesse che manda un'email al capo di Google Chrome. Eh, me lo ricordo. Tutti e tre c'hanno le stock option che dove gli dice "Senti, questa funzionalità che dalla barra di ricerca cerchi una parola e vai direttamente sul sito. Non è che ci piace tanto. Vuoi fare un po' i rollback che vanno ancora su Google perché? Perché c'è la brand protection."

Allora, il modello economico sul quale oggi si è basata finora si è basato tutto crollerà, ma crollerà per un motivo, non solo per queste cose qua, crolla perché il valore immesso nei che noi abbiamo immesso su internet non ha non ne ha più. Cioè, pensa ai giornali che è l'esempio più più classico. Noi abbiamo costruito un modello che non funziona più perché dovremmo fare un modello diverso più vicino allo sharing dove ognuno c'ha una quota su quello che fai. Perché oggi la maggior parte di chi produce contenuti, a parte chi riesce a fare in modo come per esempio il tuo esempio, no? Come tu diventi il media, tu diventi il brand e hai questa possibilità, anche se poi non hai la possibilità molto di spostarti dai canali perché eh il web aperto, tutta quella roba lì non è arrivata perché Rimango schiavo delle piattaforme. Rimani Esatto. Non puoi dire che una cosa che volevano che qualcuno aveva iniziato a poter dire se hai iscritti di YouTube li puoi portare da un'altra parte se Ciao. Ciao. Assolutamente no. Non lo non lo puoi fare. Quel modello lì è un modello in cui tu immetti un contenuto e hai un ritorno, ma è ehm ovviamente spinto dalle piattaforme, ma tutti gli altri i giornali non hanno più questo modello e da mo che è finito, ma è finito il il modello impressionato non so quanti anni ha che è finito, c'erano alcune realtà il Post, per esempio, che quel modello aveva capito che non era il modello giusto, è andato sugli abbonamenti che fanno molto più fatturato.

Allora, la domanda da porsi è: ma questo modello economico che abbiamo creato regge con l'uso dell'AI? Secondo me non regge, non reggerà. Questo è quello che crolla, crolla proprio il sistema economico per il quale chi produce, chi mette valore, perché sennò se diciamo produzione di contenuti diventa troppo ristretto. Chi mette valore nel sistema non ha un ritorno. Ora, a livello personale a me va bene, cioè mi spiego, eh, io eh non non per quello che per come sono fatto io, per come a me non interessa, cioè a me il il ritorno di di quello che faccio non è una mia questione. Sembra strana questa cosa, però eh è come sono sempre cresciuto con in, cioè sembra strana per chi mi conosce da poco, per chi mi conosce da tanto sa che ho fatto di tutto per condividere robe gratuite. A me non mi importa questa roba qui, però c'è un modello economico che che cioè e quindi io dico, beh, uno è un problema. Un professore della Sapienza, il professor Basile ehm Barrile che fece una una intervento da noi al alli Festival, fece un intervento bellissimo sulla sui mondi. Lui dice c'è il mondo uno, poi c'è stato il mondo due, il digital più o meno te la semplifico e il mondo 2 non ha mai riconosciuto quello che ha fatto il mondo uno, ora sta arrivando il mondo 3, dice beh, il modello economico sul quale si basano questi mondi è che un mondo consuma l'altro. Dovremmo fare il passaggio, cioè un ragazzino che gioca a videogiochi e che fa lo streaming, ma mi state dicendo che non produce valore e che chi ha il videogioco non dovrebbe riconoscere la sua divulgazione. È una cosa strana e in effetti tutte le big tech prima dell'AI hanno usato questo sistema, ma con l'AI lo stanno collassando, cioè stanno stanno prendendo il possibile. Certo che Google e OpenAI fanno di più per mandare traffico alle persone con due obiettivi diversi, quello di ChatGPT e l'obiettivo di far vedere che c'è di far vedere che è il sistema che sta portando traffico. Quello di Google è lasciare agonizzante alle persone e non farle morire perché se uccide quel mercato uccide se stesso, non può farlo. Certo, quello è un ciclo. E ma le deve capire quanto potergli dare. Cioè questa questa cosa qui è terribile, eh? Questa cosa qui è terribile.

Eh, questa puntata si potrebbe chiamare "Aveva ragione Madman", [risate] la la serie TV, la serie TV, la serie TV sul marketing anni '60. E torniamo a guardare le serie TV degli anni [risate] 60. Hai presente proprio delle delle presentazioni dei dei volantini pubblicitari? Sembrano due marketer che confessano tutte quello che è andato storto in 20 anni di digital marketing. Bellissimo, bellissimo. Cosa ci facciamo con le sigarette? Ci mettiamo il tabacco. Ma non mettiamo il tabacco. Sì, gli diciamo 100% tabacco, ma gli altri anche non importa. 100% [risate] tabacco.

Ti faccio una domanda da 1 milione di dollari a valle di tutto quello che ci siamo detti. Cosa devono fare le aziende per non ritrovarsi invisibili tra 5 anni? Cosa devono fare oggi? Anzi, che dovevano fare ieri? [risate] Eh eh dipende dalle aziende, che tipo di azienda. Ormai stiamo andando in un mondo frammentato anche in questo, cioè stiamo andando nella nella direzione che è talmente tutto frammentato che le strategie eh non sono più applicabili a tutto, cioè non lo puoi fare. Però su alcune realtà io c'ho ho le idee chiare e sono radicali, ma ma sono sono non sono assolutamente il primo che dice questa cosa qui, anzi forse sono uno degli ultimi. Se hai un buon ristorante cucina, cucina bene. A proposito di ritorno alle basi. Eh sì. A proposito perché questo perché e lo abbiamo visto con i social, io ho continuato a dirlo, che questa storia che gli algoritmi dei social intercettano cose pensate da esseri umani. L'algoritmo dei social intercetta i comportamenti, punto fine, come ci comportiamo noi. Se noi guardiamo eh cose che fanno schifo alla media delle persone, e avremo sulla home cose che fanno schifo alla media delle persone, punto. Quello fa l'algoritmo e non ha un'opinione, cioè non è che apri Instagram per la prima volta e ti trovi un sacco di ragazze svestite e perché l'algoritmo ha deciso che le ragazze svestite sono quello che attira, no, è una questione del comportamento dell'umanità. Ora, su alcune cose, lo si vede già con Google Maps, Google Maps ha cominciato a mettere l'AI per riassumere i commenti. Questa è una roba che stanno iniziando a fare tutti a Amazon, tutti. Se tu vuoi andare nei dettagli devi cliccarci. Lo fa anche Rufus con Amazon. Se tu fai una domanda ad Amazon ti dice "Cerca con Rufus o nelle recensioni o". Ma questo o o è che quando tu cerchi non è un o è un link in basso che devi poi cliccare, ti sintetizza la la l'altra volta stavo andando in un posto va a mangiare e c'era scritto nell'analisi dell'AI "Attenzione al parcheggio perché ci sono pochi posti." Cavolo, già nel riassunto. "Attenzione allo scontrino perché di solito ci sono dei dei prodotti che non hai comprato." Cavolo. Allora, la questione diventa per molti riuscire a centrare davvero quello per il quale hai aperto un'attività, perché per la quale hai aperto un'azienda e e lì torniamo davvero alle basi. Perché ci diciamo torniamo alle basi? Perché l'unica cosa da mantenere salda è quella. Se tu incominci a ragionare che fai qualcosa nella media, questa cosa sparirà. Questa cosa sparirà. Poi sì, puoi seguire le mode. È un po' come ok, vanno di moda ai ristoranti di sushi e aprono ristorante di sushi e quello è proprio legato. Ma se tu vuoi aprirti un ristorante e pensa a quello che stai che stai facendo da un punto di vista proprio della qualità che fai, io che mi vivo un po' a Bergamo e ho questa questo esempio qua perché faccio Bologna, Bergamo, Bologna, il centro di Bologna soprattutto che è rinomatissima per la cucina che in effetti se sai dove andare mangi bene. Se sai dove andare. M. Se sai dove andare perché perché il turismo ha portato tante persone e ovviamente ci sono stati tanti imprenditori che hanno detto "Apriamo solo ristorante per fare soldi" che è una tematica, non è non voglio denigrare nessuno, ma se vado a Bergamo, dove lì la questione non è "ci sono tanti turisti", ehm, quindi no, è a Bergamo sono ricchi, a Bergamo sono vogliono mangiare bene se vanno a mangiare i ristoranti, ma cavolo, vado da un ristorante non è che è buono. Riconosco la cosa autentica del posto, che è una roba pazzesca che c'è nei ristoranti anche stranieri. Se io vado a mangiare un indiano a Bergamo, porca miseria, riconosco l'autenticità. Se vado a mangiare un ristorante straniero dall'altra parte mh devo stare attento. La sola dietro l'angolo. Esatto. Allora, la questione è quella roba lì che purtroppo più ci mettiamo le parti commerciali più annacquiamo il valore per il quale facciamo le cose. Chi riesce io consiglio da da sempre da sempre da da negli ultimi mesi consiglio di studiare il marketing. Tornate a studiare marketing, fate le cose come vanno fatte, tornate a studiare le basi perché quando hai fatto le basi fatte bene il resto ha di più. Certo, questo vale per alcune tipologie di realtà. Se ti viene Amazon come cliente è diversa la la questione, però l'azienda deve pensare alle proprie basi, pensare al marketing è fondamentale oggi.

Eh, io concludo queste chiacchierate qua. What's next? con una domanda di rito. Mh. Che faccio anche a te, così puoi fai il video e le incolli tutte. [risate] Non c'ai pensato? Non l'ho fatto ancora. Potrebbe essere. Alla fine dopo che le pubblicate tutte fai il video del what next di tutte le risposte. Ehm, in questo scenario che abbiamo descritto, quindi scenario attuale e anche gli stimoli per i prossimi anni, qual è il tuo ruolo? Qual è il tuo valore? Io ho divulgazione. Io non ho dubbi su sta roba. Eh, a a 2000 inizio 2023 ho detto "Cavolo, qua l'ho detto in una conferenza pubblica, ho detto "Cavolo, ho quasi sono sui 40, mi sento nell'età giusta per poter traghettare le nuove generazioni nel futuro." Mh. Cioè mi sta arrivando nel momento giusto per fare questa cosa. Sono maturo abbastanza per riuscire a capire come discernere tutte le cose che non vanno bene e cercare di fare una buona divulgazione, una buona educazione. Questa è proprio la la mia cosa. Sono sempre ho sempre fatto divulgazione e però una cosa è farla a 20 anni, cioè cosa con l'esperienza che ho. Esatto. È anche l'impatto è anche l'impatto, non l'impatto in termini numerico, l'impatto la questione che sai che quando io poi parlo per me, ovviamente io so che quando le persone guardano i miei video l'esposto, cioè non è una questione di quanti lo guardano, è una questione di cosa fanno dopo che guardano il video. Siccome ho un target di persone che mi ascolta in un certo modo, mi ascolta perché in questo mondo confuso ha bisogno di qualcuno che parli chiaro, questo è uno dei motivi e vado dritto, io so che ho un impatto sulle azioni che fanno nel lavoro lavoro, è proprio un'altra cosa. Quindi per me è diventato proprio cruciale cercare di capire questo passaggio qui come lo prendo, non tanto come prendo l'AI. Infatti non ho fatto, cioè non ho un canale, eh, per esempio, parlo del canale che ho deciso di fare un piano editoriale per fare visualizzazioni, per esempio, no? Che è una cosa che avrei potuto fare benissimo come tipologia. E invece un'altra cosa e infatti gli ultimi video che sto pubblicando, perché poi io di domande me ne faccio sempre su cosa sto facendo, e non hanno tagli, sono lunghi, eh, voglio spiegare per bene le cose, non me ne sto fregando proprio di dell'altra parte della faccenda. Faccio meno, non mi importa, so dove arrivo e voglio fare questo ruolo qua. A me piacerebbe intanto, infatti scrivere di più, cioè la cosa che mi piace non sono i video, cioè i video mi piacciono belli, Mh. mi diverte la mia passione e la scrittura però la cosa che mi mi dà proprio la soddisfazione perché nella scrittura mi rendo conto che posso stare molto tempo a ragionare, far lasciare del tempo per trovare le parole giuste per dire le cose e quelle so che hanno un impatto. Un po' come è stato col libro "Google Liquido" che io c'ho messo dall'ultima pubblicazione che l'ho fatta nel 2013 e c'ho messo quasi 10 anni a scrivere. Eh, c'ho sì, c'ho messo 9 anni per fare un libro. Eh. Questa mi mi piace questa risposta conclusiva perché mi ci rivedo tanto, no? Da creator, da divulgatore, cioè mi rivedo molto nelle tue parole, eh penso di riuscire proprio a percepire quello che senti quando dici questa cosa, questa cosa qua. Sì, questo, attenzione, però lo dico un po' a tutte le persone che fanno divulgazione, non fatevi trascinare da questa cosa che io ho che io ho detto e basta, perché la visibilità è importante per molti creator, per me non lo è, perché non me ne faccio niente. Cioè, se io sono più visibile non ottengo niente in termini proprio di, cioè non ottengo niente, quindi non mi interessa. Però la visibilità è importante per chi gestisce un lavoro di content creation che è un business come il tuo e il tuo è capito? Ha anche questa dinamica qui. Quindi è ovvio che ci sono alcune tipologie di video che magari tra un po' ho già c penso non lo voglio più fare, ma porta visibilità. Ma quello lo devi devi tentare di capire come lo fai lo stesso col teè di oggi. Quella è la sfida. Sì, sì, sì, sì, sì, sì. Bellissima conclusione. Ti ringrazio del tempo che mi hai dedicato e degli spunti, delle riflessioni e anche delle provocazioni che hai lanciato in questa chiacchierata. Grazie mille, Giorgio. Grazie a te, Raffa. Grazie a te. Grazie di essere arrivato alla fine di questa intervista. Se non l'hai ancora fatto, ti ricordo di mettere un like e di lasciare un commento qui sotto. E ne approfitto anche per lasciarti qua un'altra intervista che puoi vedere, che potrebbe piacerti. E se non le hai viste, invece da questo lato trovi la playlist con tutte le altre interviste che ho fatto. Sono sicuro che qua dentro ce n'è qualcun'altra che ti piace. Buona visione.