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Presentiamo quindi la filosofia di Max a partire da qualche parola sulla sua vita e le opere che saranno per noi più importanti.
Intanto, per comprendere bene il pensiero marxista, bisogna tenere conto della situazione che venne a crearsi appunto nel 1831 alla morte di Hegel. Perché dietro Hegel numerosi saranno i suoi epigoni, no, i suoi seguaci, i suoi studenti, che tendenzialmente alla morte del maestro si divideranno in due gruppi: una destra hegeliana o vecchia hegeliana e una sinistra hegeliana o giovani hegeliani, che partivano appunto questi gruppi da una diversa interpretazione della famosa citazione tratta dagli "Elementi di filosofia del diritto", ovvero: "Ciò che è reale è razionale, ciò che è razionale è reale".
Da una parte, quindi, una destra hegeliana che vede il reale come razionale e quindi, in un certo senso, da conservatori lo giustificavano. In altre parole, ciò che è reale è tale perché in qualche modo è razionale e quindi, pace a chi vuole contestare il dato di fatto, il come stanno le cose, l'ordine come si manifesta, perché non potrebbe essere diverso da ciò che è. E appunto una rappresentazione, manifestazione, anzi, usando un termine più corretto, dello spirito.
Mentre dall'altra parte abbiamo la cosiddetta sinistra hegeliana, che invece valorizzava l'elemento della razionalità, una razionalità, pardon, pura, astratta, che in quanto tale in qualche modo riesce ad anticipare il reale, una razionalità che deve realizzarsi e quindi un cambiamento del reale che deve concretizzarsi. Da qui, appunto, il nome di sinistra hegeliana, quella appunto corrente che potremmo definire oggi progressista, secondo la quale, appunto, la società, il mondo deve cambiare per far fare un altro passo allo spirito, ovvero ciò che è razionale deve diventare reale.
In questo contesto, appunto, filosofico, che opponeva nella area tedesca i giovani e i vecchi hegeliani, nasce e appunto cresce filosoficamente Marx, un autore appunto piuttosto vicino ai temi della sinistra hegeliana. Nasce nel 1818 a Treviri da una famiglia di ebrei tedeschi, ma che si era convertita al protestantesimo. Quindi Marx nasce in una zona abbastanza ricca e sviluppata, se è paragonata appunto al resto della Germania. Studierà, frequenterà l'università, fra cui l'università di Berlino, per poi laurearsi nel 1841 all'università che fu anche di Hegel, come Berlino, ovvero l'università di Jena, con una tesi appunto sulla filosofia antica, intitolata "La differenza tra la filosofia della natura di Democrito e quella di Epicuro", ovvero due diverse versioni antiche di atomismo. E l'interesse, appunto, di Marx sarà questo: sottolineare come dopo i grandi sistemi filosofici, come quello di Aristotele, appaiono sempre delle filosofie in qualche modo che mettono in discussione il sistema precedente e fanno fare un qualche passo in avanti, appunto, dialettico. E questo, appunto, nella prospettiva di Marx, la filosofia di Epicuro.
Il giovane Marx tenta la carriera universitaria, in realtà fallendo, per poi dedicarsi quindi alla professione di giornalista presso, appunto, un giornale appartenente all'area liberale, quindi borghese, quindi non particolarmente a sinistra su temi economici, ma a sinistra per quanto riguarda i temi sociali. Ricordiamo, appunto, il clima repressivo della Prussia a seguito della Restaurazione. Giornale, appunto, chiamato "La Gazzetta Renana", cioè del Reno. E il giornale, pur essendo non così spostato a sinistra, a un certo punto cade sotto gli occhi della censura, viene soppresso. E Marx sceglie quindi di riparare a Parigi, dove insieme a Arnold Ruge, tedesco come lui, fonda appunto gli "Annali franco-tedeschi", quindi una serie di pubblicazioni che raccolgono temi afferenti alla filosofia, all'ideologia, come la chiamavano al tempo, ha anche temi di economia politica. E sarà proprio il suo lavoro negli "Annali franco-tedeschi", franco-tedeschi, che darà l'occasione a Marx di conoscere, appunto, il suo compagno filosofico di una vita, ovvero il borghese, proveniente da una famiglia di ricchi capitalisti, Friedrich Engels. Troviamo, appunto, qui nella diapositiva, alla sinistra, una foto di Karl Marx e invece sulla destra una foto di un ormai anziano Engels.
Marx ed Engels, che inizieranno appunto a collaborare, conosciuti tra loro, questi filosofi, conosciuti tra loro, conosciutisi, scusate, mi sono inciampato, proprio nel periodo di lavoro di Marx presso, appunto, gli "Annali franco-tedeschi". In realtà, Marx sarà perseguitato, appunto, dalla censura anche in Francia, una Francia ancora sotto il controllo della borghesia liberale che si era manifestata nella monarchia di Luigi Filippo d'Orléans. Nel '45 nuovamente si deve trasferire ed è importante, appunto, un suo periodo inglese, dove viene a contatto, appunto, con la realtà operaia industriale inglese, che radicalmente incide sulle sue prospettive filosofico-economiche, per poi trasferirsi a Bruxelles insieme a Engels. Sono anni estremamente produttivi e si attiva per difendere le tesi del cosiddetto socialismo scientifico, ovvero l'elaborazione concettuale di Marx ed Engels del socialismo, di quella dottrina, appunto, che non è soltanto una dottrina economica, ma anche una vera e propria filosofia politica, che è il socialismo. E le idee elaborate, appunto, da Marx ed Engels diventeranno poi l'ideologia fondamentale della Lega dei Giusti, che proprio nel '47, seguendo le posizioni di Marx ed Engels, cambia il suo nome in Lega dei Comunisti. Quindi inizia a concentrarsi un vero e proprio movimento politico intorno a questi due filosofi, che nel febbraio del '48, non solo anno, ma proprio mese carico di significato, in realtà non era voluto, però, appunto, ricordo che nel febbraio del '48 inizia la rivoluzione in Francia, viene pubblicato il "Manifesto del Partito Comunista", che trovate in una delle prime edizioni sulla destra. Il "Manifesto del Partito Comunista" del '48, che è una delle più celebri opere filosofiche e politiche di sempre, scritto a quattro mani da Marx ed Engels, che appunto raccoglie il programma politico di quella che è la Lega dei Comunisti.
In realtà, dopo gli sconvolgimenti del '48, la Lega si sostanzialmente si disperde. Marx si rifugia nuovamente in Inghilterra, a Londra, dove riesce a vivere sostanzialmente grazie al sostegno economico di Engels, il cui padre, appunto, era un capitalista di successo. E da Londra, con enormi difficoltà, Marx cerca inutilmente, in sostanza, di riorganizzare la Lega dei Comunisti. Però il periodo londinese, per quanto periodo di privazione, alla fine riuscirà a trovare lavoro in un museo. Sono appunto periodi estremamente difficili dal punto di vista economico, ma produttivi dal punto di vista intellettuale, perché questi sono gli anni di rilettura dei testi fondamentali degli economisti classici come Smith, Ricardo, che porteranno poi alla pubblicazione, e poi alla pubblicazione in tre volumi di una delle altre grandi opere filosofiche, le più lette e studiate di tutti i tempi, ovvero "Il Capitale". Questa volta non scritto a quattro mani con Engels, ma scritto dal solo Marx, che vedrà, appunto, il primo volume pubblicato in vita nel 1867, mentre gli altri volumi saranno poi pubblicati postumi attraverso Engels.
Nel frattempo, Marx, che vive anche qualche disavventura familiare, diventa appunto celebre nell'ambiente socialista, tanto che il suo pensiero diventa centrale all'interno di questa grande associazione operaia internazionale dalle molteplici anime, che raccoglie varie posizioni socialiste o vicine al socialismo, ovvero l'Internazionale, la cosiddetta Prima Internazionale, ovvero, usando il nome completo, l'Associazione Internazionale degli Operai, fondata appunto nel '64. Quindi Marx inizia a farsi strada, a influenzare questa grande organizzazione operaia internazionale, battendo a un certo punto anche il suo grande avversario politico, ovvero il russo Michael Bakunin, che trovate rappresentato in basso a destra nella slide, un pensatore russo che aveva dato una lettura anarchica delle teorie socialiste. E sarà durissimo lo scontro con Marx, perché vedremo che Marx vedrà nello Stato uno strumento essenziale per la rivoluzione e quindi, di forza, la società comunista del futuro, socialista del futuro, dovrà passare per Marx attraverso lo Stato. Dall'altra parte, invece, Bakunin, in modo totalmente opposto, vedrà lo Stato come la grande manifestazione del capitalismo e dell'oppressione dei popoli e delle genti. E quindi, nella sua prospettiva, Bakunin invocherà prima di tutto l'abbattimento dello Stato come strumento di liberazione. Quindi, via dittatoriale, statalista in Marx, via anarchica in Bakunin. E alla fine si impone nell'Internazionale degli Operai la visione marxista, con l'espulsione, appunto, di Bakunin nel 1872.
Marx, appunto, morirà poi, anche dopo diversi lutti, sostanzialmente verrà curato dalla famiglia negli ultimi anni, nel 1883. E gli ultimi volumi del "Capitale" saranno pubblicati da Engels. Dobbiamo però citare altre opere particolarmente rilevanti. Prima di tutto "I manoscritti economico-filosofici del 1844", e appunto, scritte a seguito dei primi contatti con Engels e lo studio, appunto, degli economisti classici, prima dell'elaborazione del "Capitale", quindi durante gli anni degli "Annali franco-tedeschi". Un'altra opera scritta, appunto, a quattro mani con Engels, ma in realtà principalmente opera di Marx, ovvero "L'ideologia tedesca" del 1846. E infine, l'opera che parla del futuro del marxismo, ovvero "La critica al programma di Gotha", che è un programma politico operaio scritto in quegli anni, del 1875, che Marx, quindi, in qualche modo, mette in discussione. Diverse opere, quindi, centrali, ovviamente il "Manifesto", il "Capitale", che sono le opere sulle quali maggiormente ci concentreremo, ma non dobbiamo dimenticare queste opere della gioventù marxista. E infine, appunto, la "Critica al programma di Gotha", che traccia le linee della società comunista del futuro, a seguito, appunto, dei ripensamenti avvenuti nel "Capitale".