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Guardate il sole ci bombarda costantemente di radiazioni ultraviolette che potrebbero sterilizzare la terra, causando malattia alla pelle e danni devastanti alla vegetazione. Tutto ciò, però, viene evitato da questa molecola: l'ozono. Ma ok, fermiamoci un secondo. Che cos'è questo ozono e perché si parla di buco dell'ozono? Ma soprattutto, è vero che si sta chiudendo?
Aspetta, aspetta. Se non vi siete ancora iscritti al canale YouTube di Joe Pop, fatelo perché date una mano incredibile e a voi non costa nulla. Continuiamo col video. Partiamo dal capire che cos'è questo ozono.
Questa è la molecola di ozono, formata quindi da tre atomi di ossigeno. Infatti, lei è praticamente la sorella, se possiamo dire così, della molecola di ossigeno che invece è formata solo da due atomi di ossigeno. L'ozono è naturalmente presente ad alte quote, quindi nella zona dell'atmosfera che va dai 15 ai 50 km. Questa zona dell'atmosfera si chiama stratosfera.
Le molecole di ozono riescono ad assorbire le radiazioni ultraviolette che altrimenti non verrebbero filtrate e arriverebbero direttamente sulla terra. Quindi, fondamentalmente, è come se fossero un filtro solare, esattamente come le creme che ci mettiamo d'estate. In particolare, l'ozono assorbe i raggi ultravioletti più pericolosi, più dannosi per noi, perché di raggi UV ce ne sono principalmente di tre tipologie. Mi faccio vedere: questi sono gli UV A, che hanno una frequenza bassa. Gli UV B, invece, hanno una frequenza leggermente, leggermente più elevata. Mentre gli UV C oscillano molto più rapidamente e, di conseguenza, hanno una frequenza elevata. Gli UV C, di conseguenza, sono i più pericolosi per l'uomo.
Ecco, l'ozono quindi riesce ad assorbire e a non far passare praticamente tutti gli UV B e gli UV C. Chiaramente, poi, non esiste il 100%, quindi una parte, appunto, di UV B passa comunque. E per fortuna che passano parte degli UV B, perché sono fondamentali per produrre la vitamina D sulla nostra pelle. Come tutte le cose, però, è la dose che fa il veleno. Infatti, se ci esponiamo troppo tempo al sole senza protezione, senza metterci la crema, questi pochi UV B e i raggi UV che passano possono causare dei danni anche gravi. Infatti, possono penetrare dentro al nucleo delle cellule della nostra pelle, andando a danneggiare e modificare il DNA. Ed è per questo che ci abbronziamo. La melanina non è altro che una sostanza che ricopre il nucleo delle nostre cellule per proteggerlo dai raggi UV. Quindi, importantissimo mettersi la crema solare. Immaginatevi ora, quindi, i danni che potrebbero fare questi raggi ultravioletti se non ci fosse lo strato di ozono che filtra praticamente quasi tutti gli ultravioletti di tipo B. La vita sulla terra sarebbe difficilissima, se non addirittura impossibile.
Negli anni '80, lo strato dell'ozono cominciò ad assottigliarsi e i possibili effetti dei raggi UV iniziarono a destare preoccupazione.
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Gli scienziati, infatti, notarono che la concentrazione di ozono nella zona dell'ozonosfera stava cominciando a diminuire pericolosamente. Dopo aver effettuato l'analisi chimico-fisiche dell'atmosfera, capirono che era colpa dell'emissione dei clorofluorocarburi. Ma che cosa sono i clorofluorocarburi, chiamati CFC? Sono delle sostanze chimiche contenenti, appunto, cloro, fluoro e carbonio, che venivano utilizzati all'inizio come refrigeranti. In pratica, si mettevano queste sostanze all'interno dei frigoriferi per riuscire ad abbassare la temperatura interna dell'elettrodomestico, quindi del frigorifero. All'inizio le persone erano super entusiaste di queste sostanze perché erano poco tossiche, erano economiche, stabili nel tempo e facevano bene il loro lavoro da refrigeranti. E nessuno all'inizio pensava potessero diventare un problema per l'umanità intera. Infatti, ciò che rende pericolosi questi clorofluorocarburi è il fatto che, appunto, sono molto resistenti, che evaporano, ma soprattutto che vanno verso l'alto, come, come l'elio, per intenderci, sono leggeri. I frigoriferi rotti presenti in discarica erano diventati un problema perché rilasciavano queste sostanze che cominciavano a salire fino a raggiungere l'ozonosfera. E una volta arrivati a quelle altitudini, i raggi UV colpiscono le molecole di clorofluorocarburi e rilasciano atomi di cloro. E questi atomi di cloro, il vero problema, loro quando incontrano l'ozono, lo degradano andando a spezzare i legami chimici e formando ossigeno. Di conseguenza, se le molecole di ozono non ci sono più, i raggi ultravioletti possono passare e raggiungere la terra. Quello che fa il cloro è semplicemente andare a spezzare la molecola di ozono e fa ottenere una molecola di ossigeno e l'atomo di ossigeno.
Ed è qui che per risolvere il problema subentra il Protocollo di Montreal. Nel 1987, infatti, 197 stati firmarono il Protocollo di Montreal con lo scopo di ridurre la produzione e l'utilizzo delle sostanze che, appunto, andavano a danneggiare l'ozono, in particolare i clorofluorocarburi. Questo trattato avrebbe limitato sia i danni dovuti all'esposizione dei raggi ultravioletti, ma anche quelli dovuti al surriscaldamento globale, in quanto anche i clorofluorocarburi sono considerati dei gas serra e quindi trattengono il calore all'interno dell'atmosfera.
Ok, ma perché si chiama buco dell'ozono? In realtà, più che un buco, sarebbe più corretto chiamarlo assottigliamento dello strato dell'ozono, quindi una diminuzione della concentrazione di queste molecole. Però, se guardate queste immagini, questo assottigliamento è ben visibile in Antartide. Vedete, il colore blu rappresenta la zona dove c'è poco ozono, mentre in rosso dove, invece, è presente una più alta concentrazione di ozono. A questo punto potreste chiedervi: ma perché questo buco si concentra principalmente in Antartide? La risposta a questa domanda, vedete, sta tutta qui. Queste correnti d'aria formano una specie di vortice che trasportano le sostanze inquinanti e fanno accumulare i clorofluorocarburi in Antartide. Non appena arriva la primavera antartica, che sarebbe il nostro ottobre, torna la luce, quindi tornano anche i raggi ultravioletti. I clorofluorocarburi, come abbiamo visto prima, liberano cloro e comincia la degradazione dell'ozono. Ed ecco che si forma il cosiddetto buco dell'ozono. Poi, nelle altre stagioni, il buco, diciamo, si diluisce in tutto il mondo e non è più visibile nettamente in Antartide.
In realtà, in questo momento, questo buco dell'ozono si sta piano piano chiudendo. Infatti, il report che è stato rilasciato l'anno scorso, nel 2022, dice che la quantità di ozono nella parte superiore della stratosfera sta continuando ad aumentare e questo sicuramente è una cosa positiva. In più, la quantità di clorofluorocarburi, in generale delle sostanze pericolose che vanno a degradare l'ozono, sta diminuendo. Anche questo è una cosa positiva. Le previsioni degli scienziati, inoltre, dicono che entro il 2065, quindi tra 42 anni, i livelli di ozono dovrebbero tornare ai livelli normali, quelli del 1971. Quindi, possiamo dire che siamo sulla buona strada, che se continuiamo così, quindi limitando le emissioni delle sostanze inquinanti, dovremmo tornare a livelli di normalità entro pochi decenni.
Bene ragazzi, grazie mille per aver guardato questo video. Se volete altri video sulla chimica dell'ambiente, magari uno potrebbe essere sullo smog, su come è fatto, potrebbe essere molto interessante. Lasciate un commento qui sotto. Noi ci rivediamo sempre qui su Joe Pop, le scienze nella vita di tutti i giorni. Alla prossima.