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Ermetismo: contesto storico-culturale e caratteristiche della poesia

milena locati10:23

Transcription

Buongiorno ragazzi e benvenuti a questa nuova lezione di letteratura. Oggi conosceremo l'ermetismo. Ma vi siete già iscritti al canale? Se non l'avete ancora fatto, iscrivetevi subito e cliccate sulla campanella per rimanere aggiornati.

Approfondiamo il contesto culturale nel quale si sviluppa l'ermetismo. La prima metà del Novecento vede la nascita dei totalitarismi, cioè regimi assoluti che limitano fortemente le libertà individuali, come il comunismo instaurato dalla rivoluzione russa del '17, in Italia il fascismo, in Germania il nazismo. Questi movimenti totalitari vogliono controllare e dominare la cultura. Dunque, spesso gli intellettuali del regime svolgono una funzione di propaganda, mentre gli spiriti liberi, in forme più o meno visibili, denunciano gli abusi della dittatura. I totalitarismi, dunque, caratterizzano la prima metà del Novecento.

Questo secolo è caratterizzato anche dalla nascita della società di massa, come conseguenza dell'industrializzazione e della concentrazione dei lavoratori nelle periferie della città. Osserva attentamente l'immagine: capirai che questa forma di società è caratterizzata da una uniformità di gusti, di idee, dal consumo degli stessi beni e degli stessi oggetti da parte di tutti.

In campo scientifico, la novità che regna in questi anni è la teoria della relatività di Einstein, che mette in discussione i concetti di spazio e di tempo come certezze assolute. Assistiamo, inoltre, alla scoperta dell'inconscio da parte di Freud, inconscio che evidenzia le componenti irrazionali e inconsapevoli che condizionano la personalità di ogni individuo.

Tutto ciò ha un riflesso anche in campo artistico e letterario. C'è la consapevolezza di vivere in un'epoca nuova e affermano così le avanguardie, movimenti che vogliono rompere con il passato e con la tradizione, rinnovando la pittura e la letteratura. Il termine "avanguardie" è preso in prestito dal linguaggio militare e indica i reparti più avanzati. Con questo termine, dunque, in campo artistico e letterario si intendono quei movimenti innovativi, audaci, rivoluzionari che hanno la funzione di svecchiare il panorama culturale italiano. Tra le avanguardie letterarie ricordiamo il crepuscolarismo, poesia delle piccole cose quotidiane, il Futurismo, ammiratore di aspetti della modernità come la velocità, e l'ermetismo, che vede la poesia come intuizione del mistero della vita.

In questa nostra lezione ci soffermeremo in modo particolare sull'ermetismo. L'ermetismo si afferma in Italia tra gli anni Venti e quaranta, cioè nel periodo compreso tra le due guerre mondiali, e poi nel periodo successivo sino al secondo dopoguerra. Il termine, più che un vero e proprio movimento letterario nella sua fase iniziale, si riferisce a un atteggiamento comune assunto da un gruppo di poeti che vennero identificati con questo termine da un critico letterario, Francesco Flora, nel 1936, nel suo saggio dal titolo "La poesia ermetica". Flora, nel saggio, modifica il significato del termine da "chiuso, inaccessibile" ermetico, passo ad indicare l'"incomprensibile", per evidenziare il carattere oscuro di questa poesia. Ermetico, dunque, sottolinea l'impossibilità di comprendere da parte del lettore, se non si possiede la chiave per interpretare il significato nascosto espresso con intenzionalità dai poeti ermetici, con una non immediata accessibilità. È probabile, quindi, che il termine derivi da Ermete, dio greco delle scienze occulte. L'aggettivo etimologicamente significa "perfettamente chiuso, sigillato".

I poeti ermetici intendono la poesia come un momento di intuizione improvvisa del mistero della vita, momento di grazia, di folgorazione. Utilizzano il simbolo, l'analogia e si caratterizzano per la ricerca del potere evocativo, allusivo della parola. Le loro composizioni sono brevi, scarne, poesia pura, essenziale, che si esprime attraverso poche parole di intenso valore allusivo e simbolico, capaci di evocare in chi legge sensazioni straordinarie. Gli ermetici rifiutano qualsiasi tipo di forma esteriore e riducono tutto all'essenziale, semplificano la sintassi privandola di nessi assiologici, aboliscono la punteggiatura, utilizzano il verso libero di varia lunghezza, proprio per evidenziare maggiormente il valore della singola parola.

Quali tematiche sviluppano questi poeti? Esprimono il senso di vuoto, la solitudine morale dell'uomo contemporaneo, il suo male di vivere in un'epoca travagliata da tragiche esperienze sociali e politiche, come quella della prima guerra mondiale e del ventennio fascista in Italia. I temi affrontati esprimono, dunque, tutte le problematiche esistenziali dell'uomo del Novecento: il disagio nei confronti dei cambiamenti della società, l'incomunicabilità e la solitudine, il contrasto tra il mondo reale e ciò che l'artista sente dentro di sé, il ripiegamento sulle proprie inquietudini spirituali, una visione pessimistica dell'esistenza, la mancanza di certezze.

L'aspetto comune a tutti i poeti ermetici è il contrasto, proprio tra il mondo reale e ciò che l'artista percepisce, percepisce dentro di sé. Un contrasto che sfocia nello scavo interiore e nel ripiegamento sulle proprie inquietudini spirituali. Gli ermetici sono alla ricerca di una poesia essenziale. La parola ha un valore enorme perché dona forma in realtà alle cose. Rifiutano il linguaggio tradizionale, preferiscono parole semplici che non possono, dunque, essere inserite nemmeno in costrutti rispettosi delle regole tradizionali della lingua. Emerge la poetica del frammento, la valorizzazione del componimento breve, raffinato, dove la punteggiatura è ridotta o abolita, le pause sono frequenti e ricche di significato, spesso ci sono spazi vuoti tra le parole. Gli aggettivi servono a sfumare l'oggetto in una dimensione non realistica. Le parole evocano immagini, sensazioni, si utilizzano simboli e analogie.

Tra i poeti ermetici ricordiamo Ungaretti, Montale e Quasimodo. Gli ermetici si sentono lontani dalla realtà politica e sociale del loro tempo, vivono una solitudine morale e sulla pagina fissano frammenti di verità a cui sono pervenuti non tanto con ragionamento, ma attraverso un'attività di ricerca.

Ora tocca a te. Legge attentamente questa poesia di Ungaretti: "Stelle tornano in alto ad ardere. Le favole cadranno con le foglie al primo vento. Ma venga un altro soffio, ritornerà scintillamento nuovo." Prova a cercare di comprenderne il significato. Vogliamo approfondire l'analogia e il simbolo. Che cos'è il simbolo? Che cos'è l'analogia in Ungaretti? Che differenza c'è tra l'analogia e la metafora? Prova a fare un breve approfondimento. Scrivi sul tuo quaderno ciò che hai scoperto e confrontati con i tuoi compagni.

L'analogia è una figura retorica molto simile alla metafora. Entrambe giocano sull'accostamento di due realtà apparentemente diverse. Nell'analogia, l'accostamento tra i due elementi non è diretto e non è semplice da cogliere, è frutto di un'intuizione. Nella poesia che abbiamo letto, dove troviamo l'analogia? Quali sono i due elementi che vengono accostati? Ti ho indicato in neretto l'elemento su cui concentrare la tua attenzione. L'analogia viene costruita tra i termini "favole" e "stelle". Prova a spiegarla. Che cosa rappresentano le stelle che compaiono e scompaiono nel cielo? Fai le tue ipotesi. Se sei in difficoltà, approfondisci in rete il significato di questa analogia. Scrivi ciò che hai compreso sul tuo quaderno e, tornato in classe, confrontati con i tuoi compagni.

Arrivederci. Non dimenticare il like. Ti aspetto alla prossima lezione.