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Lezione 40 Accesso civico semplice

Angela Ferrari Zumbini12:12

Transcription

Buongiorno e benvenuti alla nocciolina di diritto numero 40 dedicata all'accesso civico. Nella nocciolina di diritto precedente avevamo analizzato l'accesso documentale. Oggi andremo invece ad approfondire quello che è denominato accesso civico. Sono due nomi simili, ma noi andremo a vedere bene quali sono le differenze in modo tale che sarà tutto molto più chiaro.

L'accesso civico viene introdotto nel nostro ordinamento nell'anno 2013. Nel 2013 viene adottato un decreto legislativo, il numero 33, che è soprannominato il decreto trasparenza. Come prima cosa, ho detto che è un decreto legislativo e voi tutti ormai sapete che cos'è perché avete seguito tutte le elezioni. Qualora non lo sapeste, potete andare a rivedere la lezione sulle fonti del diritto italiano e troverete la spiegazione di che cos'è un decreto legislativo. Qui lo diamo per presupposto.

Quindi, il decreto legislativo numero 33, soprannominato decreto trasparenza, è un decreto legislativo con cui nel nostro ordinamento nel 2013 si cerca di introdurre in tutti i livelli dell'amministrazione una attuazione pratica di quello che è il principio di trasparenza. Noi ci siamo già occupati del principio di trasparenza quando abbiamo parlato del procedimento amministrativo. Ecco, la trasparenza è ormai un principio generale dell'attività amministrativa che per fortuna si è sostituito al precedente principio del segreto che leggeva nel nostro ordinamento fino agli anni '80, fino alla fine degli anni '80, quando poi nel 1990 è stata adottata la legge 241 del 1990.

Con il decreto trasparenza, adottata nel 2013, si cerca appunto di introdurre ancor di più una serie di istituti nel nostro ordinamento volti proprio a garantire e tutelare, implementare la trasparenza nel nostro ordinamento. Perché infatti l'articolo 1 di questo decreto legislativo dice, stabilisce chiaramente che la trasparenza, che è intesa come accessibilità totale ai documenti detenuti dalle pubbliche amministrazioni, è proprio volta allo scopo di tutelare i diritti dei cittadini, promuovere la partecipazione degli interessati all'attività amministrativa. Sul accedendo ai dati si può anche sapere che cosa fanno le pubbliche amministrazioni e soprattutto cosa si vuole fare con la trasparenza? Si vuole favorire forme diffuse di controllo sull'attività delle amministrazioni e quindi sul perseguimento delle funzioni istituzionali e soprattutto sull'utilizzo dei soldi delle risorse pubbliche.

Con questo decreto trasparenza, quindi, si è imposto su tutte le pubbliche amministrazioni un obbligo di rendere pubblici determinati documenti in loro possesso di cui prima non era obbligatorio la pubblicazione. Quindi la sostanza, il nucleo centrale del decreto trasparenza del 2013, è in realtà un obbligo imposto sulle pubbliche amministrazioni che dal 2013 in poi hanno l'obbligo di pubblicare sui loro siti istituzionali, quindi sul web, sull'internet, dove così più semplice accedere a questi documenti, hanno l'obbligo di pubblicare una serie di documenti che attengono principalmente, ma non esclusivamente, a quelle che sono le uscite pubbliche, quindi le spese pubbliche, come le pubbliche amministrazioni spendono i loro soldi.

Voi direte, e poi arriva quando è l'accesso civico? La nocciolina doveva essere sull'accesso civico. Qui stiamo parlando dell'obbligo delle pubbliche amministrazioni di pubblicare una serie di documenti. Ecco qua, quando c'è un obbligo, il corrispondente deve essere il fatto che qualcuno abbia davvero diritto di far sì che questo obbligo venga rispettato. L'accesso civico è esattamente questo, perché l'obbligo previsto in capo alle pubbliche amministrazioni di pubblicare documenti si trasforma, diviene e quindi implica che cosa? Implica il diritto di chiunque, comunque, senza la necessità di dover dichiarare nessun tipo di interesse particolare, il diritto di chiunque di richiedere alle amministrazioni di pubblicare quei documenti qualora la pubblica amministrazione non abbia adempiuto al suo obbligo.

Quindi, l'accesso civico, che cos'è? È l'obbligo delle pubbliche amministrazioni di rendere pubblici determinati documenti, principalmente quelli riguardanti alla spesa dei soldi pubblici, a cui viene correlato il diritto di tutti i cittadini di andare a dire alle pubbliche amministrazioni: "Ehi, riguarda che tu non hai pubblicato questo, questa informazione, questo dato, questo documento che invece sei obbligato a pubblicare, e quindi forza, avanti, pubblicano". E questo è il diritto di accesso civico semplice. C'è una semplicissimo form su tutte le piattaforme dei siti internet delle pubbliche amministrazioni in cui si può fare la richiesta di accesso civico semplice. È così, dice: "Voglio avere accesso a questo documento che tu, pubblicazione, avevi l'obbligo di pubblicare e non lo hai pubblicato". Questo è l'accesso civico semplice.

Adesso andiamo a vedere bene che cos'è. Per prima cosa, si chiama accesso civico perché? Perché si differenzia rispetto all'accesso documentale che abbiamo visto nella gocciolina precedente. Perché l'accesso documentale previsto dalla 241 del '90, io devo dimostrare un interesse concreto, attuale, relativo proprio a quel documento. Quindi la mia posizione per fare accesso documentale deve essere differenziata rispetto a quella del generico pubblico. Questo si chiama diritto di accesso civico perché noi lo facciamo uti cives, come cittadini. Io, in quanto cittadina, esercito questo mio diritto. Non devo dimostrare nessun interesse specifico nei confronti di quel documento, o solo la curiosità di vederlo, ho diritto di ottenerlo.

Proprio nel decreto del 2013, trasparenza, c'è quindi scritto appunto che le pubbliche amministrazioni hanno l'obbligo di pubblicare questi documenti, ognuna sul proprio sito internet. E infatti, se ci fate caso, ogni pubblica amministrazione dal 2013 c'è una sezione che si chiama "Amministrazione trasparente". Fateci caso, andate su qualsiasi sito istituzionale, troverete la sezione dedicata "Amministrazione trasparente" e lì troverete pubblicate tutta una serie di informazioni, dati e documenti che riguardano proprio le spese di quell'ente. Troverete anche gli stipendi dei dipendenti pubblici che lavorano lì e tutte le spese sostenute dall'ente a livello centrale.

Proprio per implementare questa trasparenza è stato anche creato un sito che si chiama www.soldipubblici.gov.it, che vi invito a dare a visitare perché è molto interessante, perché appunto questo sito internet è stato fatto proprio per aumentare ancor di più la trasparenza. È un sito dove ci sono tutte le informazioni con un motore di ricerca che consente anche ricerche specifiche e mirate e coordinate collegate su come vengono spesi i soldi pubblici a livello di amministrazioni statali e quindi ci sono i ministeri, ma ci sono anche tutte le amministrazioni territoriali di regioni e comuni, eccetera. E si può fare le ricerche sia per vedere un singolo ente come ha come l'andamento della spesa pubblica di quell'ente, se spende più di prima, di meno di prima, eccetera, o anche prendere una voce di spesa e confrontare le amministrazioni, come spende i soldi un'amministrazione rispetto all'altra.

Ovvio che ovviamente sono suddivise per mesi e quindi potrà accadere che un'amministrazione un mese spende molto di più perché magari ha fatto un'ordinazione particolarmente corposa rispetto all'altra. Ad esempio, io proprio prima di registrare, per mia curiosità, sono andata a vedere le spese della regione Campania, della regione Lazio, con spese per voce di cancelleria e nel mese di febbraio 2021 la regione Lazio ha speso unitario 76.000 euro, la regione Campania 787. C'è ovviamente una discrepanza che avrà sicuramente una qualche motivazione, ma ecco, fate queste ricerche anche per una semplice, come vuole la legge, un controllo generalizzato sull'operato delle pubbliche amministrazioni e sul modo in cui vengono spesi i soldi.

Allora, ricapitolando, l'accesso civico semplice che abbiamo esaminato oggi è un accesso introdotto nel nostro ordinamento nel 2013 col decreto legislativo numero 33, che è il decreto che è denominato trasparenza. E in pratica, chiunque, in base all'accesso civico, può chiedere a una pubblica amministrazione che è inadempiente rispetto all'obbligo di pubblicazione, chiunque può chiedere alla pubblica amministrazione di pubblicare i dati che aveva l'obbligo di pubblicare. Non ci sono limiti di legittimazione attiva, cioè, come vi dicevo, chiunque può semplicemente fare questa richiesta e non deve motivarla. Può dire semplicemente "mi va di vederli". Non devo dimostrare alcun tipo di interesse specifico nei confronti di quel documento perché riguarda dei documenti che dovevano già essere pubblicati, che sono oggetto di un obbligo di pubblicazione ex legge.

E per questo, in questo specifico caso, nell'accesso civico semplice, non è identificare le figure dei cosiddetti contro interessati, cioè di qualcuno che potrebbe opporsi alla pubblicazione, perché la pubblicazione è dovuta ex legge, per legge. E dunque la valutazione circa la possibilità, l'utilità di pubblicare quel documento e la valutazione anche di eventuali interessi contrastanti, contrapposti rispetto alla pubblicazione, è già stato fatto dalla legge, per cui nessuno può opporsi. Ad esempio, se un dirigente non volesse che il suo stipendio fosse pubblicato, non potrebbe farlo, perché tanto se quello stipendio deve essere pubblicato per legge, mi dispiace, ma non c'è possibilità per l'opposizione, che ovviamente invece esiste e come per tutti quegli altri documenti che non sono oggetto dell'obbligo di pubblicazione.

La prossima volta andremo a vedere invece un altro accesso civico che si chiama generalizzato e vedremo quali sono le differenze. Arrivederci.