📱

Get Our Mobile App

Take your business learning on the go!

Download on the App StoreGet it on Google Play

Gabriele Sabbatini - Convegno Antiriciclaggio, Milano, 18 marzo 2026

Nordest Technology19:08

Transcription

Innanzitutto, grazie agli organizzatori per l'invito. Sono appunto Gabriele Sabatini e sono il fondatore di Aircol. Aircol non soltanto è un VASP in attesa speranzoso di un'approvazione all'ottenimento della licenza CASP, ma abbiamo avviato un percorso per ottenere anche una licenza di istituto di moneta elettronica, quindi sotto la PSD2.

Eh, perché questo? Perché, come l'avvocato Alessandro Neghi della Torre precedentemente spiegava, secondo la MiCA, gli stable coin, gli IMT, di fatto moneta elettronica, sono parificati alla moneta elettronica e quindi vanno a ricadere sotto ci sono diverse deroghe che rimandano alla PSD2.

Il business che, come Aircol, proponiamo ai nostri clienti è quello di fatto di offrire un'infrastruttura per la movimentazione di capitali e di liquidità a livello globale in maniera istantanea e più economica. E i clienti sono perlopiù financial institutions che possono essere quindi controparte licenziate, che possono essere sia banche, broker o SIM, PSP di scala globale e money transfer, oppure il segmento large corporate che hanno una global footprint, che hanno esigenza di fare cash repatriation, pagare fornitori, soprattutto nel global south, nei mercati emergenti.

Quindi, questo è quello che facciamo su Aircol. Un po' riguardo Aircol. Aircol è una società che comunque è in Italia, è stata fondata in Italia nel 2019. Poi dal 2023 in poi, insomma, siamo riusciti a trovare la nostra nicchia di mercato a crescere per diventare probabilmente il player in Europa più grande per quanto concerne i pagamenti, pagamenti crossborder. Negli ultimi due anni abbiamo processato più di 20 miliardi di dollari. Quest'anno siamo convinti che, durante l'anno, ci saranno anche quest'anno più di 10 miliardi di dollari. Abbiamo più di attualmente più di 300 clienti e il processo di settlement avviene in meno di 5 minuti, che sia crossborder o che sia istantaneo. Questo sicuramente abbassa anche il rischio percepito del cliente, che non ci vede come un custodian o comunque non ha questo grosso rischio controparte perché in meno di 5 minuti proponiamo il settlement.

Si possono fare pagamenti o trading 24/7, quindi non c'è la chiusura delle corrispondenti, il cut-off bancario o il weekend. E abbiamo uffici in diversi paesi: in Svizzera, in Irlanda e a Milano. Adesso stiamo espandendoci anche in Sudamerica e in Africa. Siamo sostenuti da diversi investitori, tra cui il venture capital di Fidelity, l'asset manager Cairos, BancaSella e altri investitori istituzionali.

L'obiettivo di intervento di oggi attiene più che altro alla sfera antiriciclaggio, però portata, sicuramente non all'altezza degli illustri correlatori che mi hanno preceduto, ma portata con un'ottica un po' più industriale di fatto e su temi che diventano sempre più attuali. Quindi, in un contesto crossborder, chiaramente i rischi nell'operatività aumentano in maniera rilevante. Quindi andremo a toccare diversi presidi che abbiamo sviluppato internamente, sia in termini di funzioni di controllo che in termini operativi tecnologici, per appunto raccontare un pochino quali sono le difficoltà e dare qualche spunto a livello operativo di come noi approcciamo al problema.

Per quanto riguarda i nostri servizi, appunto, abbiamo un'offerta di trading over the counter OTC, quindi offriamo, siamo liquidity provider del mercato. Di nuovo, le controparti sono perlopiù istituzionali: fondi, banche e simili. Offriamo un servizio anche di banking service per collection e payout, appunto, queste business e queste istituzioni finanziarie. E poi proponiamo la possibilità di fare pagamenti istantanei tramite stable coin.

Questo è il flusso. Ha una comparazione tra un flusso con SWIFT, che segue il meccanismo della banca corrispondente, o che è basato sul meccanismo delle banche corrispondenti, e quello che facciamo noi. Ora, come dicevo, se qualcuno di voi è familiare con il meccanismo delle banche corrispondenti, ci sono diversi problemi. I pagamenti crossborder sono sia estremamente lenti, dipende da quale posto nel mondo vuoi da quale posto vuoi ricevere, in quale posto nel mondo vuoi inviare i pagamenti. Può prendere anche più di 10 giorni. Di fatto sono estremamente costosi, dove il costo ha tre driver principali: quindi uno è il costo del capitale, perché su 10 giorni, insomma, in size, insomma, con i tassi attuali è un costo rilevante. Secondo è il costo di SWIFT sostanzialmente. E le banche corrispondenti hanno un po' di take rate, dipende da quale pagamento, c'è un po' di varianza lì. E poi è il costo di cambio. Il global, diciamo, i pagamenti globali sono settled, cioè sono regolati in dollari perlopiù su SWIFT fondamentalmente. Questo, oltre a porre un rischio di dipendenza da SWIFT e dal dollaro in generale, insomma, che veniva citato prima dal dottor Scuderi, no? Nel senso, le banche americane, le banche corrispondenti americane poi utilizzano questa leva per imporre dazi o altre sanzioni.

Quindi, oltre il rischio di indipendenza, questi sono un pochino i costi e anche quello del cambio effects, no? Quindi hai un cambio euro-dollaro, dollaro o moneta locale del paese emergente in cui vuoi fare i pagamenti. Estremamente lento. E oltretutto SWIFT, quello che fa, diciamo, propaga un messaggio che offre un aggiornamento dei registri contabili delle varie banche nel meccanismo di banche corrispondenti e quindi permette di consegnare i soldi nella banca del ricevente. Il problema qual è? Il problema è che il flusso informativo non matcha il flusso dei capitali e quindi cosa succede? Se ci sono due, tre banche corrispondenti nel mezzo, qualcuno fa un RFI, richiede appunto informazioni aggiuntive sulla destinazione dei fondi, il pagamento rimane bloccato per molti giorni, anche perché non ha idea di quale sia la banca in cui è bloccato. Quindi la banca corrispondente in cui è bloccato lo richiede alla banca precedente, che lo richiede alla banca precedente, seguendo tutta la catena del pagamento, no? Questo comporta veramente un'estrema lentezza e per i business è un grosso problema, specialmente per business che hanno un footprint globale o che operano in emerging market, i commodity traders. È un problema anche per le rimesse. Da notare che la stessa World Bank ha chiesto di abbassare i costi delle rimesse, che attualmente sono tra il 6 e il 9%, e portarli al 3% entro il 2030. Non so se riusciremo. Sicuramente gli stable coin sono un modo abbastanza efficiente per farlo.

Tornando ai rischi che pone questa operatività crossborder, vi chiederei di focalizzarvi un pochino invece sulla parte bassa di questo grafico, no? Come opera Aircol. Di fatto, immaginiamo che abbiamo, non so, un'azienda europea che è attiva nel settore del oil trading, che compra petrolio, diciamo, dalla Nigeria, no? La Nigeria è un buon esportatore di petrolio. Ora, il flusso di operatività avviene: il cliente deposita euro presso di noi. Come sapete, adesso SEPA Instant non ha neanche più i limiti, non c'è più il limite di 100k, quindi o SEPA Credit o SEPA, insomma, il settlement a T0, magari ci mette 2 ore, però noi riceviamo i soldi dal cliente istantaneamente, li convertiamo istantaneamente in stable coin, li inviamo in Nigeria. In Nigeria, o abbiamo una nostra entity che può essere vigilata o meno, oppure abbiamo una corrispondente, no? Un VASP nigeriano, di fatto. Che cosa fa questo VASP nigeriano? O la banca o la nostra entity converte gli stable coin in moneta locale e poi avviene il pagamento last mile. Ora, questo pagamento last mile è molto importante nel contesto B2B perché di fatto, quello che stiamo dicendo in questo caso è innanzitutto che lo stable coin che Aircol manda o a Aircol Nigeria o alla corrispondente nigeriana è comunque un pagamento a terza parte perché non è il mittente, è il cliente italiano che opera nel settore di oil trading. Quindi stiamo inviando un IMT, una moneta elettronica, a una terza parte. Questo di fatto implica che Aircol debba avere anche una licenza da, quantomeno, studio di pagamento, no? E quindi questo è il primo tema. Secondo tema, c'è un rischio controparte che deve essere, diciamo, monitorato sulla controparte locale e poi il pagamento last mile al beneficiario, quindi nel caso l'esportatore di petrolio in Nigeria.

Ora, per motivi di armonizzazione del global trade, quello che succede è che l'esportatore nigeriano ha bisogno che la payment receipt, l'invoice, la fattura e il contratto abbiano tutti le stesse controparti. Come fa quindi la controparte nigeriana a fare un pagamento last mile dopo che Aircol Italia gli ha inviato lo stable coin nome del sender, che sarebbe il cliente poi di fatto italiano? Ci sono diversi meccanismi, appunto, richiede comunque l'ottenimento o di una licenza bancaria o di una licenza di istituto di pagamento. Quindi questo è un pochino il flusso che noi abbiamo.

Ora, nel caso del B2B del Global Trade è abbastanza semplice, nel senso noi dobbiamo onboardingare il cliente italiano. In questo caso è chiaramente un'adeguata verifica rafforzata, molto spesso fatta a distanza e online con tutti i presidi, insomma, e i crismi necessari. Successivamente, invece, abbiamo i dati, semplicemente l'informazione del beneficiario dall'altra parte in Nigeria, che può essere o no cliente della controparte eventualmente della corrispondente nigeriana.

Per quanto invece riguarda flussi che chiamerei magari impropriamente layered, faccio un esempio: Western Union è nostra cliente. Quindi Western Union ci usa per fare pagamenti in diversi mercati. Western Union ha clienti retail in tutto il mondo e permette oltretutto anche il cash pickup, figuriamoci. Ora, noi abbiamo onboardingato l'entity Western Union che gestisce un po' la tesoreria, no? Western Union licenziata, ha diversi licenze in diversi stati. Adesso la nostra controparte è quella, a memoria, adesso non ricordo, penso negli Stati Uniti o forse quella europea. Ora, qual è il problema? Che noi non sappiamo l'origine dei fondi di Western Union perché sono i fondi dei suoi clienti sostanzialmente, no? E questo succede per diversi meccanismi. Adesso Western Union è un esempio un po' più pratico.

Quindi, cosa diciamo per avere i presidi antiriciclaggio necessari? Cosa dobbiamo avere, no? Cosa facciamo noi nei nostri contratti? Obblighiamo la controparte a doverci rispondere alle nostre request for information in meno di 5 giorni lavorativi e chiaramente se questa attività venisse svolta via email con Excel, form, domande, diventerebbe sia onerosa per noi sia per la controparte, quindi non è qualcosa di desiderabile. Quindi quello che abbiamo fatto è permettiamo alla controparte o via API, gli API sono dei connettori di dati, o via interfaccia grafica di colmare, di rispondere a queste RFI in maniera abbastanza, diciamo, indipendente, in maniera molto molto veloce. Questo perché a monte c'è una standardizzazione e un controllo sulla standardizzazione delle nostre policy antiriciclaggio e delle procedure tra noi e il PSP dall'altra parte, in questo caso Western Union.

Quindi di nuovo, il processo è: andiamo a verificare nell'iniziale onboarding che il diciamo l'appetito a rischio del cliente sia in linea con le nostre policy antiriciclaggio. Verifichiamo con una call live registrata che loro, in realtà, pongono in essere le procedure che dichiarano nella loro policy antiriciclaggio. Vediamo appunto se avviene questo standard, noi siamo ok a prenderci questo rischio. Fatto questo, nel caso di RFI, le RFI arrivano una notifica alla controparte che deve popolarle e rispondere a queste RFI in meno di 5 giorni lavorativi attraverso o API o interfaccia grafica, no? È un meccanismo abbastanza efficiente. Abbiamo visto una forte adozione di questo perché invece che rispondere, diciamo, al signor Mario, la signora Giovanna, che inviano le varie mail con 100.000 campi da compilare con Excel che si perdono, PDF varie, è qualcosa di sicuramente più efficace.

In secondo luogo, abbiamo dei presidi sulla transaction monitoring, sia dal punto di vista della moneta tradizionale, sia da un punto di vista delle crypto asset. Transaction monitoring molto più capillare di qualsiasi base dati che qualsiasi banca possa avere perché, appunto, sulla blockchain tutto è pubblico, quindi riusciamo a creare, ad avere uno storico in maniera profonda perché di fatto nessun asset che si muove sulla blockchain è fungibile. Un Bitcoin è diverso da un altro Bitcoin, ha un numero di serie che tu puoi tracciare fino all'origine di questi Bitcoin o di questo stable coin, no? Questo permette un livello di comfort alle nostre funzioni di controllo chiaramente molto più profondo e nettamente migliore rispetto a qualsiasi base dati che possa essere CRIF o non so, Netc, qualsiasi.

"Scusa, se ho capito bene, è come, invece fondi per equivalente, è come se si parlasse del numero di matricola delle banconote."

Corretto, corretto. Esatto. Grazie. Grazie per la metafora, Etter. E quindi abbiamo, diciamo, dei software proprietari e non, sia per il monitoring del transaction monitoring sulla blockchain, sia sulla parte, diciamo, di fondi tradizionali.

Quindi, RFI, transaction monitoring, behavioral monitoring, utilizziamo sicuramente molto l'AI per analizzare questi comportamenti.

Terzo punto sul contesto crossborder che è abbastanza rilevante e non solo crossborder, è un tema, diciamo, abbastanza delicato, ma è quello della reliance, no? Perché in un contesto di pagamento crossborder, se la tua controparte non ha la capacità o per chi non ha le licenze degli istituti di pagamento e non può fare pagamento a terza parte, quindi può fare un pagamento solo a prima parte o trasferire fondi solo alla prima parte, il tema diventa abbastanza complesso a livello di esperienza utente perché tutti, sia il beneficiario che sia il mittente del pagamento, sia chi invia il pagamento che il beneficiario del pagamento, entrambi devono essere onboardingati. Questa cosa è una frizione molto elevata per gli standard di, diciamo, di pagamento che ci sono adesso a livello globale. E quindi ci sono alcune controparti che cosa propongono? Propongono un meccanismo di reliance. Come sappiamo, la reliance può avvenire più o meno tra intermediari di pari livello sostanzialmente, no? O comunque con policy quantomeno standardizzate. Anche lì, noi adesso non è un'attività, non è un approccio che proponiamo in realtà attualmente e lo stiamo studiando abbastanza. Ne stiamo, diciamo, comprendendo tutti gli edge cases e i dettagli per essere sicuri che rientri nel nostro appetito a rischio. Ma di fatto, il concetto di reliance è abbastanza semplice, no? Se le nostre policy antiriciclaggio sono allineate e le nostre procedure anche, noi possiamo permetterci di accettare tuoi clienti perché tu gli hai fatto un'adeguata verifica che è in linea con i nostri standard. Anche lì, però, una volta che fai, vuoi avere la garanzia che nel caso in cui tu voglia avere informazioni su quello che poi di fatto è un tuo cliente, tu innanzitutto devi essere in grado di contattare il cliente direttamente perché l'hai assorbito come cliente nel contesto di reliance e seconda cosa, vuoi avere la garanzia che il soggetto su cui stai facendo reliance ti ha innanzitutto condiviso tutti i documenti e tutte, insomma, le informazioni in linea con le tue policy antiriciclaggio per quanto riguarda quella verifica, ma ti risponda anche in un tempo non sospetto. Quindi anche lì noi abbiamo lo stesso standard di comunicazione, dati mappati, molto facile inviarci i dati con le controparti.

Quindi abbiamo trattato un pochino il tema delle request for information su standard globali, il fatto che c'è di fatto comunque una standardizzazione a livello globale anche in paesi in emerging markets che vogliono operare con, diciamo, chiamiamoli western countries, nell'innalzare gli standard di antiriclaggio sia a livello di policy che a livello di procedure proprio per lavorare con controparti europee/americane. In ultimo, il concetto della reliance.

Abbiamo accennato in maniera un po' light l'overlapping tra il perimetro della MiCA e l'attività della PSD2 e il perimetro della PSD2 nel contesto di pagamenti crossborder con stable coin. Io non so se ci sono domande. Diciamo che il messaggio che voglio lasciare è: la maggior parte delle banche americane offrono servizi legati a crypto asset alla clientela, analizzano la possibilità di fare pagamenti crossborder o di tokenizzare asset. Il CIO di Lasset Manager più grande al mondo propone in ogni intervista in cui si presenta, dichiara che la tokenizzazione non è il futuro, ma il presente. Aircol, che è una piccola realtà italiana, processa miliardi di transazioni all'anno. Gli stable coin issuer ad oggi, cioè la size, i depositi a livello di stable coin issuer hanno superato i 300 miliardi. Il più grande issuer di stable coin al mondo è il terzo compratore di debito americano short-term più grande al mondo. Visa offre su carte che hanno settlement in stable coin. Mastercard ieri ha comprato un nostro competitor, infatti siamo molto contenti, abbiamo un competitor di meno e un pricing, un benchmark di pro rata di 8, pagandolo 45 volte le revenue. Questa è un po' la situazione di mercato in cui siamo, no? Quindi invito un pochino a voi che, diciamo, sedete in intermediari tradizionali e in strutture vigilate che appartengono più alla finanza tradizionale, a iniziare effettivamente a studiare l'argomento in maniera attiva perché non è più il futuro, è effettivamente il presente. Grazie.