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Sono qui per parlare del successo. La prima regola del successo è avere una visione. Se non hai una visione di dove stai andando e non hai un obiettivo chiaro che vuoi raggiungere, andrai alla deriva e non arriverai mai da nessuna parte.
Come sapete sono nato nel 1947 in Austria dopo la Seconda Guerra Mondiale e sono stato molto fortunato ad aver trovato la mia visione e la verità è che non mi piaceva l'Austria quando ci sono cresciuto. Non vedevo l'ora di andarmene. Non mi ci vedevo a diventare un contadino o un operaio in una fabbrica né niente del genere. Anche se i miei genitori volevano che rimanessi e avessi una vita normale, ma quella era una loro visione, non la mia. La mia visione era completamente diversa. Sentivo di essere nato per qualcosa di speciale, di unico, di grande.
E poi un giorno andai a scuola, ricordo che avevo 11 anni e ci mostrarono un documentario sugli Stati Uniti d'America. In quel documentario mostravano enormi grattacieli, edifici altissimi, enormi ponti, autostrade a sei corsie e tutte queste cose. E dissi, "È là che voglio essere. Non voglio restare qui circondato da piccole fattorie edifici modesti. Voglio essere in America."
Un giorno dopo la scuola passai davanti un negozio a Grazzo. Entrai, mi guardai intorno e vidi una rivista. Era una rivista di culturismo che aveva Redge Park sulla copertina. Redge Park era in quel periodo il tre volte Mister Universo e lo vidi sul grande schermo che interpretava Ercole. Lo guardai e dissi: "Wow, questa è la mappa per la mia vita. Questo è esattamente quello che voglio fare. Voglio diventare un campione di culturismo proprio come Redge Park. Voglio entrare nel cinema proprio come Redge Park. E voglio guadagnare milioni di dollari ed essere ricco e famoso proprio come Red Park."
Sapete quanto è stato incredibile sapere esattamente dove stavo andando? Pensate che la maggior parte delle persone non sa dove sta andando. Io sapevo dove stavo andando. Sapevo che sarei diventato un campione di culturismo come lui, quindi era solo una questione di come farlo. E mi sentì così sollevato perché quando hai un obiettivo, quando hai una visione, tutto diventa più facile.
E la gente mi chiedeva sempre quando mi vedeva in palestria ai tempi di Pimping Iron. Dicevano: "Perché ti alleni così duramente? 5 ore al giorno, 6 ore al giorno e sempre con il sorriso in faccia." E rispondevo così a queste persone perché io io sto puntando a un obiettivo. Davanti a me c'è il mister universo, quindi ogni ripetizione che faccio mi avvicina un po' di più al raggiungimento di quell'obiettivo al trasformare quella meta, quella visione in realtà. Ogni serie che faccio, ogni ripetizione, ogni chilo in più mi avvicina di un altro passo a trasformare quell'obiettivo in realtà. Quindi non vedevo l'ora di fare un altro set di squat da 230 kg, non vedevo l'ora di fare un altro set di pancaapiana da 230 kg, di fare 2000 ripetizioni di addominali. Non vedevo l'ora di fare il prossimo esercizio.
E all'età di 20 anni andai a Londra e vinsi il concorso di Mister Universo come il Mister Universo più giovane della storia. E questo accadde perché avevo un obiettivo. Lasciatemi dire una cosa, visualizzare un obiettivo e inseguirlo lo rende divertente. Devi avere uno scopo in tutto quello che fai nella vita. Devi avere uno scopo.
Il 75% delle persone negli Stati Uniti odia il suo lavoro. E non è molto diverso quando guardiamo l'Europa. La maggior parte delle persone non ama ciò che fa. La realtà è che lo fanno perché non si sono poste un obiettivo più alto e non hanno seguito quell'obiettivo. Semplicemente vanno alla deriva senza direzione. Se c'è un'offerta di lavoro la accettano perché ne hanno bisogno. Ma poi quel lavoro diventa un peso. È lavoro, non è divertente. Quindi, in pratica solo un quarto delle persone ama davvero quello che fa nella vita. Il che è incredibile se ci pensi. Per questo mi sentivo così fortunato di sapere quello che stavo facendo. È come uno studente di medicina che studia sapendo che vuole diventare medico, sa dove sta andando.
E lo stesso è successo nella politica. Ricordo che in politica avevo una visione molto chiara, che sarei stato il leader della California. era il massimo a cui potevo aspirare, poiché non essendo nato negli Stati Uniti non potevo candidarmi alla presidenza, quindi essere governatore del quinto stato più grande, o meglio, dovrei dire della quinta economia più grande del mondo, era per me il titolo definitivo, il più grande traguardo in politica. Quindi, anche se le persone si avvicinavano e mi dicevano "Perché non ti candidi a qualcosa di più piccolo? Non ce la farai mai". Mi candidai a governatore e due mesi dopo diventai governatore dello Stato della California. Ancora una volta perché avevo una visione molto chiara di quello che avrei fatto con la California.
Quindi questa è la regola numero uno, avere una visione. La regola numero due è non ascoltare chi dice che non puoi. Non ascoltare i pessimisti. Per ogni cosa che ho fatto nella mia vita, quello che usciva dalla bocca delle persone era è impossibile, non può essere fatto o semplicemente no. Questo è quello che sentivo, ma ho dimostrato a tutti che invece si poteva fare. Quindi ogni volta che qualcuno mi diceva "Non si può fare", io sentivo sì, si può fare. Quando dicevano io sentivo sì. Quando dicevano è impossibile io sentivo è possibile. Credo fermamente in quello che disse Nelson Mandela, che tutto sembra sempre impossibile finché qualcuno lo fa.
Quindi mi dissi, "Sarò io colui che riesce a farlo e io lo dimostrerò. Forse non è mai stato fatto prima e va benissimo così per me, ma io lo farò. Non ho ascoltato chi diceva che non si poteva." Dipende tutto da quanto lavori duro. Mi dissi se nel culturismo mi allenavo 5 o 6 ore al giorno e ha funzionato, farò lo stesso per la recitazione. E naturalmente andai all'università a studiare inglese, studiai l'eliminazione dell'accento, feci lezioni di recitazione e tutto questo genere di cose per tutto il giorno. Lavorai, lavorai e lavorai.
E nel giro di poco tempo girai un film chiamato Ercole a New York, che naturalmente fu un completo fallimento, ma non mi scoraggiò, continuavo ad avere la stessa visione e poi all'improvviso girai The Streets of San Francisco, feci Stay Hungry, Pumping Iron, The Villain e all'improvviso Dino De Laurentis e la Universal Studios mi chiesero di interpretare Conan, il barbaro come protagonista. E dopo aver fatto Conan il barbaro, il regista in una conferenza stampa disse ai giornalisti: "Il regista era John Milius. Disse loro: "Se non avessimo avuto Arnold avremmo dovuto costruirne uno." Pensateci. Lo stesso corpo al quale veniva detto che non si sarebbe mai potuto vendere perché non era il momento giusto, qualche anno dopo stava interpretando Conan il barbaro ed è stato il successo numero uno al Botteghino quando uscì nell'estate dell'82. Immaginate, il regista disse: "Se non avesse avuto quel corpo, avremmo dovuto costruirne uno". Quindi all'improvviso il mio corpo divenne un vantaggio, non un ostacolo.
E accadde la stessa cosa con Terminator. Dopo aver finito le riprese, James Cameron disse alla stampa: "Se Arnold non avesse avuto quell'accento e non parlasse come una macchina, credo che il film non avrebbe funzionato." Quindi pensateci, il corpo e l'accento che avevano criticato tanto ora era un vantaggio. Ma io non ho mai ascoltato quei perdenti, non li ho mai ascoltati. La realtà è che non puoi ascoltare chi è pessimista e questa è una lezione molto importante per tutti quanti voi.
Quindi quando qualcuno ti dice "No, questa è un'idea stupida nella tua mente non c'è bisogno di dirlo ad alta voce. Dillo a te stesso, non ne hai la minima idea." Che cosa ne sai tu? Ti adoro.