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Eccoci qua, benvenuti a questa giornata organizzata dalla Fondazione Corriere della Sera con amici di scuola di Sunga. Io sono Elvira Serra, lavoro al Corriere della Sera e qui accanto a me c'è Aldo Cazzullo che conoscete già tutti. Vi dico solo poche cose per inquadrarlo, ma insomma. Aldo Cazzullo è vicedirettore del Corriere, è la prima firma e sono sue le interviste più importanti che potete leggere, così come i commenti. Ogni giorno rispondi ai lettori in quella pagina che era stata di Indro Montanelli, quindi insomma giusto per darvi un'idea, andare il segno del declino del paese del giornalismo italiano.
Ecco, Aldo però è anche un saggista, il saggista più venduto in Italia, venduto oltre 2 milioni e mezzo di copia, è tradotto in tutto il mondo. Ma aggiungo un'ultima cosa, molti di voi sicuramente hanno imparato a conoscerlo in TV perché sulla 7 conduce il programma una giornata particolare. Peraltro, se l'avete persa, andate a ripescarvi con i vostri insegnanti la puntata dedicata a Pierpaolo Pasolini che è bellissima.
Qui però stiamo per parlare del tuo nuovo saggio, Francesco, il primo italiano. E anzitutto volevo chiedergli tu con Francesco è un rapporto speciale, hai chiamato anche il tuo primogenito, Francesco.
Sì, grazie Elvirra per le tue parole, grazie ai ragazzi e gli insegnanti del liceo Tenca che sono fisicamente qui e saluto tutti, mi dicono 15.000 studenti che ci stanno seguendo. Cercheremo di non annoiarvi, ve lo prometto. E sì, il libro dedicato a mio figlio Francesco e a tutti quelli che portano il nome del santo e quindi Francesco, Franca, Franco, eh Francesca, Gianfranco, perché in realtà Francesco si chiamava Giovanni. Francesco è un nome che nasce con lui, è un soprannome, vuol dire il piccolo francese. Forse era francese la mamma, ma non è sicuro. Di sicuro lui parlava francese e spesso noi diciamo in dialetto o in una lingua straniera delle cose che ci vergogniamo un po' a dire nella nostra lingua. Ad esempio, lui mendicava, chiedeva l'elemosina in francese o a volte diceva delle poesie o delle o cantava in francese. Il francese era la lingua della letteratura del tempo, era la lingua della letteratura cortese, la chanson de Rolan. E quindi lui usava il francese e allora lo chiamarono piccolo francese Francesco, che è una parola che nasce con lui, ma anche la parola frate nasce con lui. Prima non esisteva frate, vuol dire fratello, prima c'erano i sacerdoti e i monaci e i laici come noi e lui inventa una nuova categoria, il frate. All'inizio lui non pensava di fondare un ordine monastico. All'inizio lui pensava di fondare una comunità di laici tutti uguali, che anche questo è uno dei motivi del del fascino di Francesco, no? Il Medioevo era una società molto gerarchica, il re, il principe, il conte, il vassallo, il valvassino, il valvassore, il borghese, il l'artigiano, il povero, il lebroso, era proprio una scala. Lui dice, "No, qua siamo tutti uguali. Qua non ci sono mendicanti o miliardari, non ci sono nobili o playbei, qua siamo tutti uguali e questo già è rivoluzionario." Non solo, ma Francesco accoglie da pari a pari le donne >> e dice "Vabbè, che che cosa c'è? Ci mancherebbe altro". E ma 8 secoli fa non era una cosa normale. 8 secoli fa la donna era sempre di proprietà di un uomo. Prima del padre, poi del marito. Pensate che quando una donna si sposava, faceva dei figli, se il marito moriva e lei restava vedova, i figli non restavano con la mamma. La mamma tornava nella famiglia d'origine e i figli restavano con la famiglia del padre, con gli zii, perché erano di proprietà della famiglia del padre e quindi la mamma doveva lasciare perdeva il marito e i figli contemporaneamente e magari si risposava e ricominciava da capo. E i teologi discutevano se la donna avesse o no l'anima e qualcuno diceva di no che non ce l'aveva. Ecco, in un mondo così Francesco accoglie Chiara da pari a pari, si guardano negli occhi e si riconoscono. E Chiara non voleva obbedire a un uomo, voleva essere libera. Libera come era libero Francesco. La povertà per Francesco non vuol dire la miseria, vuol dire libertà, la massima forma di libertà, non avere niente da perdere, nulla da custodire e nessuno a cui sentirsi superiori. Per Francesco la causa delle inimicizie e della guerra erano il potere e la ricchezza. Si sbagliava, temo di no. Quelle sono oggi le cause della guerra, il potere e la ricchezza. E lui rifiuta il potere, rifiuta la ricchezza per essere libero. E Chiara vuole essere libero come lui. Lo va a trovare e gli chiede il permesso di andare a abitare con le sue amiche e la sua sorella insieme con i fratti. Lui all'inizio esita, dice già mi vogliono mandare sul rogo così se accento pure se arrivano pure le donne poi dice di sì. A quel punto Chiara esita perché si tratta di rompere con la sua famiglia, con la città, con la società del tempo. Ma Francesco la convince così nella notte della domenica delle Palme nel 1212 Chiara scappa di casa con una sua amica pacifica. Francesco la aspetta fuori dalle mura di Assisi con le torce e la porta alla Porfiuncola, questo posto dove vive la comunità. Poi siccome sa che la famiglia di Chiara reagirà, perché Chiara era nobile, Francesco era ricco, ma era figlio di un mercante. Chiara era figlio di una famiglia nobile, era oggi diremo per la sua famiglia un asset, era un patrimonio, l'avrebbero maritata bene. E allora lo zio, padre era morto, lo zio che si chiamava Monaldo, combinazione come il padre molto severo di Leopardi, lo zio va a riprendersi Chiara, ma Francesco le ha tagliato i capelli, quindi l'ha consacrata a Dio e lui la rispetta. Ma quando scappa di casa anche Agnese, la sorella di Chiara, a quel punto lo zio dice "Beh, una sì, ma due no" no. Prende le guardie armate, va a riprendersi Agnese. Qui è sempre difficile distinguere la leggenda dalla verità. La leggenda dice che Agnesi fu trascinata via di peso per i capelli e non c'era una pietra che non avesse una goccia di sangue, non c'era un un pruno che non avesse un capello biondo. Poi però per prodigio il corpo di Agnesi diventa pesante come il marmo. Nessun soldato riesce più a trascinarla, a muoverla e allora Chiara esce dal convento dove si era nascosta, le dà la mano, le dice: "Vieni sorella mia Agnese, andiamo a trovare il nostro sposo Gesù insieme con Francesco." E molte donne dal tutta l'Umbria vanno a unirsi alla comunità, donne che decidono liberamente il loro destino. Anche questa fu una rivoluzione.
Ecco, io intanto vi dico che se volete fare delle domande alzate la mano e poi eh una ragazza ci aiuterà a raccogliere le vostre domande, mentre anche gli studenti che sono collegati dal resto d'Italia, appunto i famosi 15.000 studenti le possono mandare, io le riceverò qua su questo iPad, per cui poi avrete la possibilità a tutti di fare le domande. Intanto però ne approfitto io per fartene un'altra. Tu proprio nel titolo chiarisci Francesco il primo italiano. Ma non è un azzardo definirlo il primo italiano. Lui era un ecologista e oggi che cosa facciamo all'ambiente? Lui era un pacifista e accidenti, se guardiamo le guerre che ci sono in questo momento nel mondo, ci viene un po' eh da aver paura. Ecco perché questa scelta.
Ma vedi, intanto dobbiamo chiarirci su cosa vuol dire essere italiani, cioè se essere italiano vuol dire mangiare la mozzarella buona, sognare la Ferrari e l'auto più veloce e sono cose importanti, sono la base della nostra economia, ma non è soltanto quello essere italiani. Io penso che ogni paese sia al mondo per fare qualcosa e anche l'Italia ha, secondo me, una missione, ma non è un'idea mia, è un'idea che risale a Dante. per Dante. L'Italia non era uno stato, c'era l'impero, era un po' l'Europa dell'epoca. Per Dante l'Italia era un grumo di di valori, di ideali e la missione dell'Italia era gettare un ponte tra la Roma dei Cesari e la Roma dei papi, tra la classicità e la cristianità. E da questo incontro tra, insomma, la civiltà romana e la civiltà cristiana nasce l'umanesimo, che è il motivo per cui l'Italia importante nel mondo, cioè il grande contributo che gli italiani hanno dato alla civiltà umana è l'umanesimo. Che cos'è l'Uesimo? È l'idea che avete presente l'uomo di Vitruvio, di Leonardo, no? Che sta tutto in un cerchio, è l'idea che l'uomo è al centro del mondo. L'uomo ha un rapporto diretto con Dio. Davanti a Dio tutti gli uomini sono uguali. E ogni uomo e ogni donna ha una dignità umana che va sempre rispettata. Quando Dante in fondo al suo viaggio, dopo avere eh dopo essere sceso nell'inferno, dopo aver scalato la montagna del purgatorio, dopo essere volato con Beatrice attraverso i cieli del paradiso sin davanti al volto di Dio, chiede di di vedere Dio, gli danno il permesso di vedere Dio e lui non se lo ricorda e tutta quella fatica scalare scendere all'inferno, scalare purgatorio per niente all'alta fantasia qui manco possa Le parole dell'uomo non possono descrivere Dio, però Dante sa di averlo visto. Un po' come quando sogniamo, ci svegliamo, non ricordiamo il sogno, ma sappiamo di avere sognato. Una sola cosa Dante la ricorda nel volto di Dio ha visto la nostra effige, ha visto se stesso, ha visto il volto di un uomo. Perché? Perché siamo fatti tutti a immagini e somiglianza di Dio e tutti siamo uguali davanti a Dio. E questo è l'umanesimo. E tutto questo, secondo me, comincia prima di Dante, comincia con Francesco. Comincia con Francesco che fondano comunità in cui tutti sono uguali. Comincia con Francesco che accoglie le donne da pari a pari. Qual è un'altra figura che incarna tutto questo? quella di Virgilio. Perché Dante sceglie Virgilio come guida nell'aldilà? Poteva scegliere un altro, no? sceglie Virgilio perché Virgilio è il poeta della Pietas e la Pietas è il sentimento romano, latino in cui i cristiani riconoscono se stessi. Apparentemente tra l'Impero Romano e il cristianesimo c'è una cesura, perché i romani perseguitavano i cristiani. Di solito i romani erano molto tolleranti, hanno costruito il panteon per dire, questo è dedicato a tutti gli dei, anche gli dei che non conosciamo, anche gli Non soltanto si poteva diventare romani, indipendentemente dal colore della pelle, dal posto da cui si veniva, ma anche gli dei potevano diventare romani. I romani conquistavano l'Egitto e importavano Iside, conquistavano eh la non so la Mitra da dove veniva da Frigia. e e veniva a riceera mitria, facevano i mitrei così il sole invictus, no? La festa del sole invincibile il 21 dicembre, non è sol stizio d'inverno, non a caso poi il Natale viene collocato in quelle date lì. L'un è l'unico Dio, l'unici l'unica religione che viene perseguitata è quella dei cristiani. Ma perché? Perché il Dio cristiano era un Dio universale. Il cristianesimo è una religione universalista, è una religione che fa proselitismo, che vuole convertire gli altri. L'ebraismo non è una religione universalista. Gli ebrei non vogliono convertire gli altri. Sì, si può diventare ebreo, ma è un percorso molto complesso. Il cristianesimo, come l'Islam dopo, è una regione universalista e quindi i cristiani avevano un solo Dio e rifiutavano di adorare l'imperatore. Non solo, ma il cristianesimo appariva e il rovesciamento del mondo romano. La miseria che per i romani era una sciagura, la povertà e diventa una virtù. Passate poi a San Francesco. Il corpo che i romani ungevano, massaggiavano, depilavano, esibivano, allenavano, deliziavano con ogni sorta di piacere il cibo, il sesso, il vino, le terme, il corpo diventava qualcosa di negativo. Quello che importa per i cristiani è l'anima, è lo spirito. Anche se Francesco non la pensa così. Francesco considera il corpo un dono di Dio, una creatura di Dio e si rivolge al proprio corpo chiamandolo fratello corpo, scusami se ti ho maltrattato in questi anni con i digiuni, con i viaggi. E la croce che era per i romani il simbolo della morte più ignominiosa, la morte del traditore, sedizio, no? La sedizione, la morte pubblica, umiliante, dolorosa, diventava il simbolo della salvezza. E fino a quando un imperatore Costantino intuisce che questa strana religione che nessuno riesce a sradicare la si può abbracciare. Ma già prima Virgilio quando deve scegliere un antenato per i romani, voi sapete che Roma diventa padrona del mondo e aveva bisogno di una storia un po' più nobile e un po' più letteraria di quella terribile, Romolo, Remo, un gemello che uccide un altro gemello, poi l'eratto delle Sabine che poi è uno stupro di guerra e poi l'Ucrezia che è violata dal figlio del re si suicida e allora nasce la Repubblica. No, troppo sangue, stupri, fratricidi, serve una storia più nobile, più letteraria. E dove la si va a prendere? In Grecia, Grecia capta Ferum Victorem Chapita. La Grecia conquistata a sua volta conquistò l'orozo vincitore verso di Orazio e allora si va a prendere il fondatore di Roma nei poemi omerici e chi poteva essere Achille. Qualcuno dice "No, discendiamo da Achille, siamo i più forti". Altri dicono "No, noi discendiamo da Ulisse, siamo i più intelligenti, più astuti". Virgilio dice: "No, noi discendiamo da Enea, il più pietoso." Enea non è un vincitore, è uno sconfitto. Enea fugge da una città in fiamme, è un profugo, oggi diremo un migrante. Enea non è mai il padrone del proprio destino, vorrebbe restare con sua moglie, ma la deve abbandonare. Si innamora di Didone, ma deve abbandonare anche lei perché deve sposare una principessa italica, deve fondare Roma. vorrebbe difendere la sua città, ma deve deve scappare. Però scappa con il padre Anchise sulle spalle e con il figlio Yulo, da cui la Jens Julia Giulio Cesare per mano e lui è è il pio, pietas. Pietas non vuol dire solo pietà, misericordia, vuol dire anche forza morale, lealtà. Ecco, per questo Virgilio sceglie Nea, l'eroe della Pietas, e per questo Dante sceglie Virgilio come guida nell'aldilà. E Dante è molto legato a Francesco, trova in Francesco molte idee. Francesco arriva a Dio attraverso l'amore per le creature. Dante arriva a Dio attraverso l'amore per Beatrice. E guardate che Dante trova in Francesco anche alcune idee che a noi possono sembrare reazionarie perché Francesco era un rivoluzionario, ma era anche un reazionario. Al tempo di Francesco nasce tutto. Nascono le città, le cattedrali, le università, le banche, la finanza. il denaro. Esisteva già il denaro, ma ce ne era poco, l'economia cortense, lo sbaratto. Invece al tempo di Francesco vengono creati immense quantità di denaro che finiscono in pochissime mani, proprio come adesso. E Francesco rifiuta il denaro. Lui dice ai suoi frati: "Voi mendicate, ma dovete farvi dare cibo, non soldi". E Francesco rifiuta anche i libri, cosa che a noi può sembrare assurda, ma il libro a tempo di Francesco era una cosa da ricchi e non c'era la carta, non c'era la stampa, i libri andavano scritti a mano, parola per parola, sulla pergamena, venivano miniati, dorati, avere un libro come era come adesso avere una Ferrari o addirittura un avere una casa. Non solo, ma la cultura per Francesco era sinonimo di potere, di arroganza, di orgoglio, per questo che la rifiutava. In realtà era un uomo colto e soprattutto era uno scrittore fantastico. E lui scrive nel testamento: "Chi veniva con me doveva dare tutto ai poveri e non e possedevamo una sola tunica rappezzata dentro e fuori e non volevamo avere di più ed eravamo illetterati e sottomessi a tutti". Ecco, nell'era dell'arcisismo di massa dire "Noi siamo sottomessi a tutti qualcosa di incredibile." E concludo, hai ragione Elv, noi lui era un uomo di pace, noi facciamo la guerra. Lui diceva di amare tutte le creature, gli animali, i fiori, le piante, il sole, le stelle, l'acqua, l'aria, la terra, il fuoco, i quattro elementi, i quattro pilastri della creazione e noi la creazione la stiamo distruggendo. Lui insegnava a rispettare la dignità di ogni uomo, di ogni donna e noi la dignità umana la stiamo calpestando. Non soltanto perché trattiamo come schiavi tre quarti dell'umanità, ma anche perché stiamo preparando un terrificante mondo post umano. Non so cosa avete pensato voi quando avete sentito questa intercettazione, secondo me neanche tanto rubata, tra Shijin Ping e Putin che discettavano come diventare immortali. Questi vogliono, mas ci sta pensando, creare dei cyborg immortali su cui innestare la loro coscienza su un chip, i tuoi ricordi, le tue idee, la tua personalità. creeremo un mondo post umano con delle creature, mettendo insieme biotecnologia e intelligenza artificiale, clonazione e intelligenza artificiale, creeremo dei cyborg che avranno come cervello il computer e come memoria la rete. Sapranno molte più cose di noi, saranno molto più intelligenti di noi e non si capisce perché debbano obbedirci anziché impartirci ordini. fantascienza. È possibile se io avessi detto mio nonno che un giorno avrei girato con un telefono in tasca e mio nonno avrebbe detto "Ma no, non è possibile, fantascienza". Se io avessi detto a mio padre che questo inorità non è un telefono, è un piccolo computer con cui posso in teoria connettermi con tutte le persone del mondo, avrebbero detto fantascienzi, ci arriveremo. E secondo me Francesco col suo umanesimo può essere un antidoto interessante sia per proprio per questa tutela della dignità umana che lui ripete ogni circostanza. e lo ripete quando scrive la lettera ai governanti della terra e dice: "Voi dovete volere il bene del popolo, non l'applauso del popolo." Quando scrive una frase praticamente profetica, quando Francesco scrive: "Ognuno deve essere remunerato, pagato, non secondo la propria autoritas, ma secondo il proprio lavoro." Guardate che sembra una frase scritta ieri. Pensate a noi abbiamo avuto anche in RCS Elvira. manager che hanno lavorato male, lasciato a casa delle persone, impoverito gli azionisti e l'azienda e se ne sono andati con milioni via, con milioni di euro di bonus. Non veniva pagato il lavoro, il merito, veniva pagato lo status. Erano manager, quindi avevano diritto ad avere milioni di euro. Veniva pagata, avrebbe detto Francesco, l'autoritas. Non solo Francesco conclude il cantico delle creature ringraziando Dio per nostra sora morte corporale. Chiamare la morte sorella cosa c'è di più straordinario? Questi vogliono diventare immortali, ma l'immortalità è sempre stata il sogno dei cattivi, non il sogno dei buoni. Non a caso il sogno di Shigin Ping e di Putin, due autocrati che reprimono l'opposizione. Se possono li eliminano fisicamente gli oppositori. Morire è un atto di generosità, vuol dire anche lasciare spazio ai vostri ai figli, ai nipoti, voi siete ragazzi e non ci pensate e continuerete a non pensarci per molto tempo. Però è una questione che invece noi che già cominciamo ad andare verso verso quella parte della vita ci riguarda. E io penso che Francesco ci ha ci ha insegnato ad amare tutto il creato, tutte le creature, persino le cose che sono drammatiche, sgradevoli come la morte e penso che questo suo umanesimo sia un antidoto molto importante verso questo mondo post umano che stiamo costruendo. Tu prima hai citato l'intelligenza artificiale, ecco, non riguarda il tuo libro, però mi faceva piacere sapere cosa ne pensi, visto che abbiamo tanti studenti che ci ascoltano e tanti insegnanti.
M Io so che molti, anche tanti colleghi la utilizzano nel loro lavoro. Devo dire che io personalmente preferisco la mia intelligenza fallace che non le suggestioni che mi dà un riassunto di un libro fornito dall'intelligenza artificiale.
Ma io devo confessarvi un limite. Io sono poco tecnologico, la tecnologia la subisco più che, cioè, sì, vabbè, mi rendo conto che alcune cose sono utili, però io l'utelligenza artificiale non la uso e non la userò mai. Eh, mi hanno mandato, non so, non uno, pensate, non si firmavano neanche nome e cognome, è arrivata una mail anonima in cui dice "Ah, noi ci divertiamo a scrivere gli articoli e dando all'intelligenza artificiale gli strumenti per farli di volta in volta con lo stile di un giornalista diverso e oggi hai toccato a te." e mi hannoato questo articolo, vi giuro, non c'era una parola che io avrei usato, ma proprio hanno cannato completamente. Ma al di là del delle singole persone, io penso che l'intelligenza artificiale è sicuramente una grande opportunità che va colta, che va indirizzata, che va governata, bla bla, in realtà sarà la più grande distruzione di lavoro nella storia dell'umanità. L'intelligenza artificiale farà al lavoro intellettuale quello che i robò l'automazione hanno fatto negli anni 80 e 90 al lavoro operaio l'hanno distrutto. A Mirafiori c'erano 55.000 operai, adesso ce ne sono meno di 5.000 tutti in cassa integrazione. Tra qualche anno non ci saranno più neanche quei 5.000. E l'intelligenza artificiale distruggerà il lavoro impiegati, il lavoro del bancari, degli assicurativi, degli studi professionali, ingegneri, architetti, medici, giornalisti, certo non tutti, ma una gran parte. resteranno pochi lavori molto ben remunerati e tanti lavori mal pagati che nessuno vorrà fare che faremo fare al nuovo arrivato tra tra i immigranti. Non mi sembra una prospettiva esaltante, però naturalmente io spero di sbagliarmi e spero di essere smentito.
Bene, adesso invece continuiamo con Francesco, >> anche perché, scusami, finisco, >> cioè questi padroni della rete, questi padroni della tecnofinanza, che poi sono cose collegate, no? E e c'è una bolla spaventosa, cioè le le aziende dell'intelligenza artificiale e in generale e delle revoluzione digitale hanno capitalizzano in borsa più del PIL di interi stati. Prima o poi tutte le bolle devono scoppiare, vedremo. Ma questi hanno già dimostrato che se possono massimizzare il profitto non guarderanno in faccia nessuno, se ne fregheranno completamente dei costi sociali e tu dici "Ma cosa cosa una ricchezza che non si riesce neanche più a calcolare i biliard bilioni trilioni? Non è non è quello, cioè Vittorio Valletta che era un signore completamente scomparso dalla memoria nazionale. Non c'è una via dedicata a Valletta, ma Valletta è quello che ha fatto della Fiat più grande azienda italiana. Valletta non era un duro, però Valletta era uno che si poneva al problema che i suoi operai avessero soldi per comprare la 500. A uno che traffica in criptovalute non gliene frega niente se la gente muore di fame. E lui cosa gliene importa? Lui non ha bisogno di consumatori, lui fa soldi con altri soldi. Per questo che temo questo mondo post umano e meno la gente va sempre meno a votare nella demografia non crede più nessuno e quindi non c'è neanche questo freno della politica. Non a caso questi padroni della rete sono alleati dei politici. Ieri finanziavano i democratici, adesso finanziano Trump. Vi dicevo le cose che Dante trova in Francesco. Dante trova in Francesco non soltanto l'idea che si arriva all'amore di Dio attraverso l'amore per le creature, in particolare per la donna. Dante trova in Francesco anche la condanna del denaro, del denaro fatto in un certo modo, fat dai soldi fatti con altri soldi. Dante manda l'inferno tra eh tra i bestemmiatori, cioè vicino quelli che fanno violenza a Dio, gli usurai. E allora Dante chiede a Virgilio, ma come mai gli usurai sono vicini ai bestemmiatori? Cosa c'entra? E Virgilio dà una una spiegazione che io vi sintetizzo in pochi secondi. Seguitemi però perché è e è facile apparentemente complessa, in realtà è facile. Cosa dice Virgilio? Dice la natura è figlia di Dio. Dio l'ha creata, no? e quindi è figlia di Dio. L'arte dell'uomo imita la natura e quindi l'arte è nipote di Dio. Gli uomini traggono il loro pane dalla natura, i contadini, i vignaioli o dall'arte, gli artigiani, gli artisti, ma quelli, gli usurai, che fanno soldi con altri soldi sulla pelle della povera gente, offendono Dio e quindi vanno all'inferno vicino ai bestemmiatori. Bene, Aldo, tu eh ti sei occupato anche, insomma, hai seguito molto da vicino eh l'elezione del nuovo Pontefice, sei molto amico del presidente della CEI e Matteo Zuppi. Volevo chiederti, ma è un caso che eh il diciamo il Papa che ci ha lasciato Bergoglio abbia scelto come nome Francesco e il nuovo Papa abbia scelto il nome di Leone che era il migliore amico di Francesco.
Scate, quando hanno letto Bergoglio all'inizio ero un po' deluso perché avevo scritto un libro con il cardinale Angelo Scola, eh, cardinale di Milano, e quindi, insomma, tutto sommato una speranziella che facessero scola, ce l'avevo. Però dopo 2 secondi ho cambiato idea. Intanto quando ho scelto il nome Francesco e poi quando l'ho sentito parlare per la prima volta, voi vi ricordate lezioni di Papa Francesco? >> Eravate molto piccoli. >> Chi si ricorda la lezione di Papa Francesco di voi? Il Grandi Celli se la ricorda? Il professore se la ricorda? Allora, Francesco tanto sceglie il nome Francesco ed erano in in 8 secoli, da quando muore San Francesco, non era mai successo che un Papa si chiamasse Francesco. E poi dice quanto vorrei una chiesa povera per i poveri e in quel momento lui si è giocato la curia romana. La curia sono i cardinali, le persone che si che governano la la Santa Sede, lo Yor eccetera eccetera, che non sono necessariamente cattivi, ma che però hanno bisogno di un papa che metta la mozzetta rossa, che metta le babbuce rosse, che gira con la pappa mobile, che sta nell'appartamento, che guarda Piazza San Pietro, che va a Castel Gandolfo, mentre Francesco non faceva niente di tutto questo, viveva in un residence, aveva le scarpe ortopediche e rifiutava le babbuce, tutti gli orell gli ornamenti il potere e la curia Sis come >> anche aveva anche quella croce, insomma, >> una croce molto molto molto modesta, molto semplice e queste cose disorientavano un po' la curia e in generale Francesco è stato osteggiato, ostacolato dai conservatori come nessun altro Papa che io mi ricordi. Se avesse fatto Francesco quello che ha fatto Giovanni Paolo II, che nel 1986 chiamò tutti i capi delle altre religioni, musulmani, ebrei, sic, indu, zorostriani, giainisti, buddisti, animisti a pregare alla pare con lui ad Assisi, sulla tomba di San Francesco per la pace, avrebbero fatto uno scisma, gli sarebbero saltati al giugare i conservatori. L'ha fatto Witiva e nessuno ha potuto dirgli niente. Se Francesco avesse fatto quello che ha fatto Papa Giovanni Paolo II, chiedere perdono il me culpa per le colpe della Chiesa, anche lì non oso pensare cosa sarebbe successo. Adesso c'è un altro Papa che si chiama Leone. Leone è il nome del migliore amico di San Francesco e anche il nome di Leone X che era il papa della Reerum Novarum, l'enciclica che affronta il tema della rivoluzione industriale. E il Papa dice dopo gli anni oscurentisti di Pio Io c'è un nuovo Papa che dice "Qua sta cambiando il mondo e i contadini stanno diventando operai". Ma dal nostro punto di vista noi vogliamo che restino cattolici, che non diventino socialisti e quindi in quella enciclica eh getta le basi per la dottrina sociale della Chiesa e e il rispetto del lavoro, cose che diceva Francesco. Francesco il Santo. Adesso Leone X affronta la rivoluzione dell'intelligenza artificiale della la rivoluzione digitale, quindi ha scelto questo nome anche per accettare un ponte tra il Papa della della Rerum Novarum e questo mondo che noi non conosciamo. Stiamo entrando tutti in una terra incognita, in una terra sconosciuta. Voi farete i mestieri che adesso non esistono o non esistono i nomi per definirli. E questa cosa me la dicevo coi miei figli 10 anni fa che facevamo un libricino che si chiamava Metti via quel cellulare che scrisse con mia figlia Rossana Chiara e con mio figlio Francesco. Quando avevano la vostra età, non facevano il liceo e io partivo dal fatto, ragazzi, non so ne può più ogni volta che andiamo in pizzeria, anziché i vostri bei visi, entrambi assomigliano alla madre e mi vedo davanti il vostro cellulare e loro mi dicevano "Papà, tu sei l'ultimo che può parlare perché sei sempre chino sul cellulare". Insomma, abbiamo fatto un po' una lunga discussione durante tutto il libro su questo tema, siamo arrivati alla conclusione che il cellulare ormai non so, non si può più stare senza. L'importante è essere noi il padrone del cellulare, non viceversa. Altrimenti avrebbe ragione Al Tan, l'umorista di Repubblica, che una volta fece una vignetta in cui si diceva "È record". Ogni cellulare possiede un italiano.
Intanto non c'è nessuna domanda, proseguo io. Vedo che però c'è >> ma qualcuno si è preparato delle domande, no? Perché sapevate che venivate >> intanto sì, ne abbiamo già una che è arrivata dal liceo scientifico Leonardo da Vinci di Florida nel Siracusa. >> Leonardo da Vinci, cui abbiamo dedicato una puntata di una giornata particolare mercoledì scorso e quindi >> e Valentina chiede qual è il messaggio di Francesco alle nuove generazioni?
Ma lui scrive Francesco e prima di morire scrive una lettera a tutti gli abitanti della terra che sono e che saranno e quindi scrive una lettera anche a noi, anche a voi. Questo già è profetico, no? Uno che prima di morire si rivolge all'umanità che verrà, no? E lui è ovviamente lui, sai, lui è un santo, una persona che ha una grande fede e dice e noi siamo madri di Gesù quando lo portiamo nel cuore e lo generiamo al mondo con le nostre opere buone. Ecco, avete presente la teologia della prosperità di Trump? Ecco il contrario. E questo è molto interessante perché Francesco spesso pensa a se stesso come donna, in particolare come madre. a un compagno scrive: "Se ti manca tua madre e hai bisogno e hai bisogno di altri conforti e vuoi venire da me, vieni pure la madre è lui." In un altro brano della regola dice: "I frati che vogliono vivere da soli siano però almeno in almeno in numero di quattro. Due siano da facciano da madri e due da figli". Quindi la comunità che Francesco fonda è una comunità in cui non ci sono dei ruoli definiti, in cui si può essere fratello e sorella, in cui si può essere madre e figlio. Tant'è che io nella prima versione del libro scrivevo che volendo in modo è sempre sbagliato dare a un fenomeno storico antico i nomi del presente, così come è sbagliato dare al presente i nomi del passato. Ad esempio, l'uso che si fa della parola fascismo. E io ho scritto un libro si chiama Mussolini, il capobanda, e uno spettacolo della Trale che si chiama Il duce delinquente. Quindi potete immaginare qual è il mio giudizio del sul fascismo. Fascismo è un fenomeno storico ben preciso. Si dire adesso, prima vi ho parlato malissimo di Putin che io considero un criminale di guerra, ma dire "Ah, Putin è fascista" non aiuta a capire e se tutto fascismo, nullo è fascismo, no? Quindi usare le categorie del passato per definire il presente è sbagliato. La non è vero che la storia si ripete sempre. la storia non si ripete mai o comunque mai con gli stessi nomi nelle stesse forme, anche se alcune idee del fascismo non sono state sconfitte e quindi quando torna la xenofobia, l'odio per l'altro, l'odio per lo straniero, il razzismo, il nazionalismo esasperato, non vuol dire che stia tornando al fascismo, vuol dire che alcune idee del fascismo non sono state sconfitte e tocca a tutti quanti noi, indipendentemente se uno sia di destra o di sinistra, sconfiggerle. Allo stesso modo usare le categorie del presente per definire il passato è sbagliato, ma secondo me chi avesse definito la comunità di Francesco e depurata dai legami erotici come una comunità queir avrebbe fatto una forzatura, ma secondo me non si sarebbe allontanata tantissimo una cosa. Però quando ho fatto leggere il libro a Zuppi non miha detto niente. Quando l'ho fatto leggere a Fra Mauro Gambetti che è stato fatto cardinale da Francesco ed adesso è stato lungo il custode della tomba di San Francesco, adesso è il custode della Basilica di San Pietro, metto, guarda, second roba della famiglia Quir rischia di essere compresa male, equivocata male. Già vedevo certi giornali che non mi amano, titolare Gzzullo Francesco. Allora, quindi l'ho tolta perché in effetti è sbagliato usare la parola del presente per definire il passato. Di sicuro questo è oggettivo. Francesco spesso spesso pensa a se stesso come madre, come donna. E questa è un'altra conferma di questo grande amore spirituale, di questo grande rispetto che portava alle donne.
Intanto sono arrivate molte domande, volevo dirti, quindi cerchiamo di rispondere a tutte. Allora, ehm, >> ecco, questa è interessante perché ci porta poi al Cantico delle Creature e Dalicio Cotta di Legnano chiedono perché secondo lei Francesco ha scelto di scrivere in volgare invece che in latino e quanto è stato importante questo gesto?
Beh, banalmente perché sapeva Maluccio il latino, eh, e però avrebbe potuto scrivere il latino, non c'è dubbio. E mentre infatti alcune cose invece scrivono le scrive in latino, mentre il Cantico della Creature lo scrive in volgare ed è in effetti una cosa modernissima. Poi Dante sceglierà di scrivere Divina Commedia volgare, però eh più di 100 anni 100 anni dopo. E in questo senso dico che Francesco è il primo italiano perché il primo scrive una poesia in italiano, Cantico delle Creature. Inventa il presepe, cioè in ogni casa c'è un presepe, no? Il presepe lo inventa lui. È lui che per primo fa il presepe vivente e mette il bue e l'asinello. Nei Vangeli il bu e l'asinello non ci sono. Se lo inventa Francesco. Il culto di Gesù bambino nasce con Francesco. Francesco reinventa il teatro. Qualcuno di voi ha visto Non ci resta che piangere i film con Benigni e Truisi? Avete presente quando c'è il frate che dice "Ricordati che devi morire?" Cosa risponde Truis? >> Muove lo segno. Ecco, le prediche di Francesco erano diverse. Cioè, Francesco non era noioso o non voleva fare paura. il diavolo, la morte, le fiamme dell'inferno. Francesco ci diceva che essere cristiani è una cosa bella, che essere uomini e donne è una fortuna, è una felicità e quindi le sue prediche scaldavano il cuore. Erano dei veri e propri spettacoli teatrali. De toto corpore facebat linguam. Di tutto il corpo faceva lingua, predicava con tutto se stesso, poteva danzare, poteva dire poesie, poteva cantare, poteva fare del mimo e quindi in qualche modo rifonda il teatro, rifonda la pittura. Prima di Francesco c'erano i fondi oro, i santi erano tutti uguali come delle icone, fissi immobili già in paradiso, ispirati da Francesco dal suo amore per il paesaggio, per le creature, per le piante, per gli animali. Giotto, gli altri pittori inventano il paesaggio e poi Francesco nasce e vive e riposa in Umbria, nel cuore d'Italia, ma gira freneticamente per l'Italia, va a Bologna, va a Firenze, va a Roma, va ad Arezzo, va ad Ancona, va a Venezia, va alle crociate. E quindi anche in questo senso, secondo me Francesco è un po' il il primo italiano e non a caso scrive in italiano. Un italiano abbastanza simile a quello di oggi, se ci pensate sono passati 800 anni, il francese e l'inglese sono cambiati molto di più, anche perché sono state lingue usate. L'italiano ha riposato per sé quello perché era una lingua letteraria che fuori dalla Toscana non parlava quasi nessuno. E poi, ad esempio Francesco scrive per dire che c scrive ke come si scrive adesso nei WhatsApp, quindi sotto certi aspetti è davvero molto avanti.
Era molto avanti. Ma invece dalla terza del turistico Tasaragislani di Pisogne chiedono è corretta la definizione di Francesco come giullare di Dio.
Ma lui stesso si definisce così. Ioculatore, parlavano dei frati dice gli occulatore day. E infatti il film di Rossellini si chiama Francesco Giullare di Dio. Il giullare era una figura umile, no? Nelle corte. dice, "Noi siamo giullari di Dio e facciamo dobbiamo siamo i suoi buffoni e dobbiamo divertire, affascinare gli altri, dobbiamo il dovere di essere sempre allegri". È scritto nella regola, eh, dice i fratelli devono sempre essere allegri e felici, soprattutto quando sono in compagnia di persone tenute in nessun conto. I poveri, i lebrosi e i mendicanti della via. Anche se ogni tanto Francesco si incazzava, eh. Cioè era abbastanza fumino. Una volta un frate negò le lemos a un povero dicendo "Ma tu non sei povero, tu sei un ricco travestito". E allora Francesco sentì e disse a quel frate: "Adesso tu ti spogli nudo, ti metti in ginocchio e baci i piedi al povero". E questo ha dovuto obbedire, insomma, >> accidenti. >> Anche se poi Francesco diceva "Io non voglio essere un capo come quelli della delta terra, del mondo, non voglio picchiare o frustare o minacciare." Infatti a un certo punto se ne va quando vede che il suo la sua comunità sta diventando qualcosa di diverso, sta diventando un vero e proprio ordine religioso, monastico, lui se ne va, se ne va, si dimette, va sulla lì, secondo la tradizione riceve le stimmate, cioè riceve le ferite di Gesù, ha le mani, ai piedi, al costato. segno di santità. Certo, prodigio, probabilmente sì, ma anche le stimmate sono un modo per allontanare Francesco dalla terra, per legarlo nel cielo. Beh, un nuovo Gesù alle ferite di Gesù è un modello unico, inimitabile e se è inimitabile tanto vale non imitarlo. Continuiamo a fare come prima, ad accumulare denaro e potere, lui sta lì in cielo, pregherà per noi. E quindi Francesco aveva anche un disegno politico sociale, eh, non soltanto, chiaro, chi chiaro, non politico nel senso di partitico, ma aveva questa idea della comunità di Uguali, questa idea che i potenti devono cercare non l'applauso del popolo, ma il suo bene. Aveva un suo progetto che è stato un po' sterilizzato, scrive Jacqu Legoff, grande studioso del Medioevo, francese, purtroppo non c'è più, che Francesco è stato anche un alibi per la Chiesa. Quelli come Francesco rischiavano di finire sul rogo, però lui la chiesa non la voleva distruggere, la voleva salvare e Papa Innocenzo ha l'intuizione che quelli come Francesco gli potevano servire perché servivano a tenere dentro la chiesa energie e idee che altrimenti potevano essere rivolte contro la Chiesa, gli eretici, la differenza tra Francesco e gli eretici che sotto certe aspetti si assomigliano moltissimo, la povertà e però gli eretici di solito sono contro i sacramenti. contro il ruolo del prete come mediatore mediatore tra Dio e l'uomo. Invece Francesco rispetta i sacerdoti e dice: "Dovete obbedire anche quando vi sembrano indegni, perché sono quelli che trasformano il pane nel corpo di Cristo e il vino nel sangue di Cristo". E quindi lui rispetta la Chiesa, rispetta la Chiesa, ma non vuole entrarvi né come prete né come monaco e quando vede che ormai va a finire così, lui si dimette e se ne va. Ecco, abbiamo parlato più volte della libertà di Francesco, della povertà come libertà e dal liceo Giulio Cesare da Varano di Camerino chiedono proprio questo. Francesco ha scelto di obbedire alla Chiesa, ma senza mai rinunciare alla sua libertà e coerenza. Cosa ci insegna oggi sul modo di vivere l'autorità e il potere senza tradire i propri valori?
Ah, >> domanda interessante, anche perché la Chiesa non è una democrazia. La chiesa è nella chiesa c'è un capo che è il papa, poi ci sono i cardinali, poi ci sono i vescovi. La chiesa è una struttura gerarchica anche e i monasteri sono strutture gerarchiche e lo erano al tempo di Francesco e molto spesso la gerarchia che c'era nel monastero, dove c'era il priore, c'erano i suoi vicarechia che rispecchiava la gerarchia sociale. Il priore era un aristocratico, la badessa era un'aristocratica. questa scelta di Francesco di dire siamo tutti uguali e abbiamo tutti una sola tunica rappezzata dentro e fuori e beh, questo se non è rivoluzionario questo. Quindi questi che ti dicono "Ah, però Francesco e era dentro la chiesa". Sì, e lui rispettava il sacerdote, rispettava il Papa, però non rinunciava alla sua libertà e non è facile trovare ogni volta il coraggio di stare dentro, ma nello stesso tempo di essere indipendenti, autonomi. Eh, Francesco, ad esempio, scrive nel testamento, io volevo vivere secondo il Vangelo scrissi una regola, andai dal Papa e il Signor Papa me la confermò. Il signor Papa. come dire, io lo rispetto il Papa, però la regola me la sono scelta io e l'ho trovata nel Vangelo, segno che evidentemente la Chiesa, secondo il Vangelo, non viveva e a me molto spesso non vive, anche se io rispetto molto il sacerdote che è ancora uno uno degli ultimi mestieri che si fa in mezzo alla gente ed è però è uno dei mestieri che gli italiani non vogliono più fare. Ci sono sempre più sacerdoti che importati, meno male che ci sono, però il sacerdote quando ero ragazzo io era ancora una figura sociale di riferimento e
Il sacerdote mangiava quando gli altri digiunavano, studiava quando gli altri a 12 anni erano nei campi o in bottega e adesso queste cose un po' sono venute meno. I miei nonni erano certi dell'esistenza di Dio come del fatto che il sole sorge e tramonta. Non avevano dubbi. I miei genitori già hanno coltivato dei dubbi, anche se andavano messe tutte le domeniche. La mia generazione è stata la prima generazione che gran parte è stata agnostica, che non vuol dire atea, vuol dire che sai di non sapere. Adesso non so che tipo di domande voi vi facciate. Secondo me sono queste domande sono molto attuali. Capire chi siamo, da dove veniamo e dove andiamo, proprio perché stiamo costruendo un mondo post umano. Io non credo che la Terra scomparirà, la Terra ci sarà. Bisogna capire se ci saremo noi e che cosa diventeremo.
"Speriamo di esserci, anzi ci sarete voi soprattutto." Ecco, qua l'abbiamo un po' accennato prima, ma da Campobasso l'Istituto Pagano ci chiede: "Si parla spesso di Francesco come un santo ecologista, è una lettura giusta o è un modo moderno di reinterpretarlo?" E qui, perdonami, aggiungo anche ecologista, ma anche animalista, no? Sul lupo di Gubbio.
Ecologista e animalista sono parole moderne che Francesco non avrebbe mai usato, però io penso di sì che lo possiamo definire così. Uno che scrive una lode per tutte le creature e poi come il sole, la luna, eh le stelle, l'acqua, l'aria, la terra, il fuoco, gli animali, le piante, più ecologista di così. E lui amava gli animali. Gli animali erano nel Medioevo considerati delle cose a servizio degli uomini e lui ama gli animali, ama gli agnellini, ad esempio, perché vede nell'agnellino la metafora di Gesù e lui in giro quando quando trovava andava in giro trovava degli agnellini condotti al macello, lui voleva comprare, so che non aveva mai un soldo, allora si toglieva il mantello, dice prendete questo, datemi l'agnellino oppure non so, il lupo di Gubbio è probabilmente una metafora, una leggenda, però è una leggenda affascinante. Questo lupo che sbranava non solo le greggi, ma anche gli uomini. Lui lo affronta e il lupo gli dà la zampa e fanno un accordo. Dice "Gli abitanti di Gubbio ti daranno da mangiare e tu non ucciderai più nessuno". Così il lupo di Gubbio diventa una mascot, un lupo da compagnia. Qualcuno dice che il lupo di Gubbio è una metafora di un di un signorotto locale feroce che viene amanszito da Francesco. Di sicuro lui parlava con gli uccelli, lo faceva anche provocatoriamente quando gli uomini non lo stavano a sentire. Perché poi Francesco fu considerato un santo, ma all'inizio era considerato un matto. Gli tiravano le pietre, il fango. Allora lui quando vedeva che gli uomini non lo stavano sentire parlava agli uccelli. Diceva agli uccelli delle cose bellissime. Diceva: "Voi siete le creature più fortunate perché siete le più vicine a Dio non seminate, non mietete, ma Dio vi dà i semi per il vostro cibo, i fiumi per il vostro bere e gli alberi per il vostro nido." Quindi dovete dovete siete fortunati, dovete lodare Dio per questo e non solo, ma eh lui eh c'è un film di Pierpaolo Pasolini, Uccellacci e Uccellini in cui ci sono Totò che fa il papà, Ninetto Davoli che fa il figlio e che girano per le campagne romane, le borgate romane con un uccello parlante un po' saccente. A un certo punto c'è un flashback in cui Totò e Ninetto d'Avoli, vestiti da frati devono sono incaricati da San Francesco di evangelizzare gli uccellini. E quando Francesco vede che gli uccellini lo stanno sentire, dice "Ma perché non ci ho pensato prima? Io voglio parlare di Gesù, non soltanto, visto che ho questo dono, non soltanto gli esseri umani, ma anche gli animali". Non so, Francesco sapeva amansire anche le cicale. C'era una un giorno esce dalla porziuncola e c'è una cicala che gli si posa sul sull'indice della mano sinistra e allora lui l'accarezza con la mano destra, gli dice "Canta per me, sorella Cicala". E la Cicala canta per un'ora, sempre fissa sul dito di Francesco, e poi vola via. E così otto per ogni mattina per 8 giorni arriva la cicala, canta per un'ora e poi se ne va. All'ottavo giorno Francesco dice "Vabbè, concediamo sorella Cicala e sennò la nostra carne potrebbe averne vanagloria". E in effetti siamo sinceri, è bello amare gli animali. Qualche volta avere una creatura vivente che ti riconosce come padrone che dipende in tutto da te è una cosa che vellica anche un po' il nostro egoismo, il nostro amor proprio. Francesco avrebbe detto la nostra vana gloria, però l'idea è che Francesco amasse le cicale me lo rende ancora più simpatico, perché vi confesso che io ho sempre tifato per la cicala contro la formica e quindi.
"C'è un passo in cui Francesco si cioè se la prende coi topi perché non riesce a dormire perché viene tormentato dai topi. Quindi i topi gli piacciono meno degli agnellini, degli uccellini, delle ciccare."
Allora, da Cremona eh l'Istituto Stradivari, la quinta B della sezione moda, chiede come raccontare Francesco agli alunni nella quotidianità. E io qui aggiungerei una suggestione, cioè l'amicizia, abbiamo parlato di Leone, il migliore amico, ma ha avuto anche amiche carissime, come quella che in punto di morte gli manda una cosa che a lui piaceva tanto.
Sì, raccontare Francesco non è facile perché si rischia di farne un santino, fratello Sole, sorella Luna, che è una cosa per carità preziosa. Poi Francesco è il patrono dei degli scout, è il patrono dei lupetti de Santa Chiara del coccinelle. Il tau francescano è un simbolo molto importante, però se voi andate al cinema a vedere Francesco a volte viene reso un modo un po' stucchevole, cioè secondo me non restituisce, ma proprio a dormire, vi mettete? Vi sto annoiando in modo così clamoroso.
No.
Io ci sto provando a non a non farvi addormentare. Allora, vi sto dicendo che.
Dopo arriviamo. Le mani alzate le ho viste.
Sì. Allora, finisco. Sto dicendo perché se vedo che io mi perdo. Eh, sono un essere umano. Allora, stavo dicendo.
Un santino Francesco.
Allora, Francesco al cinema a volte è un po' edulcorato, cioè e è lì lì, cioè non restituisce la forza di Francesco, anche il carattere ribelle di Francesco. Mi ricordo un film in cui San Francesco era interpretato da Micky che era un attore bellissimo, voi siete troppo giovi ricordarlo, ma all'epoca Micky Rurk era diventato famoso, aveva fatto un film, si chiamava Nove settimane e mezzo con un'attrice bellissima, Kim Beinger, in cui c'era una scena famosa in cui veniva bendata Kim Beinger e lui con un gubetto di ghiaccio giocava con il suo corpo. Dopodiché Mickey Rurk fece San Francesco e c'è una scena in cui Francesco si butta nella neve per vincere le tentazioni. Quando vediamo quella scena un po' tutti pensamo alla scena del ghiaccio, a chi basica, insomma, chimi chirurgio ormai come Francesco era poco convincente. Quindi raccontare Francesco non è sempre facile e perché si rischia di farne appunto un santino e di non restituirne il carattere anche rivoluzionario, urticante, perché Francesco fu sempre provocatorio, consolatorio non fu mai. La storia di Jacopa è molto bella. Ci sono almeno tre donne importanti nella vita di San Francesco. La mamma Chiara e Jacopa. La mamma perché il padre era molto severo. Quando vede che lui comincia a dare i soldi ai poveri, ai lebrosi, il padre è ricco, dice questo mi manda in rovina. e lo chiude in uno sgabuzzino al buio, senza cibo né acqua. La mamma appena il padre si distrae, lo libera e lo fa scappare. In quel modo compie il più grande gesto di amicizia, di amore che si possa fare. Una mamma rinuncia al figlio pur di salvarlo e contribuisce così a salvare la cristianità. Tutti noi. Di chiara abbiamo detto Jacopa è una domildona romana. Jacopa o Giacoma dei sette soli ed è quella che lo aiuta ad andare dal Papa, che lo accoglie quando lui è è a Roma. Insomma, è è una donna importante che gli dà una mano e preparava per lui i mostaccioli, che sono dei dolcetti fatti con le manorre, il miele. E quando eh lui sta per morire e detta una lettera a Jacopo dicendo "Vieni subito e portami i mostaccioli". E quella lettera però non fu mai spedita perché Jacopa sentì che Francesco aveva bisogno di lei, di lui, di lei. Non so se capita anche a voi, ogni tanto magari pensate a una persona che un poch non vedete e dopo 2 secondi vi arrivano su WhatsApp, no? Si creano delle energie misteriose tra le nostre menti, e quella volta Jacopo era già lì che bussava e portava i panni per il funerale e i mostaccioli, così Francesco pot e con l'ultimo desiderio potè mangiare il dolcetto che gli piaceva. Tra l'altro vorrei dire che i mostaccioli sono dei dolci buonissimi che si fanno in Sardegna e lo dico perché ci sta seguendo anche il liceo Gramsi di Olbia che salutiamo. Invece laggiù c'è una domanda. Chi aveva alzato la mano?
Eh, nel libro lei sottolinea che Francesco abbia anticipato alcuni alcune sensibilità moderne, come per esempio la la natura, la cura per gli animali, i diritti umani e l'orenza degli animali. Quale secondo lei è il tema più urgente da recuperare oggigiorno e perché?
Ma sicuramente la pace e la il rispetto per la per la creazione, per la natura e l'ugaglianza tra gli esseri umani. L'amore per gli animali direi che ci siamo, anche se poi magari ci siamo tutti innamorati del nostro gattino, il nostro cagnolino e degli allevamenti intensivi di polli ci occupiamo di meno e da lì esce della carne avvelenata. Ma eh l'amore per gli animali mi sembra un sentimento abbastanza diffuso e mi preoccupa di più il fatto che l'uguaglianza tra gli esseri umani ormai sia in discussione. Eh l'idea che gli uomini nascano liberi uguali è un'idea modernissima e mi pare che stia un po' in declino col fatto, appunto, queste biotecnologie che creano enormi ricchezze che finiscono nelle mani di pochi e eh diano per scontato che gli uomini non sono liberi uguali. Alcuni di questi personaggi, Elon Musk e Peter Till, si sono formati eh nel Sudafrica dell'Apartaide e Sudafrica si basava sul fatto che gli esseri umani non sono uguali, che i bianchi valevano più dei neri. Ma eh il fascismo si basava sulla disuguaglianza degli esseri umani. Se tu leggi l'articolo 3 della Costituzione tu dici "Non c'entra niente con Francesco". Sì, perché Francesco fonda una comunità di uguali. L'articolo 3 dice che tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge, senza distinzioni di sesso, di razza, di lingua, di opinioni politiche, di religione, di opinioni politiche e di condizioni personali o sociali. Questo articolo è il rovesciamento del fascismo, no? Nel secondo del fascismo noi eravamo tutti uguali. I bianchi valevano più dei neri e gli eterosessuali degli omosessuali e i cattolici e degli ebrei. Chi parlava italiano di chi parlava ladino, sloveno o tedesco. E al di là della retorica, i ricchi valevano più di i poveri. Ecco, questo questa idea dell'uguaglianza tra gli uomini è una conquista molto recente e che secondo me mai come adesso viene messa in discussione al punto che ci sono persone che vogliono diventare immortali e altre che non riescono ad avere un a fare nel giro di pochi mesi un esame che dovrebbe essere urgente, magari lo fanno l'anno dopo. E quindi questo è è una questione affidata dalla vostra generazione, questa idea dell'uguaglianza degli esseri umani. Adesso io non credo che questa cosa che sia vera, questa cosa che è uscita, che c'erano imprenditori ricchi che pagavano per andare a sparare agli abitanti di Sarajievo durante la guerra in Bosnia, secondo me mi sembra una cosa troppo assurda per essere vera. Però la procura di Milano sta indagando, vedremo. Cioè, siamo arrivati a mettere in dubbio anche questo, cioè l'idea che ogni uomo e ogni donna nasca libero e uguale agli altri, perché siamo tutti discendenti, lo dice anche la Bibbia, da un unico uomo, un'unica donna, da Mo ed Eva, e siamo tutti creati immagine, somiglianza di Dio. E soprattutto questo riguarda anche molto il rapporto tra i sessi. Guardate che visto vedo molte donne tra di voi e in Italia soltanto nel 46 viene affermata questa cosa che gli uomini e donne sono uguali, ma viene affermata nella Costituzione, ma non c'è ancora nelle leggi ordinarie di tutti i giorni. Fino al 1975, noi c'eravamo già, eravamo ragazzini e esisteva la potestà maritale e la Cassazione stabilì che poteva essere esercitata anche con mezzi coercitivi, cioè picchiare la moglie non era reato in Italia, eh durante la democrazia, non durante il fascismo. La prima donna ministra Tin Anselmi 1976 per 30 anni la democrazia italiana credette di poter fare meno delle donne. Solo fino al 1981 esisteva il delitto d'onore. Chi trovava la moglie, la sorella o la figlia con un uomo e la uccideva, a volte non finiva neanche in prigione. Pensate che voi avete studiato Paolo e Francesca, immagino, no? Amor che nulla amato mar perdona, che è un verso che ci pone un po' di problemi, no? Perché se l'amore non consente a nessuno che sia amato di non riamare a sua volta, dov'è il peccato? Qual è la colpa? Perché Paolo Francesca sono all'inferno? Ma è anche interessante l'ultimo verso. Cain attende che vita ci spense. L'assassino di Paolo Francesca, il marito geloso, oggi daremo il femminicida, finirà nella Caina, il posto più brutto di tutto l'inferno, dove sono puniti i traditori dei parenti. Caino che uccide il fratello Abele. E questa è una cosa straordinariamente moderna di Dante, perché se pensate che fino al 1981 c'era il delitto d'onore, il femminicid non finiva in prigione, Dante invece già nel 1300 lo manda in fondo all'inferno. Ed è lì, aggiungo, che devono stare quelli che fanno del male alle donne. Questa è una cosa molto importante, perché molti uomini pensano beh, la violenza contro le donne è un problema delle donne, è un problema di tutti. Ovviamente la responsabilità è solo del violento, ma la questione riguarda tutti, anche i maschi che violenti non sono, e siamo noi che dobbiamo fare cambiare quelli che ancora ragionano pensando di essere proprietari del corpo e dell'anima della donna o di o mia o di nessuno. Quelli che non accettano un no o un basta, un rifiuto o un abbandono. Quelli che non riconoscono la sacrosante libertà della donna di uscire con chi vuole, vestita come vuole, di sposare chi vuole e di amare chi vuole. Peraltro, fammi aggiungere l'uscita di ieri del ministro Valditara che ha detto che la sinistra sta cercando un po' di di rottare l'attenzione sull'insegnamento della educazione sessuale a scuola. Usando i femminicidi è stata decisamente infelice.
Vabbè, abbiamo 15.000 studenti, non mettiamoci contro Mestro istruzione. Posso dire però questo, quando avevo la vostra età già si discuteva se fare l'educazione sessuale a scuola o no e se ne parla, quindi io ne ho 59 anni da più di 40 anni. È inutile che camo detro un dito. La nostra educazione sessuale si faceva sui giornaletti, adesso si fa sui siti. Guardate che su questi siti però danno un'idea veramente non solo, non tanto questione di volgarità, è questione di banalità, cioè finiscono per separare l'amore, il sesso sia dalla sfera sentimentale che dalla sfera emotiva e questo è profondamente sbagliato. E poi danno l'idea di una sottomissione di una che che secondo me è molto pericolosa perché il rispetto reciproco ci vuole sempre comunque il consenso e rispetto.
Il no e no. Allora, dalla quinta liceo classico Gargallo di Siracusa chiedono.
Sentiamo questa, poi faccio questo tema.
Sì. Eh, Francesco, possiamo considerarlo la prima icona pop della cultura italiana?
Ma icona pop e siamo sempre lì, è un'espressione che non userei, però sicuramente c'è Francesco dietro un sacco di cose. Ci siamo detti il presepe, il teatro, la pittura, la poesia e in genere se il cristianesimo in Italia è meno dogmatico, più umano che in altri paesi è perché abbiamo avuto Francesco. E se c'è stata la fioritura delle arti con il Rinascimento è anche perché abbiamo avuto Francesco. Sono stati terzifiari francescani. Cosa vuol dire? Vuol dire laici come noi, ma appartenenti all'Ordine San Francesco. Tutti i più grandi italiani, tutti i più grandi artisti italiani, Giotto, Dante, Petrarca, Boccaccio, Tasso, Manzoni, è come se Francesco avesse, non dico banalmente portato fortuna, ma ispirato tutti gli italiani e le italiane che volevano fare qualcosa di bello, di nobile, di giusto. E la bellezza è una cosa molto importante. Io vi vedo, lasciatevelo dire, vi vedo bellissimi. Voi dite "Ma che se ne frega?" È molto importante la bellezza. Chi non è bello sa di di avere una dota in meno e non c'è niente da vergognarsi di essere belli. E Giotto dipingeva in modo splendido. Dantes che aveva versi meravigliosi, Michelangelo, Leonardo, Raffaello, dipingevano più vero del vero. Guardate la bellezza, soprattutto in Italia, è un volore molto importante perché noi abbiamo questo di speciale. Non siamo nati dalla guerra, dalla politica, siamo nati dalla bellezza, dalla cultura. La Spagna nasce da un matrimonio denastico, se metterlo d'accordo. Isabella di Castiglia sposa e Ferdinando d'Aragona, nasce la Spagna. L'Inghilterra nasce da un divorzio. Enrico VI si libera dalla moglie e del Papa, nasce in Inghilterra. La Francia nasce da una guerra. Una donna forte, Giovanna d'Arco, aiuta un re fragile a cacciare gli inglesi invasori, nasce la Francia. Noi no, noi siamo uno stato molto recente, ma abbiamo secoli di storia perché siamo nati dalle cose che ci dicevamo prima, San Francesco, Giotto, Dante, Rinascimento, la bellezza, la cultura, i valori. Non solo, ogni nazione ha un santo fondatore. L'Inghilterra ha San Giorgio, San Giorgio che uccide il drago, un santo guerriero. La Francia ce lo siamo detti, Santa Giovanna d'Arco, una santa guerriera. Giovanna D'Arco viene bruciata viva perché rifiuta di vestirsi da donna, vuole indossare l'armatura e combattere per la sua patria e il suo re. I gli spagnoli hanno Santiago, San Giacomo, Cammino di San Giacomo, no? E loro lo chiamano Santiago Matamoros. Santiago San Giacomo che uccide i mori, gli infedeli, musulmani. Perché secondo la leggenda Santiago è apparso a cavallo durante una battaglia clavico tra gli spagnoli e i mori e fece strage di mori, matamoros. Noi abbiamo San Francesco che è il santo della pace. Per questo vabbè, ve lo dico alla fine tutte le cose. Sentiamo le domande.
C'erano altre domande anche qua in prima fila. Qua in prima fila qui a destra è una ragazza laggiù.
Raccogliamole così poi sponda insieme.
Il suo racconto dedica anche spazio al modo in cui la memoria di Francesco sia stata un po' manipolata eh o semplificata attraverso la distruzione di alcune biografie. E quanto secondo lei la memoria costruita influisce sulla nostra percezione del santo?
Ti rispondo al volo però perché questo è molto importante. È vero, la memoria di Francesco è stata come minimo manipolata e ricostruita. La prima cosa sono le stimmate. Questa è un'idea non mia di Chiara Frugoni, grande medievista, che spiega appunto che le stimade sono anche un modo per allontanare Francesco dalla terra, relegarlo nel cielo. Modello inimitabile e quindi neanche vale la pena provare ad imitarlo. Non solo, ma siccome San Francesco era già Francesco quando era vivo, i suoi compagni prendevano appunti e ognuno raccontava. Io l'ho conosciuto, io l'ho visto, io per me ha detto questo, a me ha detto quell'altro. Allora il Papa dice, "Beh, l'abbiamo fatto santo, ci vuole una biografia ufficiale". e l'affida a Tommaso da Celano, che era un frate però erudito che scrive un bel libro in cui restituisce abbastanza Francesco, ma al Papa quel libro non piace, dice pochi miracoli, servono più miracoli, deve essere più santo, meno uomo e allora fa un'altra versione con più miracoli. Francesco non amava i miracoli, li faceva ma volentieri perché non voleva trarre una vanagloria. Infatti ancora adesso i miracoli si chiedono ad altri santi francescani, a Sant'Antonio, a Padre Pio. Il vero miracolo di Francesco è dimostrare che l'uomo può cambiare, può diventare migliore. Ma neanche quella vita lì piace. E il nuovo capo dei Francescani, Bonaventura da Bagnoregio, scrive la storia ufficiale di Francesco togliendo tutti gli aspetti più tormentati o più rivoluzionari. Francesco diventa quasi un burattino nelle mani di Gesù. è Gesù che gli dice quello che deve fare. E questa e e non solo, ma Bonaventura prima ordina che la sua eh biografia ufficiale, la leggenda Mayor, sia scritta in 2000 copie. 2000 copie nel Medioevo quando i libri davano scritte a mano una a una era come adesso Dan Brown che fa 20 milioni di copie e ordina che tutte le altre vite di Francesco siano distrutte. Poi con il tempo ce l'è restituite, adesso abbiamo la vita di Tommaso da Celano, abbiamo la copia degli appunti dei suoi compagni. Leone aveva una degli appunti scritti da Francesco per evitare che fossero distrutti e per tenerli sempre con sé li piegò e se li cucina la tonaca e li tenne lì per 37 anni. Insomma, adesso abbiamo un'idea un po' più chiara di quello che era Francesco, ma pensate che a un certo punto Francesco era sempre stato ritratto con la barba. Nel Medioevo tutti avevano la barba che aveva tempo tutte le mattin mettersi lì a radarsi. A un certo punto lo fanno senza barba. Se andate a Santa Maria Maggiore a a Roma c'è un bellissimo mosaico che raffigura San Francesco. Lo fece fare il primo Papa francescano, ma Francesco non ha la barba, è rasato, era un serviva un santo glabro, presentabile, quasi borghese. E poi però adesso, grazie agli studi più recenti, abbiamo le idee più chiare su chi fosse veramente Francesco. C'era un'altra domanda? Eh, facciamo fare le raccogliamole, quindi la garza lì poi in prima fila qua.
Ok. Nel sottocapitolo dove viene raccontato il miracolo sul monte della Verna, San Francesco prova una contrapposizione nei confronti del Serafino che gli parla. Da una parte gioia, amore e speranza per il suo sguardo rinquante e dall'altra paura, angoscia e sofferenza per il dolore che gli era stato afflitto. Secondo lei possiamo introdurre nella vita di tutti i giorni questa dualità vivendola con passione nell'incontro dell'altro? Come e in che modo ci guida San Francesco?
Eh, sono molto belle queste domande, anche complesse. Meglio che risponda subito. Allora, è vero, nel senso che Francesco ha questa visione, vede un serafino e i serafini erano gli angeli più luminosi perché erano quelli più vicini a Dio, un serafino però confitto alla croce e da questa croce partono questi raggi che gli danno le ferite. Però va detto questo che Francesco di di avere le stimate non parlò mai, non lo disse nessuno, perdeva sangue, gli volevano curare il costato. Lui diceva Kuram Abed, fatto tuo, fatti gli affari tuo. Però, certo, hai ragione, anche nella nostra vita quotidiana ci possono capitare delle cose che ci rendano lieti e tristi nello stesso tempo, che ci procurano dolore e e sollievo. E tieni conto che voi adesso siete molto giovani, vi troverete a fare delle scelte e scegliere vuol dire rinunciare a qualcosa, vuol dire perdere qualcosa, vuol dire accettare la fine di una cosa o di o di una possibilità e scegliere difficilissimo. Io, ad esempio, sono una persona che fa sempre molto fatica, non so il via, scegliere, accettare la fine delle cose è molto difficile. E quando tu scegli magari nello stesso tempo e ti senti sollevato, ti senti lieto, ma nello stesso tempo soffri perché pensi quello che hai perduto. E te lo dico non a caso perché sulla Verna Francesco era andato a fare una scelta, doveva decidere se combattere o rendersi, se riprendersi la guida dell'ordine o addirittura fondarne un altro rischiando veramente l'eresia o se rassegnarsi alla volontà del Signore. apre per tre volte il Vangelo. Per tre volte il Vangelo si apre sulla stessa pagina, l'orazione del mondo del del sul monte degli ulivi, quando anche lì appare un angelo a Gesù e e Gesù dice all'angelo: "Allontana, se puoi da me questo calice amaro, cioè la crocifissione, la morte, ma sia fatta non la mia, ma la tua volontà". E quindi Francesco recepisce il messaggio di Gesù che secondo lui è quello di lasciare che le cose vadano come devono andare e quindi di rinunciare a a battersi per riprendersi la guida dell'ordine e quindi fa una scelta che da una parte lo rende sollevato e dall'altra però lo malinconisce, lo intristisce, così come questo angelo che vede gli procura dolore e gioia nello stesso tempo. Poi se andate a vedere come le stimade sono state raffigurate, non è facilissimo da capire, ma all'inizio la mano destra del Serafino parte un raggio che arriva nella mano destra di di Francesco, no? Mentre Giotto fa dalla mano destra la mano sinistra, come se ci fosse uno specchio e e quindi l'immagine è speculare. E allora e Francesco si specchia in Gesù. Francesco è praticamente il nuovo Gesù, sempre in questa idea di allontanarlo dalla dalla terra e rilegarlo nel cielo. Giovanni Bellini, se andate su Google e digitate e è un'opera che c'è la Freak Collection di New York, la dovevano spostare e non han trovato nessuno che l'assicurasse perché vale troppi soldi, meno nella logica americana è così. E si vede non il serafino, ma si vede una folata di vento che arriva, piega le piante e infligge a Francesco le ferite di Gesù. Mentre Caravaggio eh ci sono due San Francesco, uno c'ha il c'ha il teschio in mano, un po' lui, ma l'altro è bellissimo perché Francesco ha avuto le stimate, è svenuto e l'angelo si prende cura di lui.
Sì, buongiorno. No, io volevo chiedere lei prima ha ha detto che non si può descrivere il presente con il passato e quindi io le volevo chiedere come descriverebbe tutti quei ritrovi fatti comunque da molti italiani, probabilmente estremisti di destra, che si ritrovano per comunque rimpiangere o elogiare quello che è il fascismo e i suoi ideali.
Certo, ma li condanno con grande fermezza. Molti di questi che tu di cui tu parli mi hanno insultato, minacciato avendo scritto io Mussolini capobanda e avendo fatto uno spettacolo teatrale che si chiama il ducce delinquente. Io penso che in Italia ci siano ancora abbastanza fascisti più di quelli che pensiamo e c'è un numero ancora più consistente che non ha un giudizio storico negativo del fascismo perché non sa o peggio ancora non vuole sapere quello che il fascismo ha fatto agli italiani. Ti dico solo tre cose. E il Duce fece una una legge per stabilire che c'era una quota massima di donne al lavoro del 10%, quindi c'era una quota azzurra riservata agli uomini del 90%. Le donne dovevano stare a casa a fare i figli. Poi quella legge di fatto non fu applicata perché scoppiò la guerra e quindi le donne servivano al lavoro e però la la logica dei mussolini donne devono stare a casa e lascia un paese distrutto, 2 milioni di case distrutte dai bombardamenti, i risparmi degli italiani che non valevano più niente, gli ebrei italiani mandati ad Auschwitz e sai e non c'è proprio nulla da salvare secondo me nel bilancio del fascismo e solo che siamo sempre lì la non c'è nessun sordo di chi non chi di chi non vuol sentire C'è un ragazzo lì.
Buongiorno. Volevo chiederle se c'è qualche aspetto della vita di San Francesco, qualche idea nella quale lei non si ritrova o non è d'accordo perché.
Sta cosa dei libri un po' perché essendo un autore dei libri l'idea che i libri si debbano buttare via un po' mi dispiace, però come ti dicevo è dovuto un po' al fatto che i libri erano molto costosi, quindi erano una cosa da ricchi. E poi per Francesco il libro La cultura era qualcosa di cui ci si inorgogliva e l'orgoglio, il potere, la ricchezza erano la causa delle inimicizie, delle guerre. Tant'è che lui a un certo punto c'era un novizio, un ragazzo giovane come voi che amava i libri e dice "Vabbè, ma almeno il salterio me lo fai tenere. Il salterio è il libro dei salmi che sono delle poesie sacre, no?" E Francesco dice no, perché se tu hai il salterio, domani avrai anche il breviario e dopodomani dirai al tuo fratello, "Ehi tu, portami qua il breviario la cultura come superbia". Non era così lontano dal vero, eh, conosco certi accademici che sono molto superbli. E e un giorno una donna, una vedova che aveva due figli entrambi frati con Francesco e quindi era rimasta da sola, non aveva più nessuno che l'aiutasse, non aveva da mangiare e va da Francesco e gli chiede aiuto. E Francesco chiede: "Cosa possiamo dare qui a nostra madre?" E gli rispondo niente. Come niente? E non abbiamo niente. Abbiamo solo una copia del Vangelo che ha un certo valore, ma serve a noi per leggerlo in chiesa. Dice, "Ma tanto il Vangelo lo sappiamo a memoria". dice Francesco, "Date il Vangelo a nostra madre affinché lo venda e possa mangiare." Gesù sarà più contento così. Come dire che il Vangelo non è un oggetto, il Vangelo sta nelle nostre opere buone, no? Appunto, il contrario della teologia della prosperità. Quelli che dicono "Eh, ma se la Chiesa si occupa dei poveri diventa un ANG". E la Chiesa e quando si occupa dei poveri non è che va contro il Vangelo. In quel momento invera il Vangelo, è il Vangelo. Infatti qualcuno ha detto "Gli evangelisti scrissero il Vangelo e San Francesco lo ha calato nella storia".
Ci sono altre domande qui in sala? Sì, laggiù. Ah, ok, va bene, facciamo così. Prego, prego.
Io mi domandavo un po' il perché della scelta di San Francesco di partecipare alle crociate, comunque essendo anche un personaggio pacifista.
Ma guarda, è un mistero, eh, non si sa esattamente che cosa avesse in mente Francesco. La prima molla, secondo me, era di esserci, cioè la crociata era il grande fatto del tempo e e quindi, che ne so, magari nel 1500 sarebbe andato in America per vedere cosa succedeva là. E certo non fu un cappellano militare dei crociati. Lui andò tra i crociati, tra cui molti erano francesi, lui parlava francese e e disse: "Ho avuto un sogno premonitore, ho visto una grande sconfitta cristiana, non andate in battaglia domani." Questi non gli danno retta, vanno in battaglia, vengono sconfitti e Francesco piange nel vedere tornare questi soldati uccisi, feriti, stanchi, sconfitti. Allora passa le linee e va a parlare con il sultano al Malik con l'intento di convertirlo al cristianesimo. La sua idea era: "Se diventano cristiani finisce la guerra perché siamo tutti cristiani, senò mi metterà a morte e risolvo il problema di questo ultimo miglio di vita che mi resta". Francesco era aveva una salute molto precaria. Allora, lì poi è difficile capire dov'è la leggenda, dov'è la verità, ma di sicuro e tra il sultano e Francesco succede qualcosa perché secondo la tradizione il sultano dice vabbè per stabilire che ha ragione, se ho ragione io che sono musulmano o ho ragione tu che sei cristiano, facciamo la prova del fuoco. Accendiamo un fuoco. Se il mio imam passa nel fuoco, vince lui e tu diventi musulmano. Se tu passi nel fuoco vinci tu e il mio mamma e io diventiamo cristiani. Giotto raffigura Francesco che fa per buttarsi nel fuoco. Non si butta nel fuoco, non fa il miracolo, ma lo crede possibile, mentre l'imam si ritrae spaventato. Sicuramente una leggenda. Secondo la tradizione, Maometto aveva sottoposto dei monasi cristiani alla prova del fuoco e l'aveva i cristiani non avevano usato buttarsi nel fuoco. Quindi, probabilmente nasce nel Medioevo questa questa cosa come se fosse una rivincita dei cristiani sui musulmani. Però Chiara Frugoni scrive che al Cairo c'è la tomba di questo imam di del sultano al Malik di cui c'è scritto sull'epigrafe della tomba e fu colui che ebbe la grande avventura con il monaco cristiano. Il monaco cristiano è sicuramente Francesco. Francesco ovunque andato ha colpito, ha lasciato traccia perché chiunque sono d'accordo sul fatto che fosse un uomo di un fascino straordinario per questa sua umiltà, per questo suo sorriso, per queste sue idee fantastiche e di sicuro l'incontro con il sultano non finisce né con una conversione né con un martirio, resta un incontro. E secondo me questo spirito di dialogo, di rispetto verso gli altri popoli le altre religioni è lo spirito giusto con cui affrontare questo tempo difficile che ci è dato in sort. C'è un'altra domanda?
Salve. Io volevo chiederle se secondo lei al giorno d'oggi c'era una persona che, diciamo, poteva incarnare un po' lo spirito eh di San Francesco.
No? Nel 900 abbiamo avuto due personaggi straordinari, sono stati Gandy e Nelson Mandela. Gandhi che credeva nella non violenza. Mandela all'inizio non era un non violento, fondò un monumento, si chiamava La Lancia della Nazione, però ebbe l'intelligenza di capire che non doveva cercare la vendetta, ma doveva cercare di riapacificare il suo popolo. Io ho incontrato Nelson Mandela, non ero da solo, ero con Campi, allora presidente della Repubblica e mi fece un'impressione straordinaria. Però secondo me Francesco può essere paragonato soltanto a Gesù, che per chi ha fede non è solo un uomo il figlio di Dio, e a Buddha con cui ha molti punti in comune, sia Francesco che Buddha nascono ricchi. Sia Francesco sia Buddha rinunciano alla ricchezza, rompono con il padre e si spogliano nudi, che è una metafora. caso Hermanesse scrive un libro Siddarta e scrive anche un libro su San Francesco e dice scrive Hermanesse che Francesco e Buddha si pongono nudi di fronte al mondo, alle cose, alla creazione, come se fossero stati i primi uomini, come se fossero stati un nuovo inizio per l'umanità, come se la storia ricominciasse da loro. C' abbiamo facciamo l'ultima domanda.
Dai, le ultime, dai, raccogliamo le ultime due, dai, così poi così poi chiudiamo. Ehm, se potesse rivolgere solo una domanda a San Francesco. Qual.
Qui.
Lì?
Ok. Eh, quindi, ehm, se potesse rivolgere solo una domanda a San Francesco, quale sarebbe?
Ftiamo l'ultima domanda, poi poi finisco.
Vabbè, le ultime due, dai. C'è la c'è la signora con gli occhiali in fondo e poi qua in prima in seconda fila. Intanto penso eh perché è una domanda che sfidante.
Una bella domanda uno che fa l'intervista, no? Qual è stata la scoperta più sconvolgente fatta su San Francesco mentre scriveva il libro?
Qua in prima fila? No.
Buongiorno.
Ciao.
Vorrei chiedere, ma quando conosceva San Fran Francesco, ma quando è morto, secondo me.
Sulla morte di San Francesco.
Sì. Allora, la morte di San Francesco è una cosa molto toccante perché eh intanto lui era circondato da tutti i suoi fratelli, fra i suoi frati e lui benedisse tutti i frati presenti, quelli lontani, benedisse tutta l'umanità e benedisse anche tutti gli uomini e le donne del futuro e quindi benedisse anche noi. Poi non volle morire in un letto, volle essere adagiato su una nuda terra. E nella nuda terra vuole essere sepolto. Proprio come Papa Francesco ha voluto essere sepolto nella nuda terra. Secondo la tradizione, quando Francesco morì, uno stormo di allodole si posò sulla porziuncola e proruppe in un alto canto. Qualche frate vide la sua anima volare in cielo come una stella. E scrive Dante: "E del suo grembo l'anima preclara. Muoversi volle, tornando al suo regno e al suo corpo non volle altra bara." come dire che non vuole essere sepolto in una barra, vuole essere sepolto nella nuda terra. E il grembo da cui la sua anima partiva verso il cielo era il grembo della donna amata, cioè della povertà. Questa immagine quasi della letteratura cortese, no? Non solo, ma voi dovete sapere che Francesco è sepolto ad Assisi, no? Perché gli assisani volevano intanto che morisse ad Assisi, perché avere un santo era una cosa anche, no, le reliquie, i pellegrinaggi, una cosa importante. E poi non volevano che quando lui morì non volevano che rubassero il suo corpo, in particolare i perugini, i loro rivali storici. Così gli assisani nascosero il corpo di Francesco, solo che nascosero talmente bene che poi non lo trovavano più. E nel all'inizio del 1800 il Papa disse: "No, qua bisogna trovarlo". E allora scavarono 51 notti, 51 giorni, la 52ª notte il piccone trovò l'urna di pietra dove c'era il corpo del santo. Pensate che emozione deve essere stata. E adesso a febbraio, per la prima volta nella storia le spoglie di San Francesco vengono esposte nella Basilica del San Francesco, dove il 15 dicembre faremo la prima lo spettacolo teatrale con Angelo Branduardi, tratto dal libro Siete tutti invitati.
E qual è la scoperta che hai fatto? Allora, la la scoperta Allora, la domanda Allora, la scoperta che e la più quella che mi ha lasciato senza fiato ve l'ho già detta, è quando lui dice "Ognuno deve essere remunerato non secondo la propria autorità ma secondo il proprio lavoro, che è una cosa che sembra scritta per oggi." L'ho detto, il caso dell'amministratore delegato che ha lavorato male, gli danno lo stesso 10 milioni di euro più di quello che i suoi dipendenti guadagnano tutta la loro vita perché pagano lo status l'autorità e non il lavoro, non il merito. Quello mi sembra una cosa veramente profetica insieme a tante altre. E se potessi fare una domanda a San Francesco, gliene farei due. Una, se fosse vivo, gli chiederei veramente qual era il suo rapporto con Gesù per capire fino a che punto Gesù gli diceva quello che doveva fare, come scrive Bonaventura da Bagnoregio. O invece, come io credo piuttosto, è una ricerca interiore quella di Francesco, è un tormento interiore. Francesco scrive nel testamento: "Mi sembrava troppo amaro vedere i lebrosi". I lebrosi nel Medioevo erano i peggiori emarginati. Dovevano girare con il campanello al collo, così quando si avvicinavano tutti scappavano perché avevano paura di questa malattia misteriosa che ti sfigurava, ti faceva cadere la pelle a pezzi. E Francesco scrive: "Mi sembrava troppo amaro vedere i lebrosi. Poi il Signore mi condusse tra loro e con loro usai misericordia. E quello che prima mi sembrava amaro mi apparve dolcissimo, poi stetti un poco e uscìi dal mondo. Come dire, usci dalla mia vita precedente, ma non per scappare dal mondo, ma per cambiarlo. Vedi, la moneta che diamo al mendicante è un gesto nobile, ma non cambia né la nostra vita né la sua. Il vero cambiamento è abbracciare il mendicante e e dargli dignità di persona umana. Francesco fa di più. lui vuole diventare quel mendicante. E la domanda anche invece di Faressa adesso se potesse parlargli nell di là e chiedergli com'è questo benedetto al di là, che è la domanda che io faccio a tutte le persone che ha intervisto. Non c'è nessuno che mi risponda allo stesso modo, anche perché nessuno lo sa. E due sportivi che io stimo molto, Raffael Nadal e Gustavo Tury, mi hanno detto la stessa cosa all'insaputo l'uno dell'altro e una cosa, se vuoi banale ma bella, dice io non lo so se esiste la di là, cerco di comportarmi bene, se poi l'al di là esiste sarà meraviglioso, mi lascerò sorprendere. Qualcuno pensa di sapere tutto, qualcuno sostiene che non c'è nulla. Vittorio Felter che tu hai intervistato dice che non c'è niente. E mio papà prima di morire mi disse Aldo, ho la risposta alla tua domanda. L'al di là esiste. Papà, come fai a essere sicuro? Non ne sono sicuro" mi rispose, "Ne sono convinto." Lui aveva avuto un'esperienza premorte, poi era tornato indietro, poi ha vissuto solo due mesi e aveva non solo visto, ma sentito la presenza di suo padre, mio nonno Lorenzo, ragazzo del 99, aveva fatto la prima guerra mondiale, che era lì per confortarlo, per dargli speranza. Poi va a capire se sono dei meccanismi che fa scattare la nostra mente e per rendere più dolce il trapasso o se invece veramente mio nonno era lì per sostenere mio papà. Temo che sia la prima che ho detto, ma spero che sia avere la seconda. Grazie.
Grazie a voi e grazie a tutte da scuola.
Grazie a tutti voi e grazie a quelli che ci hanno seguito da casa. Grazie. Grazie mille.