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Il declino dell'impero carolingio e il Sacro Romano Impero germanico. Carlo Magno decise di dividere il territorio dell'impero fra i suoi tre figli: Carlo, Ludovico e Pipino. Ma la scomparsa di Carlo e di Pipino fece sì che, alla sua morte, avvenuta nell'814, Ludovico il Pio rimanesse l'unico erede.
Nell'817, Ludovico il Pio, con una disposizione, la cosiddetta Ordinatio Imperii, c'è un ordinamento dell'impero, con la quale proclamò unico successore il primogenito Lotario, mentre agli altri due figli, Pipino e Ludovico il Germanico, attribuì rispettivamente i regni di Aquitania e di Baviera. Quando poi Ludovico il Pio inserì tra di loro anche Carlo, il futuro Carlo il Calvo, un figlio avuto da un'altra moglie, si scatenò il conflitto: aperto, di fratelli contro fratelli. Morto Ludovico il Pio, Pipino, Carlo il Calvo e Ludovico il Germanico si allearono e sconfissero il fratello Lotario.
Nell'843, i tre fratelli giunsero a un'intesa, formalizzata dal Trattato di Verdun. A Lotario fu assegnato il regno d'Italia, con l'aggiunta del territorio compreso tra i fiumi Reno e Loira. Questa regione prese poi il nome di Lotaringia. Ludovico il Germanico ebbe il regno di Germania; Carlo il Calvo, il regno di Francia. A Lotario, in segno di volontà paterna, fu concesso il diritto di fregiarsi del titolo di imperatore, ma era soltanto un attributo onorifico. Ormai l'impero di Carlo Magno non esisteva più.
Carlo il Calvo, assunta poi la corona con il Capitolare di Quierzy, una cittadina che si trova nel nord della Francia, stabilì l'ereditarietà dei feudi maggiori, cioè dei feudi concessi direttamente dall'imperatore, riconoscendo l'autonomia dei grandi signori feudali. Di fatto, i tre regni di Germania, Francia e Lotaringia coincidevano con le tre principali nazionalità dell'Europa del tempo: l'italiana, la francese e la tedesca.
Mentre l'impero carolingio si frantumava, l'Europa cristiana doveva affrontare l'assalto di nuovi nemici, tra i quali gli Ungari e i Vichinghi. Gli Ungari provenivano dall'Asia centrale; facevano delle incursioni in Germania, in Francia, in Italia per fare bottino. Diventarono poi una popolazione sedentaria, dedita all'agricoltura, nell'attuale pianura ungherese; si convertirono al cristianesimo. Il loro capo, Stefano I, fu incoronato primo re di Ungheria dal Papa Silvestro II nell'anno 1000.
I Vichinghi, chiamati anche Normanni, "uomini del Nord", erano popolazioni germaniche, comprendevano Norvegesi, Svedesi e Danesi, che intrapresero un vasto movimento migratorio a causa del sovrappopolamento della loro comunità. Si spinsero fino al Mar Caspio, in Islanda (un'isola all'epoca disabitata), in Groenlandia e nel Nord America. Nell'885, assediarono Parigi. Carlo il Grosso, figlio di Ludovico il Germanico, versò loro un cospicuo tributo per salvare la città, indignando i feudatari che si ribellarono. Il re Carlo il Semplice concesse ai Vichinghi di stanziarsi in una regione del nord della Francia che prese il nome di Normandia. Da qui i Normanni si diressero alla volta dell'Inghilterra e dell'Italia meridionale, con la creazione di nuovi regni cristiani.
Oltre al regno di Ungheria, l'Europa acquisì un volto nuovo: presero corpo il regno di Polonia, il regno di Bulgaria e il regno di Russia, il cui primo nucleo fu il principato di Kiev. Nel nord dell'Europa, invece, si consolidarono i regni cristiani di Danimarca, Norvegia e Svezia; dei tre, il più potente era quello danese che, al tempo di Canuto il Grande, assunse il controllo delle corone inglese e norvegese. La costituzione di questi regni cristiani, che erano relativamente stabili, mise per sempre il continente europeo al riparo da nuove invasioni di fede religiosa differente.
Fu il Califfato di Cordova, controllato dai musulmani. Piccole compagini cristiane a est e a nord della penisola iberica sono il regno di León, il regno di Castiglia, di Navarra e di Tarragona, a ridosso dei Pirenei. In Francia, dopo un lungo periodo di anarchia seguito all'uccisione di Carlo il Semplice, è emersa la figura di Ugo Capeto, fondatore della dinastia capetingia, che si impossessò anche del ducato di Normandia e della contea di Provenza. In Inghilterra, che entrò per un breve periodo, come abbiamo detto, nell'orbita del re Canuto il Grande, re di Danimarca, ripresero il sopravvento gli Anglosassoni, che si dotarono di una monarchia con Edoardo il Confessore. Ma fu Guglielmo, duca di Normandia, che, in qualità di parente di Edoardo, reclamò la corona inglese, attraversò la Manica e conquistò la corona d'Inghilterra, che lo nomina Guglielmo il Conquistatore, e introdusse nell'isola, oltre alla lingua e alla cultura francese, anche i rapporti feudali.
Passiamo invece adesso al regno d'Italia, che aveva una situazione politica molto frammentata. Con la deposizione di Carlo il Grosso, il regno d'Italia, che comprendeva la Toscana e anche l'Italia settentrionale, diventò indipendente. La corona venne quasi ininterrottamente disputata tra i più potenti signori feudali che aspiravano al titolo imperiale. Di queste divisioni interne fu la potenza tedesca ad approfittarne. Tra i quattro grandi ducati della Germania (Sassonia, Franconia, Svevia e Baviera), si affermò la dinastia di Sassonia, con Enrico I, detto l'Uccellatore. Ma il vero protagonista della storia europea del X secolo fu suo figlio, Ottone I, con il quale nacque il Sacro Romano Impero di nazione germanica. Dopo aver dato vita a una rete di potenti signori feudali, affidati non all'aristocrazia laica, ma a dei vescovi, chiamati i vescovi-conti, che era lui stesso a investire di poteri temporali e spirituali, Ottone I scese nella penisola italiana nel 951 e ne assunse la corona. Si fece consacrare imperatore da Papa Giovanni XII e poi promulgò il Privilegium Ottonianum, con il quale riconosceva i diritti e le proprietà della Chiesa di Roma, ma ribadiva anche il principio che il Papa dovesse prestare giuramento all'imperatore, mentre l'imperatore aveva il diritto di pronunciarsi sull'elezione dei pontefici. Così che Ottone depose immediatamente Giovanni XII e lo sostituì con il proprio segretario di corte, che prese il nome di Leone VIII. Il Privilegium Ottonianum stabiliva anche il divieto per i Papi di consacrare imperatori sovrani che non fossero di stirpe germanica. Il suo successore, Ottone II, riprovò la conquista dell'Italia meridionale, ma fu sconfitto dai Saraceni a Rossano Calabro. Ottone III, invece, morirà giovanissimo in fuga da Roma, scoppiata una rivolta che detestava la presenza della corte imperiale. Estintasi la dinastia di Sassonia, la corona imperiale fu assunta da Corrado II il Salico, fondatore della dinastia di Franconia, che cercò di riaffermare in Italia la propria autorità imperiale. Discese infatti in Italia l'imperatore e emanò la Constitutio Feudalis, con cui era garantita l'ereditarietà dei benefici feudali minori, cioè dei baroni, signori di rango inferiore, sottoposti ai grandi signori feudali.