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Anatomia sistema nervoso. In questo video analizzeremo un'altra tipologia di cellula fondamentale del sistema nervoso, una categoria meno conosciuta e molto spesso più sottovalutata dei neuroni. Vedremo invece che è fondamentale conoscerne le funzioni, poiché aiuteranno i neuroni al loro corretto funzionamento biologico. Stiamo parlando delle cellule gliali.
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Distinguibile essenzialmente in macroglia, cellule ependimali e microglia, a cui si aggiungono le cellule di Schwann. Partiamo con l'analisi della prima tipologia, la macroglia. Come dice il nome stesso, è formata da cellule piuttosto grandi e a comporre la famiglia della macroglia saranno essenzialmente gli astrociti e gli oligodendrociti.
Gli astrociti, che prendono questo nome per la loro forma a stella, sono le guardie svizzere del sistema nervoso centrale. In particolare, a seconda della loro localizzazione nelle reti nervose, si possono dividere in astrociti protoplasmatici e astrociti fibrosi. Gli astrociti protoplasmatici sono localizzati prevalentemente nella sostanza grigia. Presentano un nucleo voluminoso, un citoplasma granulare e prolungamenti piuttosto tozzi. Invece, gli astrociti fibrosi sono collocati prevalentemente nella sostanza bianca, costituiti da prolungamenti molto lunghi e sottili e un alto quantitativo di fibrille, dette appunto fibrille.
Dal punto di vista funzionale, gli astrociti sono delle cellule tutt'fare, giocando un ruolo chiave per i neuroni. Dietro ogni grande neurone c'è un grande astrocita, nel vero senso della parola. Però, in particolare, le funzioni sono: la prima, quella di sostegno meccanico, reso possibile sia dalla fitta rete di giunzioni che legano le varie cellule, consentendo agli astrociti di mantenersi in posizione come una sorta di squadra, sia dalla massiva presenza di filamenti intermedi all'interno delle cellule stesse, che conferiscono una certa rigidità ad ogni singola componente cellulare. La seconda, una di riparazione, permessa dalla proliferazione continua degli astrociti. Questa capacità non viene persa con l'avanzare dell'età, ma può essere anche la causa di diversi tumori cerebrali, purtroppo. La terza, sostentamento metabolico, possibile grazie alla presenza di granuli di glicogeno nel citoplasma degli astrociti, che forniscono un apporto costante di glucosio ai neuroni. E infine, una funzione di protezione, grazie alla barriera ematoencefalica, che limita selettivamente l'entrata di sostanze all'interno del sistema nervoso centrale, un po' come gli assaggiatori della corte dei re, che evitavano che il cibo arrivasse avvelenato ai loro sovrani. Ecco, questa barriera è fisicamente costituita dagli astrociti che si inframmezzano ai neuroni.
Poi ci sono gli oligodendrociti, così chiamati a causa dei pochi prolungamenti cellulari ed un corpo più piccolo rispetto a quello degli astrociti. La loro funzione è quella di rivestire i neuroni del sistema nervoso centrale con la guaina mielinica, prendendosi carico di più assoni contemporaneamente. Particolare importante è che la riduzione del numero degli oligodendrociti, dovuta spesso a meccanismi autoimmunitari, è correlata alla presenza di malattie demielinizzanti, tra cui la più nota è la sclerosi multipla. La presenza di anticorpi contro gli oligodendrociti, in questo caso, ha funzione diagnostica e conferma la presenza di tali malattie.
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Altra componente delle cellule gliali sono le cellule ependimali, che rivestono la parete dei ventricoli cerebrali, cavità comunicanti che contengono il liquor. Il liquor è un fluido incolore che partecipa sia agli scambi di metaboliti tra cervello e sangue, sia alla regolazione della pressione endocranica. Le ciglia sulla superficie delle cellule ependimali facilitano la progressione di questo fluido e un particolare tipo di cellule ependimali costituisce il plesso coroideo, un agglomerato di cellule a stretto contatto con i vasi sanguigni, adibito alla produzione del liquor stesso. Insomma, loro lo producono e loro lo trasportano.
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Ultima componente delle cellule gliali sono le cellule della microglia, che a differenza della macroglia, assumono questo nome perché hanno un nucleo piccolo, poco citoplasma e scarsi e brevi prolungamenti. Normalmente queste cellule sono quiescenti e non svolgono alcuna attività. Ad attivarle è una situazione di danno neuronale. In questo caso, si svegliano, migrano nell'area danneggiata e si trasformano in macrofagi, rilasciando mediatori del processo infiammatorio, fondamentali per far partire il processo di rigenerazione tissutale. Ma questa è un'altra storia. Ciao, grazie di aver guardato il video. Se ti è stato utile, puoi farcelo capire lasciandoci un like o commentando e condividendo il video con i tuoi colleghi, taggandoci sui social, magari. Noi siamo un'associazione no profit, ma non ti voglio annoiare con delle info che, se sei curioso, puoi andare a leggere anche sul nostro sito web. Se vuoi contribuire, però, alla realizzazione di altri video come questo, potresti pensare di supportarci su Patreon con un piccolo gesto. Grazie.
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