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Il 18 aprile 1951 a Parigi nasce la Comunità Europea del Carbone e dell'Acciaio. A firmare il trattato sono sei paesi fondatori: Belgio, Repubblica Federale di Germania, Francia, Italia, Lussemburgo e Paesi Bassi. L'obiettivo prioritario dei paesi firmatari è garantire la pace tra vincitori e vinti della Seconda Guerra Mondiale. Per l'Europa devastata dalla guerra e da milioni di morti, è il primo passo di un cammino che porterà a quella che è attualmente conosciuta come Unione Europea.
Sei anni più tardi, con il Trattato di Roma del 25 marzo 1957, i sei stati membri fanno nascere la Comunità Economica Europea. L'obiettivo ulteriore di crescita dell'Unione è quello di allargare il mercato comune. I dazi doganali saranno aboliti e, a partire dagli anni Sessanta, i paesi fondatori cominceranno a lavorare su politiche comuni, prime fra tutte la politica agricola e quella commerciale.
Sempre negli anni '60, e in particolare a partire dal 1962, diventa operativo il Fondo Sociale Europeo, finalizzato a promuovere uno sviluppo armonioso dell'insieme della Comunità e una progressiva riduzione delle disparità esistenti tra i cittadini e le regioni dell'Unione.
L'Unione cresce bene, tanto che nel 1973 avviene il primo storico allargamento: Danimarca, Irlanda e Regno Unito entrano a far parte della Comunità. La Comunità è adesso composta da nove membri e si arricchisce di nuove politiche in ambito sociale ed ambientale, che portano nel 1975 alla nascita del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale. Il decennio si chiude nel giugno del 1979 con una tappa fondamentale: la prima elezione del Parlamento Europeo a suffragio universale diretto.
Gli anni Ottanta si aprono con il nuovo ingresso della Grecia. A questa si aggiungono Spagna e Portogallo nel 1986. Sono anni in cui si registra una crisi economica di livello mondiale. Per farvi fronte, la Comunità Europea decide di completare il mercato unico e interno entro il 1993.
Poi, verso il finire del decennio, si registra un altro evento epocale: nel 1989 cade il Muro di Berlino e la fine del comunismo e della Guerra Fredda è la fine della separazione tra l'Europa dell'Est e dell'Ovest. Dopo la caduta del Muro, la Germania si riunifica e il blocco sovietico si frammenta. Nella Comunità Europea si aprono negoziati per elaborare un nuovo trattato e così, nel febbraio 1992 a Maastricht, viene firmato un trattato che entra in vigore il primo novembre 1993, irrobustendo ancora di più la cooperazione tra i governi. Con il Trattato di Maastricht nasce quella che oggi chiamiamo Unione Europea.
Il primo gennaio del 1995 vi aderiscono altri tre paesi: Austria, Finlandia e Svezia. L'Unione Europea aggiunge così a 15 paesi membri. Alla fine degli anni '90, l'Unione Europea è ormai matura per la sua realizzazione più spettacolare: la creazione di una moneta unica. A partire dal 2002, in tutta l'Unione Europea si pagherà in Euro.
Il 2000 si apre con la Strategia di Lisbona. La globalizzazione e le nuove tecnologie impongono all'Unione Europea nuove sfide sociali e culturali. L'obiettivo diventa quello di dare spazio ad una società dell'innovazione e dei saperi, costruire una società della conoscenza. Nel frattempo, l'Unione Europea si allarga a 27 paesi. Il primo maggio 2004 viene accettata la proposta di adesione di 10 paesi candidati: Repubblica Ceca, Cipro, Estonia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Slovacchia, Slovenia, Ungheria. Il primo gennaio 2007 entrano poi la Bulgaria e la Romania.
Bene, abbiamo attraversato la storia dell'Europa unita dal primo trattato parigino che istituiva la Comunità Europea del Carbone e dell'Acciaio fino al Trattato di Maastricht nel 1991, grazie al quale nasce ciò che oggi chiamiamo Unione Europea. E abbiamo assistito ai progressivi allargamenti, all'istituzione di diversi fondi, tra i quali quello Sociale Europeo e quello Europeo di Sviluppo Regionale. Abbiamo inoltre assistito al percorso delle istituzioni europee e a quello del mercato, che dall'abbattimento dei dazi doganali arriva fino al suo culmine con la nascita della moneta unica dell'Euro.
Il resto è storia di oggi. L'Europa è impegnata a giocare un ruolo per la pace nel mondo, impegnata ad avanzare proposte innovative per una nuova economia mondiale e contro ogni disuguaglianza. Nel frattempo, gli Stati Uniti vedono vacillare il ruolo di guida mondiale assunto a partire dal dopoguerra. Si impongono nuovi colossi come la Cina. Il nostro auspicio è che l'Unione Europea continui ad essere protagonista anche nei nuovi contesti geopolitici.