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Storia del Mosaico

MIMETOS TERESA TERRANOVA4:54

Transcription

Allora ci troviamo nella mitica Spilimbergo, all'interno della scuola mosaicisti del Friuli, scuola unica al mondo. Non solo per la formazione dei nuovi mosaicisti, ma anche per la possibilità che viene data a chiunque di visitarla e di ammirare al suo interno le numerosissime riproduzioni che ci permettono di ripercorrere tutta la storia del mosaico.

Il mosaico nasce come esigenza dell'uomo, quella di creare una superficie duratura nel tempo e che possa essere permeabile all'acqua, quindi compaiono già 5000 anni avanti Cristo i primi pavimenti in ciottoli.

Il mosaico classico parte dal V secolo avanti Cristo al V secolo dopo Cristo e i primi a diventarlo sono i greci con la tecnica dell'opus vermiculatum, una tecnica che prevede il taglio a mano con la martellina in tessere minute e accostate minuziosamente le une alle altre a costituire un'immagine proprio particolare. I Romani fanno proprio questa tecnica, però vanno oltre: aumentano la dimensione della tessera, aumentano lo spazio tra una tessera e l'altra, la fuga, permettendo così il rivestimento di più ampie superfici. In tutti i casi, il mosaico classico prevede però le stesse caratteristiche: materiale naturale basato sulla quadricromia del bianco, nero, rosso e giallo. I temi trattati sono sempre mitologici, naturalistici, scene di caccia o decorazioni floreali o geometriche.

Dal V secolo dopo Cristo al XV secolo dopo Cristo nasce il mosaico bizantino medievale. Con il diffondersi del Cristianesimo e il pullulare dei nuovi edifici di culto, l'uomo ha questa esigenza nuova: quella di arricchire e abbellire gli edifici di culto al loro interno. Fanno la loro comparsa i materiali artificiali prodotti dall'uomo, quindi paste vitree e foglia d'oro su vetro. I colori brillanti e lo sfavillio della luce dell'oro permettono di riproporre temi dell'Antico e del Nuovo Testamento e rivestire pareti, volte, cupole all'interno di queste nuove chiese e aiutare il fedele in una preghiera, una maggiore congiunzione con il suo Dio.

L'arte Bizantina nel mosaico vede due fasi: la prima dove la regolarità delle tessere si perde utilizzando tessere di formati differenti, utilizzo anche delle madreperle, mentre nella seconda fase dell'arte bizantina c'è un ritorno al formato quadrangolare più regolare della tessera, soprattutto nell'iconografia.

Il mosaico moderno si sviluppa dal X secolo dopo Cristo al XIX secolo. In questi anni rimane succube della pittura, in quanto si dice che la vera eternità alla pittura la dona il mosaico. Nasce quindi questa sana rivalità tra mosaicisti e pittori e per mettere a disposizione al mosaicista una più ampia gamma di smalti, di tinte, di materiale nascono numerose fabbriche in tutta Italia per la produzione degli smalti. A Roma si arriva già allora alla produzione di 28.000 tinte differenti di smalti per permettere al mosaicista di emulare ancor meglio la pittura, la traduzione quindi delle opere pittoriche. Individuiamo due fasi nell'arte moderna: una prima più legata al periodo classico dove le tessere, seppur seguendo un'armonia di andamenti, seguono un formato omogeneo. Nella seconda fase invece abbiamo già una anticipazione verso quello che sarà la contemporaneità e modificando formati e dimensioni delle tessere. In questi anni fondamentale è stata l'invenzione del nostro friulano Giandomenico Facchina, che ideando la tecnica rovescio su carta o indiretta permette, lavorando nei laboratori, di esportare il mosaico in tutto il mondo, risparmiando sia tempo che denaro.

Dal X secolo ai giorni nostri parliamo di mosaico contemporaneo. La grande sinergia che unisce progettisti, designer, architetti, pittori e mosaicisti permette la realizzazione di opere monumentali, opere che possono essere collegate in tutti gli ambienti, interni, esterni, sotto acqua o addirittura in tutte le superfici verticali, orizzontali, inclinate, in qualsiasi spazio, questo permettendo sempre di rispettare le caratteristiche tecniche e visive del mosaico stesso. La caratteristica principale del contemporaneo è la tridimensionalità, resa possibile non solo dalla differenza di materiali utilizzati, ma dalla posizionatura delle tessere che prevede angolazioni, spigoli, bruschi asperità volutamente creati a far sì che la luce, in modo differente, colpisca le singole parti del mosaico.