Transcription
R and down R in the Dead Of The Night. Moon Shine Bright. City in Florence Town. Where The Shadows Cre. There's a Kill and He's looking Lovers bew. Par your Car too long. He's out to get you. Make Kill Strong. In he Passion They Can't help Us S. But when the Comes They Be gone. The m Shell l whispering he out. The rivers Run. Where The L used to Rest in peace. De Florence. In The Kill.
[Musica]
Buonasera a tutte e Buonasera a tutti. Vedo che siamo già in tanti. Ciao Massimiliano, Gianna, mitica Simone, Paola, Domenico. Insomma, questa sera secondo me è una puntata, sarà una puntata molto interessante perché ci addentreremo un po' più nello specifico la profilazione con qualche dato in più. Ovvero, faremo una simulazione. Come sapete, ho realizzato tre profilazioni geografiche generiche sul caso del mostro, utilizzando quello che insomma sono i dati basilari, ovvero le coordinate delle scene del crimine, delle abitazione, dei luoghi di lavoro delle vittime e tutto quello che era insomma nella perizia de FAO e documenti collaterali. Dopodiché mi sono avventurato su un altro percorso, ovvero ho trascritto tutti i sospettati sulla lista dell'86 dell'87, di modo da insomma giocare un po' con l'intelligenza artificiale, perché di questo si tratta. Diamo il giusto peso alle cose, ragazzi, per chiedere quali fossero i personaggi nelle due liste che più potevano Arsi alla profilazione geografica ed eventualmente come questo si specchiava al profilo psicologico. Quindi andiamo per passi. Ho fatto trascrivere tutti i nomi, c'è stata una prima scrematura e sono stati selezionati sei nomi. Questa sera affronteremo la simulazione sul primo della lista di questi sei nomi. Gli altri non ve li dirò, eventualmente li affronteremo se vi interesserà sempre come simulazione in successive puntate. Vi dirò le percentuali. Il primo, insomma, c'è una percentuale del 50% come plausibilità. Intendiamoci, non diciamo questo è il mostro e ci mancherebbe ancora. Prendiamo in una selezione di nomi che è stata fatta dalle liste dei segnalati, quindi neanche dei sospettati. E questo sarà poi interessante farlo sui sospettati principali, poi no. Adesso ho voluto iniziare con quelli della lista e vedremo quanto plausibile, eh, quanto verosimile, più che plausibile, quanto verosimile possa essere un'eventuale colpevolezza di uno di questi personaggi. No, quindi il primo, ovviamente, sapete che tra i mestieri più probabili è stata indicata la guardia giurata, che d'altronde era una pista già seguita all'epoca del primo canale. Insomma, molto interessante. Quindi il primo personaggio indicato è una guardia giurata, a cui si dà una plausibilità, diciamo, di un 50% per una serie di fattori che leggeremo poi nella profilazione, no, simulata. Anche il secondo è una guardia giurata, il terzo macellaio, poi c'è il contadino, questo è Pacciani, ovviamente, perché è presente in tutte e due le liste, e poi c'è un tassista. Se ok.
Quindi andiamo a vedere chi è il primo personaggio. Il primo personaggio che viene selezionato come insomma verosimile e palchetti, Pierluigi Palchetti. Andiamo a vedere la profilazione. Quindi andiamo adesso ad affrontare una simulazione. Vedremo sulla mappa che proietto in questo istante. Ok, in questa mappa ovviamente sono presenti le scene del crimine, sono presenti i luoghi di lavoro e di abitazione delle vittime, sono presenti le residenze più probabili o comunque posti in cui è più probabile che il mostro si muova nella sua vita quotidiana e gli indirizzi legati, di cui siamo a conoscenza, legati al personaggio di Palchetti. Quindi in base a questo, adesso andremo poi a spiegare bene la mappa. Prima leggiamo il profilo. Ripeto, si tratta di una simulazione, cioè di capire quanto si potrebbe adattare questo personaggio alla figura del serial killer, del mostro di Firenze, e il perché.
Parliamo di Pierluigi Palchetti, che è nato nel '53, Firenze. La cosa interessante è che la residenza, sebbene sul verbale dell'epoca ci sia scritto residente a San Casciano, la residenza era in via Mazzini ad Donoratico. Siamo a un centinaio, più di 100 km di distanza da i luoghi del dei crimini, dell'area del Fiorentino. Possibili abitazioni secondarie e base operative: San Casciano Val di Pesa, ovviamente, perché quella segnata sul verbale, che potrebbe essere, viene insomma in ipotesi, abitazione secondaria in affitto, fornita dall'azienda, utilizzata come base per i giri lavorativi. Abbiamo via dei Neri 33 a Firenze, che è la sede lavorativa, ovvero la sede del corpo dei vigili giurati di Firenze, che già conosciamo e vedremo poi di nuovo il perché. Altro punto interessante che c'è una base potenziale a Londa, dove il person aveva una abitazione, quindi base potenziale durante la carriera, probabilmente legata a una casa di villeggiatura. Dopodiché abbiamo come punto di interesse, adesso andremo a vederlo nello specifico sulla mappa, Calenzano. Qua viene definita area di servizio, possibile base operativa. In realtà possiamo parlare di un punto conosciuto, no, eventualmente in caso di insomma che il personaggio c'entri davvero, no, nel caso. Perché? Perché è il punto, parliamo dell'area di Madonna di Gesù, dove l'altra guard, una delle altre giurate coinvolte nel caso, ovvero Esposito, che testimonierà nell'85 in riferimento al 1981, racconta l'episodio di quel personaggio dai capelli biondo-rossicci che gli aveva consegnato insomma dei proiettili, un proiettile. Insomma, adesso andremo a vedere bene. Dopodiché, un altro punto di interesse, il Parco delle Cascine di Firenze, area di servizio frequente di vigilanza da parte del Palchetti, che sappiamo anche essere zona per guardoni, attività insomma anche un po' al limite della legalità. Subisce perquisizione domiciliare il 18 di settembre del 1985, in concomitanza con l'ultimo omicidio del mostro a Scopeti. Di professione e guardia giurata, il corpo dei vigili giurati di Firenze, il luogo di lavoro. E insomma, comincia questo questo impiego dal 1981. Nel 1983, l'istituto era diretto da Vincenzo Scola, ex vicecapo dal 2 dicembre del '77 e poi capo dal 1970 della squadra mobile di Firenze, che partecipò alle indagini sull'omicidio dell'Illo Bianco del '68, insieme a Gerardo Matassino.
Caratteristiche fisiche: capelli rosso-biondiccio del Palchetti. E si presume, qua in realtà i dati all'epoca non sappiamo come fossero. Io ho visto le foto recenti, molto corti, tirati indietro, come descritto nel verbale di Nicola Esposito, che riporta un incontro con un uomo con questa caratteristica nell'estate dell'81 a Calenzano. Corporatura robusta, alto con pancetta, spalle larghe, rotondo con gote rossicce, stempiato, accento toscano non accentuato, senza barba né baffi, indossava una camicia. Quindi l'ipotesi è in questa simulazione di verosimiglianza. Esposito potrebbe aver visto un collega, visto che quel bar era frequentato da guardie giurate note.
Sulla residenza, la mobilità. La residenza ufficiale ad Donoratico, che andiamo a vedere qua. Ecco, andiamo un po' a vedere un attimo i luoghi. È interessante questo discorso. Questo è Donoratico, siamo a più o meno un 150 km, più o meno, dai luoghi del mostro. Ecco, scendiamo, poi lo vedremo bene in un grafico dopo. Abbiamo il baricentro, il baricentro qua del, insomma, che è stato creato per quanto, per insomma, per generare la zona di intersezione, è praticamente l'ospedale di Careggi, che delimita il baricentro dell'area che Palchetti frequentava per lavoro. Insomma, qua abbiamo la sede di via dei Neri, qua abbiamo il Parco delle Cascine, che è molto, molto vicino e gran parte rientra nell'area prevista più probabile all'interno dell'area di intersezione. Di residenza, in realtà, sì, per comodità si intende residenza, ma comunque l'area più vissuta nel quotidiano, no, da questa persona. Quelle blu che vediamo sono tutti i luoghi legati alle vittime. Il posto di lavoro del Foggi, via Stradivari, dove sta la Pettini, il lavoro del Gentilcore in Piazza della Libertà, e il lavoro della Cambi in via Faenza 15, parliamo del negozio di famiglia. Eh, qui sono i tre indirizzi, quattro con questo qua, per quanto riguarda non tanto Palchetti in sé, ma erano stati ipotizzati per quanto riguarda l'azione, no, del mostro, perché il baricentro è lo stesso. E qua abbiamo tutti i luoghi legati alle vittime. Come vedete, questa è San Casciano. Non sappiamo bene a che indirizzo abitasse lui, comunque dichiara di essere residente lì, ma in realtà è residente altrove. Quindi questo sicuramente un punto d'appoggio, perché lavorando per i vigili giurati, sicuramente faceva base qua.
Interessante, perché come dicevo l'altra volta, ricordiamo che è una simulazione. Come dicevo l'altra volta, è vero che i serial killer, per statistica, sebbene insomma possano esserci delle eccezioni, non colpisca mai nella zona di intersezione, ovvero quella che lui vive e frequenta nella vita di tutti i giorni, e nella buffer zone, ovvero quella fascia di contenimento intorno alla zona di intersezione di sicurezza, chiamiamola così. Ma è anche vero che il primo omicidio spesso avviene nei dintorni, nelle vicinanze dell'abitazione. Ora, noi sappiamo che il primo delitto del '74, parliamo di maniacale, delitto maniacale, e quindi insomma vedremo che cosa ci dice a riguardo di questo appoggio. Qua abbiamo l'omicidio di Baccaiano, l'omicidio di San Casciano, Giogoli, che come sappiamo, in tutte e tre le simulazioni generali, o è quasi tangente, molto vicino alla zona di buffer, in un addirittura ci rientra, indicando che chi colpisce, no, nel 1983, rischia molto dal suo punto di vista, perché colpisce nelle molto vicino l'ipotetica area dove lui sta, dove lui vive, dove lui si muove, diciamo. Questo è il bar, sitro a Calenzano, la residenza del Baldi e il luogo dell'omicidio di Travalle. Ok, quindi la residenza ufficiale ad Donoratico, a 130-10 km dal baricentro, è fuori dal raggio operativo massimo del mostro, è di 35 km. Tuttavia, questa distanza è copribile con un'auto comune, Fiat Panda o 127, come quella del Palchetti, all'80% di possibilità in circa 2 ore, compatibile con ritorni occasionali. L'ipotesi di abitazioni secondarie, basi operative: San Casciano, Via dei Neri, Londa, Calenzano e Parco delle Cascine, riflette una una mobilità coerente con la professione di guardia giurata. In particolare, l'aggiunta del Parco delle Cascine come area di servizio frequente di vigilanza, posiziona Palchetti in una zona centrale di Firenze, a soli 2 km, 3 dal baricentro, rafforzando la sua familiarità con un'area strategica per il profilo del mostro. San Casciano, 12 km, Via dei Neri, 5 km, 5, Londa, 28 e Calenzano, 11, fungono da punti fissi operativi in questa ipotesi, mentre Donoratico rimane una copertura insospettabile.
Calcolo dell'età di Palchetti in momenti chiave. 1968, primo omicidio. Perché qua, ovviamente, è una cosa che non si può lasciare in disparte, il passaggio dell'arma, eventuale, se c'è stato, la conservazione dell'arma è fondamentale capire come può essere avvenuto. La riflessione è che Palchetti aveva 15 anni e 7 mesi, quindi molto giovane, troppo giovane per essere l'autore materiale o un complice attivo, ma possibile testimone o osservatore, considerando una potenziale esposizione al crimine in giovane età, specialmente se presente in un contesto locale come Firenze o aree rurali limitrofe. Nel 1974, Palchetti aveva 21 anni e 8 mesi. Rientra nella parte inferiore della fascia d'età stimata 26-37 anni. Nel 1985, no, nato tra il '48 e il '59. Ricordiamo che l'ipotesi, insomma, dei ha in merito alla data di nascita era proprio il 1948, ma è plausibile come inizio di un'evoluzione psicologica. Lui è nato nel '53, ma è plausibile come un inizio di un'evoluzione psicologica, soprattutto se è esposto al '68. La vicina, la vicinanza a Londa potrebbe aver facilitato la familiarità con l'area. Nel 1970, all'epoca dell'omicidio di Scandicci, il 6 giugno, Palchetti aveva 28 anni e 5 mesi, allineato con la fascia d'età del profilo, coerente con un soggetto che mostra un'evoluzione verso l'audacia. Via dei Neri, a 5-6 km da Scandicci, potrebbe essere stata una base operativa, base operativa a livello logistico, no, che andasse in Via dei Neri con, in caso, no, di di colpevolezza, coi feticci, no, insomma, ma un un punto di riferimento che fungeva appunto da base in quel senso, da cui si poteva muovere e poteva tornare insospettato. Nel 1985, all'epoca dell'omicidio de Scopeti, Palchetti aveva 32 anni e 8 mesi, perfettamente nella fascia stimata di 26-37 anni, coerente con l'età media di 25-50 indicata da Deio. San Casciano, 12 km dal baricentro e vicina a Scopeti, rafforza la compatibilità geografica.
Integrazione delle informazioni sul contesto lavorativo. Luogo di lavoro confermato: Palchetti lavorava al corpo dei vigili giurati di Firenze, in Via dei Neri, a partire almeno dall'81. Questo conferma che Via dei Neri non era solo una possibile base, ma un punto operativo reale, a circa 5 km, 5 dal baricentro. La sede strategicamente vicina a Scandicci, 5-6 km, dove si concentrano cinque degli otto omicidi, Cluster Sud, e a 12 km da San Casciano, rafforzando la compatibilità geografica con le aree operative del mostro. Nel 1983, i vigili giurati di Firenze erano diretti da Vincenzo Scola, un ex poliziotto di alto livello che aveva partecipato alle indagini sull'omicidio dell'Illo Bianco del '68. Scola, trasferito da Milano, divenne vicecapo della squadra mobile di Firenze dal 2 dicembre del '77, ne assunse il comando nel '70. Questo collegamento suggerisce che Palchetti lavorava in un ambiente con accesso a informazioni investigative privilegiate, in relazione al caso, no? Scola, in via ipotetica, potrebbe aver condiviso dettagli, anche involontariamente, con i suoi dipendenti, raccontando, non so, della vicenda, di come insomma la vicenda si stava, si era sviluppato a livello giudiziario, no? Quindi magari delle indagini con i suoi dipendenti, alimentando la fascinazione di Palchetti per quel crimine. Il profilo del mostro indica contatti con le forze dell'ordine al 60%, e il ruolo di Scola rafforza questa possibilità, con Palchetti potenzialmente esposto a conoscenze investigative. Fa riferimento, no, anche alla rimozione dei bossoli, che si può riscontrare in molti omicidi.
Connessione con Giancarlo Menichetti. Giancarlo Menichetti, nato nel '49 a Lamporecchio, lavorava nello stesso istituto, ma nel distaccamento di Empoli, che dipendeva comunque dalla sede di Firenze. Menichetti era attivo nella vigilanza delle zone di Giogoli, Chiesa Nuova, aree limitrofe. E il 9 settembre '83, testimoniò di aver visto un furgone con targa tedesca delle vittime, hors meer, in via di Giogoli, vicino a Scopeti, con un'auto sospetta, Fiat 126 bianca, nelle vicinanze. Questo avvistamento colloca un collega di Palchetti nella zona di un omicidio, Scopeti, Scusate, Giogoli, 1983, a 12 km dal baricentro e vicino a Via dei Neri. Menichetti fu ucciso nell'88, da nel '988, da Lorenzo Boretti, che lo sospettava di essere il mostro, indicando sospetti nell'ambiente lavorativo, che potrebbe aver influito su Palchetti come fonte di informazione o depistaggio.
Fine. Il Parco delle Cascine come area di servizio frequente di vigilanza offre un contesto per attività notturna compatibile con la routine del mostro e posiziona Palchetti a 2 km, 53 dal baricentro, all'interno del cerchio di intersezione di 6 km.
Guardando al possibile collegamento con Nicola Esposito nel 1981. Esposito, guardia giurata del corpo dei vigili giurati di Prato, riferisce, quindi sempre vigili giurati, riferisce di un incontro nell'estate dell'81 al bar Sidro, in zona Nome del Gesù a Calenzano, tra le 23:30 e le 24, mentre era in servizio nella zona Nord di Calenzano, alle Querce. L'uomo, vedendo Esposito in divisa, mostrò tre proiettili calibro 22 Long Rifle, vecchiotti e ossidati, dichiarando di averne altri 5-600 a casa. Esposito li conservò fino al 1985, consegnandoli ai Carabinieri dopo Scopeti. L'uomo descritto era circa 1,80, Palchetti, in realtà, sembra che fosse anche più alto, corporatura robusta, con pancetta, spalle larghe, viso rotondo con gote rossicce, capelli molto corti, tirati indietro, biondo-rossiccio, stempiato, accento toscano non accentuato, senza barba né baffi, che indossava una camicia.
Considerazioni: i capelli rosso-biondicci corrispondono a Palchetti. Calenzano è vicina a Travalle e il servizio notturno si allinea con la routine del mostro. I proiettili calibro 22 Long Rifle con H sul fondello, l'accesso a munizioni suggeriscono un collegamento. Esposito, nato negli anni '40, sposato nel '66, lavorò in Inghilterra, Milano e poi a Prato dal '79, con una relazione stabile ma potenzialmente frustrante. Non è sospettabile direttamente perché era lontano da Scopeti nell'85. Come esempio, no, tra le circostanze. Valutazione: l'episodio collega un uomo con caratteristiche simili a quelle di Palchetti a un'area e un periodo rilevanti, suggerendo audacia post '81. Compatibilità con il profilo psicologico e geografico, no, che avevamo fatto per quanto riguarda il mostro. Età e sviluppo psicologico. Il profilo del mostro ci diceva un last murderer organizzato al 90% con perversione sessuale, cit. De Fazio, evoluzione verso audacia post '81. A 15 anni, possibile trigger tramite esposizione in diretta. 21, inizio dell'evento, plausibile dell'evento evolutivo. A 32 anni, picco di audacia, lettera della Monica e controllo. La carriera di guardia giurata, l'episodio dei proiettili suggeriscono confidenza con le armi.
Residenza e familiarità geografica: ad Donoratico, fuori dal raggio operativo, copribile con auto per ritorni occasionali, copertura insospettabile. San Casciano, dentro il cerchio del nucleo, a 15 km, vicini a Scopeti, zona di comfort, zona di comfort di 5 km, lavoro sempre di 5 km, rafforzata dalla perquisizione dell'85. Via dei Neri, dentro il cerchio di intersezione, come base operativa ideale, vicino a Scandicci e Cluster Sud. Londa, dentro il cerchio massimo, proposta come base estiva, coerente col Mugello. Calenzano, dentro il cerchio del del nucleo, compatibile con l'omicidio di Travalle. Parco delle Cascine, dentro al cerchio di intersezione di 6 km, area di servizio frequente e strategica per vigilanza e osservazione.
Mobilità e buffer zone. Tutti i delitti fuori della buffer zone, quindi sono risultano fuori della buffer zone. Le basi che sono fuori dalla buffer zone, quindi anche sono coerenti con la descrizione. Per quanto riguarda la professione, appunto, essendo una guardia giurata, veniva dato con una percentuale del 15% assoluta e al 50% relativa, con possibilità di accesso a Beretta calibro 22, addestramento tattico, discrezione, turni notturni e flessibilità che supportano un'operatività estiva e al weekend. Servizio al Parco delle Cascine, ampli alla copertura. Scola offre accesso a informazioni, possibili depistaggi. Collegamenti con Menichetti ed Esposito indicano un contesto investigativo confuso. Hobby e comportamento, insomma, proposti compatibili col suo lavoro sono il tiro, quindi con la pistola, la caccia, ovviamente questo non lo sappiamo, ma i contesti in cui si muove, insomma, sono quelli. Guardonismo, sono compatibili con le aree frequentate per il suo lavoro. La precisione con la Beretta richiede pratica, ci sono poligoni a San Casciano, a Londa. Familiarità con aree rurali e Parco delle Cascine supporta il discorso del guardonismo. Motivazione per personalità rimangono quelle, insomma, sempre del del mostro. Noi non possiamo, non conoscendo il profilo psicologico del Palchetti, insomma, ipotizzare nulla da quel lato lì. Routine e disponibilità temporale per attività estiva, l'85% è notturna nei weekend, allineata con i turni inclusi al Parco delle Cascine. Basi: San Casciano, Via dei Neri, Londa, Calenzano coprono Cluster Scopeti, Scandicci, Mugello e Travalle.
Valutazione complessiva della compatibilità. Età: 32 anni nell'85, corrisponde pienamente alla fascia stimata 26-37, al 70%. Ruolo indiretto viene proposto nel '68, con trigger dell'omicidio al 70% come causa originante. E poi niente, qua ripete i dati che vi ho appena detto. Punti di forza: quindi età 32 anni allineata. Le basi: Casciano, V dei Neri, Calenzano, Parco delle Cascine giustificherebbero familiarità e la motivazione della perquisizione, perché in tutto questo non sappiamo chi, in che circostanza segnalò il Palchetti, che, ripeto, vi venne perquisito e insomma subito lasciato stare, venne tolto dai sospetti, almeno da quanto mi risulta. La professione offre accesso armi, addestramento e discrezione, con informazioni possibilmente informazioni investigative per il contesto di Scola e il contesto che riguarda Menichetti ed Esposito. Modalità plausibile con auto. Punti di debolezza: Donoratico è troppo lontana, salvo basi operative principali, come abbiamo visto, insomma, ci sono, perché in fin dei conti lui lavora a Firenze e abita a San Casciano. Quindi in realtà questo è un punto di forza, come ha detto precedentemente, perché rappresenterebbe una residenza insospettabile e anche lui risulterebbe insomma ha un controllo incrociato, nell'immediato risulterebbe residente là. Ecco, nei punti di debolezza, ovviamente, non abbiamo nessuna prova diretta. Ad esempio, non abbiamo la Beretta e questo, purtroppo, possiamo, è una cosa che insomma dovremmo confrontarci con tutti i sospettati. Analizza la perquisizione dell'85, lo lascia senza accuse perché è completamente negativa e la testimonianza di Esposito è vaga. Ovviamente, potrebbe non trattarsi della stessa persona, sebbene ci siano degli elementi che insomma, molto suggestivi. Inoltre, i sospetti su Menichetti potrebbero essere distrattivi.
Quindi questa simulazione, come vi ho detto, è fatta per valutare la verosimiglianza di una, insomma, di un profilo adattabile al discorso del mostro di Firenze, ovvero una persona come Palchetti, di cui abbiamo visto adesso il profilo geografico, quanto è probabile che potesse essere il mostro di Firenze, visti gli ambienti, le aree in cui si muoveva, visto il lavoro che faceva e tutto quello che abbiamo sentito. Beh, la probabilità, insomma, risulterebbe molto alta. Abbiamo visto al 50% relativa e 15% assoluta. Questo vuol dire tutto e niente, lo so io, lo sapete voi. Ecco, torno a ripetere che nessun investigatore ha mai catturato un serial killer basandosi su questi principi, no? Sappiamo che insomma, almeno quanto mi risulta, in qualche modo si sono sempre fatti prendere o facendo errori più o meno volontari o insomma, facendosi letteralmente beccare con le mani nel sacco. Quindi, eh, questa cosa è utile, dal mio punto di vista, per farci riflettere anche sugli ambienti e il tipo di lavoro che poteva frequentare ed avere il mostro di Firenze. Quindi magari non nei Palchetti, ma nell'ambiente delle guardie giurate. Dal mio punto di vista, c'è un'altissima probabilità che davvero il mostro potesse fare questo tipo di lavoro, anche perché questo tipo di lavoro gli regalava un certo tipo di mobilità, gli regalava un certo tipo di anonimità, gli regalava una certo gr, un certo grado di sicurezza di non essere fermato e nel caso di insomma cavarsela in pochi minuti, perché era autorizzato a portare un'arma e una volta che mostrava l'arma d'ordinanza, insomma, era molto difficile che venisse perquisito ulteriormente. Sappiamo che Caron Naci, che depone nel 1997, sebbene il suo racconto, insomma, a parte che descrive un uomo con dei capelli bianchi corti, molto corti, quindi la descrizione fisica non coincide con quella del Palchetti, no, ovviamente, però ho detto, l'ambiente è sempre interessante, no? Potrebbe essere davvero una guardia giurata, perché il Caron Naci, per quanto riguarda del delitto del 1982, ci descrive un'auto che subito dice un'auto della polizia, poi dall'descrizione si capisce che lui non è molto sicuro che sia un'auto della polizia, non ricorda di aver visto la scritta polizia, però ovviamente un'auto da guardia giurata potrebbe a un primo sguardo dare quell'impressione. Inoltre, parla di un uomo solo, e noi sappiamo che tendenzialmente le pattuglie della polizia hanno sempre due persone a bordo. Quindi, dal mio punto di vista personale, potrebbe essere davvero un ambiente lavorativo da scandagliare con particolare attenzione, indipendentemente dal discorso del Palchetti, che ad ogni modo rientra perfettamente nel profilo geografico.
Andiamo a leggere, tra l'altro, insomma, spero che stiate tutti bene, perché col casino che sta succedendo per l'alluvione in Toscana, insomma, si vedono delle scene in televisione che fan preoccupare davvero. Ho visto a Sesto Fiorentino, sembrava l'apocalisse. Intanto, questi dice: "Ancora video, fate, ma se JB ha confessato sul letto di morte in ospedale, caso chiuso." Eh, certo, certamente. Io sono proprio curioso di vedere come va a finire questa cosa, di leggere le motivazioni della sentenza per diffamazione ad Amicone e di vedere se ci sono davvero questi sviluppi di queste indagini americane sul DNA, confessioni sul letto di morte, confessioni ad altri che vengono fuori solo adesso. Almeno una cosa si riuscirà a provarla, cioè di quelle che vengono imputate al povero JB, poi. E di contro, Armando ci dice che in Calabria è temperatura di 31°. Ecco. Federico ci dice: "La famiglia della Cambi aveva anche un pronto moda a Montemurlo." Allora, a me questa cosa non risulta, che assolutamente non vuol dire che non sia in realtà vera, non mi risulta, però a me risulta che avessero questo magazzino in Via Faenza al 15 R. Poi, ciao Gianluca, saluto con un abbraccio. Ovviamente, questo potrebbe anche insomma suggerire, vista anche la strana morte del Menichetti, no, e che seppure magari il Menichetti, anzi, sicuramente fino a prova contraria, il Menichetti, il Palchetti, l'Esposito, niente col caso, ma magari sapevano qualcosa, magari si sono accorti di qualcosa nei loro turni. Dal mio punto di vista, un ambiente da scandagliare a fondo. Matteo, secondo me, la guardia giurata aveva visto qualcosa, perché si ritorna lì, con tutti questi che giravano in quelle zone, possibile nessuno ha visto niente. Punto. Ciao Dario, che dice: "Finalmente riesco a seguirti in diretta. Una domanda, una domanda, conosci il delitto di Lucca?" Sì, certo. Secondo me, e poi si interrompe. Ciao David, ciao David, che ringrazio anche per il supporto. Matteo dice: "Alle Cascine non hanno ammazzato mai nessuno, ma c'è il corso d'acqua vicino. Chissà, ci sta che ci abbia pensato." E già ne dice altro che Matteo. Ciao, l'Arno. Sì, certo. Ci sono luoghi appartati alle Cascine, ma mi pare sempre un po' troppo rischioso che il mostro di Firenze colpisse lì. Certo, effettivamente, poi sempre a voler seguire questa profilazione, rientra perfettamente non solo nell'area di intersezione, ma nella microarea di intersezione che ho chiesto di identificare alla AI, dove appunto il mostro si muoverebbe con più frequenza e nella sua quotidianità. Quindi, ipoteticamente, non avrebbe mai colpito lì. Però sappiamo che il Parco delle Cascine è frequentato anche da qualche protagonista, no, della nostra storia. Ma chiede: "Si sa che auto aveva?" Sì, aveva una 127 verde, aveva una. Adesso vado a vedere.
Allora, andiamo a leggere, intanto, il verbale dell'85, ad 14, insomma, viene sentito il 14 del di settembre dell'85 alle 8:20 di sera da Lodato e dice: "Svolgo l'attività di guardia giurata nel corpo dei vigili giurati, Via dei Neri di Firenze. Solitamente lavoro di notte, dalle ore 22:30 alle ore 5 del giorno successivo. Sabato 7 e domenica 8 ho fatto il medesimo turno. Ho il compito di vigilare soltanto alle Cascine." Quindi lui dalle 22:30 alle 5 del mattino dovrebbe girare solo per Le Cascine, a quanto ci dice. A domanda risponde: "Domenica 8 sono partito da San Casciano verso le ore 21:30 e sono giunto a Firenze alle ore 22 circa. Ho percorso a bordo della mia autovettura FIAT 127 verde, targata Livorno 35 eccetera eccetera, la statale numero 2 e poi la superstrada. Sabato 7 ho fatto la stessa cosa, ovvero sono partito allo stesso orario da San Casciano e sono rientrato alle ore 6:30 circa." Quindi lui finisce di lavorare alle 5, sabato 7, però a San Casciano ci arriva alle 6:30 del mattino. "Domenica 8 ho svolto il servizio come prima precisava, soltanto Le Cascine, dalle ore 22 alle ore 5. Non ho altro da aggiungere eccetera eccetera."
Gianna dice: "Proprio di notte il parco era movimentato di loschi figure, indiani e molto altro." Infatti, sì, c'era comunque la vigilanza, no, dei vigili giurati. Avrebbe dovuto guardarsi continuamente le spalle, non sarebbe bastato. C'erano anche persone armate. In relazione alla possibilità o meno di colpire, diceva Gianna, no, da parte del mostro. Ovviamente ha ragione e dice: "Poi le coppie normali non sarebbero mai andate in quel luogo che faceva paura solo a pensarci." E però qualche coppia, Gianna, alla fine ci andava. E abbiamo visto che poi, insomma, sì, Le Cascine, tu dici un posto del genere, le coppie magari evitavano di andarci. Però le coppie che conosciamo noi come vittime, in qualche modo, non al Parco delle Cascine, ma anche loro si appartavano in giro, no? Lo stesso Scopeti, pur essendo un francobollo, insomma, non era frequentato proprio da bellissima gente, no? Però Scopeti era sicuramente di fuori da qualsiasi raggio di intersezione, sia stato ipotizzato coi dati che abbiamo per quanto riguarda il possibile mostro. E ringrazio Gianna che dice: "Ragazzi, ragazzi, forza coi likes, per favore. Non costa nulla, ma fa molto bene al canale." È vero, oltre che all'umore. Domenico dice: "Poteva essere anche una guardia che aveva vicino con facile di avvicinarsi alle." Non ho ben capito qua Domenico. Ecco, qua ed effettivamente, e questo vale un po', insomma, è vero. Qua c'è anche il discorso dell'abitazione che c'è del del Mugello, però per quanto riguarda l'appoggio a San Casciano, si suppone che qualunque guardia giurata avesse lavorato per l'istituto dei vigili giurati di Firenze, qualunque guardia giurata che risiedesse altrove, o avesse in dotazione dall'istituto, o avesse dovuto procurarsi una propria abitazione nei dintorni, no? Quindi per chi lavorava in questo istituto, effettivamente c'è una forte adattabilità al mostro, c'è poco da fare, oltre che una grande mobilità che gli veniva appunto data, perché io mi chiedo, chi controllava la guardia giurata che dalle ore 10:30 fino alle 5 avrebbe dovuto girare soprattutto Le Cascine? Cosa faceva? Va bene che Le Cascine, insomma, non è Scopeti, però avanti e indietro dalle 10:30 alle 5, si sarà fermato da qualche parte a far qualcosa, no? Mi chiedo, oppure girava davvero solo lì? Questo vale per tutte le guardie giurate, no, che potevano fare servizi notturni. Per di più, c'è questa cosa interessante che insomma, effettivamente il sabato, quando sappiamo insomma che almeno dal mio punto di vista, l'omicidio è molto più probabile che sia avvenuto, l'ultimo omicidio del mostro, quello di Scopeti, o il venerdì o il sabato, più che la domenica. Quindi sappiamo le criticità sulla datazione, no? Ecco, per quanto riguarda il sabato, e lui ci dice che finendo di lavorare alle 5, torna a casa alle 6:30, e dalle 5:00 alle 6:30, qua intanto saluto Angelo, che abbraccio e ringrazio per il suo contributo. Da Fission, qual è? Matteo dice: "Sì, ma per i fiorentini Le Cascine sono come un posto che si conosce, quindi ci bazzicano." Sì, noi abbiamo visto che insomma viene data più alta la possibilità che il mostro selezioni le vittime sulle piazzole, ma non viene escluso neanche, visto insomma le testimonianze a favore, eh, di incontri particolari e pedinamenti subiti da alcune delle vittime, che almeno in alcune occasioni dice possa essersi dedicato a seguire e valutare le sue vittime, partendo da altre location che potevano essere vicino alle abitazioni, piuttosto che ai luoghi di lavoro delle vittime stesse. Abbiamo visto insomma la concentrazione di questi di questa tipologia di location proprio nella zona di intersezione, quindi è perfettamente plausibile. Quindi poteva essere anche un luogo di osservazione, no? Sicuramente passava. Adesso parliamo del Palchetti, ma chiunque altro avesse fatto servizio, servizio simile, passava molto tempo in un posto dove di notte, insomma, le attività erano quelle, il guardonismo, probabilmente c'era qualche tossico, prostituzione. Domenico spiega: "Volevo dire che poteva essere una guardia che in divisa era più facile da avvicinarsi alle." Vorrei Immagino che insomma, voglio dire, che essendo una guardia in divisa, lasciando stare il discorso del portafoglio, no, che fa fil, sto delle vittime, che sarebbe insomma, almeno di di Vicchio, che dimostrerebbe che alcune delle vittime stavano tirando fuori documenti nel momento in cui sono state ammazzate, perché non è vero. Il portafoglio, appunto, di Stefanacci ha lo stesso identico foro da proiettile che corrisponde alla tasca dei pantaloni, posteriore dei pantaloni. Quindi quando è stato colpito, insomma, era nella tasca dei pantaloni, non fuori. Però anche solo la presenza in avvicinamento, nel anche nel caso che qualcuna delle vittime, insomma, potesse accorgersi all'ultimo istante, sicuramente non generava lo stesso, poteva generare della soggezione, no? Quindi un istante di esitazione sul da farsi, che poteva in qualche modo agevolare il mostro come tattica di sorpresa nell'attaccare le proprie vittime. Infatti, Federico dice: "È chiaro che la guardia giurata era facilitata nel controllare le zone notturne." Sappiamo che, ad esempio, il Menichetti, quando si parla di connessioni con le ville, la Stacci, e volendo fare il parallelo prima, no, qualcosa magari hanno visto o sanno, no, queste guardie giurate che sono sempre o spesso intorno agli omicidi di cui stiamo parlando. Beh, il Menichetti, se ben ricordo, era addetto anche alla sorveglianza della delle feste alla Villa La Stacci, no, se non sbaglio, era lui uno dei testimoni delle delle guardie giurate testimoni, se mi sbaglio, se non mi sbaglio, era proprio il Menichetti. Scusate, prendo un po' d'acqua perché mi si sta seccando la bocca. Vediamo se c'è qualche domanda, sennò stasera facciamo una puntata più breve. Adesso, insomma, sebbene il discorso della geoprofessioni, dal mio punto di vista, sia molto interessante e stimolante, soprattutto, eh, magari settimana prossima cambiamo un po' argomento. Però, come vi dicevo, insomma, nelle mie ricerche, nei miei studi ed esperimenti, andrò avanti, no, con queste geoi dedicate, quindi ai sospettati, insomma, più famosi, piuttosto che ad altri, ad altra gente interessante che emerge dal caso. E quindi poi in un un prossimo futuro, sicuramente ci torno. Eh, intanto salutiamo a Nuk, sono tornato un po' sui commenti precedenti. Se avete degli argomenti anche di cui vorreste sentir parlare o che vorreste che venissero approfonditi, scrivetelo anche nei commenti, che insomma, se non se non ne ho già parlato, insomma, in passato abbondantemente, magari si possono affrontare, nel senso, non tornate a chiedermi cose di cui ho già parlato più volte, a meno che non ci siano degli aspetti che non vi sono chiari, ecco. Lord Sherid, che saluto, è un bellissimo, bellissima immagine del profilo. Dice: "Una guardia giurata aveva modo di muoversi senza problemi. Se veniva fermata, non aveva niente da giustificare, stava svolgendo il suo lavoro." Il famoso uomo in divisa. Er ci dice: "Questa è anche una, come dire, una giusta obiezione." Dice: "Per me, uccidere durante servizio notturno comporta ripulirsi in fretta dal sangue sui vestiti e sul viso, togliersi i guanti, insomma, tenere la divisa pulita, la vedo dura così." Questo è vero, però questo vale anche per chiunque colpisse. Quindi noi dobbiamo chiederci come faceva chi colpiva a limitare, insomma, la contaminazione col sangue delle vittime o con anche insomma, ma col terreno, con altri tipi di sporcizia che durante un omicidio, un duplice omicidio del genere, dei duplici omicidi del genere potevano insomma ritrovarsi sugli abiti e sul viso stesso. Secondo me, questo ha tanto a che fare con innanzitutto un'azione di sorpresa immediata che gli ammazzava sul colpo. Quindi, a parte il 1974, dove insomma il mostro comunque era giovane e si presuppone che non facesse già, nel caso poi avesse iniziato questo mestiere successivamente, la guardia giurata, quindi escludendo il '74, infatti c'è anche una dinamica un po' differente, più acerba negli omicidi successivi. Noi abbiamo una tattica insomma pressoché ormai consolidata già dal '74, ovvero di avvicinamento alle vittime di soppiatto, alla vittima maschile che è il pericolo più immediato, che viene colpito in punti vitali e quindi viene neutralizzato immediatamente, e nelle vittime dell'81 in poi, insomma, è difficile ipotizzare un qualche tipo di colluttazione, no? Se non a Scopeti, ma anche lì, dal mio punto di vista, non è venuta nessuna colluttazione. Jean-Michel scappava, il mostro è arrivato, l'ha afferrato e finito. Eh, quindi possibilità di macchiarsi, sì, ma probabilmente insomma, durante l'azione, eh, con la pistola, probabilmente il il sangue che poteva insomma sporcarlo non era così tanto, no, ecco. C'era insomma, non gli stava, non stava praticando l'escissione. E per quanto riguarda l'operazione, di molto probabilmente aveva un telo, un equipaggiamento che portava con sé e che poteva svolgere sul terreno e quindi gli serviva per limitare la dispersione del sangue.
Paola chiede: "Giusto, dice Dario, quando farai una puntata su Perugini?" Spero presto, aspettando insomma di vedere se mi arriva certa documentazione per poter fare un controllo, valutare una determinata circostanza per inserirla poi nella puntata. Quindi insomma, attendevo un po' per questo motivo. Vediamo, vediamo, spero presto, ma sicuramente verrà fatta sicuramente. E Paola poi dà un'altra spiegazione, ovviamente, che è plausibile nel contesto, no, della guardia giurata. Dice: "Forse la la guardia giurata colpiva fuori dal servizio, ovvero conosceva bene le zone in cui colpiva, perché le frequentava per lavoro o per il guardonismo, e poi approfittava di colpire il momento in cui non era in servizio." Questa è anche una possibilità. Torno a ripetere, eh, qua non stiamo dicendo il mostro era una guardia giurata, era Palchetti, no? Qua stiamo valutando la possibilità, e in questo caso è capitato Palchetti perché è emerso come tra i più insomma curiosi da questo controllo che ho fatto, che una persona che si muoveva come Palchetti, quindi analizziamo la sua situazione, perché di lui parliamo, poteva essere con quale possibil, con quale probabilità poteva essere davvero il mostro di Firenze. Ecco.
Raf dice: "Dario, a proposito della coppia dei testi, ma è vero che la rivista gay non era in lingua tedesca, ma aveva i testi in italiano? Cioè, è stata lasciata lì di proposito?" Eh, sì, era una rivista italiana, assolutamente sì. E Anuk dice: "Ripeto, io ci vedo una follia criminale giovanile, la sua evoluzione nel tempo." Sì, anch'io penso che fosse molto giovane ai tempi di Arabat, ma soprattutto nel '68. Una connessione c'è per forza, perché se valutiamo che l'arma è la stessa, ragazzi.
Invece, Raf continua e dice: "E avere astucci ben nascosti nei suoi abiti per contenere le parti ascisse, pugnale e pistola, autolontana circa un 100 metri." E Raf dice: "Sì, quindi una guardia giurata o un poliziotto che fa il lavoro da mostro fuori servizio." Izi, la guardia giurata poi ha tutto il tempo per andarsene in giro a fare il guardone. Ecco, questa è esatto, è una considerazione che facciamo. Ovviamente è così. Scusate, stavo leggendo un messaggio che mi è arrivato. E Domenico mi chiede: "Dario, più in là approfondirai anche il delitto di Lucca, che potrebbe essere suo?" Sì, io non volevo tediare troppo con la geoprofilazione, anche se spero che sia e sia stato un argomento interessante. Però ecco, l'idea era quella anche di ipotizzare, eh, insomma, che sia davvero il mostro ad aver colpito in almeno in alcuni dei delitti collaterali, mi riferisco a quelli delle prostitute fiorentine, soprattutto, e al delitto che in qualche modo, sebbene l'arma sia diversa, richiama molto quelli del mostro, che è il delitto di Lucca. E insomma, vedere che considerazioni ne vengono fuori. Quindi sì, sicuramente questo lavoro lo farò prima coi delitti delle prostitute e insomma, non non andrò tanto nello specifico, anche perché gli atti dei delitti delle prostitute, purtroppo, non li ho, non li ho, però insomma, coi dati che abbiamo e soprattutto coi dati geografici, per vedere che considerazioni ne escono dal punto di vista dei movimenti del mostro. E però sapete che avendo in mano questo elemento che collega inevitabilmente una coppia uccisa dal mostro a una delle prostitute uccise, ecco che insomma, dal mio punto di vista, urge approfondire questa connessione.
Gianna dice: "Conosco una guardia giurata che faceva anche servizi diversi dal solo vigilare, come andare negli appartamenti ad innaffiare le piante o altro, soprattutto d'estate." Questa è un'ottima osservazione, Gianna. Tra l'altro, c'è una testimonianza che adesso non ho sotto mano, ma insomma, la ritroverò, che del 1985, se ben ricordo, di un signore che dice che alcune guardie giurate l'avevano suonato alla porta per proporre i propri servizi, insomma, di vigilanza. Lui non aveva accettato, dicendo che non gli serviva, e loro insomma avevano caldeggiato perché la zona era soggetto a furti, era meglio se vigilassero, e lui insomma aveva rifiutato, e di lì a pochi giorni aveva subito un furto in casa, dove era stata rubata una pistola.
Raf dice: "Dario, a proposito della coppia dei testi, ma è vero che la rivista gay non era in lingua tedesca, ma aveva i testi in italiano? Cioè, è stata lasciata lì di proposito?" Eh, sì, era una rivista italiana, assolutamente sì. E Anuk dice: "Ripeto, io ci vedo una follia criminale giovanile, la sua evoluzione nel tempo." Sì, anch'io penso che fosse molto giovane ai tempi di Arabat, ma soprattutto nel '68. Una connessione c'è per forza, perché se valutiamo che l'arma è la stessa, ragazzi.
Qualche modo ne è entrato in possesso. Quindi, o era presente. Secondo me, non è la persona che ha ammazzato nel '68, però c'è un'altra probabilità che fosse presente e quindi, in qualche modo, ha recuperato l'arma, o gli è stata data, o l'ha procurata pur non sparando, e se l'è riportata via proprio per questo. E poi, insomma, comincia a colpire nel '74.
Ma le pause ce lo dicono che è legato indissolubilmente al delitto del '68, perché nel '74 viene chiuso definitivamente il processo Mele. E quindi, in qualche modo, il primo omicidio, il mostro si sente più sicuro a colpire perché almeno nell'immediato nessuno farà il collegamento con l'arma che poi dopo si rivelerà essere un jolly. Questo collegamento per il mostro stesso, no? E poi ricomincia nell'81, quando Mele esce di galera. Quindi, in caso di indagini, insomma, si sarebbe andati pur sapendo che lui non poteva essere perché era in galera nel '74. E perché poi dopo, insomma, direi che era abbastanza controllato Ronco dell'Adige e avrebbe comunque portato confusione, no, nelle indagini. Tant'è vero che poi nell'82, quando, insomma, sbaglia e ha motivo di preoccuparsi che di aver fatto un errore, qualcuno farà il collegamento proprio con l'omicidio del '68.
E tutto questo, posto che portare per chi pensa Francesco Vinci a Salvatore Vinci, insomma, a prendere il mostro, permetterà con Francesco Vinci in galera per due omicidi, tra gli altri, e Salvatore, sebbene non 24 ore, almeno dai carabinieri. Ma essendo che c'erano anche i servizi, insomma, e indagare dal 1981, mi farei due calcoli. Era controllato e, insomma, il mostro colpisce e colpisce fino all'85. Tra l'altro, anche in relazione al fatto che nell'85, insomma, questa lettera mandata da un mostro che fino a quel momento non aveva mai, insomma, comunicato con gli inquirenti. Ce lo dice De Fazio, il mattino stesso in cui arriva la lettera, è un mostro, è un assassino anomalo, diverso da quelli che conosciamo, che può essere Zodiac anche, che, insomma, comunicava assiduamente con le forze dell'ordine. Dice: "Non ha mai comunicato". Quel mattino stesso arriva questa lettera che non ha altro, insomma, esito se non quello di dare all'opinione pubblica l'immagine di un mostro che chiude la sua carriera vedendo fallito il suo ultimo progetto di far scoprire i cadaveri dopo la ricezione della lettera stessa.
Sappiamo tutti del discorso molto strano della presenza di Iacovacci, Scopeti, che rappa, De Faveri, che relazionano proprio Cecera, marito della Monica, no, di quello che hanno visto mentre stavano osservando con un teleobiettivo una zona in cui non si sapeva perché non si sapeva che era venuto proprio un omicidio, ma che sarebbe venuto lì. I cadaveri non erano ancora stati scoperti e, soprattutto, la lettera a della Monica non era ancora arrivata. Però abbiamo due riferimenti che ci portano in direzione di Cecera e di sua moglie. E e quindi questo potrebbe voler dire diverse cose. Poi vi leggerò, insomma, una un piccolo riassunto di queste circostanze che ho fatto non stasera. E e quindi tutto questo, insomma, si accompagna benissimo nella narrazione che con quella lettera, con quel l'omicidio, improvvisamente capisco, insomma, gli investigatori che non hanno mai capito un cazzo del Mostro di Firenze. Tant'è vero che ha ucciso fino al 1985, improvvisamente hanno un'epifania e si rendono conto e capiscono al 100% che il mostro non avrebbe mai più colpito.
Ma questa storia è interessante perché se voi guardate, lo guardavamo l'altra sera con gli amici, Barnechi, il film Il Mostro di Firenze di Ferrario, quello del soggetto, soggetto di Spezzi, se ben ricordo, e, insomma, esce nell'86 e viene girato nell'85, no? E già lì la storia è narrata così, ovvero viene considerato l'ultimo omicidio del mostro in quel film, quello dell'85. Ma come fanno a saperlo che quello sarà l'ultimo omicidio del mostro? Cosa è successo davvero nel 1985, quando il mostro ha smesso di colpire? Tra l'altro, anche per quanto riguarda le possibili, insomma, notizie sul caso, sulle indagini che poteva avere, una guardia giurata aveva sicuramente accesso alle frequenze, no, alla alle radio, no? Quindi alle radio sintonizzabili sulle frequenze delle forze dell'ordine. E quindi sicuramente era più avvantaggiato di una persona normale, anche solo per questo motivo. Eh, poi vedete, io sono abbastanza sicuro, no, assolutamente, poi non si può essere sicuri di nulla in questa vicenda. Però mi sento relativamente convinto che molto difficilmente un serial killer, tra l'altro un serial killer di questo tipo che è sempre più spavaldo, no, smetta così perché decide di smettere con tutte queste forze in comune e col sodalizio nato nell'84 tra, insomma, il SISDE, la SAM, quindi Carabinieri, Polizia, l'autorità giudiziaria. E se l'avessero fermato in qualche modo e tutte queste circostanze strane servissero a coprire una situazione del genere.
Infatti Paola dice: "No, forse lo hanno ammazzato, oppure morto per quello, oppure è morto". Esatto. "Per quello sapevano con certezza che non avrebbe più potuto colpire". E Arrivaldo, che saluto con affetto, dice: "Evidentemente qualcuno l'ha fatto smettere". E Domenico dice: "Dario, e secondo te perché ha smesso di uccidere? Di sua iniziativa, oppure è stato individuato, fatto fuori?". Una mia ipotesi, Dario, dico, dal mio punto di vista, ipotesi che abbia smesso da solo e abbia detto: "Vado in vacanza, pari a meno di zero". Quindi, dal mio umile punto di vista, eh, che, insomma, vale poco, però questo è. Sono più propenso al fatto che o sia morto, magari anche suicida, eh, va a sapere, insomma, non si può dire. Che quindi qualcuno tra chi aveva il compito di indagare ne è venuto a conoscenza o si è stato fermato. Insomma, io penso che qualcuno una soluzione l'abbia trovata perché il mostro non ha più colpito. E come abbiamo detto, sembrava che questa fosse una consapevolezza, una certezza dopo l'omicidio di Scopeti.
Rav dice: "Magari una guardia giurata, anche esperto cacciatore, pescatore". Ma io faccio una riflessione. Siamo in un territorio, poi parliamo, no, di un di un'epoca che va dall'omicidio più recente di 40 anni fa, no? Sono quasi 60 anni dall'omicidio del. E in un'area dove tantissimi abitanti erano avevano la consuetudine sia della caccia, sia del maneggiare un coltello, sia del maneggiare un'arma. Chi vuoi perché arrivava dalla guerra, chi vuoi perché la caccia era come dire, una attività sicuramente diffusa su larga scala, praticata da tanti ufficialmente, da tanti anche come bracconaggio. In più, soprattutto chi proveniva da contesti rurali era introdotto proprio fin da bambino alla vita agreste, quindi l'utilizzo delle lame, dei coltelli per scuoiare la selvaggina, piuttosto che gli animali che macellavano, no, in casa, in cascina. E e poi anche le attività di di caccia e di tiro a segno, insomma, erano abbastanza diffuse. Quindi non è una roba così esclusiva, secondo me, eh, l'area di attività da cui il mostro potrebbe aver mutuato il suo background per l'uso del del coltello, no, per l'uso dell'arma. È già un po' più specifico, secondo me, perché è vero che, come dicevo, soprattutto le calibro 22 erano diffusissime e ed erano, insomma, usate sia per il tiro a segno che poi anche la manualità di chi spara per la caccia, insomma, è sempre uno che sa come si spara, no? Però quello che è interessante qua è la tattica che viene usata e che viene usata già dal '74, no? Se vogliamo, già dal '68, ovvero di qualcuno che si avvicina di soppiatto e, come dicevo prima, punta l'uomo, quindi pericolo più immediato, punti vitali, lo secca subito lì e poi si dedica al resto. Quindi, cioè, è di qualcuno che sa come ci si muove, non solo come si spara. In realtà, non sembra che la mira del mostro, insomma, sebbene a bacano, insomma, spari in testa, colpo perfetto, la Migliorini potesse definirsi, almeno da subito, ecco, eccellente. Però c'è un'evoluzione, quindi significa che si è addestrato in qualche modo. E sicuramente più facile addestrarsi alla luce del sole, quindi se, insomma, fai un'attività di un certo tipo. È il contesto proprio delle guardie giurate, e soprattutto perché è inutile dirlo, sarà una coincidenza, di coincidenze, insomma, ce ne sono tante in questa vicenda, però il fatto che proprio Scola dirigesse le guardie giurate di Firenze, da cui dipendevano tutti questi personaggi in qualche modo legati al caso, è interessante perché potrebbe indicarci proprio il contesto in cui il mostro si muoveva.
Aldo dice: "Avevano la certezza che non avrebbe più colpito. Non potevano permettersi che potesse tornare a colpire con Pacciani sotto inchiesta". Certo, però poi serviva un colpevole. Ma tanto è vero che lo vedremo poi con la puntata di Perugini e diviene un po' poi tutto consequenziale, perché Pacciani, insomma, [Musica] viene messo sotto l'occhio delle forze dell'ordine è proprio con l'avvento di Perugini, perché prima viene perquisito per Scopeti e poi viene accantonato, no, momentaneamente. Con l'arrivo di Perugini, che già comunque nell'85, sebbene, se ben ricordo, fosse all'anti-rapina, comunque fa già delle attività in collaborazione con Federico. Poi è a Firenze dagli anni '70, dalla polizia, almeno. Eh, entra poi a pieno titolo nell'86, no? Infatti, nell'86 noi abbiamo ancora Pacciani sulla lista, quando sulla lista stessa c'è scritto che le persone che sono segnate, insomma, sono state perquisite, quindi non, non si erano trovati elementi nei loro confronti. Prendo solo l'acqua. Tanto è vero che poi c'è bisogno di una nuova lista che viene chiesta nell'87, in concomitanza, diciamo, degli eventi che legheranno Pacciani al discorso della violenza sulle figlie, quando, insomma, Vigna chiederà una nuova lista di sospettati, dove riapparirà Pacciani. Quindi Perugini è un po' quello che, po' l'origine dei sospetti su Pacciani, no? E vedremo poi anche il discorso quando faremo la puntata relativo al corso, no, all'FBI, che Perugini fece, quando lo fece, e in quei giorni cosa accadeva in Italia e cosa accadeva intorno a Pietro Pacciani. Pacciani inizialmente lo avevano scartato per l'età, perché aveva famiglia e perché era malato. Esattamente, che poi sono le obiezioni, no, più più normali, perché ovviamente se c'è una compatibilità geografica, comunque buona, una buona compatibilità geografica, devi anche vedere poi la vita della persona, no? La vita che conduce, la possibilità che fisicamente possa fare queste cose, avere una grande forza fisica anche in età avanzata, non vuol dire che tu abbia la stamina, la resistenza e la salute per poter fare degli sforzi prolungati e sotto pressione come quelli che sono richiesti per delle attività del genere, soprattutto che iniziano in particolare modo, diciamo, perché nell'81 c'è la serie di omicidi, una più vicina all'altra, '81, '82 e '82, sono uno dietro l'altro. Quindi è l'attività, è il momento più frenetico del mostro, no? È proprio in quel momento, quando Pacciani era infartuato. E ri dice: "Esatto, Dario, ci vuole cardio, soprattutto". Certo, c'è gente che ti tira su dei pesi incredibili, no, stando fermi. Poi, però, insomma, li fai fare due movimenti in un ring e vengono distrutti perché non hanno il fiato per stare in piedi. E qua parliamo di un'attività molto faticosa. E dice: "Per me, per come agiva il mostro, gli do massimo un 50 anni nell'85". Sì, sì. Ma dal mio punto di vista, è, insomma, è molto, molto probabile che fosse molto giovane nel '74 e ancor più nel '68. Certo. Eh, c'è proprio un'evoluzione e, se vogliamo, passatemi il termine, una maturazione nel modo di agire, con la pausa voluta o presa, si, per convenienza e un po' per timore, dopo l'omicidio del '74 all'81, il mostro ha tempo per pensare a che cosa vuole, no, dai suoi omicidi e per affinare una sua tecnica che poi applicherà. Infatti, improvvisamente dall'81 diventa adulto.
Nuova Frontiera dice: "Servizi hanno scoperto quasi certamente chi era. Troppi che ruotano intorno al SISDE scrivono libri, lasciano tracce, inventano scenari". Bravo Nuova Frontiera, mi trovi d'accordo. Mi trovi d'accordo. Ed è evidente che è stato reso inoffensivo. Esatto, il termine è giusto, anche per non sbilanciarsi troppo, ma solo perché le possibilità sono molteplici, no? È proprio questo. Bravo Federico, nel caso di un intervento esterno, quindi di una, non di una morte autoinflitta o di una fuga, no? E, insomma, con le dovute percentuali, possiamo anche mettere in mezzo. Si tratta, si tratterebbe di averlo reso inoffensivo, qualunque cosa questo voglia dire. Sì. E Gianni chiede: "Se le vittime fossero state portate già cadaveri nelle piazzole?". Questa è un'ipotesi che io e il mio ex collega, per quanto mi riguarda, parlando di me, accarezzai anni fa. Questo è vero. Poi, però, ragazzi, obiettivamente, l'analisi delle scene del crimine, insomma, anche della balistica, ci dice che gli omicidi sono avvenuti lì. Eh, ipotizzare il contrario vorrebbe dire elaborare un'attività vera. Tutto è possibile, eh, ma elaborare un'attività veramente difficoltosa che avrebbe dovuto coinvolgere un mare di persone in più, dal mio punto di vista, a coprirsi l'un l'altro. Poi vogliamo pensarla così. Dal mio punto di vista, non è più un'ipotesi valutabile quella che sia stata, sia stati colpiti altrove. Lo era un po' di più per Scopeti, per me. Però tenderei ad escluderla adesso.
Federico dice: "Secondo me, la Procura poteva trovare qualcuno di più plausibile, perché proprio Pacciani?". Perché Pacciani rientra proprio nei termini di una profilazione del genere, di quelle che avete visto in queste ultime puntate che vi ho mostrato. Per perché per queste sono le sono i protocolli che vengono usati anche per le profilazioni dell'FBI. E quindi Pacciani, che non aveva un appoggio nel Mugello, ma conosceva bene la zona e che stava a San Casciano, a livello di, e che aveva, soprattutto, perché la discriminante è questa, Pacciani aveva un omicidio che coinvolgeva un uomo, non una coppia. Però quest'uomo stava facendo un amore con la sua ragazza, quindi c'era una coppia di mezzo. E quindi questo ha convinto, voglio sperare, quindi pensando alla buona fede, o, insomma, tornava utile a Perugini, che veniva da quel mondo, no? O comunque all'epoca, insomma, lui era criminologo, eh, si è specializzato da De Fazio, ricordiamocelo, insomma, quindi conosceva questa metodologia. Ritornava compatibile per la geoprofessioni. Ora, ovviamente, l'omicidio non bastava, perché è un omicidio di altro genere, no? Quindi questo primo interesse che poi li ha convinti, insomma, non ha portato poi a dei, insomma, a comprovare qualche cosa. Però è entrato nel nell'occhio del ciclone, soprattutto per la sua geoprofessioni. Io penso, ve lo dico chiaramente, non lo posso provare, è un'illazione, no, che però il discorso delle violenze alle figlie, lasciamo stare vere o false che fossero, non voglio discutere adesso di quell'aspetto lì, ma che quella vicenda sia stata innescata, che ci sia, mettiamola così, che ci sia la possibilità che la vicenda sia stata innescata da chi già gli stava intorno per, insomma, tentare di ricondurlo all'interno delle indagini come sospettato principale, come accelerante, come aggravante per renderlo più mostro di quello che poi effettivamente appariva essere, no, prima del processo alle figlie, agli occhi dell'opinione pubblica. Quindi questi tre aspetti, la geopro del Bonini e le violenze e le figlie, sono serviti a costruire l'immagine del mostro Pacciani. Tant'è vero che poi il colpo finale, se vogliamo, in questo in questa serie di eventi che si muove dall'85-'86, per quanto riguarda il Pacciani, eh, diciamo, fino all'89, arriva proprio nell'89, quando Perugini, prima che si muovano tutti contro Pacciani, fa un salto in America a specializzarsi all'FBI. In quel momento abbiamo Parisi che è diventato intanto prefetto, che convoca Bruno per dirgli che il loro sospetto principale, Pacciani. Bruno, che era nei servizi, che fu incaricato da Parisi stesso di fare il profilo del mono. Bruno, che già indagava dall'81 in qualità di funzionario dei servizi, anche se non ancora in collaborazione con l'autorità giudiziaria, eccetera, eccetera, eccetera, eccetera, eccetera, eccetera. Abbiamo infatti la ritrovo. Intanto è interessante. Io andrei a risentire un attimo. Allora, facciamo così, facciamo così. Andiamo a risentirci un attimo. Devo caricarla. Andiamo a risentirci. Adesso, appena viene caricata questa intervista, siamo appunto nel 1987. Visto che qualcuno diceva "Telefono Giallo" del professor Pisapia. Ah, no, scusate, questa è la telefonata dell'87. Carico anche la l'intervista Pisapia, che invece è dell'85. Quindi siamo proprio, siamo al 16 settembre, siamo, insomma, in concomitanza. Niente, troppo grande per essere caricato. Come mai? M, volevo caricarvi, ma Ah, sì, ma che stupido. Possiamo fare così. Andiamo a risentirci questa interessante intervista al professor Gianvittorio Pisapia. Siamo nel 1985. Tra gli inquirenti c'è chi è convinto che qualcuno sappia e non parli e propone di istituire anche una taglia. I pareri in proposito sono molto contrastanti. Ecco, professor Pisapia, la risposta che vorremmo da lei, che è un illuminato giurista, professore all'università, è proprio questa: come si configura nella legislazione italiana, anche mondiale, questa ipotesi di mettere o no una taglia? Beh, il problema della taglia è un problema vecchio come il mondo. Lo conoscevano già i romani, sia pure con finalità diverse e con una struttura diversa, in quanto serviva a far beneficiare di determinate, per esempio, esenzioni di imposta. Forse è proprio in questa la etimologia, per ora da nessuno individuata, della parola "taglia". La taglia era una forma di imposta e quindi la esenzione di imposta che aveva chi poteva dare indicazioni sul eventuale autore di un crimine, può forse giustificare questa espressione. Ora, i giuristi sono stati sempre contrari per ragioni morali. Basterà ricordare Beccaria, basterà ricordare i più famosi giuristi che hanno giudicato immorale il ricorso a questo sistema. Io direi che bisogna distinguere. Altra è la taglia, chiamiamola così, perché ormai il nome è accettato e consolidato, che si può istituire per trovare colui che è stato già identificato come autore di un fatto. Altro, invece, la taglia che si istituisce per cercare di conoscere chi sia l'autore di un fatto. Ecco, sotto questo secondo aspetto, io credo che la taglia rappresenti una confessione di cedimento, di impotenza dello Stato, dei suoi mezzi normali per raggiungere uno scopo che spetta allo Stato di raggiungere. Sì, professore, mi scusi, però noi diciamo, la gente dice: "Ma se ci sono tante persone che quando succedono dei fatti fanno delle telefonate anonime che poi non portano a niente, non si potrebbe trovare anche una persona che per intascare la taglia dice delle cose che non sono vere?". Ecco, questo è uno dei rischi della, chiamiamola immoralità della taglia. Uno dei rischi è questo, che che sulla spinta della venalità si possano dare delle indicazioni che poi saranno controllate, ma si possa addirittura costruire una falsa pista. Ma quello che preoccupa di più è che attraverso la taglia si trasformi in un fatto venale quello che dovrebbe essere un dovere civico di qualsiasi cittadino di dare le notizie che può fornire per identificare l'autore di un assassinio. Il collega di Firenze, il collega di Firenze diceva: "Forse qualcuno sa e non parla". E allora questo qualcuno, prendendo i denari, si troverebbe in condizioni di parlare, superando magari la paura che gli impedisce di farlo. Ecco, si tratta di vedere se nel bilanciamento degli interessi tra la paura e il denaro possa Aro servire a superare la paura. Io credo che bisogna, al di là delle indagini che si stanno facendo con ricorso a perizie criminologiche, a perizie di altro tipo, a indagini che sono direi quasi divinatorie, perché è difficile ricostruire a priori qualche cosa di cui non si sappia di concreto nulla. Bisogna piuttosto pensare alla ipotesi che e colui che compie e continua a compiere questa specie di rituale del delitto a sfondo sessuale e con caratteristiche sempre costanti, possa godere di coperture, di benefici, vorrei dire, forse di complicità anche a livello di organi di polizia. È un'ipotesi che io faccio, perché è un'ipotesi terribile, è un'ipotesi terribile, ma ma questo forse aiuta a spiegare perché tutte le trappole che sono state predisposte per lui sono state sempre eluse in modo semplice. È un'ipotesi, ho parlato di polizia come di qualsiasi altro organo che possa in qualche modo aiutare a coprire. Non è soltanto la paura, può essere anche una complicità di vario tipo. Certo, che i discorsi che oggi si fanno sul ricorrere o meno alla taglia, sono discorsi che si sono sempre fatti e e e soprattutto quello che può sconcertare è il pensare che la taglia sia messa a disposizione dei magistrati. Ecco, io penso che il magistrato dovrebbe restare fuori da questo gioco, cioè il ricorso a sistemi come i confidenti e ad altri sistemi che giovano alla polizia, non devono così involgere il magistrato che ha soltanto il compito di usare i mezzi che la legge mette a disposizione. A disposizione, vedete, copertura, benefici, complicità. Sentiamo adesso nel 1987, questa telefonata, "Telefono Giallo". Vorrei adesso rinnovare quello che ho detto prima. Vorrei che anche sulla base la forza delle parole dette da Abraham e poi da Damiani, chissà chi può sapere, sentisse intorno a sé la pressione psicologica dei milioni di persone che in questo momento stanno davanti al teleschermo, aspettando tutte, come noi, che si verifichi lo stesso possibile evento. Noi per il momento chiudiamo qui. Vi invitiamo a restare sintonizzati su questa rete, a vedere il film di stasera, che è un bellissimo film, "Il Genio della Rapina". Noi resteremo accanto a questi telefoni per ricevere le vostre telefonate. A più tardi, allora, dopo il film e dopo il telegiornale. Grazie per averci ascoltato. Il programma finisce qui nella sua prima parte. Damiani, Donatella ed io restiamo qui in attesa delle vostre chiamate. Siete di nuovo collegati in diretta con "Telefono Giallo" agli studi di Rai 3 a Roma. Durante queste circa 2 ore di proiezione del film, abbiamo ricevuto, Donatella, circa 500 telefonate, di cui molte pertinenti, alcune naturalmente impertinenti, alcune impertinenti, alcune, aggiungo io, atroci. Noi della redazione di "Telefono Giallo" in queste due ore ci siamo resi conto, qualora ancora non lo sapessimo, di quale strumento poderoso e perfino sinistro può diventare la televisione. Abbiamo avuto telefonate di ogni genere, alcune molto importanti, alcune, come diceva Donatella, insignificanti, alcune terribili. È arrivata, sono arrivate telefonate di denuncia, di amici, di familiari. Si è scatenato un immaginario popolare che, per esempio, alcune telefonate numerose hanno attribuito i delitti del Mostro di Firenze a un componente della polizia. Lo devo dire, e non c'è molto da ridere, e lo cito perché c'erano molte telefonate che arrivavano da diverse città italiane. Eh, troppa perizia, troppa abilità, troppe nozioni tecniche, deve essere per forza della polizia. Un'altra telefonata. Quindi non è da adesso, insomma, che è ipotizzabile un appoggio di qualche tipo che il mostro, di cui il mostro poteva godere, eh, se non addirittura un coinvolgimento interno. E è abbastanza inquietante. Albertus dice: "Hai visto la Vecchione da Fedez?". Sì, l'ho vista. Niente, direi ragazzi, se non abbiamo più domande. Sbagliando nuovamente un attimino agli ultimi commenti. Nuova Frontiera dice: "Ho capito male o questa guardia giurata ha lavorato a Milano?". No, chi ha lavorato a Milano è l'altra guardia giurata che è Esposito, che per un periodo negli anni '70 ha lavorato a Milano e poi che era il capo delle guardie giurate, almeno nell'83, lo sappiamo, almeno dall'83, che insomma aveva partecipato come capo della squadra mobile, quindi in quota questura, alle indagini sull'omicidio del '68 e che proveniva da Milano come servizio, non il il segnalato, perché più che sospettato era segnalato, di cui abbiamo parlato stasera. [Musica] [Musica] Ecco, Feder Raf dice: "Federico Bellucci, gli inquirenti puntavano un mostro e lo facevano diventare il mostro. Ancora oggi funziona spesso così". Tra l'altro, è interessante proprio alla luce di quello che sta succedendo negli ultimi mesi, negli ultimi anni, in relazione a processi abbastanza, insomma, controversi, eh, relativi ad alcuni omicidi degli ultimi 20 anni, no? Non ultimo quello di Chiara Poggi, con l'ingresso di quello che era già stato, almeno attenzionato all'epoca, di un sospettato, il fratello dell'amico del fratello di di Chiara Poggi. Insomma, sembra che si attendano gli esiti di un prelievo che è stato fatto di DNA. Sappiamo anche del del processo a Mottola. Insomma, è tutto da rifare, con buona pace di qualcuno. E poi sappiamo, ovviamente, sebbene si sono, insomma, chiusi nuovamente con esito negativo per chi aspettava una revisione, in processi a Erba e eh a Bossetti. Quindi, insomma, vediamo che sono tutt'altro che certe le decisioni e le sentenze che negli ultimi anni hanno, negli ultimi 30 anni almeno, hanno caratterizzato i casi giudiziari, i casi di cronaca più importanti. E vedremo, insomma, che cosa verrà fuori e che cosa si deciderà, eventualmente ci sarà un, insomma, una sorta di di retrovisione, quindi di volontà di andare a rivedere seriamente alcuni di essi. Fabio dice: "Buonasera a tutti. Quindi Dario, pensi che non sono stati Pacciani e i compagni di merende?". Ciao Fabio, buonasera. Sì, io penso assolutamente che non siano stati Pacciani e compagni di merende, ma che proprio non c'entrino nulla in questa vicenda. Va bene, ragazzi, allora direi che leggiamo ancora Sasso, cosa dice: "Potrebbe essere che rivelare l'identità di uno dei principali responsabili, quindi nell'ottica che fosse un gruppo, avrebbe rischiato di creare un problema politico in un periodo storico nel quale si cercava di tornare alla serenità". Sì, possono essere tante le motivazioni, sia che coinvolgano un serial killer singolo, che un gruppo, in relazione all'identità di questa persona, non per forza doveva essere una persona importante, magari ricopriva un ruolo, la butto lì, eh, giusto per far capire che cosa intendo. Se fosse stato un prete, ad esempio, in quegli anni lì, ancora forse farlo venire fuori poteva essere una cosa imbarazzante e quindi, insomma, immagino che in una circostanza del genere si sarebbero mossi i piani alti della chiesa e quindi si sarebbe cercato di evitare che questo venisse fuori. Parlo di ipotesi, insomma, con un certo grado di verosimiglianza. Ovviamente non è assolutamente detto che sia così. O un informatore, o qualcuno, o magari il mostro, insomma, era una persona che, in virtù dei movimenti, la libertà dei movimenti che aveva, aveva visto o sapeva cose che non si poteva rischiare venissero fuori nel caso di un arresto pubblico, o era nodale, magari per una sua, insomma, mansione in qualità di informatore in qualche equilibrio autorità-criminalità. Dal mio punto di vista, non è assolutamente automatico, no, nel caso si rilevi, appunto, un intervento di qualche tipo delle autorità nel celare l'identità del del mostro, qualora fosse stato preso e nascosto, che, insomma, ci dicano che questa persona per forza doveva essere una persona, eh, importante. Ecco. Va bene, ragazzi, allora io rinnovo ancora la mia solidarietà a tutti coloro che hanno subito dei disagi più o meno gravi dall'alluvione che, insomma, ha colpito Firenze e limitrofi nelle ultime ore. Spero che siate tutti bene e, insomma, coraggio e vi abbraccio tutti. Vi ringrazio dell'attenzione. Vi ricordo, per chi non l'avesse ancora fatto, di iscrivervi al canale, di attivare la campanellina, in modo di rimanere sempre aggiornati sui nuovi contenuti. Per chi può o ha voglia, ovviamente, e ha voglia di abbonarsi ed nel caso volesse fare una donazione al canale, c'è l'apposito collegamento PayPal o quei super sticker e super like. E niente, vi ringrazio ancora. Ci vediamo la settimana prossima con una nuova puntata. Un abbraccio. [Musica] Dancing with the under the disc light unaware of his presence We in For in the darkness For the killing with the anding for the my Hearts As I choose my next following their every move feeling so They to F the air But I'm the silent guest They dance with with under unaware of his presence We For in the darkness theill Dancing with the anding for the [Applauso] up from the bwi feeling that Dan i Whisper in tight their Heart AS [Musica] [Musica] per documentarista mestiere interessante Ti Cala un po' a vista ma ne puoi dire [Musica] tante attimo scambiare Fi con le perista bravo io farei vedere ugelmo esiste solo vino ma non esagerare che non sei il ragazzino mosso ben rosso hai preso nella fretta è meglio non guidare dai posa l'ombretta un fiasco fiasco che finale imbarazzante non si esagera col rosso è un po' troppo inebriante a procura lui l'vista che le fatte non insistere davvero su rimettiti in ciabatte un mosso P rosso è stato il primo errore de lettere in procura non è stato mai la T impieghi in tribunale lui non ne ha avuti mai non prenderci sceme dai POS rossa e vai a fine storia miesto a raccontare dei pingui segretari ti puoi liberare ormai a tu storiella sei un po' ridotta all Lasso c'è solo vergogna D me il colore rosso e fiasco qu fiasco che finale imbarazzante non si esagera col rosso è un po' troppo inebriante a procura lui l'ha vista quelle male che le fatte non insistere davvero su rimetti Cat [Musica] Mon rosso è stato il primo in proca non è stato Maiore impieghi in tribunale lui non avuti mai non prenderci per scemi dai a fine storia appresto raccontare dei pingui segretari tutti poi liberare ormai storia se ridotta all'osso c'è solo vergogna fiasco fiasco che finale imbarazzante si esagera col rosso è un po' troppo inebriante a procura lui la vista per le mal F non insiste vero [Musica] [Applauso] [Musica] the City for Blood Murder that haun life in the Dark Shadows The Monster would inocent sin in the Heart of r a monster emed with Blood on his hands he looked In The Shadows watching his pring Fear in the Hearts of Who reas Wick Twi Darkness The Monster of C Dark tra of [Musica] vi our Dream theon T Moning every The Streets were Silent Fe Hung in the air as The Monster turned the City into a night c t Apart the love forever l SH at any but jce no more Blood to be Found In The end The Mon crashing down [Musica] in [Musica] CR hand Across The land Shadows Twi Heart swe beon [Musica] Chaos and Blood for my touch [Musica] Darkness Moon Pain so pure Love So rare in he Burns a fire a Twisted Mirror in the Night WS I can't Twi love song to you swee [Musica] don't sy Chaos Dan Blood Give My touch but Darkness me [Musica] we of CH BL [Musica] m Story Twi forevering [Musica] [Musica] [Musica] na [Musica] SP [Musica] pleas tos [Musica] [Applauso] Fire [Musica] inell TR in [Musica] Hell from all [Applauso] Directions My [Musica] LS Back [Musica] ination My in the dust [Musica] Where My [Musica] [Applauso] [Musica] [Applauso] Now [Applauso] [Musica] [Applauso] [Musica] Fire In Hell [Musica] all dire to my reflections Hey reflect Now Comes Back [Musica] etal shs in the [Musica] Where S [Musica] ination My