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L'Europa del '600 e la nascita degli stati nazionali

Chiara Spalatro21:08

Transcription

Ben ritrovati ragazzi, in questa nuova lezione parleremo dell'Europa e dell'Italia nel Seicento e vedremo anche la nascita dei primi stati nazionali. Cominciamo subito.

Nel Seicento cambiarono gli equilibri politici europei. La Spagna era ormai in crisi e l'Italia e la Germania erano divise in tanti piccoli stati. Si svilupparono invece l'Olanda, l'Inghilterra e la Francia. Queste nazioni, forti e organizzate, adottarono sistemi di governo diversi. Ma la loro supremazia non si espresse solo dal punto di vista politico, bensì anche economico. In particolare, l'Inghilterra e l'Olanda rafforzarono i loro commerci mondiali a svantaggio della Spagna.

La prima metà del Seicento in Europa fu dominata dalla lunga e sanguinosa Guerra dei Trent'anni, combattuta tra il 1618 e il 1648. La guerra fu combattuta soprattutto in Germania e per cause sia politiche che religiose. Furono gli Asburgo d'Austria a volerla, e si volevano la rivincita rispetto alla Pace di Augusta, che aveva riconosciuto ai principi tedeschi la libertà di scegliere la propria religione. Infatti, gli Asburgo cattolici e sovrani del Sacro Romano Impero volevano tentare di imporre il ritorno al cattolicesimo per rafforzare la propria autorità sui territori a loro soggetti. Attaccarono dunque la Boemia protestante, dove appunto il protestantesimo si era ampiamente diffuso. La reazione dei protestanti boemi fu molto forte. Essi, infatti, nel 1618 aggredirono i due rappresentanti dell'imperatore e li gettarono dalla finestra. Questo episodio è conosciuto come la Defenestrazione di Praga. Lo vediamo rappresentato in questo dipinto. Questo episodio segnò l'inizio della guerra tra il Sacro Romano Impero e la Boemia, e la guerra dilagò immediatamente in tutta l'Europa.

Vediamo un po' gli schieramenti. La Spagna cattolica si schierò dalla parte dell'Impero e riprese le sue ostilità contro l'Olanda. L'Europa intera fu trascinata in un conflitto lungo e terribile dagli altissimi costi umani. La guerra si protrasse, come abbiamo detto, dal 1618 al 1648. Contro gli Asburgo si schierarono gli stati protestanti dell'Impero, la Danimarca, la Svezia e, in seguito, anche la Francia. La Francia, vi chiederete, ma come, non era cattolica? Certo, era cattolica, ma era anche accerchiata dai possedimenti asburgici. E inoltre, la vera causa del conflitto e l'ingresso della Francia in guerra lo dimostrava: non era la religione, ma il dominio in Europa.

Gli stati in guerra, dopo trent'anni di saccheggi, distruzioni, morti, epidemie, erano ormai stanchi. La guerra e la peste fecero quasi tre milioni di vittime e impoverirono nel 1648. Che vediamo appunto ritratta in questo dipinto. La Pace di Vestfalia segnò la fine delle guerre di religione e l'inizio di rapporti più tolleranti tra le diverse fedi. Finì anche il progetto degli Asburgo di dominare l'Europa e di riportare il cattolicesimo nei paesi protestanti. I principi tedeschi non solo ottennero la libertà religiosa, ma anche completa autonomia politica, divenendo indipendenti dall'Impero. Anche l'Olanda ottenne il riconoscimento della propria indipendenza.

La guerra tra Francia e Spagna continuò fino al 1659. Alla fine del conflitto, la Spagna perdente si avviò ad un inarrestabile declino, mentre la Francia si affermò come la potenza più forte d'Europa.

La Francia, sì, proprio la Francia. Riprendiamo la nostra storia da dove l'avevamo lasciata. In Francia, dopo l'assassinio di Enrico IV di Borbone nel 1610, il trono passò a suo figlio Luigi XIII, che allora aveva solo nove anni. Fino alla sua maggiore età, assunse al governo della Francia sua madre, la regina Maria de' Medici. Divenuto maggiorenne, il giovane re affidò gli affari di stato a un ministro, il Cardinale Richelieu. Egli acquistò un potere immenso e si propose un programma che attuò in modo ferreo: restaurare il potere divino della monarchia. Il suo programma si articolava in tre punti. Vediamoli subito.

Richelieu limitò la potenza militare degli Ugonotti. Non revocò, infatti, l'Editto di Nantes, ma conquistò e smantellò tutte le loro fortezze. Richelieu indebolì il potere dei nobili e salvaguardò la persona del re. Il cardinale represse i loro complotti, mandando a morte principi e duchi, distrusse i loro castelli. Istituì i moschettieri, una guardia reale di spadaccini fedelissimi che seguivano il re e lo difendevano dai complotti dei nobili. E infine, diede gloria alla monarchia vincendo battaglie e conquistando nuovi territori. Infatti, in questi anni la Francia partecipò alla Guerra dei Trent'anni, ma si dedicò anche alla conquista di nuove colonie.

E per finire, Richelieu riorganizzò l'amministrazione dello stato francese, mandando in tutte le province dei funzionari di origine borghese che dovevano svolgere compiti di governo locale e riscuotere le tasse. Questi funzionari rispondevano direttamente al primo ministro, così la Francia divenne uno stato accentrato, dove tutte le decisioni facevano capo a Parigi.

Re Luigi XIII, che vediamo ritratto in questo primo dipinto, morì nel 1643 e poco dopo morì anche il suo ministro Richelieu. Sul trono salì un altro bambino, il figlio di Luigi XIII, aveva solo cinque anni e prese il nome di Luigi XIV. La regina madre Anna affidò il potere a Mazzarino, un cardinale italiano raccomandato da Richelieu. Mazzarino proseguì la politica autoritaria del suo predecessore, ma suscitò il malcontento di tutte le forze del regno. I suoi provvedimenti lo resero molto impopolare. Vediamo cosa fece Mazzarino.

Mazzarino continuò la politica di accentramento assolutistico avviata da Richelieu, cosa che gli attirò l'avversione della nobiltà. Imposé pesanti tasse, suscitando il risentimento dei contadini ridotti alla fame e facendo maturare in tutta la nazione un pericoloso sentimento di rivolta. Infine, riuscì a contrastare la posizione dell'aristocrazia, fino a privarla del tutto dei suoi antichi privilegi feudali. Ma Mazzarino fu anche un abilissimo diplomatico. Infatti, egli fu protagonista delle paci che posero fine alla Guerra dei Trent'anni. Anche grazie a lui, i grandi rivali della Francia, gli Asburgo di Spagna ed Austria, uscirono indeboliti dalla guerra. Ma la guerra aveva svuotato le casse dello stato e le forti tasse che seguirono provocarono molto scontento nel popolo.

Tra il 1648 e il 1653, i nobili francesi tentarono di liberarsi di Mazzarino e della regina e del giovane re. Capeggiarono un movimento di rivolta chiamato la Fronda. Essa finì in un fallimento, ma incise profondamente sul carattere e sulla politica di Luigi XIV. Il nuovo re non dimenticò mai l'atmosfera di terrore in cui per cinque anni erano vissuti sua madre e i suoi fedeli, costretti a fuggire di notte in carrozza dal palazzo reale per non essere catturati dagli insorti. Solo con la fatica e con l'intelligenza, Mazzarino riuscì a domare la rivolta e rimase in carica fino alla sua morte, che avvenne nel 1661.

Alla morte di Mazzarino, Luigi XIV aveva ventidue anni. Il giovane re decise di non affidare più il governo ad un primo ministro, ma di guidarlo egli stesso. Scelse come proprio simbolo il sole, perché, come il sole, intendeva illuminare la Francia. Da qui l'appellativo di Re Sole. Luigi XIV riteneva che il potere gli derivasse direttamente da Dio. Dio l'aveva scelto perché diventasse re di Francia. Per questo motivo, si riteneva superiore a tutti gli uomini e considerava il suo potere una monarchia assoluta, cioè senza limiti.

Per dare maggiore prestigio al suo potere, Luigi XIV fece costruire una magnifica reggia a Versailles, una località a circa venti chilometri da Parigi. Era una costruzione grandiosa e diventò presto simbolo stesso dell'assolutismo del re di Francia. Nell'arco di pochi anni, attirò numerosi nobili e la Reggia di Versailles divenne per il re uno strumento per tenere sotto controllo la nobiltà e per impedire ai nobili di ribellarsi. Il potere era ormai tutto nelle mani del re, un potere assoluto senza limiti, riassunto nella celebre frase di Luigi XIV: "Lo Stato sono io".

Per realizzare il suo progetto assolutistico, Luigi XIV tolse ogni potere agli organismi che fino al Medioevo limitavano le prerogative del re. Vediamo che cosa fece nel dettaglio. Allora, innanzitutto, non convocò più gli Stati Generali, cioè un'assemblea di nobili, ecclesiastici e borghesi che in passato avevano il compito di discutere ed approvare alcune decisioni del re. Privò tutti i nobili delle loro funzioni e dei loro poteri politici e di governo, prima appunto esercitate dai nobili. Adesso furono assegnate a ministri di origine borghese, funzionari borghesi che rispondevano direttamente al re. Ed infine, revocò l'Editto di Nantes nel 1685, imponendo a tutto il popolo il ritorno al cattolicesimo.

Come ministro delle finanze, Luigi XIV scelse un uomo abile e intelligente, Jean-Baptiste Colbert, che inaugurò una politica economica di grande sviluppo. Colbert favorì la nascita di fabbriche e manifatture in Francia e si assicurò l'appoggio politico della borghesia e dell'aristocrazia, trascurando però le masse contadine e cittadine, che dovevano pagare tasse elevate e vivevano in estrema povertà. Nonostante la politica economica di Colbert, il bilancio dello stato francese era in grave crisi a causa delle continue guerre combattute da Luigi XIV per affermare la supremazia della Francia sull'Europa. Così il re, dopo aver regnato per ben settantadue anni, nel 1715 morì. Cosa successe in Francia? I francesi, stremati dalla crisi, non poterono far altro che gioire della morte del re.

E ora passiamo a vedere che cosa accadde invece in Inghilterra, più o meno nello stesso periodo. In Inghilterra, la regina Elisabetta I morì senza eredi nel 1603, senza figli, come ben sappiamo. E l'erede al trono era Giacomo I Stuart, re di Scozia. Giacomo I unificò il regno e dall'unione di Scozia, Inghilterra e Irlanda nacque la Gran Bretagna nel 1707. A partire da questa data, questo divenne il nome ufficiale del regno.

Giacomo I, che vediamo in questo primo dipinto, voleva realizzare una monarchia assoluta, proprio come quella francese. Il suo progetto fu ripreso con maggiore decisione da suo figlio Carlo I, salito al trono nel 1625. Carlo I sciolse addirittura il Parlamento, e questo suo gesto determinò una guerra civile scoppiata nel 1642, che prese il nome di Rivoluzione Inglese e determinò appunto una sconfitta militare. Durò sette anni. Carlo I venne sconfitto militarmente dal capo di questa guerra, di questa rivoluzione, che appunto fu Oliver Cromwell. Carlo I fu addirittura fatto prigioniero e decapitato, come vediamo in questo dipinto, nel 1649. L'Inghilterra divenne quindi una repubblica.

Ecco, nel 1649 Carlo I fu decapitato. L'Inghilterra divenne una repubblica guidata da Oliver Cromwell, appunto, che ne assunse la guida. Egli potenziò la marina e i commerci e con l'Atto di Navigazione del 1651 fece in modo, appunto, riuscì a far affermare il commercio marittimo britannico su quello degli olandesi e degli spagnoli. Alla morte di Cromwell, dopo un tentativo fallito di far governare gli Stuart, presero il trono Guglielmo III d'Orange, nobile olandese, e sua moglie Maria Stuart. E i due nuovi sovrani si impegnarono a firmare la Dichiarazione dei Diritti, in inglese Bill of Rights, nel 1688.

E in che cosa consiste questo documento? Questo documento affermava che il potere della monarchia non era più assoluto, ma limitato dai diritti dei cittadini e dalle leggi approvate dal Parlamento. Solo dopo aver giurato fedeltà alla Dichiarazione dei Diritti, nel 1689, Guglielmo e Maria vennero incoronati sovrani d'Inghilterra. Queste vicende sono note col nome di Gloriosa Rivoluzione, col nome di Gloriosa Rivoluzione perché questa fu una rivoluzione combattuta, diciamo così, senza spargimento di sangue. Nacque così la monarchia costituzionale in Inghilterra, cioè la Gran Bretagna diventa una monarchia costituzionale, una monarchia in cui il re, anche il re, deve rispettare la Costituzione, che è la legge fondamentale dello stato.

Nel corso del Seicento, l'Inghilterra si dedicò anche allo sviluppo delle colonie, delle proprie colonie in America. Molti cittadini britannici si trasferirono nelle colonie, dove si sviluppò una fiorente vita economica e civile. La prima colonia inglese in America sorse nel 1620 e fu fondata da un gruppo di puritani giunti nel Nuovo Mondo con una piccola nave, la Mayflower. Nella conquista del Nord America, si scontrarono con gli olandesi, che avevano già da tempo, appunto, costituito delle colonie in Nord America. E l'Atto di Navigazione aveva danneggiato, però, gravemente i commerci della flotta olandese. L'Inghilterra riuscì, quindi, a impadronirsi di numerose colonie una volta appartenute all'Olanda, e tra queste quella di New Amsterdam, che in seguito fu ribattezzata col nome di New York.

Guardiamo invece il quadro europeo più completo. Guardiamo, parliamo anche di altri stati. Allora, nel Seicento in Europa c'erano anche altri stati che stavano diventando sempre più forti e importanti dal punto di vista sia economico che militare. E tra questi troviamo la Svezia, troviamo la Polonia, la Prussia ed infine la Russia. La Russia era uno stato guidato dallo Zar Pietro il Grande, che si avviava a diventare uno stato moderno e potente.

Ma abbiamo lasciato per ultima proprio l'Italia. Già vediamo da questa carta che l'Italia era colorata di vari colori, quindi era, diciamo, divisa in vari staterelli che erano governati da diversi sovrani. Ecco qua, questi sono gli stati emergenti dell'Europa nel Seicento. Adesso parliamo invece dell'Italia. Proviamo a scendere in Italia per vedere un pochettino la situazione.

L'Italia viveva una profonda crisi economica, soprattutto il Sud Italia. La situazione era molto critica per diversi motivi. Innanzitutto, dopo la scoperta dell'America, il commercio si era spostato dal Mar Mediterraneo all'Oceano Atlantico e i porti italiani avevano perso importanza. A seguire, i mercanti, i produttori e le banche non furono capaci di reagire alla crisi. E ci furono, inoltre, anche due grandi epidemie di peste in questo secolo in Italia, che peggiorarono la situazione. E per finire, il Sud Italia era aggravato da pesanti tasse imposte dagli spagnoli, che erano un po' i padroni dell'Italia in questo periodo. Tutto il Sud, Napoli, ma anche Milano, era in mano agli spagnoli.

Nel Nord Italia la situazione era un po' diversa. Nella seconda metà del secolo, la situazione migliorò. L'influenza della Spagna nel Sud fu più negativa che nel Nord. La popolazione oppressa dalle tasse nel Sud si ribellò varie volte, ma gli spagnoli soffocarono le rivolte in modo duro e violento. Tra gli stati italiani che erano riusciti a rimanere indipendenti dal dominio spagnolo, c'erano, vediamo, lo Stato della Chiesa, il Granducato di Toscana, la Repubblica di Venezia ed infine il piccolo stato di Savoia, a cui appartiene lo stemma che state vedendo. Quest'ultimo staterello sarà il protagonista della storia della vita politica dell'Italia nel prossimo, anzi, nei prossimi secoli, che studieremo più avanti. Era uno stato piccolo, ma fu quello che ebbe il maggior sviluppo nel Seicento e riuscì a restare indipendente.

Ecco, ragazzi, con questo è tutto. Io vi lascio con lo stemma dei Savoia e vi do appuntamento alla prossima lezione. Ciao ciao, dalla vostra prof.