Transcription
Giovanni Brusca, soprannominato in lingua siciliana “U Verru”, il Porco, oppure “lo Scannacristiani” per la sua ferocia, è un mafioso e collaboratore di giustizia italiano. In passato, membro di rilievo di Cosa Nostra, capo del mandamento di San Giuseppe Jato ed esponente di spicco dei Corleonesi, è stato condannato per oltre un centinaio di omicidi. Tra cui quello tristemente celebre di Giuseppe Di Matteo, figlio del pentito Santino Di Matteo, strangolato e sciolto nell’acido quando aveva quindici anni, e per la strage di Capaci, in cui morirono il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e i tre agenti di scorta. Nella quale Brusca ricoprì un ruolo fondamentale, in quanto fu l’uomo che materialmente spinse il tasto del radiocomando a distanza che fece esplodere il tritolo piazzato in un canale di scolo sotto l’autostrada. Arrestato nel 1996, nel 2000 gli viene riconosciuto lo status di collaboratore di giustizia. In questo audio Brusca racconta la guerra di mafia e di come ha eliminato diverse persone, incluso Inzerillo. Buona visione.
In questo procedimento ci occupiamo di vari episodi delittuosi; poi adesso faremo delle domande al riguardo. Per eliminare anche in questa sede, in estrema sintesi, lei dovrebbe riferire alla Corte se è stato mai appartenente a Cosa Nostra e, in caso affermativo, da quando. Corrispondere mi dica: facevo… da quale anno? Dunque, sono stato… combinato 35-76 nella famiglia di San Giuseppe Jato. È nel medesimo comandamento… io non ho capito… nel 1976, quando? 75/76-1975-76. Quindi non è… non ha ricordi precisi in ordine alla data effettiva. Non me lo ricordo con precisione. La sua famiglia di appartenenza era San Giuseppe Jato all’epoca della sua affiliazione? E chi era capo famiglia? Antonino Salamone, in sostituzione… pennello… Brusca… mio padre, all’epoca della sua affiliazione. La famiglia di San Giuseppe Jato di quale mandamento faceva parte? San Giuseppe. Che significa questo? Che era il paese, rappresentava il mandamento di San Giuseppe Jato, e quindi il Salamone, oltre che capofamiglia, era anche capomandamento. Enzo… sostituzione perché Antonio Salamone andava e veniva. C’era… a mio padre, Bernardo Brusca, andava e veniva… da dove? Dal Brasile, all’epoca dei fatti. Chi erano i più importanti, diciamo le persone più autorevoli dall’interno della sua famiglia, della famiglia di San Giuseppe Jato? Mio padre, Bernardo Brusca; mio zio, Mario Brusca; e Genovese Giovanni, e poi tutti gli altri uomini d’onore, senti, nell’andamento di San Giuseppe Jato. Quali altri? Quali altre famiglie erano ricomprese all’epoca della sua affiliazione? Monreale, Altofonte, che negli Albanesi, San Cipirello e poi nell’86 Camporeale. Prima Camporeale di quale mandamento faceva parte? Alcamo. Senta Brusca, lei all’epoca della sua affiliazione aveva già commesso fatti delittuosi? Sì, bruciare qualche macchina… è leggermente… dei vigneto… piccola cosa. E il suo primo omicidio, se ce ne sono stati? Qual è stato? È stato di un certo Riolo… tentatore… Viola… venuto a Piana del mese… tre piana e trapiana e San Giuseppe Jato. In che epoca? 77-76. A questa data… senza suo padre, che all’epoca della sua affiliazione era, diciamo, capofamiglia in sostituzione del capofamiglia effettivo Salamone, comunque nei periodi in cui questo si assentava. Ha avuto poi cariche all’interno della famiglia di San Giuseppe Jato in epoca successiva? Le… genda… umanamente… San Giuseppe Jato, in sostituzione del Salamone, e poi ne divenne a tutti gli effetti… che tiene lontano… fino a 82, inizia 83, in coincidenza… a quale avvenimenti? Cosa avvenne tra la fine dell’82 e l’inizio del 1983? Va bene, grazie. Era successo… come si è detto, la guerra di mafia. Ci sono stati un riassetto di Cosa Nostra, quindi si sono ristabiliti in campionato altre famiglie e quindi si è ricomposto un po’ la cosiddetta… ci sono riversati un po’ tutti i mandamenti di Palermo. Lei cosa intende per guerra di mafia? Guerra di mafia… c’è guerra… all’interno… c’è… di mafia… tra… tramandamenti… tra clan che hanno il numero che noi vogliamo… tra i cosiddetti perdenti… vincenti… cioè… perdente… della bontà di… poi… dai vincenti… della Riina in poi… ecco. Quando parla di perdente ha fatto il nome di Bontate… e Bontate… chi? Stefano… e oltre a Bontate, di questo schieramento che lei ha definito come perdente, di chi fa… chi… quale altro nominativo ricorda? Totò Stefano… vuole ripetere per piacere? Montare il seno… Salvatore Inzerillo… Buscetta… contorno… poi successivamente anche Salamone e i Greco… di parte del Greco di Ciaculli… c’è tutto questo schieramento. E invece fra le persone che lei ha chiamato poc’anzi vincente ha fatto il nome di Riina… chi accanto a Riina ha condotto questa che lei ha definito come guerra di mafia? Bernardo Brusca, Francesco Madonia, il figlio Antonino, Giuseppe Giacomino, Raffaele Ganci, Salvatore Montalto, Salvatore Buscemi, Angelo La Barbera… quindi… petrolieri… moltissimi… Matteo… tutti… tutti gli altri… sarebbe… ricco… buono… che… così… momentaneamente… sì… fino a quando poi venne ucciso… passo con i vincenti… è tutta un’altra serie di persone… senza… lei cosa sa dell’omicidio di Bontate Stefano? Lei ha detto che ha fatto parte dei perdenti e poi ha parlato del suo omicidio… lei cosa sa in concreto di questo omicidio di Bontate Stefano? Intanto, chi era Bontate Stefano? Era il comandamento della famiglia di Santa Maria di Gesù. E che cosa lei sa del suo domicilio? Intanto, perché è stato ucciso? Dica Brusca, dica… sì… quando si decise di eliminare questa… questa persona… perché si era scoperto che stava tentando contro la vita di Salvatore Riina e di tutto il suo gruppo… che si è scoperto… in quanto… di quello che io ho saputo da Salvatore Montalto… il saputo che c’era questo complotto contro Riina e tutto il suo gruppo… sia andato subito al contrattacco. Prima di tutto si pensò per Stefano Bontate… chi conosceva gli elementi… ha scelto queste foto… montagne… e si sono fatti tutta una serie di tentativi per poter portare a termine questo omicidio… è stato fatto più di un giorno… dei giorni… e in questo periodo io ho partecipato a questi fatti… solo che io avevo pure che c’è… mio padre e Bernardo Provenzano, Giuseppe… andiamo a… Mannino… Antonino Madonia… spesso e volentieri io accompagnavo ai due a Mazara… cioè… Salvatore… ha… Bernardo Provenzano e a mio padre Bernardo Brusca… e capitava che io non c’ero… capitava che io non c’ero… e si sono fatti tanti… tanti tentativi per poter uccidere Stefano Bontate… cose che non c’è riuscito… quando c’ero io… c’era… quelli che vedevo io… Giuseppe… già… un cammino… Antonino Madonia… Giuseppe Leo… scappa… Filippo Marchese… mio padre… io ho… poi… ho visto… Giovanni… Giovanni… scaduto… Paolo Anselmo e Calogero Ganci… come sede… eravamo da Angelo Baiamonte in via Messina Marine… ci fermavamo in quella casa… però il giorno in cui è successo il fatto io non ero presente. Ma anche… per epoca… è avvenuta… lei riesce a collocarlo da un punto di vista temporale? Ricorda l’anno? Ricorda il periodo? Questo omicidio di Bontate… Pasqua… Pasqua… Pasquetta 81… quindi siamo nella primavera del 1981. Chi è che ha deciso la morte di Bontate Stefano? Lei ha spiegato le ragioni… ha spiegato, sia pure in modo frammentario, la fase operativa… che… che ha voluto… e ha deciso la morte di Bontate Stefano… ma la morte di Stefano… come inizio… erano… questo gruppo ristretto… e ripeto… per quello che so io… c’era mio padre, Salvatore Riina, Raffaele Ganci, Giuseppe Giacomo Gambino, Antonino Madonia e il padre… Filippo Marchese, Giuseppe Greco… scarpa… che fino a quel momento… Michele Greco… per quello che so io… non sapevo niente… perché era… si doveva prendere di sorpresa a Stefano Montale… qualche altro… me… il Montalto che aveva passato una notizia… Raffaele Ganci… questo… Iso… io non… tanto… chi… Brusca… Montalto Salvatore… chi è questo Montalto Salvatore? Di che località è? Uomo dalla famiglia all’ora di Passo di Rigano e poi passo a Villabate… che se ci combino… il mandamento… che mandamento era? Bagheria e poi passa a Villabate. E questa della uccisione di Bontate Stefano è stato il primo episodio di quella che lei ha definito guerra di mafia da parte dei Corleonesi? Si… prima… in che senso… da parte delle cose… cos’altro c’era stato… era successo… che era stato spiegato… Giuseppe Pigiopanno di Casteldaccia… e di questo omicidio apparentemente non… non si sapeva niente… dopodiché si è scoperto… almeno per quello che mi si diceva… mi dicevano che le avevano fatto la proposta di passare con Stefano Bontate e il lupo perdente… a quanto pare non ha voluto aderire… lo hanno eliminato… quello… perché… o perché si poteva spaventare che potesse passare la notizia… o perché… comunque… almeno mi dicevano… è stato lì perdente… a Giuseppe Pillopanno. Senta, dopo Bontate Stefano, qual è stato il successivo episodio collegato? Collegato a questo… prima uccisione… e che ha avuto la stessa causale… subito dopo l’altro omicidio… quello fu quello di Salvatore Inzerillo… quelle mie… Brunelleschi… Chi era Salvatore all’epoca della sua uccisione? Capo mandamento di Passo di Riva. Come era schierato rispetto a questa… perdenti… vincenti… Totò Riina da un lato e Bontate Stefano dall’altro… cui lei poc’anzi ha fatto riferimento… se lo… Salvatore… che ruolo aveva? Inzerillo era schierato con Stefano Bontate e volevano la morte di Salvatore Riina… in quanto precedentemente avevano chiesto un appuntamento a Salvatore Riina… Pippo Calò… per entrare in inganno e per… per eliminarle… ma siccome ci fu… come vi ho detto poco fa… la notizia che avvenne all’indietro… ha questo appuntamento… Salvatore Riina… 198… e ci mandò al padre… Giuseppe Giacomo… qualche altro… e dicendo che ha avuto un imprevisto… non ci può tentare… ma era per prendere tempo… per… quindi questo episodio dell’appuntamento mancato… cui il Riina non si presentò… è un episodio che avviene prima della uccisione di Bontate Stefano? Sì… prima… prima… quindi morto Bontate Stefano… siamo nella primavera del 1981… lei ha detto della avvenuta uccisione anche di Salvatore Inzerillo… Salvatore Inzerillo… quindi era il capofamiglia di Passo di Rigano… e a distanza di quanto tempo viene ucciso rispetto a Bontate Stefano? Ma non subito dopo… che dura una decina di giorni… o 8… 12… 15… poca distanza… il… la morte di Salvatore Inzerillo era stata già programmato? Oppure si decise dopo quella di Bontate Stefano? No… erano… si programma per tutti… però si comincia a andarci a uno alla volta… prima… in particolar modo… prima con gli altri… è ritenuto più intelligente… più capace… che non avrebbe… non sarebbe caduto nella trappola… comeca… è caduto Salvatore Inzerillo… trappola tra virgolette… cioè… sarebbe stato molto più attento… invece si decise prima per Stefano Bontate e poi per Inzerillo… e Salvatore Inzerillo… come viene ucciso? Lei che cosa sa in ordine alle modalità operative dell’uccisione di… Stefano… di Salvatore Inzerillo? Operativi… lo so di relato… in quanto ci è arrivato la battuta che lui doveva andare da un… diciamo… un amante… una donna… non lo so… chi… chi era… dopodiché… quando lui andava da questa donna… all’uscita c’era la possibilità… per la possibilità di poterlo eliminare… e così… e così fu… ma poi… lo schieramento che lei ha definito vincente… quello dei Corleonesi… Totò Riina e quelle altre persone cui lei ha fatto cenno… come riuscire a sapere i movimenti del Salvatore Inzerillo? La notizia si è appesa dal Montalto… dal Buscemi… Rai 2… Montalto… chi? Salvatore… Buscemi… Salvatore Montalto e Salvatore Buscemi… e perché Salvatore Buscemi? In che termini? Salvatore Buscemi e Salvatore Montalto ero in grado di riferire notizie riservate in ordine agli spostamenti di Salvatore Inzerillo… perché allora erano tutte e due appartenevano alla stessa famiglia e tutte e due facevano… dovevano fare parte al gruppo… il cosiddetto… erano schierati ufficialmente con Salvatore Inzerillo… quindi conosciamo tutte le abitudini… in tutte le mosse del… dell’Inzerillo Salvatore. Che significa… erano schierati ufficialmente con Salvatore Inzerillo? Perché erano della stessa famiglia e che dovevano partecipare all’ucci… San Salvatore Riina… avevano… c’erano gli ordini al suo capomadamento. Quindi quando lei dice ufficialmente intende dire apparentemente… passione… presidente… che Salvatore Buscemi e Salvatore Montalto erano ufficialmente schierati con… e non schierati… erano uomini legati e vicini a Salvatore Inzerillo di fatto… erano invece legati anche a Salvatore Riina… ufficialmente appartenevano… come le ha spiegato… c’è la famiglia di Boccadifalco e dovevano partecipare a questa azione criminose… come suo dire… facevano gli infiltrati… e di fatto erano amici di Salvatore Riina. È vero che gli hanno passato le notizie? Ah, quindi loro hanno tradito la fiducia di Salvatore Inzerillo? Sì… perfettamente. Quali erano le altre persone all’epoca vicine a Salvatore Inzerillo… che… di fatto… lei ha parlato di Salvatore Buscemi e di Montalto Salvatore… come persone del… vicine formalmente a Salvatore Inzerillo… ma di fatto già schierati con Riina… vi erano altri soggetti che erano già schierati con Riina e di fatto e formalmente però erano vicini a Salvatore Inzerillo? No… in quel momento mi ricordo… erano solo questi… cosa… loro… cosa sai in ordine alla eliminazione di Salvatore Inzerillo? Ci ha riferito di questo incontro con una donna e della possibilità di eliminarlo… lei sa in concreto chi riferì questa circostanza ai Corleonesi… che quel giorno… quella notte il Salvatore Inzerillo si sarebbe recato nel posto dove poi venne ucciso? So che fu… tutte e due erano quelli che portavano notizie… però in concreto… il… so che è stato Salvatore Montalto… Salvatore Montalto a portare la notizia… però io non ero a Palermo… non so se l’avete a Giuseppe Genoma Bambino… se le vede dal Madonia… non glielo so dire… a chiedere… so che è stato lui a dare la notizia. Lei non ha partecipato all’episodio delittuoso in questione? No… all’epoca lei era già operativo… già… se era la necessità… si occupava di omicidi… di attività delittuose per conto della famiglia… per quello di Stefano Mondadori… non… il giorno in cui è stato fatto… ripeto… io sarei impegnato con uno… con l’altro… e… tant’è vero che ci hanno… lo hanno fatto… Giuseppe… che costava… Giuseppe Giacomino… Raffaele Ganci… e invece… con riferimento… con riferimento all’episodio di Salvatore… e l’omicidio di Salvatore Inzerillo… lei… perché non fu coinvolto operativamente? Perché c’era un gruppo a Palermo che operava… non c’era bisogno di me. Cosa le è stato riferito? E da chi le è stato riferito in ordine all’eliminazione di Salvatore Inzerillo? Intanto, chi è la sua fonte al riguardo? Da chi ha ricevuto notizie… alla fonte? Allora era mio padre, Salvatore Riina, Giuseppe Giacomo… si parlava regolarmente… cose davanti a tutti… e sapevo che nel… ci avevano appostato un furgone lì davanti… c’è… davanti questa abitazione… o questo portone… quello che era… e aspettando che loro ci sia… per poi… per poi eliminarlo… a questa operazione partecipò il Giuseppe Marchese… il collaborante… quello che era alla guida… Giuseppe… ti chiamo… cammino… Giuseppe Greco… scarpe… Antonino Madonnina… dentro il furgone… credo che c’era pure Filippo Marchese… qualcuno dei Ganci… però più di tanto io non so… se c’è un’altra persona. Senta, dopo l’eliminazione del Bontate, a distanza di pochi giorni… ha parlato di 10… 12… 15 giorni… del… dell’Inzerillo Salvatore… quali altri episodi delittuosi avvengono che possono collegarsi alla cosiddetta guerra di mafia dopo questo fatto? Si sa che c’è Santo Inzerillo, fratello di Salvatore, e lo zio Calogero Di Maggio che… [Musica]… cercano… vogliono sapere chi ha ucciso il fratello… cioè… e sono convinti che i cosiddetti vincenti… lo schieramento che ha vinto… sono convinti che… [Musica]… o perlomeno i due fanno finta che non sanno niente… che del complotto… quando invece i vincenti sapevano già del complotto… sapevano delle azioni che volevano fare… e quindi cercavano giustificazione… volevano chiarimenti… che aveva commesso l’omicidio del fratello… e quindi volevano rivendicare il fatto… lei… di chi sta parlando in questo momento? Di solito Inzerillo… il fratello… di Totuccio… di Calogero Di Maggio… questi… quando lei dice… volevo… non rivendicare… cosa intende dire? Volevano avere notizie… volevano capire perché erano morte… qual era l’atteggiamento di questi due… devono contemporaneamente… ma allora tutta la famiglia si è rivolta a Michele Greco… e Michele Greco poi ha riunito una mini commissione che poi le ha ricevuti e sono stati strangolati… quando ci dice tutta la famiglia… volevano… chiaramente… quale famiglia si riferisce? La famiglia di Passo di Rigano… e quindi oltre che all’Inzerillo Santo e al Di Maggio Calogero… chi altri era alla ricerca di notizie in quei giorni successivi alla morte di Inzerillo Salvatore? Ma io so che era tutta la famiglia riunita… chi era… successo questo fatto… quindi volevano capire perché… io li posso elencare… quelle che conosco io… però… che conosco tutti gli elementi… alla famiglia di Passo di Rigano… comunque si sono rivolte… le ha detto a Michele Greco… e questi organizza una riunione di commissioni… è lei che cosa fa… per conoscenza diretta di questa riunione di commissione? Non tutta… ma una buona parte… intanto… dove si riunisce questa commissione parziale? Questa commissione parziale si è riunita in Contrada Signora a San Giuseppe Jato… nella proprietà prima di… del professore Troya… e poi divenuta di Giuseppe Giacomo Gambino… quindi siamo… quando… intanto… questo episodio del… che riguarda Di Maggio Calogero… Inzerillo Santo… a distanza di quanto tempo avviene rispetto all’uccisione di Inzerillo Salvatore? Ma pure a breve distanza… non sono passati molto tempo… sempre… nell’arco del 10… 15 giorni… non più di tanto… quindi siamo sempre nella primavera del 1981… questa località… Contrada Signora di San Giuseppe Jato… ha detto che era di professore… [__]… chi è questo professore Troya? Era un medico di San Giuseppe Jato che allora ci badava… mio zio… alla sua proprietaria… avevamo la disponibilità di questo caseggiato in campagna… poi l’ho dovuto vendere… se l’è comprato Giuseppe Di Giacomo Gambino… quindi la disponibilità di questo caseggiato… chi l’aveva? L’aveva il Troya… l’aveva… gli altri… il proprietario era il [__]… e la disponibilità l’aveva mio zio Mario Brusca… Mariuccia… c’è… sottocapo della famiglia di San Giuseppe Jato… quindi il Troya non sapeva nulla in ordine a ciò che avveniva in questo… il professore Troya non sapeva nulla in ordine che ciò che avveniva in questa sua proprietà? No… completamente. Quindi il Michele Greco organizza questa riunione presso questo caseggiato… ma il Michele Greco da chi ha indicazioni per poter organizzare in Contrada Signora questa riunione di commissione… sia pure parziale… con chi aveva preso contatti… perché si organizzasse una riunione di commissione di questo genere? Michele Greco sa che ci sono queste… che vogliono… vogliono soddisfazione… che si sono rivolti a lui… come… come capo provincia… per la vera soddisfazione di quello che era successo… il Michele Greco poi va a far sapere la notizia… Salvatore Riina… e Salvatore Riina con mio padre organizzano il luogo e dove fare questa riunione… per poi agire… perché lei dice che fu una riunione parziale di commissione… non una riunione totale… chi partecipò a questa riunione di commissione… se lei lo sa? A questo riunione partecipò Michele Greco, Salvatore Riina, mio padre, Giuseppe Calò, le Geraci… nei Geraci… Giuseppe… di nuovo… cammino… per… Raffaele… però partecipò… e Bernardo Provenzano. Lei era presente quel giorno in Contrada Signora? Dico quel giorno… con riferimento alla… al giorno in cui poi si presentarono Di Maggio Santo… Inzerillo… Di Maggio Calogero… Inzerillo Santo… lei era presente? Prima… chi vennero… da soli… questi due… questi due… azioni… nipote… no… vengono accompagnati… con… ripeto… siccome io non ero sempre fisso… andare… venivo… e ho incrociati… e se non ricordo male… che dove li portò… Angelo… da Barbera e il Buscemi… con Buscemi… in parte… nei codici… Salvatore Buscemi… assieme a Antonino Geraci… e le Geraci… lei ha detto… lei non era presente sempre… perché andava e veniva… si riferisce alla località Signora… questo caseggiato… nella disponibilità di situazioni… perché lei andava… vicino a paese… che andava a fare qualche commissione e ritornavo subito… non è che mancavo… però c’è stato questo… 10 minuti… un quarto d’ora di tempo… 20 minuti… quello che è stato… c’è il momento in cui sono arrivati… io non c’era… però subito dopo sono arrivato… lei ricorda quindi di averli incrociati… di averli visti scendere dalla macchina… di avere parlato con loro… che cosa ricorda? No… li ho incontrati allo scorrimento veloce di San Giuseppe Jato… che allora ancora era… non definito… e siccome per poter arrivare da Partinico e si prendeva questo pezzo di scorrimento veloce… ancora era tutto aperto… ci sono… non definitivo… lo incrociate in questo… in questo bivio… però… subito dopo sono stato… sono ritornato e sono arrivato prima ancora che venissero eliminati… però non ho più visto più nulla… per bene… neanche il Buscemi. Quindi in sostanza lei incrocio questa auto… queste auto… erano tutti nella stessa auto… erano più auto… che cosa ricorda? Se non ricordo male… erano due auto… e chi intravede qualcuno dentro queste due auto… ripeto… così… però non lo vide con sicurezza… ad Angelo La Barbera e il vecchio… poi che lo identifica in Calogero Di Maggio… c’erano altri… però non me li ricordo. Senti… ma perché vennero da Partinico e non anche da Palermo? Perché l’appuntamento resta da Partinico… da Partinico… poi li portarono a San Giuseppe Jato… l’appuntamento con chi? Coniuge… Antonino… il vecchio… vuole dire… vorrei capire… i due Inzerillo Santo e Di Maggio Calogero… gli fu dato l’appuntamento a Partinico… e gli fu dato l’appuntamento in Contrada Signora? No… fu dato l’appuntamento a Partinico… a tutta la famiglia… o perlomeno a quel gruppo di uomini d’onore che sono venuti… e da lì poi loro… non sappiamo dove… da lì poi sono stati portati a San Giuseppe Jato… ma lei… in base a quali elementi lei dice questo? Cosa le risulta di preciso in ordine al fatto che questo appuntamento ha… a Di Maggio Santo è a Inzerillo Santo e Di Maggio Calogero… l’appuntamento venne dato a Partinico e non anche a San Giuseppe Jato? Lei di preciso cosa risulta? Risulta che li ho visti arrivare… solo che l’appuntamento si doveva fare così… anche per un fatto di strategia… perché non sapendo se questi qua venivano da solo… c’era qualche gruppo che li poteva seguire… che ancora c’era Giovanni Lo Greco… c’era Pietro Marchese… c’era Spitaleri… c’era il più piccolo… quindi ci poteva essere pure anche il gruppo armato che li seguiva per poter fare qualche attentato… quindi si cercava di… di… in qualche modo depistare… se potevano essere seguiti… a qualche tentativo di uccidere qualcuno… e quindi loro si recarono… il Di Maggio Calogero… l’Inzerillo Santo… si recarono a Partinico… da Partinico… poi si spostarono in Contrada Signora… così… sì… e a Partinico… da chi si recarono? Ricordati a Partinico… oltre che dal Geraci Antonino… i due… che però venivano da Palermo… si incontrarono con altre persone… con altri uomini d’onore di Partinico… presidente… c’è opposizione… ho provato… dal suo… ha risposto per ben quattro volte… le ho contate… quattro volte… ha parlato solo esclusivamente di Geraci… non è… il vecchio… ha già risposto quattro volte… ritengo che quest’ultima domanda sia suggestiva perché gli si chiede di nominare già degli uomini d’onore di Partinico… quindi non è… non è difficile la conclusione… e allora Brusca… bene… la posizione va cotta di fronte alla domanda… pure uno… cerchi di… allora… di essere preciso in ordine a ciò che lei vide nei pressi della caseggiato nella disponibilità di suo zio Brusca Mariuccio… quella mattina… quando ebbe modo di vedere per la prima volta quella mattina il Di Maggio Calogero… Santo… allora… il punto di riferimento era Geraci… ma a Partinico… da lì… assieme al cugino… quello che poi è stato ucciso… sono stati portati in Contrada Dammusi… la… ad aspettarli c’era Salvatore Riina… mio padre… e Bernardo Brusca… Michele Greco, Giuseppe Calò, Giuseppe Giacomino, Antonino Madonia, Giuseppe Greco… scarpa… Antonio Morgano… che porta a Michele Greco… Calogero Ganci… Domenico Ganci… Francesco Paolo Anselmo… a fare… Ganci… credo che l’abbia detto… Musca Mariuccio… Giuseppe Genovese… Giovanni Genovese… Salvatore… c’ero io… adigendo… Giuseppe… gli zaffi… Giovanni e Marino… Marino Giovanni… c’è il nipote di Luciano Ricci… vabbè… questo… sì… questo è… quando… poi… le persone presenti in Contrada Signora… io vorrei che lei tornasse in ordine alla circostanza dello spostamento da Partinico a San Giuseppe Jato dei due Inzerillo Santo e Di Maggio Calogero… lei che cosa vide? Li vede arrivare da soli? Li vede arrivare con altri? No… come ti ho detto… li ho incontrati in questi due macchine… ecco… c’erano… arrivati… momenti in cui sono arrivati in Contrada Dammusi… e loro erano scesi dalla macchina… se ne sono ritornati… io non ho più incrociato le due macchine… cioè… e non so con precisione chi li abbia portati… c’è… chi c’erano… io non li ho visti in quel momento… sono arrivato 2 minuti… 5 minuti più tardi… e non sono stato in condizioni di vederle… ho visto solo di sfuggire… come gli ho detto… Angelo La Barbera… però non sicuro… il Sant’Oncerillo… Calogero… Calogero Di Maggio… il vecchio Nenè… e Antonino… che guidava una delle macchine… che poi è rimasto là… senta… io leggo… le faccio una contestazione… con riferimento a un verbale del 3 luglio del 1997… dichiarazioni rese al pubblico ministero di Palermo… con riferimento a questo episodio… le leggo la… il verbale riassuntivo… no presidente… scusa… se leggiamo il verbale riassuntivo… che sono parole del Pubblico Ministero… sono l’avvocato D’Azzo… sempre… l’opposizione… sono parole del pubblico ministero che per il codice hanno un efficacia assolutamente superiore… addirittura in caso di contrasto a quella della trascrizione della verbalizzazione… peraltro sottoscritto dal… dal presidente dell’interrogato… e allora… sono… di nuovo… presidente… mi scusi… perché… purché resti traccia… poi la signoria vostra… la Corte decide… da farsi… per fortuna… il codice prevede anche per il collaboratore di giustizia che è l’interrogatorio venga trascritto… per fortuna… fino a quando… almeno il detenuto e il pubblico ministero vuole sollevare una contestazione… per ricordare la memoria al signor Brusca Giovanni… perché nonostante abbia per sette volte rivolto sempre la stessa domanda… ancora il bus da Giovanni non ha fatto determinati nomi… e allora il proprio Ministero vuole contestare il verbale riassuntivo… però ritengo che sia più giusto di contestare il verbale integrale… dal quale si evince che il signor Brusca… dopo aver dato un determinato nome… aver indicato dermatologici… però non sono sicuro… forse… e queste incertezza oggi ce la sta confermando… e gli fa onore… perché praticamente non lo ha ripetuto… quell’opera… ha parlato… comunque… è pervenuti a una certa zona… ha parlato… che praticamente da Contrada Tammusi… poi si recarono… incontrato Signora… che è un passaggio… si riferisce a dei nomi che il signor Brusche nemico si pregarono incontrare a Zammussi… e poi continua… Signora… no… però ha parlato pure di Contrada Zamunicato… che sia la proprietà dei Brusca… se non ho capito male… però siccome… comunque sia… pubblico ministero… se c’è un verbale in forma integrale… è più corretto della contestazione… si faccia sulla base del verbale in forma integrale… non di quelle in forma riassuntive… presidente… posso avere la parola… avvocato Di Benedetto… è una questione che io già ho risolto… e su quello che ha risolto… ovviamente…
Non tornerò più presidente. Io chiedo sin d’ora, siccome ovviamente le parti conosciamo i contenuti dei verbali e la corte no, che, siccome su questo punto il signor Brusca ha reso due dichiarazioni, una nel verbale che il pubblico ministero si accinge a contestare, presidente, un attimo. È accaduto un collegamento, presidente. Mi scusi, Ascoli. Sì, il collegamento è stato attivato. Allora sì. Adesso vi sentiamo e vi vediamo bene. Precedente però è dalle 16:53, da quando ha preso la parola l’avvocato di Benedetto, che no, che non abbiamo sentito di Benedetto sulla prima questione, quella che è la corte ha già risolto. Ovviamente non torno; però, siccome il pubblico ministero ha fatto riferimento a una contestazione esclusivamente sul verbale del 3 luglio ’97 e esiste agli atti – il pubblico ministero ce l’ha fornito – anche il verbale del 4 dicembre ’97 che riprende, nel quale il Cernusco riprende l’argomento, lo sviluppa come potrebbero modo di dimostrare negli esatti.
Per il presidente. Sì, presidente. Io chiedo che la contestazione venga fatta nella sua integralità e in quello che è contenuto nell’ambito dei due verbali, non solo nel verbale del 3 luglio ’97, ma anche in quanto è contenuto nel verbale, sempre in forma integrale, del 4 dicembre del ’97. Pubblico Ministero e l’avvocato di Benedetto fanno riferimento al ’97 e uno del 14/1/97. Credo che la contestazione avvenga sullo scorcio del contenuto di questi due verbali, non so quello del 3 luglio e comunque in forma integrale. Ma presidente, io mi attengo alle sue direttive e quindi, intanto per ordine e per gradi, procediamo alla contestazione con riferimento al primo verbale e così come da lei disposto. Con riferimento al Ministero, la contestazione è opera sua. Va bene, poi si verificherà. Sì, non ho tutta adeguarmi alle direttive sollecitate dal difensore, in questo caso avvocato D’azzo, sollecitate dall’avvocato D’azzo, sollecitata dal presidente e quindi, piuttosto che dare lettura, come ritengo avrebbe potuto fare il pubblico ministero della trascrizione del verbale riassuntivo, do lettura del relativo passaggio della trascrizione integrale. Di quale verbale stiamo parlando? 3 luglio del 1997. La trascrizione integrale e alle pagine leggerò il passaggio che inizia a pagina 8, penultimo arrivo, e prosegue nella pagina 9. Segnalo altresì che darò pure lettura del verbale riassuntivo per come si è ritenuto di verbalizzare quel passaggio in occasione di quelli interrogatorio, perché quel verbale riassuntivo è stata l’interpretazione documentata sul posto di ciò che era stato detto pochi minuti prima o poche ore prima. Dipende a che distanza di tempo. E allora se lei procede alla contestazione sulla base delle varie forme integrale, come praticamente è stato chiesto e tenuto conto che c’è il verbale in forma integrale, evidentemente questo acquisto un carattere più si deve ritenere che acquistano abbiano una maggiore rilevanza giuridica dal punto di vista probatoria. Non vedo perché lei deve poi procedere alla lettura della trascrizione della del processo verbale in forma riassuntiva, perché sembrerebbe introdurre praticamente una nell’ambito del processo un verbale in forma riassuntiva ai fini della contestazione che il presidente non ha ritenuto di fare che possa essere introdotto precedentemente. Mi manca la citazione normativa esatta, ma sono pressoché certo di non fare una osservazione in termini di diritto sbagliato. Il codice prevede espressamente che in caso di divergenza apparente o reale tra ciò che risulta nella verbalizzazione nella trascrizione integrale nelle verbalizzazione riassuntiva, ove vi sia un apparente reale divergenza, va preso atto e bisogna dare la precedenza a ciò che risulta nella valorizzazione riassuntiva ed è evidente la razza di questa disposizione. La riabilitazione riassuntiva è un atto che viene fatto con maggiore precisione alla fine dell’interrogatorio, quindi qualche lieve smagliatura. Intanto da lettura di questa verbalizzazione integrale, di questa trascrizione integrale. Presidente, posso chiedere il codice del plm, pubblico ministero? Allora per ora però, allo stato, abbiamo lettura di questa, intanto chiamo lettura della trascrizione integrale, quindi verbale del 3 luglio, Pacinotto. La domanda del pubblico ministero è questa e così risulta trascritta: “Lei sa chi portò materialmente in contrada signora? Ricorda, signora Inzerillo, sono arrivati i due. Siccome io facevo la spola San Giuseppe Jato, campagna, San Giuseppe Jato, campagna, e questo quarto d’ora, venti minuti, io ho mancato, non mi ricordo. Per quale motivo però? Incrociato. Incrociato per strada credo Antonino Geraci, ne, ne Geraci, i cugini Geraci, poi c’è un sì del Pubblico Ministero e forse sì, Fiddu Nania con due macchine e c’era Barbera, Santino Inzerillo, Calogero Di Maio, ovviamente dovrebbe essere di Maggio e forse Totuccio.” C’è questo forse che riguarda questo Totuccio che dovrebbe esserci chiarito oggi. La Brusca chi si riferiva? E allora Brusca, questo è ciò che lei ha detto in occasione di quell’interrogatorio del 3 luglio ’97. Con riferimento ai componenti, alle persone che da Partinico si sono spostati, incontrata signora, alla stregua di questa lettura, di questa contestazione, cosa ricorda? Cosa da riferire alla corte? E confermo quanto lei ha letto. Non mi ricordava il nome di Filippo Nania, però era come, so dire, un po’, che lo scusa, un po’ scontato, però ripeto, li ho incontrati per strade. Siccome gli ho detto poco fa, lo svincolo, perché svincolo? Perché non era svincolo. Allora funzionava da svincolo dallo scorrimento veloce e questa strada che porta incontro da Gambusie. O Signore, lei in questa trascrizione ha usato l’espressione “forse Fiddu Nania” e oggi ha usato un’espressione. È ovvio che ci fosse il problema nostro è un altro in questa sede, anche se non l’ha detto per sette volte, è ovvio, ovvio che sia in tutte le contestazioni. Le chiedo questo: Brusca, lei lo ricorda con precisione o ha dei dubbi? Grossi, piccoli? E non ha nessun dubbio riguardo al fatto che da Partinico si spostarono in contrada Signora anche con la presenza di Filippo Nania e dei cugini? Glielo metto al 100% che poi le ho riviste di Filippo Maria come gli ho detto, forse c’era, però non, non sono sicuro, per come gli ho detto prima. Io confermo. Io, va bene, possiamo andare avanti. E allora lei quindi, e chi era il Totuccio? Ne abbiamo parlato di Totuccio. Le ho letto la trascrizione integrale riguardo sempre a questo stesso gruppo di persone in cui ho parlato dei cugini Geraci, si vedono Anania, forse Angelo La Barbera, Santino Inzerillo, Calogero Di Maio, ma cioè di Maggio e forse Totuccio. Chi è questo Totuccio? Presidente, scusa avvocato Di Benedetto. Presidente, posso avere la parola? Scusi, perché io avevo formulato un’opposizione che poi dico non è stata evidentemente raccolta dal suo pubblico ministero. Io chiedevo che questo verbale venisse integrato con quanto dichiarato sul punto anche nel verbale del 4 dicembre del ’97, nel quale, sollecitato proprio al pubblico ministero, questo nome Totuccio è scomparso, dico dal verbale. Comunque avvocato, dalla situazione è questo il punto. Ministero è il potere di fare la contestazione nel modo che ritiene secondo praticamente la sua, secondo la melodia esame di formulare domande con riferimento a questo verbale, a questa contestazione. Poi sarebbe opportuno il comune estetico dove nasse la Corte su questo articolo che su questo che si dà prevalenza. Qualche secondo, prendiamo fiato tipo tutti. Io voglio spendere 5 minuti. Proseguiamo. Si riprende. Sì, Brusca stava addosso, presidente. Come posso, presidente? Vedo una parte dello schermo non collegata e tutto in regola come collegamenti. Il sito deve essere ricollegato al sito riservato e lo possiamo riattivare, credo il sito con con il Brusca. Possiamo riattivare il collegamento con il sito riservato e introducendo a Brusca mente. E allora Brusca, pubblico ministero può proseguire nell’esame. L’eventuale contestazione è tornato a cadere il collegamento e quindi è collegato Brusca. Brusca, mi sente? Sì. Stavamo parlando dell’arrivo a Contrada Signora del di Maggio, Santo e Inzerillo. No, Inzerillo, tanto di Maggio, Calogero Maggio, Calogero. Cosa è avvenuto quando poi sono arrivati? Quando sono arrivati? Dopo che sono arrivati, che io ero arrivato subito dopo, hanno cercato di domandare qualche cosa, hanno cercato di sapere qualche cosa. Allora hanno avuto qualche contro interrogatorio, nel senso che gli hanno chiesto cosa volevano fare. Loro hanno negato tutto, ma tutto è durato 10 minuti, un quarto d’ora, 20 minuti, dopodiché sono stati strangolati e uccisi. Ma lei era presente a questo colloquio, a questa discussione che poi è degenerata? No, no, io ero nascosto, come era nascosto tanti altri. Ci siamo altre stanze, erano chiusi in altre stanze e con che hanno discusso. Allora questi due signori Inzerillo e il Di Maggio. Magica Michele Greco o Michele Greco? Geracinenè Bernardo Provenzano, mio padre, Renato Brusca, ancora. Credo che c’era Antonio Gargano, credo che non c’era al momento, non mi ricordo più nessuno, Giuseppe Calò. E poi quando si decise di eliminarli? Chi ha partecipato alla loro eliminazione? Abbiamo partecipato tutti quelli che eravamo lì dentro e cioè li vuole ripetere per quello che ricorda. Allora lì dentro c’eravamo, perché molti sono rimasti fuori. Lì c’era Antonino Madonia, Giuseppe Greco Scarpa, Calogero Ganci, Paolo Anselmo, Domenico Ganci, io [Musica] Giuseppe. Prendiamo un bambino d’epoca, loro, mio padre, un po’ tutti là. Con riferimento a tutti i soggetti provenienti da Palermo, cerchi di aiutarti, cercando di sì a Palermo, quelli provenienti da Palermo e poi quelli invece delle locali famiglie, poi c’erano un attimo, soltanto si fermi, no, aspetta, aspetta, verbale hai trovato, fai quello che dico io, sono andato. Si riprende quel verbale del processo stralciato, Greco Giuseppe interpellato ha dichiarato che non intendeva rinunciare e che conseguentemente col riferimento al processo stracciato intendeva presenziare all’udienza, siccome nessuna attività processuale è stata svolta che nel processo principale che lo riguarda in vista di un eventuale riunione, estante che il procedimento principale sarà rinviato pure all’udienza del giorno 29 alle 15:30, si dispone che il Greco, che è detenuto in un sottoposto il regime a 41 bis, venga tradotto in udienza per lui con riferimento al processo stracciato per partecipare all’audienza che sarà tenuta alle ore 15:30 puntuali in questa aula. Va bene. Grazie, quindi presidente, tradotto a Palermo, non ha il 41 bis e quindi si deve tradurre, fate l’ordine traduzione per il giorno 29, presidente. Eventualmente facciamo subito, si può fare. Vabbè. E allora si riprende l’esame di Brusca. Lei ci stava riferendo in ordine ai soggetti che erano presenti e che hanno partecipato, intanto che erano presenti e che poi hanno materialmente partecipato allo alla uccisione degli Inzerillo e del di Maggio e lei deve rifare i nomi dividendo anche per ragioni di omogeneità per luogo di provenienza, quali soggetti palermitani erano presenti. Allora c’era Raffaele Ganci, Domenico Ganci, Caro zio Ganci e Paolo Anselmo dalla famiglia della Noce, Giuseppe Giò Gambino della famiglia di San Lorenzo, Antonino Madonia dalla famiglia di Resuttana, Migliore Greco e Giuseppe Greco Scarpa di Ciaculli, Antonino Gargano di Bagheria che accompagnò Michele Greco [Musica], poi c’era Antonino Geraci e nelle Gerace di Partinico, poi c’erano perché eravamo al piano di sopra, al piano di sotto c’era Brusca Mario, mio zio, che poi è salito, c’era pure mio padre sopra, la presente Bernardo Provenzano, pure presente, Giuseppe Legio è rimasto giù, Giovanni Verzasca è rimasto giù, Giovanni Marino è rimasto giù, Giuseppe Agrigento è rimasto giù, fuori dal caseggiato. All’interno, presidente, vuole chiarito, la corte vuole chiarito che lei può iniziare descrivendo questa abitazione dove dove si è svolta questa riunione presso questo caseggiato. Come era composto questa fraseggiata, viene un’abitazione. Era diciamo una villa, una villa con due elevazioni e c’era il piano piano, cioè lo scantinato, in magazzino dove si entrava e c’erano quelli che ho menzionato poco fa, appena superiore e scendo dove sono stati spengo la decima, specie di salottino dove c’è stata la riunione ed erano così composti quelle che erano giù. Non so se erano fuori, in parte fuori perché qualcuno dentro, quindi era era un piano cantinato e altri due devozioni. Questa villa insiste in un fondo del professore Giuria, che è il medico Troina, quello di filosofia, quello di Villa Sofia. E come mai suo zio aveva a disposizione questa villa del professore di Giuria? Non è sicuro, io ci aveva consegnato le chiavi, ci consentiva pure l’uso della villa, a quanto pare gli faceva da solo istante e quindi aveva le chiavi pure della villa, non ci andava mai in campagna, forse era impegnato, no, veniva d’estate, sabato e domenica o per le feste, quando lui riteneva opportuno veniva. E in quale giorno della settimana sono questo episodio così delittuoso? In quale giorno della settimana avvenne? Madonna, in mezzo alla settimana, non era non era né festivo e neanche fine settimana, perché io non ricordo, io non ci andavo mai nel corso della settimana, non ne faceva improvvisate, no. No, ogni volta prima che veniva telefonato sempre a mio zio Marcello [Musica], cugino di mio padre. Ah, cugino di questo presidente. Quindi lei ci ha parlato prima dei soggetti di Palermo, poi quelli di Partinico. Io vorrei capire, ma forse ricordo male, ho capito male. Geraci, i due cugini restarono anche durante questa riunione e parteciparono alla soppressione di di Maggio e Inzerillo o dopo averli accompagnati, come pare di avere capito pocanzi, andare via? Cosa ricorda al riguardo? No, i due rimasero, gli altri se non sono andati con una macchina, con una macchina sola, cioè là sono rimasti Calogero di Maggio, Santino Inzerillo, i due cugini Geraci, forse il Nania, però io non me lo ricordo più, quindi sarà che se una selezione ritornate agli altri, non con chi sono venuto, non li ho visto più, ma una delle due macchine. Quindi andò via subito, gli altri componenti quando sono arrivati io non li ho trovati, invece i due Geraci sono rimasti. Sì, perché poi è successo che dopo questo fatto è stato convocato Giovanni Battista Pollara, Pietro Loiacono di questo e stiamo parlando quindi dei soggetti di Palermo, dei soggetti di Partinico, uomini d’onore della famiglia di San Giuseppe Jato, quel giorno presenti in quella casa del professore Troya, generazione, poi Genovese Salvatore e Agrigento Giuseppe di San Cipirello, per apparteneva alla famiglia di San Giuseppe Jato, Giovanni Marino di Corleone, Giovanni Grizzatti di Corleone. Riguardo a questo Giovanni Marino, chi è esattamente? Il nipote di Luciano Liggio. Cosa ricorda di lui? Ricordo, l’ho riconosciuto in fotografia, quello che ha inventato pure il processo Agrigento, quindi si tratta del Giovanni Marino imputato anche nel processo Agrigento. Sì, il processo Agrigento, quali reati, quali reati aveva avuto contestato questo Giovanni Marino? Credo pure di omicidi. Chi si occupa materialmente dello strangolamento dell’Inzerillo e del di Maggio? Un po’ tutti quelli che eravamo sopra, chi tirava la corda, che ci entreremo un braccio, tutti che l’avevamo lì sopra, abbiamo fatto l’operazione. Siamo i vecchi più anziani, questi non non hanno fatto niente, però erano là che guardavano e dovrebbe ancora una volta a ripetere che eravate sopra, quindi al momento dello strangolamento dell’Inzerillo e del di Maggio. Allora Antonino Madonia, Giuseppe Giacomino, Raffaele Ganci, Domenico Ganci, Calogero Ganci, Francesco Paolo Anselmo, io, ho un bel autobus che mio padre, Giuseppe Calò, era la Michela Greco, Michele Greco, Michele Greco, Antonino Geraci, il vecchio, perché il giovane non c’era e poco fa ho dimenticato ma pure Antonino Gargano che era giù, non era sopra e quindi questo qua Giuseppe Greco Scarpa ed io, questi erano quelli sopra. Cosa avvenne dopo lo strangolamento di queste due persone? Dopo la sanguinamenti di queste due persone? E i cadaveri sono stati in parte spogliati sia dei beni che del Benin tedesco, orologio, soldi e tutte queste cose di qua per togliere le tracce, poi sono stati riportati in contrada Fiotto in una proprietà di mio zio Mario. Là c’erano due fusti e due fusti pronti per poterla adoperare con l’acido. L’acido poi lo andai a procurare con un appuntamento con Filippo Nania e con Filippo Marchese, fatto con Giuseppe Greco Scarpa, dove io sono andato a prendere l’acido, sono stati poi sciolti nell’acido in questa proprietà di mio zio Mario ha incontrato a Fiotto. Quindi chi lo portò l’acido in contrada Fiotto? L’acido no, incrociatoio, ci sono portato io, però a me me lo porto, se non ricordo male, Filippo Marchese e Giuseppe Lucchese e ci siamo incontrati a Partinico. Ma chi l’aveva li ha contattati lei? Filippo Marchese, Giuseppe Lucchese, per questo l’appuntamento ci siamo dato a montare riferimento e me lo sono andato a prendere. Ma come furono trasportati in contrada Fiotto questi due cadaveri? Incontrato con una Jeep che mio zio ormai aveva a disposizione senza lei ha partecipato, lei ha partecipato a questo dissoluzione dei cadaveri, a questo scioglimento dei cadaveri sino a quando sono stati infilati lì dentro e poi là ci è rimasto mio zio Mario con Salvatore Lazio. Dopodiché io me ne sono andato. Lo vuole chiedere a integrazione questo acido che già ha portato, hanno portato Antonino Lucchese pure? Antonino ha detto no, Filippo Marchese e Giuseppe Lucchese ha detto era già stato ben venne portato in logo prima dello strangolamento, dopo che era fatto lo strangolamento, si doveva sciogliere queste persone nell’acido. Con Giuseppe Greco Scarpa ci siamo dati appuntamento che parlando con lui ci Te lo mando con Filippo Marchese e Giuseppe Lucchese ci siamo dati in appuntamento a Partinico. Dopodiché allora mi hanno consegnato all’acido, io me lo sono portato. E quanto tempo ogni passò dalla data in cui praticamente ebbe a disposizione questo acido, recandosi con tutte cose, un paio d’ore, senza. Cosa avvenne quello stesso giorno a San Giuseppe Jato? Lo stesso giorno, nello stesso giorno è un Giacomo, diciamo un po’ il Giuseppe Greco Scarpe, il Madonia, il Giuseppe andiamocamino, Raffaele un po’ di queste queste persone se ne erano andate ed era arrivato Giovanni bontà e Giovanni Battista Pullara, Pietro Loiacono, doveva venire un’altra persona interessi che non è venuto, gli hanno invitati, gli hanno gli hanno fatto salire sopra, c’è sempre nella stessa stanza dove dove sono stato diciamola di due e gli hanno comunicato quanto gli era successo nella sua famiglia, cioè che l’avevano ucciso a Stefano bontati, per motivo in cui avevo completato un un progetto musicale nei confronti dei vincenti e dopodiché gli hanno dato la reggenza a Giovan Battista Pullara, al petrolio Iacono e al a questo Teresi. Dopodiché gli hanno dato la reggenza e le hanno dato l’incarico di andare a eliminare altri quattro persone a Palermo, cosa che poi è avvenuta. Senta, un ultimo un’ultima domanda. Con riferimento a questo episodio relativo alla duplice soppressione di Inzerillo e di Maggio, gliela faccio come contestazione però non sono in grado in questo momento di dire con certezza se lei non ha già fatto questo nome, perché ha ripetuto più volte gli stessi nomi, glielo sollecitato io con riferimento alle diverse fasi di quella giornata. Ora, quando è stato interrogato su questi fatti il 3 luglio del 1997, lei ha invitato a precisare il nominativo delle persone presenti, ha fatto il nome anche di Bernardo Bon marito. Sì, sì, chiedo scusa, c’era pure bene mio padrino, c’è un padrino di battesimo. Va bene, quindi non so poi lo vergeremo tutti quanti quelle trascrizioni dell’oriello, può essere che l’aveva già fatto il nome anche l’udienza e comunque lei è certo che quel giorno era presente buon marito Bernardo. Senta, passiamo adesso a un altro episodio, a un altro episodio. Lei ha fatto riferimento alla guerra di mafia, ha fatto riferimento sia pure per un breve passaggio alla figura di Riccobono Rosario che era Riccobono Rosario. Allora era a capo, capo mandamento o di San Lorenzo, Tommaso Natale, San Lorenzo nell’ambito di quello che lei ha definito il contrapposto schieramento dei vincenti e dei perdenti, degli uomini di Riina e degli uomini di bontàte. Il Riccobono Rosario, prima della morte di bontà De Stefano, come si collocava? Si collocava neutrale, quindi non era né con l’uno né con gli altri, con l’altro o apparentemente però Salvatore Riina, mio padre, lo collocavano più posti a fare un mondiale che con con loro, però era neutrale. Cosa rischia il suo padre? E Riina lo ritenevano più vicino sostanzialmente alle posizioni del bontate che alle vostre? In base a quali elementi di cani? Io non ne conosco, conoscevo a quella data tutta la storia di Cosa nostra, loro sapevano più particolari, ritenevano vicino all’inserirlo il Stefano bontate, più vicino come amicizia, come rispetto, per per convergenze convergenze uniche con la rosa Riccobono, con il gruppo bondare Badalamenti e questi di qua. Ma quando muoiono vengono uccisi Salvatore Inzerillo e Stefano bontate, il Riccobono Rosario partecipa a questa soppressione, a un ruolo, ne viene informato successivamente? Qual è la posizione di Riccobono Rosario? Viene informato Rosario Riccobono viene infortunato, Rosario Riccobono viene informato da parte di mio padre, non so se dopo l’omicidio Cristiano Montando, dopo quello di Inzerillo, viene formato da mio padre, sotto sotto indicazioni Salvatore Riina, Michele aveva tutti quelli che non la e l’appuntamento viene fatto a Monreale in una zona di Giacalone, oggi proprietà di Fiore e Fiore Antonino, dovrebbe essere. Lei era presente in quell’occasione? E questo quando avviene questo incontro fra Salvatore Riina, a quanto pare avere anche suo padre e il Riccobono Rosario? No, Salvatore Riina non c’era, solo mio padre delegato dagli altri uomini d’onore di incontrarsi con Sara Riccobono e comunicargli quello che era successo, dico questo. A che distanza di tempo avviene rispetto alla morte di Stefano bontate? Ripeto, era successo credo dopo la morte, più sicuramente dopo la morte di Inzerillo, Salvatore. Quindi il Riccobono viene avvisato successivamente, quindi mi pare di avere capito non ha partecipato all’eliminazione né del Bon puntate né del Salvatore Inzerillo. Che posizione assume? Che posizione assume il Riccobono Rosario di questo rispetto a queste novità? Ma Rosario Riccobono quando prende i motivi per cui sono stati uccisi due e motivi perché poi si doveva eseguire per tutti gli altri dice se Infatti stanno così, io non posso prendere le chiatto e si è fatto giusto e sono a disposizione. Lei ha fatto adesso proprio adesso riferimento all’eliminazione di tutti gli altri, a chi si è riferito, cioè gli altri poi si dovevano eliminare che sono persone vicine, accadono Badalamenti, si doveva eliminare il giovane Logreco, perciò Pietro Marchese, c’è tutte le persone che in cui man mano si scoprivano che erano responsabili di questo complotto dovevano morire e quindi il Riccobono Rosario si mise a disposizione. Sì. In sostanza è venuto a far parte dello schieramento dei corleonesi. Sì. E la alleanza con Salvatore Riccobono? Quanto tempo dura l’alleanza con Salvatore Riccobono? Fino a giorni nella sua morte, cioè la sua soppressione. Ma ci sono novità perché viene poi ammazzato, intanto lei sa che lo che ha deciso la sua eliminazione, guardi lui a parte questo fatto che ha ritenuto vicino a Stefano bontati era ritenuto pure un continente di Polizia o di carabinieri, quello che era più c’erano vecchi rancori di comportamento di Cosa nostra, in quanto lo riteneva che era persone che aveva ucciso Angelo Graziano, aveva messo fuori famiglia Giuseppe già un bambino, Armando Buonanno è più quello che ho detto poco fa, ritenuto contenente di polizia, ritenuto vicino allo schieramento e che si schieramento di bondare e compagnia varia a un certo punto si hanno deciso, non so se mio padre, Giuseppe Giacomino, cioè Michele che conosco se tutti però io il giorno della sua eliminazione ero pure presente, gli posso dire che erano presenti. Si fermi un attimo a Brusca, immagine sospensione di un minuto. E Brusca, stiamo riprendendo il suo esame, mi sente? Lei stava parlando delle ragioni di contrasto passate che vi erano state nei confronti del Riccobono, li vuole ripetere in estrema sintesi? Che potevi? C’erano stati in passato di contrasto tra Riccobono e Rosario e il gruppo facente capo a Riina e che poi nell’ambito della guerra di mafia assunse il ruolo di gruppo vincente. Quali contrasti vedono stati? Lei dice non le conosciute perché la storia vecchia di Cosa nostra mi è stata riferita in seguito, come sintetizza le ragioni di contrasto fra il Rosario Riccobono e i corleonesi? C’era questo Angelo Graziano che era amico credo Salvatore Nino, Giuseppe Giacomino ed era stato a dire di Costui era stato eliminato ingiustamente ed è stato con la scusa e questo si era comportato male, era stato ucciso ingiustamente da parte di essere Riccobono, secondo lui per togliere una spina dal fianco, quello che ho ucciso senza senza l’autorizzazione anche di competenza, poi si diceva, per esempio quello che mi dicevano che era confidente di polizia e quindi poteva passare delle componenti di polizia, aveva buttato fuori famiglia, sospeso per un presidente Armando Bonanni, Giuseppe Genovese, in quanti erano stati arrestati a Castelvetrano ed erano fuori territorio senza aver avvertito il suo capofamiglia. Per tutti questi fatti è più per l’amicizia con Stefano bondate e tutto il resto si è deciso di eliminarlo. Ma perché non venne eliminato subito, visto che c’erano queste risalenti ragioni di contrasto? Lo non venne eliminato subito perché lo ritenevano lo ritenevano utile. Chissà questo potesse portare a qualcuno dei cosiddetti scappati che poi alla fine quando si è scoperto il piano molti sono scappati, sono scappati Enrico Bono si dette da fare per aiutare i corleonesi in questa opera di eliminazione degli avversari, ma credo qualche cosa l’abbia fatto, però non [Musica] so dirgli quanto, so che si è messa a disposizione per eliminare qualcuno di Gallina di Carini che era vicino a Stefano bontate, credo che abbia partecipato organizzato pure l’omicidio di rimanere D’Agostino. Comunque ne ha fatto qualcosa, però non li so dire con precisione cosa ho fatto. Quando viene ucciso Riccobono? A distanza di quanto tempo dalle eliminazione del bontate e dell’Inzerillo? Novembre ’82, lei ricorda la data esatta? 30 novembre, perché mi è stato comunicata il cielo conosco questa data. Dove viene ammazzato Riccobono Rosario? Incontrato da musica, lei le venne a conoscenza dopo o nei le settimane nei giorni precedenti? Era già a conoscenza del fatto che quel giorno poi incontrata Dammusi avrebbe Riccobono sarebbe stato ucciso? No, è stato organizzato il giorno prima, del giorno prima il tutto perché un piano era uccidere il gommone, poi c’era tutta un’altra serie di omicidi che si dovevano commettere. Lei da chi ne viene a conoscenza che ripeto il giorno prima dei giorni prima c’è stata una piccola riunione, incontrata musica [Musica], mio padre Salvatore Riina, quasi un posto di solito non mi ricordo tutti, però il gruppo era sempre questo e si era stabilito che dovevano portare al Riccobono e compagnia a Gambusi, dopodiché li avrei dovuto telefonare Antonino Madonia a Palermo o a Palermo e Antonino Madonia con il segnale mios con convenzionato avrebbe commesso altri altri omicidi senza non ho capito ricordare. Riccobono avrebbe dovuto essere ucciso da musi sarò Riccobono e compagnia. Che significa e compagnia? Perché è venuto assieme a altre tre persone, non si sapevo anche veniva, però se veniva da solo, veniva con due, come veniva con tre.
Quantomeno due erano sicuri, e ne sono venuti quella mattina quattro. Invece non ho capito nemmeno il… lei avrebbe dovuto contattare telefonicamente chi a Palermo, Antonino Madonia, dopo aver salvato i quattro. Io avrei dovuto contattare Antonino Madonia, che c'era il piano poi di uccidere il rimanente del gruppo Riccobono, cioè della famiglia di Riccobono. Al vicino… e allora… display era… quindi al contrario della musica. Quando arrivò il Riccobono… sì. Di chi è questa contrada Dammusi dove arrivò il Riccobono? Incontrato… musica è stata… per quando è successo il fatto? Era ancora di proprietà di Barbaro, poi è stato comprato, poi è stata ridata ai Barbaro, anche se poi ho saputo che gliel’hanno sequestrata per un pezzo, e poi c’è qualche procedimento in corso per motivi di confisca. Comunque il punto è quello dove è stato arrestato mio padre, Renato Brusca. Ho capito.
Senta, ma che eravate… lei gli era presente quando arrivò il Riccobono? Sì, sono io. Di Maggio Baldassarre, Giuseppe Maniscalco, Giuseppe Agrigento, Bernardo Buonmarito, Salvatore Lazio, Giuseppe Greco Scarpa, Giuseppe Greco Scarpa, Giuseppe Agrigento, mio cugino Vito Brusca, Pippo Calò, Salvatore Riina, Salvatore Riina, Matteo Motisi, Giovanni Motisi. In questo momento non ho altri ricordi. Poi assieme a Riccobono è arrivato Filippo Nania, Antonino Geraci, e… Geraci e Giuseppe Giacomo Gambino. Ho capito.
Senta, ma a che ora arrivarono, di quel 30 novembre, il Riccobono Rosario con le altre persone? Di mattina, intorno alle 10, comunque di mattina. Un’ora e mezza… 10. Si ricorda che questa giornata… in una giornata di sole… se era calda, se pioveva? No, era piovigginosa. Con quante auto arrivarono? Arrivarono là con due auto: una Volvo di Filippo Nania, con la Mini Minor, con una Golf che hanno lasciato un po’ distante. Quindi arrivarono in totale tre auto: una Volvo, una Golf e una Mini Minor. Nella Volvo… era di Filippo Nania. L’ha detto lei. Chi è chi viaggiava nella Volvo? Dal lavoro c’era Rosario Riccobono, Filippo Nania, Giuseppe… già… Gambino, e… ne leggerà… e sulla Mini Minor… sulla Mini Minor… Giuseppe Michele Micalizzi, don Michele Rotuccio Micalizzi, il Savoca o il Cannella, e Antonino Geraci. L’altra autovettura era una Golf. E chi arrivò con questa Golf? Era stato lasciato un po’ più distante, non è arrivato… cioè nel… nel caseggiato… sono arrivato con due macchine per non sfollare troppo macchine. Questa macchina lasciata… lasciata un po’ distante prima di arrivare al caseggiato. Da quanto prima… chiesto… la stradella… saranno 150 metri, 200 metri, 300 metri. Cioè nella strada… nella strada, diciamo, prima… quella di prendere la stradella per entrare nel caseggiato. Quindi saranno 200 metri, 150 metri. Questo è in linea di massima. Ho capito. Quindi invece la Golf, fino al punto in cui poi venne lasciata… a chi l’aveva condotta? Filippo Nania. Stiamo parlando della Golf, scusa. No, non l’ho visto… chi… chi la guidava la Golf in quel momento? Si sono presi… sono messi tutti in tutte e due… tutte otto persone in due macchine, e nel caseggiato sono arrivato con due macchine. Il Riccobono era stato invitato da chi? Incontrava… Dammusi. E lei… è stato invitato con una scusa della mangiata. Veramente l’appuntamento era Partinico, e poi come al solito da Partinico sono stati portati a San Giuseppe Jato. Era fatta con la scusa di una mangiata. Era invitata da Salvatore Riina. Giuseppe… prendiamo un cammino un po’ da tutti per… per questa mangiata.
Quindi anche in questo caso l’appuntamento al Riccobono fu dato a Partinico? Sì. Per le stesse ragioni di cui poc’anzi le ha fatto riferimento, riguarda la duplice omicidio di Inzerillo e di Maggio. Questo più che altro per motivi di… cielo… spavento di forze di polizia. Avrebbe dovuto dare la battuta delle forze di polizia più che ai cosiddetti scappati, e quindi fare arrestare tutti gli altri. Questo era un po’ il… la preoccupazione… anche agli scappati, cioè potrebbe fare il doppio gioco, però prevalentemente era quella. Quindi la preoccupazione riguardo a ciò che avrebbe potuto fare il Riccobono? Sì. Posizione presidente… sono… la popolazione… va bene, la posizione accolta… pubblico ministero… però vuole… vuole fare chiarire perché non è stato chiaro nella sua risposta alle ragioni per cui si ritenne di… ha fatto riferimento alla riunione che il Riccobono si recasse prima a Partinico, e poi da Partinico doveva raggiungere San Giuseppe Jato. Perché non si capisce… io non l’ho percepito il significato… il Brusca ha fatto riferimento a preoccupazioni riguardo ad eventuali soffiate alla polizia. L’appuntamento al Riccobono venne fissato a San Giuseppe Jato, e poi da lì ci si dimostra a San Giuseppe Jato perché qualche altro appuntamento, qualche altra mangiata era stata fatta a Partinico. Questa volta gli hanno dato un’altra volta l’appuntamento a Partinico, e siccome c’era lo spavento che avrebbe potuto fare soffiata alla polizia o Carabinieri, o dare… fare doppio gioco con i cosiddetti scappati, e quindi se preferite… o che avrebbero lasciato dire alla famiglia… sai che stiamo andando a tale punto… si vede l’appuntamento a partire da Partinico… Geraci… Antonino Geraci e Filippo Nania, e li hanno portati… attraversando un po’ di strade interne per perdere l’eventuale traccia, le hanno portate a San Giuseppe Jato. Quindi temevano l’intervento della polizia oppure il doppio gioco con dei… degli scappati? No, questo aspetto… con i perdenti.
Senta, ma dove venne dato l’appuntamento al Riccobono? A Partinico, presso quale luogo? Credo… non lo so, ma credo… siccome nel… appeso allo svincolo di Partinico… perché molti appuntamenti siano stati fatti… molti… qualcuno è stato fatto nelle vicinanze, nella casa del fratellastro di Geraci Antonino, mi riferisco a un certo Centenario. Siccome le si può dire allo svincolo di Partinico che do appuntamento… sia andato là, da lì poi sono proseguiti per San Giuseppe Jato. Che cosa avvenne quando arrivò il Riccobono? Ricorda, lei era presente alla scena dell’arrivo? Sì. Che cosa avvenne quando sono arrivato? Quando è arrivato Riccobono, sono scesi dalla macchina subito con la scusa di salutarlo, è stato invitato ad entrare nella prima… perché c’è questo caseggiato un po’… è combinato… a u… è stato invitato ad entrare nel lato destro dove c’era mio padre, c’era Giuseppe Calò, c’era Matteo Motisi, c’era Salvatore Riina e c’è Giuseppe Greco Scarpa. E gli altri tre sono stati invitati ad entrare dal… nella sala gioco, sala pranzo, quella che c’era. E subito dopo, appena hanno strangolato a Rosario Riccobono, è uscito mio padre e ci ha dato subito l’ordine di eliminare gli altri, e subito dopo sono stati eliminati. Ma questo incontro, questa eliminazione del Riccobono fu preceduta da una discussione con lo stesso? Fu subito strangolato, ma credo… subito… non è caduto il tempo… forse di capire di che si gettava… è appena arrivato… subito si è… sono stati due minuti, un minuto… cioè si figuri… è mio padre… sono entrati con la scusa di salutare, è stato strangolato e subito mio padre è uscito… addirittura. E quindi lei non era presente nella stanza dove è stato ucciso? Dove è stato strangolato? E che rappresenta… nella stessa stanza… nella stessa stanza c’era mio padre, c’era Giuseppe Greco Scarpa, e… Geraci… Giuseppe… siamo… Gambino… Antonio Geraci, forse Filippo… no, io mi ricordo se è rimasto fuori… cioè assieme a loro… è venuto con noi… non mi ricordo il ruolo di Filippo Nania. E quindi lo hanno fatto loro… non l’ho visto letteralmente che lo stanno… lo… lo ha… che lo ha fatto. Senta, quel giorno era presente… lei ha fatto riferimento a determinati nomi, in determinati soggetti… era presente anche Maniscalco… che di Maggio… non l’aveva mai accusato, e lei lo ricorda come presente… a prescindere dal fatto che ricorda che di Maggio… la aveva accusato… neppure… leva ha parlato… sì… ha detto… sì… le aveva fatto riferimento a Maniscalco Giuseppe… intanto Giuseppe e Giovanni Motisi… e che erano abbastanza robusti, e forse hanno pensato… se non ricordo male… a Cannella che era pure una persona robusta, e quindi ci hanno pensato subito loro per strangolare. Senta, dopo che il vostro padre… dopo che suo padre vi ha dato la disposizione di sbrigarvi… con riferimento agli altri tre… cosa è avvenuto? Che è avvenuto… che ripeto… il Maniscalco… il… è il motivo… e qualche altro… hanno stampato… a quest’ora… io… Bernardo Buonmarito… forse autolavaggio… oggi sta previgente… lo ripeto… noioso dire… abbiamo pensato… io ho strangolato a Michele Micalizzi… Micalizzi… ora c’è l’altro Cannella… Giuseppe Agrigento, Salvatore Lazio… non mi ricordo… cioè comunque… tu subito… ci siamo dati da fare… poi è entrato pure il Antonino Geraci… subito le abbiamo strangolati. Quindi in quel frangente… quante persone sono state uccise complessivamente in quel momento? Quattro persone: il Riccobono più tre accompagnatori. Sì, accompagnatore… per ripetere… chi è stato ucciso? Quindi oltre il Riccobono Rosario… Cannella e Savoca… e non si rappresenta… io l’avevo visto per la prima volta… non mi ricordo il nome di battesimo. Senta, immediatamente dopo questo quadruplice strangolamento, cosa è avvenuto? Lei cosa ricorda? Dopodiché ci avevamo già premonite dell’acido, e subito pensiamo di andarli a immettere… sempre in due… flussi d’acido vicino al torrente che si trova alle spalle di questo caseggiato… per poi… quando sarebbero sciolti… avremmo buttato tutto nel torrente per fare meno fatica… dopo… dopo tempo… dopo tempo è successo che questo… questi bidoni… l’acido… dopo un’oretta, una mezz’oretta… quello che era… cioè questi bidoni di pace con quei colpi dentro… non… non ribolleva… cioè non… non faceva effetto… vuoi perché la temperatura era bassa, vuoi perché eravamo incompetenti e avevamo messo i fusti proprio per venire naturalmente dove ci passava l’acqua. Quindi raffreddare il materiale che aveva bisogno di calorie. Quindi abbiamo dovuto… abbiamo dovuto, diciamo, operare un pochettino per poter arrivare a fare partire questo acido. Dopodiché abbiamo… sento che c’è questo problema… adesso può darsi che la mancanza d’aria… abbiamo preso a di Maggio di andare da un certo Ficarrotta, il nostro compaesano, elettricista… l’elettricista… team di subito… sono arrivato indietro a lei… come fa a dire che le auto sono state lasciate a Punta Raisi? Perché credo… se non ricordo male… sono stato identica di maggiorana via di andare a lasciare la tipo… che come se questi sarebbero partiti per chissà dove… c’erano andati e ha accompagnato le famiglie. E allora il di Maggio venne incaricato per il reperimento di ulteriore acido. Quando torno da Punta Raisi… dopo che tornava Punta Raisi… sotto questo problema… si incaricò di andare a recuperare questo acido. Senta, chi accompagnò il di Maggio a Dammusi dopo che questi aveva lasciato l’autovettura che lui conduceva a Punta Raisi? Con quale autovettura sono tornati? Con la Volvo… di chi era? Di Filippo Nania. Quando Tornò con il Geraci e con il di Maggio… restò sul posto e quindi partecipò… era presente anche quando arrivò lo Scaglione o andò via subito il Nania? No, quando arrivò… nella compagnia di Maggio… subito dopo non c’era più bisogno di loro, hanno salutato e se ne sono andati. A chi si riferisce usando il plurale, oltre all’anima? Chi è che se n’è andata? Se ne andò anche nei Geraci… il vecchio… nel frattempo la giornata si era rimessa al bello… continuava a piovere? No, quasi tutta la giornata fu questo… più originale… in maniera soffice… senza questi bidoni che nei quali vennero… questi fusti nei quali vengono infilati… quattro cadaveri… quanti erano complessivamente i bidoni? Due, e quindi furono infilati due cadaveri in ciascun fusto? Sì. Chi si occupò della… di spogliare i cadaveri? Ma quelli che eravamo rimasti poi là… io… Agrigento… la Lazio… appena dopo… un marito… mio cugino Vito Brusca… mio zio Mario… Giuseppe Agrigento… Genovesi Giovanni… Genovese Salvatore… che avevo… non avevo menzionato poco fa… Maniscalco… quelli che non ci siamo andati un po’ da fare tutti… senza questi fusti… lei ha detto… mi pare di avere… così… capito… furono messi sul retro rispetto a questo caseggiato… a uno… conferma… sì. Il posto dove furono postati questi fusti era all’aperto o era sotto al chiuso? Noi fusti erano posizionati all’aperto, c’è vicino proprio al torrente. Tanto è vero che il torrente… essendo che è più vicinava… l’acqua ingrossava e andava a toccare i fusti, e quindi… e quindi non faceva ribollire l’acido, e li abbiamo dovuti risalire un pochettino verso… verso il terreno. Senta, ma a questo punto dove furono collocati questi fusti con dentro due cadaveri ciascuno? Per ciascun fusto era visibile dalla pubblica via… dalla via? Sì, no… completamente in campagna totale, cioè alle spalle del caseggiato, all’interno della proprietà. A distanza di quanto tempo dall’inizio di questo dissolvimento di cadaveri vi siete accorti che quel giorno questa operazione di squagliamento non andava bene? Ci siamo accorti perché con l’esperienza di Riccobono e di… di Inzerillo e di Maggio era avvenuta nell’arco di tre ore, due ore e mezzo… quello che era… e qua ancora era passato un’ora e mezzo e non prendeva spunto. Quindi siamo andati subito al riparo. Dice lei… l’immagine… è andata a prendere dell’altro acido. Dopo quanto è arrivato il di Maggio con l’altro acido che avete… immagino… fatto versato nei fusti? Ma guardi… in un paio d’ore… che ha dovuto andare da… musica… a San Giuseppe Jato… sono andati a Palermo con il furgone… quindi… perso un’ora e mezza, due ore. Quando è arrivato lo Scaglione… le ha fatto riferimento al fatto che poi arrivò lo Scaglione… il di Maggio era già tornato da Palermo con l’ulteriore acido. Quando arrivò di Maggio con la torre dell’acido… Giacalone si trovava pure dentro il fusto… dentro l’immagine… non ha visto niente dello Scaglione, però ha visto e sapeva… sempre con chi è arrivato lo Scaglione da Palermo? Con Raffaele Ganci. Ma chi era questo Scaglione? Intanto come si chiamava? Taglione… copia… Salvatore Scaglione, detto il Pugile. Allora era il rappresentante della famiglia della Noce, e quindi arrivò con chi? Con Raffaele Ganci. Raffaele Ganci era all’epoca della stessa famiglia… per fare una mangiata. Verso che ora arrivarono a Dammusi Raffaele Ganci e Salvatore Scaglione? Un tono… le 11, 11 e mezzo… questo prima di mezzogiorno. Perché venne eliminato quel giorno subito dopo a Rosario Riccobono anche Salvatore Scaglione, il Pugile? Perché anche… costruire… ritenuto vicino ai cosiddetti scappati… quello che so io… poi c’era pure… fossimo a calcio… problema di… Asti… però è particolare… non lo so. In particolar modo perché ha ritenuto vicino alle bontà che Inzerillo… Badalamenti… a questo gruppo… quindi ritenuti inaffidabile. E perché lo Scaglione… c’è un attimo soltanto… è presidente… mi scusi… io sono l’avvocato D’Agostino… vorrei chiedere… siccome Agrigento Giuseppe sapeva che Vincenzo Giuseppe è stato nominato un difensore d’ufficio che ora non… non vedo più… vorrei chiedere col suo permesso di essere nominato io adesso l’ufficio per Agrigento Giuseppe in maniera tale da potermi eventualmente… insomma… prendere parte anche per lui al processo… può avere domande? Eventualmente fai il conto esame… chi è che era stato designato… vediamo un attimo… D’Agostino venne nominato per Agrigento Giuseppe… presidente… scusi… quale difensore… stesso sesso… analogo discorso per Buonmarito Bernardo… io adesso… sostituito… lavorato… Mormino… siccome sono arrivato pochi minuti dopo l’apertura del verbale di udienza… se mi può nominare… ma tutti però per la verità… per Buonmarito… per Buonmarito abbiamo già nominato un difensore… e chi è questo difensore? Ero… e non lo possiamo fare… eventualmente la domanda… da portare… avvocato Toscano dello studio… e quindi conosce la posizione… poi se dobbiamo fare… [Applauso] l’ufficio in sostituzione di… ma non quale sostituto del difensore di fiducia… perché il sostituto deve essere accompagnato… deve produrre una delega… è una prassi presidente che nei processi ufficialmente di congratulata… sarebbe a… non lo dice alla legge… sarebbe auspicabile… in conformità della legge che i difensori designassero di sostituti… presidente… abbiamo preso atto che l’avvocato Raffaele Restivo si è assentato ed è stato armonizzata alla circostanza… credo che sia necessario per tutti i colori… quali l’avvocato Raffaele Restivo era stato nominato difensore di ufficio e per gli assistiti dell’avvocato Restivo è necessario procedere alla sostituzione con la nomina di un difensore di ufficio… spenta per favore… trovato… dov’è l’assistente? E allora tutti quelli che erano assistiti dalla guerra estiva hanno bisogno di essere sostituito perché non c’è più… di essere… di avere un difensore… chi sono questi? Vabbè presidente… se non ritiene… può fare una sostituzione per tutti con la nomina di altro tipo… mettiamo l’avvocato Giovanni Di Benedetto… se posso essere nominata d’ufficio per Galatolo Vincenzo per cui era già stato nominato l’avvocato Restivo… sono una collega di studio dell’avvocato di Peri… e allora ci mettiamo l’avvocato Vella per Pergola Vincenzo… e ci mettiamo l’avvocato Vella per tutti… allora per quelli che aveva difeso quello destino… ci vogliamo mettere… a questo punto venne l’avvocato Vella… viene designato quale sostituto dell’avvocato Restivo per tutti gli imputati in essi compensi della tua Vincenzo che risultavano assistiti da… dall’avvocato Raffaele Restivo… fermo restando la nomina… avvocato per… per Agrigento Giuseppe dall’avvocato D’Agostino… andiamo avanti… e Brusca… le stavamo domandando… le stavo domandando notizie e in ordine a Buscemi Salvatore… la ragione per le quali lo stesso è stato ucciso… lei l’aveva già risposto… Scaglione Salvatore… le stavo chiedendo altresì… e poi lei è stato… perché il… l’omicidio di Scaglione Salvatore è stato ritardato rispetto a quello di… Bontade Stefano e Inzerillo Salvatore… atteso che le ragioni sono identiche… ripeto quello che so io… no… erano un po’ diverse di quelli di Rosario Riccobono… in quel… quando si è deciso di… levare… ha deciso pure… persero… ricco… per… Scaglione… in particolar modo… io sono… questo motivo che è ritenuto vicino anche lui a Stefano… mandate… forse si lamentava… però i particolari… non lo so… è Brusca… vuoi mettere… inserisco… al Presidente… della… buona domanda… Scaglione… che ruolo rivestiva nell’ambito di Cosa Nostra? Aveva detto… ed è venuto quel giorno in compagnia del Ganci Raffaele che era della famiglia della Noce… poi il ruolo… il ruolo di Scaglione nell’ambito della… rappresentante della famiglia della Noce… rappresentante della famiglia… sente… in quell’anno e mezzo dalla morte dello Inzerillo e del Bontade, e poi la eliminazione del Rosario Riccobono e dello Scaglione… lo Scaglione venne aggregato… fece parte… si può… fece parte del gruppo dei Corleonesi all’estero… dica… fino alla sua morte… fino alla sua morte… partecipò… ne al gruppo dei Corleonesi nel senso del gruppo vincente e manifestò… dette prova concreta che era persona a vostra disposizione del gruppo… De Vincenti… dei Corleonesi… guardi… i particolari non riconosco perché questo è un rapporto con Raffaele Ganci… con i Ganci e con Giuseppe Giacomo… ripeta… particolare non… non glielo so dire… quando lo Scaglione arrivò a Dammusi quella mattina del 30 novembre ‘82… lei era presente? Sì. Cosa avvenne al suo arrivo? Avvenne che Salvatore Scaglione assieme a Raffaele Ganci sono arrivati… sono scesi con la scusa di salutare, ma subito… arrivo era pure armato… subito l’abbiamo preso… l’abbiamo strangolato. Chi ha partecipato alla strangolamento di Salvatore Scaglione? Ma c’ero io… Raffaele Ganci… c’era Giovanni Motisi… non c’era più… c’era Giuseppe Maniscalco… Giuseppe Agrigento… mio cugino Vito… Bernardo Buonmarito… quelli che eravamo rimasti… non c’era più bisogno di quella forza che eravamo all’inizio. Lei poc’anzi ha parlato del fatto che avrebbe… il suo ruolo quel giorno è stato anche quello di mettersi in contatto con i soggetti che erano rimasti a Palermo… ha fatto riferimento a un contatto telefonico con Madonia Antonino… vi è stato poi questo contatto telefonico? Sì, ne ho telefonato… gli ho detto… qua è tutto ok… non mi ricordo le parole precise… comunque il significato… questo… e poi loro a Palermo da questo… da questo input hanno fatto tutta una serie di omicidi, scomparse… senza… lei quando ha telefonato a Madonia Antonino… intanto da dove ha telefonato? Se non ricordo male telefonai dalla proprietà del professore Troya, ma può essere pure dal posto pubblico di San Giuseppe Jato. E dove ha telefonato a Palermo? E di chi è questo Gammicchia Gomme? Questo esercizio di chi era? Perché lei era una persona vicino ai Madonia, però credo che normalmente… a che vedere con loro… ci hai regalato… in particolar modo loro era come punto di riferimento… mi ha dato quel numero… io li chiamavo… la legna… rispetto… mi aspettava Nino… subito… Nino… quando mi ha sentito gli ho detto le parole convenzionate… dopodiché loro hanno agito. Quindi il Madonia era da Gammicchia Gomme che aspettava questa sua telefonata? Sì, concordata precedentemente… e hanno agito. Lei ha fatto riferimento a scomparsa e omicidi… sa esattamente che cosa poi avvenne a Palermo dopo questo suo input? Nell’arco della giornata sono stati… per quelle persone nella zona dell’Acquasanta… sospendiamo… a questo punto l’avvocato D’Agostino praticamente esercita la funzione sostituto processuale… si revoca l’anomina dell’avvocato Arnone di ufficio che era stato nominato perché evidentemente l’avvocato D’Agostino ed è venuto dopo… va bene… problemi di ordine tecnico… di verbale… pubblico ministero… riprende la sua domanda… presidente… scusi… non volevo interrompere… pubblico ministero… sempre… per quanto attiene il problema delle nomine dei difensori del signor Buonmarito… voleva la parola… un secondo se possibile… presidente… e parli più forte… pomeriggio… buonasera… avvocato Di Benedetto… e metto l’avvocato Toscano… a questo punto abbiamo fatto verbale… Di Benedetto e nomina di fiducia… l’avvocato Toscano… l’avvocato Toscano e quindi raggiunta dal nome dell’avvocato… amore… mio… difendiamo… l’esame… giusto… stavamo… le stavo facendo domande in ordine a ciò che avvenne a Palermo a seguito della sua telefonata a Madonia Antonino che si trovava ad attendere questa telefonata presso l’esercizio che… cammina… gomme… cosa avvenne a Palermo? Lei ha parlato di scomparse ed omicidi… a lei cosa risulta in concreto? So che hanno… hanno strangolato alcune persone… nel senso che le hanno fatte sparire… col sistemarlo bianco… e poi possiamo… sciolta dall’acido… e poi nella… nel primo pomeriggio… non so precisamente… lo so perché mi sono detto… e poi perché l’ho saputo anche perché è stato anche pubblicato… hanno tentato di uccidere il fratello di… introduce… mega… Calice… San Michele Micalizzi ed altri in un bar nella traversa di Viale Libertà… si ricorda come si chiamava questo bar? Singapore… dovrebbe essere… senza questa sparatoria in questo bar che lei ricorda che è avvenuta nel primo pomeriggio di quel 30 novembre… quale… chi era il reale obiettivo? Però ripeto… non era… non è una persona che io conoscevo… quindi non lo so… preciso… se c’erano altri… proprio i bersagli non erano così… io non conoscevo bene tutti gli elementi… e tra le persone che quel giorno vennero fatte sparire… e quindi poi lei ha detto… sparire… nel senso… strangolata e squagliate nell’acido… ricorda qualche nome? Le fu fatto qualche nome? Conosceva qualcuno? Mi ricordo qualcuno… si chiamava Messere… lo chiamavano il Messere… qualcuno che apparteneva pure… Michele Izzi… poi c’erano tante altre persone… che delle… dell’Acquasanta… insomma… andare… ripeto che apparteneva alla famiglia di… Saro Riccobono… ma si trattava… tutte queste persone che vennero uccise quel 30 novembre… stiamo parlando di uomini d’onore? Giusto? Sì, tutti uomini d’onore. Ma di quali… a meno che io sappia… poi non so se ce n’era qualcuno che non apparteneva… Cosa Nostra. Ma di quali famiglie erano questi uomini d’onore uccisi quel giorno? In particolar modo… Tommaso Natale… cioè San Lorenzo… quindi la famiglia di… il mandamento di Saro Riccobono… lei ebbe… vai a sapere… quante persone oltre le cinque uccise a Dammusi vennero uccise quel giorno? Quante complessivamente persone sono… quanti uomini non ne sono stati uccisi quel giorno? Ma forse… 14, 15, 16… non le posso dire con precisione… di solito c’è stato il commento che è quel giorno fu… come so dire… abbiamo superato gli Americani… tipo la strage di San Valentino… cioè quindi sono stati… sono stati stimolati… ripeto… tantissime persone… cioè strangolamenti e uccisioni… ma con chi commentaste che quel giorno avevate superato gli esami e aveva salvato e superato gli americani? Ma in particolar modo questa fattoria… poi capitavo qualche altro… ma in particolar modo con Salvatore… lei ricorda… dopo che furono squagliati i cadaveri… che cosa… cosa avviene… dopo che i cadaveri vengono dissolti nei fusti… noi li abbiamo buttati… per quello che accompagnava… noi l’abbiamo buttata nel torrente… e di solito rimanevano i denti o qualche pezzettino di bacino… ma c’era… quando si… e quando no… ma di solito i denti… che poi si… si prendeva… si buttavano… pure… scusi un attimo… Brusca… un attimo… le fa qualche domanda… con riferimento agli episodi che abbiamo già trattato, cioè agli omicidi di Riccobono Rosario e di Scaglione Salvatore… ma forse anche di Rosario… Scaglione e Scaglione Salvatore… il collega pubblico ministero dottor Musso… passo la parola… quindi… buongiorno Brusca… sono il dottor Musso… mi sente? Sì… buongiorno dottore… senta… rapidamente alcune domande che mi vengono da fare… soprattutto sulla partecipazione di singole persone… magari presidente… spero di non sovrappormi con cose già detto… ma è evidente che quando il dichiarante faceva quell’elenco veloce di nomi… magari il singolo può essere sfuggito… io ritengo che però sia doveroso ripresare… però partendo da una considerazione… magari… cioè da una domanda… magari utile per la Corte d’Assise che è a Corte Popolare… lei ha detto che in riferimento alla giornata del 30/11/1981… poi vi era stato il commento per il quale avevate superato… 82… scusi… un 30/11/82… vi è stato il commento per il quale in quella giornata nella quale vi erano stati tutti questi omicidi… appunto erano state uccise più persone di quanto non avessero fatto gli Americani nella notte di San Valentino… ma questo commento cosa voleva dire? Era un commento… eravate stati più bravi… eravate migliori?… era una notte… era una nota di merito o di demerito? Presidente… opposizione… non si capisce… presidente… avvocato Di Benedetto… posizione… alla domanda si chiede un opinione… presidente… cosa voleva dire questo raffronto con gli americani… in questi termini… della domanda… va a posto… cosa volevo dire questo confronto con gli americani… Brusca… che avevamo superato… non mi ricordo… quantomeno… quanto mi hanno fatto gli Americani… per lo meno non lo so… con precisione… a conoscenza… abbiamo superato… perché gli americani forse ne avevano fatto… non lo so… 12, 13, 14, 11… non lo so… quanto ne avevamo fatto… e lo avevamo superato… in quanto si faceva il conto quel giorno di 15, 16, 17… però ripeto… io so solo di quelli che sono stati uccisi a San Giuseppe Jato e poi quelli che ho saputo dopo… quanti a Palermo sono stati uccisi… non lo so… e voleva dire che eravate…
Stati più bravi, era stata più brava Cosa Nostra di Palermo rispetto a Cosa Nostra americana. Presidente, aveva invitato di formulare la domanda: devo tornare indietro all'omicidio di Scaglione. Lei, rispondendo al collega, brusca, ha dichiarato che Di Maggio non c'era nel momento in cui arrivava e rapidamente veniva ucciso Scaglione. Però, mi pare – se non mi sono annotato male – e lei ha anche detto che Di Maggio sapeva, era informato, per andare a ricimolare e a comprare l'acido. Di quando è tornato, ha trovato… perché sapeva. Come fa lei a dire che sapeva che doveva arrivare un'altra persona? Perché si aspettava tutti, come tutti gli altri che dovevamo compiere questo progetto di morte. Ha finito, perché nel senso sapevo che doveva arrivare Raffaele Ganci con Scaglione. Forse lui non si ricordava il nome, che non l'aveva mai visto, ma sapevo che doveva venire Raffaele Ganci con un'altra persona. Sì, che aspettavamo una ragazza con un'altra persona.
Senta, in riferimento a questi strangolamenti, lei ha fatto riferimento a Maniscalco Giuseppe. Sa dire… Maniscalco Giuseppe, lei l'ha già dato come presente. Sa dire, in particolare, quale ruolo ebbe? Cioè, fu un esecutore materiale degli strangolamenti? Era nelle stanze dove venivano gli strangolamenti, oppure di copertura? Non lo so. Dica lei che ha fatto Maniscalco Giuseppe, per quanto ne sa lei. No, maestro, ancora fu operativo nello strangolamento assieme a me, e ripeto: non voglio confondere, stavo con un pennello. Comunque, uno dei due era uno più robusto, più grande. Lui pensò… questo robusto, perché è una persona più… cioè più, più, più fisicamente robusta. E per quanto riguarda invece se l’omicidio di Scaglione, lei sa collocare il Maniscalco pure presente? Era là? Questo l'ha detto. Volevo dirle se volevo domandarle di dire alla Corte se lei ricorda dove era Scaglione, cioè tra coloro i quali materialmente strangolavano Scaglione o no.
Se si ricordano, dottor Mozzi… eravamo sette, otto, nove persone. Tutti, bene o male, che mettevo una mano, che metteva un'altra mano… non glielo so dire, la molla… tutti i presenti. Non c'è bisogno di tutta questa forza, e ognuno faceva la sua parte. Però, in particolare… però, in particolare, Maniscalco, che persona era? Voglio dire, fisicamente molto robusto o no? Affidamento, perché era uno dei più robusti in quanto giovani, quindi era più, più fisicamente… in maniera… era una persona molto forte, molto alto e ben messo. Sì, alto, robusto come me, messo… e credo che potesse… voleva sapere… non imputato. Praticamente quello che sono il frutto di proprio sensazioni, di percezione o di valutazione. Se nella logica che è una persona che viene aggredita può anche reagire. Se si chiede… praticamente se si dice… se si paventava… evidentemente senza… ci sono delle situazioni di fatto che può descrivere. Altrimenti, pubblico ministero, perché rimanga al verbale, potrebbe essere frutto di sensazione dell'imputato. Va bene, andiamo avanti.
Come veniva soprannominato lo Scaglione? Il pugile. E perché veniva soprannominato così? Perché lui, credo, da ragazzo faceva questa attività, attività pugilistica, attività sportiva, e quindi era una persona che era agile, c’è abbastanza attivo e poteva reagire a qualsiasi evenienza. Tanto… tanto è vero che era armato, ed era una persona fisicamente… ce lo descriva. Era una persona anche lui robusta. Lei ha detto agile, ma se era alto, magro, grasso… dica. Alto, senza pancia, però praticamente ben messo, c’è fisicamente ben messo. Tanto… pubblico ministero… di Scaglione… di Scaglione… prima, presidente, abbiamo parlato degli esecutori dello strangolamento, Maniscalco che il dichiarante sta dicendo essere stato alto, atletico, robusto, pesante. E così pure anche lo Scaglione, era dalla stessa stanza, sta dicendo più o meno, mi pare di capire. Sì, poi faremo la differenza. Il Riccobono aveva un po' di pancia, dello Scaglione invece era a me piatto, c'è una persona che fa… credo anche se era un po' anziana, anziana… 50 anni fa anche attività fisica, c’è attività sportiva. Sta parlando di Scaglione? Sì. Senta, abbiamo parlato delle corporature di Scaglione e di Maniscalco. Dica, lei è parente di Brusca Giuseppe? Sì, mio zio. Qual è la corporatura di Brusca Giuseppe? Diciamo che è un po' più alto, quanto mai in Scacco… un po' più alto di Maniscalco, o un po' più simile a quella di Maniscalco? Solo quelle giovani, quelle vecchie… diciamo oggi, 50 anni, 60 anni, 55. Quindi anche Brusca Giuseppe è persona forte, robusta come Maniscalco? Sì, mio zio, sì.
Senta, se non mi inganno, lei Brusca Giuseppe non lo ha citato. Però appunto, l'ho già premesso prima anche per la Corte, è possibile che non sia riuscito a segnarmi tutti i nomi. Però mi pare che lei Brusca Giuseppe non lo abbia messo in questo fatti qui, dall’omicidio precedente di Riccobono, Micalizzica nella Savoca e quello immediatamente successivo di Scaglione Salvatore. Mi inganno, ho notato male o ho notato giusto? Sì. E allora devo domandarle: come mai non lo ha menzionato? Non c'era, praticamente… questa posizione… la ricetta… se il presidente… posso, avvocato… presidente, la rigettato… non ritiene che vi sia una domanda suggestiva, perché ha parlato di Brusca Giuseppe, gli ha chiesto a chiarimento se ha partecipato a questi fatti… non vedo in che cosa possa essere suggestiva. Poi una domanda… non è la prima volta che il presidente con domande di questo genere le pone, perché non ritiene suggestive… non è… potrebbe essere anche una plastica virtuale del presidente. Anzi, fa chiarezza, perché lo stesso imputato… oppure una volta, in altre occasioni ha detto: “Non ricordo se c’era una Nina Filippo”. Forse sì, forse che no… non vedo perché si deve creare una paratia, una saracinesca. Con riferimento alla domanda che tende a chiarire una situazione, anche perché poi non è che la dichiarazione dell’imputato è decisiva per l’affermazione della sua responsabilità, della responsabilità dell’altro. Quindi facciamo questa domanda. Brusca Giuseppe è imputato di questi tre, di questi… di questi fatti… ehm… per la Corte rammento che Brusca Giuseppe risponde del capo di cui al… degli omicidi di cui al capo 26. Non c'è bisogno che lei rammenti quali sono i capi, perché il decreto di citazione… perché lo verifichiamo noi, poi ne siamo a conoscenza. Comunque alla domanda… va bene, grazie. La domanda che pongo a Brusca è a Brusca Giovanni, e sì suo… il suo parente… poi ora non mi ricordo nemmeno più se zio o… era presente Brusca Giuseppe? Io non me lo ricordo, come gli ho detto sempre in precedenza, non… non c'era. L'ho detto 40 secondi… senta, Brusca… lei dice che Brusca Giuseppe non c'era. In grado di escluderlo? Lei non lo ricorda? O esclude che ci fosse? Guardi, è mio zio, fratello di mia madre, ma lo ricorderei bene e non ho problemi a poterlo nominare, come li ho nominato come uomini d'onore.
E senta, come può spiegare la circostanza per la quale invece Di Maggio e Maniscalco lo collocano tra i presenti, e Maniscalco addirittura insieme a lui tra coloro i quali hanno strangolato Scaglione Salvatore? Proprio in forza della sua statura fisica… [Musica] che si possono porre a un imputato… lui… lui risponde per quello di cui a conoscenza. Sì, presidente, praticamente a commentare… qual è il pensiero di altri imputati che lo hanno accusato… non ho… un cane accusato… lui qui… la domanda verte su una terza persona diversa dall’imputato e diversa… il pubblico ministero tendeva a chiarire… come è possibile… cioè se sa spiegare, quindi la domanda era questa: se sa spiegare come mai tre persone… tre persone che erano presenti, presidente, però se mi sta a sentire, la prego… erano presenti tre persone: c’era Brusca, c’era Di Maggio e c’era Maniscalco. Due di loro dicono che… che Brusca Giuseppe c’era, e ne collocano in particolare il Maniscalco con precisione, e anche dando la ragionevolezza di questa spiegazione, la presenza di questa terza persona, Brusca Giuseppe… dico Brusca Giovanni… come spiega che altri due lo ricordano? E il presidente non vede come mai si possa porre una domanda in questi termini, perché si chiedono all’imputato come mai lui affermi che praticamente alcuni di non avere visto Brusca Giuseppe, e gli chiedo come mai gli altri affermano di averlo visto. Ci sono queste due dichiarazioni che saranno bilanciate poiché… nel confronto, presidente… magari da 507, presidente. Ma allora posso… domando Brusca Giovanni… dica alla Corte se vi era una dislocazione di persone, per esempio alcune di copertura fuori casa, altri più distante, altre più vicine, per cui è possibile che lei non abbia visto tutti i partecipanti? Oppure… sicuramente lei ha visto, ha potuto vedere tutti i partecipanti. Opposizione… presidente… ha suggerito dei ruoli, delle attività che non aveva… che non aveva detto il Brusca. Comunque, siccome questa domanda è attenta la situazione di fatto… per contratto in busta con i terremoti… il presidente… questa domanda la pone con riferimento alla dislocazione, praticamente… in cui c’è… dire al luogo dove erano sistemati gli autori della strage. E allora dove, praticamente, avvenire i fatti… riferisca… si prende la mano in parte dentro la camera, c’è dentro la stanza a destra, in parte nel… nella sala giochi… e sala giochi… sala giochi, sala pranzo… e qualcuno fuori, ma non mi ricordo di uscire in particolar modo… la Salvatore e Giuseppe Agrigento. Non mi ricordo se c’era qualche altro, però le animazioni erano questi… quelli fuori vengono dopo un marito… non mi ricordo altre persone… poi tutti gli altri eravamo tutti dentro. È una domanda che si potrebbe porre con riferimento a quello che ha detto lei… potrei anche inserirla io… Brusca Giuseppe… dove si trovava… assolutamente che ci fosse… lo era… conferma. Io lo posso dire… scrivere con i 101%, possa avermi magari un cattivo ricordo, ma io non me lo ricordo, signor presidente. Sì, per domandarle… Brusca… lei ricorda se Brusca Giuseppe… dunque, intanto forse preliminare è la domanda se Brusca Giuseppe era o meno uomo d'onore… l'ha già detto… ha già risposto… ha già risposto. Allora noi diamo per acquisito che era uomo d'onore, e la domanda è: lei ricorda che ha detto se fosse uomo d'onore chi… Brusca Giuseppe… la domanda va a posto, ma ne ha parlato che non lo ripete così… andiamo avanti… andiamo… l'avevo detto che era uomo… la famiglia di San Giuseppe Jato… e lei sa dire alla Corte quando è stato affiliato? No, non lo so dire. So che aveva… anche se erano cognati… con un cattivo… o un cattivo… come si dice… avevano qualche piccolo gesto con mio padre, per motivi familiari, per motivi di interesse, c’è qualche piccolo problema, però era stato affiliato da molto tempo, però non so quanto… scusiamo… ha detto da molto tempo prima di me, sicuramente. Però non so quando… sei stato combinato all'estero… di essere stato affiliato nel '75-'76, se non mi incazzo… e quindi… quindi… scusi… al momento dell’omicidio, degli omicidi di cui ci stiamo occupando, Brusca Giuseppe era già affiliato da parecchio tempo… ci sono… ma visto che hanno partecipato a queste azioni, a questi omicidi del 30/11/1982, molti se non quasi tutti i componenti della famiglia di San Giuseppe Jato, proprio perché era un'azione straordinaria che veniva quel giorno lì a San Giuseppe Jato… com’è possibile che Brusca Giuseppe non ci fosse? Presidente, l'imputato ha già risposto e sarebbe ripetitivo. Insiste a dire come è possibile… questa è una domanda… questo solo che vedrai il pubblico ministero… solo chiedere alla difesa… solo che darà la corte… grazie. È chiaro. Cerco buon marito, perché questo sono gli imputati… Brusca è… presidente… prima io non mi ricordo se lo ha menzionato o meno… devo precisare su Agrigento Gregorio… lei ha menzionato Agrigento Gregorio? C'era? Non c'era? No, me la vedo adesso in fase preliminare… vi ho detto… stiamo parlando adesso… Brusca e davanti alla Corte oggi non l'ho menzionato perché non me lo ricordo, e anzi le dico che hai cominciato a rigore proprio non c'era, ma mancavano altri due componenti della famiglia… Giuseppe… io non mi ricordo se lei ha menzionato Agrigento Giuseppe. No, io non ho menzionato neanche Agrigento Giuseppe… in agricoltura Agrigento… quindi sono uomini d'onore… ma che dentro Giuseppe c'era… il fatto che non ha menzionato Agrigento Giuseppe c'era… ah ecco… ah ecco… scusi… può precisare… quindi lei non lo ha menzionato, però adesso chiarisce… in che senso scusi… Brusca sono due fratelli Agrigento, uno Giuseppe, uno Gregorio… Giuseppe c'era… Gregorio no… perfetto… cioè lei ricorda la presenza di Agrigento Giuseppe? Sì… abbia pazienza… io spero di non essere ripetitivo, ma ora non mi chiedo più… scusa… lei ha già citato a buon marito Bernardo, o comunque… alla domanda è: c’era, non c’era buon marito Bernardo ai fatti del 30/11… senta… e Genovese Salvatore lo ha citato? Lei ricorda la presenza di Genovese Salvatore e Genovesi Giovanni? Grazie. Invece questo… per quanto riguarda gli esecutori, cioè le persone presenti… mi corre invece l’obbligo di tornare un po’ indietro… credo che il collega le abbia già fatto delle domande invece sulla commissione… no, assolutamente… sì, io non so se il collega l’ha già mandato, ma in quel periodo era in funzione una commissione. Sì, la commissione era in funzione, però credo che non sia stata possibile attuarla, perché si dovevano uccidere proprio… capitano benissimo… e allora non c'è… mi viene fatto da domandarle… lei sa se Provenzano Bernardo ha partecipato alla decisione di uccidere questi vertici di Cosa Nostra palermitana? Guardi, se devo dire un mio parere… sì, però io non l’ho visto… non lo so… sei stato informato… come ha detto Brusca… si è presente… io non lo so… sarei stato informato e neanche l’ho visto il giorno in cui sono successi questi fatti. Però… potreste pure che si stanno informato… per esempio quando futi di Calogero Di Maggio inserito… era presente… ha preso pure la decisione… lei sa se… sa dire alla Corte se Farinella Giuseppe partecipò alla decisione di uccidere queste persone? Non lo so dire… non glielo so dire. Può dire alla Corte Farinella Giuseppe chi era? Farinella Giuseppe, capo mandamento della famiglia di San Mauro Castelverde. Mentre invece mi sono dimenticato di farlo prima questa domanda… Bernardo Provenzano chi era? Uomo d'onore della famiglia di Corleone, e Riina Salvatore che invece ha già citato abbondantemente prima… chi era? Capo mandamento della famiglia di Corleone. Lei sa dire alla Corte se alla commissione, per quanto ne sa lei… in quel periodo ci riferiamo al… 82… per Corleone partecipava solo Riina Salvatore o anche… e anche Provenzano Bernardo? Guardi… tutto mosso… io gli ho detto il capo mandamento era uno… non lo so se Salvatore informato a lui… a tutti gli altri… non l’ho visto e non ce lo posso dire se ne sapeva o meno qualcosa… Salvatore lì è abbastanza autorevole, però non li uso dire se lo informavo o meno… gli ho detto… io ho visto quando fu di Calogero inserirlo… sempre a conoscenza, però non lo so… ecco. Ma allora mi viene fatto di domandarle se lei è inutile domandarglielo… allora certamente non partecipava alle commissioni, però magari le è successo di accompagnare qualcuno… suo padre… le è mai successo… non di partecipare, ma di assistere esternamente… in quel periodo intendo dire… all’arrivo, al riunirsi della commissione… guardi… quando fu l’eliminazione di Rosario Riccobono prima e Scaglione poi… quella mattina c’erano Tonino Giuseppe, Calò Matteo, Montesi Salvatore, Riina Bennato, Brusca… questi qua li ho visti e quindi saranno da conoscenza… c’era Giuseppe Greco… scarpa… quindi Michele Greco… nera… pure quella era una riunione… quindi quella era una riunione di commissione… Brusca… ci… opposizione… presidente… i Brusco non aveva detto che era una riunione di commissione… che era presente questi soggetti… il pubblico ministero domanda se quella era una riunione di commissione… presidente… Brusca… sì, signor presidente. Con riferimento a questi fatti che si sono verificati a San Giuseppe Jato, visto che lei ha descritto una serie di soggetti che vengono additati con le componenti della commissione… e allora di fatto ha chiesto il pubblico ministero… quella fu una riunione di commissione oppure no? Per quello che lei ne sa… non secondo il suo avviso… oppure fu una coincidenza di la presenza di queste persone? Non lo so… era stato organizzato la dimensione di queste persone… tutti erano… tutti presenti… non credo che si sia riunita, o perlomeno non tutti, perché il problema era di eliminare due… Cavino andamento… quindi non credo si vanno a avvertire i capi comandamento… per se gli altri ne erano avvertito… questo non lo so… come regalo doveva esserlo, però si parlava di uomini d’onore… in quel momento eravamo in fase di guerra, che tra virgolette di Cosa Nostra… non si sapevano chi erano i doppi giochisti o meno… quindi io non l’ho gestita questa cosa… può darsi che magari le azioni… informati… però regola… le regole… poi si sono cominciate a rispettare prima e dopo… però ci sarà un momento che non lo so se… se veniva attuati a tutti o meno… sia presente… io gli dico quello che ho visto è quello che ho saputo di più… non posso dire… sa dire Brusca… mi sente? Sì… sa dire alla Corte se in quel periodo… stiamo parlando della fine… lo rammento sempre a me stesso… della fine del 1982… Madonia Francesco… avevano… non aveva un andamento… chi era Madonia Francesco? Era capomendamento di Resuttana, e partecipava il figlio… quindi io non l’ho visto mai, però credo che ne fosse a conoscenza di tutto quello che si doveva fare, perché Antonino Madonia era sempre in attivo, era sempre presente in tutto e per tutto. Greco Michele chi era? E il capo… capo mandamento… dice… Aculli partecipava alla commissione in quel periodo, e fu quando si decise la morte di inserirlo Santo e di Calogero Di Maggio… era presente, quindi ritengo pure che sia stato informato… per il resto però siamo sempre alla… io non lo so… non ho visto… c’è stata una commissione… non ho partecipato a questa riunione, però non escludo che si sia stata… lei ha già parlato di Brusca Bernardo, suo padre, come partecipe… quindi anche nel ruolo di esecutore materiale degli omicidi sui quali si è diffuso prima… si sono diffuse prima alle domande del collega, ma però ha detto che in quel periodo il capo della famiglia, rappresentante della famiglia di San Giuseppe Jato, quindi il capo del relativo mandamento era un’altra persona che andava veniva dall’America Latina. Sì, lei sa dire se in quel… lei sa dire se in quel periodo, e cioè in particolare appunto nel novembre dell’82, quella persona era in America Latina oppure era presente? Quindi chi è che partecipava alle… a rappresentare la volontà della famiglia del mandamento di San Giuseppe Jato? Bernardo Brusca, mio padre… che poi si è scoperto che Antonino Salamone erano di quelli che faceva il doppio gioco, quindi è stato… era estromessa da queste decisioni. Senta, lei davanti alla Corte oggi, se ho notato bene, ha citato numerose volte Calò Giuseppe. Potrebbe dire alla Corte chi era costui? Capo mandamento di Porta Nuova o Palermo centro. Come viene chiamato in quella sua qualità? Il Calò Giuseppe partecipava o meno all’organismo appunto chiamato commissione provinciale di Cosa Nostra? Per quello che so io sì… era una figura… una di quelli che era disegnata a morire, cioè da parte di inserirlo di bontà. Ora, mentre dimatoria abbiamo parlato… dica alla Corte chi era Bono Giuseppe… anche di questo soggetto ha già riferito… ha già richiamato il nome numerose volte oggi. Però potrebbe precisare la carica che aveva, se ne è a conoscenza. Veramente non l’ho nominato, però posso nominarlo ora… c’è Bono Giuseppe… allora era capo mandamento di Bolognetta… Bono Giuseppe… credo che abbandonò il ruolo 86-88, a questo periodo… e in quel periodo Bono Giuseppe veniva spesso a San Giuseppe Jato per incontrarsi con mio padre, per prendere delle ordini… con ordino… per lo meno discutevano spesso… veniva accompagnato da Mario… da… in questo momento non mi ricordo… di nuovo con un altro uomo… [Musica]