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36 cose che avrei voluto sapere a 25 anni

Marco Montemagno18:11

Transcription

36 cose che avrei voluto sapere a 18 anni, 20 anni, 25 anni che arrivato a 53 anni mi sembra che siano ovvie, ma veramente avrei voluto saperle prima. Cicatrici sulla pelle, offerte gratis in questo video. Partiamo.

Scegli i problemi che ti piace avere. Non esiste la vita senza problemi. Un periodo sono andato in Australia pensando, ecco, vedi, sono qua a Brom, sulla spiaggia di Brom, non faccio un cazzo tutto il giorno. Che vita meravigliosa. Dopo un po' ti fai due palle così. È un po' la differenza tra stare sul divano a guardare Netflix che dopo un po' dici "Mamma mia che noia!" dipende poi dalla serie, dal film oppure ti fai la scalata sulla montagna che è una fatica bestia, però poi che vista c'hai?

Sei una comparsa nel film degli altri. Quando ho iniziato a parlare in pubblico, a fare un po' di eventi, mi ricordo che ero super preoccupato del giudizio delle altre persone e pensavo sempre, "Oh, vedi, hanno notato questo, hanno notato quest'altro". In realtà ti rendi conto che a nessuno frega niente degli altri, gli frega solo di se stessi. C'è questa sorta di spotlight effect, così si usa dire, dove pensi di avere l'occhio di bue puntato su di te, ma nella maggior parte dei casi la gente non nota quello che fai, non si ricorda di di quello che fai, ti crei delle menate inutili quando invece vai dritto per la tua strada e ricordati che cosa interessa alle persone o al tuo cliente finale, se stesso. E per darti un'idea, Bel, ho ancora gente che mi incontra e dopo 20 anni su YouTube di di onorata, carriera, spero onorata, mi chiedono: "Davvero giocavi a ping pong?". Sì, guarda, giocava a ping pong, l'ho detto soltanto per 20 anni in tutti i video.

Se ho a che fare con qualcuno, voglio sempre che abbia la cosiddetta skin in the game, la pelle nel gioco. Ciadotto non mangiare mai da un cuoco che si rifiuta di assaggiare i propri piatti. Beh, con il dubbio, se non lo assaggi tu, preferisco non assaggiarlo neanche io il tuo piatino.

La mappa non è il territorio, classica frasetta minchia motivazionale che però è vera. È un po' come andare in giro in macchina per Roma, dove ho vissuto un anno e mezzo della mia vita, e seguire pedissquamente il GPS. A quel punto, se tu guardi sullo schermo, col fatto che ogni 2 minuti i sensi unici cambiano e vengono inventati da dai miei amici romani in modo creativo, tu ti schianti. La cosa migliore è sempre tenere gli occhi sulla strada.

Ascolta per capire e non per rispondere o per aver ragione. Sai quante volte mi è successo di avere un cliente che nei primi 5 minuti mi ha detto esattamente quello di cui aveva bisogno, quanto avrebbe speso, tutto vita, morte e miracoli. Io però avevo già il mio piano in testa, avevo già la mia rispostina pronta da dare, avevo già tutto il mio film fatto e non l'ho neanche ascoltato. E invece a volte devi solo fermarti lì. Respiro e ascolta. Ascolta.

Saper dire no è un grande superpotere. In fondo, se tu dici di sì a tutto è sempre un casino. Se ti piace, capito? Il pane raffermo e ti abboffi di pane raffermo, poi non c'è spazio per la ragosta. Questo od dire sta cagata.

La fiducia è un materiale molto delicato, è di vetro. Appena sbagli qualche cosa, pum, ti bruci la fiducia dopo anni e anni che sei stato dietro magari a fare tutto meravigliosamente bene. Basta una piccola imprecisione, un errore, una bugia che hai detto, quello che a quel punto crolla la fiducia, va sempre gestita con grande delicatezza e non va mai data per scontata.

Il denominatore comune sei tu. Sai quante volte sento gente che si lamenta, dice "Ecco, continua a cambiare lavoro e poi sono andato qua, non ha funzionato e poi questo non ha funzionato e questo non ha funzionato". O magari il problema sei tu. Se ogni volta che vai in un posto senti puzza di merda, magari datti una controllatina alle scarpe.

Lo stipendio fisso. La dico quella sullo stipendio fisso. Ok? Allora, facciamo così. Per quelli che adesso sentiranno questa frase che sono dei dipendenti contro cui non ho assolutamente nulla, l'ho detto in miliardi di video, ma che si innervosiscono questa frase, andranno nei commenti a insultarmi, andate, adesso vi do 5 secondi, vai a commentare. Aspetto qua. Ok, fatto. Lo stipendio fisso è morfina. È un po' come la coperta calda in mezzo alla neve, cioè sei nella neve con la tua copertina calda, ti sembra, capito che sei tutto bello a posto, ma fa un freddo bestia. Ecco, quella roba lì è una morfina da gestire con attenzione. Va benissimo lo stipendio fisso nel momento in cui hai delle tue ambizioni, hai bisogno di quel passaggio lì, però poi uno si ferma, si ferma e per quella sicurezza o presunta sicurezza fine mese rinuncia magari ai propri sogni e le proprie ambizioni se ce li ha. Se invece è felice così sono contento per te. Avanti tutta.

Scommetti sempre sul lungo termine, appena sposti l'orizzonte temporale del tuo ragionamento da "Ecco, ma io entro domani vorrei a oh, come sono messo tra 5 anni, tra 10 anni, cambia tutto. Cose che ti sembravano impossibile diventano molto più facili. D'altronde, come che si dice, l'erba cresce in pochi giorni, ma la quercia cresce in diversi anni. Tu vuoi essere erba o quercia?" Non ho detto "Vuoi fumarti l'erba". No, ho detto voglio ho detto ho detto vuoi essere erba o vuoi essere quercia.

Il movimento non è necessariamente progresso. Il fatto che magari sei continuamente impegnato non significa che stai migliorando, stai progredendo. È un po' come la sedia dondolo, cioè hai presente? Dondola si muove ma non va da nessuna parte.

La fortuna è un gioco di volumi, serve un po' di culo nella vita, però un aiutino glielo puoi dare se fai tante scommesse. Immagina di voler fare dei contenuti sui social, se fai un video all'anno, ok, magari ti ti ti va virale o vamo virale o magari no, se ne fai 100 al giorno, prima o poi ne vorrei azziccare uno.

Ecco, non costruire su terreni in affitto. Questa è un'altra che mi tengo a mente. gli anni con tutte queste piattaforme digitali ho capito quanto se tu costruisci tutta la tua carriera o il tuo business su una piattaforma da un giorno all'altro ti possono sfrattare un po' come costruire la villa nel nel giardino del vicino. Questo dice, "vabbè, il giardino è mio, fuori i coglioni". E negli anni è successo un sacco di volte che magari su Twitter, io mi ricordo all'inizio tutti gli sviluppatori avevano fatto delle app, poi Twitter da un giorno all'altro ha chiuso i bocchettoni e tu hai avuto intere aziende che hanno chiuso da un giorno all'altro. Quindi molta attenzione, ci dobbiamo in un qualche modo convivere, dobbiamo passare da tutte queste piattaforme, ma ricordiamoci e mi devo sempre ricordare che non sono nostre e possono cambiare da un secondo all'alcio.

Fatti pagare per il problema, non per l'orologio. O, come dice Naval, fatti pagare per il tuo cervello, non per il tuo tempo. Quella roba lì è un po' come quando arriva il fabbro, capito? Cio abbiamo avuto un problema l'altro giorno, arriva il fabbro, dà un'occhiata, picchia giù una legnata. Apre, hai capito la serratura, eh, 600 pound porca paletta, ci hai messo 10 secondi lui non ti sta facendo pagare per il tempo, per l'orologio, ti sta facendo pagare perché lui sa dove va dato il colpo esatto. Fabbro, mestiere incredibile. Ci sono fabbro in ascolto. Ecco, vuoi insultare anche tu, Fabbro? Vai nei commenti.

Assumi lentamente, licenzia velocemente. Questa me la metto dentro uguale, per quanto in Italia sia impossibile farlo e anche qua in Inghilterra dove vivo io ormai da 15-1 anni non è come gli Stati Uniti, però la razio è giusta, cioè cerca di prendere decisioni, monti velocemente, rapidamente, tutte quelle che non sono catastrofali come conseguenze nel nel nell'attività di ogni giorno. Quando c'è qualche cosa che non funziona o quando c'è una persona che chiaramente non funziona, prima esci da quella situazione, prima ti togli dalla collaborazione con quella persona e meglio è. Quando invece aspetti non va mai bene.

Se sei gratis la merce sei tu. Questo vale sui social e vale in generale sempre. È un po' come capito, il vitello che lo ingrassano bene, gli danno a mangiare, a dormire e lui dice "Ah, una vita straordinaria". Il problema è che quando poi si va a cena lui non è l'ospite, è la cena.

La disciplina batte la motivazione 100 ogni giorno. La motivazione va su e giù. Un giorno sei motivato, un giorno no. Almeno io, poi magari tu sei motivato ogni giorno. Per me è molto difficile. Invece la disciplina una volta che stabilisci magari una procedura, un'abitudine, quella va avanti a prescindere sempre e comunque troppo più facile.

Questa, come potremmo dire proteggi dopamina. Se tu parti guardando il cellulare inizi a scolorare TikTok, Instagram e la mamma di Goldi Social, poi sei fritto completamente. Alle 11:00 hai già dato. Se invece ti tieni lontano da quella roba lì e proteggi il tuo cervello sin dall'inizio, a quel punto sei molto più produttivo. Questo è un memo soprattutto per me stesso e che spesso infrango. E lo vedi qual è il problema delle lezioni imparate che a volte tu le hai capite ma magari non riesci a applicarle. Ecco, su questa mi devo applicare di più.

C' l'invidia è l'ulcera dell'anima, ma è anche un GPS. Se sei invidioso di qualcuno, magari è un GPS, una direzione di quello che tu veramente vorresti, eh, o come vorresti essere. Quindi, al posto di provare a tirar giù qualcuno, prova a costruire. Tu sai l'esempio di Gary Visul? Costruire il grattacielo più grande e come si fa? Beh, o costruisci quello più grande o tiri giù quello degli altri. Ecco, proviamo a concentrarci su costruire quello più grande e lasciamo perdere il tiramento di di giù dei grateli altrui.

Ecco, meglio essere il pesce grosso nello stagno che il plankcton nell'oceano. Questa è, secondo me, un'altra notizia importante. Al posto di provare a essere per tutti, che tanto non sei mai per tutti, se sei per tutti sei per nessuno, direbbe Z Godin, è meglio provare a prendere tuo settore e ognuno ha settori più o meno grandi, no? Le nicchie possono anche essere gigantesche, però è molto più facile dominare un settore preciso che cercare di essere tutto in tutto.

La complessità include la fragilità. Questo è un aspetto da ricordare. Se tu metti su sistemi super complessi, mega funnel di acquisizioni incredibili, mega procedure se allora questo come quest'altro mamma mia, appena qualcosa va storto burla giù tutto. Invece l'idea è quello di essere più clessidra. Ecco, una clessidra rispetto a un orologio che c'ha 150 miliardi di meccanismi. Clessidra va sempre avanti, non si rompe mai, ce l'hai qui e tra 50 anni è ancora lì a clessidrare. Più clessidra per tutti.

Il bias di conferma è un bastardo. Questo è uno dei problemi principali, questo cercare sempre conferma rispetto a quello in cui già credi. E allora io magari credo che la mia startup farà un successo pazzesco e tutte le notizie che confermano quella mia teoria mi convincono ancora di più e completamente ignoro e non guardo i segnali. L'ho fatto spesso questo, non ho guardato segnali che mi dicevano evidentemente che sto facendo una cazzata cosmica. Erano lì, devo soltanto guardarli, però è un po' la sindrome del tifoso di calcio. Ce l'hai presente? Che quando l'altra squadra fa i falli, hai visto? Fai fli, bastardi. Quando la tua squadra fa i falli, no, però questo non era fallo. E no, se è fallo per lui era fallo anche per te, zio.

Il rancore è veleno che bevi tu. Ce l'hai presente quando si dice che il rancore è come bere veleno e questo vale anche per per l'invidia? È come o la gelosia, è come bere veleno e sperare che muoia l'altro. Ecco, il rancore è una roba assurda. A volte ce l'hai con una persona e tu fai una vita di merda, c'è la gastrita tutto il giorno e lui bellista e Caraibi a divertirsi.

Gestisci l'energia, non il tempo. Questa è una dritta che mi ha dato tempo fa un mio amico, anni fa un mio amico, che oggettivamente è talmente banale quanto è assolutamente straordinariamente utile. Perché se tu pigli a bastonato un albero per tirarlo giù per 4 ore, complimenti, ma magari ti metti lì con un'ascia super affilata per 10 minuti è un risultato migliore. è un problema di energia, è quella che devo controllare al posto di dire, ecco, ho dedicato 8 ore a studiare, 8 ore a fare sta roba. Sì, ma quanta energia c'hai messo? E l'hai messa nel modo giusto? Magari no, magari sì.

Il sonno è fondamentale, domina su tutto. Io arrivo da una generazione dove l'idea di dormire era quasi una roba per pigri. L'idea era che lavoro, non ho bisogno di dormire, ho dormito solo due ore per notte, che fenomeno che sei. Questa era l'idea e oggi ci rendiamo conto con tutti gli studi che ci sono che invece il sonno è assolutamente fondamentale. Fondamentale. Immagina di avere cellulare al 5% di batteria con lo schermo un po' tutto mezzo scuro tutto il giorno. Ecco, il tuo cervello se non dormi funziona così. Quasi quasi va a farmi una dormita, no? Perché abbiamo ancora altri cinque punti.

Il tempo, porca paletta, non si ristampa. Questi, sai, c'hai 53 anni, inizi a vedere gli amici in giro, c'è quello che crepa, quello che c'ha l'infarto, dici "Mamma mia, viviamo veramente 5 minuti". E questo uno se lo dimentica e fa grande confusione perché baratta, no, il suo tempo per i soldi in continuazione, però pensaci, i soldi sono come l'energia rinnovabile, no? Se si rinnovano si possono rinnovare, almeno per alcuni non si rinnovano mai, però sono potenzialmente rinnovabili. Il tempo invece è una risorsa fossile. Una volta che la bruci quella lì le andà disconnettersi.

È il nuovo status symbol. Arriviamo ormai da decenni di connessione totale, siamo spinti a essere sempre connessi. Invece quelli che si possono disconnettere completamente come Clintwood, quando una volta Bradley Cooper lo chiama e risponde alla segretaria, dice "Guarda, Clint è in vacanza e dice "Vabbè, gli puoi lasciare il messaggio?" No, non so dove sia, non è contattabile. Fine della storia. Quando riappare, riappare. Ecco, questo è il nuovo status symbol. D'altronde, se ci pensi in un ristorante quando fai così arriva il cameriere, ma e invece padrone ristorante non è che se lo chiami arriva, magari non è neanche ristorante, no? Gestisce meglio il suo tempo in teoria. Poi a dire la verità la vita dei ristoratori è una vita d'inferno. Avete tutto il mio supporto, un applauso perché una fatica una fatica bestia.

All'ovvio l'intelligenza artificiale, ne diciamo una sull'intelligenza artificiale, ce ne sono tante di cose che ho capito sull'AI in questi ultimi anni. Direi che la più importante è che ruba il lavoro a chi non la usa. È molto semplice. Paragone più semplice che puoi fare è che l'automobile non ha ucciso il viaggio, non ha tolto, cancellato il concetto di viaggio, ha tolto e cancellato il concetto di viaggiare su un cavallo. È molto diverso.

Prova sempre a decidere tu che cosa è abbastanza. Numero uno, tu sei abbastanza, no? Perché alla fine dei conti, perché c'è sempre bisogno di essere qualcos'altro? Tu sei abbastanza, ovviamente con le tue ambizioni, le tue voglia di fare, però noi siamo abbastanza. E poi ci deve essere un momento in cui metti un paletto e dici "Ok, questo è abbastanza perché sennò c'è sempre di più". "Uh, hai vinto il torneo regionale, eh, però adesso vediamo se riesci a vincere nazionali". Ha vinto il torneo nazionale, però adesso vediamo se vince interbastanza. Come dice la zia di Yoda, chi ha sete continuerà a bere, chi non ha sete è libero.

Il fatturato è vanità, la cassa è realtà. Questa è un mio amico e ogni volta c'è fatturato is vanity. Is vanity. C'ha ragione. In altre parole, puoi avere anche il garage pieno di Ferrari Lamborghini, ma se poi non c'hai i soldi per la benzina, resti a piedi come tutti gli altri.

Per i prossimi 10 anni la lezione più importante è imparare a imparare. Tu sei lì a nuotare, non sai nuotare e ti basi sul fatto di essere un fenomeno a aggrapparti ai sassi. Nel momento in cui l'acqua sale anneghi. Se invece sai nuotare nuoti. Comunque qua è la stessa cosa. Noi dobbiamo imparare a imparare, essere pronti, passare da uno strumento a un altro strumento, da un'attività a un'altra attività. Questa è la caratteristica che siamo costretti a sviluppare, che uno lo voglia o meno, però questo è un fatto da tenere sempre a mente.

Le relazioni, le relazioni vere sono inefficienti, per definizione. Quando vedo questi post di sti fu guru che dicono ecco perché io ho ottimizzato la mia relazione alle 6:15 del mattino ci alziamo, abbiamo 10 minuti di meditazione osservando il sole, poi alle 6:25 facciamo questo, poi abbiamo deciso di prendere questo, questo, quest'altro, così ottimizziamo il tempo. Non funzionano così. Non c'è Roi della relazione, non è un foglio Excel, cazzo. È una relazione imperfetta, imprevedibile con i suoi alti e bassi. A volte va bene, a volte va male, però è una meraviglia così. Se a uno non gli piace la relazione con un umano che si compri una lavatrice.

Il fisico presenta sempre il conto, che non è il fisico Rovelli, il fisico, il corpo presenta sempre il conto, forse più precisa a dirla così. D'altronde se tu tratti il tuo corpo come un'auto a noleggio e a quel punto non dura molto. Se invece la tratti, capito? Come una Ferrari d'epoca e la continui a manutenere, stai attento, ti dura tutta una vita e qua è la stessa cosa. Però uno se lo dimentica spesso.

Prima di aggiungere togli. Al posto di aggiungere, aggiungere, aggiungere, ecco, ma che cosa mi serve? No, no, togli, togli le cose che non funzionano, togli le cose che non vanno. Se c'hai la stanza che è piena di spazzatura, non è che compri l'armadio nuovo, prima butti via la spazzatura. Testa, testa.

Le aspettative sono la nonna, bisnonna, la mamma di tutte le frustrazioni. Ogni volta che in un progetto io mi sono messo l'impegno ossessionato a cercare di ottenere più risultati possibili e magari avevo dei collaboratori che non mettevano il mio stesso impegno, ma anche perché non erano i fondatori del progetto, erano semplicemente il passaggio ed erano stati o assunti o collaboravano per per fare delle attività specifiche. Io però ero sempre super frustrato perché dicevo ecco, ma perché non tutti non ci sbattiamo, siamo tutti una grande famiglia. sulla stessa barca, queste cagate qua. No, ero giovane, stupido e ingenuo e hai continue frustrazioni dovute a delle aspettative che sono assurde. Se cambi l'aspettativa, vedi che cambia tutto il resto. È come dire, se mi aspetto che i miei due gattini abbaino poi sono incazzato perché non lo fanno. Il problema non è dei miei due gatti, il problema è mio.

Questa era la mia lista della spesa. Dimmi la tua nei commenti.