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Questo è il video delle piogge acide. Per capire cosa significa piogge acide, è necessario conoscere il significato di pH. Il pH rappresenta il valore dell'acidità di una sostanza e la sua scala ha valori che vanno da zero (massima acidità) a 14 (massima basicità).
Esempio: l'acqua pura è circa 7, quindi praticamente neutra. La mela è 3.4, quindi piuttosto acida. Se dico punto, qualcuno dice il succo di pomodoro 4.3, quindi entrambi piuttosto acidi. Se andiamo verso la parte alta della scala, avremo, per esempio, l'ammoniaca a 11.5, quindi valori di pH molto alti, basicità molto alta. Sempre presente che questa scala è logaritmica, perciò ogni valore è 10 volte più grande del precedente.
Normalmente la pioggia ha un pH di circa 5.6, quindi leggermente acido. Ma in alcuni casi, e ora andremo a vedere quando, può raggiungere dei valori prossimi al pH 4, quindi piuttosto acido. Talmente acido che può essere letale per la maggior parte dei pesci, per esempio.
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Come si formano le piogge acide? Qual è il meccanismo che c'è alla base? Ovviamente semplificheremo il tutto. Il fenomeno dell'acidificazione della pioggia è legato principalmente alle emissioni di due gas nell'atmosfera: l'anidride solforosa (SO2) e ossidi di azoto (NO2). Questi gas, una volta in atmosfera, si ritroveranno a contatto con il vapor acqueo, con l'acqua, sintetizzando molto a contatto con l'acqua. Questi gas producono acidi. Prendendo il caso del SO2, cioè dell'anidride solforosa, quando a contatto con l'acqua, dopo una serie di reazioni chimiche, produce H2SO4, cioè acido solforico. Analogamente, il biossido di azoto con l'acqua forma acido nitrico. Concettualmente non è complicato. Le piogge acide sono generate da gas che, combinandosi con l'acqua nell'atmosfera, danno vita ad acidi che a loro volta, ricadendo al suolo attraverso le precipitazioni, danno vita alle famose piogge acide. Quindi, più gas verranno generati, ovviamente, più le piogge saranno potenzialmente acide.
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Ora la domanda che ci si pone a questo punto è: quanto di questi gas è prodotto naturalmente e quanto è prodotto da noi? La risposta non è proprio immediata, perché quantificare queste cose a scala globale è una parola, non è uno scherzo. Per darvi un'idea, però, vi riporto uno dei più recenti studi di Greenpeace. Nel 2019, per il diossido di zolfo, suggerisce un contributo del 60% antropico e del 40% naturale. Vi lascio il link in descrizione. Mentre per il biossido di azoto, si stima una percentuale variabile tra il 50% e il 20% di antropico. Quindi, come vi rendete conto, sono fette molto ampie. Proprio perché è complicato quantificare questi valori, in questo caso i dati disponibili sono del centro di ricerca UNICAR degli Stati Uniti.
In questo punto ci chiediamo: quali sono le sorgenti antropiche di questi gas? Prendiamo prima in conto le CO2. Relativamente all'apporto antropico, il diossido di zolfo presente in atmosfera si forma principalmente tramite la combustione del carbone. Questo meccanismo è responsabile di circa il 65% del totale, mentre un 20% circa deriva dalla combustione del petrolio e dei suoi derivati. Greenpeace CREA, cioè il Center of Research on Energy and Air, hanno eseguito dei report nel 2019 per valutare quali siano i paesi che producono più SO2. In questo momento, al primo posto troviamo, indovinate un po', l'India, che da sola è responsabile del 21% del totale. Al secondo e terzo posto, invece, ci sono rispettivamente la Russia e la Cina.
Non tutta la colpa, però, va data alla razza umana. Sì, siamo brutti e cattivi, però non siamo gli unici. Nel sopra citato studio del Greenpeace, viene evidenziato come l'attività vulcanica del 2018, pensate, sia responsabile a livello globale di circa il 40% del totale delle emissioni di SO2. Invece, relativamente al biossido di azoto, così come per le SO2, anche nel caso degli ossidi di azoto, parte della produzione globale è legata proprio a fenomeni naturali come eruzioni vulcaniche e materia vegetale in decomposizione. Facendo un confronto numerico, secondo il centro di ricerca UNICAR, si stima che in natura, pensate, si producono annualmente tra le 20 e 90 milioni di tonnellate di ossidi di azoto. Il contributo antropico è stimato a circa 24 milioni di tonnellate.
Ora, la più importante differenza tra emissioni naturali e antropiche, sapete dove sta? Sta nel fatto che i prodotti naturali sono distribuiti in maniera piuttosto omogenea nell'atmosfera, mentre quelli antropici restano per lo più confinati nelle aree industriali e urbane dalle quali provengono.
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Quali sono gli effetti delle piogge acide sull'uomo e sull'ambiente? Beh, gli effetti delle piogge acide si osservano maggiormente sull'ambiente, specialmente in contesti acquatici, perché? Perché c'è un abbassamento del pH. E nelle foreste c'è un impoverimento del suolo. Anche i nostri monumenti vengono danneggiati dalle loro effetto. Mentre noi, per fortuna, non subiamo danni diretti. Quindi per noi, insomma, non ci sono tanti problemi. Le piogge acide, infatti, non sono corrosive per il nostro corpo. Se, quindi, un giorno, per esempio, dimentichiamo l'ombrello, ci bagniamo con una pioggia acida, possiamo stare tranquilli, non ci succede nulla. Il pericolo può essere presente nel momento in cui una persona con problemi respiratori viene a contatto con lo smog, con i gas. Beh, questo potrebbe peggiorare la situazione. Non lo sappiamo. La cosa importante da tenere a mente è che la pioggia acida in sé non ha ripercussioni dirette sulla nostra salute. Al contrario, in un contesto naturale, i danni sono parecchi. E tra tutti gli ambienti acquatici sono sicuramente più colpiti. Come accennato in precedenza, i valori di pH così bassi sono insostenibili per la vita della maggior parte dei pesci. Quindi i danni ci sono. Anche le piante, i boschi, le foreste non vanno d'accordo con la pioggia acida, perché? Perché questa dissolve i nutrienti del terreno, come calcio e magnesio, e di conseguenza gli alberi fanno fatica a nutrirsi. Anche i nostri edifici soffrono le piogge acide. Se abbiamo costruzioni in marmo, per esempio, l'acidità delle piogge riuscirà a consumare gli strati superficiali. Pensate che negli ultimi trent'anni, il marmo del Partenone si è corroso più rapidamente di quanto non abbia fatto negli ultimi venticinque secoli.
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Ultima domanda: dove sono concentrate le piogge acide? Vista la consistente fetta di contributo antropico sul totale delle emissioni di SO2 e NO2, possiamo intuire come, in linea di massima, le aree più industrializzate siano interessate da fenomeni di pioggia acida. Non a caso, ad esempio, la zona nord-orientale degli Stati Uniti è una delle più colpite, così come la parte sud-orientale della Cina e l'Europa centro-orientale.
Abbiamo finito per oggi. Vi do appuntamento al prossimo video. Io sono Andrea, queste sono le scelte della terra nella vita. In questi giorni dice one.
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