📱

Get Our Mobile App

Take your business learning on the go!

Download on the App StoreGet it on Google Play

SECONDA GUERRA MONDIALE. Parte II (le fasi centrali)

Fulvia L.13:36

Transcription

Ciotti e benvenuti nella prima parte del video. Trovate il link nella descrizione. Ho spiegato le cause che provocarono lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale. Ora invece vi racconterò le fasi più importanti del conflitto.

Eravamo arrivati alla conquista della Polonia. La notizia dell'invasione fece il giro del mondo e fu accolta con grande angoscia. Si cercò una soluzione diplomatica, ma Hitler rifiutò qualsiasi tipo di accordo. Purtroppo, la Seconda Guerra Mondiale era ormai inevitabile ed era anche inevitabile che si formassero delle coalizioni.

Siamo nel 1939. Ha inizio il secondo conflitto mondiale. La Gran Bretagna si alleò alla Francia, mentre, come prevedibile, l'Italia si sarebbe schierata al fianco della Germania di Hitler e Mussolini tramite il Patto d'Acciaio. Sarà mantenuta neutrale. Sarebbe dovuto intervenire immediatamente solo se la Germania fosse stata attaccata, ma non era questo il caso.

Il 10 giugno del 1940, data molto importante, si affacciò dal balcone di Piazza Venezia a Roma e, davanti a una folla oceanica, informò il popolo che l'Italia era in guerra al fianco di Hitler. "Con patente di terra, di mare e dell'aria, un'ora segnata dal destino, fatte e cielo della nostra patria." Noi eravamo del tutto impreparate. I nostri fucili erano antiquati, risalivano alla Prima Guerra Mondiale e persino i carri armati venivano definiti "scatole di sardine" perché erano troppo leggeri, inadeguati. Mussolini era convinto che la guerra sarebbe durata pochissimo e che allearsi con Hitler sarebbe stata una garanzia di vittoria.

Puntò a un bersaglio facile: l'Albania. Ma per nostra impreparazione militare e per l'intervento anche degli inglesi, noi perdemmo la guerra. Poi allora ripiegò su un altro bersaglio facile: la Grecia. Sempre stata amica dell'Italia, e stavolta fu costretta a intervenire Hitler, che mandò delle truppe naziste a occupare la Grecia al posto nostro. L'Italia è dunque uscita sconfitta tutte e due le volte e perse persino tutte le colonie che aveva in Africa.

Il prossimo passo del Führer puntava all'occupazione della Francia. Ma per evitare che gli stati vicini potessero intervenire in suo aiuto per difenderla, diede l'ordine di conquistare l'Olanda, il Lussemburgo e il Belgio e di entrare così in Francia. La Francia del nord era ormai conquistata dai nazisti, ma erano ancora tanti francesi, guidati dal generale Charles de Gaulle, che gridavano vendetta.

Intanto, il 4 giugno del 1940, Hitler entrò trionfante a Parigi. Qua c'è da dire una cosa: i tecnici francesi, pur di non permettere al Führer di salire sulla Torre Eiffel, disattivarono gli ascensori con la scusa che, per colpa della guerra, era impossibile trovare il pezzo di ricambio e quindi Hitler, se voleva salire, avrebbe dovuto farsi a piedi 1665 scalini. Fu così che il Führer rinunciò. Ma guarda caso, poco dopo la sua partenza da Parigi, gli ascensori ripresero a funzionare.

Alla Gran Bretagna, un'offerta di pace che però rimase senza risposta, perché il Primo Ministro britannico Winston Churchill non prese neanche minimamente in considerazione la possibilità di poter fare accordi con Hitler. Tutti gli inglesi amavano quel loro ministro, un uomo particolare, noto per il sicuro, il sigaro perennemente acceso, per i suoi eccessi con l'alcol, uno stratega eccezionale che progettava i suoi piani restando nel suo letto per giorni interi. Churchill coraggiosamente si rivolse al popolo inglese ed esclamò una frase che è rimasta nella storia: "Non ho altro da offrirvi se non sangue, fatica, lacrime e sudore." Blood. Che, come gli veniva chiesto quale fosse il suo piano, Churchill è restato in silenzio, sorrideva e, sollevando le dita, formava la V di vittoria. Victor. E visto per ciò che mai sarebbe sceso a patti con lui.

Hitler ordinò all'Alto Comando di preparare lo sbarco in Inghilterra, la cosiddetta Operazione Leone Marino. Scopo principale: conquistare il dominio sullo Stretto della Manica. Nell'agosto del 1940, gli aerei tedeschi iniziarono a bombardare senza sosta porti, installazioni militari, fabbriche, città inglesi. Ma l'aviazione britannica, la RAF (Royal Air Force), disponeva di aerei ultramoderni, di gran lunga superiori rispetto a quelli nazisti della Luftwaffe, dal momento che erano equipaggiati con uno strumento tecnologico del tutto innovativo: il radar, capace di intercettare e localizzare tempestivamente gli aerei nemici. La RAF sottopose così la Germania alla durissima perdita di 1.700 aerei. La grande reazione tedesca era stata praticamente completamente distrutta e per la Germania fu un colpo durissimo, la prima battuta d'arresto.

Nel settembre del 1940, il Giappone si alleò alla Germania e all'Italia, dando vita a un patto tripartito, il cosiddetto Asse Roma-Berlino-Tokyo. E le tre capitali, l'imperatore giapponese Hirohito aveva mire espansionistiche come Hitler e Mussolini, ambiva a ottenere la supremazia dell'Estremo Oriente. I tre alleati comunicavano poco e con i notabili imperiali di Tokyo non andarono mai al di là di qualche stretta di mano, di inchini e di saluti romani.

I nazisti, invece, avevano ormai conquistato gran parte dell'Europa, comprese Norvegia e Danimarca, e iniziarono a sfruttare le risorse economiche di tutti gli stati occupati e deportarono molti lavoratori nelle fabbriche in Germania, sottoponendoli a un regime di terrore. Milioni di persone, invece, furono deportate nei campi di concentramento e iniziava il peggiore sterminio di massa della storia dell'umanità: l'Olocausto, che comprendeva anche la Shoah, ossia il genocidio degli ebrei, a cui ho dedicato numerosi video. Lascio il link della spiegazione in descrizione, nel caso qualcuno di voi fosse interessato a saperne di più.

Come ho già spiegato nella prima parte del video, trovate qui sotto il link nella descrizione. Nel '39, Hitler si era spartito la Polonia con Stalin, che aveva firmato un trattato di non aggressione, il cosiddetto Patto Ribbentrop-Molotov. Stalin s'illudeva che la Russia ormai fosse al sicuro, che mai avrebbe subito un attacco da parte dei nazisti, e invece si sbagliava. Hitler ritenne i comunisti russi i suoi peggiori nemici politici e, inoltre, l'Unione Sovietica era ricca di materie prime adatte alla costruzione per la Germania di nuove armi e di aerei.

Nell'estate del 1941, Hitler iniziò così l'Operazione Barbarossa, travolgendo tutte le difese sovietiche. Ci parlavano all'operazione: i tedeschi iniziarono con l'assedio a Leningrado, che resistette valorosamente, anche se stremata dalla fame. Le truppe naziste giunsero poi alle porte di Mosca, adottando brutalità e ferocia. Molti politici dell'Armata Rossa vennero fucilati e pochi sopravvissuti mandati ai campi di concentramento. Ma in questa guerra lampo, il peggior nemico di Hitler non fu Stalin, ma il clima.

L'arrivo delle piogge in Russia ostacolò l'avanzata tedesca, che vide sempre di più sprofondare tutti i suoi carri armati nel fango. Ma le piogge non erano niente in confronto al gelido freddo russo che si stava approssimando. I soldati tedeschi e italiani erano completamente impreparati ad affrontarlo, non erano equipaggiati, le loro divise erano troppo leggere, per niente adatte a quel rigore siberiano di ben 40 gradi sotto zero. I soldati russi erano invece ben coperti, abituati al gelo.

Era il dicembre del '42, quando i russi sferrarono un improvviso attacco ai nazifascisti. Moltissimi non erano più in grado di combattere, morirono per il congelamento e i pochi sopravvissuti nazifascisti mossero in ritirata lungo il fiume Don per non poter morire d'ipotermia. L'Operazione Barbarossa di Hitler si era rivelata un disastroso fallimento.

E fu in quello stesso periodo, parliamo sempre dell'inizio del '43, non si diede per vinto e assediò la città di Stalingrado, simbolo della Russia sovietica, ma anche via d'accesso al petrolio. La città di Stalingrado resistette per mesi con una forza di volontà inaudita che è rimasta nella storia. Riuscì a non arrendersi. Infatti, Stalingrado divenne così il simbolo della resistenza russa ed è lì ebbe inizio la catastrofe per Hitler e Mussolini.

Nel 1941, mentre tedeschi e italiani combattevano in Russia, avveniva qualcosa di sconcertante nel Pacifico. Gli Stati Uniti da qualche anno sopportavano sempre meno l'atteggiamento del Giappone, che con le sue mire espansionistiche preoccupava non poco gli americani. Il Giappone, intanto, doveva risolvere il suo grande problema: la mancanza di materie prime. Non aveva petrolio, né metalli e minerali che erano fondamentali per la sopravvivenza delle sue industrie. Decise allora di dichiarare guerra alla Cina per sottrarre le porti strategici, miniere.

Ma la reazione degli Stati Uniti davanti a questo tentativo di espansione non si fece attendere e, per sfregio, gli americani aumentarono pesantemente il prezzo di vendita del petrolio e della benzina. E i giapponesi, inoltre, con l'Export Control Act, veniva proibito a tutti i principali fornitori di vendere al Giappone minerali, sostanze chimiche e componenti bellici. Il Giappone, senza minerali, senza metalli e armi, non avrebbe mai potuto affrontare una guerra e per mesi e mesi tentò una negoziazione, ma tutto inutile.

Nel frangente, il presidente americano Roosevelt, per evitare l'avanzata giapponese, prese di mira le isole del Pacifico. Decise di spostare la flotta americana nelle isole Hawaii, nel porto di Pearl Harbor. Una mossa che il Giappone vide come una grave minaccia ed ecco l'attacco. Il passo fu breve. L'assalto a sorpresa fu sferrato dalle forze aeree navali giapponesi, guidate dall'ammiraglio Yamamoto, alle prime luci dell'alba del 7 dicembre 1941 e senza aver dichiarato guerra, cosa gravissima. Decollarono dalle portaerei 180 bombardieri e 43 caccia giapponesi, che colpirono per ben 90 minuti la base navale americana di Pearl Harbor, distruggendo 8 corazzate, 250 aerei e uccidendo 3.500 marines americani.

In tutto il mondo, l'atteggiamento scorretto dei nipponici generò nell'opinione pubblica un forte sentimento di rabbia, di odio verso il Giappone, che si era macchiato di quello che il presidente americano Roosevelt definì "il giorno dell'infamia". E a poche ore dall'attacco di Pearl Harbor, il giorno dopo, gli Stati Uniti entrarono in guerra, infliggendo al Giappone durissime sconfitte.

Pubblicherò una terza parte del video. Credevo di poter dire tutto in 20 minuti, ma non è stato così. Le fasi finali della Seconda Guerra Mondiale meritano attenzione. Non posso ridurla a una manciata di minuti. Sarà comunque un video molto breve, però significativo per chi, come me, ama questo periodo storico. Chiedo scusa. Ciao.