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RICONOSCIMENTO dell'ANTIGENE : LINFOCITI B vs LINFOCITI T

Biologia con Giulia9:06

Transcription

Finora ci siamo occupati dell'immunità innata. Abbiamo parlato di infiammazione e di difese antivirali, ed abbiamo cercato di capire i concetti alla base del sistema del complemento.

Passiamo adesso all'immunità adattativa. Concentriamoci sulla risposta immunitaria adattativa. Questa inizia con il riconoscimento degli antigeni da parte dei linfociti. Analizziamo allora le differenze che ci sono nel riconoscimento degli antigeni da parte dei linfociti B e dei linfociti T. Abbiamo già detto più volte che quando ci si deve occupare dei microbi che hanno eluso l'immunità innata, serve una risposta immunitaria più specifica, serve l'immunità adattativa.

Il sistema immunitario adattativo è principalmente costituito dai linfociti che, in un primo step, possiamo classificare linfociti B o linfociti T. Per una trattazione più approfondita sui linfociti, vi rimando alla lezione 172. La risposta immunitaria adattativa inizia con il riconoscimento degli antigeni da parte dei linfociti B o T. Analizziamo le differenze nel riconoscimento dell'antigene da parte di questi due tipi di linfociti.

I linfociti B e i linfociti T, meglio, i recettori per l'antigene espressi dai linfociti B e i recettori per l'antigene espressi dai linfociti T, riconoscono tipi di antigeni diversi. Per farla molto, molto semplice, definiamo amabilmente i recettori per l'antigene dei linfociti B meno schizzinosi e meno pigri rispetto ai recettori per l'antigene dei linfociti T.

I recettori per l'antigene dei linfociti B sono anticorpi di membrana e possono riconoscere un'ampia varietà di molecole, come proteine o frammenti peptidici, ma anche come polisaccaridi, lipidi, acidi nucleici e piccole molecole chimiche. Possono riconoscere sia molecole associate alla superficie di una cellula, sia molecole in forma solubile.

I recettori per l'antigene dei linfociti T, invece, possono riconoscere solamente frammenti peptidici derivanti da antigeni proteici e possono farlo a patto che questi siano presentati loro da molecole specializzate esposte sulla superficie cellulare. Per stare nella semplificazione fatta poco fa, i recettori per l'antigene dei linfociti T sono schizzinosi perché riconoscono solo frammenti peptidici di antigeni proteici, mentre i recettori per l'antigene dei linfociti B lo sono meno perché riconoscono svariati tipi di antigeni. E sono pigri perché riconoscono frammenti peptidici di antigeni proteici solo se questi vengono loro presentati, serviti su un piatto d'argento, mentre i recettori per l'antigene dei linfociti B lo sono meno perché possono riconoscere anche direttamente antigeni solubili.

Partiamo da come riconoscono l'antigene i linfociti B. Il meccanismo di riconoscimento dell'antigene da parte dei linfociti B è abbastanza semplice da capire. I recettori per l'antigene dei linfociti B, lo ripetiamo, sono anticorpi di membrana esposti sulla superficie dei linfociti B, appunto. I siti di legame per l'antigene di questi anticorpi possono accogliere antigeni specifici, antigeni che si adattano bene ad essi. Gli antigeni, per il sito di legame di un dato anticorpo, quindi, si legano ad esso e vengono riconosciuti dal linfocita B che esprime sulla superficie cellulare quel dato anticorpo.

Per i linfociti T, il meccanismo di riconoscimento dell'antigene è più complesso. Un linfocita T riconosce un antigene proteico se questo gli viene presentato sotto forma di frammento peptidico da molecole specializzate e esposte sulla superficie di una cellula. Le molecole specializzate esposte sulla superficie delle cellule sono molecole del complesso maggiore di istocompatibilità o MHC (Major Histocompatibility Complex), molecole di cui parleremo meglio in seguito. Le cellule sulla cui superficie sono espresse le molecole MHC sono cellule che vengono semplicemente chiamate cellule che presentano l'antigene o APC (dall'inglese Antigen Presenting Cells).

Le cellule APC si occupano di entrambi gli step in cui possiamo suddividere il meccanismo altamente specializzato di presentazione dell'antigene: linfociti T riconoscimento, cattura dell'antigene proteico e sua elaborazione in frammenti peptidici, presentazione dell'antigene peptidico ai linfociti T.

Parliamo quindi un po' più nel dettaglio di queste cellule. Realizziamo le cellule che presentano l'antigene. Le principali cellule che presentano l'antigene sono le cellule dendritiche, che essendo efficienti e specializzate per questa funzione, vengono anche definite cellule APC professioniste. Possiamo dividere le cellule dendritiche in cellule dendritiche convenzionali o classiche, che sono la maggior parte di quelle presenti nei tessuti e negli organi linfoidi, e cellule dendritiche plasmacitoidi. Le cellule dendritiche convenzionali si occupano di attivare le risposte dei linfociti T contro la maggior parte degli antigeni. Le cellule dendritiche plasmacitoidi, invece, si occupano dei virus e degli antigeni virali. Svolgono il loro compito nell'immettere 179 e nell'attivazione delle risposte dei linfociti T contro i virus.

Oltre le cellule dendritiche, altri tipi di cellule possono presentare l'antigene ai linfociti T. Quelle principali sono i macrofagi, abbondanti in tutti i tessuti, e i linfociti B. Entrambi questi tipi di cellule APC, sia i macrofagi sia i linfociti B, presentano l'antigene ai linfociti T CD4+ o linfociti T helper. Ma i macrofagi presentano l'antigene ai linfociti T helper nelle risposte immunitarie cellulo-mediate, mentre i linfociti B presentano l'antigene ai linfociti T helper nelle risposte immunitarie umorali.

Sottolineiamo ora un punto importante. Oltre alle cellule specializzate nella presentazione dell'antigene, oltre alle cellule APC, qualunque cellula nucleata può presentare antigeni derivanti da microbi citoplasmatici ai linfociti T CD8+ o linfociti T citotossici.

Bene, dedichiamo il finale di questa lezione al chiarimento di un punto. La presentazione dell'antigene a linfociti T naive, ai linfociti T ingenui, deve necessariamente essere a carico delle cellule APC professioniste, cioè delle cellule dendritiche. Mentre la presentazione dell'antigene ai linfociti T effettori differenziati, sia helper sia citotossici, può essere a carico delle cellule dendritiche, ma può essere a carico anche di altri tipi di cellule APC, come i macrofagi e i linfociti B, o addirittura può essere a carico di una semplice cellula nucleata. Ci siete?

Nelle prossime lezioni approfondiremo il processo di presentazione dell'antigene ai linfociti T. Restate perciò connessi con me e la biologia per continuare a studiare insieme l'immunologia e più in generale tutti gli argomenti che porterò in futuro. Se vi sono stata utile e volete sostenere il mio lavoro, potete farlo semplicemente lasciando un like e un commento a questo video, ma soprattutto, qualora non lo abbiate già fatto, iscrivendovi gratuitamente al canale. Ve ne sarò immensamente grata. Ciao e buono studio a tutti.