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MANOVRA E CONDOTTA 4.2: Ancore e ancoraggi

App Quiz Patente47:35

Transcription

La volta scorsa abbiamo parlato semplicemente dei porti, un po' della pesca. Oggi affrontiamo il protagonista di questo capitolo, che è L'Ancora. Per quanto riguarda all'Ancora e gli ancoraggi, c'è tutto un gergo specifico che dobbiamo scoprire insieme. Proviamoci.

Allora, innanzitutto ci sono dei termini relativi all'ancoraggio: l'ancora speda, L'Ancora fa testa, L'Ancora Ara, scarrozzo. Che cosa significano? Innanzitutto, quando L'Ancora morde il fondale con le sue marre (che dopo studieremo nel dettaglio) e oppone resistenza allo spostamento della nostra unità, si dice che ha fatto testa. Quindi, quando L'Ancora prende, ha fatto testa. Quando invece vogliamo recuperare l'ancora e quindi ci portiamo al di sopra dell'ancora e tiriamo il calumo, questo è un termine che già abbiamo incontrato. Il calumo è l'armatura dell'ancora, è la cima o la catena o cima e catena che collegano la nostra unità all'Ancora. Tirando il calumo, una volta che ci siamo portati sopra all'Ancora, L'Ancora si dice che speda. Fuoriescono le marre dal fondo, principalmente morbido, orbito, sabbioso, fangoso che sia, e riusciamo a recuperarla. Quindi, per recuperare L'Ancora, noi dobbiamo farla spedare.

Il problema, come scopriremo a breve, è quando L'Ancora speda a causa di un cattivo ancoraggio, se avete dato poco calumo, oppure perché il beccheggio della prua della nostra unità risulta eccessivo. E se L'Ancora speda in modo involontario, c'è il rischio che ari sul fondo e noi con la nostra unità. Fate attenzione: scarrozzo, scarrozzo con la z, doppia z, non scarroccio. Lo scarroccio è quel movimento che subiamo in navigazione a causa dell'effetto del vento sull'opera morta. Scarrozzo, quando L'Ancora non fa testa, quando L'Ancora sedata e ancora sul fondo e noi ci spostiamo, si dice che scarrozzato.

Ma passiamo adesso ad analizzare gli elementi fondamentali della classica ancora. Insieme dobbiamo studiare. Questa è un'ancora assolutamente in disuso. Forse oggi la trovate fuori ai porti, fuori alle capitanerie di Porto, come elemento d'arredo, va bene pure sulla scrivania. Questa è L'Ancora ammiragliato, è un'ancora disuso perché è caratterizzata da questo elemento trasversale che si chiama il ceppo. Croce e delizia di quest'ancora, perché il ceppo fondamentalmente serve a far posizionare in modo corretto L'Ancora sul fondo, a fare in modo che faccia testa al meglio. Però il problema del ceppo è che molto spesso rimane armato, non si disarma, rimane armato anche in fase di recupero e avendo un'estensione anche importante, potrebbe andare a sbattere contro la chiglia producendo danni. Oggi, per ovvi motivi di spazio sulle nostre unità, questa ancora non viene utilizzata. Però comunque è importante, comunque la dobbiamo prendere a riferimento per tutte le altre, perché poi i nomi che ritroveremo in questa, li ritroveremo anche in tutte le altre ancore.

Vi stavo dicendo che questo è il ceppo, mentre l'anello super dove andremo a legare il calumo, questo si chiama la cicala, cicala e non grillo. Poi abbiamo il fuso o anche chiamato fusto dell'ancora. Alla base del fuso abbiamo la parte più importante, o meglio quella più pesante, che si chiama il diamante. Il diamante svolge un ruolo fondamentale perché si deve tirare nel fondo le due marre, una e due. Quest'ancora è un'ancora che ha due marre non articolate, sono fisse. Poi nei quiz ritroverete ancore a marre fisse e ancore a marre articolate. Dopo ne vedremo qualcuna insieme. Le marre terminano con queste zone quasi triangolari schiacciate che si chiamano le patte e infine ne abbiamo le unghie. Quindi: cicala, fuso, ceppo, marre, patte e unghie. Unghie perché devono mordere il fondale. Questa è L'Ancora ammiragliato, però è un'ancora, come dicevamo prima, che oggigiorno non si usa più, soprattutto sulle unità da diporto.

Vediamo quali sono Le Ancore che noi realmente andremo ad utilizzare. O meglio, signori, partiamo dalle ancore storiche. Inizio a mostrare delle Ancore un po' superate, ancore molto in uso negli anni '90, inizio del 2000. Abbiamo la prima sulla sinistra che è una D-F. Questa è un'ancora molto comune qualche anno fa, che nasce per i fondali morbidi, fangoso e sabbioso. Ha un'ottima testa su questi fondi e ha le marre leggermente articolate. Quando vi dico leggermente articolate, perché queste ancore che andiamo a studiare adesso presentano un gioco minimo, vedete, di pochi gradi, che consente alle marre di mordere al meglio il fondo e di fare testa. Poi abbiamo la H. Che ha le stesse caratteristiche della D-F, solo che veniva considerato un'ancora più di pregio perché veniva effettuata per fusione e su alcune unità c'era una differenza di prezzo anche importante per avere un non questa che è piuttosto bruttina, però quella cromata con le punte anche ottonate era piacevole da vedere, ma aveva la stessa resa. Comunque, era un'ancora per fondali morbidi.

E poi abbiamo L'Ancora ripieghevole. Noi comunemente la chiamiamo anche ancora ad ombrello. Per i quiz si chiama grappino e voi dovete ricordare una cosa semplice di questa tipologia di ancora: questa è un'ancora che nasce per i fondali rocciosi, è destinata a piccole unità e il pregio di quest'ancora è che le marre si chiudono a modi ombrello. Poi dopo vediamo come sfruttare questa caratteristica. Vi sto parlando delle Ancore. Abbiamo segnalato anche su quale tipologie di fondale utilizzarla, però a questo punto dobbiamo stabilire noi di porto. Come facciamo a stabilire qual è la natura del fondo? Allora ricordate per i quiz: le soluzioni sono due. O analizzate la carta nautica di zona, dove sulla carta ritroverete di fianco alle batimetrie (e le batimetrie non sono altro che tutti i numerini che trovate sulla carta che stanno a indicare le profondità espresse in metri), trovate delle lettere. Trovate la F che sta per fondo fangoso, la R per fondo roccioso, la S sabbia, M melma. E poi potreste trovare anche altre indicazioni. Ci sono due indicazioni particolari: trovate due abbreviazioni, ED e PA. Sempre sulla carta nautica, dove ED sta per "esistenza dubbia". Questa è una dicitura che spesso si trova vicino a un relitto, quando profondità eccessiva trovate l'indicazione D, si dice che ci sia un relitto, ma non è certo. PA invece significa "posizione approssimativa".

Vediamo adesso quali sono le principali ancore utilizzate per noi alle nostre latitudini. Posso utilizzare il singolare: qual è la principale ancora che utilizziamo? È la Bru. È questa qui. Quest'ancora con una forma particolare è molto diffusa perché si presta bene sui fondi sabbiosi e fangosi, offrendo un'ottima testa. Ed è un'ancora che riusciamo ad adattare anche sui fondi rocciosi, in quanto, signori, dall'immagine, non so se si vede, si osserva al meglio, ha delle marre particolarmente sottili e flessibili che in caso di incaglio, producendo un poco di tensione sul calumo, si dovrebbero flettere, piegare, consentendo il recupero dell'acqua. Questa è la Bru. Considerate che il peso dell'ancora mediamente viene stimato in 1 kg di piombo per ogni metro lineare della vostra imbarcazione. Trovate un'unica domanda relativa al peso che vi chiede: se abbiamo un'ancora una D-F su un'unità di 10 metri, quale dovrà essere più o meno il suo peso? Considerando che la barca è 10 metri, almeno 15 kg. Anzi, nei quiz vi dà un range, vi dice tra i 15 e i 20 kg. Quindi voi ricordate: almeno 1 kg di piombo per metro lineare.

Ma passiamo all'Ancora sulla sinistra, la Delta, che rappresenta l'evoluzione delle Ancore. Queste sono ancore che da noi non sono ancora molto diffuse, se non sulle unità a vela. Sono ancore che hanno una forma particolare, sono tutte ancore a marre non articolate. Questa è una marra fissa che è fusa, come se fosse un unico vomere, come se fosse un unico aratro. Queste ancore vengono chiamate a tenuta dinamica perché hanno un pregio eccezionale: man mano che va in tensione il calumo, loro rafforzano la testa, affondano sempre di più sul fondale, opponendo una resistenza maggiore. Inizialmente avevamo la Delta e la CQR. E trovate nei quiz, trovate Delta e CQR. Sono ancore indicate per quali fondali? Queste a tenuta dinamica vengono indicate addirittura per tutte le tipologie di fondali, perché riescono ad adattarsi bene con grippia e grippiale anche ai fondali rocciosi. Grippia e grippiale, scopriamo subito che cosa sono.

L'evoluzione della Delta e della CQR è rappresentata dalla Ultra. Eccola qua. Questa qui, Ultra di Ultramare. Somiglia tantissimo alla CQR, però questa è l'evoluzione della della progettistica delle Ancore, in quanto ha l'estremità della marra leggermente piegata e la marra risulta molto più leggera rispetto al diamante e rispetto al fuso. Quest'ancora è un'ancora eccezionale, non solo perché man mano che va in tensione il calumo oppone una maggiore resistenza, ma questa ha anche il pregio che al ruotare del vento, al girare del vento, rimane sempre in testa, non speda mai. Devo vedere se riesco a mostrarvi questo video. Allora, è ottima in fase di calo del calumo perché è ben bilanciato, il diamante è estremamente pesante. La vostra ancora dovrà essere armata con un calumo, quindi con una cima, una catena di almeno minimo 25 metri, o poche, però il minimo sono 25. Quando quest'ancora tocca il fondo, avendo il diamante molto più pesante, tende ad affondare e si tira la marra in questo modo qui. Una volta che abbiamo fatto posizionare correttamente L'Ancora, daremo un quantitativo di calumo sufficiente, almeno dalle 3 alle 5 volte. E come vedete, man mano che l'unità viene scarrocciata, L'Ancora produce una testa sempre maggiore, scompare completamente nel fondo. Quando il vento gira, rimane sempre in testa, non speda. L'altro pregio è che quando la vogliamo recuperare, basta portarci sopra all'Ancora e il recupero è facilissimo, perché portandoci sopra all'Ancora, speda immediatamente e la recuperiamo. Questa è l'Ultra di Ultramarino. Eccola qua.

Però considerate, quest'ancora non ha solo pregi, ha pure un bel difetto. Signori, quest'ancora per un gommone di 8 metri costa all'incirca €100, €500 più IVA. Quindi ha una resa eccezionale se la paragoniamo con una Bru, ha una resa notevolmente superiore. Però dovete ancorare alla grande, dovete accertarvi che il fondo non sia caratterizzato da rocce o scogli, perché non dobbiamo mai rischiare di perderla. Quest'ancora. Un'altra ancora importante che addirittura, secondo qualcuno, è migliore anche rispetto alla Ultra, è quest'altra che si chiama la Rocna. Di quest'ancora dovete ricordare un'unica cosa: che è caratterizzata da un grande rollbar, ha un rollbar grande. Questo rollbar è il pregio di quest'ancora perché fa sì che si posizioni sempre in modo corretto sul fondo, quindi non corriamo il rischio che cada ribaltata e dobbiamo ripetere l'operazione di ancoraggio. Questa è la Rocna, un'altra ancora a tenuta dinamica. Vi ho elencato alcune tra le principali ancore.

Quando dovete ancorare, dovete rispettare delle regole. L'ancoraggio è semplice se vi prendete il giusto tempo. Abbiamo detto che il peso deve essere almeno 1 kg per ogni metro lineare. Quando scegliete la zona di ancoraggio, dovete determinare innanzitutto se in quell'area, se in quello specchio d'acqua è possibile o meno ancorare. Per stabilire se potete o meno ancorare, consulteremo ovviamente la carta nautica di zona, valuteremo se ci sono indicazioni relative ai divieti, o comunque consulteremo le ordinanze, cioè quelle prescrizioni di carattere locale emanate dall'autorità marittima di zona, dalla Capitaneria di Porto, che potrebbero indicare divieti, tra le altre cose, anche di ancoraggio. Oppure dovete accertarvi che non sia un'area marina protetta, perché nelle aree marine protette non potete mai ancorare. Nelle aree marine protette è possibile solo il collegamento ai gavitelli, alle piccole boe. Ricordatevi quando vi dovete collegare al gavitello: va preso sempre l'anello sotto al gavitello, mai sopra il gavitello, perché io se vado a legare la cima sopra la boa, quando va in tensione, porta a fondo la boa e il gavitello non si vede più. Invece io mi devo legare sotto al gavitello, in modo tale che rimane sempre ben visibile. E ad un gavitello si può legare solo un'unità, solo un'imbarcazione. E nei nelle aree marine protette, quando ci sono i campi boa, ci sono un certo numero di posti riservati alle barche a vela.

Ma tornando alle regole per ancorare, quindi stabiliamo se possiamo ancorare. Step successivo: dovete stabilire la direzione del vento e della corrente. Se siamo i primi, valutiamo la bandierina, il dito bagnato, buttiamo una foglia, vediamo come galleggia la ciambella per capire come tira la corrente, il vento. Altrimenti guardiamo le altre unità. La prua deve essere sempre rivolta al vento. Noi dobbiamo decidere dove andare a ancorare e dobbiamo considerare la profondità del mare. Per stabilire la profondità, sempre o carta nautica, oppure dovete utilizzare un apposito strumento che l'eco scandaglio, non lo scandaglio, perché lo scandaglio è ormai superato. Lo scandaglio è il piombo con la cima graduata con le bandierine. Noi abbiamo l'eco scandaglio che emette onde, queste onde rimbalzano sul fondo, il tempo di percorrenza ci dà la possibilità di stabilire la profondità e in molti casi anche la natura del fondale.

Stabilita la profondità, dovete considerare una cosa molto importante: che la nostra unità, la nostra imbarcazione, rispetto al punto di fonda, ipotizziamo che qui ci siano altre unità ancorate, poi se filiamo L'Ancora qui, dovete considerare che rispetto a dove filiamo L'Ancora, la nostra unità si sposterà di circa una volta e mezzo la profondità del mare. Quindi, se abbiamo un mare profondo di 10 metri, la nostra unità si sposterà all'incirca di 15 metri. Questo perché? Non vi ho detto la regola d'oro: quando dobbiamo ancorare, per ancorare correttamente dovremmo filare almeno tre volte la profondità del mare. Quindi, se abbiamo una profondità di 10 metri, dovremmo filare almeno 30 metri di cima o di catena, perché l'ancora e soprattutto il calumo non dovranno mai, mai rimanere in tensione, perché in questo caso, se rimangono in tensione, basterà un minimo beccheggio, speda all'Ancora e noi scarrozzo, è come se non avessimo ancorato.

Per effettuare un corretto ancoraggio, si fila all'Ancora, si fa toccare il fondo, la si fa distendere sul fondo, dopodiché si dà un piccolo colpetto di retromarcia o scarroccio grazie al vento. Verifichiamo che L'Ancora abbia fatto testa e a quel punto daremo almeno tre volte la profondità del mare. Se c'è mare calmo, quindi su 10 metri almeno 30 metri. Se c'è mare mosso, addirittura sono previsti 50 metri di cima o di catena, quindi si moltiplicherà per cinque. Per quanto riguarda il calumo, abbiamo detto almeno tre volte la profondità del mare. Se il calumo è costituito prevalentemente da cima, come in questa immagine, voi dovete aggiungere almeno l'ultimo spezzone, gli ultimi 6 metri di catena. La catena risulterà assolutamente fondamentale perché migliorerà il peso dell'ancoraggio, farà posizionare in modo più corretto, più tesa L'Ancora sul fondo, favorendo la testa e poi garantisce una sicurezza notevolmente superiore. Alla lunga, la cima potrebbe levarsi sugli scogli fino ad arrivare alla rottura.

Abbiamo ancorato. A questo punto dobbiamo effettuare un'altra operazione importante, molto importante, che è quella dei rilevamenti. Vi dovete accertare che L'Ancora abbia fatto testa, vi dovete accertare che a causa dello scarroccio o della deriva non vi spostate, non andate contro alle altre unità. E per fare questo, il metodo è molto semplice: basta individuare un punto cospicuo. Vi ricordo che i punti cospicui sono i punti della costa facilmente individuabili, potrebbe essere una torre, un castello, un faro, piuttosto che un fanale. Ed eseguiamo un rilevamento. Se non abbiamo la bussola da rilevamento, sicuramente la bussola da rilevamento non ce l'abbiamo, potremmo sfruttare, ad esempio, la battagliola, o meglio il candeliere della battagliola. La battagliola è la ringhiera dell'unità che è costituita dai candelieri, gli elementi verticali, e le draglie, gli elementi orizzontali. Allora, io prendo come riferimento un candeliere, lo punto verso un punto cospicuo e mi faccio un rilevamento. Dopo poco vado a verificare se quel candeliere corrisponde sempre allo stesso punto cospicuo o ci siamo spostati. Se ci siamo spostati, dobbiamo ripetere le operazioni di ancoraggio.

L'ancoraggio che io vi ho appena descritto è l'ancoraggio classico, il più comune, quello denominato alla ruota, ovvero quello che prevede un unico punto di fonda, chiamiamo un'unica ancora e rispetto a quella andiamo a ruotare a 360°. Io in precedenza vi ho dato un valore: noi rispetto al punto di fonda ci spostiamo all'incirca di una volta e mezzo la profondità del mare. Quindi, se il mare è profondo 20 metri, ci spostiamo di 30 metri. Valori sono importanti, importanti devono essere tenuti in forte considerazione, soprattutto quando la baia è molto frequentata, perché dobbiamo sapere che al girar del vento c'è il rischio di andare contro alle altre unità. Allora, proprio per questo motivo, bisogna distanziarsi in modo opportuno e non basta. Dovete cercare di posizionarvi, ove possibile, tra unità con le vostre stesse caratteristiche. Se io ho un gommone di 7 metri, cercherò di posizionarmi tra due gommoni. Se ho una barca a vela, cercherò di posizionarmi tra barche a vela, in modo tale che la ruota, la velocità di ruota sarà più o meno la stessa e non correrò il rischio di essere io più veloce di andare addosso agli altri o viceversa.

Arriviamo alla criticità dell'ancoraggio, arriviamo al recupero. Quando la dobbiamo recuperare, cosa dobbiamo fare? Allora, innanzitutto ci dobbiamo portare verso L'Ancora, ci dobbiamo portare sull'ancora. Una volta che ci siamo portati sull'ancora con la prua esattamente sopra L'Ancora, iniziamo ad effettuare il recupero per farla spedare. Se tutto va bene, il recupero è semplicissimo. Ma se L'Ancora si è incattivita, e a questo punto aggiungiamo un nuovo termine: quand'è che L'Ancora si incattivisce? Quando si incaglia. Non possiamo forzare il recupero, altrimenti rischiamo pure di bruciare il verricello elettrico. Sto litigando un attimo col telecomando stasera. A che cosa dobbiamo fare a quel punto? Primo tentativo è cercare un punto debole dell'ancoraggio. Quindi, io ho ancorato in questa direzione, proverò ad effettuare il recupero nella direzione opposta. Provo a sfilarla all'Ancora. Se non dovesse venirsene L'Ancora, ci inizierò a girare intorno, portando di volta in volta in tensione il calumo. Se non riusciamo a recuperarla, o abbiamo un buon sommozzatore, o dobbiamo vedere come effettuare il recupero.

Proprio per questo è importante quando utilizzate L'Ancora su fondali rocciosi o dove comunque ci sono pietre, utilizzare la grippia e il grippiale. Grippia e grippiale ci interessano un sacco per i quiz. Non sono altro che una cima, la grippia, e un piccolo galleggiante, una piccola boa, il grippiale. Grippia e grippiale si legano al diamante dell'ancora, alla parte bassa dell'ancora, quella che abbiamo detto che è più pesante. In questo modo, innanzitutto voi avrete un vantaggio: sapete sempre dove si trova la vostra ancora. Dovrebbe essere anche un segnale per gli altri diportisti, un avviso: "Guarda, non ti ancorare qua, qua c'è la mia ancora". Poi, molto spesso questo avviso viene male interpretato. E la lunghezza della grippia dovrà essere all'incirca pari alla profondità del mare. Quindi mare 10 metri, gli diamo 11 metri di grippia, deve salire quasi a piombo. Grippia e grippiale saranno utilissimi nel caso in cui L'Ancora si incattivisce, perché io non me la vado a tirare più dalla cicala, ma me la vado a tirare dal manico. Mi porto sul grippiale, tiro il grippiale, L'Ancora si dovrebbe capovolgere, si dovrebbe sfilare dal fondo roccioso e dovremmo riuscire ad effettuare il recupero.

Fino a poco tempo fa, grippia e grippiale avevano un grossissimo problema: che filare contemporaneamente questi due elementi insieme alla catena, utilizzando soprattutto un vericello elettrico, risultava quanto mai difficoltoso, con notevoli rischi di ingarbugliamento di cima e catena. Oggigiorno, la Switec è un'azienda molto innovativa per la nautica, ha inventato una grippia autoavvolgente, molto semplice da utilizzare. La cima si avvolge da sola, vedete? Quando la volete filare, basta che iniziate a filare L'Ancora, mantenete il galleggiante, dopo pochi metri gettate il galleggiante e la filate. Una bellezza, senza nessun rischio di noi. Quando vogliamo recuperare L'Ancora, se si dovesse incattivire, basterà portarsi sopra il grippiale, tirate il grippiale, L'Ancora si dovrebbe capovolgere, la sfiliamo e l'abbiamo recuperato. Questo è grippia e grippiale.

Io adesso vi ho descritto l'ancoraggio alla ruota, l'ancoraggio tradizionale. Ma nei quiz vengono menzionati altri due ancoraggi, due ancoraggi da utilizzare in condizioni di mare mosso, perché in condizioni di mare mosso il beccheggio potrebbe sollecitare troppo la nostra ancora, il calumo andrebbe in tensione, l'ancora speda e noi scarrozzo. Per evitare che ciò avvenga, spesso vengono utilizzate due ancore in con due tecniche differenti. La prima con due ancore aventi due calumi differenti. Voglio mostrarvi un'altra immagine più chiara, eh, questa qui, che vengono filati a prua con un angolo di circa 45°. Solo che questo tipo di ancoraggio risulta estremamente difficile da realizzare. L'ancoraggio più diffuso, soprattutto dagli amanti della pesca, Andrea, scusami, ma un nome l'ancoraggio con due ancore? C'è, mostrato prima, si chiama ancoraggio con le ancore a forca. L'afforcata, due ancore filate con un angolo di 45°. Mentre l'altro ancoraggio si chiama la pennellata. Due ancore appennellate. Come vi dicevo, quest'ancoraggio qui è molto più diffuso rispetto al precedente, perché è anche molto più semplice da realizzare. Il calumo in questo caso è unico. Quindi abbiamo il calumo collegato alla nostra ancora. Generalmente la pennellatura si fa quando il calumo è costituito da catena, se non prevalentemente da catena, si iniziano a filare i primi tre, quattro metri di calumo. Dopodiché, grazie a un moschettone, si collega una seconda ancora, sempre sullo stesso calumo, più piccola, che di norma ha un peso pari alla metà della principale, e si fa toccare il fondo. Quindi ancoriamo con due ancore filate sullo stesso capo. L'ancoraggio vero e proprio si effettua con l'ancora principale, quella più pesante, l'ultima. Mentre questa seconda ancora svolgerà un ruolo fondamentale: funge da ammortizzatore, serve per smorzare il beccheggio esercitato sul calumo, in modo tale che questa salta sul fondo, mentre l'ancora principale risulterà meno sollecitata. È ottima soluzione, per esempio, quando si vuole pescare a bollentino e le condizioni del mare non sono favorevoli. Per i quiz dovete ricordare due cose molto semplici: appennellate, quando due ancore vengono filate sullo stesso calumo; afforcate, quando due ancore vengono filate su due calumi differenti. A forca, con un angolo di 45°.

In realtà, ci sarebbe anche un terzo ancoraggio che è definito la goffatura, o l'ancoraggio con l'ancora di cortesia. Cffatura è un termine che trovate nei quiz. Durante la navigazione fluviale, allora noi abbiamo detto che ordinariamente si si fila un'ancora, si fila un'unica ancora a prua. Quando vogliamo eseguire la goffatura, o l'ancoraggio di cortesia, oltre all'ancora di prua, si filerà una seconda ancora a poppa. Generalmente è un grappino, è un'ancora di piccole dimensioni che serve a vincolare la poppa dell'unità. In questo modo l'unità è vincolata sia a prua che a poppa. In questo modo l'unità non può ruotare intorno all'ancora, ha un movimento limitato. Ancora di cortesia è molto utilizzato più a nord rispetto a noi, in alcune zone della Toscana, come ad esempio nell'Isola d'Elba, è prescritta, c'è l'ordinanza che prevede che tutti i diportisti devono utilizzare L'Ancora di cortesia. E sì, perché deve essere prescritto, perché se fosse facoltativo, facoltativa, potrebbe essere un problema e non un vantaggio, perché se io sabato alla Corricella, procedo ancorato con l'ancora di cortesia e tutti gli altri eseguono l'ancoraggio alla ruota, dopo poco me li ritroverò tutti addosso. Quindi, quando quest'ancora viene utilizzata, deve essere utilizzata necessariamente da tutti.

Il termine goffatura, come vi dicevo, lo trovate nella navigazione fluviale. In norma, ricordate che nei fiumi è vietato l'ancoraggio, però potrebbe essere consentito in apposite zone espressamente indicate, oppure in caso di emergenza. Quando ci si ancora in un fiume, bisogna eseguire la coffa, quindi doppio ancoraggio, ancora di prua e ancora di poppa.

In precedenza abbiamo accennato il discorso dell'ancora ripieghevole, il grappino. Ho detto che vi avrei spiegato come utilizzare quest'ancora per eseguire un ancoraggio corretto su fondi rocciosi. Quando utilizzate il grappino, voi dovete ricordare che la cima, contrariamente a quello che fanno tutti, non va legata alla cicala, all'occhiello superiore, ma va legata sotto. Quando utilizziamo quest'ancora, la cima la dobbiamo legare al diamante, e presenta, non a caso, un bel foro. Poi si fa passare parallelamente al fuso, al fusto, e si legherà senza farla passare all'interno alla cicala, con delle fascette. Si chiamano le cicaline, ma sono, so' tale e quale a quelle che utilizzano gli elettricisti. Si getta quest'ancora chiusa, si fa toccare il fondo, si innesta la retromarcia facendola strusciare, fatemi passare il termine, sul fondo. Le marre entreranno a contatto con le pietre, con gli scogli, si incaglieranno e si apriranno a modo ombrello. Che quest'ancora nasce per incagliarsi. Una volta che L'Ancora ha fatto testa, e questa la testa la fa al meglio, dovrete filare un quantitativo di cima o di catena, in questo caso cima, sufficiente, quindi almeno tre volte la profondità del mare. Se si dovesse incattivire quest'ancora, ci porteremo sopra l'ancora, daremo un forte strattone al calumo, andando a spezzare la cicalina, andiamo a spezzare questa legatura, in modo tale che cambierà il punto di torsione, L'Ancora ce la tiriamo da sotto, si dovrebbe capovolgere, si dovrebbero chiudere le marre e dovremmo riuscire a recuperare la nostra ancora ripieghevole. Per i quiz, vi ricordo nuovamente: un'ancora che viene utilizzata per fondali rocciosi, su piccole unità, su piccole unità.

L'ancora può essere filata manualmente oppure grazie al salpaancora. Salpaancora, che noi comunemente chiamiamo il vericello elettrico. In questa immagine che adesso vi sto mostrando, vediamo il classico musone, che è l'estremità della prua, tutta la ferramenta di prua, e c'è un altro elemento molto importante per me, che è questa, questa corona. Questa corona si chiama barbotten. Questa corona ha una caratteristica: ha delle degli anelli, delle maglie della vostra catena, e serve ad evitare che possa slittare la catena. Questo è il barbotten.

Abbiamo visto le ancore. Tra, ma nei quiz viene menzionata anche questa. Questa non è altro che L'Ancora galleggiante. Innanzitutto, L'Ancora galleggiante è obbligatoria o facoltativa? È assolutamente facoltativa. È costituita da un cono di nylon, caratterizzata da un foro di ingresso più grande e un foro di uscita più piccolo, foro d'ingresso per l'acqua più grande, foro di uscita più piccolo, in modo tale che genera una differenza di pressione e funge da paracadute, rallenta la nostra unità. L'Ancora galleggiante può essere filata a prua o a poppa ed è sempre caratterizzata dalla presenza di una grippia e di un grippiale. Guardate questa immagine: abbiamo la cima principale che collega la nostra unità all'Ancora galleggiante. La lunghezza di questa cima dovrà essere all'incirca pari a 5 volte la lunghezza della nostra imbarcazione. Quindi, se avete un'imbarcazione di 10 metri, la cima dovrà essere di almeno 50 metri. All'altra estremità del cono dell'ancora galleggiante troviamo una seconda cima, è legata ad un piccolo galleggiante, un grippiale, e la tiene a mezz'acqua, perché altrimenti il rischio sarebbe che L'Ancora si riempia d'acqua e vada in profondità e non serve a niente. Invece deve rimanere a mezz'acqua. E poi prosegue questa cima fino a bordo e svolge un ruolo fondamentale in fase di recupero, perché quando la dobbiamo recuperare, se ce la tiriamo dalla cima principale, facciamo uno sforzo titanico. Invece da questa seconda cima si ribalta il cono e la recupereremo senza nessuno sforzo.

Che cosa dovete ricordare di quest'ancora galleggiante? È un'ancora che viene utilizzata quando l'ancoraggio tradizionale non è possibile. 500 metri di profondità, dovreste avere 1500 metri di cima, non è possibile. Allora, in caso di necessità, possiamo frenare. Attenzione: l'effetto dello scarroccio con quest'ancora, badate bene, possiamo frenare l'effetto dello scarroccio, non della deriva, perché quest'ancora serve solo ed esclusivamente quando c'è il vento e quando la nostra unità scarroccia. Vi ricordo che lo scarroccio è lo spostamento in superficie della nostra unità e l'incidenza dello scarroccio dipende dalla nostra velocità di crociera, dall'opera morta, dall'opera viva, dal carico di bordo, varia da unità a unità. Quest'ancora non serve assolutamente a nulla se c'è deriva. La deriva è l'azione delle correnti sull'opera viva e lo spostamento dell'intera massa d'acqua. Se io filo L'Ancora galleggiante in presenza di corrente, si sposta la mia imbarcazione e pari pari sposta L'Ancora galleggiante, non opponendo nessuna resistenza e non rallentando la mia unità. Quindi L'Ancora galleggiante va utilizzata solo se c'è scarroccio. La potete utilizzare da fermi o in movimento. Generalmente in movimento viene utilizzata dalle unità a vela, filata di poppa, per evitare che l'unità possa imbardare. L'imbardata o l'allambardata è la rotazione dello scafo intorno al suo asse verticale. Allora, se c'è forte vento e mare vivo, onda viva che ci colpisce sulla sul mascone e noi imbardiamo troppo, per evitare di mostrare il fianco all'onda successiva, possiamo filare L'Ancora galleggiante che ci rallenterà, ma eviterà l'imbardata. In condizioni di mare mosso è pericolosissimo, perché se io mostro il fianco all'onda successiva, rischio di ribaltare.

Poi quest'ancora galleggiante può essere utilizzata anche per rimanere in una posizione protetta. C'è mare mosso, c'è forte vento, io trovo una zona protetta da un promontorio, da un'isola, voglio rimanere in quella zona, posso utilizzare L'Ancora galleggiante, ponendomi con la costa sottovento rispetto a noi, in modo tale che vado a rallentare anche lo scarroccio che mi porta a terra, che potrebbe risultare pericoloso. Voi ricordatevi, quando c'è mare mosso, non dovete mai rimanere troppo vicino alla costa, altrimenti correreste il rischio di prendere il moto ondoso proveniente dall'largo e poi le onde di riflusso che si chiamano la risacca. Quindi, io filando quest'ancora galleggiante, a volte utilizzando anche il motore, riesco a generare remora, cioè si va ad appiattire il mare grazie alla nostra scia sopravvento rispetto a noi, in modo tale che freno lo scarroccio che mi porta a terra e riesco a prolungare la mia attesa in una zona protetta, dove sono meno esposto al moto ondoso. Quest'ancora, come vi dicevo in precedenza, è facoltativa, non è assolutamente obbligatoria.

L'ultima cosa che volevo mostrarvi per questa sera, che in realtà vi avrei dovuto mostrare la lezione precedente, è questa, questa simbologia qui. Questa è in glicine, questa rappresentazione la trovate sulle carte nautiche in zone particolari, in prossimità di porti commerciali o in canali molto trafficati. È una zona di separazione di traffico, indica come le grosse unità, le grosse navi, devono posizionarsi all'interno del canale o per entrare e uscire da un porto. Voi dovete ricordare poche cose: simbologia rappresentata sulle carte nautiche. Poi dovete ricordare che quest'area rappresentata in glicine è assolutamente interdetta alle unità di lunghezza inferiori ai 20 metri. Quindi, se l'unità è inferiore ai 20 metri, non può proprio entrare. E le altre unità, quindi quelle inferiori ai 20 metri, hanno l'obbligo di dare precedenza assoluta a tutte le navi in entrata e in uscita in questa zona di separazione del traffico. E ripeto, trovate solo fuori ai porti commerciali o nei canali molto navigabili. Per esempio, lo troviamo nello Stretto di Messina, è forse il più importante.