Transcription
[Musica] il terzo anello Damasco con Massimo Cacciari sono Massimo Cacciari e sono preside della facoltà di filosofia dell'università San Raffaele di Milano.
Questa prima puntata di Damasco sarà dedicata, la dedicherò brevemente, per forza, a un grande testo della filosofia e della, direi, civiltà europea: Il Simposio di Platone.
In questo dialogo platonico si immagina un incontro attorno a Socrate di tanti amici per festeggiare una vittoria teatrale di Agatone, un drammaturgo di allora. E anche il dialogo stesso di Platone si presenta come una sorta di competizione teatrale, una competizione intorno a questo problema: Chi è amore? O meglio, per dirla in greco, chi è Eros?
È un dialogo assolutamente fantastico. È un dialogo che ci immette in un'atmosfera davvero inaudita, un'atmosfera di amicizia in cui, come dire, toccandosi gli amici godono l'uno dell'altro e della sapienza di ciascuno.
"Sdraiti qui Socrate presso di noi, così che toccando anch'io goda della recondita sapienza che si è accostata a te nel vestibolo."
In questo passaggio che ho appena letto, in questo stupendo passaggio che ho appena letto, in questo, questo dialogo è tutto un capolavoro della letteratura greca. Anche e c'è anche ironia, come avrete capito, in Platone. Spesso nei dialoghi platonici, soprattutto in questi di questo periodo della maturità platonica, il timbro ironico si accompagna. E d'altra parte, in greco, la stessa parola alla indagine, alla ricerca, alla volontà di trovare la verità.
Ma l'ironia, come dirà un autore di cui parleremo in una prossima puntata, è davvero una suprema virtù, o dovrebbe essere una suprema virtù di questa nostra civiltà. E una virtù che abbiamo, io credo, ahimè, assolutamente dimenticata.
Questo dialogo, competizione teatrale, è pieno di straordinarie sorprese. Proprio come in una vera rappresentazione teatrale, compare ad un certo punto di questo dialogo una delle figure più ermetiche della, di tutta la filosofia greca e di tutta la filosofia europea: una donna. Dopo che gli uomini hanno, come dire, invano cercato di definire che cosa sia amore, che cosa sia Eros, quale sia la natura di, di questo amore, ecco che Socrate prende la parola. Ma non dice la sua opinione, riferisce bensì, riferisce ciò che una donna, una sacerdotessa Diotima, gli ha detto una volta sulla natura dell'amore. Quindi una figura femminile è la figura che è depositaria dell'essenza della conoscenza, dell'essenza di Amore.
Il dialogo è tutto un insieme, una sintesi tra approfondimento, profondità speculativa e godimento, tra pensiero ed estetico, proprio tra noesis, per dir in greco, cioè tra pensiero e aesis, sensazione, percezione. E sono assolutamente fuse queste due dimensioni: il discorso diritto filosofico e la mania poetica. È un vero miracolo dal punto di vista letterario questa, questa opera di Platone. È vera musica.
E per Platone la filosofia, lo dice nel Fedone, la filosofia è la musa più alta, è la vera musica. Perché se la musica è l'arte di connettere suoni distinti e che apparentemente possono anche apparirci contraddittori, e la musica connette questi suoni distinti, ancora di più la filosofia riesce a mostrare la connessione, l'armonia tra diverse idee, tra diversi concetti, tra diverse dimensioni dell'essere. È una tessitura, la musica. Ed è una tessitura da questo punto di vista anche, e ancora di più, la filosofia. La filosofia vera musica. E il Simposio è davvero un'opera straordinaria di carattere anche teatrale, musicale.
"Ed ecco che andavo tutto superbo di poter parlare bene, sentendo di conoscere il vero modo di lodare ogni cosa. D'un tratto mi accorgo invece che non era questo il modo di fare un bell'encomio, ma esso consiste nell'attribuire all'oggetto in questione le cose più grandi e più belle, sia che le possieda, sia che non le possieda. E se poi è tutto falso, poco male. Dunque, a quanto pare, ci si era intesi che ognuno di noi facesse vista di celebrare amore e non che lo celebrasse per davvero. Così adesso mi spiego perché mettete sotto sopra ogni argomento e lo attribuite ad amore e dite che egli è qui e là ed è autore di questo e di quest'altro, affinché appaia il più bello ed eccellente possibile a quelli, naturalmente, che non conoscono e non già a quelli che ne sono esperti. E certo, così la lode viene bella e solenne. Ma io non conoscevo proprio, me ne accorgo, questa specie di elogio. E così tutto ignaro acconsentì con voi che anch'io lo facessi a mia volta. La lingua, dunque, promise, ma la mente no. E così tanti saluti all'elogio, perché l'elogio in questo modo non lo faccio, non ne sarei capace, proprio no. Ma la verità, se volete, sono pronto a dirla secondo il mio modo e non in confronto ai vostri discorsi, perché non voglio essere ridicolo. Vedi dunque, o Fedro, se ti può andare anche un discorso di questo genere: sentire verità su amore con quelle parole e quella combinazione di frasi che lì per lì mi verranno."
Allora Fedro, e gli altri, raccontava Aristodemo, lo invitarono a parlare nel modo che lui riteneva opportuno. Un'altra cosa ancora Fedro disse: "Permettimi di fare qual piccol domand ad Agatone per mettermi d'accordo con lui prima di cominciare." "Ma sì, lo permetto," rispose Fedro. "Domanda pure."
Finalmente, diceva il narratore, Socrate cominciò. "Così, ma veniamo al tema. Il tema è, dicevamo, amore." Apparentemente, in realtà, ciò che a Platone interessa, ciò che a Platone preme, è mostrare come l'amore Eros sia il, il, l'energia che muove, eh, e tutta l'impresa filosofica. Filosofia, filia, filos in greco vuol dire appunto amicizia, ma anche amore. E quindi filosofia significa appunto questo: amore per la sofia, per la sapienza. Il filosofo non è il sapiente, ma colui che appunto cerca di esserlo, cerca costantemente di esserlo. E quindi, ecco che Eros è apparentemente il tema del dialogo platonico. In realtà, il vero tema, il vero problema che questo, che questa opera, che questa straordinaria opera affronta, è che cosa sia l'essenza della filosofia, o meglio, che cosa sia appunto, dicevo, l'energia della filosofia, non quali siano i contenuti della filosofia, ma quale sia, diciamo, la fonte della filosofia, no? Ciò da cui la filosofia si sprigiona. Si sprigiona è Eros, questo grande demone. Non un Dio, dice Diotima Socrate, non un, ma un demone. Qual è la natura del demone? È una natura mediana, è una natura di mezzo. È una sorta, noi diremmo nel nostro linguaggio, di angelo, no? Di mediatore tra il divino e l'umano. Quindi non propriamente un Dio, ma nemmeno un carattere umano. Una mediazione, un metaxi, eh, un termine medio. Ciò che connette, di nuovo, il tema della connessione, dell'armonia, della musica. Che cosa cerca la filosofia? O meglio, diciamo, qual è il suo metodo, attraverso spinta, eh, da questo, da questo suo demone che è Eros, che è natura mediana, abbiamo detto, no? Figlio di Poros.