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Come scrivere il piano di tirocinio - Obiettivi e modalità di realizzazione

AssistentiSociali[dot]org22:43

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[Musica] Benvenuti a tutti. Questa è la seconda parte del video dedicato alla costruzione del piano di tirocinio, e quindi è dedicato soprattutto agli studenti di servizio sociale che si stanno approcciando o che stanno sognando di diventare assistenti sociali. E quindi, prima o poi, dovranno accedere ai servizi concretamente, e quindi anche agli assistenti sociali che sono supervisori di tirocinio. Sono qui sempre con Francesca, la mia tirocinante.

Ciao Francesca! Il giorno di nuovo, dopo la spiegazione iniziale di Marianna, pensavo di darvi magari degli spunti che io ho messo in pratica nella mia prima relazione di tirocinio. Potrebbe essere interessante un'indicazione, una nuova visione del classico club della relazione sulla parte normativa che ci deve essere, però magari dare una parte un po' più originale, possiamo dire. Quindi, lasciate verso la parte più tecnica.

Bene, allora assieme a Francesca abbiamo individuato degli obiettivi che sono, secondo noi, importanti da inserire nel piano di tirocinio. Però tenete presente che ogni studente, ogni supervisore, ogni ente è diverso; per cui sono degli spunti di riflessione, non necessariamente devono essere inseriti in tutti i piani di tirocinio. È semplicemente un'occasione per dirci alcune tematiche, e poi ognuno andrà a declinarle nel modo più indicato e appropriato nella propria occasione di tirocinio.

Un primo passaggio che ci sembra importante è quello della conoscenza dell'ente e della sua organizzazione. Quindi dobbiamo chiederci: come è organizzato il servizio? C'è un organigramma? Ci sono delle figure professionali diverse che lavorano assieme al nostro assistente sociale supervisore? Ci sono dei ruoli apicali? Ecco, questo spiega un po' come il sistema in cui lo studente viene inserito.

Un secondo passaggio importante è quello della conoscenza della normativa di settore. Può esserci una normativa nazionale, poi regionale, ma ci sono anche spesso dei documenti molto importanti prodotti proprio dall'ente. Potrebbe esserci una delibera, regolamenti, documenti, atti insomma di varia natura, che magari mettono in relazione l'ente in cui veniamo inseriti con altri enti.

Poi c'è, ed è molto importante, la conoscenza dell'utenza: chi sono i fruitori di questo servizio sociale? Quali bisogni portano? Sono una categoria ben definita oppure sono una generalità della popolazione? Come il nostro assistente sociale supervisore si approccia a quella determinata categoria di persone che arrivano al servizio?

Un altro passaggio, un altro obiettivo potrebbe essere quello di conoscere l'offerta dei servizi presenti sul territorio. Quindi, partendo dal piccolo ente in cui vengo inserito, che cosa offre? Quali sono le opportunità? Quali sono le competenze anche rispetto al tipo di ente? No, questo è legato poi all'offerta che poi viene fatta dall'altro lato, però parliamo anche in senso più ampio. Quindi, ci sono altri servizi presenti su quel territorio che si interfacciano con l'ente in cui vengo collocato? Come collaborano? Quali interazioni hanno con il mio supervisore e quindi come posso eventualmente conoscere questa rete di servizi? Perché posso anche immaginare che lo studente arrivi da un luogo diverso, da una regione a volte diversa, un po' come Francesca che viene dal Veneto e io abito in Friuli Venezia Giulia.

Un altro passaggio assolutamente essenziale è la conoscenza del ruolo professionale. Quindi mi devo chiedere: come l'assistente sociale si muove in quel determinato servizio? Come applica il processo di presa in carico? Come attiva le risorse sia dal punto di vista concreto e pratico, ma anche dal punto di vista della relazione? Quali sono i documenti che fondano la professione? Per esempio, non dobbiamo dimenticarci quale strumento molto utile per capire chi è l'assistente sociale: quello che è il nuovo codice deontologico. È assolutamente importante che il codice deontologico diventi strumento anche di apprendimento, di lettura, no? Di ente, in qualche modo, di ingrandimento rispetto alle attività del quotidiano professionale, e quindi va letto, va applicato, ed è uno strumento di confronto assolutamente importante per lo studente e il supervisore.

Un altro aspetto, un altro obiettivo è quello della conoscenza degli strumenti professionali. Ci pare che non sia utile solo un elenco: dal colloquio, la visita domiciliare, la cartella sociale cartacea, informatizzata, la documentazione professionale e quant'altro. Dovrebbe essere qualcosa di più, una descrizione un po' più corporea ecco a questo obiettivo, magari cercando di fare delle specifiche proprio legate al contesto in cui si viene inseriti. Per esempio: riesco nel contesto a identificare diversi tipi di colloquio? Riesco a identificare diversi tipi di documentazione professionale? Riesco a fare un approfondimento, ad esempio, sulla scrittura professionale? Perché non sempre siamo allenati a scrivere, eppure noi dobbiamo documentare il lavoro professionale.

Un altro obiettivo potrebbe essere la conoscenza del lavoro di équipe. Quindi, come l'assistente sociale si relaziona con altri professionisti? Chi sono questi altri professionisti? Come si pone anche in un contesto di collaborazione? Se siamo in un gruppo multiprofessionale o di soli assistenti sociali, sarà diverso l'atteggiamento e il comportamento che potremmo mettere in atto se siamo con professionisti diversi, per esempio medici, psichiatri, educatori e psicologi e quant'altro.

Un altro aspetto, un altro passaggio che abbiamo rilevato come importante è quella della conoscenza del processo amministrativo. Perché l'assistente sociale si colloca in un ente, e questo ente ha delle procedure. L'assistente sociale fa delle valutazioni sociali, ma c'è tutta una parte connessa al lavoro dell'assistente sociale che va tenuta presente e che poi verrà chiesta spesso nei concorsi pubblici di accesso agli enti, e quindi è un suggerimento che vi diamo: cercate di capire dove l'assistente sociale si colloca all'interno del procedimento amministrativo, dall'istruttoria della domanda alla conclusione del procedimento. Che cosa succede nel mezzo? Qual è il ruolo amministrativo dell'assistente sociale?

Ecco, poi abbiamo pensato che ci sono degli obiettivi molto più specifici proprio per il tirocinante. Questi che abbiamo detto prima riguardano un po' l'apprendimento in generale sull'ente e sulla professione, però ci sono delle cose che sono veramente dedicate e quindi valorizzano la figura del tirocinante. Quindi abbiamo, per esempio, la definizione di alcune attività concrete che sono alla portata del tirocinante e che possono fare in modo che lui sia soggetto attivo. Il tirocinante non è un soprammobile, non è un semplice osservatore, non è una figura che guarda dall'esterno quello che succede come se fossimo in uno zoo; no, lui a pieno titolo deve prendere possesso della sua figura, ha una responsabilità, che per esempio non so, sul segreto professionale, sulla riservatezza; quindi ha dei vincoli che lo affiancano all'assistente sociale e lo equiparano, per certi versi, al suo supervisore. E quindi, che cosa può fare questo giovane studente nel contesto di un servizio? Per esempio, potrebbe rispondere al telefono, potrebbe occuparsi, dopo che ha preso un po' di dimestichezza, del segretariato sociale, potrebbe allenarsi nella scrittura, appunto, abbozzando una relazione sociale, potrebbe fare qualsiasi altra cosa che in quel contesto il supervisore gli consente di fare in sicurezza, ovviamente, perché è uno studente.

L'altro, il secondo obiettivo, ok, ci siamo detti, può essere utile agli studenti in quanto tali, ed è trovare degli spazi, una definizione sulla modalità di elaborazione di quello che è il percorso del tirocinante. Da un lato per la parte di apprendimento delle competenze come assistente sociale, quindi tecniche, dall'altro lato per un percorso e uno sviluppo della sua persona, quindi dal punto di vista emotivo e come… come dovrebbe uscire? Ecco, lo studente dal percorso di tirocinio dovrebbe uscire più consapevole; dovrebbe chiedersi: voglio fare l'assistente sociale? Voglio impegnarmi in un lavoro di questo tipo? Che cosa di questo lavoro mi piace? Non mi piace? Ci sarà qualcosa che va bene, perché è qualcosa che non va bene per te, oppure dove mi sento carente e potrei migliorarmi? Quindi, non so, affrontando una formazione specifica o quello che è necessario. Ci sono situazioni che mi mettono in particolare disagio? Questo è importante perché dobbiamo evitare, ad esempio, il burn out, quindi bruciarsi all'interno del contesto di lavoro. Vale per l'assistenza sociale, ma vale ovviamente anche per lo studente che viene inserito in quel contesto.

Francesca, chi sei? Ci sono… ci sono… mi sono lasciato parlare, vi sono… non mi sono intromesso, non mi sono permessa di dire niente, perché sono completamente d'accordo. Comunque, l'abbiamo visto, abbiamo visto questa parte anche insieme, facendo… facendo appunto il piano. Quello che magari posso aggiungervi anche, ricollegando forse… forse l'ultima parte in cui… l'ultima parte che hai detto, insomma, che sicuramente durante l'esperienza del tirocinio non ci possono essere dei momenti in cui siamo messi davanti alle nostre stesse emozioni. Nel senso che sono emozioni, per esempio, parlo personalmente, ci sono emozioni che io non avevo mai provato, e che durante questo contesto, durante questo percorso di tirocinio ho provato, e diciamo è stato inaspettato. Appunto, bisogna cercare anche di sforzarsi di comprendere le motivazioni di queste… di queste emozioni che vengono fuori, fermandosi a riflettere su… anche la reazione che ha su di noi, che ha su di noi certe… certe situazioni. Dopodiché, dopo… dopo di questo, come vi avevo detto, come avevo detto all'inizio, parlo sempre personalmente, quindi magari ci saranno sicuramente delle aggiunte da fare. Io ho abbozzato, diciamo, delle idee che mi sono venute, che ci sono venuti in mente, realtà soprattutto da Marianna che ha detto: perché nella relazione di tirocinio, vedendo che comunque magari mi ero appassionata, possiamo dire, a un caso, a un utente, una situazione… perché nella… nella prima relazione non era solo… non era solo l'utente in sé, ma c'erano… c'era anche il suo contesto che… che mi ha particolarmente colpito, se possiamo dire. Quindi, cercate di mettere più in generale, è possibile anche, perché voi che ci vedrete da casa magari sicuramente non siete nel nostro… nel nostro stesso servizio, non farete tirocinio dove magari l'ho fatto io, però può essere uno spunto di riflessione: l'analisi di un caso, magari dal punto di vista… così si può dividere anche in quattro punti: dalla descrizione dell'utente, a rapporti con la… con la sua rete, con le figure di riferimento, al rapporto che c'è con il servizio e il processo di aiuto, di presa in carico, che tipo di progetto ha. E infine, si possono fare anche delle riflessioni personali sul caso. Questo, diciamo, è quello che io ho portato nella prima relazione di tirocinio: una riflessione su un caso di questo tipo, quindi magari un po' più tecnico alla fine, mettendo una riflessione personale dopo. Sempre a Marianna è venuto in mente che nella prossima relazione, quindi ancora non ho niente di pronto, però si poteva rivedere l'analisi del caso anche da un altro punto di vista, da altre prospettive, facendo anche una riflessione di diverso tipo sul… sul caso, invece che così standard. Magari, e sono anche delle aggiunte, perché non è detto che la prima parte non vada considerata, è così insomma, dipenderà dopo da voi. Inserire magari una parte teorica. Faccio un esempio: se è un amministratore di sostegno, si potrebbe dare la definizione o porla in relazione, fare una differenza con… con la tutela, e ad esempio soffermarsi sulla genitorialità, oppure fare una connessione sicuramente con la normativa di riferimento, ovviamente rispetto al caso che voi avete davanti. Si… si rivolgerà sicuramente alla normativa. Dopodiché, un altro… un altro punto importante qual è? Il ruolo dell'assistenza sociale nel caso: quindi cosa… cosa fa per… per questo utente, per la sua famiglia, e soprattutto porsi dei dubbi su quello che sta facendo. Nel senso che anche voi tirocinanti potreste mettere in dubbio quello che il vostro supervisore sta facendo, sta facendo. Anche pensare voi stessi: ma secondo… secondo me la scelta corretta è quella che ha fatto per l'utente? Sono stati fatti tutti i tentativi possibili per la famiglia? Anche, ovviamente, sicuramente Marianna se lo pone sempre come dubbio, però potreste vederlo anche dal punto di vista del tirocinante su un supervisore, o se voi magari avreste fatto qualcosa… qualcosa di diverso, perché no? Ricordandoci sempre che comunque alla fine sarete valutati e dovrete passare il tirocinio, però… parte gli scherzi, insomma. Questo, soprattutto, mi viene da dire, nel caso degli utenti, vedere i loro bisogni, i loro obiettivi, comunque, ma anche quelli che non sono magari espliciti, che non vi vengono detti, magari voi riuscite a capire quale… quel qualcosa che l'utente non vi sta raccontando, o la famiglia, ma voi sapete che riuscite a cogliere, che è molto importante per… per loro. Dopo di che, magari andiamo più sul… sul dilemma etico, diciamo, che può portarti il caso, anche con il codice di autodeterminazione della persona che sta comunque alla base, penso, del… del lavoro che dovrà fare l'assistente sociale nei confronti dell'utente, perché ovviamente verrà aiutato, ma dovrà essere in grado di potercela fare per quanto possibile da solo, dopo… dopo l'incontro con voi. Quindi anche capire quanto è in grado di prendere decisioni l'utente. Mi viene da dire, ovviamente, sempre riferito anche al settore in cui siete inseriti. E infine si potrebbe appunto fare un collegamento con il codice e il proprio caso, magari leggendo anche articolo per articolo del codice e vedere quali parti di questo può essere collegato al caso dell'utente, della famiglia, o anche… di voi tirocinanti. Ma anche del supervisore può dare, infatti, degli spunti differenti alla solita lettura del caso che magari abbiamo fatto io, ad esempio, nella prima parte. Quindi, vederlo da… da una nuova prospettiva, come dicevo… come dicevo anche all'inizio.

Facciamo l'ultimo passaggio, che è quello di dirci un po' quali potrebbero essere le modalità poi di realizzazione del piano di tirocinio. Nel senso che gli obiettivi sono un po' l'orizzonte a breve e lungo termine, però ci sono anche… appunto, c'è… bisogna dirsi di fatto qual è il modo con cui arrivo a quelle cose. Nel senso che possiamo considerare il tirocinio un processo di cambiamento, e quindi dobbiamo anche indicare, ciascuno per il proprio ente, per la propria sensibilità, quali sono le cose concrete e pratiche che si possono fare per poter realizzare gli obiettivi che ci siamo detti. Per esempio, concretamente: l'affiancamento del tirocinante al supervisore, piuttosto che l'osservazione che il tirocinante fa direttamente sul campo, ma anche lo studio dei materiali, la compilazione, l'analisi dei casi, magari con… sulla base di schede che possono essere utili a orientare un po' il pensiero. L'attività pratica concreta di cui parlavamo prima, per cui… come… come tirocinante può spingersi all'interno dell'ente. Poi ci sono anche le cose più dedicate proprio al tirocinante, come il diario quotidiano del tirocinio, che aiuta, raccoglie una serie di informazioni che poi saranno utili a tenere memoria, insomma, del percorso fatto per la relazione conclusiva, l'analisi delle emozioni, quindi un tempo dedicato a questo di confronto, di auto-riflessività. Ecco, questi sono un po' le modalità; poi potete aggiungere quello che è opportuno per riuscire a realizzare un tirocinio che sia efficace, e con l'importante poi anche definire i tempi e le modalità di confronto con il supervisore, inteso come momenti di verifica in itinere e a conclusione del tirocinio, perché ogni tappa possa aiutare appunto lo studente a comprendere eventuali errori, problematiche. Magari ci sono cose che non sono state capite fino in fondo, che può assolutamente capitare, perché il tirocinante entra in una finestra temporale limitata, per cui le persone che accedono al servizio, il supervisore, esistono prima e quindi hanno una storia, e abbiamo una storia anche dopo che il tirocinio si sarà concluso. Per cui è evidente che possono esserci dei momenti di non chiarezza rispetto a quello che è successo, un po' come quando un nuovo assistente sociale si approccia a un servizio e deve guardare una cartella sociale grossa così, di 30 anni di presa in carico che non ha fatto lui. Ecco, quindi anche lo studente, che ha anche meno strumenti, ecco, per potersi inserire nel contesto, giustamente, dai… dei suoi spazi e di maturazione personale e professionale.

Io direi che questo percorso che abbiamo fatto insieme a Francesca rispetto alla costruzione, alla scrittura del piano di tirocinio può dirsi per noi concluso. Se avete ulteriori richieste di approfondimento, domande e quesiti, al solito mettete pure un messaggio qui sotto. Se il video vi è piaciuto, lasciate il vostro like; noi siamo contenti, soprattutto perché questa è un'esperienza, insomma, che abbiamo fatto insieme anche per far maturare Francesca nel parlare con le persone.

Esatto, questa è una bella idea innovativa che non va copiata da altri supervisori, ma ciascuno… singolarmente… magari non si sa mai… può prendere spunto. Ringraziamo tutti quelli che vedranno questo video, e un saluto a tutti quanti. Ciao ciao! [Musica]