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Lezioni d'autore con Stefano Zuffi - Goya, Maya vestida e Maya desnuda

HUB Scuola4:27

Transcription

Francisco Goya è uno dei più grandi artisti di un'epoca difficile, un'epoca di passaggio, di transizione. Beh, si potrebbe dire che tutte le epoche lo sono, ma è raro trovare un periodo della storia che abbia conosciuto dei cambiamenti così drastici, così profondi come il passaggio tra il '7 e l'800, quando l'intera Europa viene investita dal ciclone di Napoleone, personaggio che prima viene esaltato come grande rivoluzionario, liberatore di popoli, e poi viene denigrato come tiranno sanguinario nel giro di pochissimi anni, fino poi a dare vita alla Restaurazione dopo la caduta di Napoleone a Waterloo.

Goya, dicevo, è un artista longevo, ha una vita lunga, ma anche una carriera molto lunga che gli consente di osservare con uno sguardo disincantato tutti gli avvenimenti della sua epoca e da una posizione molto particolare. Goya è il pittore di corte dei re di Spagna, è un artista amato e ricercato soprattutto per i suoi ritratti. È un uomo di profonde passioni e di grande sensualità, insomma, un personaggio di grande vitalità, di grande interesse, è molto complesso da affrontare.

Al centro della sua produzione si collocano questi due dipinti, due dipinti apparentemente identici, anche se qualcuno addirittura ha sospettato che si tratti di due ragazze diverse. In realtà, si tratta di due opere che nascono una sopra l'altra. La versione della "Maya", "Maya" in spagnolo vuol dire ragazza, la "Maya vestita" serviva pudicamente per coprire, come se fosse un coperchio, quella sottostante, appunto, dove invece questa ragazza compare completamente nuda.

E da una parte, il tema della Venere distesa, della ragazza nuda, appartiene ad una lunga tradizione visiva che inizia con Giorgione e Tiziano, si prolunga a lungo nel Seicento e nel Settecento, coinvolgendo, tra l'altro, in Spagna, lo stesso Velázquez, per cui Goya è consapevolmente legato ad una tradizione iconografica. Dall'altra parte, però, noi vediamo qui Goya esercitare in modo pungente e fresco quella sua capacità di osservazione non solo dell'aspetto delle persone o degli oggetti che rappresenta, ma anche della loro anima. Infatti, lo sguardo vivace puntato verso di noi di questa ragazza, sia nella versione vestita che nella versione nuda, ci coinvolge, ci attira, ci invita ad un'interazione con il personaggio molto più diretto rispetto ai precedenti dei secoli dei secoli andati.

Goya, insomma, si colloca sul crinale di un passaggio tra una consapevole e amata tradizione artistica, di cui certamente si sente l'erede, e dall'altra parte, però, un rinnovamento, un rinnovamento anche dal punto di vista della stesura. Goya utilizza delle pennellate staccate, rapide e veloci, rinuncia ad un tratto di contorno molto preciso. Il confronto con David, nella stessa epoca, ci fa proprio toccare con mano: da una parte David, un artista che desidera rimanere legato all'accademia, dall'altra parte Goya, un artista che invece si apre ad un'osservazione più immediata, più fresca, più diretta e tradotta in pittura in un tratto più veloce nei confronti della realtà.