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Lezione 33 Criticità nella Regolazione di Internet

Angela Ferrari Zumbini21:03

Transcription

Benvenuti alla nocciolina di diritto numero 33. Oggi continuiamo a parlare di internet e approfondiremo principalmente alcune criticità che ci sono nella regolazione di internet.

Abbiamo visto, no, internet non è un luogo fisico, è una rete che collega tutto, potenzialmente tutto il mondo, e che non è governato da un unico soggetto. Non c'è un centro regolatore mondiale globale per internet perché, ovviamente, ognuno ha la propria disciplina. Ma poiché i computer, i telefonini, tablet delle persone che accedono alla rete hanno accesso a materiali, siti, persone che sono fisicamente collocati in tutto il mondo, per cui poiché ognuno è disciplinato dalle norme nazionali del luogo in cui risiede nel momento in cui accede a internet, è ovvio che si pone un grosso problema di contrasto, criticità e conflitto fra discipline nazionali diverse.

Ce lo siamo detti, ce lo siamo detti. La mancanza di un centro di governo globale a livello di internet, intanto, è un dato di fatto. Tra oggi non esiste un governo centrale di internet. Ma da un punto di vista filosofico, giuridico, politico, è anche difficilissimo immaginare chi dovrebbe porre le regole, perché se da un lato noi abbiamo determinati principi, determinate regole, in tutto il resto del mondo ci sono principi e regole diverse. E allora quale deve prevalere? Come si fa a stabilire regole comuni nel momento in cui tutto il mondo ha regole diverse?

Pensate già in Europa, che comunque, diciamo, a livello storico culturale l'Europa ha avuto un'evoluzione abbastanza vicina, non sempre, ma insomma, diciamo che possiamo sentirci accomunati da principi comuni a livello europeo. Ma comunque, già a livello europeo, pur avendo noi storie abbastanza simili, ci sono una serie di difficoltà nella collisione poi di diversi principi nazionali. E pensate regolare allo stesso modo Italia, Francia, Algeria, Tunisia, Libia, Indonesia, Thailandia, posti con tradizioni, principi e norme giuridiche, a prescindere da questioni filosofiche profondamente diverse.

E allora, però, c'è un però. Noi abbiamo detto, non è che il mondo di internet, per questa sua anarchia da un punto di vista strutturale, non debba essere soggetto a norme. E però si pone qui il problema della territorialità di internet. Le norme giuridiche normalmente, come si fa a stabilire quale norma si applica a una determinata situazione? C'è il principio territoriale, cioè dove stai devi seguire le regole del posto, ok? Anche se tu sei cittadino italiano, se poi vai in un'altra nazione che ha regole diverse, in quella nazione devi seguire le sue regole. O e si traduce questo principio della territorialità in un luogo a territoriale come internet?

Ecco, in questo caso ci giunge in aiuto un caso che è simbolico e significativo. È un famosissimo caso Yahoo e Yahoo. Quello conoscendo tutti la piattaforma. Cos'era successo? Era successo che in America, un cittadino americano aveva messo sulla piattaforma Yahoo, dove si possono fare annunci economici per vendere anche oggetti, no, fare aste, eccetera, aveva postato, con ciò che metteva in vendita degli oggetti neonazisti, nazisti, perché lui aveva possedeva degli oggetti che provenivano dal periodo nazista tedesco e li metteva in vendita. Un collezionista aveva questi oggetti, li metteva in vendita. In base alla legge americana, in America ciò è consentito, è perfettamente legale.

Vi ricordate che ne quando abbiamo parlato della libertà di manifestazione del pensiero, vi ho detto più di una volta che in America c'è una concezione molto ampia del concetto individualistico di libertà, per cui è molto sentito il fatto che ogni individuo debba essere libero di potersi esprimere liberamente. E quindi in America qualsiasi tipo di limitazione imposta a queste libertà per tutelare altri diritti, altre libertà, viene visto in modo negativo, perché lì hanno il primo emendamento che proprio vieta al governo di fare leggi che limitino in qualche modo la libertà di manifestazione del pensiero delle persone. Per cui in America vendere oggetti nazisti, che quindi possiamo dire che in qualche modo potrebbero fomentare un sentimento di rinascita neonazista, no, è ovvio che invece in paesi europei che vietano queste cose, lo fanno perché? Perché vogliono evitare che ci sia un mercato di oggetti nazisti che possa in qualche modo incitare, provocare, aumentare in qualche modo qualche sentimento neonazista, che ovviamente è pericolosissimo.

Quindi in America la vendita di oggetti nazisti è consentita. In alcuni paesi europei, che ci siamo detti, hanno una visione più del fenomeno sociale della libertà di manifestazione del pensiero, e quindi nei paesi europei tradizionalmente si consentono maggiori limitazioni alla manifestazione del pensiero per tutelare altri valori, come in questo caso lo speech, l'istigazione o un risorgimento, diciamo, neo nazista o cose del genere. Quindi in Francia, nel nostro caso, è vietata la vendita e l'acquisto di cimeli nazisti. Questa è la legge francese e la prendiamo come un dato di fatto. Mentre la legge americana lo consente.

Succede un input tante volte che un comportamento in uno stato è consentito e in un altro stato no. Allora che succede? Che questo signore posta su Yahoo l'annuncio per la vendita di questi cimeli nazisti, ma ovviamente, essendo Yahoo una piattaforma mondiale, i cittadini francesi potevano partecipare all'asta, potevano acquistarlo. Ora, è ovvio che nel momento in cui un cittadino francese compra l'oggetto, è il cittadino francese che sta commettendo un reato in base alla normativa francese. Quindi il cittadino francese che non deve comprarlo. Però il problema era che questo annuncio era visibile in Francia.

Allora una serie di associazioni, nessun francese che io sappia abbia comprato l'oggetto, quindi non si tratta della commissione di un reato da parte del francese. Il problema sta a monte, che alcune associazioni di cittadini hanno ritenuto particolarmente esecrabile il fatto che fosse anche astrattamente raggiungibile una piattaforma in cui erano in vendita quegli oggetti, perché per la legge francese la vendita è vietata e quindi quella vendita doveva essere oscurata, non raggiungibile agli IP provenienti dalla Francia. E quindi queste associazioni fanno una causa di fronte al giudice francese per oscurare quel sito, per non renderlo raggiungibile dalla Francia. E il giudice francese dà ragione, dice giusto, giusto, dobbiamo oscurare quell'indirizzo di Yahoo dove c'è questa vendita di oggetti.

Qual è il problema? Il problema è che Yahoo è una società americana. E quindi il giudice francese che emette la sentenza e quindi ordina di oscurare, di non rendere raggiungibile, perché voi sapete oscurare, ne abbiamo già parlato, no, su internet come si fa a vietare che qualcuno possa vedere un sito? C'è l'oscuramento del sito, cioè in base all'IP da cui proviene il click del computer, se l'IP è un IP francese, si può fare, si blocca e quel sito. Se l'IP di provenienza che vuole raggiungerlo è francese, quel sito risulta oscurato, cioè vi compare una schermata nera. Il giudice francese dice: "Oscuriamo se qualcuno accede alla vendita di oggetti neonazisti dalla Francia, tu oscura quella pagina".

Ma Yahoo è una società americana e dice: "Ma perché? Io seguo la legge americana. Io quello che sto facendo qui in America lo posso fare. Se poi il vostro cittadino francese vuole accedere, un problema suo, ma non certo un problema mio". E allora cosa fanno i francesi? Ovviamente, per rendere esecutivo un obbligo a una società, devo mandare al giudice che è competente per obbligare quella società. E che fanno? Vanno, poiché Yahoo ha sede in California, in America, e vanno alla District Court of California chiedendo di rendere esecutivo l'ordine del tribunale francese. E la District Court dice: "Eh no, cari miei, io applico il diritto americano e in base al diritto americano il First Amendment mi dice che Yahoo può fare ciò che sta facendo e dunque io non consento di eseguire il vostro ordine, quindi non obbligo Yahoo a oscurare il sito".

Questo è un caso famoso ed emblematico perché proprio ci porta visivamente a vedere come funziona, qual è il problema nel momento in cui paesi diversi hanno regole diverse rispetto a uno stesso comportamento. Ma facciamo un caso che potrebbe interessarci più da vicino a noi. Io faccio sempre casi assurdi e paradossali in modo tale che siano più comprensibili nella loro assurdità e nella loro esagerazione. Fate conto che voi vi aprite il canale YouTube, il vostro canale YouTube su cui caricate dei video in cui fate quello che vi pare, assolutamente tutte cose che per l'Italia sono legittime, regolari, giuste, potete farle. Che so, parte dei tutorial di make-up, ok? Mettiamo conto, in Italia lo potete fare. E magari mentre fate il tutorial di make-up, ogni tanto vi bevete un bicchiere di prosecco, perché brindate alla lontana con i vostri follower.

Qual è il problema? Ad esempio, poniamo un paese che ha norme profondamente diverse dalle nostre. Prendiamo come esempio l'Arabia Saudita. In Arabia Saudita la legge dello stato è la Sharia, la legge islamica. La costituzione dell'Arabia Saudita è il Corano. Come se da noi la costituzione fosse la Bibbia. Da loro il Corano rappresenta la costituzione, sta al vertice del loro ordinamento delle fonti e loro applicano la Sharia come legge dello stato. Per cui ciò che non è consentito in base alla legge islamica è vietato in base allo stato Arabia Saudita. Ovviamente, se un cittadino dell'Arabia Saudita raggiunge, vede il vostro video, potrebbe andare da un tribunale della Sharia dell'Arabia Saudita dicendo: "Bisogna oscurare il canale YouTube di tizio, tra voi, perché intanto si vede la faccia di una donna senza velo, che ovviamente è vietato in Arabia Saudita, perché c'è il velo integrale. Poi figuriamoci se si trucca e quindi fa qualcosa di, insomma, di esposizione del corpo femminile, assolutamente vietato. E per non parlare dell'ultima cosa, beve anche un bicchierino di prosecco. Voi sapete l'alcol è vietato in tutti i paesi che applicano la Sharia".

Quindi voi state commettendo una serie di reati secondo la legge araba. A voi non interessano, non portate in Italia. Certo, nessun giudice arabo potrà venire a perseguirvi perché voi siete fisicamente, a meno che non lo facciate in Arabia Saudita, ecco, vi consiglio vivamente di non fare queste cose quando andate in un paese con legislazione islamica che si confonde con la legislazione dello stato. Ma fate conto che un cittadino dell'Arabia Saudita, così si sveglia la mattina e decide che vuole fare un ricorso al giudice arabo per far oscurare il vostro sito, sempre che già non lo sia oscurato in partenza. Può fare una richiesta al tribunale e il tribunale arabo sicuramente gli darà ragione. Però dipende voi dove avete il vostro canale su YouTube.

Ecco, o l'Arabia Saudita ha una sua normazione per cui riesce l'Arabia Saudita come paese a oscurare YouTube? Perché il problema nasce sempre con le democrazie, cioè la Francia non è in grado di oscurare come stato francese delle pagine di una sottile di Yahoo, di Google, eccetera, perché ovviamente, essendo una democrazia, non si mettono a oscurare le pagine a meno che non ci siano, poi ovviamente, la commissione di reati seri. Però in Arabia Saudita, che è una dittatura, molto realisticamente vi oscureranno il canale, perché loro sono in grado di operare una censura preventiva su internet. Per cui se voi caricate su internet del materiale che in base alla legge italiana è assolutamente legale, ecco, sappiate che se ciò che invece fate viola le regole di un altro stato che ha regole diverse, io ho fatto l'esempio dell'Arabia Saudita perché sono regole profondamente diverse dalle nostre, il vostro canale, la vostra pagina, il vostro sito internet potrà essere oscurato da quel paese, in modo tale che i cittadini di quel paese, con l'IP di residenza di quel paese, se tentano di raggiungere il vostro sito, vengono bloccati, vengono oscurati.

Ma affinché voi non fate nulla all'interno di quel paese, non potete essere perseguibili. Per cui non è che l'Arabia Saudita può venire con i suoi poliziotti, toc toc, a bussarvi alla porta e dire: "Adesso io ti metto in prigione perché ti sei mostrata senza velo e soprattutto hai bevuto alcol". Ok? Perché vale la regola che c'è sempre il giudice nazionale competente di dove è stato commesso il reato. Voi in Italia non avete commesso alcun reato se state in Italia e quindi non siete perseguibili. Cosa diversa, ovviamente, quando poi invece ci si scambia materiale, informazioni e quant'altro con altri soggetti. Ma normalmente vale la regola che il giudice nazionale competente è quello dove, in base al diritto italiano, del principio del diritto penale del giudice nazionale competente, è quello dello stato dove l'azione o l'omissione, nel caso in cui il reato sia un reato omissivo, si è svolta in tutto o in parte.

Questo che vuol dire? Vuol dire che se voi cercate, invece, tramite il vostro canale YouTube, se voi vi mettete a vendere degli oggetti e quindi li spedite in tutto il mondo, ecco, se voi vi mettete a vendere alcol e lo volete spedire in Arabia Saudita, questo non lo potete fare, perché in Arabia Saudita è vietato bere alcol per le persone. E quindi voi, nel momento in cui vendete degli oggetti e li spedite in altri stati, allora è il vostro compito di studiare le leggi del paese dove volete spedire, perché se voi spedite una bottiglia d'alcol in Arabia Saudita, voi poi, allora la bottiglia arriva in Arabia Saudita fisicamente e quindi in quel momento l'azione, la vendita di alcol illegale, avviene anche in Arabia Saudita, ok?

A parte questo esempio così esagerato, la regola che mi interessa che poi però sappiate è che appunto il giudice competente è quello dove l'azione o l'omissione è avvenuta in tutto o in parte. Per cui valgono sempre le regole che se avviene, nel caso, diciamo, che il reato molto spesso compiuto su internet è la diffamazione. Ecco, per il reato di diffamazione, quand'è che avviene la diffamazione? Normalmente nella vita reale, la diffamazione avviene nel momento in cui le altre persone sentono quello che io sto dicendo di diffamante, quando io parlo con gli altri, ecco, gli altri che hanno notato, hanno ascoltato le mie parole, oppure se le scrivo, quando le persone leggono quello che io ho scritto, lì avviene la diffamazione, lì il giudice competente.

Su internet, come si fa a sapere dove stanno le persone che leggono le mie affermazioni? Non lo so. Se io pubblico sul mio blog la diffamazione nei confronti di una persona, e come faccio a sapere dove stanno le persone che mi leggono? Possono stare ovunque nel mondo, soprattutto se il mio blog è scritto in inglese. Per cui per internet, ovviamente, si devono trovare delle regole ad hoc. E nel caso della diffamazione, ovviamente, si fa riferimento non solo alla persona che diffama, e quindi ad esempio può essere, se io carico il computer da cui carico il materiale diffamatorio, eccoli, sicuramente potrei far causa, mi possono far causa, il giudice competente lì dove io ho caricato il materiale. Però anche per venire incontro, ovviamente, alle esigenze della persona che subisce la diffamazione, il giudice competente è anche quello di dove sta la persona che ha subito la diffamazione. Per cui se io sono italiana e subisco una diffamazione da un sito, ecco, io posso far causa non solo al luogo, nel luogo dove c'è il soggetto che ha caricato il materiale, ma posso chiedere i danni anche al giudice che sta più vicino a me, per intenderci. Questo ovviamente per aiutarmi, perché se la diffamazione è a livello globale, non è che posso seguire le competenze globali di tutti i vari giudici, diventerebbe anche molto costoso, capite bene.

E con ciò, purtroppo, immagino di avervi messo più dubbi che risposte, ma la disciplina di internet, purtroppo, è così. Sono molte le criticità, ma spero anche di avervi chiarito qualche regoletta basilare in più.