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[Musica] in un mondo che cambia continuamente ci sono delle isole che sembrano esenti da qualsiasi forma di mutazione. una di queste è la piazza dei miracoli a pisa.
che cosa si può immaginare di più perfetto? eppure in casi come questi la perfezione non è un punto di arrivo, è un punto di equilibrio. un equilibrio che può rivelarsi anche piuttosto precario.
il nome ha un copyright, quello di gabriele d'annunzio, geniale coniatore di slogan. non c'è che dire, la definizione è perfetta. in questo angolo di città, ridosso delle mura, sembra che i secoli abbiano saputo generare solo armonia.
ma la piazza non è nata tutta insieme. è il prodotto di generazioni e di saperi, di risorse, scelte politiche ed emozione e di cultura. questo è il punto ideale per capire come è nata la piazza.
il punto di partenza e quelli di riferimento è la cattedrale, l'edificio nato per primo. davanti alla cattedrale viene poi costruito il battistero, un edificio a pianta circolare. l'architetto che ha progettato il battistero progetta anche la torre a pianta circolare. è un elemento di verticalità, ovviamente viene progettata perpendicolare con il terreno, non era previsto che si inclinasse.
l'ultimo arrivato, il camposanto, che riprende lo slancio della torre ma lo ribalta in orizzontale. ed ecco una quinta allungata, leggera, che dà l'impressione di essere affacciati sul cielo. la vita in una piazza, dalla nascita alla morte, passando anche per l'ospedale.
adesso il restauro che protegge il caposaldo, l'istituzione socio sanitaria dell'epoca. una intuizione di alta politica che si traduce in una scelta urbanistica finanziata dalla repubblica marinara con il tesoro sequestrato e sarà cenni la battaglia navale di palermo.
cominciando appunto dalla cattedrale. la definizione migliore la diedero e pisani stessi: "in verde marmoreo tempio", un tempio di marmo candido come la neve. ma per apprezzarlo pienamente bisogna pensare all'anno di fondazione: 1064. 950 anni fa.
in europa la maggior parte delle città era fatta di legno, quando andava bene. cioè, negli edifici pubblici si usavano la pietra e il mattone. un edificio così grandioso se lo poteva permettere solo l'imperatore di bisanzio.
il progetto è di un architetto che si chiamava boschetto, che riesce a concentrare il meglio delle tre culture che si affacciavano sul mediterraneo medievale: quella bizantina nei mosaici, quella araba nelle geometrie delle decorazioni e quella latina di cui rivendica l'eredità nella pianta basilicale a cinque navate sostenute da una selva di colonna.
davanti alla cattedrale, nel 1152, diotisalvi progetta e battistero, un edificio affascinante come non si era mai visto prima. ancora oggi è il più grande d'italia. il battistero è un edificio all'avanguardia. quegli architetti sono stati anche ottimi ingegneri del suono. il sistema della doppia cupola crea un'acustica straordinaria. sentite.
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lo stesso diotisalvi mette poi mano al campanile. anche questo è un edificio mai visto. alto 55 metri, concepito sul modulo degli archetti che caratterizzano la cattedrale, diventano il logo della piazza. la pendenza, adesso bloccata dopo un'operazione di consolidamento andata avanti per anni, ha finito per far passare il secondo. che hanno la genialità del progetto con la quinta del camposanto e la base verde del prato.
nell'ottocento la piazza diventa un'icona mondiale, qualcosa di definitivo come un pezzo di natura nato da solo, una volta per tutte. in realtà, sul lungo periodo non cambiano soltanto i luoghi nel loro complesso. cambiano anche le cose, gli oggetti, che i singoli monumenti per l'usura del tempo, per la trasformazione delle funzioni, ma anche perché cambiano la cultura, il gusto, la moda.
per le vittime del tempo c'è un porto tranquillo e sicuro, e anche a portata di mano. il museo sui monumenti della piazza vigila l'opera della primaziale, l'organo tecnico nato per gestirne la costruzione e che adesso ne cura la manutenzione, l'agibilità. con compito impegnativo, se non altro per l'ampiezza degli spazi e dei volumi.
ma dietro quella che sembra una immagine immutabile, di mutamenti ce ne sono stati parecchi. anche senza contare l'incendio che distrusse molti degli arredi interni della cattedrale nel 1595. basta dare un'occhiata ai pannelli di marmo, bellissimi, che erano in opera e sono stati messi da parte. questo, a sua volta, è stato scolpito su un antico marmo romano.
le chiese, del resto, sono edifici nati per essere usati a scopo liturgico. ma la liturgia cambia, come cambiano i gusti artistici. e poi, in parallelo all'azione degli uomini, va avanti silenziosa e implacabile quella del tempo. vita dura per le statue. questa popolazione di santi e di profetici ne dà un esempio. sono immigrati qui da una postazione prestigiosa ma molto esposta alle intemperie, cioè l'esterno del battistero.
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e l'azione combinata del vento, del sole, della pioggia e del cielo. lo stato di degrado è abbastanza avanzato. ma l'importante è che si siano salvate. da un secolo a questa parte, agli agenti atmosferici si è aggiunto l'inquinamento. e se gli agenti inquinanti sono terribili per il marmo, sono addirittura deleteri per il bronzo. ecco perché questo capolavoro assoluto del medioevo è stato portato nel museo, semplicemente per permettere che continuasse a vivere.
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e la porta che bonanno realizzò per il duomo alla fine del xii secolo, restaurata qualche anno fa, è stata sostituita da una copia. troppo importante per rischiare. e non è stata la sola. questo splendido grifone di bronzo è un'opera d'arte islamica e pisani lo hanno, diciamo, importato dalla spagna. in altre parole, una preda di guerra. e per questo motivo lo avevano messo sulla crateri o della cattedrale, in un luogo dove tutti lo potessero vedere.
è un'opera di alta tecnologia, un vero e proprio effetto speciale concepito per stupire gli ospiti. ce lo dice questo buco sulla pancia. a che cosa serviva? serviva a fare entrare l'aria che poi, passando attraverso uno strano congegno, una specie di fiasca nascosta nel torace, si trasformava il suono e faceva parlare, letteralmente, il grifone.
oreficerie, arredi, contenitori di reliquie, opere squisite come questa madonna realizzata in un'app sanna d'elefante. guardate l'eleganza con cui l'artista ha risolto la curvatura del materiale.
il museo dell'opera della primaziale. la cattedrale di pisa si chiama così perché esercitava il primato sulla sardegna e sulla corsica, tempi della repubblica marinara. ed è l'album della più antica scultura italiana. l'allestimento attuale ha 30 anni, a dimostrazione che anche i musei sono organismi viventi. a breve sarà completamente rivoluzionato. nuovi criteri espositivi, nuova illuminazione, nuovi percorsi, nuovi servizi.
da gestire, come da mille anni a questa parte, con l'orgoglio dell'appartenenza, il gusto del bello e un sano senso dell'economia.
quindi noi faremo un grandissimo lavoro, spendendo poi alla fine del percorso un milione e mezzo, due milioni. e quindi questo, ecco, io credo che sia importante perché noi naturalmente guardiamo agli aspetti, come opera del duomo, agli aspetti spirituali, agli aspetti dei giudici, agli aspetti religiosi, ma anche a come si aprono i cordoni della borsa.
museo, il luogo dedicato alle muse che, secondo i greci, sono nove, sono sorelle, tutte figlie di un'unica madre: della memoria, che è la base della conoscenza e quindi anche della storia. ecco perché i musei sono importanti, soprattutto nei momenti in cui la storia sembra in carburata, incomprensibile, come succede oggi. perché, in fondo, non sono altro che il riassunto delle puntate precedenti.
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