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Come RICONOSCERE le FAKE NEWS | Avv. Angelo Greco

Angelo Greco10:49

Transcription

Da quando le notizie non sono più soggette al controllo di editori e capi redazione, quando per ogni giornale non c'è più un direttore responsabile, le cui leggerezza potevano costare una responsabilità risarcitoria, quando non penale, le fake news sono sempre più ricorrenti e a volte pericolose. Si dirà che grazie ad internet l'informazione è più libera rispetto ai tempi in cui i giornali erano di carta stampata, ma come ha dimostrato l'esperienza, non è sempre così. Il rischio di strumentalizzazioni e di facili ricorsi alla fantasia, pur di spingere l'argomentazione di parte, è assai frequente. Di qui il problema: come fate a riconoscere le fake news? Se esiste qualche strumento che vi possa tutelare?

Gli algoritmi dei motori di ricerca e dei social network hanno intrapreso una vera e propria crociata contro le fake news, elaborando dei sistemi di riconoscimento automatico. Se una notizia viene segnalata come fasulla e tanto viene accertato oggettivamente, l'eventuale condivisione del link o dell'immagine su un profilo Facebook, LinkedIn o Instagram diventa pressoché impossibile. Provate voi stessi a fare un esperimento: la piattaforma vi oscurerà il contenuto e, in caso di condotte reiterate, potrebbe arrivare anche a sospenderli l'account o a renderlo poco visibile agli altri contatti.

Il problema si pone per tutti quei casi che si pongono nella famosa "zona grigia". Parliamo di quelle notizie che apparentemente appaiono poggiate su circostanze vere ed avvalorate scientificamente, ma che anche poi trascendono nella fantascienza vera e propria. Qui deve essere il lettore a sapersi orientare, a sapere come riconoscere le bufale. Ed allora, qui di seguito vi fornirò alcuni suggerimenti pratici che potranno aiutare anche l'utente più sprovveduto a districarsi in questa giungla chiamata web. Prima di andare avanti e lanciare la nostra ormai mitica sigla, vi ricordo di iscrivervi al canale, azionare la campanella degli avvisi. Buona navigazione.

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Questa è la legge.

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Photoshop è il primo incriminato. Adesso è addebitabile alla creazione di tanti falsi condivisi sotto forma di immagini JPEG. Così, ecco che sotto il logo di un giornale nazionale può essere aggiunta manualmente una notizia non veritiera, un'opera di post-produzione che non richiede grande esperienza in computer grafica. Il primo e basilare consiglio è dunque di non credere all'immagine, ai finti screenshot, se poi non vi è alcun link alla notizia originale. Link che dovete cercare per vedere se quell'immagine corrisponderà a una pagina web realmente esistente. A volte le foto di corredo dell'articolo sono estrapolate da contesti differenti e utilizzate strumentalmente per altri fini. Ed allora, se viene condiviso un'immagine, salvatela sul desktop del vostro computer e poi caricate la su Google Immagini. In questo modo potrete verificare quale sia il contesto iniziale in cui questa stessa immagine è stata pubblicata. Se non trovate risultati soddisfacenti, abbandonate l'ambizione di essere i primi a condividere la notizia. Meglio, come suggeriva Umberto Eco, non tentare di apparire saggi subito per non dover poi risultare sciocchi dopo.

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Un tempo, quando il sapere veniva contenuto in enciclopedie e la ricerca delle fonti era un'attività secondaria, una volta che un contenuto veniva pubblicato, tanto per fare un esempio sulla Treccani, non c'era bisogno di verificare poi se lo stesso era attendibile o meno. Oggi, invece, questa attività è diventata imprescindibile. Anche se non è necessariamente detto che tutte le notizie vere debbano per forza provenire dai giornali nazionali, così come non è del tutto scontato che un quotidiano famoso debba per forza fornire contenuti di alta qualità. È anche bello che bisogna stare attenti alle notizie roboanti provenienti magari da siti sconosciuti, "mio cugino.org". Il fatto di essere assiduo lettore del giornale e di nicchia non vi rassicurerà sulla fondatezza delle sue notizie. Insomma, la regola numero uno del giornalista deve essere anche quella del lettore: verificate la fonte di una notizia e confrontatela con altre. Con la notizia succede lo stesso e si deve fare altrettanto per evitare di cascarci in una faticosa. Se si legge qualcosa di particolarmente clamoroso che rasenta l'incredibile, prima di fare un qualsiasi commento, di condividere questa informazione con gli altri, o magari di prendere il fatto per oro colato, è meglio verificare se anche altre fonti danno la stessa notizia e negli stessi termini. Allora è possibile credere che sia vera.

Facciamo un esempio: il grande attore, scrittore, regista Orson Welles fu il primo a divulgare una delle più famose storiche fake news. Ai tempi in cui il mondo si vedeva in bianco e nero, cioè non c'era nemmeno la TV a colori, era il 1938. Welles, in una sua trasmissione radiofonica, diede la notizia di un'invasione di alieni negli Stati Uniti. In realtà, si trattava di un programma ispirato al romanzo "La guerra dei mondi", ma il realismo con cui Welles raccontò quella invasione fece credere a migliaia di americani che i marziani erano davvero arrivati sulla terra. Ai tempi non c'era nemmeno la possibilità di confrontarsi facilmente con altre fonti o con altri telespettatori, ecco perché in tanti ci cascarono. La riduzione.

Breve, ma proviamo ad immaginare se oggi una TV, una stazione radio, Facebook o Twitter lanciasse una notizia del genere. Già avrebbe dell'incredibile di suo. Si guarderebbe il calendario per verificare se il giorno coincide con il primo aprile. Se a raccontarla è un solo canale di informazione o social, tutti sarebbero del matto all'autore del pezzo. Al massimo scapperebbe una risata, a meno che la notizia venga data da più fonti e a questo punto che si può cominciare a credere che sia vera.

Controllate inoltre se il giornale è registrato in tribunale, se vi è un direttore responsabile che per eventuali inesattezze o sciocchezze risponda in prima persona. Accertatevi da quanto tempo poi esiste il giornale. I blog hanno una vita spesso assai breve, a volte non esistono più di 3-4 anni e in questo arco di tempo nessuno controlla le informazioni che spacciano in rete. Peraltro, più notizie fanno, più guadagnano. Attenzione poi alle estensioni dei siti. Ci sono alcuni siti web che ormai hanno dato nell'occhio con le loro fake news e, guarda caso, l'indirizzo internet della maggior parte di loro finisce con estensioni molto strane. Si tratta di pagine che cercano visualizzazioni sparando qualsiasi tipo di notizia, devono fare cassa. Basterebbe in questi casi, oltre come detto a verificare e confrontare la notizia su altre fonti, dare uno sguardo alla sezione "Chi siamo" di questi siti, così giusto per sapere di chi si tratta e il livello di affidabilità. E se vi avanza tempo, controllate un altro paio di cose di questi siti. Uno è la grafica: se appare poco professionale, improvvisata, messa lì in qualche modo, chi c'è dietro non dà molte garanzie. L'altra è il modo in cui si scrivono le notizie: un titolo scritto con le maiuscole, con un'infinità di punti esclamativi, è segnale di sensazionalismo fine a se stesso e assai probabile che dietro quella notizia si nasconda una preziosa. Di solito offrono più attendibilità i siti certificati, quelli cioè che iniziano con "https" piuttosto che quelli che iniziano con "http". I primi sono riconosciuti da un'icona a forma di lucchetto visibile sulla barra dell'indirizzo del browser.

Verificate le notizie in precedenza fornite dallo stesso giornale, sfogliando nel suo archivio, perché se per alcune di queste vi risulterà più difficile distinguere una fake news da una notizia vera, per altri invece il compito potrebbe essere più agevole. In ogni caso, resto sempre dell'idea che i quotidiani nazionali più conosciuti, se anche possono sposare una tesi politica piuttosto che un'altra, non diffondono mai fake news o inesattezze e dunque, prendendo con le dovute pinze le informazioni che forniscono, calcolando cioè la visione di parte che possono avere in modo più o meno netto, sono sicuramente più attendibili.

Un altro importante metodo per scovare le fake news è verificare se la stessa notizia è riportata su altri giornali. Le notizie ufficiali sono infatti battute dalle agenzie stampa, e poi vengono riportate su tutti i quotidiani cartacei e online. Se una notizia è falsa, non avrà mai spazio in una nota stampa ufficiale.

Spesso vengono citate leggi e sentenze a sproposito, a volte i numeri delle sentenze vengono addirittura inventati. Tutti, però, hanno la possibilità di fare una ricerca in internet per verificare il contenuto delle pronunce della giurisprudenza o degli articoli di legge. Lo so, è sicuramente più facile accontentarsi di un riassunto o dell'interpretazione pratica fatta da un terzo, ma spesso proprio dietro di ciò si nascondono le strumentalizzazioni. Ecco che allora la ricerca della fonte primaria, ossia la sentenza con la legge, potrà dipanare ogni vostro dubbio.

Il lessico utilizzato dall'autore dell'articolo nasconde numerose tracce sull'attendibilità della notizia. Quando la notizia è inventata di sana pianta, la forma narrativa è spesso impersonale. Non c'è mai un soggetto a cui ricondurre una specificazione, diversamente si potrebbe ricadere nella diffamazione. Non ci sono poi date, non ci sono fonti, non vengono fatti nomi, non ci sono riferimenti specifici a studi, ad eventi determinati. Tutto è molto nebuloso, in modo che nessuno possa ricostruire il fatto e accorgersi che lo stesso è solo un falso.

Anche il titolo dell'articolo è uno specchio della sincerità del suo contenuto. Non credete ai facili scoop. Quando siamo in presenza di una fake news, il titolo è quasi sempre tutto maiuscole, a volte è corredato da un punto esclamativo per dare maggiore enfasi alla notizia. Diffidate dei punti esclamativi.

Non esiste attualmente in Italia una legge che punisca la pubblicazione di fake news. La notizia falsa sconfina nel penale solo se diventa un elemento di diffamazione, un attacco alla reputazione, all'onore di un soggetto determinato, fosse anche una società. Pensate al caso della falsa notizia secondo cui una casa farmaceutica avrebbe prodotto un medicinale che procura il cancro, quando ciò non è vero, non è stato accertato. Una notizia di questo tipo, gettando onta sulla società, potrebbe dar luogo a una querela per diffamazione aggravata. O pensate anche alla notizia di un falso incidente aereo che potrebbe far crollare le vendite di biglietti di una determinata compagnia. Viceversa, dire che sulla terra sono approdati gli alieni o che esiste una cura tenuta nascosta contro magari la morte, non è reato. Questa, ahimè, è l'attuale legge, ed è questa la legge che penalizza.

Ciao amici, se vi interessa sapere cosa dice la legge, come va interpretata, cosa si può fare, cosa non si può fare, tutto in un linguaggio semplice ed accessibile a tutti, iscrivetevi al mio canale. Questa è la vera legge.