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Le onde e lo spettro

La Scienza in un click27:46

Transcription

Ciao a tutti. Finora abbiamo studiato dei fenomeni in cui possiamo considerare la luce come un raggio rettilineo, come detto più volte, come un sottile filo luminoso. La luce, però, in realtà ha una natura più complessa, a cui bisogna accennare per comprendere altri fenomeni che la riguardano.

La luce è, infatti, in realtà un'onda. Abbiamo già incontrato diversi tipi di fenomeno ondulatorio, come le onde circolari generate da un sasso lanciato in uno specchio d'acqua, le onde del mare, le onde sismiche dei terremoti e, prossimamente, le onde sonore. Nella loro diversità, ciò che accomuna questi fenomeni è il fatto che trasportano energia senza che ad essa sia associato uno spostamento di materia.

Un'onda rappresenta sempre l'oscillazione di una qualche grandezza nel tempo e da una descrizione matematica piuttosto complessa. Possiamo, però, dire in generale che il grafico di un'onda, che qui vediamo rappresentato semplicemente, ha una forma caratteristica, presentando dei valori massimi, le cosiddette creste dell'onda, alternati a dei valori minimi, che sono i cavi o ventri dell'onda, come vediamo nell'immagine.

La distanza tra due creste successive è chiamata lunghezza d'onda, mentre invece quella in verticale tra il punto più alto e quello più basso del suo grafico è l'ampiezza dell'onda. Strettamente associata alla lunghezza è la frequenza, data dal rapporto tra la velocità dell'onda e la sua lunghezza. Quindi, maggiore è la lunghezza dell'onda, minore è la sua frequenza. Lo possiamo capire facilmente nel senso che se le onde sono molto lunghe, le creste sono più distanziate tra di loro. Se, invece, le onde sono più corte, le creste sono molto ravvicinate e questo si indica dicendo che aumenta la sua frequenza.

L'energia associata ad un'onda è direttamente proporzionale alla sua frequenza e inversamente alla sua lunghezza. Questo vuol dire che le radiazioni luminose o non, che hanno una lunghezza d'onda più corta, contengono più energia, mentre invece le onde più lunghe contengono meno energia.

Fatta questa premessa sui fenomeni ondulatori in generale, è importante ora presentare la luce come un'onda elettromagnetica, ovvero un'onda generata da un campo elettrico e uno magnetico, come vediamo in quest'altra immagine, che oscillano in direzioni perpendicolari tra loro e perpendicolari alla direzione in cui si muove l'onda luminosa, che quindi è un'onda trasversale. Questa scoperta ha fatto confluire gli studi sulla luce, ovvero l'ottica, in quelli su elettricità e magnetismo.

Inoltre, come vedremo, la luce visibile è soltanto una piccola parte di un intervallo di frequenze di queste onde elettromagnetiche molto più esteso e che, nel suo complesso, costituisce lo spettro elettromagnetico. Se ci limitiamo, però, per adesso, poi vedremo tutto lo spettro, ma se ci limitiamo per ora soltanto alla luce visibile, possiamo interpretare in maniera diversa i vari colori della luce, i cosiddetti sei o sette fondamentali.

Ciascuno di essi, ciascuno dei colori della luce visibile, in realtà è un'onda di lunghezza, frequenza ed energia diversa, come vediamo. Le onde rosse, il colore rosso, corrisponde a onde più lunghe. Viceversa, le onde, andando verso l'alto, verso la scala dei colori, via via si accorciano, fino a che, con il violetto, tra le varie onde luminose, quelle del violetto sono quelle con la lunghezza minima e la frequenza massima. A questa differenza di lunghezza corrisponde anche una differenza di energia. Le onde rosse, le onde corrispondente al colore rosso, sono più lunghe e di conseguenza contengono meno energia rispetto a quelle blu e a quelle violette.

Qual è la lunghezza d'onda della luce? Qual è la distanza tra due creste successive di quest'onda elettromagnetica che interpretiamo che i nostri occhi vedono come luce? È una lunghezza d'onda molto piccola, si misura in nanometri, ovvero miliardesimi di metro, e varia, per quanto riguarda il visibile, dai 400 nanometri del violetto, che sono le onde più corte e più energetiche, fino ai 700-750 nanometri della luce rossa, che rappresenta le onde più lunghe e meno energetiche. Quindi, abbiamo un intervallo di lunghezze molto breve che rappresenta una piccola finestra, come vedremo, visibile da parte dei nostri occhi rispetto a quello che invece è tutto lo spettro elettromagnetico, che è molto più esteso e che consiste soprattutto in radiazioni, ovvero onde non visibili, ma che hanno le stesse caratteristiche della luce, ovvero, in particolare, hanno la stessa velocità.

La presentazione della luce come onda ci consente di spiegare alcuni fenomeni che fanno parte anche della nostra vita quotidiana. Ad esempio, il motivo per cui il cielo è blu. Infatti, noi sappiamo che se noi ci spostiamo dalla Terra, usciamo dall'atmosfera terrestre, bene, il cielo, lo spazio intorno a noi, non lo vediamo più azzurro, ma completamente nero. Inoltre, sappiamo dalle sonde spaziali e in alcuni casi anche dall'occhio umano, che se noi atterriamo su un corpo privo di atmosfera, come ad esempio la Luna, il cielo non lo vediamo più azzurro, ma lo vediamo completamente nero, anche in presenza del Sole. Vediamo il fondo nero sulla Luna con tutte le stelle.

Per quale motivo, invece, noi, con la nostra atmosfera, abbiamo un bel cielo azzurro, visto che la luce solare comprende tutti i colori? Deriva da un fenomeno che si chiama diffusione della luce. La luce solare, come vediamo in questa immagine, quando incontra la nostra atmosfera, rimbalza e si disperde attraverso le molecole dei gas e le microscopiche particelle sospese. Questo effetto di diffusione è diverso per le diverse lunghezze d'onda della luce visibile. Infatti, aumenta, è più importante, come si può dire, questo effetto è più forte per le onde di lunghezza più piccola. Questo vuol dire che il rosso, l'arancione, il giallo vengono diffusi molto poco, mentre invece il verde e, ancora di più, l'azzurro vengono fortemente diffusi dall'atmosfera terrestre. Di conseguenza, il cielo appare azzurro.

È vero che la luce visibile termina col violetto, che è un'onda ancora più corta e quindi che viene diffuso ancora di più, però il cielo non lo vediamo viola, violetto, perché di luce di questo colore il Sole ne produce pochissima. Di conseguenza, il cielo appare azzurro perché è il colore, tra quelli emessi, tra quelli contenuti nella luce bianca del Sole, per cui quell'effetto di diffusione è massimo, in quanto all'onda più corta.

Vediamo adesso un'animazione. Bene, vediamo la luce di tutti i colori che arriva dal Sole, viaggia attraverso lo spazio, incontra la stratosfera. I colori più caldi, rosso, arancione, giallo, arrivano dritti in superficie. Viceversa, il blu, alla lunghezza d'onda adatta per rimbalzare e quindi essere diffuso, come vediamo appunto qui, tra le polveri e le particelle, soprattutto le molecole di gas atmosferici. Ecco perché abbiamo il nostro bel cielo di colore blu.

Chiaramente, c'è un'eccezione, cioè ci sono dei momenti della giornata in cui noi non vediamo il cielo blu, per esempio al tramonto. Il cielo non è più azzurro, ma si tinge dei colori caldi, di quelle belle tinte che vanno dal giallo all'arancione a rosso. Perché al tramonto succede questo? Perché il Sole al tramonto è più basso sull'orizzonte e i suoi raggi devono percorrere, quindi, un cammino più lungo. Dato che, come abbiamo visto, i vari colori corrispondono onde di diversa lunghezza, in questo caso, quando quindi il Sole è molto basso sull'orizzonte, i raggi arrivano obliquamente. Quelli a onda più corta, ovvero quelli blu e violetti, vengono assorbiti e diffusi prima e riescono ad arrivare al nostro occhio soltanto le onde più lunghe del giallo, ancor più dell'arancione e ancor più del rosso. A queste proprio si deve il tipico colore caldo del cielo al tramonto. Quindi, il Sole al tramonto acquisisce questa tonalità più calde perché le onde più lunghe riescono a percorrere un cammino più lungo all'interno dell'atmosfera. Quando il Sole, invece, è alto nel cielo e quindi tutti i raggi colorati arrivano dritti dritti per dritti, prevale l'effetto di diffusione legato invece alla luce blu.

Vediamo adesso un video di un interessante esperimento che simula il cielo in una scatola. Cioè, dell'acqua in questa scatola di vetro, in cui sono state disperse delle gocce, delle gocce di latte, le quali simulano i gas atmosferici. Illuminato con un raggio di luce, vediamo che diffonde il blu, quindi l'acqua acquisisce un colore azzurro come quello del nostro cielo. Adesso, però, tra poco vedremo girare la scatola. Se la andiamo ad osservare dal fondo, vediamo invece che abbiamo ricostruito un bel tramonto, perché qui i raggi che percorrono il cammino più lungo sono quelli dei colori caldi, rosso, arancione, giallo, ed ecco che vediamo un bel tramonto ricostruito in scatola. Al lato vediamo la diffusione, ma dall'estremità dove c'è il cammino più lungo, dove la luce fa il cammino più lungo, appaiono invece i colori caldi, ovvero le onde più lunghe.

Non soltanto al tramonto, ma un altro momento in cui il cielo non è azzurro ma si tinge di queste bellissime tonalità rosate è il momento dell'aurora, quell'attimo prima che il Sole sorga effettivamente. Avviene per lo stesso motivo, questo fenomeno lo vediamo per lo stesso motivo, ovvero perché anche in questo caso il Sole è basso sull'orizzonte, i raggi arrivano obliquamente e devono percorrere un cammino più lungo nell'atmosfera.

La natura ondulatoria della luce ci consente di mettere in evidenza e di poter studiare anche degli altri fenomeni che, rispetto a quelli studiati come la riflessione, la rifrazione, sono un po' più difficili da vedere nella luce e sono invece un po' più semplici da vedere in altri tipi di onde, come per esempio nelle onde del mare.

Il fenomeno che vediamo in questa immagine è il fenomeno cosiddetto della diffrazione, che avviene quando un'onda passa attraverso delle fessure. Quando un'onda piana è nella parte alta, vediamo delle onde del mare che stanno entrando in un porticciolo. Queste onde hanno fronti cosiddetti piani e paralleli, cioè i punti che uniscono tutte le varie creste sono paralleli tra di loro, come le onde in mare aperto. Guardate, però, queste onde come cambiano forma quando passano attraverso queste fessure che vediamo nella parte alta, le quali hanno delle dimensioni paragonabili alla lunghezza d'onda. Devono essere paragonabili alla lunghezza d'onda, diciamo, come distanza, perché altrimenti questo fenomeno non lo vediamo.

Che cosa succede quando l'onda passa attraverso queste fessure grandi grosso modo come la sua lunghezza? Succede che l'onda si allarga e diventa circolare, nel senso che ognuno di questi punti stretti in cui l'onda passa diventa una nuova sorgente di onde che, però, questa volta sono circolari, ovvero l'onda si allarga, tende ad aggirare l'ostacolo. Se l'ostacolo è molto grande, e questo non lo vediamo, e rimane piatta. Se, invece, è sufficientemente piccolo, ovvero delle dimensioni della sua lunghezza d'onda, appunto, l'onda si allarga, diventa circolare e abbiamo questo fenomeno molto evidente nelle onde del mare e che si chiama diffrazione delle onde.

Questo fenomeno lo vediamo molto bene anche nel suono, tanto che, infatti, quando delle onde sonore escono, diciamo, attraverso una porta, le onde sonore hanno una lunghezza piuttosto ampia, non è necessario per ascoltarle che noi ci mettiamo esattamente in corrispondenza della porta, anche mettendosi a ridosso del muro vicino alla porta, lì riusciamo a sentire lo stesso perché si allargano per diffrazione.

Ora, come si fa a vedere questo fenomeno nella luce? Nella luce è un po' più difficile da vedere, perché abbiamo detto che le fessure o i fori attraverso cui passa l'onda devono essere delle dimensioni della sua lunghezza. Siccome la luce ha una lunghezza d'onda molto piccola, si misura in miliardesimi di metro, questo fenomeno di diffrazione, di allargamento dell'onda, noi lo vediamo soltanto quando passa attraverso fori o fessure veramente molto, molto sottili. Vedete qui, la luce sta passando attraverso un foro sottile, l'onda si allarga, diventa circolare, ripassa attraverso due fori e vediamo che ogni foro diventa una sorgente di onde circolari che poi possono anche interferire tra di loro.

Quindi, la diffrazione è strettamente collegata anche un altro fenomeno che è quello dell'interferenza delle onde, sia luminose che non luminose. Ed ecco qui. Qui vediamo due sorgenti di onde circolari e vediamo che se vengono messe in funzione contemporaneamente, possono anche essere prodotte facendo passare delle onde piane attraverso due fessure molto sottili, come visto. Abbiamo due sorgenti, quindi, di onde circolari che producono queste onde, le quali, quando si incontrano, fanno interferenza, ovvero si possono sommare se arrivano con le creste che coincidono, in quel caso abbiamo interferenza costruttiva e vediamo le zone chiare, oppure si possono sottrarre tra di loro, si possono annullare se arrivano con la cresta dell'una sul punto più basso, ventre dell'altra. Per questo teniamo queste, diciamo, queste immagini su uno schermo posto di fronte, con queste bande alternativamente chiare e oscure, a seconda del tipo di interferenza che noi abbiamo, della fase, come si dice, in cui arriva l'onda.

Ora, questi fenomeni di diffrazione e interferenza, molto più difficili da capire, bisogna andare un po' col microscopio, però generano tutta una serie di fenomeni molto belli, bene, che noi andiamo a vedere, per esempio, in natura, che esistono anche in natura. Ad esempio, quando nel regno animale, come in questa bella farfalla, troviamo queste colorazioni blu così brillanti, di solito non è un colore dovuto ad un pigmento, anche perché negli animali, nelle farfalle, vediamo anche, per esempio, in alcuni pesci, come questo bellissimo pesce blu, oppure pensiamo all'iridescenza del corpo e soprattutto delle ali di questo pavone.

Quando nel regno animale troviamo questi bei colori blu quasi metallici, non sono dovuti ad un pigmento, cioè ad una sostanza che riflette il blu e assorbe gli altri colori, ma sono dovuti invece a dei fenomeni di tipo fisico. Infatti, se noi andiamo a vedere, cioè dei fenomeni proprio di diffrazione e di interferenza della luce, perché se noi andiamo a vedere com'è fatta al microscopio l'ala di una farfalla, noi vediamo che è costituita da tante microscopiche scaglie, tra le quali la luce si può filtrare, ma la distanza, con questa, un ingrandimento maggiore, la distanza fra scaglia e scaglia è dell'ordine di grandezza proprio della lunghezza d'onda della luce e della lunghezza d'onda della luce blu. Che passa attraverso le scaglie, si allarga e poi le onde blu danno luogo ad interferenza costruttiva e in questo modo che esce fuori il bel colore blu che vediamo in alcuni organismi del regno animale, soprattutto per quanto riguarda le farfalle, per quanto riguarda alcuni pesci e anche per quanto riguarda alcuni uccelli. Quindi, è dovuto ad un fenomeno legato. Questa sarà ancora la bellissima piuma di pavone. Questa è ancora dovuto anche questa iridescenza metallica di alcuni insetti.

Anche lo stesso blu dei nostri occhi deriva da diffrazione e interferenza della luce attraverso dei piccoli cristalli di sostanze trasparenti, i quali sono microscopici e molto, molto ravvicinati tra di loro, per cui la luce blu subisce questo fenomeno di allargamento dell'onda e di interferenza costruttiva. Quindi, in realtà, si tratta di fenomeni che noi osserviamo molto bene in natura. Non parliamo solo di farfalle, pesci e uccelli, del colore dei nostri occhi quando sono blu, ma, per esempio, anche questi arcobaleni che vengono prodotti sulle superfici dei CD e dei DVD. Non sono prodotti per dispersione cromatica della luce attraverso un prisma, ma sono prodotti proprio da fenomeni di questo tipo, perché la superficie del CD sembra liscia, ma in realtà, invece, andandola a vedere al microscopio, presenta delle microscopiche incisioni attraverso cui le onde di diversi colori, a seconda della distanza, bene, tra queste piccole scaglie o di incisioni, subisce diffrazione e interferenza. Quindi, questo che è un arcobaleno che viene prodotto tramite fenomeni derivanti dalla struttura microscopica della materia, i quali sono fenomeni diversi da quelli che producono, diciamo, l'arcobaleno atmosferico.

Ancora, anche la bellissima iridescenza delle bolle di sapone è prodotta da fenomeni di questo tipo, ovvero da fenomeni di interferenza della luce, passando dall'una all'altra, diciamo così, delle due superfici interne ed esterne della sottile lamina d'acqua saponata che forma la superficie della bolla.

Vediamo adesso ancora. Finora abbiamo parlato di luce visibile come onda elettromagnetica, ma vediamo che la luce visibile, tra tutto l'insieme, la grande famiglia delle onde elettromagnetiche che, nel suo complesso, costituisce quello che viene chiamato spettro elettromagnetico, la luce visibile costituisce soltanto una piccolissima finestra di una grande famiglia di onde che possono essere molto più piccole di quelle, molto più, diciamo, corte, quindi molto più energetiche di quelle luminose, oppure, all'estremità opposta, possono avere anche lunghezze d'onda addirittura non di nanometri, ma di centimetri, di metri e addirittura di chilometri.

L'insieme di tutte queste radiazioni elettromagnetiche, visibili e per la maggior parte non visibili, che viaggiano alla stessa velocità della luce, si chiama lo spettro elettromagnetico. E vediamo proprio adesso un'animazione anche di questa. Co vediamo la luce visibile in alto, ma ci sono tante altre onde, da quelle più lunghe, vediamo, e meno energetiche, che sono le onde radio. Piano piano passiamo alle microonde, ecco la luce visibile, ma abbiamo anche delle onde più energetiche, con maggiore frequenza, più pericolose.

Facciamo adesso un'analisi di quali sono queste altre radiazioni elettromagnetiche non luminose, cominciando, e quindi invisibili, cominciando da quelle con dimensione minore. Ecco qui, mettiamo adesso un'altra immagine dello spettro elettromagnetico. Lo vediamo ad arco, ma chiaramente si tratta dello stesso. Vediamo che la finestra di luce visibile è veramente molto, molto ridotta. Procedendo verso sinistra, aumenta la lunghezza d'onda, mentre invece procedendo verso destra, aumenta l'energia. Iniziamo proprio con le onde che vediamo a destra, quelle più energetiche e quelle più pericolose, tra l'altro. Tutte queste onde, anche non visibili, hanno degli effetti ed applicazioni interessanti, quindi è bene che si dica qualcosa anche su queste altre onde, oltre che alla luce visibile.

Iniziamo da quella lunghezza cortissima e quindi più energetiche e chiaramente più pericolose, cioè iniziamo parlando, ecco, vediamo un'altra immagine in piccolo sulla destra, dei raggi gamma. I raggi gamma sono radiazioni di lunghezza d'onda cortissima, le più corte di tutte, estremamente energetiche e penetranti. Vengono liberate durante le reazioni termonucleari che avvengono nei nuclei delle stelle, oppure vengono liberate durante, diciamo, quegli eventi più violenti che si verificano nell'universo, ad esempio durante le esplosioni stellari. Vengono prodotti proprio dei lampi di raggi gamma che, fortunatamente, si arrestano molto prima di arrivare sulla Terra, anche perché sono eventi che avvengono molto, molto lontani da noi. E inoltre, i raggi gamma sono prodotti anche da alcuni elementi chimici radioattivi e, di conseguenza, per questo motivo, essendo radiazioni molto penetranti e pericolose, quando maneggiamo materiali di quel tipo, dobbiamo essere opportunamente schermati.

Poi abbiamo, a seguire, andando verso sinistra, delle, ecco qua, abbiamo delle altre radiazioni meno energetiche dei raggi gamma, ma sempre molto penetranti, come vediamo nell'immagine in piccolo, sono i cosiddetti raggi X, che sono poi quelli che usiamo per fare le radiografie, come vediamo appunto in quest'immagine. Quindi, sono sempre delle radiazioni, anche se meno energetiche dei raggi gamma, però molto pericolose, e infatti, quando facciamo le radiografie, ne assorbiamo soltanto una quantità minima. Quindi, anche l'esposizione a questi raggi X richiede protezioni particolari. Sono prodotti da movimenti di elettroni, va bene, tra gli strati degli atomi, usati in radiografia, quindi sono talmente penetranti che ci consentono di vedere le nostre ossa, i nostri organi interni, e sono stati molto utilizzati anche perché, avendo una lunghezza d'onda talmente corta che è pari alla distanza media tra gli atomi in una molecola, hanno consentito, sempre tramite il fenomeno visto della diffrazione, che è comune a tutte le onde, di comprendere la struttura di sostanze complesse come le proteine e come lo stesso DNA.

A seguire abbiamo dei raggi più corti, scusate, con lunghezza d'onda più lunga, meno energia, ma sempre piuttosto pericolosa. Quella che vediamo nell'immagine in piccolo è una lampada a ultravioletti. I raggi ultravioletti, anche questi non sono visibili, sono prodotti dalle stelle di tutte le masse temperature, compreso quindi il nostro Sole. Pur possedendo meno energia dei raggi X o gamma, l'esposizione a questo tipo di radiazioni può essere molto pericolosa per il nostro organismo, dato che possono causare mutazioni o tumori della pelle. La maggior parte dei raggi ultravioletti prodotti dal Sole, per fortuna, sono assorbiti dallo strato di ozono presente nella stratosfera e quindi non arrivano sulla superficie terrestre.

Superata la finestra visibile, di cui già si è parlato, all'altra estremità, quindi andando verso sinistra, troviamo delle onde che sono più lunghe, stavolta, di quelle visibili, quindi superiamo i 750-800 nanometri del rosso e del rosso lontano, e andiamo ai raggi infrarossi, che sono delle nuove radiazioni invisibili, quindi sulle lunghezze d'onda, stavolta più lunghe rispetto al visibile, compaiono delle nuove radiazioni invisibili ad onda più lunga e meno energetica, i raggi infrarossi, i quali, però, i quali non possiamo vedere, ma li possiamo percepire. Il nostro corpo li percepisce non come luce, ma come calore, ed è la forma in cui il calore viene trasmesso tramite irraggiamento. Tutti i corpi, in base alla loro temperatura, compresi noi, emettono quantità maggiori o minori di calore e sotto forma di raggi infrarossi. Ed alcuni animali a sangue freddo, come serpenti, possiedono degli organi per percepire al buio questo tipo di radiazioni che indicano la presenza nelle vicinanze di animali a sangue caldo. Inoltre, qui vediamo in piccolo un'immagine prodotta da una telecamera ad infrarossi. Le telecamere ad infrarossi riescono ad effettuare delle riprese in cui si distinguono, senza colori ovviamente, i colori sono aggiunti in via convenzionale, immagini di persone ed oggetti in ambienti completamente bui, su che cosa si basano? Sull'emissione termica. Le sorgenti di calore, come possono essere il corpo, come può essere, ad esempio, il corpo di una persona o di un animale, vengono messe in evidenza dalla maggiore emissione di calore, ovvero di raggi infrarossi, rispetto allo sfondo.

Quindi, vediamo che tutte queste radiazioni hanno delle applicazioni che sono piuttosto importanti. Andando verso le onde ancora più lunghe, qui vediamo la bella immagine di un forno che non è un forno qualsiasi, ma un forno a microonde. Infatti, a lunghezza maggiore degli infrarossi troviamo le microonde, che sono le prime onde radio. Bene, tutto ciò che c'è oltre agli infrarossi si chiamano onde radio. Tra tutte le onde radio, quelle più corte, quindi comprese tra gli infrarossi e le onde radio vere e proprie, le radiofrequenze vere e proprie, sono le microonde. L'uso di queste radiazioni è noto nel forno a microonde, appunto, vediamo nell'immagine, il quale riscalda i cibi, in quanto le molecole d'acqua, tutti i cibi contengono acqua, lo sappiamo, sono sensibili a questo tipo di radiazione. In particolare, le molecole d'acqua contenute nei cibi si mettono in rotazione quando vengono investite da un fascio di microonde e noi sappiamo che un aumento del movimento delle molecole produce un aumento di temperatura e, di conseguenza, in questo modo riusciamo a riscaldare cibi all'interno dei forni a microonde.

Le onde più lunghe e meno energetiche di tutte sono le onde radio, le quali hanno tantissime applicazioni che noi ben conosciamo. A seguito della loro grande lunghezza d'onda, addirittura hanno lunghezze d'onda pari a metri o chilometri, sono particolarmente adatte alla trasmissione di informazioni in forma di suoni e immagini su grandi distanze. Nella piccola immagine vediamo dei radiotelescopi, che sono delle antenne molto grandi, con diametri di decine di metri, perché devono essere adatte a percepire onde di lunghezza così grande che arrivano dalle profondità dell'universo. E, diciamo, tutte queste onde non visibili ci hanno anche consentito di ottenere delle diverse visioni dell'universo e di percepire aspetti diversi. Anche lo studio dell'emissione radio che arriva dalle profondità dell'universo, che viaggia su grandi distanze perché sono onde lunghissime, ci ha consentito di ampliare le nostre conoscenze sullo spazio e sull'universo nel suo complesso, fino ad arrivare proprio vicino anche andando indietro nel tempo alle sue origini. Chiaramente, queste apparecchiature, come detto, sono molto grandi perché sono antenne che devono catturare emissioni molto deboli di onde poco energetiche e di grandissima lunghezza, addirittura pari a chilometri.

Se avete trovato questo video interessante, cosa che ovviamente io spero, iscrivetevi al canale Il Signore delle Scienze, dove potrete vedere video che parlano di tante altre curiosità del mondo scientifico. Alla prossima!