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SE QUESTO È UN UOMO. Primo Levi. Riassunto e analisi

CULTURE & EDUCATION6:02

Transcription

Se questo è un uomo è il libro autobiografico di Primo Levi, scritto nel 1947, che racconta la sua esperienza come prigioniero nel campo di concentramento di Auschwitz durante la Seconda Guerra Mondiale.

Le vi descrive la vita quotidiana del campo, le condizioni disumane in cui vivevano i prigionieri, la loro lotta per la sopravvivenza e il costante pericolo di morte. Il libro parla anche della disumanizzazione dei prigionieri, costretti a perdere la propria identità e la propria dignità umana.

Nonostante le brutalità e le difficoltà della vita nel campo, Levi mantiene una forte volontà di sopravvivenza e una speranza che lo spinge a cercare la solidarietà tra i compagni di prigionia. Il libro è una testimonianza potente e commovente dell'orrore dell'Olocausto e della resilienza umana di fronte alle condizioni più estreme.

Se questo è un uomo è un invito alla riflessione sulla natura umana e sulla necessità di difendere i valori fondamentali della nostra civiltà.

Levi racconta in prima persona la sua deportazione, a partire da quando fu fatto prigioniero in Italia il 13 dicembre 1943. Viene condotto nel campo di concentramento di Auschwitz nel gennaio del 1944, attraverso un terribile viaggio in treno. Nel lager, i deportati sono adibiti a lavori durissimi e patiscono stenti e violenze di ogni genere. I nazisti ne hanno previsto lo sterminio, ma vogliono prima sfruttare la loro forza lavoro.

Il libro si concentra sulla feroce e programmatica violazione della dignità umana compiuta dai nazisti per annientare ed umiliare i prigionieri prima di ucciderli. I nazisti hanno creato un sistema mostruoso di sopraffazione, con una gerarchia basata sul pregiudizio razziale. La legge spietata della sopravvivenza permette solo a chi è abbastanza astuto da eludere la disciplina del campo di avere qualche speranza di salvezza.

Dopo alcuni mesi, Primo Levi riesce, grazie al fatto di essere laureato in chimica, ad essere preso a lavorare nel laboratorio della fabbrica. Ciò, oltre ad altre piccole circostanze favorevoli, gli permettono di sopravvivere insieme a pochi altri compagni fino alla fine della guerra e alla liberazione da parte dei soldati russi il 27 gennaio del 1945.

Tra le tematiche che pervadono il testo si possono inoltre citare: la conservazione della dignità umana e dell'amicizia nei limiti ristretti in cui è possibile farlo; alcuni isolati episodi di carità e di solidarietà tra i prigionieri; l'insensatezza delle regole e degli ordini che governano la vita del campo; la concentrazione dei prigionieri sul presente, sulla necessità di sopravvivere giorno per giorno, con l'incapacità di raffigurarsi un futuro.

Se questo è un uomo è stato definito "racconto commentato", in quanto si sviluppa su un'alternanza di narrazione e riflessione. La descrizione pone particolare rigore nell'aderire ai fatti e nell'oggettività. Il narratore è interno e onnisciente, ed è sia personaggio che voce narrante. Lo stile è conciso e asciutto, senza abbandoni emotivi, nonostante la drammaticità dell'argomento.

Il linguaggio semplice e comunicativo è proprio di chi vuole più che esprimere un giudizio, trasmettere il messaggio e creare un rapporto diretto con il lettore. Alle parti narrative descrittive si intercalano a volte brevi pause riflessive sulla condizione di annullamento della dignità dell'uomo, a cui è stato tolto tutto: identità, ricordi, pensieri, opinioni. Il lessico è accurato e fa spesso ricorso a termini tecnici e a vocaboli in lingua tedesca.

E concludiamo questo video con la poesia che precede il romanzo, ponendosi come testo programmatico nel quale l'autore esprime il proprio pensiero riguardo al tema che andrà a trattare nel libro.

Se questo è un uomo

Voi che vivete sicuri

Nelle vostre tiepide case,

Voi che trovate tornando a sera

Il cibo caldo e visi amici,

Considerate se questo è un uomo

Che lavora nel fango,

Che non conosce pace,

Che lotta per mezzo pane,

Che muore per un sì o per un no.

Considerate se questa è una donna,

Senza capelli e senza nome,

Senza più forza per ricordare,

Vuoti gli occhi e freddo il grembo

Come una rana d'inverno.

Meditate che questo è stato:

Vi comando queste parole.

Scolpitele nel vostro cuore,

Stando in casa, andando per via,

Coricandovi, alzandovi,

Ripetetele ai vostri figli.

O vi si sfaccia la casa,

La malattia vi impedisca,

I vostri nati torcano il viso da voi.