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Anatomia. Che cos'è che spaventa così tanto di questa disciplina? Beh, innanzitutto è uno di quegli esami che richiedono sforzi, sudore, sangue. Qualche volta anche lacrime e sacrifici agli dei pagani. È uno dei grandi ostacoli di Medicina. Più che una materia di studio, è un'entità con cui convivere e a cui sopravvivere. La si avverte quando ci si sveglia e si getta un'occhiata fugace agli appunti sulla scrivania, mentre si mangia, sfogliando l'atlante prima di andare a letto, mentre si ripetono le ossa del cranio.
Ma cazzate a parte, ci sono effettivamente delle difficoltà specifiche di apprendimento che riguardano l'anatomia e sono oggettive. E noi oggi siamo proprio qui per capire come evitare di bestemmiamo, come evitare di piantarci contro questo scoglio. Prima di iniziare, un'informazione utile: tutto quello che di figo vi farò vedere in questo video per quel che riguarda i suggerimenti di studio non arriva solo dalle conoscenze riversate in Sistema DC, il mio corso completo di metodo di studio che è sempre una figata. No, perché questa volta il video è dedicato anche ad un altro prodotto che non è un video corso. No, è un'app. Un'app che vi guida passo dopo passo nell'apprendimento anche di materie complicatissime e frustranissime come l'anatomia. Si chiama Brainer. Vi lascio tutti i link utili in descrizione, ma soprattutto vi lascio un bel po' di clip sparse nel video in cui vi faccio vedere tutti i modi in cui potete usarla. Genio del marketing.
E ora andiamo. Partiamo subito col dire che parlare in generale di anatomia è come parlare di un microcosmo a sé stante. Si tratta, infatti, di una disciplina vastissima che comprende una quantità enorme di argomenti. Fidatevi, enorme davvero. È uno degli esami più grossi in assoluto in tutte le facoltà universitarie. È grosso per questo, praticamente ogni Università la suddivide in due o più esami secondo criteri specifici proprio dell'ateneo.
La prima cosa importantissima da sapere è che la disciplina si suddivide in due branche principali: quella macroscopica e quella microscopica. L'anatomia macroscopica è lo studio delle strutture anatomiche che possono essere viste senza l'aiuto del microscopio. Facile da capire, e indovina un po'? Esatto. L'anatomia microscopica è invece lo studio delle strutture anatomiche per cui è necessario il microscopio e include l'istologia, cioè lo studio dell'organizzazione dei tessuti, e la citologia, ovvero lo studio delle cellule. Spesso, infatti, aver sostenuto gli esami di istologia e citologia diventa un prerequisito per l'esame di anatomia vera e propria. Ma questa organizzazione non è costante, varia da ateneo ad ateneo. Anzi, fatemi sapere qui sotto come funziona da voi. Di base, in ogni caso, tutte queste materie vengono affrontate durante lo stesso anno di corso perché ci sono parecchie sovrapposizioni tra i loro argomenti.
Altra informazione importante su questa disciplina riguarda poi l'approccio di studio che può essere sistemico, in cui si studiano la conformazione, i rapporti, la struttura e lo sviluppo degli apparati o sistemi, per l'appunto. E parliamo quindi dello studio del sistema scheletrico, muscolare, nervoso, dell'apparato vascolare, di quello cardiovascolare, respiratorio, digerente. Ci siamo capiti? Il secondo approccio è quello topografico, in cui si studiano le diverse strutture, i diversi organi a seconda della sede, dello spazio che occupano e dei rapporti che hanno gli uni con gli altri. In questo approccio si studia per parti corporee, per così dire. Quindi diventano singoli argomenti di studio: la testa, il collo, il torace, gli arti superiori, gli arti inferiori e via dicendo. Per ogni parte del corpo si analizzano i vari strati, dai più superficiali ai più profondi.
Ci sono poi diverse altre suddivisioni nello studio dell'anatomia. È proprio una galassia di esami, di argomenti, di cose. Per esempio, si possono incontrare esami di anatomia chirurgica, embrionale, radiologica, comparata, patologica. Insomma, gli approcci l'avete capito sono moltissimi e sono destinati anche ad aumentare nel tempo grazie a diversi strumenti di indagine che permettono uno studio sempre più preciso del corpo umano, per la felicità di chi dovrà studiare manuali sempre più mostruosi di anatomia. Ma concentriamoci sul presente. Fidatevi di me, voi l'esame passatelo il prima possibile, che è meglio.
Da dove si studia principalmente l'anatomia? Il manuale serve davvero? Ora, chiariamoci. Chi studia medicina ha una particolare predilezione per quello strumento malefico che sono le sbobine. Se non sapete esattamente come la penso in proposito, vi lascio un approfondimento sul tema che ho fatto qualche tempo fa. Tornando a noi, anatomia non fa eccezione. Anzi, forse è proprio durante le lezioni di questa disciplina che viene prodotto il più alto numero di sbobine in assoluto. A volte si tratta di testi dettagliatissimi, corredati anche di immagini e grafici e tabelle estremamente curati. E assicuratevi che sia così, perché se non sono fantastiche le sbobine diventano un orrore. Usatele a vostro rischio e pericolo solo se siete sicuri della loro qualità, per favore. E spesso si sceglie questo tipo di materiale come fonte principale. Come dicevamo, se sono fatte bene, sono complete, sono utili e vanno anche dritti al punto. I problemi, però, sorgono quando a lezione non viene spiegato ogni singolo argomento che sarà oggetto d'esame. Ecco, lì, in quel caso, la sbobina può essere fuorviante o può essere lacunosa, può tagliare troppe informazioni che invece saranno necessarie non solo per la promozione, ma anche, e di questo non gliene frega mai niente a nessuno, ma è importante per comprendere pienamente la disciplina. Questo è il motivo per cui, nel mondo dei sogni e dell'utopia, io tenderei sempre a preferire il manuale, che è la fonte più completa. Ma viviamo in un mondo imperfetto. Quindi, voi assicuratevi che la vostra fonte primaria di studio, sbobina che sia o manuale che sia, sia completa, ben fatta e che vada d'accordo con quello che dice l'insegnante, eh. Prestate attenzione.
Non dobbiamo dimenticare che anatomia è soprattutto una disciplina visiva e descrittiva. Per questo diventa cruciale la consultazione anche di atlanti che possono essere di tre tipi: gli atlanti standard, un esempio classico è il Netter, molto utilizzato negli atenei italiani; gli atlanti 3D, cioè quelli virtuali che permettono proprio di spostarsi all'interno delle immagini in maniera interattiva; e gli atlanti o i video di dissezione che permettono di osservare gli organi non come singole entità, ma come parti di un contesto reale. Una meravigliosa caratteristica degli atlanti in forma di libro è che sono maledettamente costosissimi, così potete estrarre il vostro rene e studiarlo direttamente prima di donarlo all'editore.
Ora dirò una cosa forse controversa, ma di per sé anatomia non è una materia difficile. Ovvero, non contiene argomenti, concetti che sono particolarmente ostici per la comprensione. Certo, non è una passeggiata, eh, non è una roba che può fare un bimbo di 5 anni, ma non stiamo parlando di una materia che si avvicina ai livelli di difficoltà di altri esami e altre facoltà di cui abbiamo parlato tante altre volte. Il motivo per cui anatomia è una bestia nera è la mole. E sì, perché le informazioni da imparare non saranno magari difficilissime, ma sono tantissime e il vostro cervello avrà bisogno di tempo per metabolizzarle tutte e trattenere a lungo la loro traccia. Nell'esperienza degli studenti di medicina che mi scrivono o che frequentano i miei corsi, per inciso, medicina è la facoltà più rappresentata in assoluto insieme a ingegneria in Sistema DC, anatomia ha richiesto una preparazione di alcuni mesi, due o tre mesi all'incirca, e questo studiando con continuità e con precisione, seguendo anche le lezioni. Ora, ve l'ho spiegato mille volte, non si può dare un tempo standard per un esame. Non vi sto dicendo che ci dovete mettere per forza due o tre mesi, sono certo che si possa fare anche in un mese, dipende dalla preparazione, dipende dalla persona, dal metodo di studio, dall'insegnante, da mille fattori. Ma quello che voglio che vi passi è che questo, purtroppo, non è un esame che si può fare in pochi giorni. Non funziona così. La mole di informazioni che dovete memorizzare è tale che per abituarvi ad essa avete necessariamente bisogno di spacing, di testing diluiti nel tempo. Ve tocca, ve tocca. Senza un metodo di studio preciso a fare da supporto per un esame del genere, i tempi di preparazione rischiano addirittura di allungarsi e di tantissimo. Qui, che insegno nei miei corsi e nei miei video da mille anni, è veramente indispensabile. E se manca un metodo di studio strutturato, succede il disastro. Ed ecco il motivo per cui moltissimi studenti di medicina, moltissime studentesse di medicina, si bloccano proprio davanti ad un ostacolo come anatomia, perché non hanno gli strumenti per affrontarla.
In un esame del genere, gli intoppi possono essere tantissimi, ma tra i più comuni ci sono sicuramente gli errori di pianificazione. Spesso ci si pietrifica davanti alla mole immensa di lavoro che si prospetta e non si riesce ad organizzare il lavoro. Si finisce per rimandare, oppure si prova a fare il più, il più possibile ogni giorno senza piani precisi, senza fissare obiettivi specifici, con il risultato che lo studio diventa presto alienante e altalenante, e lo stress raggiunge picchi inarrivabili. Quindi, primo consiglio cruciale: raccogliete tutte le informazioni che vi servono sull'esame, dalla data dell'appello alla durata delle lezioni, al numero preciso di eventuali esercitazioni in sala settoria, passando per il conteggio effettivo delle pagine di materiale da studiare. E poi suddividete il tutto, organizzate il tutto, costruite il vostro piano di lavoro. In questa fase ci vuole precisione assoluta per poter pianificare al meglio lo studio che vi aspetta. Una strategia ideale che unisce la possibilità di organizzare e anche monitorare nel tempo i propri progressi è quella del Master Plan, che insegno in Sistema DC, che viene dal mondo del Time Blocking. Si suddivide la giornata in blocchi di ore o mezz'ore e si bloccano degli slot specifici per le lezioni e le sessioni di studio, escludendo invece le parentesi di tempo che vengono giornalmente occupate da altre attività fisse, come il pranzo o l'attività fisica o anche gli impegni lavorativi, gli spostamenti, se ci sono.
Un altro aspetto che spesso mette in crisi chi studia anatomia è la modalità con cui vengono acquisite e comprese le informazioni. Spesso ci si approccia a questa disciplina con l'idea di memorizzare terminologia tecnica, dimenticandosi che l'anatomia è prima di tutto visiva. Lo abbiamo anche già detto. Questo significa che prima di mettersi davanti a lunghissimi paragrafi descrittivi, bisogna esporsi a un gran numero di immagini raffigurate da diverse prospettive. E anche le immagini vanno memorizzate. Solo in questo modo si può avere un'idea molto chiara degli apparati o delle parti corporee che si stanno studiando, dei rapporti che hanno gli uni con gli altri, dell'orientamento dei vari organi, del piano di sezione che si sta analizzando. Le illustrazioni, le immagini in questa disciplina non sono mai solo di contorno, ma costituiscono l'informazione insieme alle porzioni di testo che le descrivono. E Brainer, tra l'altro, è l'ambiente digitale perfetto per rendere proprio questa sinergia. Potete raccogliere in un attimo qualunque tipo di immagine, ma parlare sul testo sull'argomento, aggiungere una descrizione, farvela persino spiegare dal tutor di intelligenza artificiale e trascinarla nello schema, ovviamente.
E qui salta fuori un'inversione interessante, un consiglio peculiare. Spesso, vedete, si parte dalle parole mentre si studia per poi andar a cercare un riscontro nelle immagini. Si parte dalla descrizione, dal testo, per poi osservare la rappresentazione visiva. Ecco, invece, dalle esperienze degli studenti che ascolto da anni, in realtà ho capito che in questo caso diventa invece molto utile procedere al contrario, e cioè partire dall'osservazione attentissima delle tavole, delle immagini, per poi passare alla descrizione testuale. Quindi si procede al contrario. Questo perché nel tempo dobbiamo pensare di costruire una sorta di mappa in cui orientarci del corpo umano, e le tavole ci permettono di avere ben chiare in testa i punti di intersezione che poi andremo a dettagliare con il linguaggio tecnico che ci serve.
E qui sblocchiamo un'altra delle difficoltà specifiche di questo esame: non solo ricordare visivamente tutto, ma saperlo descrivere con la terminologia specifica. Non disperatevi, un modo c'è. Se dovessi io studiare anatomia usando Brainer, innanzitutto porterei le tavole all'interno dell'app, individuando nelle descrizioni tutte le parole chiave che mi sono utili. Dopodiché trascinai sia le porzioni di immagine che le parole chiave nel mio schema dedicato ad uno specifico apparato o parte corporea, passando immediatamente dall'acquisizione e comprensione delle informazioni già alla fase di rielaborazione in modo molto, molto fluido. Si prende possesso così delle informazioni e immediatamente le si riorganizza come più ci è utile e si inizia a ragionarci su. In più, io andrei subito a creare anche lo strumento che più di tutti mi aiuterà nella fase successiva di applicazione e ripasso, e cioè le domande, le flashcards. In questo caso, però, vado a realizzare delle flashcards visive, ovvero dei bigliettini digitali in cui da un lato andrò a inserire la rappresentazione che mi interessa, l'immagine, e dall'altro la sua descrizione. E come vedete, questo in Brainer è semplicissimo. Trascino l'immagine dentro la mia domanda ed è fatto. E tutte le domande che ho raccolto nel testo e che ho posizionato nel posto giusto sono automaticamente pronte per essere convertite in flashcards nel momento in cui creerò il mio mazzo per il ripasso.
E poi, e poi tecniche di memoria. Sì, non me le ero dimenticate, stavo solo aspettando il momento giusto per parlarvene. Quando si fa testing e quando si memorizza e si ripassa in anatomia, aiutarsi con le mnemotecniche è quasi imperativo. Questo è un esame in cui ci vogliono Palazzo della memoria, sicuramente, per organizzare meglio la vostra mappa mentale dell'anatomia, ma anche il Link Method, se avete difficoltà nel ricordare una terminologia specifica. Andatevi a recuperare tutti i video in cui vi ho parlato di queste tecniche, eppure mnemoniche, il nostro video corso con Andrea Muzzi, campione del mondo Vanni De Luca, tutte le robe belle. È inutile dirlo, le fasi di memorizzazione sono cruciali nello studio dell'anatomia. Memorizzare e spaccarsi de ripassi è importantissimo, è fondamentale. Ma non fatevi illudere, non è tutto. Di concetti su cui ragionare ce ne sono, e come. Il funzionamento di tutti questi apparati, di tutte queste parti del corpo va capito, va veramente interiorizzato e a quel punto anche ricordare la loro struttura diventerà più facile.
Un modo interessante per simulare l'esame potrebbe essere sfruttare l'intelligenza artificiale, il tutor di Brainer, per l'utilizzo della tecnica di Feynman. E se non sapete cos'è e non mi avete neanche mai sentito parlarne, anche se è impossibile, vi lascio un video di approfondimento. L'idea, comunque, è quella di strutturare una sorta di lezione tutta vostra su uno specifico argomento, una lezione semplice, lineare, ma non per questo poco dettagliata. Come lo fate? Beh, l'app vi dà una mano nella realizzazione del materiale. Il tutor vi permette di creare semplificazioni, riassunti, metafore, analogie, esempi. E poi il tocco creativo, per così dire, dovete mettercelo voi. Riprendetevi mentre parlate e disegnate, magari anche durante la descrizione di un apparato. Sfruttate le metafore e le analogie di ogni tipo per chiarire le spiegazioni. Insomma, comportatevi esattamente come farebbe un bravo insegnante che deve trasmettere quante più informazioni possibili alla sua classe. Questo non solo vi aiuterà a fare il punto della situazione sulla vostra preparazione e sulla velocità con cui riuscite a richiamare i concetti, ma darà una bella spinta alla fiducia nelle vostre capacità e in quello che avete appreso.
Pensavate avessi finito? E invece, invece no. Ho ancora un ultimo suggerimento: i ripassi di gruppo. Ebbene sì. Non immaginatevi nottate infinite sui libri mentre cercate di terrorizzarvi a vicenda con domande impossibili o condividete l'ansia per questo esame. Niente di tutto questo. Pensate più a un contesto simile a quello di una sorta di mega serata quiz a tema anatomia. Però inventatevi anche un sistema a premi, se vi serve, sfruttate un po' di gamification. Ovviamente, riservate al ripasso di gruppo i momenti finali del vostro piano di studio, quando ormai le informazioni sono state già ampiamente registrate nella vostra testa e non vi resta che rinfrescarle più e più volte. Questi momenti possono fare la differenza perché vi aiutano a gestire anche meglio i tempi del richiamo delle informazioni. Vi abituano a rispondere rapidamente. Se nei ripassi in solitaria si tende a prendersela un po' comoda, in quelli di gruppo, invece, c'è un po' più di pressione esterna, una pressione positiva, ovviamente, che vi spinge a velocizzarvi e la massima capacità espositiva. In altre parole, la competizione sana è la svolta.
E l'altra svolta che potete dare al vostro studio di anatomia l'avete vista nel corso dell'intero video, ed è Brainer. Un ambiente di studio virtuale in cui ogni elemento è interconnesso con gli altri e con la fonte principale. Uno spazio in cui ogni conoscenza viene organizzata e mappata accuratamente e può essere anche condivisa con chiunque. E con questo direi che è veramente tutto. La chiudo qui. Fatemi sapere qui sotto che cosa ne pensate di anatomia, raccontatemi le vostre storie dell'orrore con lo studio di questa materia. E fino al prossimo video, buono studio, buona medicina, buona anatomia e buon Brainer.