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Ave Legionari, una domanda particolare: dopo le grandi battaglie che coinvolgevano migliaia di Legionari, i Legionari che rimanevano invalidi e mutilati, che fine facevano? Domanda che nei commenti è venuta spesso e che in realtà non ha una risposta bella e pronta. Cioè, non abbiamo una descrizione come avviene con le battaglie, come avviene con le campagne militari, in cui gli autori antichi riassumono.
Quindi siamo andati a fare per settimane delle ricerche nelle fonti antiche per trovare dei frammenti che ci facciano capire che fine facessero i Legionari mutilati e i Legionari invalidi. Abbiamo trovato tutte le possibili evidenze e adesso vi riassumiamo in questo brevissimo documentario, ma riassumiamo la sorte dei Legionari invalidi e mutilati di guerra.
Per parlare del mondo romano, ricordiamo che sul sito, sul negozio online Expo Italy Art.it, trovate queste meravigliose riproduzioni su tela o su carta antica, carta Amalfi. Quelle che vanno per la maggiore sono le insegne delle Legioni, visto che parliamo di Legionari. C'è l'insegna della Legio Decima Equestris, che è la Legione storica di Giulio Cesare, forse la più grande Legione nella storia di Roma, cioè la Decima, fedelissima a Ottaviano Augusto. E poi ci sono le altre grandi legioni che hanno conquistato il mondo praticamente.
Invece, chi ama la storia degli Imperatori, ricordate che qui vi metto un documentario in cui riepiloghiamo la storia di tutti gli imperatori romani in una grande carrellata. E poi c'è quest'opera: "Tutti i volti degli Imperatori romani", estratti dalle monete coniate quando erano in vita, quindi i veri, autentici volti degli Imperatori. Quindi, per chi vuole comprare per ricordare i Legionari o gli Imperatori, ne ha.
E sempre rimanendo in tema di Legionari, cosa facevano gli invalidi? Allora, innanzitutto, qua vi metto un documentario in cui vi spiego come funzionavano i medici sul campo di battaglia. Effettivamente, i Romani, nel corso del tempo, migliorano sempre di più la presenza di medici sul campo di battaglia che vanno a soccorrere i Legionari feriti. Sappiamo che venivano poi posizionati in veri e propri ospedali da campo, si chiamava valetudinarium. E nel documentario che vi abbiamo messo il link, c'è una spiegazione molto particolareggiata di come era organizzato un ospedale sul campo di battaglia.
Però, uscito dal valetudinarium, il Legionario che purtroppo era invalido, mutilato, che fine faceva? Un primo indizio ci viene da Gaio. Gaio, in realtà, è un giurista del secondo secolo dopo Cristo ed è uno dei quattro autori di un'opera che si chiama Istituzioni. Praticamente era un manuale per la giurisprudenza nell'antica Roma, quindi è una fonte preziosissima di informazioni. E noi sappiamo da questo Gaio che alcuni Legionari invalidi venivano valutati dagli ufficiali sul campo. E la prima possibilità, anche quella più auspicata, era rimanere a fare il legionario, quindi continuare la propria carriera di legionario. Però venivano destinati ad altri compiti più semplici. Quindi potevano aiutare a costruire il campo, compiti di vedetta, di ricognizione, di controllo, compiti di organizzazione, perché la Legione era una straordinaria macchina organizzativa. C'erano veri e propri professionisti per organizzare ogni giorno il lavoro e lo stazionamento di una Legione. Quindi la prima cosa era, diciamo, se vogliamo tradurre in soldoni moderni, destinati a compiti d'ufficio, in modo tale che comunque mantenessero il loro grado e soprattutto la pensione relativa alla carriera da legionario. Quindi sappiamo che tutti quelli meno feriti, quelli che avevano una condizione fisica ancora accettabile, rimanevano nella Legione con compiti più di organizzazione.
Però, in un'altra grande parte dei casi, era no, gli ufficiali erano costretti a congedare il Legionario, non poteva più fare una vita da militare. E allora cosa succedeva? Qui abbiamo in realtà un prezioso aiuto che arriva da un poeta, il poeta Marziale. Marziale ha scritto tantissime opere che erano relative anche alla vita quotidiana di Roma. E allora cosa sappiamo in Marziale? Sappiamo che molti dei Legionari mutilati in congedo tornavano alla vita civile e cercavano di trovare un lavoro civile. Quindi facevano gli artigiani, i bottegai, andavano a compiere dei piccoli lavori manuali non troppo stancanti. Ma nella gran parte dei casi facevano parte dei cosiddetti vigiless, cioè i corpi di polizia dell'antica Roma. Quindi, un po' negativamente, avviene ancora oggi, gli ex soldati spesso diventano guardie del corpo oppure fanno parte, diciamo, di unità di pattuglia. Ecco, effettivamente molti Legionari in congedo diventavano dei poliziotti, perlustravano le strade. Sicuramente dovevano avere ancora una prestanza fisica residua, però quel lavoro di polizia e di controllo era molto più semplice e molto meno faticoso sotto l'aspetto fisico. Quindi, nella gran parte dei casi, diventavano poliziotti, potremmo dire oggi.
Però questo reinserimento comunque in una vita civile o con compiti di semplice ordine pubblico non sempre funzionava. Non sempre i Legionari facevano una buona fine, perché sempre Marziale ci dice a un certo punto che testualmente, molti di loro si trovano costretti a mendicare per strada a causa della mancanza di lavoro civile. Quindi significa che a volte il legionario ferito, mutilato e invalido finiva, purtroppo, come un poveraccio, come uno straccione che doveva mendicare perché non riusciva a trovare un nuovo lavoro. E questi, purtroppo, sono anche questi dei lati negativi della società romana che a volte vengono fuori, che è giusto citare.
Tuttavia, c'è anche da dire un'altra cosa. Effettivamente, sappiamo che il più delle volte lo Stato, la Res publica romana, o anche sotto l'Impero, dava un appezzamento di terreno al legionario in congedo e invalido come forma di gratitudine. Cioè, noi sappiamo e abbiamo delle fonti che lo dicono in maniera frammentaria, però confermano che effettivamente molti Legionari avevano un appezzamento di terreno, spesso vicino a dove avevano combattuto, dove avevano servito nella Legione per tanti anni. E in quel piazzamento di terreno, mandando avanti una casa, una piccola fattoria, quindi una vita molto più tranquilla, avevano una sorta di pensione anticipata. Servivano quindi a vivere tranquillo con la sua famiglia, che spesso li raggiungeva. E quindi questo costituiva, diciamo, una sorta di risarcimento per l'invalidità che ormai avevano e che si erano procurati per servire la patria. Quindi l'appezzamento di terreno veniva effettivamente dato per aiutare gli invalidi a continuare una vita dignitosa.
Però, e questo è anche, diciamo, abbastanza straordinario, sappiamo da altre fonti antiche che esisteva una pensione di invalidità. Quindi non l'abbiamo inventata noi oggi, ma nell'antica Roma esistevano le pensioni di invalidità. Perché lo sappiamo? Perché un'altra fonte antica, in particolare Sallustio, ci dice che a un certo punto, dopo la guerra contro Giugurta, quindi siamo in pieno periodo repubblicano, si decise per ordine del Senato di utilizzare una parte dei soldi pubblici per pagare le pensioni di invalidità a tutti i Legionari mutilati che non potevano più lavorare regolarmente o che avevano avuto delle ferite gravi. Quindi sappiamo che regolarmente, dopo una guerra che aveva provocato dei mutilati, c'erano delle pensioni garantite dal Senato di Roma. E questa è una misura previdenziale straordinaria. Cioè, ci fa capire che praticamente non abbiamo inventato nulla, però esisteva.
C'è anche un'altra fonte, questa volta è Vegezio, che nella sua opera "De re militari" ci dice anche un aspetto preciso: la pensione veniva calcolata da alcuni ispettori a seconda della gravità delle ferite. Quindi, ancora oggi noi abbiamo delle percentuali di invalidità e in base a quelle la pensione aumenta o diminuisce. Nell'antica Roma c'erano delle pensioni di invalidità calcolate effettivamente sulla gravità e sul livello di invalidità che avevi. Che venivano... non sappiamo esattamente se venissero erogati una volta all'anno, eccetera. Questo non lo sappiamo. Probabilmente tre volte all'anno, perché lo stipendio del legionario veniva pagato tre volte all'anno, ma non ne abbiamo certezza.
Sappiamo anche che nel corso del periodo imperiale, spesso gli imperatori rinnovavano i fondi per pagare le pensioni di invalidità. Sappiamo infatti da Tacito, nei suoi Annali, che l'imperatore Augusto rinnovò le pensioni per gli invalidi e mutilati di guerra. Non sappiamo esattamente in quale anno, ma sappiamo che questo fu un provvedimento di Augusto ufficiale. E il suo successore, l'imperatore Tiberio, questo ce lo dice Svetonio, invece decise di rinnovare le pensioni di invalidità in particolare per tutti i reduci delle campagne militari di Germania e di Dalmazia. E quindi sappiamo che tutti gli invalidi di Germania e di Dalmazia ebbero effettivamente, da parte di Tiberio, il rinnovo delle loro pensioni di invalidità per continuare a vivere.
Purtroppo, non abbiamo tante altre fonti, non sono, non conosciamo dei dettagli delle pensioni su come venissero calcolate. Però c'è un ultimo elemento importante. Sappiamo che anche nell'epoca tardo antica, quindi ai tempi dell'imperatore romano d'Oriente Giustiniano, nel Codice Giustinianeo esistono due novelle, perché era strutturato in novelle. La Novella 12.4 che di nuovo dice: "La pensione del legionario invalido deve essere calcolata in base alla gravità della sua invalidità, delle sue ferite". E nella Novella 48.3 dice addirittura che "I Legionari invalidi devono essere esenti dal pagamento di tutte le tasse, di tutte le imposte, ad eccezione delle imposte sui beni immobili". Quindi sappiamo che effettivamente nel tardo Impero, quest'altro breve frammento ci fa capire che i Legionari invalidi venivano esentati quasi da tutte le tasse, perché ovviamente il loro tenore di vita era pesantemente condizionato.
Tra l'altro, il mondo romano era un momento in cui non c'erano moltissimi lavori d'intelletto. La grande parte dei lavori romani erano ovviamente fisici, anche nel mondo civile. Quindi ecco che effettivamente esistevano misure previdenziali per quei poveri Legionari che rimanevano invalidi o mutilati per aver servito la patria. Quindi speriamo di avervi riepilogato. Ovviamente è un documentario basato su frammenti, ma questo è ciò che abbiamo. Speriamo di aver risposto a questa curiosità che da mesi ci viene chiesta. Ci ha dato molto piacere approfondire. Come sempre, iscrivetevi immediatamente al canale di "Scritta Manent", perché? Perché è molto semplice. Vi ricordate che abbiamo detto alcuni Legionari invalidi non pagano le tasse? Noi prendiamo tutte le tasse di tutti i Legionari invalidi di tutto il periodo romano, non pagate, ve le mettiamo a voi nella vostra dichiarazione dei redditi e mettiamo che avete questa età, quindi morite soffocati di tasse in maniera proprio orribile. Quindi, per non pagare 2.568 anni di arretrati dall'Agenzia delle Entrate, iscrivetevi a "Scritta Manent". Un caro saluto e al prossimo documentario.
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