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Corso di Sicurezza sul Lavoro on-line per la formazione dei lavoratori dipendenti a Rischio Basso

ALTERFORMAZIONE2:48:20

Transcription

[Musica] in questa sessione affronteremo l'ambito dei rischi specifici per i lavoratori in ambito di decreto legislativo 81 del 2008. Nel corso di formazione e informazione ai lavoratori, tratteremo nell'ambito appunto dei rischi specifici riguardanti l'attività a rischio basso. Quindi affronteremo le principali categorie di rischio e vedremo nel dettaglio quelle che sono appunto le attività maggiormente rischiose o comunque comportano una particolare tipologia di rischio per i lavoratori che svolgono queste tipologie di attività.

Facendo un passo indietro, volevo anche darvi un'introduzione o comunque sia affrontare e cercare appunto di rendere i concetti un pochettino più chiari prima di calarci nell'ambito appunto dei rischi specifici di svolgere attività in ambito appunto di rischio basso. Quindi parliamo di quelle categorie di lavoratori che svolgono attività prevalentemente di tipo amministrativo o comunque di lavoro ad esempio con un videoterminale. Parliamo quindi di attività continuative in questo ambito. Vorrei appunto aprire una parentesi sull'importanza e nel ribadire il concetto di valutazione dei rischi con la documentazione che deve essere in possesso della dell'azienda.

[Musica] Appunto, all'interno dell'attività lavorativa, sappiamo come il decreto legislativo 81 del 2008 dia disposizione in merito alla tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori negli ambienti di lavoro. E il principale prodotto che deve essere realizzato nell'ambito di sicurezza sul lavoro è l'elaborazione del documento di valutazione dei rischi. Questo documento è un ampio, è un ampio appunto approfondimento su tutte quelle categorie di lavoratori che troviamo all'interno della nostra attività lavorativa e deve appunto racchiudere tutte le oltre le classi, le categorie dei lavoratori. Deve avere appunto uno dei rischi dell'attività lavorativa.

Sappiamo che le categorie, le classi di rischio principalmente sono tre: classi di rischio, rischi per la sicurezza, rischi per la salute, i rischi trasversali, dei quali poi daremo nel dettaglio le varie tipologie con le quali ci troviamo appunto ad confrontarci all'interno appunto delle nostre attività lavorative. E tutta questa descrizione, questa analisi deve essere contenuta all'interno del DVR, il cosiddetto DVR, il documento di valutazione dei rischi. È prodotto a, parte appunto del datore di lavoro e quindi è un onere principale del responsabile dell'attività, del principale responsabile dell'attività. E sappiamo appunto che il datore di lavoro è la persona sempre posta ad avere potere decisionale di spesa, pertanto la persona che è in grado di investire nell'ambito di salute e sicurezza nel luogo di lavoro.

Vedete come all'interno di già di questa prima diapositiva, parlando appunto del DVR, si fa riferimento ad alcuni articoli del decreto legislativo 81 del 2008 che ci aiutano a capire maggiormente, a dettagliare quelle che sono le attività appunto che devono essere svolte dalle principali figure responsabili. Sappiamo appunto che il datore di lavoro è la principale figura responsabile nell'ambito di queste attività. Sappiamo come ci sono anche tante altre figure responsabili, primo primo su tutti sarà l'RSPP, quindi il responsabile del servizio di prevenzione e protezione, che a stretta collaborazione con il datore di lavoro si occuperà appunto di svolgere queste particolari attività.

Allora, dicevamo, il datore di lavoro appunto si deve preoccupare di elaborare, come vediamo, la valutazione dei rischi. Quindi, come previsto dall'articolo 17 del decreto legislativo 81 del 2008, il datore di lavoro non può delegare la valutazione dei rischi e quindi la principale elaborazione del DVR. Provo per questo, il datore di lavoro sarà la figura che prenderà sempre parte nell'ambito della elaborazione della stesura del DVR e chiaramente sarà il primo firmatario della documentazione. Allo stesso modo, viene sempre ribadito dall'articolo 18 del decreto legislativo 81 del 2008, ossia che la valutazione di cui all'articolo 17 deve riguardare tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori. Quindi deve essere raccontata un'analisi sull'intero panorama dei rischi appunto dell'attività lavorativa. Non bisogna tralasciare nulla e bisogna essere più dettagliati possibile all'interno proprio della documentazione, dove si andranno a stabilire le maggiori priorità in termini di interventi e chiaramente tutte quelle che sono le attività di prevenzione e protezione che verranno appunto elaborate e messe a disposizione dei lavoratori all'interno appunto della documentazione.

Ricordiamo appunto che questa documentazione, questo documento di valutazione dei rischi deve essere a completa appunto disposizione dei lavoratori. Quindi, una volta che viene elaborato il documento, viene messo appunto a disposizione, sarà compito appunto del datore di lavoro diffondere la [Musica] la documentazione, quindi renderla appunto disponibile e sarà appunto cura sempre del datore di lavoro riunire i lavoratori e far prendere appunto visione della documentazione stessa.

Approfondimento viene appunto ricordato dall'articolo 29, dove sempre all'interno del decreto legislativo 81 del 2008, il datore di lavoro effettua la valutazione e le elabora il documento di valutazione dei rischi. Quindi, ricordiamo come la principale responsabilità e la principale attività di valutazione debba essere appunto svolta dal datore di lavoro in stretta collaborazione con le figure principali più responsabili. Le ricordo, ma giusto appunto per appunto il promemoria, dopo il datore di lavoro abbiamo la RSPP, dove responsabile servizio prevenzione e protezione, della figura sempre presente all'interno dell'organizzazione aziendale in ambito di sicurezza sul lavoro, quindi una persona sempre individuale del professionista sempre incaricato. Poi poi avremo a discrezione il medico competente e il responsabile del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, quindi l'RLS, che sarà la figura appunto eletta dai lavoratori.

Andando avanti, vediamo appunto che in questa diapositiva, sulla base di quanto riportato per la valutazione del rischio, si procederà quindi alla compilazione delle schede che andranno a far parte integrante di questo documento. All'interno appunto di queste schede si affronteranno e si analizzeranno tutti quanti i potenziali pericoli e quindi i rischi poi che si potranno appunto tramutare in eventi potenzialmente dannosi per i lavoratori. Questo poi sarà appunto stabilito in ordine di priorità e di gravità, chiaramente del rischio, tramite appunto delle dei calcoli, delle analisi dettagliate, verrà stabilita la gravità del rischio e di conseguenza si andranno a stabilire le priorità di intervento per poter ridurre almeno il meno possibile, comunque sia per poter ridurre in maniera più efficace, più accettabile, quella che sarà la gravità e quindi dove rendere il rischio più basso possibile sostanzialmente.

Quando non possiamo un punto del tutto eliminare il nostro rischio, questo documento cosa appunto deve comprendere? È importante sottolineare che all'interno del nostro DVR, quindi all'interno del nostro documento di valutazione dei rischi, deve esserci una relazione sulla valutazione dei rischi effettuata nei vari ambienti opposti di lavoro, comprendente i criteri adottati per la sua definizione. Quindi avremo una prima parte del documento dove faremo un approfondimento sulla metodologia che è stata appunto utilizzata per la valutazione dell'elaborazione del DVR. All'interno appunto subito dopo la metodologia adottata, si dovrà andare a descrivere gli ambienti di lavoro, quindi la la struttura che mettiamo a disposizione, chiaramente ai nostri lavoratori, per poter svolgere le loro attività nella maniera più corretta, adeguata possibile, in ambito di sicurezza, chiaramente degli ambienti. Quindi la valutazione parte proprio da una valutazione strutturale dei luoghi perché possono essere resi e realizzati in maniera efficiente e soprattutto privi di potenziali appunto pericoli e situazioni appunto che possono essere [Musica] pericolose per i lavoratori.

In in descrizione, poi si dovranno anche essere le misure di prevenzione e di protezione attuate e questo è fondamentale perché all'interno appunto delle varie analisi dei rischi che si andranno a stirare, che verranno appunto affrontati, dovranno appunto essere poi anche definite e stabilite le priorità di intervento in termini appunto di interventi di prevenzione e protezione. Quindi sempre si prediligono interventi di prevenzione, ovviamente. Quindi tutte quelle attività procedurali e operative per poter appunto ridurre il più possibile il rischio. Qualora appunto non sia possibile arrivare ad un livello accettabile e quindi che non comprometta la salute, la sicurezza dei lavoratori, bisognerà appunto intervenire con tutte quelle attività che riguardano la protezione individuale o collettiva dei lavoratori. Quindi sapete bene di come per la progressione individuale e faremo appunto riferimento ai più noti e conosciuti DPI, dispositivi di protezione individuale, che perché in ambito di gerarchia di intervento sono l'ultima, l'ultimo step ad andare appunto a valutare, perché proprio in ambito appunto di gerarchie, e noi dovremo prima di tutto analizzare con particolare attenzione tutte quelle fasi lavorative che ci porteranno a stabilire le misure di prevenzione. Successivamente a questo, una volta appunto stabilite nelle misure di prevenzione, andremo a definire quel per necessità, chiaramente, quelle che sono le attività di protezione, quindi eventualità dispositivi di protezione individuale o magari altre attività diverse da dover andare a realizzare. Chiaramente tutto questo essere fatto con particolare coerenza ed attenzione in base ai risultati della valutazione del rischio, perché ci tengo a sottolineare questo aspetto, perché spesso e volentieri si per facilità si ragiona in termini di utilizzo immediato di dispositivi di protezione individuale. Effettivamente non è la soluzione a tutti i problemi, perché? Perché sappiamo come i dispositivi di protezione individuale siano delle dei mezzi molto diffusi, utilizzati ed efficaci in tante situazioni, però sappiamo anche come i lavoratori debbano appunto conoscere, comprendere tutte le attività correlate e da svolgere in virtù dell'utilizzo dei dispositivi di protezione individuale. Quindi i lavoratori dovranno essere istruiti, formati correttamente sull'utilizzo appunto di questi DPI. Pertanto, è molto molto importante definire correttamente quelli che sono i necessari, così da fornire al lavoratore tutto questo. Va fatto e in via preventiva tramite appunto la valutazione dei risultati che darà la nostra analisi dei rischi stessa.

Nel sempre nel medesimo ambito del DVR, dovremmo avere il programma di interventi integrati di prevenzione e protezione tecnica, organizzativa, sanitaria, che si intendono eventualmente effettuare al fine di completare, ottimizzare la tutela della salute e della sicurezza e della salute, quindi stabilire le priorità di intervento in base alla all'analisi, chiaramente, che abbiamo fatto inizialmente. Ecco, vediamo quelli che possono essere rapidamente i criteri che bisogna tener conto per la redazione di questo documento. Quindi è molto importante procurarsi e studiare le fonti di informazioni, preparare le schede da far compilare gruppi omogenei di lavoratori per raccogliere informazioni aggiornate. Questo è un passaggio molto importante perché è fondamentale coinvolgere anche i vari gruppi di lavoratori. Per gruppi si intende se ci sono diverse categorie, quindi se abbiamo lavoratori con mansioni diverse, dovremmo coinvolgere le varie categorie dei lavoratori per andare a fare una valutazione integrata con tutte quante le figure. Preparare delle planimetrie e documenti inerenti luogo di lavoro. Anche queste attività che spesso appunto viene sottovalutata è fondamentale, come dicevamo appunto in precedenza, per andare a fare una valutazione oggettiva dell'ambiente del luogo di lavoro, già in fase magari progettuale preliminare, prima ancora che le attività venga poi effettivamente realizzato, venga avviata e di conseguenza stabilire quelle che possono essere delle attività appunto da svolgere in termini di opere, in termini di lavori edili, proprio per realizzare degli ambienti e dare forma, dare una corretta disposizione agli ambienti in termini di spazio, in termini di presenza appunto di banalmente di superfici, fine strada e quindi garantire una corretta illuminazione, garantire un corretto ricambio dell'aria, concetti fondamentali sempre più oggi in situazioni di estrema appunto necessità e appunto definire queste queste attività sin dal principio sono sono appunto delle degli aspetti da tenere in considerazione in particolare con particolare attenzione.

Effettuare sopralluoghi. Altro aspetto fondamentale. Quindi se noi abbiamo già una struttura che abbiamo individuato, dobbiamo effettuare un sopralluogo negli ambienti per andare a vedere appunto l'idonea con diciamo anche diciamo luoghi possono essere effettuati anche quelli da una strumentazione per rilievi e controlli del posto del lavoro, seguendo un'indagine possibilmente appunto esaustiva, più esaustivo. Ma questo è fondamentale in ambito chiaramente tecnico. Acquisire notizie e dati su ogni tipo di intervento effettuato sul luogo di lavoro da parte di qualsiasi persona, comunque sia ditta o magari esterno, acconterse persone che possono intervenire. Conoscere le imprese, le ditte strane e le loro singole attività presenti nello stesso logo di lavoro. Eventualmente, se ci sono commissioni di differenti competenze. Acquisire i piedi di emergenza per quanto riguarda la l'ambito appunto della gestione dell'emergenza, che affronteremo in un secondo momento. Acquisire i piani di emergenza per la salute del pronto soccorso. Acquisire i dati non sensibili individuali del medico competente. Ruolo molto importante anche appunto questa fase, in cui affrontiamo appunto delle abbiamo affrontato appunto un'emergenza sanitaria, avevo il medico competente è un ruolo fondamentale. Individuare le metodologie più idonee per la formazione e informazione appunto dei lavoratori e questo deve essere stabilito in stretta collaborazione con il datore di lavoro, l'RSPP, eventualmente il medico competente ed eventualmente le RLS, quindi con le figure principali che si occupano di dare il loro contributo in ambito appunto di salute e sicurezza dei luoghi di lavoro dei lavoratori e dove si stabiliscono anche quelle che sono le priorità di forma di formare e di informare correttamente i lavoratori sullo svolgimento della loro attività professionale. Quindi anche questa formazione che noi stiamo svolgendo rientra nel negli ambiti di applicazione del decreto legislativo 81 2008 e per l'appunto deve appunto darci una indicazione chiara su quelle che sono le attività del della nostra appunto azienda e quelle che possono essere i potenziali rischi.

Andata avanti la slide, ma all'ultima di questa prima parte è appunto riguardante sempre rotazione del rischio. La valutazione e il documento devono essere riabolare elaborati nei seguenti casi. Quindi concetto molto importante in questo ambito, perché sappiamo che il decreto 81 2008 attuale appunto normativa introduce o comunque sia riprende dei concetti fondamentali e prodotti dalla ex normativa in ambito di o le vecchie normative in ambito appunto di salute e sicurezza del luogo di lavoro. E uno dei concetti fondamentali è una procedura di prevenzione e di valutazione di tipo attivo, che vuol dire che va sempre preso in considerazione l'aggiornamento periodico della nostra valutazione e quindi la rielaborazione dei nostri documenti. E quindi quali possono essere i casi di rivalutazione, rielaborazione? Sicuramente in occasione di modifiche del processo produttivo o dell'organizzazione del lavoro significative ai fini della salute e della sicurezza dei lavoratori. Che vuol dire? Vuol dire che nel momento in cui abbiamo effettivamente una riorganizzazione, una introduzione di un nuovo ciclo di lavoro o semplicemente magari è una si è modificata l'attività legata in particolare tipo di processo, vuol dire che a quel punto sarà necessario prendere mano nuovamente al documento che si era prodotto e aggiornarlo con quelle che sono le nuove le nuove i processi erano attività che vengono appunto svolte. E questo è fondamentale anche in virtù del fatto che con l'evoluzione della tecnica e quindi dei corrisponde a proprio della metodologia del lavoro, ma ancor di più con l'evoluzione della tecnologia, l'evoluzione appunto tecnologica ci porterà a grandi modificazioni nell'ambito dei processi produttivi o comunque sia di processi lavorativi anche molto lineari e semplici e tutto questo in favore dell'utilizzatore finale, quindi dei lavoratori, per semplificare appunto per rendere più efficace L'attività dei Lavoratori. Però nell'ambito della valutazione di rischio dobbiamo essere sempre al passo con l'evoluzione. Quindi questo può essere un caso.

Caso di modifiche del processo produttivo dell'organizzazione. Parallelamente abbiamo il caso in cui in relazione al grado di evoluzione della tecnica della prevenzione e della protezione. Quindi anche in caso in cui abbiamo magari effettivamente nell'ambito appunto di modifiche, magari normative, modifiche appunto di alcune prescrizioni, indicazioni sempre date in ambito di legislazione e quindi il legislatore effettivamente da maggiori indicazioni più dettagliate nell'ambito sempre della in termini di prevenzione e produzione. Quindi sempre nell'ambito dell'evoluzione dei rischi, a quel punto se ci sono delle prescrizioni ulteriori, indicazioni date in più rispetto magari a nuove normative di riferimento, bisognerà andare a mettere mano e quindi ad aggiornare, a rielaborare magari quella che appunto la nostra ristrutturazione di partenza. Quindi il DVR, la valutazione dei rischi è sarà comunque sia un documento che nel tempo doveva essere tenuto in costante aggiornamento.

Vediamo come a seguito di tale rielaborazione, le misure di prevenzione devono essere aggiornate. Il documento di valutazione dei rischi deve essere rielaborato nel termine di 30 giorni delle rispettive causali. Quindi eventualmente 90 giorni se è l'inizio dell'attività lavorativa, ma comunque in termini di modifiche del ciclo lavorativo, di eventuali nuove introduzioni normative, sia a tempo appunto 30 giorni per la nuova valutazione della rielaborazione appunto di questo documento.

Veniamo adesso caliamoci più nel dettaglio per quelle che possono essere, che sono effettivamente le delle attività che nell'ambito appunto di chi svolge attività amministrative, quindi a basso rischio, considerate a basso rischio in base sappiamo alla classe dei rischi di tre classi di rischio: di rischio basso, rischio medio e rischio elevato. Le librerie e le classi appunto dei lavoratori considerate a basso rischio sono appunto quelle classi di lavoratori che sono soggette ad alcune tipologie di rischi specifici. I dischi possono essere, abbiamo detto, di diverse tipologie. Abbiamo rischi per la sicurezza, per la salute e per i rischi organizzativi e trasversali, che poi vedremo. E adesso cominciamo a introdurre alcune tipologie di rischi specifici per la classe, per questa classe, questa tipologia di lavoratori.

Prima di tutto, una delle attività che viene maggiormente svolte da parte della probabilmente stragrande maggioranza dei lavoratori che ormai si trova a svolgere qualsiasi una qualsiasi tipo di attività in ambito aziendale o comunque sia all'interno del luogo di lavoro di una struttura di uno studio professionale, sono attività che vengono svolte con attrezzature unite di videoterminali. Cosa sono queste attrezzature monete di videoterminali? Banalmente sono appunto i nostri computer che quotidianamente andiamo appunto a utilizzare per molteplici e svariate attività di qualsiasi genere, dal utilizzo appunto di fogli di calcolo fino a programmazione di agende o magari scadenze di vario tipo, la lavorazione appunto di pratiche amministrative di vario di vario genere. Ormai al giorno logico, comunque le apparecchiature unite di videoterminali, computer sono diffusi in tutte appunto le attività lavorative ed è importante tenere in considerazione alcuni aspetti nell'ambito appunto di salute e sicurezza nel luogo di lavoro e chiaramente per la il corretto utilizzo da parte dei lavoratori affinché appunto questo utilizzo quotidiano e spesso e volentieri appunto il quotidiano non vada a ledere la lo stato di salute del lavoratore, perché effettivamente devono essere appunto poste delle attenzioni.

Veniamo innanzitutto ad una definizione. Definiamo appunto il che cos'è un videoterminale, acronimo VDT. Il video indeterminale non è nient'altro che un'apparecchiatura dotata di schermo in grado di riprodurre dati alfanumerici, grafici e immagini. Quindi sarà chiaramente il nostro interlocutore principale per questa tipologia di questa tipologia di attività e chiaramente deve essere deve possedere determinate caratteristiche affinché tutte le attività che noi andremo a svolgere, tutte le interazioni e noi andremo a svolgere con l'utilizzo di questa apparecchiatura, perché appunto il videoterminale devono essere appunto attività in sicurezza. Quindi sicuramente vedremo come adesso dei criteri siano di fondamentale importanza e rispetto.

Prima di tutto, dobbiamo dire che ci sono diverse normative o direttive appunto europee per l'utilizzo appunto e la diciamo realizzazione delle apparecchiature munite dal punto di vista terminale. Quindi banalmente appunto definiti computer. Di cosa di cosa parliamo? Parliamo di direttive appunto europee che vanno a definire quelle che sono delle caratteristiche base per ogni apparecchio. Le più note conosciute direttive di prodotto che sono state introdotte appunto dalla dall'Unione Europea per andare a definire una un diciamo un livello base di sicurezza a livello europeo, proprio affinché tutte le apparecchiature che venissero appunto messe a disposizione nel mercato europeo siano appunto apparecchiature realizzate secondo degli standard definiti appunto dalla comunità europea e tra queste apparecchiature rientrano chiaramente anche gli apparecchi muniti di videoterminale. Quindi vediamo come ogni apparecchiatura per essere appunto messa in commercio ha bisogno della certificazione di conformità alla normativa europea. Questo è un aspetto, è un concetto appunto molto importante che poi viene valutato è oggetto di valutazione di attenta analisi anche degli organi di controllo e di vigilanza, proprio appunto in ambito di utilizzo di apparecchiature.

Partiamo dalle dalle basi, quindi da chiaramente apparecchiature acquistate da canali da fornitori ufficiali. Quindi bisogna appunto fare particolare attenzione diciamo all'acquisto, chiaramente intervenire su siti web o comunque sia online che non vadano a garantire quella che può essere la tracciabilità nell'acquisto appunto di una apparecchiatura. Comunque sia, anche in questo caso è un apparecchiature elettriche, elettroniche che ha ulteriori appunto direttive, ulteriori normative di riferimento. Vedete, ad esempio, la normativa appunto europea, una norma tecnica, la EN 60950, vale appunto a definire in dettaglio per le apparecchiature elettriche ed elettroniche requisiti di sicurezza per questi appunto apparecchiature elettriche per quanto riguarda la tecnologia dell'informazione, comprese le apparecchiature elettriche d'ufficio. Quindi, oltre alle direttive di prodotto che vanno a definire la base realizzativa e costruttiva per il produttore, ci sono poi tutta una serie di norme tecniche di riferimento in base alla categoria di prodotto e di apparecchiature che si andrà appunto a realizzare e a poi a immettere e a distribuire in commercio. Io vi ho riportato appunto un esempio di una normativa tecnica, ce ne sono tantissime altre nell'ambito sempre di realizzazione di corretta organizzazione di queste apparecchiature affinché poi il prodotto finale ottenga la certificazione di conformità.

Che cos'è questo documento molto importante? È un documento che accompagna la realizzazione della messa poi in commercio sul mercato, la vendita sostanziale del macchinario ed è diventato appunto che è una documentazione che va a garantire che il macchinario, quindi il computer, il videoterminale definito appunto dalla dalla normativa, sia è stato realizzato secondo tutti i criteri, tutte le direttive normative stabilire dalla comunità europea e quindi abbiamo passato tutti i vari controlli e abbia ottenuto la certificazione di conformità, che poi verrà prodotta e messa a disposizione sempre dalla da chi ha realizzato chiaramente il macchinario ed è un documento fondamentale, dicevamo, perché è un documento che è oggetto di valutazione degli organi di vigilanza. Quindi ho precedentemente detto che è importante andare ad acquistare in ambito professionale, andare ad acquistare appunto apparecchi dispositivi da canali ufficiali, da fornitori ufficiali e fare attenzione ad acquisti su canale appunto non sicuri, proprio per poter garantire poi anche la documentazione in questo caso, ad esempio, della dichiarazione di conformità, che deve essere un documento presente, fondamentale, messo a disposizione anche di potenziali organi appunto di vigilanza e controllo.

Adesso veniamo e poniamo l'attenzione su un altro aspetto molto importante, ossia quello dello svolgimento quotidiano del lavoro. Sappiamo come una giornata lavorativa o comunque sia una settimana lavorativa di un lavoratore ha molteplici attività. Chiaramente sono attività di vario genere. Per chi si trova a svolgere ad esempio attività di ufficio, e comunque tendenzialmente sono attività molto intense che vengono svolte nelle otto ore giornaliere, 40 ore settimanali e quindi complessive per un tetto massimo di 40 ore settimanali. E in caso specifico di attività che vengono svolte con l'utilizzo di apparecchiature di videoterminali, il decreto legislativo 81/2008 definisce come vediamo che il lavoratore abbia diritto ad una interruzione della sua attività mediante pause ovvero cambiamento di attività. Che vuol dire? Vuol dire che lo svolgimento continuativo di determinate attività deve essere intervallato sempre da pause o cambi di attività. Nel caso specifico per l'utilizzo appunto di apparecchiature per chi utilizza apparecchiature di videoterminale, il lavoratore ha diritto ad una pausa di 15 minuti ogni 120 minuti, quindi ogni due ore, una pausa di 15 minuti e [Musica] per appunto poter svolgere un potenziale altre attività e permettere appunto di recuperare quella che è la condizione fisica ottimale per poi dopo appunto una breve pausa ricominciare nuovamente l'attività lavorativa con il videoterminale.

Quindi, quando ci troviamo in situazioni di dover svolgere attività complesse, magari lunghe durata con l'utilizzo appunto del videoterminale, dobbiamo dobbiamo ricordarci o comunque sia dobbiamo fare attenzione per quanto possibile al tempo di lavoro che svolgiamo in maniera continuativa con il videoterminale. Banalmente, in questi casi, quando ci troviamo magari a svolgere attività di lunga durata, semplicemente magari un timer o una sveglia può essere d'aiuto per non rimanere troppe ore a contatto con uno schermo o magari assumere appunto delle posizioni sbagliate o viziate che può assolutamente essere possono essere appunto condizionate dalla durata più o meno lunga del lavoro che deve essere svolto. Chiaramente, perché nonostante possa sembrare appunto un lavoro poco logorante, lo svolgi l'attività di determinare chiaramente, però l'organismo, quindi il nostro fisico, comunque ne risente e ha necessità di appunto muoversi, di movimento, di cambiare attività e deve essere appunto messo in condizione di recuperare quelle che sono le sue funzioni principali per poter poi ricominciare l'attività lavorativa.

Sempre definito all'interno del decreto legislativo 81/2008 nel titolo VII, vediamo come vengono appunto definire le attività del medico competente. Accendiamo brevemente al ruolo del medico competente come una figura professionale di particolare importanza, di rilevanza in questa in questa fase, ma non solo in questa fase, in tante molteplici attività che vengono svolte nell'ambito di salute e sicurezza dei lavoratori e svolge appunto molteplici attività fondamentali per quanto riguarda caratteristiche appunto soggettive, personali, private di ogni singolo lavoratore. Però queste attività sono talmente specifiche che danno una manutenzione ancora più dettagliata, approfondita per quella che poi saranno le attività di salute e sicurezza di prevenzione e protezione che verranno appunto definite all'interno della documentazione del DVR.

Quindi, una delle attività fondamentali svolte dal medico del lavoro, quindi il medico competente, sappiamo che ci sono le attività di sorveglianza sanitaria. Cosa sono le triage uguaglianza sanitaria? Sono tutti quegli atti volti all'ottenimento del giudizio di idoneità. Quindi tutte quelle attività sanitarie che vengono svolte dal medico e quindi e poi vengono appunto indicate ai vari lavoratori per poter ottenere il giudizio di idoneità alla nazione, a poter svolgere quella emozione. Queste attività di risonanza sanitaria si dividono in sorveglianza primaria, quindi delle visite iniziative, lo svolgimento di quella tipologia, in particolare tipologia di attività e si possono appunto ottenere diverse tipologie di idoneità, di giudizi di idoneità: idoneità totale, idoneità parziale o addirittura una inidoneità. E che vuol dire che a seguito di accertamenti, a seguito di rigido protocollo sanitario, chiaramente che deve essere valutato dal medico in collaborazione con il datore di lavoro e il RSPP, si stabiliscono le attività sanitarie devono essere appunto effettuate in termini di esami, in termini di accertamenti sanitari. A quel punto, con una valutazione complessiva dello stato di salute del lavoratore, il medico andrà a definire il livello di idoneità. Quindi in particolare situazioni dove ci sono delle particolarità, del particolare appunto attenzioni da dover rivolgere verso il lavoratore, il medico appunto deve andare a definire caso per caso, con particolare attenzione, quelle che sono appunto i suoi giudizi finali.

Successivamente alla all'idoneità, poi ci avranno delle in seconda fase delle visite periodiche, dei controlli periodici che verranno appunto svolti con un appunto una periodicità temporale che può essere di diverso tipo. Quindi in questo caso siamo nel caso di idoneità totale, idoneità parziale, quindi con prescrizione eventuale che può essere indicata dal medico competente all'interno del giudizio di idoneità. Avremo quindi in fase successiva una controindicazione sulla tempistica della visita medica successiva, che tendenzialmente per chi svolge attività a rischio basso, su classi di lavoratore a rischio basso, saranno dei controlli a cadenza quinquennale. Ma il medico può stabilire delle criticità inferiori in base alle sue valutazioni, quindi l'esempio dei due anni o magari tre anni, a distanza di tre anni, come magari delle periodicità ancora diverse. Quindi questo viene stabilito e viene definito dal medico del lavoro in base appunto alle sue valutazioni.

Nel caso della inidoneità, ecco appunto, il datore di lavoro deve appunto prendere coscienza del giudizio espresso dal medico ed eventualmente deve appunto mettere a disposizione, dovrà studiare un piano di cambio mansione per quella risorsa, per quel lavoratore, è che appunto questo modo dedicato a quella tipologia, quella particolare tipologia di attività, quindi quella mansione e per la quale è stata appunto assunto, individuato il lavoratore, non sarà appunto idonea per il suo stato di salute e quindi sostanzialmente bisognerà appunto valutare un un'attività, una mansione diversa alla quale appunto fa svolgere la produttività al lavoratore.

Vediamo come in realtà sfatiamo un falso mito, dove spesso ci viene appunto detto di come lavorare al videoterminale è pericoloso. Ma ufficialmente non lo è, perché sono apparecchiature che non vanno a ledere la salute o la sicurezza dell'utilizzatore. Sono apparecchiature costruite, realizzate con tutta una serie di criteri e non hanno sicuramente non hanno diciamo delle delle fasi o delle delle attività che possono essere appunto potenzialmente pericolose. Ufficialmente, vediamo come il lavoro al videoterminale non è causa di patologie di per sé. Quindi l'interazione con il computer, con il videoterminale non sarà obbligatoriamente legata ad una patologia, ma è solo rifiuto scorretto a poter provocare dei disturbi. Quindi nei casi in cui ci troviamo appunto ad utilizzare in maniera impropria il videoterminale, senza seguire delle particolari accortezze, a quel punto potremmo appunto andare incontro a potenziali disturbi che possono appunto ledere la salute dei del lavoratore, dell'utilizzatore finale. Questo perché? Perché il corso del tempo, quindi con l'utilizzo ripetuto e continuativo del videoterminale, non si sono appunto seguite particolari accortezze, attenzioni o comunque sia non ci sono non sono state applicate le indicazioni in termini di prevenzione, magari anche in termini di protezione, che sono stati appunto stabilite all'interno appunto della valutazione dei rischi.

Ora appunto, vediamo come è composto il nostro videoterminale, quindi il nostro computer. Vediamo appunto che il videoterminale deve avere dimensioni corrette, deve essere posizionato sul tavolo di lavoro in modo tale che il margine superiore dell'apparecchio non si trovi ad un livello più elevato dell'occhio dell'utilizzatore. Quindi io una volta che ho acquisito la corretta posizione di fronte appunto allo schermo del videoterminale, devo poter vedere oltre lo schermo, o comunque sia oltre la l'orizzonte superiore del dello schermo. Non devo trovarmi nella situazione opposta, ovviamente, questo al fine di non causare in debiti movimenti di estensione del collo, quindi cercare di evitare di sovraccaricare Il tratto cervicale della della colonna vertebrale, andando chiaramente a realizzare dei movimenti di estensione o piegamento che non sono appunto [Musica] diciamo delle posizioni normali da dover tenere mentre si svolgono queste particolari tipologie di attività. Quindi questa conformazione del monitor deve essere appunto verificata e controllata al momento dell'utilizzo e bisogna appunto fare particolare attenzione al momento dell'acquisto del macchinario.

Venendo sempre alla tipologia di schermo, quindi non soltanto la dimensione e il posizionamento corretto del monitor, avremo che lo schermo dovrà avere una sorta di diverse tipologie appunto di caratteristiche che devono essere tutte delle caratteristiche che devono essere appunto perfettamente regolabili e l'operatore che potrà personalizzare in maniera soggettiva appunto le caratteristiche dello schermo. Ne vediamo alcune. Parliamo ad esempio della risoluzione dello schermo. La risoluzione dello schermo deve essere tale da garantire una buona definizione, una forma chiara di tutte quante le immagini e una grandezza sufficiente dei caratteri. Quindi altro aspetto che è possibile andare a regolare in base alle necessità appunto di ogni di ogni individuo, di ogni persona. E deve esserci uno di nuovo tra di essi. Quindi tutta una serie di condizioni che riguardano la risoluzione dello schermo, l'immagine sullo schermo. Vediamo come l'immagine sullo schermo deve essere stabile, deve essere esente da sfarfallamento, quindi il classico esempio di una luce che si accende e si spegne e con estrema rapidità o immagini che hanno un punto un tremolio o da altre forme appunto di instabilità. Quindi tutti questi aspetti di corretta un utilizzo finale dello schermo devono essere garantiti già dalla prima visualizzazione. Diversamente, se ci rendiamo conto appunto di situazioni già anomale, la situazione devono essere immediatamente segnalate onde evitare appunto di perdere appunto tempo magari su situazioni di semplice immediata correzione. Quindi questo è un aspetto molto importante che quando ci rendiamo conto di attività semplici, banali, dove poter intervenire con tempestività e immediatezza, è bene appunto farlo subito.

Altra caratteristica riguardante la brillantezza e il contrasto dello schermo. Quindi si viene a definire come tra carattere e lo sfondo dello schermo devono essere appunto facilmente regolabili da parte dell'utilizzatore dell'unione terminale e facilmente adattabile alle condizioni ambientali. Quindi tutte quante queste questi aspetti dell'illuminazione, un aspetto fondamentale che adesso parliamo, lo affrontiamo in termini di visualizzazione dello schermo del computer. Quindi tutte gli input che devono essere appunto regolabili in termini di intensità appunto confronti della luce, ma non soltanto nell'utilizzo del dispositivo, quindi deve terminale quanto anche come soprattutto nell'ambiente che ci circonda dovrà esserci appunto una luce adeguata per quello che sarà appunto l'utilizzo finale del lavoratore. Questo sempre per andare a regolare il più possibile le caratteristiche sia in termini di strumentazione, sia in termini ambientali. Quindi introduciamo già dei primi concetti legati appunto all'ergonomia dell'ambiente di lavoro, concetto che adesso poi successivamente riprenderemo, ma che ci dà una già un'idea generale di come sono le apparecchiature e l'ambiente che deve potersi adattare alle nostre condizioni, le nostre caratteristiche. Quindi questo è un aspetto fondamentale, chiaramente del lavoro che poi viene fatto quotidianamente da tante aziende che producono, realizzano appunto apparecchiature.

L'utilizzo quotidiano da parte dei lavoratori, lo schermo allo stesso tempo, oltre ad avere tutte queste caratteristiche tecniche, tecnologiche, quindi risoluzione dello schermo, l'immagine dello schermo, la brillantezza, al contrasto, illuminanza, dovrà essere anche orientabile e inclinabile. Quindi una caratteristica fisica molto molto semplice, però che non è assolutamente scontata e banale. Quindi bisogna liberamente adattare con facilità la l'inclinazione o comunque sia l'orientazione anche in termini di spazio del piano di lavoro per poter andare a facilitare a garantire agli utilizzatori un utilizzo sempre più adeguato e corretto di questa apparecchiatura.

Venendo appunto come ho detto allo spazio, la disposizione nel nostro piano di lavoro. Anche qui si affronta appunto dei concetti di di lavoro quotidiano, le affrontiamo in maniera veramente abbastanza appunto colloquiale, discorsiva, però vediamo come sono aspetti fondamentali che poi nell'attività quotidiana, lo svolgimento delle nostre attività, quindi poter organizzare correttamente tutti i dispositivi, tutte le nostre, tutte le nostre appunto i nostri hardware, le nostre i nostri strumenti nell'ambito appunto dell'attività che svolgiamo, sicuramente Deve Deve essere un aspetto fondamentale. Quindi lo spazio sul piano di lavoro deve consentire un appoggio degli avambracci davanti alla tastiera. Quindi dovremmo avere lo spazio necessario della nostra scrivania, che deve avere una certa profondità, di una certa larghezza per poter appoggiare gli avambracci davanti alla tastiera, così da inizialmente, come dire, scaricare il peso e la tensione che possiamo appunto accumulare nella parte sempre anteriore della della zona cervicale e delle spalle e quindi per evitare l'intenzione la muscolatura degli arti superiori. Questo ovviamente nelle fasi di digitazione, quindi nell'utilizzo più o meno diciamo sistematico, comunque sia lunga durata durante le attività con che comportano appunto l'utilizzo della tastiera del videoterminale, quindi della digitazione appunto del computer. E tenendo conto delle caratteristiche personali altrogonometriche degli operatore, quindi vuol dire le caratteristiche tipiche di ogni soggetto, di ogni lavoratore. Quindi i dispositivi appunto sulla nostra scrivania, sul nostro piano di lavoro devono essere perfettamente orientabili. Bisogna avere lo spazio adeguato per poter svolgere la nostra corretta attività.

Allo stesso tempo, sempre un altro dispositivo, oltre ad essere il mouse, che tutti quanti appunto conosciamo come dispositivo o altri tipi display appunto di puntamento, Devono essere posti sullo stesso piano della tastiera in posizione facilmente raggiungibile e disporre di uno spazio adeguato per il loro utilizzo. Quindi ugualmente il mouse, che è un dispositivo appunto di direzione, dovrà avere a disposizione anche più spazio di movimento rispetto ad una tastiera che in termini chiaramente di e di posizionamento resterà molto più ferma rispetto al mouse, che invece si deve si deve muovere per andare a catturare le immagini o le icone sul nostro schermo. Però allo stesso tempo deve avere, oltre allo spazio adeguato, deve avere una posizione adeguata in termini di vicinanza chiaramente alla tastiera e di posizionamento in corrispondenza sempre dello schermo di di utilizzo.

Veniamo appunto alle caratteristiche della tastiera, come appunto il dispositivo che fa parte del nostro videoterminale. Sappiamo che la tastiera deve essere tale da favorire una posizione delle mani e delle braccia che non affligga l'operatore. Quindi dovremmo trovarci in una posizione corretta, frontale allo schermo, con gli avambracci appoggiati appunto sulla scrivania e una tastiera appunto che che sia mobile, che si orientabile in base alle nostre preferenze e che ci permette appunto di favorire la corretta posizione delle mani al fine di avere appunto le corrette caratteristiche. La tastiera deve essere indipendente dagli altri componenti. Effettivamente è sufficiente appunto che la tastiera abbia appunto un cavo di collegamento con il terminale che non possa appunto fungere da connettore degli input che vengono chiaramente trasmessi. Deve essere inclinabile rispetto al piano di lavoro. Quindi bisogna avere la possibilità di inclinarla in altezza. Generalmente tutte le tastiere che sono realizzate in conformità le indicazioni europee hanno delle caratteristiche tali per cui nella parte posteriore della tastiera abbiamo appunto delle diverse posizioni da poter appunto andare a regolare. Questo per la stragrande maggioranza appunto delle tastiere che vengono realizzate in conformità le indicazioni appunto europee. Quindi deve essere inclinabile rispetto al piano di lavoro, deve consentire posizioni potenzialmente intermedie sempre nella sua orientabilità sulla postazione, deve possedere un bordo anteriore sottile al fine di permettere un corretto appoggio del polso sul tavolo. Quindi il posto dove appoggiare sul tavolo e bisogna bisognerà appunto verificare lo spazio a disposizione per digitare sulla tastiera e dovrà possedere una superficie opaca, aspetto caratteristica molto importante al fine di evitare possibili riflessi potenzialmente che è fastidiosi chiaramente per l'operatore, per la persona che fa utilizzo di questo appunto dispositivo della tastiera. Quindi il materiale con cui è realizzato appunto il dispositivo autorizzato dalla tastiera sarà dovrà essere appunto un materiale che possiede appunto queste caratteristiche al fine di evitare appunto situazioni di disagio per l'operatore.

Veniamo ecco adesso ha alcune immagini rappresentative per quanto riguarda la corretta o il corretto posizionamento dell'operatore che svolgerà un'attività più o meno continuativa con l'utilizzo del videoterminale. Vedete, avremo appunto questa questo layout, questa disposizione in termini di posizionamento corretto dell'operatore che si trova appunto in assetto frontale con il computer, quindi che dovrà poi attuare delle attività, della svolgere attività più o meno continuativa con l'utilizzo del vero terminale. Vediamo appunto come nelle immagini si vede appunto il corretto layout di posizionamento con l'operatore che facilitato da alcuni dispositivi di quel punto vedremo le caratteristiche, uno su tutti l'utilizzo di una corretta poltrona, che banalmente ha tutta una serie di caratteristiche, ma sono delle caratteristiche fondamentali per poter garantire la corretta il corretto posizionamento dell'operatore nei confronti appunto del videoterminale. La più conosciuta appunto sedia ergonomica, che ha una serie di caratteristiche tali per cui l'operatore può posizionarsi nell'immagine appunto che vediamo alla nostra destra con una corretta appunto distanza dagli occhi dallo schermo e una corretta appunto seduta e posizionamento della della colonna vertebrale, della schiena nei confronti appunto della dello schienale della sedile appunto che vediamo è regolabile e appunto in funzione di una più adeguata posizionamento sia delle del tratto inferiore, quindi delle gambe, che dovranno poggiare correttamente sulla sul pavimento, eventualmente l'utilizzo di un poggiapiedi può essere una soluzione che facilita spesso e volentieri il corretto posizionamento degli arti inferiori, che devono appunto raggiungere più o meno un angolo di 90 gradi nella nella piega posteriore del ginocchio e permettere appunto che la parte posteriore della della gamba e quindi che poggia poggerà sul sedile non vada appunto a incontro a delle potenziali compressioni e quindi questa posizionamento degli arti inferiori aiuterà molto a evitare appunto che in situazioni di seduta prolungata possono appunto verificarsi delle magari intorpidimento delle delle gambe o degli arti inferiori e quindi poi fastidi potenziali che possono appunto verificarsi.

Corretto posizionamento degli arti inferiori va a garantire un corretto posizionamento della tratto lombare e quindi anche della diciamo del posizionamento rispetto allo schienale dell'operatore. Vediamo in posizione perfettamente verticale, che il più possibile dovrebbe essere mantenuta per evitare sovraccarico appunto della zona lombare della del tratto appunto del rachide e allo stesso tempo il corretto posizionamento sul sedile regolabile, ricordiamo che sedile regolabile in altezza, il corretto posizionamento della tratta appunto lombare permette anche di mantenere in posizione verticale il tratto appunto toracico e cervicale della della colonna vertebrale e quindi avere poi un corretto assetto frontale di fronte appunto al terminale. Questa sarebbe appunto è individuata come la posizione ideale dell'operatore che poi può svolgere la sua attività corretta con l'utilizzo appunto del videoterminale.

Oltre a queste caratteristiche appunto considerate fondamentali, vediamo come un importante concetto legato all'ergonomia, che è stato accennato in precedenza, che accennavo in precedenza, vada a coinvolgere chiaramente ormai tutte attività lavorative. Quindi al di là delle immagini che vedete all'interno delle diapositive, si vuole appunto sottolineare l'importanza dell'interazione tra operatore e attività svolte. Quindi comunque sia con l'ambiente che lo circonda. Effettivamente, nella definizione di ergonomia, si va appunto a ribadire l'importanza di come l'ergonomia sia quella scienza che si occupa dell'interazione tra gli elementi di un sistema e la funzione per cui vengono progettati, allo scopo di migliorare la soddisfazione dell'utente e l'insieme delle prestazioni del sistema. Quindi effettivamente tutta una serie di aspetti legati all'ambiente circostante e alla all'attività e i dispositivi che fanno parte.

Chiaramente, delle attività che noi svolgiamo quotidianamente devono interagire con questo concetto dell'ergonomia, che va ad aumentare sempre di più l'esperienza e la facilità del lavoro che viene svolto, appunto, dall'operatore. Questo per dare, appunto, un trasmettere una sensazione di comfort nei confronti, appunto, dell'operatore, che deve potersi adattare. Comunque sia, deve poter ottenere il massimo in termini di adattamento dell'ambiente che è circostante nei suoi confronti. Quindi, sarà l'ambiente, saranno le apparecchiature che si potranno, si dovranno regolare nei confronti della persona, in base alle preferenze di ogni singolo individuo.

Accennavamo in precedenza all'importanza, appunto, dell'ambiente della postazione di lavoro, di come alcuni fattori ergonomici, in maniera quasi, come dire, indiretta, vengano analizzati e valutati anche in alcune fasi preliminari proprio della progettazione, della realizzazione, magari di strutture o luoghi di lavoro, partendo da alcuni aspetti strutturali fondamentali, quindi delle disposizioni fondamentali per quanto riguarda gli ambienti di lavoro. Ad esempio, parliamo dell'altezza dei locali, quindi in termini anche di volume di spazi, quindi l'altezza di locali che devono essere altezze tali da poter garantire, appunto, una abitabilità corretta, appunto, degli ambienti, anche in termini di requisiti che poi vengono, appunto, valutati, sono oggetto di valutazione da parte di controlli di vigilanza. Una curvatura, una dimensione dei locali che abbia delle dimensioni tali da andare, appunto, a garantire spazi adeguati ogni lavoratore. Vediamo che deve occupare in un ambiente una superficie non inferiore ai due metri quadri, quindi lo spazio, per i quali intendiamo come spazio, il nostro spazio circostante all'interno, tratta di un ambiente chiaramente di dimensioni maggiori. Quindi, se ci troviamo in una stanza di 10 metri quadri, 15 metri quadri, 20 metri quadri, dovremmo avere uno spazio minimo di lavoro di circa due metri quadri e da lì in poi ad avere spazio sempre maggiore intorno a noi per poter, appunto, svolgere la nostra attività.

Veniamo ora sempre alla disposizione, alla organizzazione della nostra del nostro ambiente, il nostro impostazione di lavoro, dove appunto trova una particolare importanza e bisogna porre particolare attenzione alla ricerca, vediamo, della funzionalità operativa, dove appunto bisogna, appunto, contemplare il rispetto sempre dell'ergonomia. Quindi, dicevamo, come l'ambiente, come anche dispositivi che abbiamo sulla nostra posizione di lavoro, si devono, appunto, poter adattare in base al nostro utilizzo, mi si devono poter adattare in base all'attività che svolgiamo quotidianamente sul nostro, appunto, il luogo di lavoro. E vediamo come nell'esempio delle immagini, se dobbiamo svolgere attività di trasferimento dati o attività di tipo simultaneo, sia in ambito di attività, appunto, digitali o attività cartacee, dobbiamo, appunto, dobbiamo avere la libertà di poter organizzare correttamente la nostra postazione di lavoro, affinché avremo molteplici, appunto, posizioni da poter assumere per poter, appunto, realizzare correttamente, in maniera anche più consona e confortevole possibile, l'attività, appunto, che dovremmo andare a svolgere.

Nel caso specifico, altro aspetto molto importante che introducevamo in precedenza riguarda, appunto, l'ambiente e la postazione di lavoro in termini di illuminazione. Quindi, abbiamo accennato come alcuni aspetti fondamentali legati, appunto, all'ergonomia, al vivere l'ambiente, siano pronto legati anche in termini di strutturali, di illuminazione, di superfici che ci permettano di ottenere, appunto, luce e aria potenzialmente naturale, quindi in prevalenza di tipo naturale, quindi sarebbe la condizione ideale, la condizione migliore. E anche in questo caso, dobbiamo andare a valutare, a garantire degli standard normativi che ci permettono, appunto, di avere, ecco, una base di partenza per poter poi andare a realizzare delle eventuali impostazioni di lavoro e quindi andare ad adibire dei locali, degli ambienti come locali di lavoro, utilizzato per quella tipologia di attività. Nell'ambito, appunto, di ambienti, facciamo l'esempio di, appunto, un ufficio, si è, appunto, reso necessario, se stabilito che con l'illuminamento orizzontale, quindi la luce di tipo orizzontale, deve essere compresa tra 200 e 400 Lux. Lux, sostanzialmente, un'unità di misura che si va a valutare nell'intensità luminosa che deriva dalla somma di luce naturale e luce artificiale, che chiaramente viene poi in aiuto, chiaramente, quando la luce naturale non è più presente, per, per via, chiaramente, delle ore quotidiane nella giornata. Quindi, una compromesso ottimale è una media più o meno compresa tra i 200 e i 400 Lux, con unità di misura dell'intensità luminosa, abbiamo detto, tra luce naturale e luce artificiale. Questo in attività, abbiamo detto, che vengono svolte in ambienti, ad esempio, appunto, degli uffici. Abbiamo fatto l'esempio di un ufficio, magari di anche potenzialmente anche altre di volte di tipologie attività, pensando all'ambito commerciale o in ambito magari legato alla ristorazione. Già se cambiamo tipologia di attività, quindi andiamo ad attività più specialistiche, più particolari, prendendo ad esempio l'ambito magari sanitario, avremmo delle caratteristiche di di luce, di illuminazione che sono più in particolari, sono più intense rispetto alla alle tipologie di attività maggiormente legate in ambito di ufficio. Quindi, ogni categoria, ogni tipologia di attività avrà delle caratteristiche di illuminazione da dover andare a rispettare. Come l'intensità, è molto importante anche il colore della luce. Quindi, sono da preferire le lampade fluorescenti o comunque sia anche a LED, in questo caso vanno più, vanno più che bene, di colore prevalentemente bianco, comunque sia naturale, che non devono essere, appunto, presenti e soggetti a fenomeni di sfarfallamento, quindi la luce intermittente. E sostanzialmente, può, appunto, essere presente, verificarsi magari in condizioni di usura o di cattiva manutenzione delle apparecchiature, appunto, dei macchinari e rispondono, appunto, devono rispondere alle esigenze di comfort dell'ambiente, appunto, lavorativo. Quindi, bisogna andare a garantire quelle che sono le caratteristiche anche in termini di colore e in comfort, chiaramente, dell'ambiente per i lavoratori.

Questa che vediamo in questa, questa immagine, che vediamo in questa diapositiva, è il corretto layout, la corretta disposizione della postazione di lavoro. Quindi, se dovremmo andare ad organizzare la nostra postazione di lavoro in maniera corretta, dobbiamo, appunto, andare a verificare che ci troviamo in questa condizione, quindi con la scrivania che sarà parallela alla parete e dovremmo trovarci anche parallelamente a una potenziale superficie finestrata, quindi ad una certa distanza che ci permette, appunto, di ottenere quella quota di luce naturale ed eventualmente anche di ricambio d'aria naturale, senza però imporre in posizione di linee guida eccessiva illuminazione, quindi nelle ore di maggior luce, o magari a sbalzi termici e quindi nei momenti in cui magari nel ricambio d'aria, in periodi, appunto, estremi e stagioni, chiaramente, magari estreme di maggior caldo o maggior freddo, abbiamo, appunto, dei fastidi legati, appunto, agli sbalzi termici. Quindi, dovremmo collocarci correttamente. Questa è la disposizione ideale, quindi dove ci troviamo paralleli alla parete e alla potenziale, appunto, superficie finestrata, la nostra finestra. Quindi, avremo di fianco, sostanzialmente, la nostra finestra e potremmo ottenere, appunto, le corrette disposizioni legate, appunto, a luce naturale e a ricambio d'aria.

Venendo al tavolo di lavoro, alla postazione legata al piano di lavoro, legato a normative particolari, legate, appunto, a norme tecniche, una di queste, la UNI 995, e la postazione di lavoro prevede, chiaramente, un tavolo, un tavolo preferibilmente con bordi arrotondati e deve avere delle dimensioni adatte a garantire la comoda disposizione delle attrezzature di lavoro che vengono, appunto, utilizzate quotidianamente. Quindi, il tavolo non deve avere, per forza, le caratteristiche dimensionali che vedete nell'immagine, all'interno, appunto, di questa diapositiva, non deve avere obbligatoriamente una dimensione di 120 cm e una larghezza di 90, una profondità di 90 cm, ma deve avere delle, una caratteristica regolabile, quindi è importante, legata all'altezza. Quindi, il tavolo deve potersi regolare in altezza per, appunto, una corretta disposizione dell'operatore, in base, chiaramente, alle caratteristiche tipiche di ogni persona. Quindi, l'altezza deve del tavolo, della nostra scrivania, di potersi regolare e bisogna sceglierla di dimensioni tali, le larghezza, profondità, diciamo, a scelta del lavoratore, o comunque sia, della del datore di lavoro, in termini di funzionalità, che queste dimensioni devono garantire il corretto posizionamento di tutti i nostri dispositivi di lavoro, all'interno, appunto, del piano.

Ecco, vediamo un'altra immagine di corretto posizionamento rispetto, appunto, allo schermo, quindi al nostro terminale. Lo schienale della nostra sedia ergonomica può essere uno schienale inclinabile. Il sedile deve essere regolabile in altezza, questo lo dicevamo anche prima, per potersi regolare, appunto, in base alle caratteristiche di ogni persona. Le ginocchia, o comunque sia, la piega posteriore del ginocchio, deve essere potenzialmente, e nella corretta posizione, all'angolo retto. I piedi appoggiati sul pavimento o su poggiapiedi, che è uno strumento molto semplice nel suo utilizzo, ma che risolve molte situazioni di cattiva postura. L'altezza della scrivania deve essere di almeno 72 cm e deve, appunto, essere in condizione di maggior comfort, regolabile da parte del lavoratore. Alcuni esempi di sedie ergonomiche che sono a disposizione, con diverse caratteristiche o diversa, comunque sia, conformazione. Comunque, tutte le sedie ergonomiche hanno delle caratteristiche di base fondamentali. Una su tutte, solo le cinque razze, cinque raggi, che vediamo in basso, con le rotelle, che permettono, appunto, all'operatore di potersi spostare sulla postazione di lavoro senza, appunto, doversi alzare e con estrema, quindi, facilità, semplicemente ruotare sulla sull'asse, appunto, della della seduta del sedile della sedia e quindi potersi spostare semplicemente con un movimento delle gambe. Dopodiché, abbiamo detto, il sedile regolabile in altezza, lo schienale inclinabile, che ci permette, appunto, di assumere anche la corretta inclinazione, o comunque sia, quello che riteniamo per noi essere una corretta inclinazione, e la presenza del bracciolo, dei braccioli, comunque sia, per l'appoggio delle braccia, quindi del poggiare i gomiti o comunque sia l'avambraccio. Questo è un, uno, diciamo, degli optional che tendenzialmente è sempre presente sulle sedie ergonomiche, perché? Perché permettono all'operatore che svolge attività, e quindi amministrativa, in ambito, chiaramente, di attività col computer terminale, di potersi allontanare dalla scrivania e allo stesso tempo poter poggiare sempre gli avambracci sul poggiapiedi e quindi sul, scusate, sul bracciolo e quindi evitare sempre tensioni e sovraccarichi muscolari agli arti superiori. Quindi, sia questa caratteristica che tendenzialmente è quasi sempre presente su tutte quante le sedie tipo ergonomico. Ecco, il sedile deve essere stabile, quindi il sedile, anche, deve essere, deve avere questa caratteristica di non muoversi, chiaramente, deve poggiare su cinque razze dotate di ruote girevoli, abbiamo detto, per consentire la libertà di movimento e facilitare piccoli spostamenti. Non è obbligatoria, ma considerata la presenza di braccioli, quindi il bracciolo, effettivamente, è uno degli optional che è consigliabile avere per, per chi, appunto, si muove all'interno di una postazione più o meno ampia, ma banalmente anche per allontanarsi dalla scrivania e se vi viene comunque consentire una certa libertà di movimento ed una postura comoda. Quindi, tutte queste caratteristiche fondamentali dobbiamo ritrovarle per una corretta seduta e posizionamento nella nostra postazione di lavoro di fronte all'utilizzo, appunto, del video terminale.

Facciamo una parentesi legata, chiaramente, allo Smart Working, con dando, appunto, una definizione di Smart Working come come lavoro agile. Sappiamo, appunto, come ad oggi molteplice attività legate a il mondo, appunto, non solo amministrativo, ma comunque il gestionale in genere, ormai essendo legati all'utilizzo del video terminale, possono essere svolte anche da remoto, quindi non per forza in un luogo fisso e comunque in presenza, quindi fisica nel luogo di lavoro, ma effettivamente abbiamo vissuto, appunto, questa esperienza nell'ultimo, nell'ultimo periodo, di come effettivamente il lavoro agile, lo smart working, sia una possibilità che possiamo, appunto, applicare in in maggior parte delle attività, appunto, lavorative. Questo per dare anche la possibilità, appunto, ai singoli lavoratori di poter svolgere attività potenzialmente anche da dalla propria abitazione, senza, appunto, doversi spostare per raggiungere un luogo fisico o un luogo di lavoro.

Definendo, appunto, il lavoro agile e che cos'è, una modalità di esecuzione del rapporto di lavoro, chiaramente, un lavoro subordinato, ma un qualsiasi tipo di rapporto di lavoro caratterizzato dall'assenza di vincoli orario spaziali e l'organizzazione per fasi, cicli e obiettivi, stabilita mediante un accordo tra dipendente e datore di lavoro. Una modalità che aiuta il lavoratore a conciliare i tempi di vita e il lavoro e, al contempo, favorire la crescita della sua produttività. Quindi, questa complessa definizione, chiaramente, è stata dal legislatore nella nell'ambito, appunto, della sua applicazione, per definire, appunto, di come il lavoratore, in questa conformazione dell'attività lavorativa, ha una maggiore libertà di poter organizzare, appunto, la propria attività quotidiana, quindi il proprio lavoro, fatto, appunto, di diverse attività svolte.

La definizione, appunto, di Smart Working, contenuto nella legge 81 del 2017, può avere l'accento sulla flessibilità organizzativa, sulla volontarietà delle parti che sottoscrivono l'accordo individuale e sull'utilizzo di strumentazione che consentono di lavorare da remoto. Quindi, sono strumentazione che può essere personale, può essere messa a disposizione, chiaramente, dal datore di lavoro, quindi dal nostro luogo di lavoro, della nostra azienda, e che, oltre alla strumentazione, che deve avere, chiaramente, quelle caratteristiche, il datore di lavoro o il nostro, appunto, referente, ci mette in condizione di svolgere correttamente le attività, appunto, all'interno di un ambito legato, appunto, allo Smart Working, perché sappiamo come, a quel punto, il nostro luogo di lavoro, spesso e volentieri, come è successo, diventa la nostra casa. E anche, appunto, in quella condizione, dobbiamo avere delle accortezze in termini di utilizzo di dispositivi corretti. Quindi, bisogna, appunto, evitare di improvvisare postazioni di lavoro che non sono poi adeguate, in base alle caratteristiche che abbiamo, appunto, elencato in precedenza, sulla postazione di lavoro, e improvvisare, appunto, delle impostazioni di lavoro non adeguate. Poi, un po' con porta il rischio di andare incontro a situazioni più o meno, più o meno pericolose, comunque sia, nel lungo periodo, lungo, medio periodo, dannose per l'operatore e con quelli per il lavoratore. Quindi, bisogna fare particolare attenzione in queste situazioni di coinvolgimento di attività a distanza, in lavoro, in lavoro agile, e bisogna essere messi in condizione e valutare attentamente le caratteristiche dell'ambiente.

Volevo approfittare e farvi vedere un contributo video. Quindi, uno dei primi contributi video che può darsi, insomma, un'idea anche in maniera abbastanza semplice. Avete visto come, banalmente, ecco, in questi, in questi video, che sono dei contributi realizzati dall'INAIL, dove nel caso specifico, devo, appunto, è stato affrontato questa telematica legata allo Smart Working, nell'ambito, appunto, della pandemia, e ed è, appunto, importante andare a sottolineare alcuni aspetti che avete visto all'interno del video, che ci danno, appunto, la dimensione di come effettivamente il lavoro svolto da casa, da una postazione che non è il luogo di lavoro, poi ci può esporre a potenziali, a potenziali rischi, che nel lungo, un medio, lungo termine, possono, appunto, diventare dei problemi effettivi, dei problemi reali. Quindi, dalla, appunto, postazione di lavoro improvvisata, a continui interruzioni o fastidi nella nello svolgimento dell'attività, esterni, e interruzioni esterne al nostro, alla nostra attività di lavoro. Avevo visto, appunto, il personaggio, come era disturbato nella sua, appunto, attività quotidiana, da fonti esterne, e banalmente, appunto, come l'ambiente circostante, appunto, essendo un'abitazione, una casa, è vissuta, chiaramente, dalla, da tutte quante, da tutta quanta la famiglia, e quindi di come, appunto, l'ambiente non si riesca del tutto a controllare, a meno che non abbiamo, appunto, gli spazi adeguati. Quindi, bisogna anche in queste situazioni fare particolare attenzione all'attività che vengono commissionate, che vengono svolte, anche a mezzo, appunto, come il mezzo dello Smart Working, perché, appunto, le varie indicazioni degli interventi di prevenzione e protezione devono riguardare anche questa particolare tipologia di attività.

Venendo a le potenziali situazioni di disturbo, con, diciamo, l'utilizzo medio-lungo termine del video terminale, del computer, questo sono, diciamo, disturbi che possono verificarsi. Generalmente, sono situazioni, chiaramente, reversibili, e magari con delle accortezze legate sempre a interventi di prevenzione nell'utilizzo, appunto, di questa, di questa apparecchiatura. Generalmente, abbiamo situazioni di disturbi legati principalmente all'apparato visivo, con disturbi oculovisivi, quindi affaticamento dell'apparato visivo, per il, magari banalmente, l'eccessiva vicinanza della vista, appunto, dell'operatore con lo schermo, invece si avvicina della persona, del lavoratore, dello schermo, o magari in situazioni di eccessivo contatto, in termine, buon punto, di lavoro continuativo con lo schermo, appunto, del videoterminale. Quindi, è molto importante in queste fasi fare attenzione e qualora si verificano, appunto, queste situazioni, andare, appunto, a intervenire con, prima di tutto, sempre interventi di prevenzione, quindi andare a valutare effettivamente dove si sta commettendo, diciamo, un errore in termini di procedura lavorativa o protocollo lavorativo.

Oltre ai disturbi legati all'apparato visivo, chiaramente, abbiamo i più, ancora più comuni, i disturbi muscoloscheletrici, legati, appunto, alla alle situazioni che anche vedevamo in precedenza, con la l'acquisto, l'utilizzo delle poltrone ergonomiche, delle sedie ergonomiche, che ci aiutano, chiaramente, che aiutano i collaboratori, con la corretta, il corretto posizionamento della della postura, con lo schermo. Però, ecco, banalmente, nell'immagine, vedete come la persona che lavora al, sta lavorando, comunque sia, al computer, lo sta facendo col numero, sei chiaramente non ergonomiche. Queste sono le situazioni che si verificano spesso e volentieri in attività, appunto, legate allo Smart Working, che dicevano in precedenza, quindi con il lavoro agile, trovandoci, appunto, a svolgere, in per certi versi, in comodità, lavoro da casa, però non avere a disposizione delle, appunto, dei dispositivi, delle attrezzature che ci permettano di avere un corretto, una corretta posizione, in posizionamento adeguato alla postazione di lavoro, e quindi per poter svolgere la nostra attività nel migliore dei modi, senza andare incontro a patologie e disturbi. Quindi, parliamo di disturbi, chiaramente, reversibili, generalmente, facendo, però, attenzione all'attività quotidiana, l'utilizzo quotidiano, perché sono e disturbi che poi nel quotidiano possono, appunto, portare dei problemi più o meno gravi, a seconda, chiaramente, di ogni persona.

Una, un'altra, un altro disturbo che generalmente è una patologia, anche qui reversibile, che si verificano nella maggior parte dei casi, raspanopatia, una fatica visiva, che può essere più o meno pesante, in base ad ogni soggetto, in modo ogni persona, ed è legata a diversa sintomatologia, quindi dalla più comune, lacrimazione presente, il cellulare, quindi un disturbo, chiaramente, totalmente, ecco, reversibile, legato magari alla eccessiva, appunto, vicinanza o l'eccessiva illuminazione, anche derivante dallo schermo, o luce circostante agli ambienti, quindi che può essere una luce naturale o artificiale, comunque sia, abbiamo detto, la somma dell'illuminazione, che può disturbare, alla lunga, magari l'operatore. Quindi, oltre ad avere una luce diretta dallo schermo, anche una luce, magari verticale, che deriva, appunto, dalle lampade incandescenze, LED, le lampade naturali, quindi, per esempio, frequente. Altra situazione, appunto, abbastanza generiche, comune, visione sfocata, bruciore, arrossamento, fotofobia, comunque sia, il fastidio, comunque sia, alla luce, fino ad arrivare a nausea, cefalea, quindi il mal di testa, che chiaramente, nelle condizioni un pochettino più gravi, devono poi essere poi curate. Bisogna, ecco, fare particolare attenzione a quelle fasi che comportano un, ecco, sempre un utilizzo, io credo, in proprio, un'attività prolungata, eccessiva, con il video terminale, che quindi poi ci porta particolari, fasi di stanchezza, stanchezza muscolare, e quindi che ci comporta poi dei segnali di disturbo.

Ufficialmente, ecco, veniamo, ecco, ad esempio, legati anche all'errata postura. Quindi, oltre a problemi, vi ho detto, all'apparato visivo, quindi mal di schiena, dolori articolari del rachide, dolori muscolari, quindi possono essere di vario genere, ma tendenzialmente quasi sempre a carico di zona, appunto, le zone, appunto, lombare, per quanto riguarda il corretto posizionamento sul sedile della nostra sedia ergonomica, o, ecco, appunto, anche in base alla quello che dicevamo, legato all'inclinazione, all'orientamento dello schermo, potenziali fastidi o dolori nella zona, appunto, cervicale, quindi sovraccarico del tratto superiore, anche degli arti superiori, e quindi spalle, braccia, perché? Perché magari non posizionate correttamente, o non si ha a disposizione dei corretti, appunto, dispositivi, per cui la sedia, il tavolo di lavoro, che abbiamo detto, deve avere quelle caratteristiche. Quindi, l'uso scorretto, il predeterminato, e cosa può causare, oltre a queste problematiche, anche dei dolori o delle rigidità alla muscolatura del busto, degli arti inferiori e all'estremità, che forse di vita, possono, appunto, risentirne per un uso scorretto, sempre nel suo posizionamento, nell'approccio all'utilizzo, appunto, del videoterminale. Le cause, appunto, di questi disturbi, possono essere riconducibili alle debolezze, chiaramente, il posto di lavoro, che obbliga l'operatore a posture scorrette, quindi nella situazione più banale, più frequente, appunto, il posizionamento corretto, la postura scorretta, nei confronti, appunto, dell'attività svolta a livello terminale, e disturbi causati dall'irraggiamento, quindi le, la luce trasmessa dallo schermo, conosciuta anche come luce blu, che spesso e volentieri, da, appunto, quei fastidi legati alla stenopatia, quindi un disturbo, generalmente, che può verificarsi, che abbiamo visto in precedenza. Tutte situazioni, appunto, reversibili, risolvibili con un corretto assetto e posizionamento ed utilizzo di questa apparecchiatura.

Bisogna, vediamo anche come questa slide ci dà alcune, appunto, indicazione con i consigli su quelle che possono essere le posizioni di lavoro. Bisogna, comunque sia, evitare posizioni di lavoro fisse per tempi eccessivi, per tempi troppo prolungati, quindi evitare di rimanere fermi per troppo tempo e cercare, appunto, di riattivare la muscolatura, nell'ambito, chiaramente, della nostra attività, con quello che dicevamo in precedenza, il cambio di, il cambio di attività, quindi dopo un tot di tempo, dopo i 120 minuti, un quarto d'ora di pausa, un cambio di attività, quindi passare ad un'altra attività che non comporta restare fermi, immobili, di fronte allo schermo, al terminale, a digitare, ma fare altro, per poter riattivare e ricondizionare, appunto, il nostro organismo allo svolgimento corretto delle attività.

Alcuni esercizi, ma non esercizi legati, chiaramente, al riattivare, appunto, la muscolatura, possono essere utili. Ad esempio, gli allungamenti, dove allungare la parte superiore del corpo, incrociando le maglie della testa e arretrare lentamente i gomiti, respirando profondamente. Degli esercizi per le spalle, quindi sollevare, abbassare le spalle, consente di ridurre la tensione e l'indolensimento del collo e della parte superiore della schiena. Sollevare lentamente le spalle, avvicinandole alle orecchie, e quindi abbassarla. La rotazione dei piedi, che normalmente viene consigliata anche per chi ha fatto dei viaggi di lunga durata su alcune, appunto, compagnie aeree. La valutazione dei piedi consente, appunto, di stimolare la circolazione del sangue nelle gambe e nei piedi, e da seduti, ruotare ciascuna caviglia tre volte, prima in senso orario e poi in senso antiorario. E questo permette, appunto, di riattivare la circolazione anche agli arti inferiori, che stanno male, fermi per troppo tempo, appunto, risentono magari di quei tipici fastidi legati, appunto, magari a formicolio o altri disturbi, appunto, similari.

Altri consigli legati alla postura, sempre durante l'attività terminale, durante la digitazione. Alle spalle non devono essere contratte e le braccia devono poggiare sui braccioli. Il tronco, il tronco deve essere in posizione tendenzialmente retta, con appoggio del tratto lombare allo schienale, per ridurre la compressione dei rischi intervertebrali. Quindi, bisogna cercare di mantenere una posizione eretta, verticale, con la schiena ben appoggiata, col tratto, appunto, al posteriore, schiena bene appoggiato sulla sullo schienale della nostra poltrona, per evitare, appunto, che ci siano posture scorrette. L'angolo tronco-coscia deve essere all'incirca di 100 gradi, comunque di 90 gradi vanno, vanno benissimo, per garantire un'adeguata distribuzione dei carichi sull'apparato vostro articolare ed impedire dannose compressioni per Vico addominali, quindi quei fastidi che possono, appunto, essere presenti.

Ricordiamo sempre in attività più o meno lunghe. Vediamo adesso ad un'altra tipologia. Introduciamo un'altra tipologia di rischio specifico, che può essere, appunto, presente per chi svolge, appunto, attività in classe di rischio basso, dove banalmente si possono, appunto, verificare situazioni di movimentazione manuale di carichi, non per forza sono attività sistematiche, quindi di lavoro quotidiano, però dare delle indicazioni legate in quest'ambito, sempre di corretto approccio e movimento di un carico, sono utili nell'ambito quotidiano, anche privato, ma oltre a all'ambito, appunto, quotidiano, in quelle situazioni, quelle attività, dove ci troviamo, chiaramente, a movimentare dei carichi, che possono essere anche legati alle attività, appunto, di tipo amministrativo, di ufficio. C'è tutta un'ambito specifico del decreto legislativo 81/2008, che è il titolo Sesto, dove si affronta la movimentazione, appunto, manuale dei carichi, che è composta da tante fasi. Per quello che riguarda l'attività di per sé, vedete come le norme del presente titolo si applicano all'attività lavorativa di movimentazione manuale dei carichi, che comportano per il lavoro, dovete rischi di patologie da sovraccarico biomeccanico, in particolare le patologie legate sempre al tratto dorso-lombare. Quindi, è importante conoscere quelle che sono delle dei concetti generali, quindi molto, molto semplice nel loro, nel loro approccio, che comunque danno l'idea di come è importante, in situazioni di di questo tipo di movimentazione, seguire, appunto, queste indicazioni. E in questo, appunto, ambito della normativa, per movimentazione manuale dei carichi, si intende, appunto, tutta una serie di diverse fasi, a partire dal trasporto di un carico, dal sollevare un carico, deporre, potenzialmente, un carico, nella spinta, quindi lo spingere un carico, nel tirare un carico, o nel portare o spostare un carico in una diversa posizione.

Quali sono le indicazioni che il legislatore dà al datore di lavoro? Quelli che sono, appunto, gli obblighi. Il datore di lavoro, vediamo, che adotta le misure organizzative necessarie e ricorre a mezzi appropriati, in particolare attrezzature meccaniche, per evitare la necessità di una movimentazione manuale dei carichi da parte, appunto, dei lavoratori. Quindi, chiaramente, in quelle particolari attività, dove ci troviamo a svolgere una movimentazione complessa, a quel punto, il legislatore ci dà le indicazioni di fornire un'attrezzatura meccanica, però non è, chiaramente, una indicazione generale per qualsiasi fase di movimentazione di un carico. Quindi, se abbiamo anche una singola attività da dove svolgere, una volta, anche semplicemente una volta al mese, o magari con una curiosità, anche più più lunga, è comunque necessario andare a definire quelle che sono delle procedure da dover adottare per il corretto, il corretto approccio e poi svolgimento delle attività.

Quindi, prima di tutto, formazione e informazione, addestramento dei lavoratori. Quindi, questo è un aspetto fondamentale, che ritroviamo sempre nell'ambito specifico della normativa, dove l'81/08 va a stabilire quelle che sono gli aspetti che il datore di lavoro, il datore di lavoro deve andare a comunicare nei confronti, appunto, dei lavoratori. Quindi, il datore di lavoro fornisce ai lavoratori le informazioni adeguate relativamente al peso e alle caratteristiche del carico movimentato. Quindi, in virtù del corretto svolgimento dell'attività legata alla movimentazione dei carichi, il datore di lavoro deve dare da subito queste informazioni. Bambini complessive legate all'attività da svolgere. Assicura ad essi la formazione adeguata e relazione a rischi lavorativi e alle modalità di corrette esecuzione delle attività. Quindi, formazione adeguata in relazione alle attività da svolgere e rischi potenzialmente, nel quale ci si può, appunto, confrontare, andare incontro. Fornire al lavoratore di addestramento adeguato, quindi in merito alla corretta manovre e procedure da adottare nella movimentazione, appunto, manuale del carico. Quindi, dare quell'addestramento necessario, quindi quelle indicazioni di utilizzo, appunto, della singola, appunto, attività, appunto, nelle principi principali rischi, nei quali si incorre durante le operazioni di movimentazione, sono quelli legati a situazioni di infortunio, quindi in quelle fasi meccanizzate, quindi si può andare incontro ad infortunio, quindi l'evento dannoso nell'immediato, oppure delle lesioni dorso-lombare, quindi in quelle fasi, appunto, di movimentazione manuale del carico, quindi sono delle lesioni che magari si possono verificare sia nell'immediato, o magari anche a distanza di tempo, se vengono ripetuti dei movimenti sbagliati, quindi se non c'è un approccio corretto nella fase di movimentazione, nella, appunto, nel dettaglio delle misure da adottare.

Affronteremo, appunto, nella nel nostro caso, appunto, la fase, appunto, di sollevamento o deposizione, quindi dove avremo, andremo a simulare, a fare un esempio, il punto di un movimentazione di un carico di poche, di un peso, appunto, relativo, dove, appunto, il singolo lavoratore ha la possibilità di movimentare, appunto, carichi leggeri, quindi non siamo in situazioni di di movimentazione di carichi complessi, però bisogna tener conto, chiaramente, di varie situazioni potenziali, prevedibili, e quindi nelle singole attività che vengono svolte dai lavoratori, bisogna avere in considerazione quelle attività che possono comportare una movimentazione del carico. Per carico, si intende anche pesi di qualche 5 kg, fino a, chiaramente, non superare di pesi particolarmente importanti. Detto questo, comunque, gli operatori addetti alla movimentazione manuale devono essere a conoscenza delle caratteristiche del carico, quindi devono sapere esattamente il peso, se parliamo ad esempio di un carico contenuto all'interno di un di un contenitore, effettivamente, banalmente, all'interno di una scatola, piuttosto che sia un carico ben evidente delle sue caratteristiche, appunto, esterne, e oltre a conoscere le caratteristiche, deve anche conoscere le corrette procedure di movimentazione. Quindi, ad esempio, di sollevare, di sollevamento, appunto, di posizione del carico.

Vediamo come nelle immagini, la nell'immagine, appunto, la prima persona rappresentata, anche nel suo, nella sua, appunto, anatomia, la schiena deve essere eretta, la posizione accovacciata, senza compiere movimenti bruschi. Il carico da movimentare deve trovarsi vicino all'operatore, quindi non deve essere distante, evitando di spingersi troppo in avanti con il tronco. Bisogna, appunto, effettuare un piegamento per poter sollevare, chiaramente, il peso, comunque sia, il carico da dover trasportare, senza andare, appunto, a sollevare un carico eccessivo, se è possibile, se la possibilità esistono anche, appunto, delle attrezzature che si potrebbero utilizzare, quindi per poter trasportare, comunque sia, il carico, ma in linea generale, l'indicazione è quella: sollevare carichi leggeri, quindi cercare di dividere, poi, il carico, dove c'è la possibilità di dividere il peso, e quindi effettuare più viaggi, ma andando a sollevare un peso di piccole dimensioni, o diversamente, di evitare, appunto, di sollevare, magari eccessivi, quando, appunto, non abbiamo la ne la certezza di tutte le caratteristiche, nella possibilità di poterlo, appunto, effettuare, perché effettivamente sono manovre pericolose.

Facciamo una parentesi anche relativamente alle scale portatili. Scale portatili che possono essere presenti negli ambienti, negli ambienti di lavoro, che vengono utilizzate per raggiungere, magari, delle quote di, magari, mobili o scaffali, o in ambienti, appunto, di magazzino, di deposito, di archivio, anche di documentazione, e anche qui abbiamo delle indicazioni normative ben precise, nell'ambito di scale portatili. Attualmente, nelle scale portatili, non c'è una direttiva, diciamo, di prodotto, ma si fa riferimento a norme, appunto, nazionali, che recepiscono, chiaramente, delle indicazioni sempre date a livello europeo, in termini di sicurezza del prodotto, e quindi ci sono delle indicazioni legate alla progettazione e alle norme tecniche di riferimento. Quindi, anche sull'utilizzo di dispositivi, come le scale portatili, che possono, appunto, essere utilizzate da dai lavoratori, dal personale, appunto, presente all'interno del logo di lavoro dell'azienda, devono avere delle caratteristiche ben precise, indicate dalle direttive, appunto, che sono emanate dai costruttori. Quindi, bisogna anche qui fare attenzione e andare, appunto, ad acquistare questi dispositivi da fornitori, da rivenditori ufficiali, quindi sempre fare attenzione ai canali che non sono, chiaramente, dei canali precisi ed ufficiali.

Le diverse tipologie di scale portatili possono essere, appunto, di differenti, molteplici tipologia, anche in base alle loro dimensioni, ma generalmente, tutte le scale, appunto, hanno un montante laterale e una salita, una pedata, sostanzialmente, che può essere o a gradino, o a piolo, a seconda dell'utilizzo. Generalmente, è più è consigliabile l'utilizzo del gradino della scala, con il gradino, perché ha un appoggio, a una superficie maggiore di appoggio, e la persona, appunto, ha una maggiore stabilità, proprio nella salita, e quindi dove andare, poi, a raggiungere altezze, ehm, di una certa tipologia, che non arrivano all'altezza, appunto, superiore ai 3 metri, generalmente, la scala gradino è, anzi, ovviamente, appunto, sufficiente ed efficace, anche consigliata. Oltre al gradino, ecco, hanno la caratteristica della, per avere una maggiore stabilità e sicurezza, è maggiormente utilizzata la scala doppia. Quindi, generalmente, sono usate, appunto, questa, questa tipologia di scale, la cui altezza massima, appunto, il liquido da 5 metri, come dimensione della scala. La scala doppia, a gradini o pioli, da un tronco di salita, oppure a due tronchi di salita. Quella che è più diffusa, che abbiamo anche, appunto, nelle nostre abitazioni, è quella del singolo tronco di salita. Quindi, la scala, diciamo, tra le più efficaci e stabili, che ha, appunto, anche anch'essa delle caratteristiche ben precise. Quindi, vedere nell'immagine, oltre, appunto, al gradino, partendo dal basso, lo zoccolo, appunto, come il dispositivo anti, antisdrucciolo, antiscivolamento, un qualora ci troviamo, appunto, in situazioni magari di potenziale, appunto, pavimentazioni instabile, il montante del tronco di salita, che deve essere, appunto, realizzato anche in materiale, appunto, stabile, la piattaforma superiore, il guardacocco, quindi la parte superiore, finale, terminale, della della scala, che permette, appunto, di, diciamo, creare, chiaramente, un parapetto, appunto, stabile, per la persona che utilizza, e poi gli altri dispositivi di sicurezza, per la verdura, le traverse di collegamento, quindi tutta una serie di caratteristiche, che vanno a definire la scala, come un dispositivo, anch'esso certificato, rispetto, appunto, alle normative, alle direttive di prodotto. Quindi, anche qui, dobbiamo avere un prodotto efficace, appunto, nel suo utilizzo.

Anche qui, c'è un piccolo contributo ricordo che vi trasmetto. Anche in questo video contributo, appunto, nelle INAIL, che ho visto alcuni esempi, devo, appunto, approcciarsi sia correttamente, legata alla movimentazione manuale dei carichi, e sia l'ergonomia, appunto, nella nostra, appunto, postazione di lavoro, da dover, appunto, attuare, applicare il più possibile. Quello della presentazione, affrontiamo le altre categorie di rischi specifici, nell'ambito delle varie categorie dei rischi per la sicurezza e per la salute dei lavoratori. Vedete, appunto, tre diverse tipologie di rischi, di cui uno, abbiamo già in parte potuto, ho avuto modo di affrontare, appunto, che il quale sarebbe, appunto, il rischio legato alla alla luce, comunque sia, alle fonti luminose scarse o eccessive, negli ambienti di lavoro. Aspetto da tenere in considerazione, soprattutto nelle fasi progettuali, e anche nelle fasi, appunto, operative quotidiane, nello svolgimento delle attività. Abbiamo, appunto, approfondito e accurato, come sia importante il posizionamento nella postazione di lavoro, e quindi il corretto, una corretta disposizione di strumentazioni e dispositivi, appunto, di diversa tipologia, e vi può, appunto, la luce influisca in maniera positiva o negativa, quando, chiaramente, questo anche in maniera soggettiva, ogni lavoratore è soggetto, appunto, a diversi stimoli, chiaramente, personali. Ora, avremo modo di approfondire, invece, le tematiche legate al rumore e al microclima, come, appunto, di rischi specifici, che sono presenti, appunto, all'interno degli ambienti di lavoro.

Primo su tutti, vedremo, appunto, il rumore, dove, appunto, il rumore è considerato come uno dei rischi strutturali di maggior presenza negli ambienti, negli ambienti di lavoro. In qualsiasi ambiente nostro lavoro, abbiamo o sono presenti fonti rumorose, e non per altro, è una problematica che anche qui, in fase progettuale e in fase, appunto, operativa, bisogna tenere conto e bisogna valutare dal punto di vista di impatto, appunto, ambientale, e quindi rientra anche anche questo aspetto, e non Maggiore, più ampio discorso di comfort acustico, con forte acustico, che acustico ambientale, che va, appunto, a tutelare, a garantire ai vari, appunto, lavoratori, che frequentano gli ambienti, una più adeguata e corretto svolgimento delle attività lavorative, appunto, all'interno dei locali di lavoro. Vediamo, appunto, come i livelli di rumore, ad esempio, in ufficio, non sono dei livelli di rumore eccessivi, così, ma spesso creano disagio alla concentrazione. Per questo motivo, il livello di rumore dovrebbe essere contenuto intorno ai 55 decibel. Quindi, questa unità di misura del decibel, ci aiuta a valutare come il rumore, essendo un agente fisico, quindi una, effettivamente, una una quantità ben misurabile, è possibile stabilire. Questo viene anche definito, appunto, a livello normativo, come sappiamo, appunto, abbiamo precedentemente introdotto, accennato al discorso dell'81/08, quindi il decreto legislativo, che dà i parametri di riferimento, sotto gli aspetti, appunto, di valutazione dei rischi, e nell'ambito, appunto, specifico del rumore, dove c'è tutto un titolo complesso della normativa, che affronta la tematica, vista, appunto, l'importanza, realtà, all'interno degli ambienti di lavoro, viene definito come, appunto, il rumore debba essere contenuto in una soglia minima. Sopra quella soglia, chiaramente, avremo, appunto, una concentrazione di rumore eccessiva, di conseguenza, si cominceranno ad avvertire i disturbi, oltre che momenti di discomfort nell'ambiente, e quindi non, non si avrà, appunto, la possibilità di lavorare in piena, appunto, sicurezza.

Vedremo, appunto, come in realtà, per rumore, si intende una moltitudine di fonti rumorose, effettivamente, e spesso e volentieri, il rumore è la somma di differenti fonti, appunto, rumorose, che danno, poi, creano, chiaramente, poi i disturbi da da dover andare a valutare in maniera approfondita, e soprattutto per cercare di ridurre il più possibile, quello che sono le situazioni di mancato comfort ambientale, e quindi di poi potenziare situazioni, appunto, di disagio o di stress. Ecco, appunto, che cos'è il rumore. Il rumore, come il suono, sono sostanzialmente le vibrazioni meccaniche emesse da una sorgente, che si propagano per via di un mezzo, e chiaramente, questo mezzo, il più classico, appunto, è l'aria, perché permette, appunto, ai suoni di potersi propagare nell'ambiente. E la percezione è soggettiva, quindi il suono, per definizione, comunque gradevole, il rumore, invece, è sgradevole. Quindi, per accezione del termine, si intende, appunto, che è una sensazione di disturbo, di fastidio. L'intensità, vediamo, che dipende dalla pressione che l'onda sonora esercita sul nostro orecchio, e che si misura, appunto, con questa valore dato dai decibel. Ed effettivamente, ehm, come dicevamo prima, essendo un agente fisico, da poter misurare, da poter definire, da poter, appunto, quantizzare, effettivamente, dobbiamo andare a valutare attraverso della strumentazione di misura, dobbiamo andare, appunto, a stabilire quelli che sono i valori da da normativa, per quale, appunto, dobbiamo rispettare. Sicuramente, in qualsiasi situazione, non dobbiamo superare dei valori che sono fissati per normativa, che sono, appunto, un tetto massimo di 80 decibel. Questo tetto massimo di 80 decibel, va a definire, sostanzialmente, la necessità di andare ad approfondire la valutazione dei rischi, e quindi andare a stabilire, insieme ai vari responsabili differenti, nell'ambito della sicurezza sul lavoro, quindi datore di lavoro, RSPP, il medico competente, e anche, appunto, il rappresentante dei lavoratori, quindi la RLS, bisognerà andare a definire quelli che sono gli interventi per ridurre questa, questa soglia, appunto, del rumore, e ridurla al di sotto degli 80 decibel. Quindi, cercare di abbassare il più possibile, con interventi di prevenzione, o interventi, appunto, procedurali, strutturali, che vadano a contenere le fonti rumorose. Diversamente, bisognerà, appunto, dare il dare il via a tutti quegli interventi in ambito di protezione individuale degli operatori, quindi dei lavoratori, che dovranno, appunto, essere addestrati per un utilizzo corretto di dispositivi di protezione individuale.

Sappiamo come è molto importante fare un'attenta analisi e valutazione, e questo lo dicevamo, appunto, anche in precedenza, perché è molto importante, perché bisogna andare a considerare tutti gli aspetti legati alle fonti rumorose, ed è per questo che anche la prescrizione, l'utilizzo di un dispositivo di protezione individuale, non è un'attività, appunto, da dare, appunto, per scontato, ma bisogna, appunto, valutare attentamente, per poi andare a definire i lavoratori, nella nella loro, appunto, lo utilizzo, i dispositivi di protezione individuale. Quali sono i potenziali rischi legati in queste attività, appunto, del rumore, come rischio lavorativo? Gli effetti più evidenti sono a carico dell'orecchio, che può essere interessato da due diverse situazioni: un rumore molto forte, oppure in situazioni di un rumore meno forte. Effettivamente, sono due situazioni molto, molto differenti tra di loro, dove nel primo caso, il rumore è molto forte, avremo, chiaramente, una un'esplosione, che può provocare, appunto, un evento dannoso immediato, quindi potenzialmente anche un infortunio, o una situazione, chiaramente, di disagio immediata, e spesso, appunto, situazioni, ad esempio, quella generazione del timpano, in, chiaramente, in magari anche eventi non del tutto, come dire, programmabili, o di prima valutazione, però bisogna, appunto, tener conto di tutte quelle fasi delle attività, in quale si possono verificare queste determinate situazioni. D'altro canto, bisogna anche porre, e probabilmente anche l'attenzione maggiore, nelle situazioni in cui abbiamo rumori meno forti, quindi delle, dei rumori, comunque, di disagio, dove lavoratori che affrontano determinate attività, avvertono situazioni di disagio. Comunque, parliamo di rumori che sono sopra, al di sopra della soglia stabilita dalla normativa, quindi al di sopra degli 80 decibel, che possono, appunto, determinare una diminuzione dell'udito, quindi che vuol dire che, a distanza di tempo, di diverso tempo, dove siamo soggetti a queste fonte rumorosa, questo agente, appunto, rumoroso del rumore, effettivamente, ehm, possiamo, appunto, avere una diminuzione della percezione dei suoni, e quindi la più nota e conosciuta ipoacusia, effettivamente, è una patologia a carico della dell'apparato uditivo, che nella nel corso del tempo, dobbiamo, appunto, tenere sotto controllo, tutte queste queste situazioni, e bisogna, appunto, trovare delle delle soluzioni, in termini di prevenzione e protezione degli operatori, se ci rendiamo conto che siamo in queste fasi, in queste in queste attività, che comportano un'esposizione di particolarmente problematica.

Il rumore può interessare, sicuramente, anche altri organi, e effettivamente, vedete come in molti casi, possono esserci alterazioni di diverso tipo: sicuramente alterazioni della frequenza cardiaca, circolatoria, modificazione della pressione arteriosa, aumento delle resistenze vascolari periferiche, modificazioni funzionali del sistema nervoso, il neurovegetativo, alterazione a carico dell'apparato digerente. Effettivamente, il rumore, sappiamo che può contribuire all'aumento degli infortuni sul lavoro, facendo diminuire l'attenzione, la concentrazione degli operatori, e la percettibilità di segnali acustici. Quindi, effettivamente, anche se ci troviamo in un ambiente, dove la fonte rumorosa è comunque, abbiamo detto, un rumore meno forte, anche se fosse al di sotto degli 80 decibel, e quindi che non comporta particolari prescrizioni, però può essere una fonte di disturbo, più o meno rilevante, per gli operatori, per i lavoratori, perché? Perché influisce.

Comunque, su determinate situazioni e soprattutto nell'ambito di concentrazione e di percezione di altri segnali acustici, quindi in termini sicuramente di concentrazione degli operatori e di sconforto e quindi di disagio nell'ambiente di lavoro, è altri fattori per i quali appunto bisogna porre particolare attenzione nella fase di valutazione dei rischi, soprattutto anche nell'ambito dello stress lavoro-correlato, nel quale vedremo appunto successivamente, può essere appunto uno dei fattori legati al contesto di lavoro, all'ambiente di lavoro, che creano appunto situazioni di discomfort.

Quali possono essere invece degli interventi tecnici per ridurre il rumore alla sorgente? Quindi facciamo degli esempi per i quali è possibile intervenire in questo ambito. Sicuramente il contenimento del rumore trasmesso, ad esempio, possono essere realizzate delle schermature con dei pannelli fonoassorbenti o strutture con assorbenti che magari, in presenza di strumentazioni, macchinari particolarmente rumorosi, possono essere utilizzate per ridurre il rumore ambientale. Quindi, comunque sia, il disagio sonoro, involucro di rivestimenti realizzati con materiali fonoassorbenti.

Quindi abbiamo detto, nell'esempio, contenimento del rumore strutturale con sistemi di smorzamento, di isolamento, opportuni programmi di manutenzione delle attrezzature di lavoro e del luogo di lavoro. Quindi, rispettare rigorosamente tutti i programmi di manutenzione delle attrezzature. Sappiamo come ogni apparecchio che viene utilizzato nell'ambito di lavoro, oltre ad avere una sua dichiarazione di conformità, la sua certificazione, stabilire a livello di normative ben precise, il produttore realizza un libretto d'uso e manutenzione, dove all'interno del quale vengono stabiliti i parametri e i tempi da dover rispettare per la manutenzione delle attrezzature. Spesso e volentieri succede che un macchinario, un'apparecchiatura, possa avere una problematica e quindi, magari in generale, una sorgente, una fonte rumorosa, perché ha un suo cattivo funzionamento e può derivare, magari contemporaneamente, da una mancata manutenzione oppure da un'attività, comunque sia, di controllo.

Altra attività invece più procedurali, organizzative, magari migliorare l'organizzazione del lavoro può aiutare appunto a ridurre queste situazioni, magari di fonti rumorose o di stress appunto legato alle attività lavorative. Nei casi in cui non sono sufficienti le attività per le quali parlavamo in precedenza, bisogna rimediare, bisogna attivare tutti quei protocolli, quelle procedure in ambito di protezione dei lavoratori e quindi individuare correttamente, ribadiamo questo concetto, individuare correttamente, dopo la valutazione dei rischi, quelli che sono i dispositivi di protezione individuale e quindi fornire ai singoli lavoratori, previa formazione, addestramento anche all'utilizzo. In questo caso, l'esempio più classico dei dispositivi di protezione sono gli inserti auricolari, quindi sostanzialmente delle ovatte speciali, di lana, piuma, filtri acustici, di materiale classico da introdurre nel condotto uditivo per poter contenere quelle che sono le fonti rumorose esterne che chiaramente, a lungo, se il soggetto per tanto tempo, comunque sia, nell'arco delle varie settimane lavorative, giornate lavorative, possono portare ai disturbi dei quali parlavamo in precedenza.

Uno su tutti, abbiamo parlato appunto del rischio uditivo, così come possa essere un'effettiva problematica reale per le persone soggette, per i lavoratori soggetti all'agente fisico e al rischio rumore. Quindi è uno dei rischi strutturali di salute e sicurezza dei lavoratori, per il quale bisogna fare un'attenta analisi in ogni ambiente lavorativo. Quindi, da ambienti lavorativi a basso rischio fino in ambienti ad alto rischio. C'è un contributo video che ci può aiutare a capire meglio la questione.

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Scusa, non riesco.

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Andando avanti, affrontiamo anche un'altra problematica. Facciamo una breve parentesi, in realtà, di un aspetto molto importante anche che viene a volte sottovalutato, comunque non approfondito in maniera del tutto corretta, ossia appunto il rischio relativo al microclima. Cosa si intende per microclima? Si intende il comfort ambientale per quanto riguarda alcuni parametri ambientali, appunto dell'aria. Uno su tutti è che ogni persona percepisce in maniera soggettiva, sia la temperatura. La temperatura è un parametro fondamentale da tenere, da dover tenere sotto controllo per poter svolgere correttamente l'attività lavorativa. Chiaramente, parlando di ambienti confinati, in ambienti appunto indoor, è chiaro che controllare la temperatura deve essere una priorità. Tutto questo può essere fatto, chiaramente, attraverso l'utilizzo di strumentazioni che tutti quanti conosciamo e quindi andare a regolare i parametri termici per raggiungere un benessere che è diffuso alla maggior parte, chiaramente, della popolazione. Poi, ovviamente, ogni lavoratore, ogni persona, ha le proprie caratteristiche soggettive, per cui, ecco, la condizione relativamente alla temperatura è propria di ogni individuo. Bisogna però cercare di trovare anche un compromesso nell'ambito della gestione della temperatura interna per poter favorire, appunto, un benessere per tutti quanti i lavoratori.

Quindi, bisogna fare attenzione agli sbalzi termici. Appunto, il primo aspetto che viene individuato nella slide, perché il riferimento agli sbalzi termici, perché chiaramente in situazioni di temperature estreme, temperature estreme chiaramente con l'esterno, quindi periodi molto freddi, periodi molto caldi, bisogna cercare di modulare la temperatura interna affinché non si abbiano degli sbalzi termici troppo grandi con le temperature esterne. Quindi, d'inverno dovremmo avere una temperatura media leggermente superiore rispetto al benessere ambientale definito dalla normativa, o comunque sia intorno ai 25-26 gradi. D'estate, ugualmente, dobbiamo cercare di mantenere una temperatura simile per poter appunto definire un benessere collettivo per tutti quanti i lavoratori che frequentano gli ambienti.

Allo stesso tempo, l'importanza della qualità dell'aria, quindi con, abbiamo detto, il ricambio dell'aria che può essere appunto ben organizzato in determinati momenti della giornata, ma comunque preferibile sempre quando ci sono le possibilità in termini di adeguamento strutturale, preferire il ricambio dell'aria naturale, quindi tramite superfici finestrate, dove gli ambienti lo consentono. Quindi, dove abbiamo finestre che possono appunto garantire e favorire appunto il ricambio naturale. Molto importante, chiaramente, la pulizia, l'igiene. Allo stesso tempo, tipo di illuminazione, ma è molto importante appunto la pulizia e l'igiene perché aiutano a definire quelli che sono i parametri vari parametri appunto ambientali per quello che riguarda anche il ricambio appunto dell'aria che deve essere mantenuta appunto costante nel corso delle giornate lavorative.

Però, un altro aspetto molto importante legato appunto al microclima è anche qui la corretta gestione e manutenzione delle attrezzature che vanno a condizionare le temperature ambientali, soprattutto se parliamo appunto di tipici diffusi apparecchi di climatizzazione, quindi più tradizionali climatizzatori che sono presenti nella stragrande maggioranza dei luoghi di lavoro, degli ambienti, che nell'utilizzo più o meno quotidiano, quindi in particolari periodi dell'anno, quindi magari in estate, dove maggiormente vengono utilizzati, bisogna appunto fare attenzione a tutti quegli interventi di manutenzione programmata e periodica che devono appunto essere garantiti ed effettuati su queste apparecchiature al fine, chiaramente, di garantire un'efficienza sia in termini di utilizzo e quindi che il macchinario sia sempre efficiente nel suo utilizzo, ma soprattutto anche in termini di igiene, di sicurezza per la salute degli operatori, quindi di chi poi è l'utilizzatore finale che ne va a fare un uso nell'attività quotidiana.

Di andare a garantire quelli che sono degli standard, dei parametri di controllo, la manutenzione sistematica e che vengano appunto registrati su apposita documentazione. È chiaro che avvalersi, in questo caso, di ditte specializzate per queste determinate attività è sempre consigliato, a prescindere anche se magari alcuni interventi di manutenzione semplici possono essere effettuati dagli utilizzatori finali, però la possibilità di utilizzo, di collaborazione, di consulenza di ditte specializzate può chiaramente darci la garanzia di un intervento preciso, tecnico e soprattutto anche di poi fornire documentazione a dimostrazione degli interventi effettivamente eseguiti. Tutto questo in virtù di eventuali verifiche, controlli da parte di enti competenti. Avremo sicuramente documentazione a testimonianza dei controlli che vengono effettuati.

Apriamo un'altra parentesi, iniziamo più che altro un altro capitolo riguardante quei rischi di tipo strutturale nell'ambito delle attività specifiche. Parliamo abbastanza, diciamo, rapidamente del rischio elettrico, ma per poter dare una definizione di importanza anche qui, nell'ambito di questo rischio specifico. Particolare cura, vedete, deve essere posta nell'uso di apparecchiature elettriche. Un impianto, un apparecchio elettrico, anche se ben costruito, può diventare un pericolo se utilizzato o conservato in maniera impropria. Quindi, sia le apparecchiature elettriche, ma soprattutto anche gli impianti che utilizziamo quotidianamente nelle attività lavorative, perché tutte le apparecchiature che e le attrezzature che utilizziamo in ambiente d'ufficio o comunque sia in qualsiasi ambiente di lavoro, comunque sono apparecchi elettrici. Quindi, oltre a dover essere apparecchi che rispettano determinate normative di riferimento, anche gli impianti che vengono realizzati dalle ditte devono essere soggetti a conformità ben specifica e dettagliata normativa tecnica.

Bisogna chiaramente ricordarsi sempre di non effettuare mai riparazioni sugli impianti elettrici o sulle macchine se non si sia in possesso delle caratteristiche di professionalità previste dalla legislazione vigente. Non utilizzare componenti non conformi alle norme e tutta la sicurezza dell'impianto finisce quando si usano utilizzatori elettrici non rispondenti alle norme. Quindi, parliamo di contenuti utilizzatori elettrici, parliamo chiaramente di spine, adattatori, prese multiple, che sono delle [Musica] chiaramente della strumentazione che, se non viene anch'essa certificata, non siamo sicuri che possa appunto rispettare quelli che sono degli standard di sicurezza.

Nel caso, chiaramente, di alcune indicazioni da dover dare per la componente dell'utilizzo dell'impianto elettrico, bisogna sempre ricordare che è assolutamente vietato qualsiasi manomissione dell'impianto elettrico o qualsiasi intervento non autorizzato. Non utilizzare apparecchi elettrici in prossimità di acqua, chiaramente che comuni bagnate. Non togliere la spina della presa tirando il filo perché si potrebbero rompere il cavo e l'involucro della spina, rendendo accessibile la parte in tensione. Se la spina non esce, evitare di tirare con forza eccessiva perché si potrebbe strappare la presa dal muro. Quando una spina si rompe, occorre farla sostituire con una omologata e certificata, quindi con una certificazione anche qui precisa, e bisogna evitare riparazioni improvvisate. Quindi, bisogna dare subito comunicazione ai referenti ai nostri superiori o comunque sia alle persone che ne hanno appunto la competenza per poter intervenire. Non attaccare più di un apparecchio elettrico a una sola presa, in questo modo si evita che la presa si surriscaldi con pericolo di corto circuito e di incendio. Quindi, nell'utilizzo poi quotidiano nei luoghi di lavoro, è sempre consigliabile collegare una singola presa direttamente all'impianto elettrico. Quindi, bisogna cercare di evitare di utilizzarle più prese multiple, ma piuttosto i divisori, come appunto la tradizionale ciabatta.

Quindi, bisogna sempre anche qui ricordarsi che situazioni che vedono installati più adattatori multipli o sull'altro sono espressamente sbagliate. Come abbiamo detto, è vietato l'utilizzo di prese multiple e ancor di più di molteplici prese multiple. Se indispensabile, prevedere la vigilanza del responsabile della sicurezza. Usare sempre adattatori o prolunghe idonei e come quella appunto nella figura delle immagini, sono adattatori che sono i migliori a sopportare la corrente assorbita dagli apparecchi utilizzatori. Quindi, la tradizionale ciabatta è uno strumento molto diffuso che può essere utilizzato in condizioni di più apparecchi elettrici. Spine di tipo tedesco possono essere inserite in prese di tipo italiano solo tramite un adattatore e quindi bisogna anche in questi casi avere degli adattatori tradizionalmente conosciuti come spine Schuko, che ci aiutano appunto a collegare la presa tedesca all'impianto appunto elettrico. Quindi, anche questi adattatori, chiaramente, dovranno poi essere controllati tutto quello che riguarda la certificazione di conformità. Anche qui abbiamo un breve contributo per la parte relativa al rischio elettrico.

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