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Bentornati in questa nuova lezione in cui andiamo a parlare di nomenclatura. In questa lezione andiamo ad affrontare quella che è la nomenclatura dei sali binari, degli idruri, degli idracidi e degli ossidi. In poche parole, andiamo ad affrontare la nomenclatura dei composti binari.
Vi raccomando di dare il video precedente sulla teoria della nomenclatura, in cui andiamo a trattare i numeri di ossidazione. Questo perché non guardare quel video vuol dire non capire nulla della nomenclatura tradizionale, che poi è quella anche più richiesta nelle verifiche, nei test, ma in generale proprio è quella da studiare un po' di più.
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Adesso però possiamo iniziare e iniziamo ricordandoci che i composti, cioè queste molecole formate da più elementi, possono essere binari o ternari. E cioè binari se sono costituiti da due elementi, ternari se sono costituiti da tre elementi. Ovviamente la domanda l'anticipo, e cioè sono possibili composti quaternari, pentenari, eccetera eccetera? Sicuramente sì. Però noi ci concentriamo su questi due tipi di composti, binari o ternari. Questo perché, innanzitutto, sono quelli anche più presenti, ma soprattutto dobbiamo iniziare da qualche parte. Quindi è inutile studiare i composti con 4, 5, se elementi all'interno. Tranquilli che se per caso aveste ansia di conoscere composti molto più grossi, potete affrontare la chimica organica. Nella chimica organica ci sono tantissimi composti anche enormi.
Ecco che questo mi serve a precisare che la nomenclatura che noi andiamo a vedere è nomenclatura di chimica inorganica. Che differenza c'è tra la chimica organica e quella inorganica? La chimica organica guarda dei composti che sono prodotti o sintetizzati da esseri viventi e in generale sono composti contenenti il carbonio. Ora, nella chimica inorganica, quindi tutti i composti che noi andremo a vedere saranno composti che non conterranno il carbonio, ad eccezione dei composti del monossido di carbonio e dell'anidride carbonica, tutti i loro derivati, quindi l'acido carbonico oppure i sali carbonati. Quindi ci accorgeremo che gli unici composti che conterranno il carbonio in quelli che vedremo nella nomenclatura che affronteremo oggi saranno appunto solamente anidride carbonica, monossido di carbonio, derivati. E anche qua perché dico derivati? Perché effettivamente, come vedete in questa tabella, noi andremo ad affrontare la nomenclatura classificando i composti in base a quello che questi composti contengono e anche in base alle reazioni che questi composti possono fare con acqua, ossigeno e idrogeno. E i composti che andremo a vedere, abbiamo detto in questo primo video di nomenclatura, sono i composti binari, e cioè quelli formati da due elementi. Questa tabella, secondo me, è molto interessante per imparare a classificare questi composti. La vedremo anche alla fine di questo video.
Innanzitutto, però, iniziamo a dividere, come vedete, i composti ternari, cioè quelli formati a tre elementi. Non li guardiamo in questo video, ma nel prossimo. Dividiamo quindi i composti binari. E abbiamo già visto nelle lezioni precedenti che i composti binari sono i sali binari, gli idruri, gli idracidi e gli ossidi, divisi in ossidi acidi e ossidi basici. Ci sono poi composti ternari che sono gli idrossidi, gli ossi acidi e i sali ternari, che vedremo, come già detto, nel prossimo video.
E quindi possiamo partire. E partiamo dai composti binari più semplici, e cioè i sali binari. Dico più semplici perché già nel primo video, quello riguardante i numeri di ossidazione, abbiamo visto come si nomina un composto, soprattutto un composto binario. Abbiamo già anche visto che esiste una nomenclatura IUPAC, e cioè ufficiale e moderna, possiamo dire così. È una nomenclatura tradizionale, cioè comune, una nomenclatura che è stata forgiata negli anni, è stata strutturata negli anni con dei nomi comuni che non rispecchiano poi la molecola. Questo perché, soprattutto i primi composti scoperti dall'uomo, non si aveva idea di come fosse fatta la molecola, di conseguenza è stato dato un nome. Come ad esempio acqua, il nome acqua non mi va a dire che ci sono due atomi di idrogeno e uno di ossigeno, mentre invece nella nomenclatura IUPAC questo viene sempre specificato.
A questo punto possiamo vedere che i sali binari sono composti da un metallo e un non metallo. Quindi quando vediamo un metallo e un non metallo insieme, abbiamo un sale binario. Partiamo da un sale binario tra i più conosciuti, che è l'NaCl, e cioè il cloruro di sodio. E vediamo come possiamo nominarlo con IUPAC, quindi tramite nomenclatura ufficiale moderna, e poi andiamo a vedere anche come nominarlo tramite nomenclatura tradizionale. Devo ovviamente specificare che la nomenclatura tradizionale, oltre a essere la più difficile, è anche la più difficile da imparare e studiare. Questo perché ha delle regole, ma c'è bisogno anche di tanta memoria, di imparare alcune regolette a memoria. Inoltre, anche giusto dire che la nomenclatura tradizionale è ancora molto utilizzata per alcuni composti. Anzi, noteremo che la nomenclatura IUPAC per alcuni composti viene in pratica omessa, viene utilizzata solamente la tradizionale. E anzi, la nomenclatura IUPAC accetta il nome tradizionale. Questo perché se sono secoli che un composto lo chiamiamo in quel modo, è inutile inventarsi un altro nome, perché l'obiettivo della nomenclatura è far comunicare le popolazioni. Quindi, sostanzialmente, è utile la nomenclatura e conoscerla e capire cosa cambia tra IUPAC e tradizionale, soprattutto perché se io devo comprare un composto in Francia o vado, ad esempio, in Spagna per fare un esperimento, devo farmi portare il composto che io conosco, che sia però lo stesso che conoscono anche loro. Quindi dobbiamo avere una nomenclatura comune per capirci molto semplicemente. Cioè, serve una lingua comune per la chimica.
E allora vediamo che il composto NaCl tramite nomenclatura IUPAC, come tra l'altro abbiamo già visto, lo chiamiamo cloruro. Quindi mettiamo a sinistra quello che troviamo nella formula a destra, quindi quello che noi nella formula troviamo come cloro, lo chiamiamo cloruro, quindi con il suffisso uro, e poi aggiungiamo di sodio, quindi quello che nella formula noi troviamo a sinistra perché è un metallo, nel nostro nome lo mettiamo alla fine. E scopriamo che la nomenclatura tradizionale è proprio la stessa, cioè chiamiamo cloruro di sodio sia tramite IUPAC sia tramite tradizionale, quindi non abbiamo confusione su questo composto. In generale, non abbiamo confusione in nessuno di questi sali binari, perché vediamo che il bromuro di litio lo chiamiamo bromuro di litio sia tramite IUPAC sia con nomenclatura tradizionale.
E allora vediamo altri esempi, però per vedere alcune piccole differenze tra IUPAC e tradizionale. Prendiamo un composto che è FeCl2. Lo chiamiamo tramite IUPAC. Qua, tra l'altro, vedete la semplicità di questa nomenclatura. Lo chiamiamo dicloruro di ferro. Il di, o anche bi, alcune volte viene utilizzato per dire due volte quell'atomo. Quindi abbiamo due atomi di cloro, dicloruro, ovviamente di ferro, perché il ferro ce n'è solo uno, non ci serve mettere mono. Tante volte troverete il prefisso mono quando c'è solo un atomo, però tante volte invece viene omesso. La maggior parte delle volte viene omesso, viene omesso come tutte le volte che c'è un atomo solo, perché non ci interessa dare il prefisso mono quando ce n'è solo uno, lo diamo per scontato. Mentre se ci sono due atomi, mettiamo il prefisso di, se ce ne sono tre, mettiamo il prefisso tri, se ce ne sono quattro, indovinate un po'? Tetra. Si va sul greco.
Ora vediamo che però qualcosa qua cambia nella nomenclatura tradizionale, perché qua dobbiamo andare a vedere innanzitutto che il ferro ha numero di ossidazione +2, come vi ho segnato sulla molecola, perché sappiamo che la nomenclatura tradizionale si basa sui numeri di ossidazione. E adesso andiamo a vedere il nome che sarà cloruro ferroso. Io vi sottolineo il suffisso oso, la desinenza oso, e andiamo a vedere tra poco cosa vuol dire questo. Perché vi faccio un altro esempio, e cioè se andiamo a vedere sulla tavola periodica, notiamo che il ferro può prendere numero di ossidazione +2 o numero di ossidazione +3. In questo caso, siccome la molecola è neutra, potrebbe esistere anche una molecola sempre neutra in quanto carica, però con il ferro che prende numero di ossidazione +3. Sarà quindi il tricloruro di ferro, e cioè FeCl3. In questo composto, come vi segno, il ferro prende numero di ossidazione +3, il cloro prende numero di ossidazione -1, è l'unico numero di ossidazione negativo che può prendere il cloro, quindi ci vorranno tre clori con il -1 per andare a bilanciare un ferro che ha numero di ossidazione +3. Nomenclatura IUPAC, come vedete, molto semplice: tricloruro di ferro.
Andiamo però a vedere che nella nomenclatura tradizionale questo composto viene chiamato cloruro ferrico. E vi sottolineo la desinenza ico, perché vi ho sottolineato queste desinenze nella nomenclatura tradizionale. Se guardiamo che l'elemento di quel composto possiede due numeri di ossidazione, dove lo guardiamo? Sulla tavola periodica. Ecco che possiamo dare al composto con quell'elemento che ha il numero di ossidazione più basso il suffisso oso. Quindi, ad esempio, nel ferro, quando abbiamo un composto con il ferro che prende numero di ossidazione +2, gli daremo suffisso oso, quindi cloruro ferroso, oppure ad esempio idruro ferroso, lo vedremo dopo. Quando invece abbiamo che l'elemento prende numero di ossidazione più alto, gli daremo come desinenza, come suffisso, ico. Quindi cloruro ferrico, idruro ferrico. In questo modo non stiamo dando il numero e la qualità degli atomi, come nella nomenclatura IUPAC, che diciamo molto semplicemente tricloruro di ferro, ma diamo idea di come è fatto il composto dicendo il numero di ossidazione, specificando il numero di ossidazione di quell'elemento, dell'elemento metallico in questo caso.
Stabilita questa regoletta della nomenclatura tradizionale, possiamo passare agli idruri. Gli idruri sono composti formati da un metallo più l'idrogeno. E andiamo, come prima, a vedere la nomenclatura IUPAC, cioè composti in cui andiamo a vedere come si nominano tramite IUPAC e come si nominano tramite nomenclatura tradizionale. Ah, faccio una piccola specifica: esistono anche gli idruri non metallici. Non li andiamo a vedere innanzitutto perché sono pochi, alcuni di questi poi si ritrovano nella chimica organica e molti di questi hanno, anzi, quasi la totalità di questi, prevale una nomenclatura tradizionale con dei nomi comuni. Vi faccio l'esempio, gli idrocarburi, come ad esempio il metano, oppure l'ammoniaca. Quindi non li andiamo a vedere in questo momento. Noi ci concentriamo sugli idruri che possiamo definire metallici.
E allora, gli idruri metallici sono formati da un metallo, ad esempio il litio nell'esempio che vi faccio, e l'idrogeno. L'idrogeno lo troveremo sempre scritto a destra negli idruri, questo perché sarà l'unico caso in cui l'idrogeno prende numero di ossidazione -1. Il litio, siccome fa parte del primo gruppo della tavola periodica, prenderà sempre +1. Di conseguenza, i composti con il litio e l'idrogeno saranno sempre così, cioè sarà sempre LiH. Non esisteranno altri tipi di composti, come vedevamo prima per il ferro che poteva fare due tipi di composti con, ad esempio, il cloro. In questo caso, se uniamo il litio e l'idrogeno, ci sarà sempre un composto chiamato idruro di litio. E la nomenclatura tradizionale riporta, ovviamente, anche in questo caso, lo stesso nome: idruro di litio. Vi ho segnato che il litio ha numero di ossidazione +1, ma questo ce l'ha sempre, è scontato in questo caso, quindi non dobbiamo neanche dire monoidrogeno che ha numero di ossidazione -1. Dovrà essere preso due volte. Quindi abbiamo un atomo di magnesio che ha numero di ossidazione +2, questo perché fa parte del secondo gruppo della tavola periodica. E ricordiamolo, il secondo gruppo ha sempre tutti gli atomi di quel gruppo hanno numero di ossidazione +2. E questo composto secondo IUPAC si chiamerà molto semplicemente diidruro di magnesio. Lo potremmo omettere diidruro volendo? Sì, però la IUPAC ci dice di metterlo per precisarlo, perché lo si può mettere perché effettivamente nella tradizionale lo mettiamo perché non esiste un altro idruro di magnesio, cioè non c'è un triidruro, un tetraidruro. Questo perché il magnesio ha sempre solo numero di ossidazione +2, quindi dovrà associarsi per forza sempre a due idrogeni.
Andiamo a vedere però un esempio con il ferro, come prima. Quindi esiste FeH2. E secondo IUPAC, ora, ma vado molto velocemente con la IUPAC, lo chiameremo diidruro di ferro. Molto semplice. Però, siccome il ferro ha numero di ossidazione +2, quindi il più basso dei due che può avere, lo chiameremo secondo tradizionale idruro ferroso. Vi sottolineo la desinenza oso. E se abbiamo capito la regoletta di prima, ci viene molto semplice applicarla anche in questo caso. Così come se abbiamo FeH3, quindi abbiamo un triidruro di ferro secondo IUPAC. Secondo tradizionale, sapendo che il ferro prende il numero di ossidazione +3, quindi il più alto tra i due, avremo un idruro ferrico. Quindi vedete che non ci serve mettere triidruro, perché la desinenza ico ci va a determinare che il ferro ha numero di ossidazione +3. Di conseguenza, ci vorranno per forza tre idrogeni, perché gli idrogeni hanno -1. Quindi vedete che con la nomenclatura tradizionale si va anche per deduzione, cioè io so la regoletta di base, poi la applico e deduco quindi che la molecola è fatta in quel modo. Capite bene che la IUPAC invece è molto più semplice, perché anche una persona che non ci capisce nulla di numeri di ossidazione e non capisce neanche granché magari di come è fatto un atomo, molto semplicemente, se uno gli dice triidruro di ferro, segna tre idrogeni e un ferro. Diciamo che la nomenclatura tradizionale ha bisogno di premesse, ed è questo il motivo per cui nel video precedente queste premesse le ho fatte andando a vedere cosa sono i numeri di ossidazione.
Andiamo poi a vedere cosa sono gli idracidi. Gli idracidi, che sono dei composti formati da idrogeno più X. Vi ho scritto X, solitamente sta ad indicare un elemento alogeno, cioè del settimo gruppo della tavola periodica, il cloro, il fluoro, lo iodio, il bromo. Ora, però, vi ho messo anche tra parentesi non metallo, perché in generale gli idracidi sono H più non metallo. Questo perché vedremo ci sono anche composti con lo zolfo, quindi S, e dei composti con uno ione poliatomico che è il CN, quindi il cianuro. Ora, però, manteniamoci sul semplice. Questi composti sono pochi, andiamo a vederli. C'è HCl. Questo composto, vedete, H più Cl. Cl è un elemento alogeno. E secondo IUPAC, secondo tradizionale, come lo chiamiamo? Secondo IUPAC dovremmo chiamarlo, secondo le regole che abbiamo studiato fino adesso, cloruro di idrogeno, quindi molto semplicemente cloruro di idrogeno. Ma vi dico subito che questi composti, siccome sono stati utilizzati già in antichità, sono stati dati dei nomi tradizionali comuni che quindi vanno a prevalere su quelli IUPAC. Molto semplicemente, perché sono più utilizzati. E allora vi sottolineo cloruro d'idrogeno, che solitamente non si dice, non si chiama mai in questo modo, e vi vado a dire come si chiama invece molto più comunemente, e questo è l'acido cloridrico. Come si fa quindi la nomenclatura tradizionale degli idracidi? Si mette la parola acido davanti alla parola che sta sostanzialmente ad indicare H. Quindi, quando vedete un H davanti a tutta la formula, potete essere abbastanza sicuri che questa formula stia ad indicare un acido. Ancora più semplicemente, se vogliamo asciugare ancora più il concetto, se voi trovate una sostanza che si chiama acido, voi sapete che è corrosiva. Ma se non vi dovessero dire il nome, ma vi dicessero solamente la formula, quindi HCl, HBr, H2SO4, voi sapete che se la formula inizia con H, quello è un acido. Quindi fate attenzione, perché molto probabilmente corrosivo, a seconda della sua concentrazione. Quindi molta attenzione. È sempre così? No, esistono anche degli acidi con delle formule leggermente diverse, ma se avete H all'inizio, innanzitutto siete sicuri che quello è un acido.
Quindi andiamo a prendere tutti gli altri alogeni e vediamo come HF diventa acido fluoridrico, quindi fluoro, perché ovviamente la F sta per il fluoro, e aggiungiamo idrico. Quindi seguendo questa regola, possiamo fare anche tutti gli altri. Abbiamo HBr che diventa acido bromidrico, poi abbiamo HI che diventa acido iodidrico, poi abbiamo H2S, e S non è un alogeno, lo zolfo, e diventa acido solfidrico. Abbiamo sostanzialmente questi acidi. Come vi ho detto, esiste anche l'acido cianidrico, derivato dal cianuro, ma essendo uno ione poliatomico, lo lascio fuori da questo elenco.
Possiamo quindi andare a sintetizzare il tutto vedendo questa semplice tabella, in cui togliamo la nomenclatura IUPAC, perché non ci serve molto semplicemente, perché viene utilizzata sempre o quasi sempre quella tradizionale. Quindi troverete sempre questi acidi denominati in questo modo. Gli idracidi, quindi, sono quelli che vedete qua a schermo.
Possiamo quindi passare ai prossimi composti. I prossimi composti sono gli ossidi. Come vi ho già detto, gli ossidi si dividono in ossidi acidi e ossidi basici. Adesso vediamo gli ossidi acidi. Questi ossidi vengono anche chiamati anidridi. Quindi ricordatevi, ossidi acidi inizia con la A, vengono anche chiamati anidridi. Questi ossidi sono formati, come tra l'altro dice il nome, da ossigeno e non metallo, o meglio, non metallo più ossigeno, perché si scrivono in questo modo. Come ossido o anidride, possiamo prendere la più comune di tutte, e cioè la CO2. Questo composto, cioè l'anidride carbonica, ve lo semplifico già adesso. Andiamo a vedere come viene nominato secondo IUPAC e secondo nomenclatura tradizionale. Secondo IUPAC, molto semplicemente, diamo il nome basandoci sulla quantità e la tipologia degli atomi, e quindi diossido di carbonio. Questo nome già lo sentite tantissimo, perché per questo composto, visto che viene nominato tantissime volte, viene chiamato già CO2 diossido di carbonio o biossido di carbonio, che dirs voglia. Ma sapete che il suo nome tradizionale più diffuso è anidride carbonica. Quindi, per dare il nome tradizionale, andiamo a sostituire in questo caso il prefisso ossido con anidride, e il suffisso ica viene dato perché il carbonio prende numero di ossidazione in questo caso più alto. Il carbonio può, se andate a vedere sulla tavola periodica, prendere come numero di ossidazione +2 e +4. Nella anidride carbonica prende numero di ossidazione +4. Per quanto riguarda il carbonio, esiste il CO, quindi il monossido di carbonio, nel caso in cui il carbonio prende numero di ossidazione +2. Lo vediamo però tra poco in una piccola tabella.
Adesso, però, andiamo a fare un esempio con lo zolfo, che ci viene molto più semplice. Lo zolfo può prendere numeri di ossidazione +4 o +6. In questo caso, vediamo la SO2, il composto in cui lo zolfo prende numero di ossidazione più basso. La SO2 con la IUPAC si chiama molto semplicemente diossido di zolfo, quindi due ossigeni, uno zolfo. Ma secondo la nomenclatura tradizionale, siccome lo zolfo in questo caso prende numero di ossidazione +4, quindi il più basso tra i due che può prendere, lo chiameremo innanzitutto anidride, che va a sostituire ossido, e poi solforosa, quindi il suffisso oso, o meglio, in questo caso osa, perché anidride femminile. Se invece prendiamo il composto SO3, cioè in cui lo zolfo prende numero di ossidazione +6, secondo IUPAC, molto semplicemente, lo chiamiamo triossido di zolfo. Ma secondo la tradizionale, dobbiamo tener presente che lo zolfo in questo caso prende numero di ossidazione più alto, quindi +6, e lo chiameremo anidride, per andare a sostituire ovviamente ossido, e poi solforica, quindi desinenza ica.
Ora, però, scopriremo che per i non metalli ci possono essere anche più di due numeri di ossidazione. Tant'è che se vi ricordate dal video scorso, nella tavola periodica, nella zona di destra, quindi quella dei non metalli, avevamo dei composti con tanti numeri di ossidazione. E allora dobbiamo andare a stabilire alcune regolette. Cioè, tramite la nomenclatura tradizionale, potremmo essere molto più precisi. Se con il numero di ossidazione più basso in assoluto, andiamo a dare come prefisso ipo, poi mettiamo il nome dell'elemento e poi oso o osa, in questo caso ovviamente essendo un'anidride. Se però immaginiamo che ci sia un secondo numero di ossidazione più basso, quindi immaginiamo quattro numeri di ossidazione, nel numero di ossidazione semplicemente basso, quindi non il più basso, ma quello semplicemente basso, diamo il suffisso oso, come abbiamo già dato prima. Nel numero di ossidazione più alto, mediamente alto, diamo ico. Ma se abbiamo un numero di ossidazione altissimo, quindi abbiamo quattro numeri di ossidazione, possiamo dare come prefisso per, e poi mettiamo il nome dell'elemento e poi ico. Quindi ipo, oso, oso, ico, per, ico. E voi mi direte: "Ma in che senso? In che modo viene utilizzato?". Andiamolo subito a vedere in questa tabella.
In questa tabella, prima di arrivare appunto a questa regoletta di nomenclatura, vi vado a far vedere alcune particolarità. Qua vediamo sostanzialmente buona parte delle anidridi di quello che possiamo trovare nei vari esercizi, ok, anche in natura, in realtà. Vedete che il monossido di carbonio, in realtà, viene non spesso preso come esempio, perché la sua nomenclatura tradizionale corrisponde sostanzialmente a quella IUPAC, cioè il monossido di carbonio viene chiamato ossido di carbonio. Ma quindi, di conseguenza, è la stessa cosa. Mentre invece notiamo che l'anidride carbonica viene denominata in questo modo, e verrà anche molto utilizzata, perché da lei poi deriva l'acido carbonico e di conseguenza alcuni sali chiamati carbonati. Quindi mi raccomando, fate molta attenzione all'anidride carbonica. Il monossido, facile, già imparato, è molto semplice. Anidride carbonica, invece, fateci attenzione a come si nomina, ok? Quindi facile da imparare perché la sappiamo già tutti, però attenzione perché la vedremo in vari composti successivi.
Vediamo poi un folto gruppo di composti dell'azoto, di cui io vi direi di imparare, quindi vi chiedo di imparare solamente l'anidride nitrosa e l'anidride nitrica. Voi mi chiederete: "Ma perché?". E perché questi si chiamano in questo modo se c'hai appena detto quella regoletta particolare? Questo perché alcuni composti, anzi molti dei composti dell'azoto, sono stati scoperti in tempi diversi, in periodi storici diversi, e gli sono stati dati nomi che non sempre andavano a corrispondere alla formula molecolare. Di conseguenza, troviamo il protossido di azoto, poi c'abbiamo l'ossido di azoto, molto semplice, come l'ossido di carbonio, però poi abbiamo l'anidride nitrosa, quindi nome tradizionale, il diossido di azoto, quindi di nuovo nomenclatura, poi sostanzialmente IUPAC. Vedete che IUPAC e tradizionale quasi si equivalgono, perché probabilmente è stato scoperto in tempi più recenti, quando già la molecola poteva essere studiata e capita. Poi abbiamo di nuovo l'anidride nitrica. Quindi attenzione, perché successivamente noi prenderemo in considerazione soprattutto l'anidride nitrosa e l'anidride nitrica, che sono le due anidridi che andranno poi a produrre insieme all'acqua degli acidi, l'acido nitrico e l'acido nitroso, e di conseguenza produrranno poi nitrati e nitriti, che sono dei sali particolari che andremo a vedere nelle lezioni successive. Quindi mi raccomando, studiate molto bene com'è fatta l'anidride nitrosa, N2O3, N2O5, cioè anidride nitrica. Poi vediamo anidride solforosa e solforica. Vedete qua, sono i due numeri di ossidazione che abbiamo visto già nell'esempio. Ed ecco qua l'esempio con il cloro, che può avere quattro numeri di ossidazione positivi, in cui andiamo a utilizzare la regoletta che abbiamo visto prima. Quindi, numero di ossidazione +1, il più basso: anidride ipoclorosa. E numero di ossidazione basso, ma non il più basso, il mediamente basso: anidride clorosa. Numero di ossidazione alto: anidride clorica. Numero di ossidazione il più alto: anidride perclorica. Quindi abbiamo un prefisso per il primo e per l'ultimo, e un suffisso per clorica, ica. Vedete che la nomenclatura tradizionale ha molte regolette da imparare, è per questo che è un po' più difficile.
Passiamo però adesso a vedere gli ossidi basici. Come prima abbiamo visto gli ossidi acidi, ora vediamo gli ossidi basici. Prima si chiamavano ossidi acidi, non ve l'ho detto, perché uniti con l'acqua daranno poi origine a degli acidi, lo vedremo nella lezione successiva. Mentre gli ossidi basici, uniti con l'acqua, daranno origine alle basi. Che cos'è un acido e che cos'è una base, lo dovremmo vedere poi in un'altra lezione. In realtà, vi posso lasciare un video sull'argomento che già ho trattato in maniera molto semplice, però sarà utile poi fare una lezione molto più approfondita.
Ossidi basici, che si formano con metallo più ossigeno. Quindi prima avevamo non metallo più ossigeno, ora metallo più ossigeno. Andiamo a prendere un metallo, il più classico, il più semplice, quello che guardiamo sempre: Na. L'ossigeno ha numero di ossidazione -2. Di conseguenza, avendo il sodio numero di ossidazione +1, dobbiamo mettere due atomi di sodio insieme all'ossigeno: Na2O. Come lo chiamiamo secondo IUPAC e secondo nomenclatura tradizionale? Secondo IUPAC, molto semplicemente, ossido di di sodio. Attenzione, di sodio. Tramite nomenclatura tradizionale, qua non possiamo avere altri nomi. Quindi anche in questo caso lo chiamiamo ossido di sodio. Potrebbe anche essere omesso quel di davanti, ok? Soprattutto in tradizionale si omettono molto alcuni prefissi, questo perché il composto può essere fatto solamente in questo modo, cioè il sodio può avere solo +1 e quindi insieme all'ossigeno esisterà solo Na2O.
Possiamo poi avere con il magnesio, MgO, e di conseguenza abbiamo l'ossido di magnesio, e si chiamerà così ovviamente anche in nomenclatura tradizionale. Abbiamo però con il ferro due ossidi diversi, perché il ferro, come sapete, può prendere numero di ossidazione +2 e +3. E abbiamo quindi FeO, che sarà l'ossido di ferro, che diventerà ossido ferroso secondo nomenclatura tradizionale. Abbiamo poi Fe2O3. Ovviamente per i numeri a pedice, numeri degli atomi, possiamo basarci con i numeri di ossidazione. L'ossigeno ha numero di ossidazione O-2, e quindi ci vorranno quindi tre ossigeni, saranno -6, ci vorranno quindi due ferri che hanno numero di ossidazione +3. Il ferro ha numero di ossidazione +3 e di conseguenza ci vorranno tre ossigeni. Vedete che i numeri di ossidazione del ferro va messo a pedice nell'osso, il numero di ossidazione dell'ossigeno va messo a pedice nel ferro per formare la molecola. Ora, questa cosa non vi preoccupate, la vedremo poi in video riguardanti gli esercizi, cioè come si scrive una molecola partendo dal nome. Lo vediamo con calma. Ora, però, impariamo a nominarle queste molecole. E in questo caso, tramite IUPAC, molto facilmente, questo diventa il triossido di di ferro. Tramite tradizionale, però, dobbiamo sapere che il ferro ha numero di ossidazione +3 e di conseguenza diventa ossido ferrico. Vedete, è molto semplice quello che abbiamo fatto già nelle scorse classificazioni.
E allora vediamo anche qua una piccola tabella che ci va a riassumere tutti i composti, eh, che sono appunto gli ossidi basici. Oh, attenzione, non sono tutti, tutti, però sono alcuni, i più utilizzati dei composti denominati appunto ossidi basici. Vediamo l'ossido di litio, che si chiamerà monossido di litio. Vediamo l'ossido di sodio, già visto, monossido di disodio. Poi abbiamo K2O, ossido di potassio, monossido di di potassio. Vedete che in questo caso non diventano anidridi, ma rimangono ossidi. L'unica cosa che può essere un po' particolare è quando abbiamo più numeri di ossidazione, quindi oso e ico da utilizzare, quando abbiamo elementi come il ferro. Mentre invece, vedete, ad esempio, il calcio ne ha solo uno, perché ha solo +2, siccome fa parte della seconda colonna della tavola periodica, e lui diventerà ossido di calcio o monossido di calcio. In entrambi i casi, il nome rimane sostanzialmente lo stesso, perché ha solo un numero di ossidazione.
E quindi, conclusi in questa parte i composti binari, possiamo andare a vedere la tabella che vi avevo proiettato a inizio lezione. Quindi, nel composto binario, c'è l'ossigeno nella formula? Se sì, allora è un ossido. E se c'è un metallo, è un ossido basico. Se non c'è un metallo, ma c'è un non metallo, sarà un'anidride, cioè un ossido acido. Se invece l'ossigeno già non c'era, vi ricordate che poteva esserci o no l'idrogeno? Se c'è l'idrogeno, può essere un idracido, se l'idrogeno inizia la formula, quindi se inizia il tutto con H, oppure se H si trova alla fine, lo troviamo scritto dopo, sarà un idruro, che può essere metallico o non metallico. Noi abbiamo visto solamente gli idruri metallici. Se invece, in generale, l'idrogeno non c'era, ma avevamo un metallo e un non metallo, abbiamo di conseguenza quello che chiamiamo sale binario.
Quindi, io la lezione la concludo qua, perché è già molto lunga. Vi ricordo che trovate tutti i link, sia per sostenere il canale, sia gli altri video, tutti in descrizione. Vi ricordo che ci sarà un prossimo video riguardante i composti ternari, quindi la nomenclatura dei composti formati da tre elementi. Io vi ricordo, come fanno sempre gli youtuber, di sostenere il canale lasciando un like se vi è stato utile questo video e iscrivendovi, così che possiate vedere tutti i video precedenti e rimaniate aggiornati se cliccate sulla campanella per tutti quelli che usciranno. Detto questo, vi auguro buono studio e ci rivediamo nella prossima lezione. Ciao a tutti.