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LA PRIMA GUERRA MONDIALE

Prof. Daniele Coluzzi9:11

Transcription

La Prima Guerra Mondiale, anche chiamata la Grande Guerra. Che differenza c'è tra questa e tutte le altre guerre che in precedenza sono state combattute? Better, la prima volta nella storia ad essere coinvolti sono tutti i continenti.

La Prima Guerra Mondiale scoppia ufficialmente il 28 luglio del 1914. Vediamo però che cosa era successo prima. Esattamente un mese prima, il 28 giugno del 1914, l'Arciduca d'Austria Francesco Ferdinando, che era tra l'altro anche l'erede al trono dell'Impero Austro-Ungarico, si trova a Sarajevo per una visita ufficiale. Questa è una zona particolarmente delicata. Sarajevo, infatti, si trova in territorio bosniaco, che era un territorio conteso in quegli anni tra l'Impero Austro-Ungarico e la Serbia, che lo rivendicava come suo. Tutta questa zona dei Balcani, infatti, era già stata chiamata da tempo la "polveriera d'Europa", cioè una zona ad alto rischio di scoppio di nuovi conflitti.

È proprio quello che succede. Mentre l'Arciduca Francesco Ferdinando si trova lì per questa visita, un indipendentista serbo, Gavrilo Princip, decide di sparargli. Francesco Ferdinando muore durante l'attacco. L'Impero Austro-Ungarico accusa fin da subito la Serbia di aver appoggiato questo attacco ai danni di Francesco Ferdinando. Manda subito un ultimatum alla Serbia. Tuttavia, questo ultimatum aveva delle richieste impossibili da rispettare, quindi la Serbia decide di non accettare l'ultimatum. Quando l'ultimatum scade, l'Austria dichiara guerra alla Serbia.

Era proprio la polveriera d'Europa quella zona lì, perché quello che doveva essere un conflitto locale per la gestione di un territorio, diventa improvvisamente un conflitto mondiale. Infatti, questo episodio di Francesco Ferdinando viene spesso considerato come la causa dello scoppio della Prima Guerra Mondiale. Eppure, dovremmo considerarlo piuttosto un semplice pretesto, una causa superficiale. Le cause profonde e vere dello scoppio della guerra sono ben altre. Pensate che in questa zona c'erano anche altri problemi. Saranno, per esempio, degli interessi espansionistici da parte della Russia. C'erano tutti i problemi relativi alle rivendicazioni italiane delle zone come Trento e Trieste. Non poteva accadere ciò in un territorio peggiore.

Già da anni, infatti, le grandi potenze europee, arricchitesi grazie soprattutto alla grande espansione coloniale di fine '800, inizio '900, avevano avviato una vera e propria corsa agli armamenti, cioè si erano armate oltremodo. La Germania, per esempio, aveva iniziato già da tanto a riarmarsi. Aveva una grande intraprendenza a livello coloniale, era molto aggressiva con le altre potenze. Capite quindi fin da subito che i rapporti tra gli stati europei all'inizio del 1900 non erano tra i migliori. Ognuno ha paura dell'altro, ognuno vuole dimostrare all'altro di essere il paese migliore. Sono tutte mosse dall'ideologia del nazionalismo, cioè dal dover dimostrare alle altre nazioni di essere più potenti di loro. Questo era, veniva vista un po' da tutti i paesi con un'occasione, l'occasione per chiarire una volta per tutte quale fosse la principale potenza europea, quale dovesse sovrastare tutte le altre.

Di conseguenza, in una situazione così tesa, quando l'Austria dichiara guerra alla Serbia, non sembra così improbabile che scoppi una guerra di questi livelli. Scatta tutto un sistema di alleanze che si era già definito negli anni precedenti. Esempio: già dal 1882, Germania, Austria e Italia facevano parte della Triplice Alleanza. Nel 1907, invece, Gran Bretagna, Francia e Russia si erano unite nella Triplice Intesa. Molti degli altri stati europei, in qualche modo, erano legati a questi due grandi blocchi: l'Impero Ottomano con la Germania, la Bulgaria con l'Austria, la Serbia con la Russia.

La guerra, quindi, avvia proprio una reazione a catena. Quando l'Austria, a luglio del '14, dichiara guerra alla Serbia, la Russia interviene per difendere la Serbia e a quel punto la Germania le dichiara guerra. Ma a quel punto anche la Francia e la Gran Bretagna entrano in guerra. Fin da subito, la guerra si estende agli altri continenti. Per esempio, nell'estate del '14, il Giappone entra in guerra contro la Germania e presto ecco qui la reazione a catena di cui parlavo. La guerra si estende anche in tutte le colonie di queste grandi potenze.

Tutte le potenze che entrano in guerra sono convinti di una cosa inizialmente, cioè che questa guerra durerà ben poco, sarà una guerra molto veloce che dovrà ridefinire tutti i rapporti e gli equilibri non solo dell'Europa, ma del mondo intero. Questa è una grande illusione. In realtà, la Prima Guerra Mondiale fu drammatica proprio perché non fu una guerra breve. Nonostante, infatti, fosse previsto che diventasse fin da subito una guerra di movimento, le cose andarono completamente in modo diverso.

Un esempio che possiamo fare è quello dei tedeschi. I tedeschi decisero di attaccare la Francia passando per il Belgio e, sorpresa, inizialmente le truppe francesi perché non si aspettavano un attacco da quelle zone. Il Belgio si era dichiarato neutrale. Bene, nonostante questa sorpresa, l'esercito tedesco venne fermato sul fiume Marna. Spesso i fiumi, durante questa guerra, diventano dei confini naturali, delle linee difensive, delle trincee sulle quali gli eserciti restano bloccati. E verso il fiume Marna, nella parte settentrionale della Francia, truppe francesi e inglesi, già nei primi mesi di guerra del '14, fermano l'avanzata tedesca. Anche sul versante orientale succede più o meno la stessa cosa.

Quella che doveva essere una guerra di movimento, diventa ben presto una guerra di posizione, cioè una guerra in cui gli eserciti rimangono bloccati, fermi in un posto per tanto tempo, senza riuscire ad andare avanti. È una guerra anche definita di logoramento, per questo, perché per stare su delle linee difensive serve un grande dispendio economico, un grande dispendio militare e tuttavia le conquiste non risarciscono in qualche modo le spese che sono state sostenute.

È soprattutto una guerra di trincea. La trincea è forse il simbolo della Prima Guerra Mondiale ed era un luogo di morte. Era in realtà uno strumento difensivo. Erano dei fossati, dei camminamenti nel terreno che erano protetti da sacchi, reticolati, tutto ciò che poteva in qualche modo creare una barriera. Eppure, all'interno di queste lunghe linee di combattimento, gli eserciti rimanevano bloccati per mesi, conducendo tra l'altro uno stile di vita terribile e spesso venivano presi d'assalto dall'altro esercito e quindi rimanevano bloccati in questa fossa, tenendo massacrati in massa. Soprattutto scavare una trincea e metterci un esercito dentro significa poi non progredire mai, non riuscire mai ad andare avanti con la propria conquista, ma rimanere bloccati lì per tanto tempo.

E vogliamo rimanere, esempio, sulle lotte tra francesi e tedeschi, possiamo citare la battaglia di Verdun, nella quale morirono soldati francesi e tedeschi, ma questa battaglia sostanzialmente non spostò minimamente i confini dell'uno o dell'altro paese. Ogni volta che c'erano delle battaglie, il costo umano era enorme, spropositato. Magari si riuscivano a conquistare i pochi chilometri di territorio.

La guerra, tuttavia, non si combatte soltanto su terra. È anche una guerra marina, per esempio, e sottomarina. Sul mare, la flotta che si distingue chiaramente è quella inglese. O, per esempio, ci fu la grande innovazione del sommergibile. La marina tedesca utilizzava tantissimo dei sommergibili, soprattutto per distruggere le navi che rifornivano Francia e Gran Bretagna, che potevano contare nel frattempo nell'aiuto di tanti altri paesi a loro alleati, dai quali ricevevano merci, se avevano armamenti.

Potremmo citare a tal proposito proprio l'episodio del Lusitania. Questo transatlantico inglese che portava delle armi e che fu praticamente silurato da un sommergibile tedesco. Questo episodio lo cito perché è importante. C'era, infatti, sul Lusitania tantissimi statunitensi, quindi questo episodio fece grande scalpore nell'opinione pubblica degli Stati Uniti, che cominciò a considerare l'idea di entrare ufficialmente in guerra contro la Germania. Eppure, per l'entrata in guerra degli Stati Uniti, dovremo aspettare ancora un po'.

La Prima Guerra Mondiale, oltre alle trincee o ai sommergibili, ebbe anche altre novità. Infatti, per esempio, l'aeroplano, utilizzato prima di tutto come mezzo di ricognizione, no? Cioè, appunto, per acquisire informazioni sui nemici, per capire il modo in cui stavano per attaccare. Però, durante proprio questo conflitto, vennero dotati per la prima volta di mitragliatrici, di bombe. Un'altra novità ancora furono i gas tossici, oppure ancora il carro armato. Forse un altro simbolo della Prima Guerra Mondiale, insieme alla trincea, il carro armato era proprio un veicolo che era dotato di questa corazzatura e da cingoli, in modo che potesse muoversi anche in territori nei quali solitamente non si riusciva a passare con facilità. I primi ad usarlo furono gli inglesi nel 1916.

Vediamo quindi che vengono impiegate tantissime armi nuove, eppure, nonostante questo, la guerra non procede, rimane comunque una guerra ferma, una guerra di posizione. Proprio per questo, i paesi, per sostenere questa guerra, sono costretti a spendere tantissimo e quindi la guerra diventa anche ben presto impopolare. Tra l'altro, queste nuove armi facevano tantissima paura sia ai militari che ai civili, quindi comincia a diffondersi fin da subito l'idea che quella che doveva essere una guerra rapida e risolutiva, in realtà stava diventando una guerra inutile e terrificante.

Infatti, spesso, quando parliamo di guerra, pensiamo soltanto ai militari al fronte, ma la guerra investe tutto un paese. Per esempio, l'economia di un paese viene riconvertita, cioè le industrie si mettono a produrre ciò che serve per mandare avanti la guerra. Oppure il paese, a volte, è costretto a provvedere a dei razionamenti, cioè a limitare i consumi. Quindi, questa guerra mondiale non solo perché coinvolge tutti i continenti, ma anche perché coinvolge qualsiasi aspetto della vita di un paese.

Pensiamo, per esempio, a quanto furono importanti le donne durante la Prima Guerra Mondiale. Donne, infatti, che fino a quel momento erano viste come coloro che si dovevano occupare della casa, che non dovevano occuparsi assolutamente dell'economia, della politica o dell'industria, e cominciano a sostituire sui posti di lavoro gli uomini che erano in guerra. Questo cambierà tutto, aprirà le porte a quelle che saranno le grandi rivendicazioni del dopoguerra.