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Oggi affrontiamo la Repubblica di Weimar. Il tema della nascita della Repubblica di Weimar e poi della vita ricca, da un punto di vista culturale, della Repubblica di Weimar, ma anche vita densa di tensione e instabilità per quanto riguarda gli aspetti politici e gli aspetti economici.
La Repubblica di Weimar sorge sulle ceneri della Germania guglielmina, del Secondo Reich. Sorge sulle ceneri della sconfitta della Germania nella Prima Guerra Mondiale, ma sorge sulle ceneri anche di un altro episodio, quello che vi ho descritto, raccontato e spiegato nel loro precedente. Nasce sulle ceneri di questa sanguinosa lotta a sinistra, su questa sanguinosa repressione compiuta dall'opera del governo provvisorio, eber, dell'insurrezione spartachista e non solo spartachista, ma di tutti i soggetti rivoluzionari socialisti, comunisti in Germania, nel gennaio del 1919.
Dopo, dunque, il fallito tentativo di rivoluzione in Germania, dopo il tentativo di produrre una rivoluzione su stampo sovietico, o meglio, su stampo consiliare, i consigli che c'erano nelle grandi città tedesche avevano tentato un'insurrezione, una rivoluzione che è terminata in un bagno di sangue, nell'uccisione dei leader Rosa Luxemburg, Karl Liebknecht.
Di seguito a questo, a questo drammatico scontro a sinistra, la Repubblica di Weimar nasce. Viene varata la Costituzione, entra in vigore la Costituzione e negli anni '20 la Germania è, dunque, politicamente caratterizzata da questo modello politico che sia, appunto, Repubblica di Weimar. Vediamo in sintesi le strutture, l'architettura costituzionale e poi quali sono le crisi di questo, di questo modello e le crisi tedesche degli anni '20.
La Repubblica di Weimar è una democrazia avanzata, democrazia parlamentare avanzata. È una democrazia, dunque, parlamentare con le elezioni, appunto, del Reich, del Parlamento centrale di tutta la Germania, che poi è divisa anche in Länder, lo sapete, ogni cinque anni, e poi vi è l'elezione del Presidente della Repubblica di Weimar ogni sette anni. Dunque, c'è un'elezione del Parlamento e c'è un'elezione della carica della presidenza della Repubblica. È, dunque, una democrazia in questo molto avanzata, molto aperta.
Tenete conto che è una democrazia che ha finalmente aperto nell'Europa continentale il voto anche alle donne. C'è, nell'Europa tedesca, nella Mitteleuropa, nell'Europa centrale, la Germania rappresenta una novità in questo, cioè le donne possono votare. Dunque, si vota suffragio universale maschile e femminile, sia per il Parlamento, sia per il Presidente della Repubblica. Il primo Presidente della Repubblica di Weimar, il primo Presidente, nulla, è appunto, è perché è il leader dei socialdemocratici tedeschi, il partito stato quasi il partito più organizzato sul territorio in maniera capillare sul territorio tedesco, il partito che guida questa esperienza politica. Dunque, il primo Presidente, appunto, della Repubblica di Weimar, appunto, è Ebert.
Democrazia avanzata per quanto concerne i diritti: libertà di espressione, libertà di associazione, libertà di stampa, libertà, appunto, di manifestazione politica. Dunque, c'è una grande libertà nella Repubblica di Weimar e tutto ciò fa sì che crescano, negli ambiti politici e culturali, molte soggettività: soggettività di estrema sinistra, soggettività di estrema destra, o soggettività culturali. Nell'ambito artistico, pittorico, ricordate, per quanto concerne l'aspetto artistico cinematografico, la Repubblica di Weimar è celeberrima per il fiorire dell'Espressionismo tedesco, del cinema espressionista, i cui capolavori sono, ovviamente, "Il gabinetto del dottor Caligari", "Nosferatu", "Metropolis", tutta una serie di grandi capolavori del cinema muto in bianco e nero tedesco, musicati in sottofondo dal, da, dall'orchestra.
Dunque, c'è grande fertilità culturale, abuso anche di diritti sociali ed economici importanti: diritto all'istruzione, diritto alla sanità. Dunque, una democrazia che si pone l'obiettivo dell'inclusività. Democrazia, infatti, che poggia le gambe sulle i partiti come i cattolici, i Zentrum, i cristiani cattolici, i protestanti e come la democrazia, che hanno al centro, comunque, dei programmi poi di governo, il più possibile aperti al mondo del lavoro, dei lavoratori.
Ma c'è un ma. Questa Repubblica di Weimar nasce in un contesto politico ed economico difficilissimo, perché la Germania è uscita sconfitta e umiliata dalla Prima Guerra Mondiale. Da Versailles è uscita con delle riparazioni di guerra gigantesche da dover, appunto, pagare. È uscita, dunque, con una scarsissima fiducia di molta popolazione nei confronti delle istituzioni politiche, della classe dirigente del passato, ma aveva molta anche sfiducia nei confronti della classe dirigente democratica. Dunque, non c'è così grande fiducia nella politica, non c'è così grande fiducia nei partiti, anche se alcuni politici hanno molti militanti, non c'è così grande fiducia in questa nascente democrazia. C'è molta diffidenza perché? Perché la democrazia di Weimar ha firmato la resa, ha firmato le riparazioni di guerra, ha firmato Versailles.
E dunque, il 1920 prosegue. La Repubblica di Weimar si lascia alle spalle il Congresso di Versailles, si lascia alle spalle la repressione della rivoluzione spartachista e rivoluzionaria. Dunque, con lui si lascia alle spalle il primo annetto di governo provvisorio. La Repubblica di Weimar nasce in un contesto di grande sfiducia, di anche disillusione e, dunque, è debole. È debole perché? Perché questo humus di sfiducia condiziona molto la vita, la vita dei cittadini, la vita dei lavoratori, la vita dei tedeschi.
E per di più, è frammentata politicamente, perché quello che c'è un grande partito, le SPD, ma poi ci sono tanti altri partiti di centro. C'è il Centro Cattolico, c'è il Partito Tedesco Nazionale, una formazione conservatrice, come il Partito, appunto, Tedesco Popolare. E dunque, ci sono dei partiti, dunque, di matrice conservatrice moderata. Mi ripeto i nomi: Partito Tedesco Nazionale, Partito Tedesco Popolare, dunque, dei conservatori e liberal-conservatori, che contengono anche, detto, alcuni nazionalisti, ok? E poi ci sono alcuni partiti più piccoli, come il Partito, appunto, Democratico Tedesco, un partito progressista. Tanti partiti di centro, cristiano, di centro cattolico, di centro liberale, di liberal-conservatori, di democrazia. E poi il grande partito dei socialdemocratici.
C'è una frammentazione politica a cui va aggiunto, ovviamente, la presenza agli estremi di partiti politici. Perché è vero che gli spartachisti escono massacrati, il gruppo dirigente decapitato, ucciso, incarcerato dalla rivolta del gennaio 1919, ma il gruppo spartachista sui tedeschi ci sono. E soprattutto a destra nascono nuove piccole formazioni radicali, estremiste, dell'estremismo, appunto, di destra, tra cui spiccherà il Partito Nazionalsocialista, il Partito Nazista, l'NSDAP, ma il Partito Nazionalsocialista dei Lavoratori Tedeschi. Nasce questo partito di estrema destra.
In che contesto nasce il Partito Nazionalsocialista? Nasce quando nel '21 il governo della Repubblica di Weimar, un governo di coalizione, firma le riparazioni di guerra, firma quanto una commissione internazionale ha stabilito per quanto concerne l'ammontare delle riparazioni di guerra. E l'ammontare è di 132 miliardi di marchi oro, 132 miliardi di marchi convertibili in oro. E la cifra che deve pagare la Germania, diluita, rateizzata in 42 rate annuali per 42 anni. Fate quella cifra, mezzo 42. La Germania deve pagare una cifra spaventosa di debiti ai paesi vincitori, Francia su tutti, poi Belgio e altri. Dunque, la Francia ha stretto con un collare a sé la Germania. Questo, sapete, è il principale elemento che porterà alla destabilizzazione, all'instabilità della Repubblica di Weimar e alla crescita poi del nazismo.
Inserito questa firma, c'è grande malcontento e alcuni gruppi di destra eversivi contro degli omicidi politici vengono uccisi. Dopo questa ratifica, dopo questi trattati firmati, Matthias Erzberger, cioè il leader del Centro Cattolico, che ha firmato l'armistizio in rappresentanza del governo, ha firmato l'armistizio del novembre '18, nel '21 viene ucciso. "Voi che ci avete traditi firmando l'armistizio", il movente politico. E poi viene ucciso Walther Rathenau, che è un tedesco di origini ebree, un industriale che tanto si era prodigato all'interno della Prima Guerra Mondiale con le sue industrie anche di armi, il quale era stato in prima linea per firmare degli accordi, delle intese con i vincitori.
Omicidi politici: un politico cattolico che ha firmato l'armistizio, è un grande imprenditore anche politico che stava trattando con le potenze vincitrici, Francia, Inghilterra, vengono uccisi. Capite il clima che c'è politico nella Germania della Repubblica di Weimar.
Ma il dramma deve ancora venire. Il 1923. La Germania, che è già in fase di bari di inflazione, cioè per pagare le riparazioni di guerra sta stampando moneta, dunque la moneta perde valore, i prezzi crescono. La Germania non riesce a pagare in natura con beni materiali, dunque quello che viene prodotto nel grande bacino minerario della Ruhr non riesce a pagare quanto la Francia e il Belgio si attendono, quanto debbono dare alla Francia e al Belgio in base agli accordi. E qua la Francia e il Belgio fanno qualcosa di pazzesco: occupano militarmente la Ruhr. La Ruhr, che è quella parte della Germania che va verso occidente, verso la Renania, verso la parte della Francia e del Belgio, viene occupata militarmente.
La Germania, dopo l'accordo di Versailles, ha ancora un esercito o le è impedito di avere più di 100.000 uomini con armi leggere. Dunque, gli accordi di Versailles prevedono lo smantellamento dell'apparato bellico tedesco. Dunque, la Germania non può neanche reagire. È come un pugile che è a terra e che riceve ulteriori cazzotti perché non ha la forza militare. Dunque, il Belgio, la Francia occupano militarmente la Ruhr. Significa togliere il motore economico, minerario, industriale alla Germania. "Voi non mi potete dare, voi non volete dare perché vi serve per la vostra economia, occupiamo noi". La Germania lancia una campagna di disobbedienza, pagine storiche incredibili. Si invita la Germania, i lavoratori, i minatori, gli operai, i lavoratori di quelle zone a non collaborare con i francesi, con i belgi che sono entrati militarmente.
La situazione alle stelle, capite. La Germania è al collasso economico. In questo contesto, la Germania economicamente abbandonata al suo destino, ok? Il governo stampa nuova moneta per poter finanziare le imprese fuori dalla Ruhr, ma paga gli stipendi. Si arriva a quella che abbiamo scorsa volta, all'iperinflazione, all'inflazione galoppante, 1000% mensile, quotidiano. A un certo punto, cioè si arriva a queste monete. Questa è una moneta da un milione di marchi. Venivano stampate monete da tagli simili. Il pane, il suo costo, 400 miliardi, 400 miliardi di marchi. Un chilo di pane, 500, 600 miliardi di marchi. Un pacco molto nutriente, un chilo di burro. Le persone uscivano con sacchi, carriole di monete, di banconote per andare a fare la spesa. La Germania è al collasso.
In questo contesto, i comunisti spartachisti, che stanno riprendendosi più che mai, si rinforzano per dire: "La rivoluzione è indispensabile, dobbiamo uscire da questo modello di stato che è indebitato, che deve dare vita a una resa". Ma sono molto deboli i comunisti perché si sono massacrati con la rivoluzione. Quale partito comincia a ingrandirsi? I nazionalisti, in modo particolare la propaganda hitleriana. La propaganda hitleriana e di questo nuovo partito comincia a dire: "Ecco dove ci porta il governo di Weimar. Ci ha portato a firmare la resa, ci ha portato a firmare l'armistizio, a firmare le riparazioni, ma i francesi e i belgi, non contenti, ci hanno occupato la Ruhr. Siamo al tracollo".
Ebbene, in questo tracollo che fa presagire proprio il collasso, la Germania, con un colpo di reni, è capace di dare vita a un governo più forte degli altri. Ok? Dà vita al governo Stresemann. Il governo Stresemann è un governo di grande coalizione. Cosa vuol dire? È un governo di grande coalizione. Dentro ci sono i socialdemocratici, i cattolici, i liberali e i democratici. Dunque, è un governo di centro, che va a sinistra, guarda anche i liberali. Dunque, un governo di quasi tutti i partiti del Parlamento di Weimar, che si uniscono per cercare di uscire da questa situazione. E come ne escono? Ne escono con questo tentativo, va bene, e guidato, appunto, da Stresemann, anche leader del Partito Tedesco Popolare. Dunque, è un conservatore.
Cercano di fare dei trattati, di trattare, dunque, con la Francia, con l'Inghilterra, una fuoriuscita da questo strangolamento. Chiedono, dunque, di poter, di poter riallacciare dei legami, ovviamente economici, di poter trattare anche sulla Ruhr. E fanno una cosa quasi da umiliarsi, di nuovo. Stresemann, però, è saggio. "Noi smettiamo di dire agli abitanti della Ruhr di insorgere, di non collaborare con voi. Quali sono le terre? Ok, però datemi simili, ci incontro". E ma in queste terre stanno nascendo anche opposizioni radicali.
Benissimo. Il governo Stresemann, altra mazzata e botta per i comunisti rivoluzionari. Scioglie i governi della Sassonia e della Turingia, dove ci sono governi comunisti, socialdemocratici. Reprime una serie di altre associazioni che propongono una rivoluzione. "Noi stiamo facendo delle cose come governo centrale, che siamo pronti a dialogare con voi, potenze occidentali, francesi, inglesi e belgi, ok? Veniteci incontro". È chiaro, la Francia e il Belgio sono ancora rigidissime.
Se non c'è un altro elemento pericoloso. Sciolti i governi, molte delle agglomerate, delle associazioni comuniste, repressi questi tentativi di insurrezione socialista, il governo ha sottovalutato quello che sta accadendo in Baviera. La Baviera, la patria della destra nazionalista. In Baviera, il Partito Nazionalsocialista di Hitler ha preparato per il '23, per il 9 novembre del 1923, un colpo di stato. Si chiama Putsch bavarese, il Putsch di Monaco. A destra, i nazionalisti guidati dal generale Ludendorff, più i nuovi nazionalsocialisti di Hitler, preparano. Ludendorff e Hitler un colpo di stato. Insorgono armati nel palazzo del governo di Monaco di Baviera con i loro militanti.
Vuoi sapere se da Monaco di Baviera, non c'è la birreria famosa del pellegrinaggio, anche un po' macro, dove si va, dove si ritrovavano i nazisti, no? In Baviera, a Monaco di Baviera, e insorgono, ma non trovano il consenso dei cittadini e di molte delle forze armate, della guardia municipale, dei lavoratori delle fabbriche. Quel Putsch del generale Ludendorff e di Hitler fallisce e vengono arrestati. Tre vivono in carcere, condannati a 5 anni, ma per buona condotta gli vengono ridotti a pochi mesi. E in quella esperienza in carcere scriverà quel libro terribile che si chiama "Mein Kampf", "La mia vita, la mia battaglia". Lo scrivono lui e Rudolf Hess, che è il suo braccio destro, foto del partito. Sono in carcere, sono vicini anche di celle, uno parla all'altro, l'altro scrive. Non nasce lì il programma del partito nazista, nasce in carcere, dopo che abbia per un colpo di stato. La storia con i secoli, ma non l'avessero scarcerato, l'avessero lasciata così. È chiaro.
Dunque, viene represso questa instabilità. E con questa chiusura, fa entra in campo, sapete chi? Gli Stati Uniti. Gli Stati Uniti, di fronte a questa instabilità, intervengono ad aiutare la Germania. Il governo Stresemann ha chiesto lacrime e sangue, ha diminuito il più possibile, parte delle cose, l'inflazione, i salari, ha diminuito lo stampare la moneta, ha limitato, dunque, la diffusione del credito per cercare di rivalutare la moneta. È chiaro, ha chiesto dei grandi sacrifici per pagare, ovviamente, i debiti, ma così non riesce a riprendersi.
Gli Stati Uniti intervengono. Dicono: "Aiutiamo la Germania. Piano Dawes". Dawes è, di fatto, un politico finanziere americano che propone come governo americano questo piano. Piano di aiuti economici, di prestiti agli Stati Uniti, di prestiti pagabili in tantissimi anni, alcuni prestiti a fondo perduto, in modo tale che la Germania possa ripagare il debito di guerra. A quel punto, i francesi e i belgi cominciano a ritrattare le posizioni. Abbandoneranno progressivamente la Ruhr, perché l'idea americana è molto semplice: "Voi, francesi, volete le riparazioni di guerra, ma se voi togliete le industrie, il bacino minerario, i tedeschi potranno risollevare l'economia con cui pagare i debiti di guerra, no? Comunque, noi vi diamo un prestito ai tedeschi per cominciare a pagare i vostri debiti, ma voi lasciate la Ruhr in modo tale che i tedeschi riattivino la loro economia e possano pagarvi le riparazioni negli anni successivi".
Questo fa sì, ok, che la Germania intorno agli anni '24-'25 trovi una lenta, una lenta stabilizzazione, una lenta ripresa, una lenta stabilità. Questa lenta stabilità verrà travolta nel 1929, ovviamente, dalla crisi di Wall Street. Ma c'è ancora un'ultima svolta, sapete? In questa fase di crisi, 1925. Ebert finisce il mandato. Ma le nuove elezioni del Presidente. Muore Ebert. Nuove elezioni del Presidente della Repubblica. Si candida Marx, è un politico del Centro Cattolico, un cattolico, si candida per le forze moderate cattoliche a Presidente della Repubblica. La sinistra è divisa, ma non ha un candidato unico. I socialdemocratici appoggiano Marx, i popolari appoggiano Marx. I comunisti non lo appoggiano. Tutti i conservatori e la destra nazionalista, che sta riemergendo, decide di votare un uomo che ha un peso decisivo per il lascito del potere di Ebert. Forse senza questo uomo non ci sono, sono a zero. È un vecchio maresciallo dell'esercito tedesco guglielmino, Hindenburg.
Hindenburg vincerà le elezioni nel 1925. E è un punto decisivo per la storia del potere. Molti tra