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Anatomia. Sistema nervoso. Sistema parasimpatico.
Il sistema parasimpatico, a seconda di dove siano localizzati i suoi nuclei, si può distinguere in parasimpatico encefalico e parasimpatico sacrale.
I nuclei viscere effettori del parasimpatico encefalico fanno parte dei nervi oculomotori, faciale, glosso faringeo, vago e accessorio.
Il parasimpatico del nervo oculomotore è costituito da fibre nervose che determinano l'innervazione motrice del muscolo ciliare e del muscolo sfintire della pupilla dell'occhio. Le fibre pregangliari originano dal nucleo di Edinger e Westphal, che abbiamo visto nella trattazione del nervo colom motore, e seguendo il decorso del ramo inferiore di questo nervo si dirigono al ganglio ciliare.
Il ganglio ciliare, posto nella cavità orbitale lateralmente al nervo ottico, è in realtà il punto di raccordo non solo delle fibre pregangliari del parasimpatico, ma anche di fibre sensitive e ortosimpatico. Non fanno sinapsi in questo ganglio. Esso infatti è costituito da tre radici: breve, lunga e ortosimpatico.
Del parasimpatico, che orig dal nucleo di Edinger e Westphal, costituiscono la radice breve. La radice lunga invece è formata da fibre sensitive che provengono dal nervo nasociliary, che è un ramo del nervo oftalmico del trigemino. Queste fibbre Si occupano della raccolta della sensibilità dell'occhio. La radice ortosimpatico proviene dal plesso carotideo interno dell'ort simpatico e queste fibre hanno una funzione vasomotrice, quindi di vaso di dilatazione e vasocostrizione, e una funzione motrice sul muscolo dilatatore della pupilla.
È importante notare che le fibre sensitive e quelle ortosimpatico il ganglio ma senza interrompersi e fare sinapsi. Quindi il ganglio per questo tipo di fibre rappresenta solo una sorta di passaggio per arrivare all'occhio, ma niente di più.
Dal ganglio ciliare poi originano le fibre postgangliari che costituiscono i nervi ciliari brevi che si portano all'occhio. In tal caso, quindi, il parasimpatico Inver il muscolo sfinter dell'iride presiedendo al suo restringimento e quindi alla miosi in risposta alla luce e all'acc. Mentre le fibre dell'os simpatico inverno il muscolo dilatatore dell'iride provocandone la sua dilatazione detta midriasi. Non è un caso, quindi, che in condizioni di paura intensa la nostra pupilla si dilata, è l'effetto dell'ort simpatico, quel sistema Fight or flight.
Il parasimpatico del nervo facciale si può distinguere in due componenti: una appartenente al nervo facciale propriamente detto e l'altra appartenente al nervo intermedio.
Il parasimpatico del nervo facciale propriamente detto consente la produzione delle lacrime da parte della ghiandola lacrimale e della saliva da parte delle gandole Palatine. Complessivamente questa F viene detta eccit secretrice perché attraverso un'eccitazione delle ghiandole ne consente la produzione di secreto.
Le fibre pregangliari originano dal nucleo lacrimatoio dello i agita posto nella calotta del ponte. Queste entrano a far parte del nervo facciale propriamente detto e poi del nervo Petroso superficiale. In seguito si uniscono le fibre provenienti dal nervo Petroso profondo, che appartiene all'ort simpatico, e dall'Unione delle fibre parasimpatiche e ortosimpatico del canale pterigoideo o anche detto nervo vidiano, che arriva al ganglio pterigo Palatino.
Le fibre parasimpatiche, una volta arrivate al ganglio pterigo Palatino, terminano lì, mentre quelle ortosimpatico attraversano il gangli pterigo Palatino. Posto all'interno della Fossa pterigopalatina, in realtà non riceve solo le fibre parasimpatiche e ortosa attraverso il nervo vidiano, ma anche fibre sensitive dal nervo mascellare del trigemino. Accade, perciò, la stessa cosa che abbiamo visto con il parasimpatico del ner oculomotore: le fibre ortosimpatico sensitive attraversano il ganglio senza fare sinapsi, mentre quelle parasimpatiche si interrompono in questo ganglio.
Una connessione particolarmente interessante è però quella con il nervo mascellare. Non solo il nervo mascellare rilascia fibre pregangliari destinati al ganglios sfeno Palatino, ma riceve fibre postgangliari da quest'ultimo. E queste fibre, seguendo poi il decorso del nervo mascellare, entrano nel nervo zigomatico e poi attraverso l'anastomosi con il nervo lacrimale si portano con questo alla ghiandola lacrimale. Inner andola.
Ma vediamo ora i rami efferenti, cioè quelli che originano dal ganglios feno Palatino. I rami afferenti sono i nervi nasali postero superiori e i nervi palatini. I nervi nasali postero superiori contengono fibre sensitive provenienti dal nervo mascellare e fibre postgangliari dal ganglios fenop Palatino stesso. Le fibre sensitive innervano la tonaca mucosa della Fossa nasale e quella della parte anteriore del palato duro, mentre le fibre postgangliari innervano le ghiandole che si trovano in queste tonache mucose.
I nervi palatini invece sono tre: anteriore, medio e posteriore. Tutti e tre questi contengono fibre sensitive provenienti dal mascellare perinerv fazione della mucosa del palato duro e del palato molle e fibre postgangliari per l'innervazione delle ghiandole annesse.
Il parasimpatico del nervo intermedio provvede all'inazione eccit secretrice delle ghiandole sottomandibolare, sottolinguale e linguali.
Le fibre pregangliari originano dal nucleo salivatorio Superiore situato sempre nella calotta del ponte e da qui, una volta Entrate nel nervo intermedio, passano prima nel ner corda del timpano e poi nel nervo linguale, ramo del nervo mandibolare del trigemino. Il passaggio di fibre può avvenire proprio grazie alla anastomosi che c'è tra il ner corda del timpano e il nero linguale. Dal nero linguale le fibre si portano a due gangli distinti: poi il ganglio sottomandibolare e il ganglio sottolinguale.
Il ganglio sottomandibolare sottolinguale sono situati rispettivamente nella loggia sottomandibolare e sottolinguale e ricevono solo fibre parasimpatiche pregangliari da parte del nervo linguale. Le fibre postgangliari che originano si dirigono chiaramente alleghi le sottomandibolare sottolinguale e alleghi andle salivari della lingua, regolandone la secrezione.
Il parasimpatico del nervo glossofaringeo comprende un contingente di fibre effettrici viscerali e un contingente di fibre sensitive viscerali.
Le fibre effettrici viscerali provvedono all'invasione eccit secretrice della ghiandola parotide e delle ghiandole salivari geniene e labiali, ovvero quelle che si trovano nello spessore della tonaca mucosa di guance e labbra. Esso ha come suo nucleo il nucleo salivatorio inferiore posto nel midollo allungato e come ganglio il ganglio otico posto nella fossa infratemporale.
Le fibre pregangliari originano dal nucleo salivatorio inferiore all'interno del midollo allungato e il loro decorso segue il nervo glossofaringeo, poi quello timpanico e infine il nervo piccolo Petroso superficiale fino ad arrivare al ganglio. Il ganglio dell'Arno, situato nella fossa infratemporale o zigomatica, riceve esclusivamente le fibre parasimpatiche del ner glossofaringeo, ma presenta anche fibre postgangliari distinte.
La maggior parte delle fibre postgangliari entrano nel nervo auricolo temporale, che è un ramo del nervo mandibolare del trigemino, e seguendo poi il decorso di questo nervo, quindi arrivano alla parotide consentendo la sua secrezione. Altre fibre postgangliari passano invece nel nervo mandibolare stesso per poi entrare nel nervo buccinatore e raggiungere le ghiandole situate a livello di labbra e guance.
Le fibre sensitive viscerali invece veicolano la sensibilità gustativa e generale del terzo posteriore della lingua e del palato. Tali fibre nascono dal ganglio Petroso e i loro prolungamenti centrali terminano nel nucleo del tratto solitario, mentre i prolungamenti periferici decorano attraverso i rami faringei, il nervo linguale e il nervo del seno carotideo, attraverso cui veicolano stimoli che derivano da variazioni del pH del sangue.
Il parasimpatico del nerv vago rappresenta sicuramente la componente più estesa del parasimpatico encefalico, perché le sue fibre effettrici viscerali provvedono all'inazione della muscolatura involontaria e delle ghiandole di buona parte dell'organismo.
Le fibre pregangliari originano dal nucleo motore dorsale del ner vago posto nel midollo allungato. Queste se seguono i rami che il nerovago stesso emette a livello di torace e addome fino ad arrivare ai vari gangli parasimpatici intramurali. I gangli del nerv vago sono molto numerosi e si trovano nelle vicinanze o all'interno delle tonache mucose degli organi che innervano.
Le fibre postgangliari danno un' innervazione molto estesa. Infatti seguono essenzialmente tutti i rami che originano dal nucleo motore dorsale e che abbiamo già trattato parlando del nervo vago. Perciò ci limiteremo a fare esclusivamente un elenco degli organi innervati: cuore, trachea assieme alle sue ghiandole, ghiandole bronchiali, tutto l'apparato digerente comprese le ghiandole annesse, cioè fegato e pancreas, ma anche tutte quelle distribuite lungo il tubo digerente, a cui si aggiungono vie urinarie e Mils.
Anche in questo caso vi sono fibre sensitive viscerali che originano nel ganglio inferiore del vago, chiamato anche ganglio nodoso, e raggiungono il del tratto solitario e i distretti periferici cardiovascolari.
Il parasimpatico del nervo accessorio è completamente annesso a quello del vago. Le fibre pregangliari originano dal nucleo accessorio del vago e da qui Esse seguono il nervo accessorio stesso per poi unirsi al nervo vago e seguire tutto il suo decorso.
La porzione sacrale del parasimpatico ha i suoi nuclei viscero effettori all'interno del midollo spinale nella parte sacrale. Qui abbiamo Due Colonne di neuroni: una laterale e una mediale, situate alla base del Corno anteriore di sostanza grigia. Dalle Due Colonne chiaramente Origin Ranno fibre pregangliari che seguono le radici anteriori dei nervi sacrali per arrivare ai gangli pelvici.
I gangli pelvici parasimpatici sono sparsi all'interno del plesso pelvico, che come abbiamo visto negli scorsi video appartiene all'ort simpatico. Da tali ganglio poi originano le fibre postgangliari che entrano nella costituzione del plesso pelvico stesso per distribuirsi a vari organi: intestino retto, ultimo tratto dell'uretere, vescica, uretra nel maschio anche prostata, vescichette seminali, dotto deferente e corpi cavernosi del pene, mentre nella femmina si aggiungono utero, vagina, corpi cavernosi del clitoride e del bulbo del vestibolo.
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